Un’estate con la Canon EOS 6D

DSC04419La Canon EOS 6D è la più piccola e meno costosa delle reflex fulframe della casa rossa, ma è comunque una fotocamera di grande qualità. L’anno scorso infatti l’ho provata con eccellenti risultati (test). Ques’anno ho di nuovo avuto la possibilità di averne una e l’ho usata per molte delle mie foto estive per farne un test sul campo. Insieme alla 6D ho avuto a disposizione anche un fantastico corredo di obiettivi: EF 16-35 mm f/4,0 L IS, EF 24-105 mm f/4,0 L IS, EF 70-300 mm f/4,0-5,6 L IS e EF 35 mm f/2,0 IS. Con un corredo coì si possono affrontare tutti i generi fotografici e infatti ho scattato un po’ di tutto.
Riepilogo qui le sue caratteristiche principali:

– sensore CMOS fullframe (36×24 mm) con 20 Mpx
– processore d’immagine Digic 5
– corpo metallico protetto da polvere ed acqua
– innesto obiettivi Canon EF
– schermo da 3″, rapporto dimensionale 3:2 e 1.040.000 pixel
– autofocus rilevamento di fase con 11 punti AF, di cui quello centrale a croce, selezionabili automaticamente o manualmente
– modalità di esposizione completamente automatica, Program, a priorità, manuale e con scene predisposte
– sensibilità automatica o manuale da 100 a 25600 Iso espandibile fino a 50 e 102400 Iso
– otturatore con tempi da 30 secondi ad 1/4000
– disponibilità di numerose scene e della modalità A+ (Scena Smart Auto) per la scelta automatica delle scene
– funzioni speciali CA (Creatività automatica) con cui è possibile modificare facilmente profondità di campo, modalità di scatto, e atmossfera dell’immagine
– ripresa video Full HD a 1920×1080 pixel 30p (29,97; 25; 23,976 fg/s) e 60p (59,94, 50 fg/s) in formato MPEG-4 e AVC/H.264 con audio stereo, autofocus continuo e possibilità di controllo manuale
– velocità di raffica fino a 4,5 fg/s
– sistema di pulizia del sensore a vibrazione ultra sonica
– controllo di flash esterni senza fili
– usa schede SD/SDHC/SDXC anche di tipo UHS-I
– batteria agli ioni di litio LP-E6
– dimensioni 145x111x71 mm
– peso 770 grammi


La EOS 6D è una fulframe di dimensioni contenute per la categoria. Ci sono alcune reflex APS, come la stessa Canon EOS 7D di dimensioni e peso superiori, e infatti qualche volta è stata scambiata per un’APS. Ciò però non significa che la 6D sia piccola e leggera; non lo è affatto e in confronto ad alcune mirrorless è un gigante. Insieme agli obiettivi di corredo riempiva la mia borsa più grande e il peso non era indifferente. Le sue qualità però compensano ampiamente il tutto e me la sono portata in giro volentieri nelle mie gite e passeggiate.

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Ho già pubblicato lo scorso anno il test della 6D e in questo caso non mi ripeterò. I suoi pregi principali sono l’eccellente qualiità d’immagine a tutte le sensibilità, l’ottimo mirino ampio e luminoso e la disposizione dei comandi molto comoda ed efficace che consente di prendere subito confidenza con la fotocamera e di regolarla con facilità anche con l’occhio al mirino.
L’autofocus è rapido e veloce ed ha un’elevata sensibilità riuscendo a mettere a fuoco anche in condizioni crtiche, quasi al buio, nonostante non sia presente una luce ausiliaria. La copertura dei punti AF, solo 11, però è un po’ ridotta e non consente un efficace inseguimento di soggetti in movimento veloce. Per questo non ho usato la 6D per riprese sportive, se non per quelle di una regata velica, nella quale però le barche si muovono in modo relativamente lento.
I generi per cui la 6D si presta di più sono i paesaggi, la realtà urbana, i ritratti, le cerimonie e gli eventi, oltre che le foto di viaggio. L’ho infatti portata con me in alcuni eventi, come una festa della birra, e in numerose gite nelle cittadine del sud del Lazio e nella pianura Pontina, in Toscana, nella visita delle grotte di Pastena ed a Peschici, bella località del Gargano. Ho preferito la 6D ad altre fotocamere mirrorless più piccole e leggere, ed anche di qualità, per la sicurezza che essa mi dava di poter portare a casa ottime foto in tutte le situazioni e in tutte le condizioni di luce.
Portarla in giro non è mai stato un problema. Nella mia borsa più capiente sono entrati senza problemi in corpo con il 24-105 montato e gli altri obiettivi. Rimaneva ancora un po’ di spazio se avessi voluto inserirvi un flash, che però non avevo. Alla fine pesava meno di quella che portavo in spalla anni fa con due corpi reflex Olympus OM1 e 2 a pellicola, quattro obiettivi, flash e videocamera Sony.
Uno dei grandi vantaggi delle attuali fotocamere digitali è infatti quello di potere riprendere anche ottimi video. Così non c’è più necessità, se si vogliono fare contemporaneamente foto e video, di portarsi dietro due differenti dispositivi e passare continuamente da l’uno all’altro. Un gran bel vantaggio!
In realtà poi non ho girato molti video, anche se la 6D ha ottime capacità in questo campo, ed ho preferito concentrarmi sulle foto.
Quando vado in giro a piedi per visitare una città con l’intenzione di fotografare tengo sempre pronta la macchina. Se è una piccola e leggera compatta o mirrorless posso, in alcune occasioni, anche portarla al collo con la cinghia a tracolla, ma con una reflex più pesante non lo faccio mai. Il modo migliore per portare la macchina ed essere sempre pronti, con qualsiasi fotocamera, ma a maggiore ragione con una pesante, è quella di tenerla con la mano destra, per l’impugnatura, con la cinghia attorcigliata al polso e l’indice sul pulsante di scatto. Se poi l’interruttore di accensione è ad esso coassile si è pronti a scattare in un attimo. Con la 6D purtroppo non è così e l’interruttore posizionato in alto a sinistra costringe, prima di poter scattare, a intervenire anche con la sinistra per l’accensione. E’ questo l’unico difetto nei comandi della 6D che per il resto ho trovato sempre comodissimi, pratici ed immediati.

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Particolarmente apprezzabile è la fila dei quattro pulsanti davanti al piccolo pannello LCD che riporta tutte le informazioni sulle impostazioni della fotocamera, illuminabile con l’ultimo pulsante sulla destra. Questi pulsanti, tutti a portata di indice consentono di regolare il modo di funzionamento dell’autofocus, la modalità di scatto, singola o continua, la sensibilità Iso e la modalità di misurazione esposimetrica. E’ particolarmente apprezzabile il pulsante Iso con un piccolo rilievo al centro che lo fa riconoscere immediatamente al tatto. DIetro il pannello, sulla sommità del dorso nell’angolo destro c’è poi il pulsante per la scelta dei punti AF che può essere manuale o automatica. Tutto è poi controllabile nel mirino tenendo la macchina con la mano sinistra sotto l’obiettivo e pronti per lo scatto. Questo consente una rapidità di regolazione e operativa veramente eccellente che non ho riscontrato in nessun altra reflex o mirrorless ed è uno dei motivi per cui mi piace la 6D e me l’ha fatta preferire, insieme alla qualità d’immagine e degli obiettivi, per documentare le mie vacanze d’estate.
Di solito tengo montato sulla macchina l’obiettivo più adatto alle situazioni fotografiche che prevedo mi si presenteranno in modo da minimizzare o addirittura evitare cambi al volo. In alcuni casi quando sono in giro in esterni uso zoom ad ampia escursione con una funzionalità analoga ad una bridge, ma con il vantaggio di usare una reflex. Visti gli obiettivi a disposizione il candidato più logico sarebbe stato il 24-105 che infatti ho usato in diverse occasioni. Per aggirarmi però in borghi e cittadine, spesso con stradine e vicoli stretti, però ho scelto di usare il 16-35 mm f/4,0. Questo obiettivo si è rivelato fantastico (ne riparlerò dopo) sia per le possibilità d’inquadratura sia per la qualità e da quando ho incominciato ad usarlo non l’ho più smontato se non in caso di estrema necessità. Infatti alla sua massima focale, 35 mm, è anche un ottimo obiettivo per “street photography”. Il 35 mm f/2,0 stabilizzato si è invece rivelato utile in poca luce, in particolare nelle grotte, mentre il 70-300, anche questo di eccellente qualità, l’ho usato per qualche foto di regata (poche perchè l’amico che mi doveva portare in barca per seguirla non lo ha potuto fare a causa di un incidente) e in situazioni particolari.
Andare in giro e fotografare con la 6D, o qualsiasi reflex di questo tipo, ha alcuni svantaggi, a parte peso e dimensioni. Infatti si è individuati subito come fotografi e in alcuni casi questo può generare un po’ di ritrosia in alcune persone ad essere fotografate. In altri casi però è un vantaggio perchè si è considerati un professionista e ci si può aggirare con facilità in luoghi affollati, eventi e spettacoli, mentre le persone si scansano e fanno posto per non ostacolare la ripresa.
Inquadrare con un mirino grande e luminoso come quello della 6D consente poi un perfetto e totale controllo della composizione e dell’inquadratura. Rispetto ad un mirino elettronico non c’è la possibilità di vedere l’effetto delle regolazioni, esposizione, bilanciamento del bianco, ma l’immediatezza di visione dell’immagine data dalla visone ottica diretta è ancora ineguagliata. Conta poi anche l’abitudine del fotografo, che può trovarsi meglio con l’uno o l’altro tipo. Io a dire la verità mi trovo bene con entrambi, ma mi danno un po’ fastidio i mirini piccoli e non molto luminosi di alcune reflex base. Con quello della 6D comunque non ci sono problemi ed è, come detto, uno dei suoi pregi.
Ho usato la fotocamra prevalentemente in Program e con la sensibilità Iso in automatismo, come di solito, per concentrarmi meglio sulle foto. La 6D espone quasi sempre correttamente e solo in casi particolari si devono effettuare piccole correzioni, facilmente individuabili con l’esperienza o controllando la foto sullo schermo. Anche il bilanciamento del bianco l’ho lasciato quasi sempre in auto, infatti questo non mi preoccupa minimamente perchè salvando le foto in raw, oltre che in jpeg, posso sempre correggerlo in fase di conversione senza nessuna conseguenza sulla qualità delle foto.
L’automatismo Iso della 6D ha un funzionamento intelligente e tiene conto della focale dell’obiettivo montato ed anche della variazione dello zoom adeguando i tempi di scatto in modo da evitare il mosso. Ciò è coadiuvato anche dall’ottima efficacia della stabilizzazione sugli obiettivi Canon presente anche sullo zoom grandangolare 16-35 e sul 35/2,0. Se lo si ritiene necessario comunque è possibile stabilire il tempo più lungo di scatto che l’automatismo può permettere prima di aumentare la sensibilità e questo consente di usarlo anche per soggetti in movimento. In alternativa si può usare la priorità dei tempi per garantirsi un tempo di scatto sicuro.
L’autofocus è rapidissimo e preciso, non ho mai avuto foto sfocate. I suoi 11 punti AF coprono abbastanza bene l’inquadratura. Di solito la scelta automatica funziona bene, ma se necessario è molto rapido cambiarlo agendo col pollice una o più volte sull’apposito pulsante.
Le foto sono molto nitide, con colori brillanti anche con il profilo colore standard in jpeg. Con la conversione da raw si possono modificare come si preferisce senza nessun problema usando il programma Digital Photo Professional di Canon.
La 6D dispone anche di un ricevitore GPS che ho usato solo saltuariamente anche perchè tenerlo sempre acceso consuma la batteria. Non che questa abbia problemi, fornisce un’ottima autonomia e si possono fare almeno mille scatti prima di doverla ricaricare. C’è anche la connessione Wi-Fi che può essere usata per trasferire le foto su uno smartphone o su un tablet o ancora meglio per controllare remotamente la macchina, montandola su un treppiede o appoggiandola su un supporto sicuro. Non ho avuto occasioni di usarla, se non per motivi di prova, ma sicuramente può essere molto utile in diverse circostanze e anche per autoscatti comandati remotamente.

Un’estate con la EOS 6D: galleria

In conclusione fotografare con la 6D è stato piacevolissimo in tutte le occasioni e situazioni e mi ha consentito di scattare bellissime foto.

 

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5 pensieri su “Un’estate con la Canon EOS 6D”

  1. L’unica cosa che non capisco è come abbia fatto canon ad avere in questa macchina dei problemi di moirè e di artefatti dovuti ad un filtro antialias insufficiente che la vecchia 5D Mk II non aveva. Parlo dell’utilizzo della fotocamera in ambito video. Davvero sembra quasi un sabotaggio dall’interno per fare si che i videomaker comprino la 5D MK III. Per il resto è la reflex full frame che trovo più interessante in questo momento.

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    1. Sillky,
      io non ho mai riscontrato problemi di moir+ con la Canon 6d pur avendo scattato oltre 3000 foto, alcune specifiche per mettere in evidenza il fenomeno. Comunque avere un filtro antialias leggero è un vantaggio, il moirè se necessario si può controllare in altro modo.
      Ciao, Francesco

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      1. Infatti i problemi di moire vengono fuori quando giri dei video. In caso di video non è molto semplice rimuovere problemi di moirè e altri artefatti dovuti ad anti aliasing non perfetto.

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        1. SilKy,
          io ho usato la 6D più per le foto che per i video. Comunque nei video che ho ripreso, anche in condizioni di luce sfavorevole, non ho notato questo effetto pure se nelle riprese sono entrate griglie metalliche e persiane che potrebbero produrlo. Forse l’ho notato, in modo appena percettibile, nella griglia di areazione di un autobus che ho ripreso.
          Ciao, Francesco

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