Panasonic G9: test

La G9 condivide con la GH5 il ruolo di ammiraglia della gamma delle Panasonic Lumix G con sensore di formato M43. Le due fotocamere hanno molte caratteristiche in comune, ma si differenziano per alcuni aspetti che rendono la GH5 più adatta alle riprese video e la G9 invece più adatta alle riprese di foto in situazioni dinamiche e sportive.
La G9 è dotata di un sensore CMOS Micro 4/3 da 20 Mpx senza filtro antialias, di un mirino di alta qualità, uno schermo orientabile, di possibilità di ripresa video Full HD e 4K a varie velocità e formato AVHC o MP4. La messa a fuoco a rilevamento di contrasto usa la tecnologia DFD per renderla più veloce. Le sue caratteristiche sono professionali, con un corpo metallico protetto da polvere ed acqua, la stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, ripresa video 4K e una velocità di raffica che può arrivare a 60 fg/s.

La G9 ha un corpo simile ad una reflex, di dimensioni e peso medi, protetto da polvere ed acqua, con una impugnatura sporgente sulla destra e un pannello LCD che riporta le principali impostazioni sulla calotta. La costruzione e la finitura sono di ottimo livello e danno un’impressione di alta qualità. I comandi sono numerosi e tutti ben disposti.
La G9 è progettata per avere ottime prestazioni per la fotografia sportiva e naturalistica, ma offre buone prestazioni anche in video come tutte le Panasonic.

Le sue principali caratteristiche sono:

– sensore Micro 4/3 (17,3×13 mm) Live MOS da 20 Mpx senza filtro antialias
– processore d’immagine Venus Engine
– stabilizzazione a “5 assi” sul sensore
– innesto obiettivi Micro 4/3
– mirino elettronico con 3,68 Mpx, copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,83x
– schermo da 3″ orientabile con 1.040.000 pixel sensibile al tocco
– autofocus a rilevamento di contrasto con 225 punti AF selezionabili automaticamente o manualmente e tecnologia DFD (Deep From Defocus)
– modalità di esposizione completamente automatica, Program, a priorità e manuale
– sensibilità automatica o manuale da 200 a 25600 ISO espandibile a 100 ISO
– otturatore meccanico con tempi da 60 secondi ad 1/8000 e elettronico fino a 1/32000
– disponibilità di filtri creativi
– ripresa video 4K a 3840×2160 pixel a 60/50/30/25/24 fg/s in formato MP4 con audio stereo o Full HD 60/50p, 30/25p, 24p anche in AVCHD
– ingresso per microfono stereo esterno, cuffia e uscita HDMI per dispositivi esterni
– velocità di raffica fino a 60 fg/s
– livella elettronica a due assi
– connettività Wi-Fi, NFC e Bluetooth
– dimensioni 137x97x92 mm
– peso 658 grammi

La G9 costa 1.250 € solo corpo, 1,850 € con lo zoom Leica Vario-Elmarit 12-60 mm f/2,8-4,0 stabilizzato.

Descrizione

La G9 ha la forma e l’aspetto di una reflex tradizionale. Questo deriva dal fatto che è dotata di mirino e forse anche dalla volontà di dargli un aspetto più professionale e più simile a quelle che sono state fino ad oggi considerate le fotocamere migliori.
In ogni caso il suo aspetto è piacevole ed equilibrato. Le dimensioni ed il peso sono più o meno analoghi a quelli di una reflex APS, ma lo spessore è più ridotto e gli obiettivi sono piuttosto compatti e leggeri, anche quelli professionali e ad alta luminosità. Il corpo è ottimamente costruito, in magnesio e protetto da polvere ed acqua, rifinito e rivestito in buona parte da gomma zigrinata antiscivolo. I comandi esterni sono ben distribuiti ed adatti ad effettuare tutte le regolazioni fondamentali.

Inizio la descrizione dal frontale:

Sulla destra dell’innesto obiettivi, guardando la fotocamera frontalmente, si vede il pulsante di sblocco dell’ottica; in basso una leva personalizzabile a cui possono essere assegnate particolari funzioni. In alto la presa per la sincronizzazione flash coperta da un tappo in gomma. Dall’altro lato, in alto,accanto all’impugnatura che contiene la batteria, l’illuminatore a led di ausilio per l’autofocus che funziona anche come segnalatore dell’autoscatto. Più in basso alla destra dell’innesto ci sono due pulsanti: quello più in alto fn4 è personalizzabile,il secondo che consente di verificare sia l’anteprima della profondità di campo sia il risultato che si otterrebbe su un soggetto in movimento con il tempo di scatto selezionato.

Sulla calotta superiore vediamo, da sinistra, la manopola di impostazione delle modalità di funzionamento: P (program), A (priorità dei diaframmi, S (priorità dei tempi), M (manuale), Video con impostazioni manuali, impostazioni personalizzate C1, C2 e C3, filtri creativi e iA (totalmente automatico). sotto questa manopola c’è una seconda ghiera (visibile anche nella foto del dorso) che serve a selezionare le modalità di scatto: singolo, raffica, autofocus, bracketing.
Al centro la slitta porta accessori per flash esterno.

Alla sua destra il grande pannello LCD che quando la fotocamera è accesa riporta le principali impostazioni, illuminabile tramite un’apposita posizione dell’interruttore di accensione.

Proseguendo verso destra c’è il pulsante rosso per la ripresa video e la ghiera di comando posteriore.

All’estremità dell’impugnatura c’è il pulsante di scatto con coassiale l’interruttore di accensione nella posizione più comoda per il suo azionamento rapido. Dietro la ghiera di comando anteriore e poi una fila di tre pulsanti: da sinistra quello per l’impostazione del bilanciamento del bianco, quello per la sensibilità ISO facilmente riconoscibile al tatto per i puntini in rilievo e quello per la compensazione dell’esposizione.

Nella parte posteriore, dominata dal grande schermo orientabile i comandi sono concentrati quasi tutti sulla destra e in alto.

In alto a sinistra troviamo un pulsante personalizzabile fn3 che per impostazione predefinita serve per la commutazione manuale della visione da schermo a mirino, che peṛò pụò essere anche automatica; sotto il pulsante per la revisione delle foto. Sopra si vede anche la ghiera che serve a selezionare le modalità di scatto.

Al centro il mirino protetto da una cornice in gomma morbida con sul lato sinistro la rotella di regolazione delle diottrie (non visibile) e sotto il sensore per la commutazione automatica tra questo e lo schermo.

Alla sua destra il pulsante per il blocco dell’esposizione o della messa a fuoco o di entrambe, personalizzabile da menu, circondato da una leva coassiale che commuta la messa a fuoco da AFS (singola) o AFF (video) a AFC (continua) o MF (manuale). Subito sotto il joystick che serve per selezionare e spostare i punti di messa a fuoco e navigare fra i menu e i comandi.

Alla destra dello schermo dall’alto il pulsante fn1 che per impostazione predefinita serve a scegliere l’ara di messa a fuoco: ampia (tutti i punti AF con scelta automatica), zona, punto singolo, messa a fuoco precisa con un’area spostabile e ridimensionabile a piacere, inseguimento e riconoscimento visi. Poi c’è un’ulteriore ghiera rotante di comando che funziona anche come pad a quattro vie con al centro il pulsante di conferma e per il richiamo dei menu. I pulsanti del pad, che servono anche per scorrere i menu, non hanno una funzione predefinita preassegnata, ma sono personalizzabili, come i pulsanti fn, da una lista di decine di funzioni. Sotto il pulsante personalizzabile fn2 che per impostazione standard serve a richiamare il menu rapido e infine il pulsante che serve a scegliere le informazioni visibili nello schermo o nel mirino e che in revisione serve per la cancellazione delle foto

Sul lato destro c’è il doppio alloggiamento per le schede SD, compatibili UHS II, protetto da uno sportellino.

Su quello sinistro, coperte da due sportellini in gomma ci sono tutte le prese di collegamento: in alto la presa per la cuffia, l’uscita HDMI e la presa USB. La presa per un microfono esterno è in alto coperta da un tappo in gomma.

Nella parte inferiore troviamo l’innesto per il treppiedi, coassiale con l’obiettivo, e lo sportello che protegge il vano per l’alloggiamento della batteria.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile
– caricabatteria con cavo
– un cavo USB
– il tappo di copertura del bocchettone di innesto ottiche
– la cinghia a tracolla
– un piccolo e sintetico manuale plurilingue. Il manuale completo è disponibile come pdf sul sito Panasonic
– il software per Windows e Mac, PhotoFun un browser fotografico per importare, visualizzare le foto, Sylkypix Developer Studio personalizzato per Panasonic per convertire le foto raw e QuickTime per i video, pụò essere scaricato dal sito Panasonic.

Come accessori sono disponibili:
– impugnatura porta batteria DMW-BGG9
– telecomando per scatto remoto DMW-RSL1
– adattatore per alimentazione da rete
– vari flash esterni Panasonic dedicati
– microfoni esterni DMW-MS2 e VW-VMS10
– filtri di protezione per gli obiettivi

Schermate

Modalità di funzionamento

Menu rapido

Menu

Uso in pratica

La G9 provata era dotata dello zoom standard con cui è venduta in kit Leica Vario-Elmarit 12-60 mm f/2,8-4,0 e del Leica 200 mm f/2,8 dotato anche di moltiplicatore di focale 1,4x che ne porta la focale equivalente complessiva a 560 mm con la notevole luminosità, per la focale, di f/4,0.

Prima di descrivere le caratteristiche della G9 ed il suo comportamento vorrei evidenziare le differenze in termini di dimensioni e di peso fra questa ed una fullframe mirrorless con sensore con un numero di pixel paragonabile. In particolare ho scelto la Sony A7 III con 24 Mpx.

Guardandole frontalmente si rileva che la G9 ha delle dimensioni superiori a quelle della Sony. Il peso è però analogo, 658 contro 650 grammi.
Le cose cambiano peṛò quando si considerano anche gli obiettivi.

Con il Leica 12-60/2,8-4,0 (24-120 mm eq.) per la G9 e il Sony G 24-105/4,0 per la A7 III, si vede che l’obiettivo fullframe pur avendo un’escursione focale leggermente inferiore e una luminosità inferiore alla minima focale è un po’ più grande e pesa il doppio, 663 g conto i 320 del Leica. Comunque la cosa è ancora accettabile e non crea problemi nel trasporto e nell’uso

Con il Leica 200/2,8 (400 mm eq.) e il Sony GM 400/2,8 la differenza è invece impressionante per le dimensioni e per il peso. Il Leica pesa 1245 grammi, il Sony 2895, più del doppio e si consideri che è uno dei 400/2,8 meno pesanti. Notare che entrambi sono compatibili con il moltiplicatore di focale 1,4x che li trasforma in 560 mm f/4,0 (equivalenti per il Leica).
Questo fa vedere come quando si ha la necessità di usare potenti teleobiettivi il formato M43 consente di disporre di obiettivi leggeri e maneggevoli ed usabili senza problemi anche a mano libera, cosa praticamente impossibile per un analogo obiettivo fullframe che richiede almeno l’uso di un monopiede per sostenerlo. Fra gli obiettivi per Panasonic c’è anche un notevole Leica 100-400/4,0-6,3 (200-800 mm eq.) grande come il 200/2,8 illustrato e ancora più leggero e il Leica 50-200/2,8-4,0 (100-400 mm eq.) più o meno con le stesse dimensioni e peso.
Per le foto sportive e naturalistiche quindi il formato M43 è un’opzione molto interessante. E’ vero che un sensore fullframe consente una maggiore gamma dinamica, una migliore gradazione tonale e un migliore rapporto segnale/rumore alle sensibilità più alte, ma i risultati delle M43 sono comunque molto validi e se non si hanno esigenze di fortissimi ingrandimenti, per i quali sarebbero però indicate le fullframe di maggiore risoluzione oltre 40 Mpx, o di scattare spesso ad altissime sensibilità, le M43 consentono di scattare ottime foto con attrezzature molto meno ingombranti e pesanti ed anche meno costose; il Sony 400/2,8 infatti costa circa 12.000 € mentre il Leica 200/2,8, pur caro, costa “solo” 3.000 €.

Corpo macchina

Il corpo macchina è di dimensioni medie come detto ed ha un’estetica abbastanza spigolosa e simile ad una reflex, salvo per lo spessore inferiore. L’impugnatura ben pronunciata, con ampio spazio per le dita, consente di tenerlo saldamente in mano. E’ ottimamente costruito, in lega di magnesio e protetto da polvere ed acqua.

Comandi

I comandi sono tutti a portata di dita e comodi da memorizzare e da azionare. Le due ghiere di comando, anteriore e posteriore, che a secondo delle modalità di funzionamento comandano tempi, diaframmi o entrambi, sono molto comode e facilmente raggiungibili; in alternativa per molte impostazioni e per navigare nei menu può essere usato il joystick molto comodo anche per selezionare e spostare i punti o le aree di messa a fuoco. La maggior parte delle impostazioni si pụò fare con pulsanti diretti, oppure dal Quick menu, premendo l’apposito pulsante e poi spostandosi con la ghiera posteriore, con quella anteriore o col joystick, e infine regolando il valore desiderato, senza dovere entrare nei menu. Con un po’ di pratica tutte le regolazioni si possono effettuare velocemente anche con l’occhio al mirino, oltre che con lo schermo.

Menu

Sono suddivisi nei sottomenu relativi all’impostazione immagine, impostazioni video, impostazioni di funzionamento (esposizione, fuoco e scatto, funzionamento, Monitor/display, obiettivo e altro), impostazioni generali della fotocamera e revisione. Sono molto chiari e semplici, fra i migliori disponibili ed è facile trovare tutte le impostazioni di proprio interesse.

Mirino

La G9 è dotata di mirino di ottima qualità. Ha 3,68 Mpx, con una copertura del 100 % e un ingrandimento reale di 0,83x, superiore anche a quello della Panasonic S1 fullframe. La sua nitidezza è molto elevata e non soffre di riflessi quando si inquadrano fonti di luce e di scie quando si muove velocemente l’inquadratura. E’ in molti casi preferibile ad un mirino ottico reflex, specialmente quando si inquadrano scene scure. Vi si possono visualizzare tutte le informazioni visibili sullo schermo. Il passaggio dalla visualizzazione sullo schermo a quella nel mirino pụò essere manuale, premendo l’apposito pulsante, oppure meglio automatica, tramite un apposito sensore che rileva quando si avvicina l’occhio all’oculare. Nel mirino è possibile visualizzare l’effetto di tutte le regolazioni apportate all’immagine, esposizione, bilanciamento del bianco, profili colore ed effetti, cosa impossibile per i mirini reflex. Su questo e anche sullo schermo è possibile visualizzare una griglia di guida, un riferimento per il centro dell’immagine ed una livella su due assi, molto comoda per evitare immagini storte e linee cadenti.

Schermo

Lo schermo, da 3″ con 1,04 Mpx e sensibile al tocco è stranamente più piccolo e con una minore risoluzione rispetto a quello della GH5. E’ comunque nitido e ben visibile. Soffre peṛ del problema di tutti gli schermi quando ci si trova in esterni: in alcuni casi, specialmente nelle inquadrature di scene di grande luminosità e ad alto contrasto, come ad esempio in controluce, nello schermo non si riesce a vedere quasi nulla, solo la propria faccia riflessa, e si inquadra quasi alla cieca. La possibilità di orientarlo in tutte le direzioni, compreso l’avanti, è peṛò molto utile per riprese da angolazioni difficili e per i “selfie”, oltre che per le riprese video.

Lo schermo sensibile al tocco consente di scegliere molte impostazioni direttamente da questo. Si pụò anche scegliere il punto o l’area di messa a fuoco e modificarne la posizione e la grandezza semplicemente toccando lo schermo anche con l’occhio al mirino. In questo modo si può anche ottimizzare l’esposizione della parte toccata e scattare. Nella revisione delle foto queste si possono scorrere e ingrandire come su uno smartphone o tablet.

Otturatore

La G9 è dotata di un otturatore meccanico con tempi da 60 secondi a 1/8000 che pụò anche funzionare con la prima tendina elettronica con tempi da 60 secondi a 1/2000. E’ disponibile poi un otturatore elettronico con tempi da 1 secondo a 1/32000. Si pụò scegliere fra il funzionamento solo meccanico, quello solo elettronico o la scelta automatica fra l’uno e l’altro a secondo del tempo di scatto impostato. L’otturatore meccanico con scatto elettronico sulla prima tendina pụò essere utile per ridurre a zero le vibrazioni prima dello scatto. Quello elettronico consente di scattare con tempi di scatto velocissimi per usare diaframmi aperti anche in condizioni di forte luce per limitare la profondità di campo e, cosa più importante, consente di scattare in modo completamente silenzioso in situazioni in cui non si deve produrre alcun rumore e disturbo come teatro, conferenze e concerti di musica da camera.
L’inconveniente dell’otturatore elettronico pụ essere la deformazione di oggetti in movimento laterale veloce nell’inquadratura.
L’otturatore meccanico è collaudato per 200.000 scatti.

Stabilizzazione

La G9 è dotata di stabilizzatore integrato sul sensore a “5 assi” con tecnologia Dual IS 2. Questo sistema di stabilizzazione garantisce, secondo Panasonic, un vantaggio di 5 stop, anche per le riprese video, ed è in grado di collaborare con quello eventualmente presente negli obiettivi. Molti degli obiettivi Panasonic, compresi quelli disponibili per la prova lo sono otticamente. Le prestazioni degli stabilizzatori sono discusse nella pagina delle prestazioni.

Autofocus

La messa a fuoco è a rilevamento di contrasto con 225 punti AF selezionabili automaticamente o manualmente, in modo singolo o a zone. La G9, come altri modelli Panasonic, usa la tecnologia, esclusiva Panasonic, DFD (Dept From Defocus) e una frequenza di rilevamento di 480 volte al secondo. Questa tecnologia consente di conoscere immediatamente, in base a due misurazioni successive, la direzione verso cui muovere l’obiettivo e la distanza dalla posizione di fuoco per il soggetto inquadrato in modo da arrivarvi direttamente senza quasi nessun aggiustamento, come per gli autofocus a rilevamento di fase, invece di compiere tante successive misurazioni ed aggiustamenti di fuoco come avviene nei tradizionali sistemi a rilevamento di contrasto.

La tecnologia DFD si basa sulla conoscenza delle caratteristiche ottiche dell’obiettivo, sulla variazione del suo sfocato o bokeh, contenute in un database all’interno della macchina e quindi funziona solo con gli obiettivi M43 Panasonic. Con gli altri M43 funziona invece il normale rilevamento di contrasto. Panasonic inoltre garantisce l’aggiornamento di queste informazioni tramite il firmware degli obiettivi per i nuovi modelli. Secondo i dati di Panasonic la messa a fuoco avviene in un tempo di 0,05 sec.
I 225 punti AF coprono quasi tutta la superficie del sensore per la messa a fuoco, superando le limitazioni di copertura dei punti AF di molte reflex. Si pụò anche scegliere una zona ristretta di messa a fuoco che raggruppa più punti AF personalizzabile e spostabile a piacere sullo schermo col tocco o con il joystick. Infine si pụò scegliere un singolo punto posizionabile a scelta sullo schermo. Se si vuole maggiore precisione è disponibile la modalità “messa a fuoco precisa” che consente, premendo a metà il pulsante di scatto di ingrandire l’area di messa a fuoco per controllarla con maggiore precisione. E’ poi disponibile il rilevamento automatico dei volti e degli occhi. Per i soggetti in movimento è disponibile la funzione di inseguimento (tracking) che mette a fuoco il soggetto e lo segue nei suoi spostamenti
E’ possibile regolare la sensibilità dell’autofocus alla velocità di spostamento del soggetto, allo spostamento del soggetto da un’area all’altra di messa a fuoco e al cambiamento della velocità del soggetto.
Le modalità di funzionamento sono quelle classiche, AF-S (singolo), AF-F (flessibile), AF-C (continuo) e manuale.
La velocità dell’autofocus è ottima, al livello delle migliori reflex e adeguata per i soggetti in movimento, anche veloce, in tutte le condizioni di luce e in raffica a 20 fg/s. Per i soggetti in movimento veloce i risultati in AF-C sono ottimi e l’autofocus è sufficientemente veloce per veicoli in movimento anche con la raffica a 9 fg/s con live view; solo in alcuni casi saltuari ho avuto qualche foto sfuocata. La sensibilità è ottima e l’autofocus funziona bene anche a bassi livelli di luminosità senza illuminatore: ho misurato un livello equivalente a 1/2 di sec a f/1,4 e 200 ISO. Nelle riprese video la messa a fuoco pụò essere continua. E’ precisa, e non mostra incertezze con quasi  nessuna variazione di fuoco avanti e indietro tipiche degli autofocus a rilevamento di contrasto, anche se per i video di qualità è preferibile usare la messa a fuoco manuale.
Se si usa la messa a fuoco manuale la G9 offre diversi aiuti: ingrandimento dell’area di messa a fuoco, rilocabile sull’inquadratura, e evidenziazione dei contorni (focus peaking) con scelta del colore e del livello, tutti visibili nel mirino o nello schermo.

Funzione Post-Focus

La fotocamera la attua effettuando uno scatto a raffica con la stessa qualità dell’immagine di una registrazione foto 6K/4K spostando automaticamente la messa a fuoco su diverse aree. Dopo la registrazione, è possibile selezionare l’area desiderata sullo schermo e salvare un’immagine in cui l’area selezionata è a fuoco.
È anche possibile unire più immagini con aree di messa a fuoco diverse per ampliare il campo di messa a fuoco (Fuoco Composito).
Questa funzione è adatta per la registrazione di soggetti non in movimento.

Esposizione

L’esposizione pụò essere totalmente automatica in iAuto, oppure si possono usare il programma P con la possibilità di cambiare la coppia tempo/diaframma (program shift), le priorità ai tempi o diaframmi o l’esposizione manuale. In questo caso su un’apposita scala viene indicata la differenza fra l’esposizione impostata e quella misurata fino a 3 EV. In tutte le modalità è facile e rapido regolare la macchina con le due ghiere disponibili. La sensibilità ugualmente si pụò regolare con facilità, se non si usa in Auto, premendo l’apposito pulsante sulla calotta, comodissimo, e poi ruotando una delle due ghiere.
La misura dell’esposizione è effettuata su 1728 zone e pụò essere multipla (a matrice), pesata centrale o spot.
L’esposizione si è dimostrata sempre corretta anche con molta luce e in presenza di forti contrasti e solo in casi veramente al limite ho dovuto apportare delle correzioni. Per le foto notturne di paesaggi urbani, usando la misurazione a matrice, è peṛ necessario sottoesporre da 2/3 a 1 stop, cosa facilmente controllabile nel mirino.

Sensibilità ISO

La sensibilità varia da 200 a 25600 ISO con la possibilità di estensione a 100 ISO. Può essere impostata manualmente con intervalli di 1/3 di stop premendo l’apposito pulsante e con una delle ghiere di regolazione (o anche con i pulsanti stessi) oppure automaticamente.
In modalità ISO Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo e consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!).

Bilanciamento del bianco

Il bilanciamento del bianco prevede il funzionamento automatico oppure su 5 valori predefiniti per sole, nuvoloso, ombra, lampade ad incandescenza e flash. E’ possibile effettuare una misurazione personalizzata e se ne possono memorizzare quattro. E’ anche possibile scegliere la temperatura di colore in gradi Kelvin ed anche di questa si possono memorizzare quattro impostazioni.
In auto si è dimostrato sempre corretto sia di giorno che di notte, in esterni ed interni e non ho mai dovuto apportarvi correzioni.

Formato foto

Le foto possono essere salvate in formato 4:3, 3:2, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni: per il 4:3 L a 20 Mpx, M a 10 Mpx e S a 5 Mpx e possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Standard, in raw e in raw più jpeg.

Profili colore

Si pụò scegliere per le foto il profilo colore preferito, standard, vivida, naturale, bianconero, L bianconero (con neri intensi), panorama, ritratto, personalizzato . Ognuno pụò essere personalizzato per adattarlo ai propri gusti ed esigenze per nitidezza, saturazione e contrasto.

Effetti

La G9 dispone di numerose modalità effetti creativi (Creative Control Mode).
Gli effetti possono essere selezionati dopo avere posizionato la manopola delle modalità di funzionamento su Effetti (Controllo creativo).

Sono previsti: Espressivo, Nostalgico, Vecchi tempi, High key, Sottoesposizione, Sepia, Monocromo, Monocromatica dinamica, Monocromo sgranato, Monocromo vellutato, Opera d’arte, High dynamic, Processo incrociato, Effetto giocattolo, Giocattolo colori vivi, Bleach bypass, Miniature effetto, Messa a fuoco soft, Fantasy, Filtro a stella, Punto colore, Bagliore che consentono di modificare la foto con effetti speciali o creativi come Expressive, Retro, High e Low Key, Sepia, Toy, HDR, Panorama e Miniature.

Flash

La G9 non dispone di un flash integrato, si deve quindi usare un flash esterno posizionabile sull’apposita slitta. Questa assenza è riscontrabile in tutte le fotocamere professionali, ma è comunque penalizzante quando si vorrebbe un flash come luce di schiarita e non si ha disponibile un flash esterno. Inoltre con un flash integrato sarebbe possibile comandare flash esterni in modalità senza fili.
Il flash pụò essere impostato su automatico, forzato, riduzione occhi rossi, slow sync, e sincronizzazione sulla seconda tendina. Si pụò impostare la compensazione dell’esposizione flash indipendentemente da quella per la luce ambiente.

Raffica

Le modalità di scatto singolo, raffica, foto 6K/4K, autoscatto e bracketing si impostano con la ghiera delle modalità di scatto sulla sinistra della calotta sotto la manopola delle modalità di funzionamento.
La G9 dispone di varie velocità di raffica che possono essere usate sia con l’otturatore meccanico che con quello elettronico e a secondo se si usa l’autofocus al primo scatto (AFS) o continuo (AFC), l’otturatore elettronico o meccanico e il live view o meno . Le velocità più alte SH2 60 fg/s e SH! 20 fg/s si ottengono con AFS al primo scatto e otturatore elettronico e senza live view. Con l’autofocus AFC continuo e l’otturatore elettronico le due velocità SH1 e SH2 coincidono e sono a 20 fg/s, sempre senza live view. Con l’otturatore elettronico o meccanico con prima tendina elettronica e AFS sono poi disponibili le velocità H a 12 fg/s, M a 7 fg/s e L a 2 fg/s, queste ultime due con live view. Con entrambi gli otturatori e autofocus AFC invece si ha H a 9 fg/s, M a 7 fg/s e L a 2 fg/s tutte con live view.
Le opzioni sono quindi tante, ma sostanzialmente quelle più usabili sono le velocità con autofocus continuo AFC a 20 fg/s con otturatore elettronico e senza live view e a 9 fg/s con la prima tendina elettronica e live view. Poi c’è il caso dei 60 fg/s dedicato ad applicazioni particolari come l’analisi di un movimento sportivo o dei movimenti di un animale.
In complesso un’ottima scelta che garantisce ottime prestazioni nei più diversi campi di applicazione.
E’ disponibile inoltre la possibilità di registrare foto in formato 6K/4K. In modalità 6K la fotocamera registra foto da 18 Mpx, in formato 4:3 o 3:2, a 30 fg/s come se fosse un filmato. Da questo è poi possibile selezionare le singole immagini che si vogliono salvare come foto direttamente in macchina. In modalità 4K invece le foto sono da 8 Mpx e registrate a 60 fg/s.
Si possono impostare e usare tre diverse modalità di scatto: tenere costantemente premuto il pulsante di scatto durante la raffica, avviare la raffica con una prima pressione e terminarla con una seconda, sfruttare la funzione prescatto che salva le immagini riprese da 1 secondo prima della pressione del pulsante di scatto ad un secondo dopo.
La messa a fuoco dovrà essere AFF e si potranno usare tutte le modalità di funzionamento e l’impostazione automatica della sensibilità, ma i tempi di scatto saranno da 1/30 a 1/16000 e sarà usato l’otturatore elettronico.
Dopo lo scatto è possibile selezionare tramite lo schermo o il pad le foto che si intendono estrarre e salvare, oppure si possono salvare in blocco tutte le foto.
Infine c’è solo da notare che l’uso dell’otturatore elettronico potrebbe causare delle deformazioni dei soggetti in movimento veloce.

Video

La ripresa video è molto articolata e valida come in tutte le Panasonic. Si può riprendere video 4K a 3840×2160 pixel 60/50/30/25/24p o Full HD a 1920×1080 pixel 60/50/30/25/24p o 60/50i in formato MP4 con compressione H264 o AVCHD.  E’ possibile anche effettuare delle riprese rallentate, 4K a 60/50/48 fg/s con un effetto rallentatore 2x e Full HD a 180/150 fg/s, con un effetto 6x.
La registrazione è effettuata sfruttando tutto il sensore, senza alcun ritaglio
La ripresa pụò essere effettuata in modo totalmente automatico oppure si possono usare tutte le modalità di esposizione disponibili, program, a priorità e manuale ed anche molte delle scene disponibili. Si pụò anche regolare il bilanciamento del bianco e la sensibilità ISO.
La durata di registrazione continua è, secondo Panasonic, di 80 minuti per il Full HD e di 55 per il 4K. Quando il file prodotto supera la lunghezza massima di 4 Gb la ripresa continua su un nuovo file senza interruzione del video.
Nella pratica è determinata anche dalla capienza della scheda di memoria e dalla carica della batteria. Con una scheda da 32 Gb e batteria carica sono riuscito a registrare circa 42 minuti continui di video 4K.
Tutte le regolazioni per il video, compresa la messa a fuoco, possono essere fatte anche con lo schermo touch.
La messa a fuoco pụò essere automatica con le modalità disponibili AFS/AFF/AFC oppure manuale. In modalità automatica si pụò richiedere una nuova messa a fuoco premendo parzialmente il pulsante di scatto.
L’audio è registrato in stereo con volume regolabile. C’è una presa per microfono esterno stereo e per cuffia
La ripresa pụò essere inviata contemporaneamente alla scheda SD e ad un registratore esterno o a un monitor tramite la connessione HDMI.
Tutte le regolazioni per il video, compresa la messa a fuoco, possono essere fatte con lo schermo touch.

Connessione

La G9 è dotata di connessioni Wi-Fi e Bluetooth. Tramite l’app Image App, disponibile per Android e iOS, è possibile connettersi alla fotocamera per il suo controllo remoto, compreso lo scatto a distanza; si possono poi trasferire le immagini dalla fotocamera allo smartphone, anche in modalità automatica ed eventualmente trasferirle su un cloud per backup. E’ anche possibile connettere la fotocamera ad una smart-tv, a un computer o a una stampante.

Funzioni speciali

Panorama

E’ disponibile una funzione Panorama per riprese panoramiche in orizzontale o verticale con due diversi angoli di ripresa corrispondenti approssimativamente a 180° e 360° gradi.

Riprese intervallate

La GX9 è dotata della funzione “time lapse” per effettuare riprese intervallate. E’possibile definire il momento d’inizio della registrazione, l’intervallo di registrazione ed il numero dei fotogrammi. A fine registrazione è possibile creare un video 4K o Full HD.

Obiettivi

Attualmente Panasonic fornisce un ampio corredo di obiettivi già sufficiente per tutte le esigenze. Sono 37 obiettivi di cui molti stabilizzati, dallo zoom grandangolare 7-14 mm al tele zoom 100-400 stabilizzato, comprendendo uno zoom ad ampia escursione 14-140 stabilizzato e due “pancake” 14 mm f/2,5 e 20 mm f/1,7
La serie di livello più elevato comprende due Lumix zoom stabilizzati ad alta luminosità 12-35/2,8 e 35-100/2,8, i Leica ad alta luminosità Summilux 12 mm f/1,4, 15 mm f/1,7, 25 mm f/1,4 e Nocticron 42,5 mm f/1,2, l’Elmarit 200 mm f/2,8 e il Macro 45/2,8. Poi fra gli zoom spicca la serie Leica DG Vario-Elmarit f/2,8-4,0 con l’8-18 mm, il 12-60 e il notevole 50-200, oltre al 100-400 mm f/4,0-6,3. Inoltre sono disponibili atlri obiettivi meno luminosi e costosi destinati alle mirrorless Panasonic più economiche.

Sulla G9 è poi possibile montare gli obiettivi Olympus M43 che comprendono ottiche di notevole qualità, mantenendo tutte le funzioni, ma l’autofocus funzionerà senza sfruttare la tecnologia DFD, quindi con maggiore lentezza e per questo è preferibile non abbinarli alle ultime Panasonic che usano questa tecnologia.
Sulle Micro 4/3 poi è possibile montare, con opportuni adattatori, praticamente tutti gli obiettivi disponibili per fotocamere reflex o a telemetro grazie al ridotto tiraggio della montatura, naturalmente con messa a fuoco manuale, ma con automatismo di esposizione a priorità dei diaframmi. Panasonic fornisce gli anelli per obiettivi Leica M ed R, ma ce ne sono molti altri disponibili da altri fornitori, compreso quello per Olympus OM.

Il corredo da consigliare per la G9 dipende ovviamente dall’uso che si vuol fare di questa fotocamera, adatta a tutti i generi fotografici ed anche a livello professionale. Considerando la qualità e il livello della fotocamera è peṛò consigliabile equipaggiarla con i migliori obiettivi disponibili.
Una scelta interessante è quella della serie degli zoom Leica 8-18/2,8-4,0 (16-36 eq.)999 €, 12-60/2,8-4,0 (24-120 eq.) 699 € e 50-200/2,8-4,0 (100-400 eq.) 1.799 € che consentono di coprire tutte le focali da 16 a 400 mm con buona luminosità e un peso totale di 1,3 kg. Per chi vuole invece degli zoom a luminosità costante ci sono i due Lumix 12-35/2,8 (24-70 eq.) 840 € e 35-100/2,8 (70-200 eq.) 900 € che consentono di coprire la gamma di focali 24-200 mm a luminosità costante con un peso complessivo di 660 grammi, inferiore ad un solo 24-70/2,8 per fullframe, e di portarli insieme alla G9 in una piccola borsa senza quasi accorgersi del peso.
Fra i focale fissa la scelta migliore sono ancora i Leica 12/1,4 (24 eq.) 1.099 €, 15/1,7 (30 eq.) 599 €, 25/1,4 (50 eq.) 489 € e 42,5/1,2 (85 eq.) 1.249 €.
Come macro l’unico disponibile è il Leica 45/2,8 (90 eq.) 629 €.
Sono tutti obiettivi piuttosto costosi, anche se meno di analoghi per fullframe, ma se si vuole sfruttare al meglio la qualità della G9 è opportuno orientarsi su queste scelte.

Impressioni d’uso

La G9 è la fotocamera complementare della GH5 provata qualche mese fa. Entrambe sono valide sia per le foto che per il video, ma mentre la GH5 è particolarmente evoluta e specializzata per il video pur senza trascurare l’aspetto fotografico, la G9 è maggiormente concentrata sulla foto, in particolare quella dinamica e di azione, senza per questo essere meno valida per il video.
Le sue qualità sono tante, come descritto prima, a cominciare dal mirino che ha un ingrandimento elevato, superiore anche a quello delle nuove fullframe S1 e S1R Panasonic, e che rende molto piacevole il suo uso. La buona risoluzione consente di vedere ogni dettaglio e di comporre ed inquadrare l’immagine con precisione.
L’uso della fotocamera è immediato e non richiede un grande apprendistato. I comandi si trovano tutti immediatamente sotto le dita e le regolazioni, automatiche o manuali, sono facili ed immediate.
A prima vista il corpo macchina può sembrare un po grande e pesante a confronto anche con certe realizzazioni di Panasonic e di Olympus decisamente più compatte, ma poi questo si apprezza perché consente di impugnare con sicurezza e comodità la fotocamera. Il tutto poi si ridimensiona molto quando si considerano anche gli obiettivi che sono tutti molto compatti e leggeri pur presentando buona luminosità.  Con il 12-60/2,8-4,0 fornito in kit l’insieme ha dimensioni e peso tali da non creare problemi per il trasporto in qualsiasi circostanza e si rivela utile e funzionale per moltissimi usi e generi di foto con un’ottima qualità.
Se poi ci si vuole avventurare nell’uso dei teleobiettivi fissi o zoom spinti per la fotografia naturalistica o sportiva questi vantaggi di peso e dimensioni si rivelano importanti. La G9 infatti non delude in questo tipo di foto: ha un autofocus molto efficiente che con la tecnologia DFD è in grado di rivaleggiare con i migliori autofocus a rilevamento di fase e prestazioni in raffica, come si potrà vedere nell’apposita pagina, adeguate a questo tipo di fotografia. Il tutto coadiuvato dalla stabilizzazione Dual IS, sul sensore e sugli obiettivi, che si rivela efficace e consente di stabilizzare anche gli obiettivi a focale fissa che di solito non sono dotati di stabilizzatore.

Dal punto di vista video la G9 offre ugualmente ottime prestazioni. Non dispone di alcune caratteristiche sofisticate e specialistiche della GH5, ma per l’uso normale le prestazioni sono ottime come in tutte le Panasonic. Durante le riprese è possibile usare il mirino elettronico, ma naturalmente è stato molto più comodo usare lo schermo anche per tenere la macchina in modo più stabile, anche se non ho provato la possibilità di usare un monitor esterno.

Per il dettaglio della qualità d’immagine e degli obiettivi fare riferimento alle apposite pagine.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 4:3.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 25600 ISO, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare gli obiettivi, e foto di esempio a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 200 ISO. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma fornito da Panasonic, Silkypix.

Prestazioni & Conclusione  ====>

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