Hasselblad H4D: questa è risoluzione

Alla Photokina ho avuto la possibilità di provare e scattare qualche foto con la ultima Hasselblad, la H4D-60. E’ una medio formato dalla risoluzione elevatissima, con un grande sensore (40×54 mm). Le foto che produce sono di una nitidezza ed una risoluzione stupefacente. Quando si parla dell’influenza della grandezza dei sensori sulla qualità delle foto si dovrebbe dare uno sguardo a queste foto prima di fare qualunque considerazione sulla possibilità di fotocamere compatte, bridge o anche reflex APS di ottenere foto nitide e di qualità. La differenza si vede anche sul video del pc riducendo il formato.

La Hasselblad da sempre produce fotocamere medio formato della massima qualità. Ha praticamente inventato le reflex medio formato modulari. Infatti in tutte le Hasselblad attorno ad un corpo macchina che contiene lo specchio e i comandi si possono intercambiare gli obiettivi, i mirini, gli schermi di messa a fuoco e i dorsi, che una volta contenevano la pellicola ed ora il sensore digitale.
Questo consente la massima flessibilità per personalizzare la macchina per qualsiasi tipo di lavoro ed anche di aggiornare vecchi modelli con nuovi accessori.

Le Hasselblad sono fotocamere tipicamente professionali, usate per foto in studio, moda, pubblicità, ma anche per eventi e cerimonie.
La H4D è l’ultima serie digitale, annunciata lo scorso anno e comprende vari modelli che si differnziano per il dorso e quindi per il sensore.
La più “economica” è la H4D-31, annunciata da poco, con un sensore 33×44 mm da 31 Mpx e un prezzo di 9.995 € compreso l’obiettivo 80/2,8 8equivalente ad un 63 mm).
I modelli superiori sono la H4D-40 da 40 Mpx, la H4D-50 con un sensore 37×49 mm e 50 Mpx e un prezzo di circa 20.000 € e la H4D-60 con un sensore da 40×54 mm e 60 Mpx e un prezzo di circa 30.000 €.
Tutto ovviamente in queste macchine è al massimo livello e la costruzione è eccezionale, come altrettanto gli obiettivi.
Impugnandole però non danno un’impressione pesante e massiccia come le più grosse reflex fullframe professionali. L’ergonomia è eccezionale e si impugnano facilmente. tutti i comandi sono facilmente raggiungibili ed inquadrare nel grande mirino che mai una fullframe si sognerebbe (figuriamoci una APS o una Bridge) è un piacere. La messa a fuoco è automatica e così, se si vuole, l’esposizione.
I file prodotti, solo in raw, sono piuttosto pesanti. La H4D-60 produce foto di 50-60 Mb che se trasformate in Tiff possono arrivare a 180 Mb.
Dopo essere riuscito a convertirle in jpeg (10-15 Mb), con Phocus l’ottimo software gratuito di Hasselblad, mi è venuta la voglia di buttare via tutte le digitali che ho ed anche quelle che non ho, comprese le Nikon D3s e D3x, e comprare un’Hasselblad. Poi però ho pensato che per farlo avrei dovuto come minimo vendere la maccchina e che soprattutto non sapevo che spiegazioni dare alla moglie…
Al di la dei sogni per la maggior parte di noi, si tratta di strumenti professionali di altissima qualità, che però dimostrano che anche nel digitale vale la regola che è sempre esistita in fotografia: la qualità migliora in proporzione alla grandezza del sensore, pellicola o elettronico che sia.
Da notare in particolare la stretta profondità di campo dell’obiettivo 80 mm,il risalto dei piani e la plasticità delle foto, oltre al dettaglio elevatissimo.
Su questa pagina inserisco solo le versioni ridotte e normalizzate alle dimensioni che corrispondono, in visualizzazione sul video, al formato A2 (circa 60×42 cm) Sul mio account Flickr sono disponibili i jpeg nelle dimensioni originali di8956x6708 pixel.

Album su Flickr:

http://www.flickr.com/photos/francescoc/sets/72157624948739059/

Foto formato A2

H4D-60 - 400 Iso
H4D-60 - 400 Iso
H4D-60 - 400 Iso
H4D-60 - 100 Iso
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11 pensieri su “Hasselblad H4D: questa è risoluzione”

    1. Forse non avrai visto la differenza ad una osservazione superficiale e breve, ma la differenza tra il digitale e l’analogico esiste ovviamente tutta a vantaggio del secondo!
      Scatto solo con l’analogico!
      Comprai una macchina digitale di medio-basso livello e dopo un paio di mesi dovetti buttarla nel bidone della spazzatura dopo avere speso 155 € per ripararla e aver funzionato solo un giorno!!
      Con le macchine di livello alto diciamo Hasselblad dal valore di 35000 o 40000 €???? non cambia il discorso da un punto di vista pratico ( il digitale dura poco).
      Usa e getta. Il che non è un difetto!! ma la qualità è di molto inferiore.

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      1. Mario,
        avendo provato Canon 1Ds III e Nikon D3s non mi è sembrato che queste macchine da circa 7.000 € fossero usa e getta. Uguale impressione mi hanno fatto la Hsselblad H4D-40 da 15.000 €, la Leica M9 da 5.000, la S2 da 20.000 e la Pentax 645D da 12.000.
        La qualità fotografica poi mi è sembrata superiore a quella della pellicola.
        Forse sei stato un po sfortunato e non hai scelto bene, o forse sei un po’ prevenuto verso il nuovo.
        Ciao, Francesco

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    2. Che la qualità di una medio formato sia superiore a qualsiasi 35mm è vero. Ma pensare di poter far fuori queste ultime pensando di sopperire con la medio formato tutti i generi fotografici che puòcontemplare una 35mm è pura utopia. Basti solo provare a riprendere un soggetto in movimento che, con il suo spostamento, ne cambi continuamente il piano focale per capire quale grande limite ha una medio formato rispetto ad una 35mm.
      Certo, si può prefocheggiare, ma se si è già stabilito dove deve passare il soggetto.
      Prova a fare un book foto ad un bambino di 4-8 anni in esterno e vedi un po’ quante foto buone porti a casa.
      Ed in tale senso non viene incontro nemmeno il fatto che si possa scattare a raffica. Per non parlare degli ISO che sono accettabili fino a 200-400 proprio ad esagerare.
      Insomma, sono macchine sì da urlo in termini di qualità ma solo per i loro specifici ambiti. Con una 35mm ci fai invece quello che vuoi sempre. In fondo se hanno riscosso tutto questo successo un motivo ci sarà pure.

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      1. Diego,
        e chi ha scritto di riprendere soggetti in movimento veloce con una medio formato! Per inciso le migliori foto a bambini in movimento (quelli che fotografo io, i miei nipoti, però si mettono anche in posa) le ho ottenute con una Nikon 1 V2. Comunque se guardi le caratteristiche di una medio formato come la Pentax 645Z ti accorgerai che ha un autofocus con 27 punti AF, una sensibilità massima di 204800 Iso e il cirpo protetto da polvere ed acqua. Servono esclusivamente per le foto in studio?
        Ciao, Francesco

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        1. Fotografo da 29 anni. Io con la mia hasselblad 500 cm faccio quello che voglio, e vi dico che il digitale è vincolato dai megapixel la pellicola no!!, vorrei tanto farvi vedere nelle alte luci la differenza. L’analogico è immortale. Invece chi compra digitale fra 2/3 anni deve passare ad altro modello superiore, con lo svantaggio di soldi e reimparare una nuova macchina. saluti

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  1. Diversi anni fa, anzi 20 adesso che ricordo, ho avuto bisogno di una foto architettonica di grande qualità, in interno. Ho chiamato il fotografo che ha impiantato un cavalletto di oltre due metri con sopra quelle magnifiche macchine da posa snodate e con tanto di soffietto. Diaframma a tre cifre ed esposizione a minuti; messa a fuoco con lente d’ingrandimento sul vetro smerigliato. Lastra 10×15 (ad occhio).
    Bene, dopo aver passato mezza giornata a mettere a punto lo scatto, ha imbracciato per divertimento una di questa Hasselbad ed ha cominciato a sparare a mano libera contro il soggetto da riprodurre: all’atto pratico non si rilevava alcuna differenza fra la foto a lastra e questa!
    Nelle parti più scure utilizzò una mostruosa nikon che non saprei individuare, ed anche quella tirò fuori foto fantastiche.
    Roba che costa ma (avendo la disponibilità di zio paperone) vale la pena di avere.

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  2. la differnza non sta solo nello scatto ma in tutto il sistema ….macchina,ottica, software e stampa
    ho preso da pochissimo la HD4-40 con il 120mm macro
    secondo me ci vuole un anno per studiare…capire e sfruttare le potenzialità del sistema

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  3. Appena visto che il sensore kodak da 50 megapixel usa la tecnologia truesense, in sostanza non c’è la matrice bayer 2*2 ma una nuova 4*4 con 8 pixel bianchi, 4 verdi, 2 rossi e 2 blu. Speriamo presto la trasferiscano anche su sensore più contenuti 🙂

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    1. Ciao Christian,
      se non sbaglio la tecnologia Truesense è stata creata ed è utilizzata da tempo per i sensori di dimensioni minori: http://www.dpreview.com/news/0802/08020602kodaktruesense.asp

      Ha un difetto: a fronte di un migliore rapporto segnale/rumore ad alti iso, si riduce la profondità di colore. Questo mi fa pensare che il sensore sia pensato anche per le foto in esterno. Infatti, mentre nei ritratti in interno la fenomenale profondità di colore dei sensori medio formato è importante, questi mostrano dei limiti nelle foto in esterno.

      Simone

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      1. si Simone è vero, si guadagna dal lato del rumore di luminosità e si perde su quello cromatico, tuttavia ciò è vero dal lato delle informazioni analogiche e quindi correggibili tramite calcoli, a parte questo, questa matrice rappresenta il futuro, immagina un sensore da 200 megapixel in cui i pixel lavorano in matrice 4*4 ed ogni matrice fornisce un pixel con 8 informazioni sulla luminosità, 4 sulle dominanze verdi, 2 su quelle blu e 2 su quelle rosse, in pratica è come avere un sensore da 12megapixel con 16subpixel per ogni punto…
        non vedo molte alternative nel segmento APS-C perché ora come ora siamo abbastanza vicini a limiti fisici (con 24 mega siamo intorno ad una diffrazione verso F11), inoltre a poche persone servono file più grossi di 12mega e soprattutto maggiore file maggiore occupazione di spazio…. quindi una volta creato il primo sensore da 100 megapixel che lavori in binning per creare file da 6mega, il mercato potrà essere rilanciato e ricominciare da capo come fu nel 2002-2003 con i primi sensore da 6mega

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