Cosa c’è dietro l’angolo? (1a parte)

compatte_prevL’evoluzione del mercato fotografico negli ultimi anni è stata sempre più accelerata. In 10 anni è cambiato completamente il panorama, gli strumenti ed il modo di far fotografia.
La causa di ciò è stato l’avvento e l’enorme crescita dellatecnologia digitale, che è stata veramente una rivoluzione paragonabile solo a quella della pellicola in rullo oltre 100 anni fa.
Il digitale ha portato la fotografia veramente a disposizione di tutti, ha reso più facile la visualizzazione ed il trattamento delle immgini e ne ha incrementato notevolmente la produzione.
Ora che il mercato è consolidato, anzi a causa della crisi economica mondiale, mostra qualche segno di raffreddamento è interessante chiedersi quale sarà l’evoluzione della tecnologia digitale e delle fotocamere in particolare.


Fino ad oggi pur con notevoli evoluzioni le fotocamere hanno seguito, per il loro schema ed architettura, abbastanza i canoni standard delle fotocamere che le hanno precedute. Così abbiamo le compatte, le bridge e le reflex.
Vediamo per ciascuna di esse quale potra esserne l’evoluzione e che novità potremo aspettarci a breve e medio termine, senza addentrarci ovviamente nel dettaglio delle singole marche, e se questa categorizzazione è destinata a perdurare o se in futuro assisteremo alla nascita di nuove tipologie o alla convergenza di alcune di esse, magari con dispositivi totalmente diversi, come si è verificato fra fotocamera e cellulare.
Come evoluzione generale del digitale in questi anni abbiamo assistito alla corsa dei megapixel con l’aumento continuo del loro sumero su sensori di dimensioni uguali o più piccole. Questo sia per motivi tecnici, ma anche per motivi di marketing in quanto il numero di megapixel è diventato, per il cliente senza esperienza, il termine di paragone per la valutazione di una fotocamera: più è alto meglio è.
Negli ultimi mesi però questa corsa si è arrestata, almeno per le compatte. All’ultimo PMA sono state presentate tantissime nuove compatte, ogni fabbricante ha presentato la sua nuova generazione, che ormai si rinnova ogni 6 mesi, ma il record di 14,7 megapixel della Canon G10 e della Samsung NV100HD non è stato superato: la maggior parte delle nuove compatte si è attestata fra 10 e 12 megapixel. In più ci sono stati due produttori di reflex (Olympus e Pentax9 che hanno dichiarato che non hanno intenzione di aumentare i megapixel delle loro reflex per il futuro.
Per quanto riguarda la tecnologia dei sensori sulle compatte si diffonderà sempre di più quella CMOS che, superati i problemi di realizzare CMOS efficienti con sensori così piccoli, consente maggiore velocità di ripresae quindi fotocamere con raffiche superveloci e video ad alta velocità.

Per le compatte e per le superzoom non è possibile e nemmeno utile fare previsioni sui singoli modelli, ma è possibile individuare delle linee di sviluppo generali.
Tutte le compatte sono ormai inzeppate di modalità scene, di giochetti quali il riconoscimento dei volti (si fa a chi ne riconosce di più) di riconoscimento dei sorrisi, ecc. Tutte ormai offrono la possibilità di scattare ad alte sensibilità, anche se queste sono poi inusabili. Quasi tutte offrono la stabilizzazione ottica o a sensore.
Per il futuro, esaurite le scene e i sorrisi, si va facendo strada fra i produttori la necessità di attirare il cliente con qualcosa di diverso e per fortuna sembra che l’orientamento sia quello di offrire una miglior qualità d’immagine. Non è certo casuale il successo della Panasonic DMC-LX3 che pur non spingendosi oltre i 10 megapixe, grazie ad un fantastico obiettivo Leica 24-60 mm equivalente con apertura 2.0-2.8 e ad un ottimo elaboratore di immagini Venus Engine IV offre un’elevata qualità di immgine anche a sensibilità medio alte.
Sulla scia sono state proposte quindi altre compatte che, con sistemi diversi, si propongono di migliorare la qualità d’immagine, quali la Fuji FinePix F200EXR con il nuovo sensore Fuji EXr che può essere usato in due modalità, per ottimizzare la risoluzione o per la resa alle alte sensibilità e la Ricoh CX1 che è in grado di produrre direttamente immagini HDR.
Un’altra tendenza è quella di produrre fotocamere che, utilizzando sensori CMOS, siano in grado di effettuare riprese in raffica o video ad alta velocità. Qui ha precorso i tempi Casio con le sue superzoom EX-F1 e EX-FH20 e compatte EX-FS10 e EX-FC100, ma seguono Ricoh sempre con la CX1 e Sony con la superzoom DSC-HX1.
Per quanto riguarda forma ed ergonomia le compatte hanno raggiunto dimensioni veramente ridotte e quindi resteranno piùo meno come adesso, anche per non ridurre troppo le dimensioni del display. Saranno sempre di più invece quelle con obiettivo verticale e protezione scorrevole e quelle con schermo touch screen.
Non è poi abbandonata del tutto la speranza che esaurite tutte le possibilità di introdurre nuovi giochetti digitali e visto che il miglioramento della qualità di immagine con sensori così piccoli si scontra con limiti fisici, qualche produttore si ricordi finalmente che è possibile produrre fotocamere compatte di dimensioni ridotte anche con sensori più grandi di quelli attuali, come si faceva quando il sensore era la pellicola. Attualmente c’è solo Sigma che produce le DP1 e DP2 con un sensore poco più piccolo dell’APS (20,7×13,8 mm) con tecnologia Foveon, che garantisce ottima qualità d’immagine, anche se ha ancora alcune limitazioni.
Infine il ritmo di rinnovamento delle compatte si è ormai stabilizzato sui 6-8 mesi e difficilmente rallenterà a meno che non lo fermi la crisi economica.
Per le superzoom invece, esaurita la corsa all’aumento del numero dei megapixel, si è assistito invece a quella dell’aumento dell’escursione focale degli zoom. Dai 12x si è passati ai 18-20 e ora ai 24. Fortunatamente gli zoom si sono estesi anche dalla parte grandangolare ed è ora possibile avere superzoom con un escursione 24x 26-624 come le nuove Nikon P90 e Pentax x70. Le superzoom si pongono come un’alternativa alle reflex economiche per chi viene dal mondo delle compatte, ma i loro prezzi sono ormai abbastanza vicini ad esse. Sembrerebbe quindi che fra una superzoom e una reflex non ci dovrebbero essere dubbi sulla scelta, ma in realtà non è così. La superzoom rispetto alla reflex ha il vantaggio di essere un “pezzo unico” è completa di tutto e pronta a fare qualunque tipo di foto senza doversi lambiccare a decidere quale obiettivo serva. Inoltre per avere una reflex con un corredo di obiettivi con escursione focale simile alle ultime superzoom si deve investire una notevole quantità di soldi aggiuntivi e portarsi dietro, quando si esce per fotografare, almeno un paio di obiettivi aggiuntivi, con conseguente maggior peso e ingombro. La superzoom è invece piccola e leggera. Certo non garantisce la stessa qualità di immagine, specialmente alle alte sensibilità, ma è divertente usare questi zoom con ampia escursione focale. Infine intimidisce di meno il principiante.
Credo quindi che le superzoom abbiano un buon futuro presso il pubblico di chi non vede la foto come un hobby da coltivare con passione, ma vuole scattare buone foto ai figli, in occasioni familiari e in viaggio. Non a caso i produttori vi investono e anche quelli che prima non erano presenti entrano in questo mercato, come Pentax.
Per il futuro si può prevedere che esaurite le corse ai megapixel ed all’escursione dello zoom, si potrebbero vedere evoluzioni per il miglioramento della qualità d’immagine, come per le compatte. Altra evoluzione è quella della velocità di raffica con precursori Casio e attualmente anche Sony, e delle riprese video HD che saranno introdotte su tutte le nuove fotocamere. Si dovrebbero poi vedere mirini elettronici migliori, simili a quelli adottati sulle Micro 4/3. Altro punto di evoluzione sono gli schermi, si potrebbe finalmente vedere il ritorno di schermi orientabili e magari touch screen. A questo punto la superzoom potrebbe diventare un apparecchio universale da usare per fare foto di buona qualità e filmati, con una buona facilità di utilizzo e il vantaggio non solo diacquistare un solo strumento, ma di portarsene in giro uno solo con un solo corredo di accessori (batterie, caricabatterie, cavi, schede, ecc.).
Un sottosegmento delle superzoom è quello delle fotocamere senza mirino elettronico, ma dotate di un’obiettivo con ampia escursione focale. E’ un segmento interessante, inaugurato da Panasonic con la serie TZ, ed in espansione perchè una fotocamera con zoom 10-12x tascabile interessa sia i principianti sia gli amatori evoluti o i professionisti.
Qui l’evoluzione dovrebbe portarci a fotocamere sempre più compatte, come le Canon SX200 IS, con uno zoom 12x 28-336, Ricoh CX1 (sempre lei!) con un 10x 28-280 e Panasonic TZ7 con un ottimo 12x 25-300.
Meno interessanti mi sembrano invece quelle che mantengono una forma meno compatta e in qualche modo vogliono imitare le reflex tipo la Sony H20. Per queste fotocamere prevedo che l’evoluzione sarà sulle focali adottate, sempre più grandangolari, anche rinunciando ad un po’ di tele. e sulle dimensioni che si ridurranno ancora. Peccato che ovviamente nessuna preveda il mirino e a me le fotocamere senza mirino non piacciono.

Le reflex e le bridge (Micro 473, Nx) alla prossima puntata…

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