Sony A9: prestazioni e conclusione

Prestazioni

Sensore

La A9 è dotata di un sensore BSI-CMOS retroilluminato “stacked” di formato fullframe (36×24 mm) con 24 Mpx e senza filtro antialias. La sua sensibilità varia da 50 a 204800 ISO a passi di 1/3 EV.
I sensori di tipo “stacked” hanno una memoria DRAM integrata che immagazzina le informazioni ricevute dal sensore e consente una lettura rapidissima dei dati. Per questo l’otturatore elettronico della A9 riesce a leggere tutti i pixel di un’immagine contemporaneamente e non provoca deformazioni per i soggetti in movimento (definite fenomeni di “rolling shutter”) come fanno molti otturatori elettronici. Inoltre in unione alla potenza dell’elaboratore d’immagine BIONZ X è in grado di scattare foto al ritmo di 20 al secondo mantenendo il live view, cioè la visione dell’immagine nel mirino o nello schermo in tempo reale e l’autofocus continuo.

Per valutarne le caratteristiche e la qualità pubblico oltre alle foto di prova il grafico del rapporto segnale/rumore in funzione della sensibilità e quello della gamma dinamica massima registrabile in funzione sempre della sensibilità.

Rapporto segnale/rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità ISO.
Da questo test in poi la misura è effettuata con modalità diverse dalle precedenti per cui le nuove misure non sono confrontabili con quelle pubblicate in precedenza.
Questo viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute direttamente in jpeg usando per tutte le fotocamere Adobe Lightroom. In questo modo si uniforma il trattamento di tutti i raw applicando per tutti la stessa compressione jpeg con fattore 100 %.
Per poter confrontare però foto ottenute da fotocamere con diverso numero di pixel tutte vengono ridimensionate alla grandezza di 10 Mpx, adatta per una stampa A4 (circa 21×30 cm).
Attualmente questa nuova misura è disponibile oltre che per la A9 per la Canon EOS 6D, la Nikon D7000 e la Panasonic S1R.

La curva di rumore della A9 mostra una particolarità: sale con la sensibilità fino a 51200 ISO poi scende leggermente a 102400 per poi risalire alla sensibilità massima di 204800 ISO. Evidentemente oltre la sensibilità di 51200 ISO Sony attua una riduzione di rumore (presumibilmente via hardware) prima di registrare i dati raw. Questo tipo di riduzione è ineliminabile.
La A9 ha un rumore inferiore di 1 stop rispetto alla Canon 6D fino a 6400 ISO, poi la differenza si riduce fino ad annullarsi a 51200., punto a cui però interviene la riduzione di rumore operata dalla Sony. Rispetto alla Nikon D7000 la differenza è di 1 stop,  a tutte le sensibilità, come si può dedurre anche dalla differenza di dimensioni dei sensori (APS la D7000, fullframe la A9).
In conclusione la A9 ha un’ottima prestazione, come si può vedere anche dalle foto allegate.

Gamma dinamica

La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione misurata dall’esposimetro della fotocamera, alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore, e la gamma dinamica della Canon 6D e della Nikon Z7 come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.

La A9 ottiene anche in questo test un ottimo risultato con una gamma dinamica superiore a quella della Canon 6D da 1/3 di EV alle basse sensibilità’ fino a 1 e 1/3 EV a quelle più’ alte. A confronto con la Nikon Z7 la A9 dimostra una gamma dinamica analoga fino alla massima sensibilità della Nikon.

Le foto di test notturne sono scattate a tutte le sensibilità da 50 a 102400 ISO. Le foto raw sono state convertite con CaptureOne for Sony.

Foto raw senza riduzione di rumore

Il rumore compare, molto fine, solo a 6400 ISO, ma le foto sono pienamente utilizzabili. A 12800 ISO il rumore è ancora poco percepibile, ma potrebbe essere ridotto per i migliori risultati. Da 25600 ISO invece deve essere ridotto mentre oltre le foto sono affette da un rumore colore molto forte difficilmente eliminabile. La nitidezza si mantiene ottima fino almeno a 12800 ISO.

Foto raw con eliminazione dei falsi colori

Eliminando i falsi colori si ottiene una foto a 12800 ISO con solo puntini scuri molto fini e poco percepibili senza perdita di nitidezza; anche quella a 25600 è quasi accettabile. Oltre il rumore è eccessivo.

Foto raw con riduzione di rumore

Applicando la riduzione di rumore si riesce ad ottenere foto pulite dal rumore fino a 25600 ISO a prezzo però di una perdita di nitidezza. Oltre questa sensibilità’ non e’ possibile eliminare totalmente il rumore e la perdita di nitidezza e’ elevata.

Foto raw senza riduzione di rumore a 10 Mpx

Riducendo le stampe alla dimensione di 10 Mpx, adatta ad una stampa A4, circa 30×20 cm, si guadagna in pratica uno stop. Il rumore si incomincia a vedere a 12800 ISO e anche le foto fino a 25600 ISO potrebbero essere utilizzate.

Foto raw con eliminazione dei falsi colori a 10 Mpx

In questo caso anche la foto a 25600 ISO è affetta solo da leggeri puntini scuri ed è utilizzabile.

Foto raw con riduzione di rumore a 10 Mpx

Con la riduzione di rumore applicata e le foto ridimensionate a 10 Mpx si ottengono foto utilizzabili fino a 25600 ISO e anche quelle a 51200 diventano accettabili pur a prezzo di una perdita di nitidezza..

Foto jpeg dalla fotocamera

Le foto jpeg prodotte direttamente dalla fotocamera hanno una buona nitidezza anche se e’ possibile fare meglio con la conversione da raw con CaptureOne. Il rumore, con l’impostazione di riduzione bassa sulla fotocamera, si incomincia a vedere leggermente a 6400 ISO con una leggera perdita di nitidezza, ma in realtà’ le foto sono buone ed utilizzabili fino a 12800. Oltre questa sensibilità’ la riduzione di rumore fa perdere nitidezza, ma le foto a 25600 ISO sono ancora discrete. Oltre come al solito e’ meglio non andare.

In conclusione con la A9 è possibile scattare senza problemi fino a 6400 Iso e usando il raw con un’opportuna riduzione di rumore fino a 12800 se si vogliono effettuare stampe di grandi dimensioni alla massima risoluzione o proiezioni su grandi schermi 4K, ma si può arrivare fino a 25600 se le esigenze sono meno stringenti. Un’ottima prestazione.

Obiettivo

Con la A9 ho avuto a disposizione per la prova lo zoom GM 24-70 mm f/2,8.

Si tratta di uno zoom professionale di alta qualità’ e luminosità’, di uso generale e adatto per tutti i tipi di foto. Le sue dimensioni sono grandi sopratutto in rapporto a quelle del corpo macchina e cosi’ il peso che sbilancia l’insieme verso l’avanti. Per scattare e’ quindi necessario sostenere la macchina con entrambe le mani, la sinistra sotto l’obiettivo.

L’obiettivo è composto da 18 lenti in 13 gruppi con una lente “extreme aspherical”, una super ED, una ED e trattamento antiriflessi Nano AR coating. Il motore di messa a fuoco è piezoelettrico e la distanza di messa a fuoco è di 38 cm con un ingrandimento 0,24x. Il diaframma ha 9 lamelle.
Le dimensioni sono 136 mm di lunghezza con un diametro di 88 mm e un peso di 886 g. Il materiale di costruzione è lega di magnesio.
E’ fornito con un ampio paraluce a tulipano.
Il prezzo di 2.200 € e’ alto, ma proporzionato alla qualità’ dell’obiettivo,

Per questo obiettivo non e’ necessario il diagramma della variazione di apertura al variare della focale in quanto questa è fissa,f/2,8, e nemmeno il diagramma relativo al diaframma equivalente in quanto si tratta di fullframe.

Risoluzione

Come spiegato nell’articolo Risoluzione: obiettivi e sensori riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore, per le focali di 24, 35, 50 e 70 mm.

Nota importante sulla risoluzione:
il sensore da 24 Mpx della A9 in formato 3:2 produce foto che sul lato orizzontale hanno 6000 pixel. Questo significa che la risoluzione orizzontale massima teoricamente ottenibile è 6000:2= 3000 linee. I sensori con filtratura Bayer, come questo, però non riescono mai ad arrivare alla massima risoluzione teorica, anche senza filtro antialias, a causa dell’interpolazione necessaria per ricostituire l’immagine e si fermano mediamente al 70 % di tale valore, circa 2100 linee. In questo caso quindi si è arrivati al massimo teorico.

24 mm:

35 mm:

50 mm:

70 mm:

La risoluzione è sempre molto buona al centro e ai bordi, molto vicini, a tutte le focali ed a tutte le aperture, con una punta ad ottima al centro a 24 mm fra f/5,6 e f/8,0 e una lieve caduta a f/22.
Questo obiettivo provato precedentemente con la A7R III da 42 Mpx aveva dato risultati molto superiori quindi è evidente che in questo caso il limite alla risoluzione è originato dal sensore da 24 Mpx. La risoluzione è comunque adeguata all’uso per cui la A9 è progettata.

La distorsione è a tutta apertura il 2,9 % a barilotto a 24 mm, per poi diventare a cuscinetto fino al 1,9 % a 70 mm; è corretta automaticamente, se si sceglie questa opzione, dalla fotocamera nella conversione in jpeg o da CaptureOne durante la conversione.

La vignettatura è 2,4 stop a 24 mm f/2,8 e 1,5 stop a f/4,0; 1 e 2/3 di stop a 70 mm a tutta apertura.

E’ un obiettivo complessivamente eccellente, uno dei migliori provati, come avevo concluso nella prova della A7R III. Gli unici suoi difetti sono la distorsione un po’ elevata anche se correggibile automaticamente o manualmente e la vignettatura a 24 mm a tutta apertura, anche questa correggibile automaticamente.
Quanto alle dimensioni e peso questi sono lo scotto da pagare per avere uno zoom ad elevata luminosità’ su una fullframe. Complessivamente l’insieme della A9 e del GM 24-70/2,8 non e’ di peso eccessivo e si porta in giro, anche al collo, senza eccessivi problemi. Comunque chi volesse un obiettivo di dimensioni e peso, oltre che costo, più’ contenuto può optare per l’ottimo Zeiss 24-70/4,0 OSS.

Gli scatti effettuati confermano i risultati delle misure.

Stabilizzazione

La serie II delle A7 ha introdotto su tutti i modelli la stabilizzazione sul sensore a “5 assi”, ancora migliorata in questa A9. Alcuni obiettivi con innesto FE però dispongono anche di stabilizzazione ottica.
Per provare la sua efficacia ho effettuato degli scatti alla focale di 70 mm con e senza stabilizzazione, a partire da un tempo di scatto di 1/160 doppio di quello normalmente considerato di sicurezza, il reciproco della focale quindi 1/70 arrotondato a 1/80, e poi raddoppiandolo ad ogni scatto.

La stabilizzazione ha stabilizzato tutte le foto fino a 1/10 di secondo (3 stop), a 1/5 (4 stop) una foto è risultata mossa, mentre a 1/2,5 (5 stop) alcune foto sono nitide. Senza stabilizzazione le foto a 1/80 risultano nitide e parzialmente quelle a 1/40 grazie alla dolcezza del pulsante di scatto e all’uso della prima tendina elettronica.
Si possono quindi guadagnare 3 stop in sicurezza e fino a 5 scattando più foto per maggior garanzia.

Raffica

La A9 dispone di tre velocità’ di raffica: H a 20 fg/s, M a 10 e L a 5.
Le prove sono state effettuate con una scheda SD UHS I da 95 mb/s, scattando con messa a fuoco manuale e priorità’ dei tempi a 1/1000.

Jpeg

Alla velocità’ H la A9 ha scattato a 20 fg/s per 16 secondi, poi la velocità’ e’ scesa a 7 fg/s.

Alla velocità’ M ha scattato a 10 fg/s per 20 secondi e presumibilmente fino al riempimento della scheda

A quella L ha scattato indefinitamente a 5 fg/s.

Raw compresso + jpeg

Alla velocità H ha scattato a 20 fg/s per 10 secondi poi proseguendo a 3 fg/s.

A quella M ha scattato a 10 fg/s per almeno 20 secondi.

Alla velocità’ L ha scattato a 5 fg/s per almeno 20 secondi.

Per le prove pratiche ho scattato, nella mia consueta postazione di prova, a veicoli ad elevata velocità, sia in avvicinamento che in allontanamento. Ho usato una scheda UHS I 3 da 95 mb/s, esposizione manuale a tutta apertura f/2,8 con tempi da 1/1000 o più brevi, ISO auto per la corretta esposizione, autofocus continuo a inseguimento con profilo standard, in jpeg normal con l’otturatore elettronico.
Nel test la A9 ha mantenuto sempre la velocità di 20 fg/s riuscendo a seguire e mantenere sempre bene a fuoco il soggetto, fallendo la messa a fuoco solo in 2 foto su 957.

Prova del ciclista

E’ effettuata riprendendo un ciclista che si avvicina a bassa velocità da circa 50 metri fino a passare a a fianco al fotografo. E’ così possibile valutare la capacità dell’autofocus di seguire il volto del soggetto e tenerlo a fuoco.
Ho usato lo zoom alla focale di 70 mm a tutta apertura per ridurre al minimo la profondità di campo, autofocus continuo in “tracking” e rilevamento del volto attivo.
Nella sequenza la A9 ha scattato costantemente a 20 fg/s; su 433 scatti ne ha messi correttamente a fuoco 386, 22 erano a fuoco sulla ruota, sul manubrio o non perfettamente a fuoco e 25 erano fuori fuoco, questi tutti a distanza elevata e quando il ciclista era di dimensioni molto piccole rispetto all’inquadratura.
Pubblico gli ultimi 128 scatti in circa 6,5 secondi.

Una prestazione eccellente che fa di questa fotocamera la migliore della categoria per riprese sportive o naturalistiche di soggetti in rapido movimento come sportivi, auto o animali nel loro ambiente naturale. Nessuna reflex può arrivare a questa velocità e sopratutto nel più assoluto silenzio.

Video

La A9 riprende video 4K QFHD a 3840×2160 pixel 30/25p, e Full HD 1920×1080 pixel 60/50p in formato MP4 o AVCHD con codec XAVC S e audio stereo.
La ripresa si può’ attivare in qualsiasi modalità’ di funzionamento, Program, a priorità’ dei tempi o diaframmi e manuale oppure portando la manopola delle modalità’ nella posizione video. In questo caso e’ possible variare la modalità’ di esposizione, Program, priorità’ dei tempi o dei diaframmi e manuale da menu. La messa a fuoco può essere continua o manuale.
Per le riprese video 4K si deve usare una scheda SD UHS I o meglio UHS II.

Nelle riprese l’esposizione e bilanciamento del bianco sono stati sempre corretti. La messa a fuoco ha funzionato bene anche variando la focale dell’obiettivo e con soggetti in movimento anche veloce.

Galleria

Le foto sono state scattate a Bruxelles, comprese quelle delle auto d’epoca del museo Autoworld, Roma, Sperlonga e a Milano. I ritratti sono stati scattati durante il La Placa PhotovideoShow durante una sessione nella asla di posa della La Placa Academy.
Prevalentemente ho usato la impostazione automatica della sensibilità che se la luce è sufficiente si imposta a 100 Iso mentre per le foto in notturna è arrivata fino a una sensibilità di 12800 ISO.
Le foto sono state convertite con CaptureOne Express for Sony con la riduzione di rumore azzerata. Capture One riesce a tirare fuori il meglio dalle foto raw ed è più efficace del software fornito da Sony, Imaging Edge. Consiglio quindi di usarlo se si vuole salvare le foto in raw anche perchè è gratuitamente scaricabile da http://www.phaseone.com/it-IT/Online-Store/Sony-upgrades

Ritratti  scattati durante il La Placa PhotovideoShow del 10-5-2019 durante una sessione nella sala di posa della La Placa Academy.

Auto d’epoca del museo Autoworld

Le foto sono tutte perfettamente a fuoco con un’ottima nitidezza ed ottimi colori, complessivamente con una notevole qualità d’immagine. Colpisce in particolare la profondità e la tridimensionalità delle foto, merito della fotocamera e dell’eccellente obiettivo.

Conclusioni

La A9 è stata progettata da Sony per sfidare e superare nella foto sportiva, naturalistica e di cronaca le fotocamere che  a quel momento dominavano il mercato cioè le reflex professionali.
La base di partenza è stata l’ottima serie A7, ma a questa sono stati apportati numerosi miglioramenti come visto nelle parti del test dedicate alla descrizione ed alle prestazioni.
I risultati sono stati notevoli e collocano ala A9 in una categoria a parte. Nessuna altra fotocamera attualmente è in grado di scattare foto di formato fulframe a 20 fg/s in modo totalmente silenzioso e senza oscuramento del mirino. Nessuna ha un autofocus talmente efficiente da riuscire a seguire un soggetto in movimento tenendolo sempre a fuoco, anche ai margini dell’inquadratura, a questa velocità di raffica.
La A9 perciò si candida come la scelta ideale per chi fa foto di questo tipo e il suo corredo di obiettivi, con le ultime novità per gli zoom e i super teleobiettivi, è in grado di supportarla in qualsiasi situazione.
A differenza però delle reflex professionali con cui si è posta in concorrenza la A9, viste le sue dimensioni ed il suo peso ridotto, può essere usata senza alcun problema per moltissimi altri generi di fotografia, compresa quella di viaggio dove si vuole un corredo leggero e facilmente trasportabile o quella di strada quando si vuole passare abbastanza inosservati usando una fotocamera che dia poco nell’occhio.
E’ utilissima poi in tutte quelle situazioni in cui si deve scattare in modalità silenziosa, concerti da camera, conferenze, teatro, cerimonie ed altro, situazioni nelle quali ci si può anche avvalere, se necessario, anche delle sue capacità in raffica senza disturbare, cosa assolutamente impossibile con una reflex.
Riguardo alla qualità d’immagine la A9 ha fornito ottimi risultati. La sua risoluzione è certamente inferiore ai modelli Sony con maggior numero di pixel come le A7R III e IV, ma le foto sono comunque molto dettagliate e definite. Il rapporto segnale rumore è ottimo anche alle alte sensibilità e così la gamma dinamica, entrambi ai vertici per le fotocamere fullframe.
Le foto in jpeg provenienti direttamente dalla macchina sono già ottime, ma si può ottenere qualcosa di meglio usando il raw e convertendo le foto con Capture One for Sony per nitidezza, rumore e resa dei colori.
Tutto questo è stato ottenuto mantenendo le dimensioni ed il peso del corpo macchina al livello di quelli delle mirrorless Micro 4/3 o APS. Quello che invece Sony non ha potuto fare è realizzare degli obiettivi di dimensioni paragonabili a quelle dei sistemi con sensore più piccolo. Ci sono dei limiti ottici e fisici che non consentono di ridurre le dimensioni di obiettivo per fullframe più di tanto. Questo vuol dire che in alcuni casi la leggerezza e la compattezza del corpo macchina sono penalizzate dalle dimensioni degli obiettivi, anche se Sony ha progettato alcuni obiettivi di luminosità più ridotta come lo Zeiss 24-70/4,0 per ovviare, almeno parzialmente, a questo problema.
La validità di queste fotocamere però va misurata anche in funzione degli obiettivi disponibili. Attualmente le Sony dispongono di 49 obiettivi con innesto E e ne sono promessi altri fino ad arrivare a 60. Inoltre i principali produttori terzi ormai rendono disponibili i loro obiettivi anche con innesto Sony E ampliando il corredo disponibile.
L’obiettivo provato GM 24-70/2,8 si e’ dimostrato eccellente, con una risoluzione elevata ed un alto microcontrasto grazie anche al fatto di lavorare su un sensore fullframe.

Riassumendo:

Costruzione e finitura

Ottimo: la fotocamera è costruita in lega di magnesio, ben assemblata e finita e da un’impressione di solidità.

Ergonomia e comandi

Ottimo: I comandi sono comodi ed ottimamente disposti con tre ghiere di regolazione e due per le modlità di scatto e messa a fuoco. Ci sono diversi pulsanti personalizzabili per le funzioni più usate. Un po’ troppo estesi i menu.

Mirino

Ottimo:  ha un’elevata risoluzione, non presenta scie o sensibili perdite di nitidezza se si sposta velocemente l’inquadratura e nemmeno rumore nelle inquadrature in poca luce.

Schermo

Molto buono: è chiaro, nitido e brillante. Molto comoda la possibilità di ribaltarlo in alto e in basso. Comoda la possibilità’ di spostare il punto AF toccando lo schermo.

Autofocus

Eccellente: è preciso e velocissimo, adatto anche a soggetti in movimento rapido che riesce a seguire bene anche in raffica. La sua sensibilità gli consente di mettere a fuoco anche in poca luce. Efficiente la funzione di riconoscimento dei volti. Efficace la messa a fuoco sugli occhi del soggetto anche in autofocus continuo.

Stabilizzazione

Ottimo: consente di guadagnare dai 4 ai 5 stop sul valore del tempo di sicurezza minimo. Funziona con tutti gli obiettivi.

Esposizione

Eccellente: sempre corretta anche in condizioni molto difficili. Nelle foto notturne o in locali bui richiede una correzione di -2/3 di stop usando la misurazione valutativa. Efficace la correzione automatica della gamma dinamica DRO.

Bilanciamento del bianco

Ottimo: in automatismo si è dimostrato sempre corretto, anche con le luci ad incandescenza.

Qualità d’immagine

Ottimo: sia per risoluzione, definizione e resa dei colori, sia per il contenimento del rumore alle alte sensibilità, più in raw con Capture One che in jpeg, e per la gamma dinamica.

Raffica

Eccellente: raggiunge una velocità di 20 fg/s con AF continuo e live view. Nessun’altra arriva in pratica a questo.

Video

Ottimo: Per la ripresa si dispone delle impostazioni automatiche, manuali e a priorità. La messa a fuoco automatica non dimostra incertezze. Dispone di tutte le funzioni necessarie per riprese professionali, compresa la registrazione su dispositivo esterno.

Obiettivi

Eccellente: l’obiettivi provato e’ di elevata qualità. Il corredo di obiettivi disponibile e’ ampio e dispone di focali adatte a tutte le riprese

In conclusione la A9 si è dimostrata un’eccellente fotocamera, con caratteristiche e qualità notevoli e di livello altamente professionale. E’ una delle migliori scelte in assoluto fra le fotocamere per le riprese dinamiche e naturalistiche, ma è anche un’ottima fotocamera per tutti i generi di foto.

Il prezzo è alto, ma adeguato alla qualità della fotocamera.

Pregi

– eccellente velocità di raffica
– eccellente autofocus
– ottima qualità d’immagine
– eccellente gamma dinamica
– ottimo rapporto segnale/rumore
– stabilizzazione efficace
– silenziosità di scatto anche in raffica
– costruzione e finitura di ottimo livello
– comandi comodi e completi
– dimensioni e peso molto contenuti per una fullframe
– ottimo mirino
– schermo orientabile e sensibile al tocco
– obiettivo provato di eccellente qualità
– funzioni video complete e professionali
– possibilità di montare obiettivi Sony Alpha mantenendo l’autofocus e gli automatismi

Difetti

– mancanza di un flash integrato
– assenza di un pannello di controllo sulla calotta
– alcuni obiettivi pesanti e costosi
– anello adattatore per obiettivi Alpha molto costoso
– manuale d’istruzioni troppo sintetico, è necessario scaricare online la guida completa

Alternative

La Sony A9 in realtà non ha alternative, è unica nella sua categoria.
Elenco comunque due reflex a cui la A9 ha lanciato la sfida e che le fanno concorrenza per prestazioni pur non riuscendo ad equagliarla e due mirrorless che le si avvicinano per prestazioni e flessibilità pur non raggiungendola.

Canon 1DX Mk II

Reflex fullframe con sensore CMOS da 20 Mpx. L’autofocus a rilevamento di fase ha 61 punti AF. Il mirino ha un ingrandimento 0,76x con copertura del 100 %. Lo schermo è fisso, da 3,2″ con 1,62 Mpx. La sensibilità va da 100 a 51200 ISO, espandibile a 50 e 409600. L’otturatore meccanico a controllo elettronico dispone di tempi da 30 secondi a 1/8000. L’innesto obiettivi è il Canon EF. Sono disponibili 90 obiettivi Canon autofocus, dal supergrandangolo 14 mm al supertele 800 mm, di cui moltissimi zoom più altrettanti di altri fornitori, oltre ad obiettivi specialistici a fuoco manuale. La raffica arriva a 14 fg/s con autofocus continuo ad inseguimento e a 16 fg/s con specchio alzato, live view ed esposizione ed AF bloccati al primo scatto. Riprende video C4K con uscita HDMI solo Full HD. Dispone di connessioni HDMI, Ethernet, microfono, cuffia, terminale di estensione e ricevitore GPS. Ha due alloggiamenti per una scheda CompactFlash e per una CFast. L’autonomia è di 1210 scatti. Il corpo in lega di magnesio è protetto da polvere ed acqua. Le sue dimensioni e peso sono elevati, 158x168x83 mm e 1530 grammi con schede e batterie.
Costa 5.400 € solo corpo.

Nikon D5

Reflex fullframe con sensore CMOS da 21 Mpx. L’autofocus a rilevamento di fase ha 153 punti AF. Il mirino ha un ingrandimento 0,72x con copertura del 100 %. Lo schermo è fisso, da 3,2″ con 2,36 Mpx. La sensibilità va da 100 a 51200 ISO, espandibile a 50 e 3280000. L’otturatore meccanico a controllo elettronico dispone di tempi da 30 secondi a 1/8000. L’innesto obiettivi è il Nikon F. Sono disponibili 74 obiettivi Nikon autofocus, dal supergrandangolo 14 mm al supertele 800 mm, di cui moltissimi zoom più circa 100 di altri fornitori, oltre ad obiettivi specialistici a fuoco manuale. La raffica arriva a 12 fg/s con autofocus continuo ad inseguimento e a 14 fg/s con specchio alzato, live view ed esposizione ed AF bloccati al primo scatto. Riprende video 4K con uscita HDMI. Dispone di connessioni USB 3.0, HDMI, Ethernet, microfono, cuffia, terminale di estensione. Ha due alloggiamenti per due schede XQD o per due CompactFlash. L’autonomia è di 3780 scatti. Il corpo in lega di magnesio è protetto da polvere ed acqua. Le sue dimensioni e peso sono elevati, 160x159x92 mm e 1405 grammi con schede e batterie.
Costa 6.000 € solo corpo.

Fujifilm X-T3

Mirrorless APS con sensore BSI-CMOS e tecnologia X-Trans IV, esclusiva Fujifilm, da 26 Mpx. L’autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto ha 425 punti AF. Il mirino elettronico OLED con 3,69 Mpx ha un ingrandimento 0,75x con copertura del 100 %. Lo schermo  orientabile in alto e in basso e lateralmente, è da 3″ con 1,04 Mpx. La sensibilità va da 160 a 12800 ISO, espandibile a 80 e 51200. L’otturatore meccanico dispone di tempi da 30 secondi a 1/8000, quello elettronico arriva fino a 1/32000. L’innesto obiettivi è il Fujifilm XF. Sono disponibili 29 obiettivi Fujifilm autofocus, dal supergrandangolo zoom 10-24 mm al supertele zoom 100-400 mm, con molti obiettivi a focale fissa luminosi compreso un tele 200 mm f/2,0 più tre Zeiss a focale fissa, oltre ad obiettivi a fuoco manuale di altri fornitori. La raffica arriva a 20 fg/s con autofocus continuo ad inseguimento e live view e a 30 fg/s, sempre con AF continuo e live view con un ritaglio 1,25x (16 Mpx). Riprende video C4K con uscita HDMI. Dispone di connessioni USB 3.1 Gen1, HDMI, microfono, cuffia, wi-fi e Bluetooth. Ha due alloggiamenti per schede SD UHS II. L’autonomia è di 390 scatti aumentabile con l’impugnatura VG-X-T3 a 1100. Il corpo in lega di magnesio è protetto da polvere ed acqua. Le sue dimensioni e peso sono contenuti, 133x93x59 mm e 539 grammi con schede e batterie.
Costa 1.360 € solo corpo, 1.600 € con lo zoom XF 18-55/2,8-4,0 OIS.

Fujifilm X-H1

Mirrorless APS con sensore CMOS e tecnologia X-Trans III, esclusiva Fujifilm, da 24 Mpx. L’autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto ha 325 punti AF. Il mirino elettronico OLED con 3,69 Mpx ha un ingrandimento 0,75x con copertura del 100 %. Lo schermo orientabile in alto e in basso, è da 3″ con 1,04 Mpx. La sensibilità va da 200 a 12800 ISO, espandibile a 100 e 51200. Dispone di stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”. L’otturatore meccanico dispone di tempi da 30 secondi a 1/8000, quello elettronico arriva fino a 1/32000. L’innesto obiettivi è il Fujifilm XF. Sono disponibili 29 obiettivi Fujifilm autofocus, dal supergrandangolo zoom 10-24 mm al supertele zoom 100-400 mm, con molti obiettivi a focale fissa luminosi compreso un tele 200 mm f/2,0 più tre Zeiss a focale fissa, oltre ad obiettivi a fuoco manuale di altri fornitori. La raffica arriva a 14 fg/s con autofocus continuo ad inseguimento e a 6 fg/s, sempre con AF continuo e live view. Riprende video C4K con uscita HDMI. Dispone di connessioni USB 3.0, HDMI, microfono, cuffia, wi-fi e Bluetooth. Ha due alloggiamenti per schede SD UHS II. L’autonomia è di 310 scatti aumentabile con l’impugnatura VPB-X-H1 a 900. Il corpo in lega di magnesio è protetto da polvere ed acqua. Le sue dimensioni e peso sono medi, 140x97x86 mm e 673 grammi con schede e batterie.
Costa 960 € solo corpo con l’impugnatura VPB-X-H1.

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