Panasonic GH4: descrizione e uso

Descrizione

La GH4 ha la forma e l’aspetto di una reflex tradizionale con sensore APS. Questo deriva dal fatto che è dotata di mirino e forse anche dalla volontà di dargli un aspetto più professionale e più simile a quelle che sono state fino ad oggi considerate le fotocamere migliori. Infatti esistono altre fotocamere mirrorless dotate di mirino, ma con un aspetto più simile alle compatte anche in casa Panasonic.
In ogni caso il suo aspetto è piacevole ed equilibrato. Le dimensioni ed il peso sono medi e gli obiettivi piuttosto compatti e leggeri, anche quelli professionali e ad alta luminosità. Il corpo è ben costruito, in lega di magnesio, e rifinito con l’impugnatura rivestita in buona parte da gomma goffrata antiscivolo. I comandi esterni sono molti, ma ben distribuiti ed adatti ad effettuare tutte le regolazioni fondamentali.

Inizio la descrizione dal frontale:

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Sulla destra dell’innesto obiettivi, guardando la fotocamera frontalmente, si vede il pulsante di sblocco e più in alto, dall’altro lato, l’illuminatore a led di ausilio per l’autofocus che funziona anche come segnalatore dell’autoscatto accanto all’impugnatura rivestita in gomma che contiene la batteria. In alto sulla destra la presa di sincronizzazione flash (una caratteristica altamente professionale) coperta da un tappo in gomma.

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Sulla calotta superiore vediamo, da sinistra, una manopola che comanda le modalità di scatto della macchina: scatto singolo, raffica, bracketing e autoscatto. Al centro il flash estraibile con sulla sinistra il comando di apertura. Dietro questo la slitta portaaccessori per flash esterno con a fianco i due microfoni per l’audio stereo. Poi, verso destra, la manopola di impostazione delle modalità di funzionamento: P (program), A (priorità dei diaframmi, S (priorità dei tempi), M (manuale), Video con impostazioni manuali, tre impostazioni personalizzate C1, C2 e C3, modalità scene, filtri creativi e iA (totalmente automatico). Coassiale a questa c’è l’interruttore di accensione, molto comodo perchè a portata di pollice. Sull’impugnatira, dietro il pulsante di scatto la ghiera di regolazione anteriore e poi tre pulsanti per compensazione dell’esposizione (in unione alla ghiera posteriore), sensibilità Iso e infine bilanciamento del bianco (con ghiera anteriore o posteriore). Molto comodo ed efficace! Dietro il pulsante Fn1 che di default attiva la connessione wi-fi (ma assegnabile a qualsiasi altra funzione) la cui accensione è segnalata da un led appena più indietro.

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Nella parte posteriore, dominata dal grande schermo orientabile  i comandi sono concentrati quasi tutti sulla destra e in alto. In alto a sinistra troviamo il pulsante per la commutazione manuale della visione da schermo a mirino, che però può essere anche automatica, che può funzionare anche da quinto pulsante personalizzabile Fn5. Appena più in basso e a sinistra il pulsante per la revisione delle foto. Al centro il mirino protetto da una cornice in gomma morbida con lateralmente la rotella di regolazione delle diottrie e sotto il sensore per la commutazione automatica tra questo e lo schermo. Subito alla sua destra il pulsante per il blocco dell’esposizione o della messa a fuoco o di entrambe, personalizzabile da menu, circondato da una leva coassiale che commuta la messa a fuoco da AFS (singola) o AFF (video) a AFC (continua o MF (manuale). Appena più in basso il pulsante rosso per attivare la ripresa video. All’estrema destra in alto la ghiera di comando posteriore- Alla destra dello schermo dall’alto il pulsante Fn2 che richiama il Quick.menu, il Fn3 che richiama la regolazione delle modalità AF (automatica, scelta del punto AF, tracking). Alla sua destra il pulsante per scegliere le informazioni visualizzate sullo schermo o nel mirino. Poi c’è la grande ghiera di regolazione che serve anche da pad. A questa non sono assegnate funzioni, ma premendo la ghiera in alto o in basso, a destra o a sinistra si naviga nei menu, mentre ruotandola si scorrono le impostazioni. Al centro il pulsante di richiamo dei menu e di conferma delle scelte. In basso il pulsante per la cancellazione delle foto che funziona, in ripresa, come ulteriore pulsante funzione Fn4.

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Sul lato destro c’è l’alloggiamento della scheda SD coperto da uno sportellino.

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Su quello sinistro la presa per microfono stereo, coperta da un tappo in gomma e più sotto quella per una cuffia stereo, una presa HDMI e una AV/Out digitale, coperte da due sportellini in gomma. Sull’obiettivo il comando per attivare la stabilizzazione.

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Nella parte inferiore troviamo l’iinesto per il treppiedi, coassiale con l’obiettivo, e lo sportello che protegge il vano per l’alloggiamento della  batteria. La batteia da 7,2 V ha una capacità di 1860 mAh.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile
– caricabatteria con cavo
– un cavo USB
– il tappo di copertura del bocchettone di innesto ottiche
– la cinghia a tracolla
– un piccolo e sintetico manuale plurilingue. Il manuale completo è disponibile come pdf sul CD
– un CD con il software in dotazione per Windows e Mac, PhotoFun un browser fotografico per importare, visualizzare le foto, Sylkypix 3.1 personalizzato per Panasonic per convertire le foto raw, oltre i manuali in varie lingue compreso l’italiano.

Come accessori sono disponibili:
– vari flash estern Panasonic dedicato DMW-FL360
– microfoni esterno DMW-MS1 e DMW-MS2
– impugnatura portabatteria DMW-BGGH3
– telecomando per scatto remoto DMW-RSL1
– adattatore per alimentazione da rete
– filtri di protezione per gli obiettivi
– unità base d’interfaccia per collegamenti audio/video DMW-YAGHE

Principali Menu

Uso in pratica

La GH4 provata era dotata di tre zoom Panasonic GX Vario: il 14-140 mm (eq.28-280 mm) f/3,5-5,6 Power OIS con cui è venduta in kit, il 12-35 mm (eq. 24-70 mm) f/2,8 Power OIS con cui si può scegliere in alternativa in kit e il 35-100 mm (eq. 70-200 mm) Power OIS. Lo zoom 14-140 10x è un obiettivo universale, utile per molte occasioni e l’ho usato prevalentemente in esterni con buona luce. In situazioni più critiche di luce scarsa invece ho preferito usare i due zoom luminosi. Questi obiettivi sono molto compatti e leggeri e consentono di avere un corredo fotografico di qualità senza caricarsi un peso eccessivo. Come riferimento la GH4 con il 12-35/2,8 e il 35-100/2,8 pesa 1,225 kg, un corredo equivalente APS con mirrorless oltre 2 kg e con reflex si avvicina a 3. Uno fullframe, anche mirrorless, con zoom f/4,0 sta vicino o poco sopra i 2 kg, con zoom f/2,8 si superano i 3 kg. Anche fra le Micro 4/3 di questa categoria questo è il corredo più leggero. E’ un vantaggio da considerare, sopratutto per la schiena dei fotografi, anche perchè la qualità d’immagine, come vedremo, è all’altezza delle migliori.

Nella foto sono confrontate la GH4 con il 35-100/2,8 (equivalente ad un 70-200) e la Canon 6D (una delle più piccole fullframe) con il 70-200/2,8. La differenza di dimensioni, e peso, è notevole.

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La GH4 è dotata di mirino di alta qualità. Ha 2,359 Mpx, con una copertura del 100 % e un ingrandimento reale di 0,67x. La sua nitidezza è elevata e non soffre di riflessi quando si inquadrano fonti di luce e di scie quanso si muove velocemente l’inquadratura.  Non soffre nemmeno di fenomeni di “congelamento” dell’immagine quando si preme a metà il pulsante di scatto per mettere a fuoco, fenomeno che si verifica in altre fotocamere, ne di rumore quando si inquadrano scene in luce scarsa. Vi si possono visualizzare tutte le informazioni visibili sullo schermo. Il passaggio dalla visualizzazione sullo schermo a quella nel mirino può essere manuale, premendo l’apposito pulsante, oppure meglio automatica, tramite un apposito sensore che rileva quando si avvicina l’occhio all’oculare. Nel mirino è possibile visualizzare tutte le regolazioni apportate all’immagine, esposizione e bilanciamento del bianco. Su questo e anche sullo schermo è possiile visualizzare una griglia di guida, un riferimento per il centro dell’immagine ed una livella su du assi, molto comoda per evitare immagini storte e linee cadenti. E’ uno dei migliori fino ad adesso provati
Lo schermo, da 3″ e sensibile al tocco, è abbastanza nitido e ben visibile. Soffre però del problema di tutti gli schermi quando ci si trova in esterni: in molti casi, specialmente nelle inquadrature di scene di grande luminosità e ad alto contrasto, come ad esempio in controluce, nello schermo non si riese a vedere quasi nulla, solo la propria faccia riflessa, e si inquadra quasi alla cieca. La possibilità di orientarlo in tutte le direzioni, compreso l’avanti, è però molto utile per riprese da angolazioni difficili e per i “selfie”, oltre che per le riprese video.

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Lo schermo sensibile al tocco consente di scegliere molte impostazioni direttamente da questo, in modo facilitato senza riferimenti tecnici ed anche scegliere le scene. Si può anche indicare direttamente il punto di messa a fuoco e poi scattare. Nella revisione delle foto queste si possono scorere e ingrandire come su uno smartphone o tablet.

Il corpo macchina è di dimensioni medie come detto e molto ben costruito, tutto in lega di magnesio, e ben finito. E’ inoltre protetto da infiltrazioni di polvere ed acqua, come gli obiettivi professionali del corredo, 12-35/2,8 e 35-100/2,8.
I comandi sono tutti a portata di dita e comodi da memorizzare e da azionare. Le due ghiere di comando, anteriore e posteriore, che a secondo delle modalità di funzionamento comandano tempi, diaframmi o entrambi, sono molto comode e facilmente raggiungibili. La maggior parte delle impostazioni si può fare dal Quick menu, premendo l’apposito pulsante, spostandosi con la ghiera che sostituisce il pad o con quella anteriore, e poi regolando il valore desiderato con quella posteriore, senza dovere entrare nei menu. Con un po’ di pratica tutte le regolazioni si possono effettuare velocemente anche con l’occhio al mirino, oltre che con lo schermo. Eccellente!

La GH4 non è dotata di stabilizzatore integrato, ma molti degli obiettivi Panasonic, come quelli disponibili per la prova sono stabilizzati. Lo stabilizzatore è molto efficace e consente di guadagnare almeno quattro stop di esposizione, fotografando soggetti statici, e in alcuni casi anche 5, come si può vedere dai ritagli pubblicati nella pagina delle prestazioni.

La messa a fuoco è a rilevamento di contrasto con 49 zone selazionabili manualmente. La GH4, come la FZ1000 e la recente G7, usa la tecnologia, esclusiva Panasonic, DFD (Dept From Defocus) e una frequenza di rilevamento di 240 volte al secondo. Questa tecnologia consente di conoscere immediatamente, in base a due misurazioni successive,  la direzione verso cui muovere l’obiettivo e la distanza dalla posizione di fuoco per il soggetto inquadrato in modo da arrivarvi direttamente senza quasi nessun aggiustamento, come per gli autofocus a rilevamento di fase, invece di compiere tante successive misurazioni ed aggiustamenti di fuoco come avviene nei tradizionali sistemi a rilevamento di fase.

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La tecnologia DFD si basa sulla conoscenza delle caratteristiche ottiche dell’obiettivo, sulla variazione del suo sfocato o bokeh, contenute in un database all’interno della macchina e quindi funziona solo con gli obiettivi M43 Panasonic. Con gli altri M43 funziona invece il normale rilevamento di contrasto. Panasonic inoltre garantisce l’aggiornamento di queste informazioni tramite il firmware degli obiettivi per i nuovi modelli. Secondo i dati di Panasonic la messa a fuoco avviene in un tempo di 0,07 sec.
I punti AF coprono quasi tutta la superficie del sensore per la messa a fuoco, superando le limitazioni di copertura dei punti AF di molte reflex. Si può anche scegliere una zona ristretta di messa a fuoco spostabile a piacere sullo schermo col tocco o con il pad. Le modalità di funzionamento sono quelle classiche, AF-S (singolo), AF-F (flessibile), AF-C (continuo) e manuale. La velocità dell’autofocus è ottima, al livello delle migliori reflex o mirrorless in tutte le condizioni di luce. Per i soggetti in movimento veloce i risultati in AF-C sono molto buoni e l’autofocus è sufficientemente veloce per veicoli in movimento anche con raffiche a 8 fg/s. La sensibilità è buona e l’autofocus funziona bene anche a bassi livelli di luminosità senza illuminatore: ho misurato un livello equivalente a 1/4 di sec a f/1,4 e 200 Iso. Nelle riprese video la messa a fuoco è continua. E’ abbastanza precisa, e dimostra poche incertezze con quasi nessuna variazione di fuoco avanti e indietro tipiche degli autofocus a rilevamento di contrasto.

L’esposizione può essere totalmente automatica in iAuto, oppure si possono usare il programma P con la possibilità di cambiare la coppia tempo/diaframma (program shift), le priorità ai tempi o diaframmi o l’esposizione manuale. In questo caso su un’apposita scala viene indicata la differenza fra l’esposizione impostata e quella misurata fino a 3 EV. In tutte le modalità è facile e rapido regolare la macchina con le due ghiere disponibili. La sensibilità ugualmente si può regolare con facilità, se non si usa in Auto, premendo l’apposito pulsante dietro quello di scatto, comodissimo, e poi ruotando una delle tre ghiere. In modalità Iso Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale dell’obiettivo o a quella impostata sullo zoom e consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!). L’esposizione si è dimostrata sempre corretta sia con molta luce sia di notte anche in presenza di forti contrasti e solo in casi veramente al limite ho dovuto apportare delle correzioni.

Le foto possono essere salvate in formato 4:3, 3:2, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni, Large a 16 Mpx, Middle a 8 Mpx e Small a 4 Mpx e possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Standard, in raw e in raw più jpeg.
Si può scegliere per le foto il profilo colore preferito, standard; vivid, neutral ed altri ed ognuno può essere personalizzato per adattarlo ai propri gusti ed esigenze.

La GH4 dispone di un flash integrato che può essere estratto con l’apposito pulsante. Il flash può essere impostato su automatico, forzato, riduzione occhi rossi, slow sync, e sincronizzazione sulla seconda tendina ed è possibile farlo dal Quick menu. La potenza è ridotta, ma va bene per piccoli ambienti o gruppi e come luce di schiarita di giorno.

Come tutte le ultime fotocamere anche la GH4 è dotata di connessione Wi-Fi. Tramite l’App Lumix Link, disponibile per Android e iOS, è possibile connettersi alla fotocamera per il trsasferimento delle foto o per il suo controllo remoto, compreso lo scatto a distanza. E’ anche possibile connettere la fotocamera ad una smart-tv.

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La ripresa video è uno dei punti di maggiore forza della GH4. La fotocamera è infatti stata progettata per offrire il meglio sia per le foto che per il video.

Può riprendere video 4K  QFHD 3840×2160 pixel fino a 30 fg/s in formato MOV o MP4 per un tempo illimitato (escluso gli esemplari venduti in Europa limitati a 29 minuti e 59 secondi. Rigraziate la comunità europea – minuscola voluta – per la sua bontà e magnanimità!) con un bitrate di 200 Mbps (Intra) o 100 Mbps (IPB). In MP4 o MOV è possibile registrare audio di alta qualità in LPCM. Inoltre registra Full HD Progressive a 1920×1080 pixel con codec H.264 e formato MOV, MP4, AVCHD e AVCHD Progressive. Le velocità di registrazione possono essere 60p/50p, 60i/50i, 30p/25p e 24p. Il bit rate varia da 17 a 200 Mbit/s (All-Intra). In tutte le modalità video, tranne che in MP4, può essere registrato il Time Code. L’uscita micro HDMI in tempo reale consente di visualizzare il video su un monitor esterno e di inviarlo ad un dispositivo di registrazione esterno in formato 4:2:2/10 bit (non su scheda SD) o 4:2:2/8 bit. E’ possibile la ripresa VFR (Variable Frame Rate), da 2 a 96 fg/s  e quella Time Lapse (animazione). Infine sono disponibili alcune funzioni professionali come Zebra Pattern, livello del nero master, gamma Cinelike, scansione sincronizzata, marker centrale, barre colori e tono test a 1 Khz e codice orario o time code.
Per la GH4 è inoltre disponibile una base di intefaccia DMW-YAGHE che fornisce ingressi per audio, time code ed alimentazione e uscita per video. L’unità è compatibile con il Full HD 4:2:2/10 bit e 4K 4:2:2/10 bit per usare un registratore o monitor esterno. Ha inoltre due terminali di input XLR per registazione avanzata del suono e una connessione di alimentazione.
La ripresa può essere effettuata in modo totalmente automatico oppure si possono usare tutte le modalità di esposizione disponibili, program, a priorità e manuale ed anche molte delle scene disponibili. Si può anche regolare il bilanciamento del bianco. La sensibilità Iso è impostata automaticamente o manualmente. La messa a fuoco può essere automatica con le modalità disponibili AFS/AFF/AFC oppure manuale. In modalità automatica si può richiedere una nuova messa a fuoco premendo parzialmente il pulsante di scatto.
Come detto è possibile anche registrare il Time Code per il successivo montaggio dei filmati.
Non c’è pericolo di riscaldare eccessivamente il sensore in quanto è previsto un suo raffreddamento in queste condizioni.
L’audio è registrato in stereo con volume regolabile in LPCM o in Dolby Digital. C’è una presa per microfono esterno stereo ed una per cuffia stereo per il controllo della registrazione.
Durante la ripresa video possono anche essere scattate delle foto.Se si sceglie la priorità al video questo non sarà interrotto e le foto saranno jpeg, formato 16:9 e qualità S (2 Mpx). La registrazione video non sarà interrotta; si possono riprendere così fino a 40 foto. Se si scegle la priorità alle foto queste saranno del fomato specificato, ma la ripresa video e audio saranno interrotte e lo schemo si scurirà; si possono riprendere con questa modalità al massimo 10 foto.
Tutte le regolazioni per il video, compresa la messa a fuoco, possono essere fatte con lo schermo touch.

La GH4 dispone di numerose modalità scena e di effetti creativi (Creative Control Mode), che consentono di modificare la foto con effetti speciali o creativi come Expressive, Retro, High e Low Key, Sepia, Toy, HDR, Panorama e Miniature. C’è infine la possibilità di riprendere foto 3D, con l’apposito obiettivo Panasonic da rivedere poi su televisori 3D.

Nell’uso la GH4 si è dimostrata un eccellente strumento multimediale. Dico questo perchè si è dimostrata molto valida sia come fotocamera sia come videocamera.
Come fotocamera si è dimostrata molto valida, producendo foto nitide e con ottimi colori già con le impostazioni base in tutte le situazioni comprese quelle critiche in poca luce come foto di teatro, cerimonie ed altro. L’uso è intuitivo e i comandi ben disposti e facili da raggiungere ed azionare anche senza togliere l’occhio dal mirino. Questo è di notevole qualità e consente una visione chiara e dattagliata in ogni condizione reggendo il confronto con quelli delle fullframe. La messa a fuoco è sempre stata molto veloce e precisa, anche in condizioni di poca luce. Durante il periodo in cui l’ho avuta in uso stavo provando anche una fullframe, con la quale per molti aspetti la GH4 ha retto perfettamente il confronto. In alcuni casi l’ho preferita quando volevo una fotocamera meno vistosa, specialmente col tele montato.
Dal punto di vista video si è mostrata altrettanto valida consentendo riprese perfettamente a fuoco e di ottima qualità. L’ho usata anche per la ripresa di una cerimonia, affidandola ad un operatore inesperto, e i risultati sono stati comunque molto buoni. La cosa notevole è che le riprese possono essere protratte per lungo tempo senza il minimo problema. Non ho avuto modo di usare monitor, microfono e cuffia esterni, ma queste sono opzioni fondamentali per riprendere un film con pretese professionali. Durante le riprese è possibile usare il mirino elettronico, ma naturalmente è stato molto più comodo usare lo schermo anche per tenere la macchina in modo più stabile. L’unico problema è che per vedere le riprese in 4K è necessario un monitor o un televisore 4K, oggetti ancora non molto diffusi.
Insomma una macchina veramente soddisfacente da tutti i punti di vista.
Per il dettaglio della qualità d’immagine e degli obiettivi fare riferimento alle apposite pagine.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 4:3.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 25600 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivi, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100 Iso.  Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma fornito da Panasonic, Silkypix  e con Adobe Lightroom.

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Prestazioni
Galleria
Conclusioni
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