Canon EOS M5: prestazioni

Sensore

La EOS M5 è dotata di un sensore CMOS di formato APS-C (22,3×14,9 mm), con 24 Mpx. Questo sensore dispone di un certo numero di pixel sdoppiati che consentono di far funzionare, in live view e nelle riprese video, l’autofocus in modalità ibrida a rilevamento di fase e a rilevamento di contrasto. Lo scopo è quello di avere un sistema autofocus, più veloce di quello a rilevamento di contrasto usato normalmente dalle mirrorless. La sensibilità della M5 varia da 100 a 25600 Iso a passi di 1/3 EV.
Per valutarne le caratteristiche e la qualità pubblico oltre alle foto di prova il grafico del rapporto segnale/rumore in funzione della sensibilità e quello della gamma dinamica massima registrabile in funzione sempre della sensibilità.

Rapporto segnale/rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità Iso. Questo viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute in jpeg con la minima compressione possibile (100 %). In questo modo più è alto il rumore, che si presenta in forma di punti scuri e colorati invece di punti bianchi, meno è possibile comprimere la foto e quindi questa risulta di maggiori dimensioni. Per un confronto omogeneo fra fotocamere con differente numero di pixel è necessario standardizzare queste dimensioni ad un valore uniforme. Il valore scelto è 10 Mpx che consente di confrontare tutte le macchine disponibili attualmente e consente di effettuare una stampa di formato A4 senza ridimensionamento. La conversione da raw è effettuata sia con il software fornito dal produttore sia con Adobe Lightroom. Le foto sono convertite, ridimensionate e salvate in tiff. Poi viene effettuata la conversione in jpeg, sempre con lo stesso programma, Acdsee Pro, e con compressione minima in modo da applicare a tutte le foto tiff gli stessi algoritmi di compressione jpeg.

L’andamento della curva di rumore della EOS M5 usando Canon DPP per la conversione dei raw si mantiene circa a 1,5 stop sopra quella della EOS 6D fullframe usata come riferimento fino alla sensibilità massima. Rispetto alla Fujifilm X-Pro2 con conversione con Raw File Converter la differenza è di 1,5 stop fino a 800 Iso per poi diminuire progressivamente ed arrivare a 0,5 stop a 12800. Rispetto infine alla Canon 80D si rileva un andamento analogo, ma con una differenza di circa 0,5 stop a tutte le sensibilità In complesso una buona prestazione inferiore però alle migliori APS.

Gamma dinamica

La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione corretta (come misurata dall’esposimetro della macchina), alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore, e la gamma dinamica della Canon 6D come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.

La EOS M5 ha una gamma dinamica inferiore mediamente di 2/3 EV a quella della fullframe 6D fino a 12800 Iso e di 1 EV alla massima sensibilità, come ci si poteva aspettare. Un’ottima prestazione per una fotocamera APS.

Le foto di test notturne sono scattate a tutte le sensibilità da 100 a 25600 Iso.

Foto raw convertite con Canon DPP senza riduzione di rumore.

Nelle foto, fino a 800 Iso raw convertite con Canon DPP non presentano segni di rumore ed una buona nitidezza. A 1600 Iso si vede un leggerissimo rumore cromatico appena percepibile. A 3200 Iso il rumore è maggiormente percepibile, ma ancora non disturba molto la foto. Andando oltre, a 6400 Iso il rumore aumenta su tutta la foto, con una perdita di nitidezza, e comincia ad essere necessaria una sua riduzione. Questo vale ancora di più per le foto a 12800 Iso che potrebbero essere utilizzate solo con una riduzione di rumore, a prezzo però di una perdita di dettaglio. Le foto a 25600 Iso sono praticamente inutilizzabili.

Foto raw convertite con Canon DPP con riduzione di rumore.

Applicando la riduzione di rumore con DPP la foto a 3200 Iso può essere leggermente migliorata eliminando il rumore di crominanza, mentre quello di luminanza (i puntini neri) non può essere eliminato del tutto, pena un’eccessiva perdita di nitidezza. Lo stesso vale a maggior ragione a 6400 Iso. Oltre questa sensibilità le foto sono irrecuperabili..

Foto raw convertite con Canon DPP senza riduzione di rumore e ridimensionate a 10 Mpx

Nelle foto ridimensionate a 10 Mpx, sufficienti per una stampa A4 il rumore a 3200 Iso non è visibile e lo diventa a 6400 Iso, con un guadagno di uno stop, ma la foto a sensibilità superiori restano inutilizzabili.

Foto raw convertite con Canon DPP con riduzione di rumore e ridimensionate a 10 Mpx

In questo caso anche la foto a 6400 Iso presenta un rumore accettabile ed è utilizzabile.

Foto Jpeg prodotte direttamente dalla fotocamera

Le foto jpeg salvate direttamente dalla fotocamera sono prive di rumore e con una buona nitidezza fino a 1600 Iso. Oltre perdono progressivamente di nitidezza a causa della riduzione di rumore applicata.

In conclusione con la EOS M5 è possibile scattare senza problemi fino a 3200 Iso e applicando una riduzione di rumore fino a 6400 scattando in raw e convertendo le foto con Canon DPP con la sua riduzione di rumore di default, o meglio ottimizzando riduzione di rumore e nitidezza. Una buona prestazione per una APS.

Obiettivi

La EOS M5 è dotata di innesto obiettivi Canon EF-M. Attualmente sono disponibili sette obiettivi con questo innesto: sei zoom dal 11-22 mm f/4,0-5,6 al nuovo 18-150 mm f/3,5-6,3, tutti stabilizzati e con motore STM “passo-passo”, più un “pancake” 22 mm f/2,0 STM. A questi si aggiunge un Tamron 18-200 mm. Canon fornisce anche, in opzione, un anello di raccordo per obiettivi EF e EF-S che mantiene le funzioni di stabilizzazione ed autofocus. in questo modo è possibile usare sulla EOS M5 l’intera gamma di oltre 80 obiettivi Canon più tutti quelli dei produttori di obiettivi universali. Certamente però questi obiettivi saranno sproporzionati come dimensioni rispetto al corpo macchina della EOS M5, ma la soluzione può essere interessante per chi già possiede un corredo Canon e vuole riutilizzare i suoi obiettivi anche su questa macchina compatta.
Il fattore moltiplicativo per valutare la focale in rapporto alle dimensioni del sensore fullframe o della pellicola è 1,6x come per le reflex Canon visto che le dimensioni del sensore sono le stesse.

Con la EOS M5 ho avuto a disposizione per la prova lo zoom 15-45 f/3,5-6,3 IS STM. E’ un obiettivo compatto e rientrante, adatto alle dimensioni del corpo della EOS M5.

L’obiettivo è di costruzione economica, con innesto in plastica. E’ caratterizzato da un’ampia e comoda ghiera per la zoomata e si allunga quando zoomato. Più avanti c’è una ghiera, più piccola, ma altrettanto comoda, per la messa a fuoco manuale. Sul fianco un pulsante per sbloccarlo ed estenderlo in posizione operativa. La scelta della modalità di messa a fuoco si effettua dalla fotocamera.

Caratteristiche ottiche

La luminosità è f/3,5 alla focale minima di 15 mm (equivalente a 24 mm), a quella di 23 mm reale (38 mm equivalente) è f/4,0, poi diminuisce rapidamente a 35 mm (56 mm equivalenti) diventando f/5,0 per arrivare a f/6,3 alla massima focale di 45 mm (72 equivalente). La messa a fuoco minima è 25 cm a tutte le focali, molto buona in tele, con un ingrandimento di 0,25x.

Diaframma equivalente

L’apertura equivalente da indicazioni sulla qualità d’immagine ottenibile dalla fotocamera al variare della focale, specialmente per il rapporto segnale/rumore, e alla profondità di campo ottenibile. Più l’apertura è bassa più la qualità è migliore e la profondità di campo ridotta.

Il Canon 15-455/3,5-6,3 IS STM ha un’apertura equivalente di circa uno stop inferiore a quella di uno zoom con focali e luminosità analoghe su una fullframe. Interessante poi il confronto con una compatta di classe come la Sony RX100 IV con sensore da 1″ (13,2×8,8 mm) e zoom 24-70 mm equivalente f/1,8-2,8. Grazie alla luminosità del suo obiettivo la RX100 IV ha un diaframma equivalente che dalla focale di 50 mm (eq.) è inferiore a quello dello zoom della Canon.

Risoluzione

Come spiegato nell’articolo “Risoluzione: obiettivi e sensori” riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore per le focali di 15, 28 e 45 mm equivalenti di 24, 45 e 72 mm.

15 mm:

La risoluzione è molto buona al centro già a tutta apertura f/3,5 e si mantiene costante fino a f/11 per poi calare progressivamente mantenendosi però ancora molto buona a f/16, e buona a f/22. I bordi sono inferiori buoni fino da tutta apertura a f/16, mentre f/22 sono appena sufficienti.

28 mm:

L’andamento della risoluzione a questa focale è analogo a quella a 15 mm per il centro, mentre i bordi migliorano sensibilmente. Il centro è molto buono da f/4,5 a f/11, poi la risoluzione scende progressivamente con la chiusura del diaframma, buona ancora a f/16, discreta a f/22 e appena sufficiente a f/32. I bordi sono simili, un po’ inferiori a tutta apertura, buona e poi con una risoluzione molto buona quasi uguale a quella dei centro fino a f/11; poi seguono l’andamento del centro per diventare scarsi a f/32.

45 mm:

La risoluzione a questa focale al centro è molto buona fino a f/11, poi cala e diventa buona a f/16 e progressivamente peggiore fino a scarso a f/32. I bordi sempre vicini al centro seguono un andamento simile passando da molto buono fino a f/11 a molto scarso a f/32.

La distorsione a 15 mm f/3,5 è del 3,5 % a barilotto, correggibile da DPP e scompare alle focali maggiori. La vignettatura è il difetto maggiore di questo obiettivo: è di circa 3,5 stop alla focale di 15 mm e non scompare nemmeno chiudendo il diaframma con ancora 1 stop a f/11, alle focali maggiori è più ridotta, con 1 sto a tutta apertura a 28 mm e scompare da 45 mm.

In complesso l’obiettivo ha prestazioni buone per uno zoom in kit, specialmente considerando la categoria ed il prezzo, con un buon microcontrasto che rende nitide e brillanti le foto. I limiti sono la luminosità ridotta alla focale massima e la forte vignettatura a quella minima.

Le foto di prova confermano le misure con una buona nitidezza.

Stabilizzazione

 

La stabilizzazione si è mostrata molto efficace consentendo di guadagnare 5 stop, come si vede nei ritagli pubblicati.

Raffica

Canon dichiara per la EOS M5 una velocità di raffica fino a 9 fg/s. La messa a fuoco può essere continua nella modalità AF Servo, oppure limitata al primo scatto. Per le misure e le prove pratiche ho usato una scheda SD UHS I, priorità dei tempi, tempo di scatto 1/1000e messa a fuco manuale.

Foto jpeg

Salvando le foto in jpeg standard la EOS-M5 scatta, ad alta velocità, a 8,5 fg/s per un tempo indefinito, fino al riempimento della scheda; a quella più bassa mantiene indefinitamente 4 fg/s.

Foto raw

In Raw, ad alta velocità, si raggiungono gli 8 fg/s per due secondi, poi la velocità scende a 2,2 fg/s. A bassa velocità si ottengono 4 fg/s per sette secondi, per poi scendere a 2,2.

In pratica scattando in jpeg standard, in priorità dei tempi con 1/1000 e autofocus su Ai Servo si raggiungono 7,5 fg/s alla velocità più alta e 4 fg/s a quella bassa. La messa a fuoco anche con soggetti in movimento veloce è quasi sempre corretta.
Una prestazione molto buona per la categoria della M5.

Video

La ripresa video consente di riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel o HD a 1280×720 pixel con audio stereo. La ripresa può essere effettuata in totale automatismo, oppure in manuale regolando la sensibilità Iso, il diaframma, il tempo di scatto ed il bilanciamento del bianco. La messa a fuoco può essere continua oppure a richiesta, focheggiando prima di iniziarla e poi richiedendola durante la ripresa premendo il pulsante di scatto. Può essere anche totalmente manuale.
Nelle prove ho riscontrato una corretta esposizione e bilanciamento del bianco. La messa a fuoco ha funzionato abbastanza bene anche durante l’uso dello zoom. Con soggetti in movimento veloce però non è riuscita a seguirli correttamente, perdendo il fuoco, anche se il recupero è stato abbastanza pronto. La qualità video è però risultata insoddisfacente con una striscia tremolante più o meno a metà dell’inquadratura, che però potrebbe essere solo un difetto dell’esemplare in prova.

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Descrizione & uso
Galleria
Conclusioni
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