Panasonic GF6: uso in pratica

La GF6 provata era dotata dello zoom Panasonic G 14-42 f/3,5-5,6 Mega OIS stabilizzato. Questo obiettivo di dimensioni abbastanza importanti in relazione alla focale ed alle dimensioni della GF6 la penalizza un po’. Sarebbe preferibile prenderla con il GX 14-42 rientrante e motorizzato, provato precedentemente con la G5, che con il suo ingombro ridotto consentirebbe di infilare in tasca la GF6. Con il 14-42 standard invece è richiesta una piccola borsa. Oltre a questo obiettivo ho avuto a disposizione anche un tele zoom, il 45-175 OIS motorizzato. Questo zoom, equivalente in fullframe ad un 90-350 mm, è molto piccolo e compatto; in più la zoomata è motorizzata e può essere comandata sia dalla ghiera che da un interruttore sul suo lato sinistro o da un altro sulla calotta della GF6. Con questo obiettivo e la GF6 si ha quindi a disposizione una fotocamera che produce foto di alta qualità ed un tele molto potente con un ingombro relativamente ridotto ed un peso veramente ridottissimo.

La GF6 non è dotata di mirino, ne può montarne uno esterno. Lo schermo, da 3″, orientabile e sensibile al tocco, è abbastanza nitido e ben visibile. Soffre però del problema di tutti gli schermi quando ci si trova in esterni: in molti casi, specialmente nelle inquadrature di scene di grande luminosità e ad alto contrasto, come ad esempio in controluce, nello schermo non si riese a vedere quasi nulla, solo la propria faccia riflessa, e si inquadra quasi alla cieca.
Lo schermo sensibile al tocco consente di scegliere molte impostazioni direttamente da questo, in modo facilitato senza riferimenti tecnici ed anche scegliere le scene. Si può anche indicare direttamente il punto di messa a fuoco e poi scattare. Nella revisione delle foto queste si possono scorere e ingrandire come su uno smartphone o tablet.

Il corpo macchina è piccolo come detto e ben finito. I comandi sono tutti a portata di dito e comodi da memorizzare e da azionare. La maggior parte delle impostazioni si può fare dal Quick menu, premendo l’apposito pulsante e poi spostandosi con i pulsanti del pad, senza dovere entrare nei menu. Con un po’ di pratica tutte le regolazioni si possono effettuare velocemente.

La GF6 non è dotata di stabilizzatore integrato, ma molti degli obiettivi Panasonic, come il G 14-42 in dotazione, sono stabilizzati. Lo stabilizzatore è abbastanza efficace e consente di guadagnare almeno tre stop di esposizione fotografando soggetti statici.

La messa a fuoco è a rilevamento di contrasto con 23 zone selazionabili automaticamente o manualmente. Si può anche scegliere una zona ristretta di messa a fuoco spostabile a piacere sullo schermo col tocco o con il pad. La frequenza di rilevamento dell’autofocus è elevata, 120 volte al secondo, e questo permette di miglirarne la velocità. Le modalità di funzionamento sono quelle classiche, AF-S (singolo), AF-C (continuo) e manuale. La velocità dell’autofocus è buona, anche se inferiore a quella delle reflex, ma adeguata per i soggetti statici o in movimento lento in tutte le condizioni di luce. Per i soggetti in movimento veloce i risultati in AF-C, sia senza che con inseguimento, non sono sempre buoni e l’autofocus non è abbastanza veloce per veicoli che viaggiano a 50 kmh. La sensibilità è buona e l’autofocus funziona bene anche a bassi livelli di luminosità senza illuminatore: ho misurato un livello equivalente a 1/4 di sec a f/1,4 e 200 Iso. Nelle riprese video la messa a fuoco è continua. E’ abbastanza precisa, e dimostra poche incertezze con variazioni di fuoco avanti e indietro tipiche degli autofocus a rilevamento di contrasto.

L’esposizione può essere totalmente automatica in iAuto, oppure si possono usare il programma P con la possibilità di cambiare la coppia tempo/diaframma (program shift), le priorità ai tempi o diaframmi o l’esposizione manuale. In questo caso su un’apposita scala viene indicata la differenza fra l’esposizione impostata e quella misurata fino a 3 EV. In tutte le modalità è facile e rapido regolare la macchina con la ghiera disponibile. La sensibilità ugualmente si può regolare con facilità, se non si usa in Auto, tramite il Qmenu o assegnandola ad uno dei pulsanti Fn. In modalità Iso Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo e consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!). L’esposizione si è dimostrata sempre corretta sia con molta luce sia di notte anche in presenza di forti contrasti e solo in casi veramente al limite ho dovuto apportare delle correzioni.

Le foto possono essere salvate in formato 4:3, 3:2, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni, Large a 16 Mpx, Middle a 8 Mpx e Small a 4 Mpx e possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Standard, in raw e in raw più jpeg.

La GF6 dispone di un flash integrato che può essere estratto con l’apposito pulsante. Il flash può essere impostato su automatico, forzato, riduzione occhi rossi, slow sync, ma per farlo è necessario entrare nei menu. La potenza è ridotta, ma va bene per piccoli ambienti o gruppi e come luce di schiarita di giorno.

La ripresa videoè Full HD a 1920×1080 pixel 50i in modalità AVCHD o 25p MPEG-4 con audio stereo. E’ disponibile anche una ripresa con formato HD a 1280×720 pixel 50p o VGA a 640×480 pixel. Durante la ripresa la messa a fuoco può essere automatica continua o manuale. Si possono usare tutte le opzioni di funzionamento PASM per l’esposizione, comprese le scene, e la compensazione dell’esposizione.

La GF6 dispone di numerose modalità scena e di effetti creativi (Creative Control Mode), che consentono di modificare la foto con effetti speciali o creativi come Expressive, Retro, High e Low Key, Sepia, Toy e Miniature. C’è infine la possibilità di riprendere foto 3D, con l’apposito obiettivo Panasonic da rivedere poi su televisori 3D.

Nell’uso la GF6 si è dimostrata una fotocamera abbastanza pratica, ma lo sarebbe stata ancora di più co un obiettivo più compatto. E’ abbastanza piccola e leggera, e si porta facilmente con se. Lo schermo è discretamente visibile e la possibilità di orientarlo consente di inquadrare tenendo la fotocamera con le braccia accostate al corpo, molto più stabile di quella a braccia tese in avanti che piace tanto ai novellini. Purtroppo presenta i difetti di tutti gli schermi, con scarsa visibilità in esterni al sole.
L’accensione è abbastanza pronta, anche se non fulminea, richiedendo quasi 1 secondo e l’interruttore è molto comodo e rapido da raggiungere. Le regolazioni sono facili ed immediate grazie al Quick menu e alle funzioni abbinate ai tasti del pad. Gli obiettivi provati sono abbastanza piccoli e leggeri, specialmente il 45-175. Il 14-42 pur non essendo grande in assoluto è sproporzionato rispetto alle dimensioni del corpo.
La GF6 comunque consente di scattare foto di qualità passando abbastanza inosservati in quanto è poco vistosa e sembra una comune compatta.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 4:3.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 160 a 6400 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivi, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 160 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma fornito da Panasonic, Silkypix 3 e con Adobe Lightroom.

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