Sony RX10 III: descrizione e uso

Descrizione e comandi

La RX10 III assomiglia esteticamente ad una reflex. Questo le da un’aria seria e professionale, da molti apprezzata. Il corpo esterno, protetto da polvere ed acqua, è in lega di magnesio con un rivestimento zigrinato antiscivolo sull’impugnatura, i fianchi e la parte posteriore dove è situato un appoggio per il pollice. L’obiettivo a riposo rientra in parte nel corpo, riducendo le dimensioni della macchina. Quando la si accende fuoriesce di poco posizionandosi alla focale grandangolare. A quella massima tele invece sporge molto di più.

Inizio la descrizione dal frontale:

Sulla sinistra dell’obiettivo si vede l’illuminatore a led di ausilio per l’autofocus che funziona anche come segnalatore dell’autoscatto. A destra dell’obiettivo in basso c’è un commutatore per le modalità di messa a fuoco, S singola, C continua, DMF autofocus con possibilità di correzione manuale e MF messa a fuoco manuale.

Sulla calotta superiore si vedono al centro la slitta porta accessori e davanti flash incorporato sollevabile manualmente e le griglie dei due microfoni stereo.

A sinistra una manopola che comanda le modalità di funzionamento della fotocamera. La manopola prevede le posizioni: Auto per il funzionamento totalmente automatico, P (program), A (priorità dei diaframmi), S (priorità dei tempi), M (manuale), MR (richiamo impostazioni memorizzate), Video, HFR (per le riprese video ad alta velocità), Panorama e SCN (scene).

A destra della slitta per flash c’è il pannello LCD di controllo che riporta le principali impostazioni della fotocamera, illuminabile con il secondo pulsante di fronte, accanto a quello per l’apertura del flash.

Alla destra del pulsante di illuminazione ci sono altri due pulsanti personalizzabili C2 e C1. Come impostazione standard C1 serve ad impostare la sensibilità Iso in collaborazione con una della due ghiere di comando posteriori, mentre C2 serve per scagliere la modalità di scatto (singola, raffica, autoscatto, bracketing) sempre con una delle due ghiere. Davanti, sull’impugnatura, il pulsante di scatto con coassiale davanti la leva di comando dello zoom e dietro l’interruttore di accensione, in posizione piuttosto comoda. Infine all’estrema destra la ghiera di compensazione dell’esposizione entro +/- 3 stop. Attorno all’obiettivo la ghiera dei diaframmi, molto comoda, quella per la regolazione dello zoom, in alternativa alla leva coassiale al pulsante di scatto e più avanti quella per la messa a fuoco in manuale.

Nella parte posteriore, in cui si vede lo schermo orientabile in alto o in basso, c’è sulla sinistra del mirino il pulsante per il richiamo dei menu. A sinistra del mirino si vede anche il sensore per rilevare l’occhio del fotografo ed eventualmente commutare la visione e a destra la rotella di regolazione diottrica. Proseguendo verso destra c’è il pulsante rosso per la ripresa video, la ghiera di regolazione superiore che serve a secondo delle modalità di funzionamento al program shift, a regolare i tempi o altro a secondo del contesto.

Sotto il pulsante per il blocco dell’esposizione e poi un pulsante Fn personalizzabile che per default richiama il menu di scelta rapida navigabile con la ghiera posteriore visibile appena sotto che funge anche da pad a quattro vie. L’unica funzione preimpostata quando si preme questa ghiera  è quella del tasto superiore (in realtà si preme la parte della ghiera in alto) che consente di scegliere le informazioni visualizzate nello schermo o nel mirino. Gli altri possono essere personalizzati con una scelta fra oltre 50 funzioni. Anche la funzione associata al tasto centrale, oltre quella di conferma quando si naviga nei menu, può essere personalizzata; lo stesso vale per la funzione della ghiera posteriore quando non si è nei menu o nel menu rapido, ma è sconsigliabile farlo dato che può essere inavvertitamente ruotata cambiando così l’impostazione associata senza che il fotografo se ne accorga. In basso infine il pulsante per la revisione delle foto e quello per la loro cancellazione che, in modalità di scatto, diventa un pulsante personalizzabile.

Sul lato destro c’è l’alloggiamento della scheda SD, molto più comodo su questo lato che sul fondello se si usa la fotocamera su treppiedi. Sul fianco dell’obiettivo in basso quasi alla congiunzione con il corpo si intravede un cursore che serve a commutare il funzionamento dell’anello dei diaframmi da a scatti a continuo, modalità più adatta per le riprese video.

Sul lato sinistro ci sono, protette da sportellini in gomma, in alto le prese per microfono e cuffia, in basso le prese HDMI e USB.

Si vedono poi la manopola per la commutazione della modalità di messa a fuoco e, sul fianco dell’obiettivo, il tasto di blocco della messa a fuoco.

Nella parte inferiore troviamo l’innesto per il treppiedi in asse con l’obiettivo e uno sportello che protegge l’alloggiamento della batteria ricaricabile agli ioni di litio.

L’obiettivo è dotato di filettatura per filtri da 72 mm cosa non comune in questo genere di macchine.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– coperchio per l’obiettivo
– paraluce sagomato a tulipano
– batteria ricaricabile NP-FW50
– caricabatteria USB con cavo
– la cinghia a tracolla
– un manuale sintetico, quello completo è disponibile come pdf sul sito Sony
– il software per visualizzare le foto, PlayMemories Home, e quello per la conversione delle foto raw, Image Data Converter, va scaricato dal sito Sony. Sony inoltre offre l’opportunità di scaricare gratuitamente il software Capture One 10 for Sony registrandosi. Capture One 10 è uno dei migliori software per la conversione raw e non solo.

Come accessori sono disponibili:
– vari flash esterni Sony
– telecomando a filo
– microfono esterno
– adattatore per alimentazione da rete
– cavo HDMI
– filtro di protezione per obiettivo.

Informazioni schermo

Menu rapido

Menu

 

Uso in pratica

La RX10 III è differente dalle classiche bridge come si sono viste fino a poco tempo fa. Il suo sensore più grande e lo zoom con escursione non esagerata e di buona luminosità la pongono in un’altra categoria in cui si confronta con le reflex e con alcune mirrorless.
Le sue dimensioni sono comparabili con quelle di alcune reflex APS, di pari categoria di prezzo, con zoom di analoga escursione focale, anche se l’obiettivo rientrante della RX10 III ne riduce le dimensioni a riposo. Le sue dimensioni ed il peso sono abbastanza consistenti, ma considerando la gamma di focali del suo obiettivo accettabili.

Questo è uno dei vantaggi della RX10 III che consente di avere uno zoom equivalente ad un 24-600 mm di buona luminosità abbastanza portatile, entra infatti anche in una borsa di piccole dimensioni in quanto a riposo lo zoom rientra per buona parte nel corpo. Con le fotocamere a obiettivi intercambiabili sarebbero comunque necessari più obiettivi con pesi e dimensioni abbastanza contenute per le M43, ma decisamente superiori per le APS. Se si vuole avere un solo obiettivo zoom di focale analoga a quello della RX10 III l’unica alternativa attualmente disponibile è una reflex APS, Canon o Nikon, con il nuovo zoom Tamron 18-400 mm f/3,5-6,3 equivalente a un 27-600 mm su Nikon e 29-640 mm su Canon. I costi considerando l’uso di un corpo di medio livello come una EOS 77D o una D5600 sarebbero di poco superiori, circa 1.600 €, ma le dimensioni lo sarebbero ben di più, come si vede dalle foto.

RX10 III – Canon EOS 77D
RX10 III – Canon EOS 77D con Tamron 18-400
RX10 III – Nikon D5600
RX10 III – Nikon D5600 con Tamron 18-400

Inoltre la maggiore dimensione del sensore APS, che dovrebbe garantire un migliore rapporto segnale/rumore sarebbe vanificata dalla minore luminosità di questo obiettivo di 1-1,5 stop a secondo della focale, che compensa da differenza di circa 1,2 stop per la qualità d’immagine alle alte sensibilità fra i due sensori.
Sarà necessario però verificare che le prestazioni siano all’altezza e questo sarà discusso nell’apposita pagina.

La costruzione appare molto buona  in lega di magnesio e con una finitura accurata. Il corpo inoltre è protetto da polvere ed acqua. I comandi sono ben organizzati e molto personalizzabili. Tutti si trovano rapidamente anche con l’occhio al mirino.

Lo schermo orientabile in alto e in basso da da 3″ con 1.228.000 pixel ha una buona nitidezza, ma come tutti gli schermi non consente una visione ottimale in condizioni di forte illuminazione, specialmente in controluce. La sua possibilità di orientarlo in alto e in basso, è comoda e consente foto e riprese video anche da angolazioni inusuali ed impossibili col mirino.

Il mirino elettronico, che si può commutare automaticamente con lo schermo, è di ottima qualità. Ha una copertura del 100 % e una risoluzione di 2.359.000 pixel con un ingrandimento reale 0,7x (come una reflex fullframe). La visione è nitida e la luminosità è regolabile. Non manifesta rumore inquadrando scene molto buie ne perdite di nitidezza o scie muovendo rapidamente l’inquadratura. In sostanza uno dei migliori mirini elettronici provati. Nel mirino si possono vedere le stesse informazioni visualizzate sullo schermo e questo rende molto comodo e facile regolare la macchina con l’occhio al mirino e senza perdite di tempo.

E’ molto facile infatti modificare i parametri di esposizione, gli Iso, le modalità di scatto e di messa a fuoco con gli appositi pulsanti e ghiere o con il menu rapido e l’apposita ghiera di comando con la mano destra.

La messa a fuoco è a rilevamento di contrasto, ma grazie all’uso di una scansione ad alta frequenza e di un motore ultrasonico SDM per l’obiettivo è sufficientemente veloce e può raggiungere un tempo di messa a fuoco di 0,09 sec. secondo quanto dichiara Sony.
Nell’uso l’autofocus della RX10 III si è rivelato veloce e preciso in condizioni normali per soggetti statici e in movimento lento. Per i soggetti in movimento veloce è abbastanza rapido riuscendo quasi sempre a mettere a fuoco le foto in raffica, anche se in qualche caso il primo fotogramma non è completamente a fuoco. La sua sensibilità è elevata e mette a fuoco in condizioni di luce scarsissima, quasi al buio, anche senza l’aiuto dell’illuminatore ausiliario. Nelle riprese video mantiene bene la messa a fuoco anche con lo zoom e le rare volte che la perde è rapido nel recuperarla.
Può funzionare in modo singolo, continuo, automatico con correzione manuale e manuale, commutando l’apposito interruttore sul lato anteriore. La scelta dei punti AF può essere automatica, fissa a quello centrale, spot flessibile con la possibilità di posizionare l’area in qualsiasi punto dello schermo e modificarne le dimensioni, e ad inseguimento agganciato al soggetto.
La RX10 III dispone anche della funzione di rilevamento dei volti con anche la possibilità di memorizzarne alcuni.
Per la messa a fuoco manuale è possibile commutare il funzionamento con l’apposito comando. In questo caso quando si aziona la ghiera della messa fuoco, l’immagine al centro dello schermo è ingrandita e si attiva l’evidenziazione dei contorni. La zona ingrandita può essere posizionata, tramite la ghiera che fa da pad, in qualunque posizione dello schermo.

L’otturatore della RX10 III è doppio, meccanico ed elettronico con tempi di scatto da 30 secondi ad 1/32000. I tempi veloci possono essere molto utili per scattare alla massima apertura anche in condizioni di forte luce e limitare così la profondità di campo che però non potrà mai essere molto ristretta come in una fullframe a causa delle dimensioni più ridotte del sensore.

L’esposizione può essere totalmente automatica in Auto. In questo caso la fotocamera esegue tutto automaticamente compresa la selezione della scena. L’automatismo può essere “intelligente” che riconosce automaticamente le scene o “superiore” che interviene anche in caso di scene buie o in controluce effettuando se necessario anche più scatti che poi sovrappone. Le scene disponibili sono numerose e coprono tutte le esigenze: ritratto, bambino, ritratto notturno, scena notturna, ritratto in controluce, controluce, paesaggi, tramonto, macro, palcoscenico e luce bassa. In alcuni casi è suggerito l’uso di un treppiedi o uno spostamento.
In alternativa si può usare il programma P, eventualmente impostando la sensibilità Iso se non è su Auto, variare la compensazione dell’esposizione con l’apposito pulsante o la combinazione tempo/diaframma; le priorità ai tempi o diaframmi, regolandoli con la ghiera di comando e la ghiera sull’obiettivo o l’esposizione manuale nella quale si regolano i tempi e i diaframmi con le ghiere sopradette facendo riferimento ad una scala graduata, sul mirino o sullo schermo, che indica l’esposizione corretta e la sovra o sottoesposizione. La sovra o sottoesposizione in tutte le modalità è indicata da una scala graduata a 1/3 di EV fino a +/- 3 EV.
La sensibilità Iso può essere regolata automaticamente o manualmente, a passi di 1/3 EV, da 64 a 12800 Iso. In modalità Iso Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo per consentire di evitare foto mosse (per soggetti statici!). La sua velocità di variazione e di conseguenza il tempo di scatto impostato può essere regolata su 5 valori, da molto lenta a molto veloce. Questo può servire per tenere conto della stabilizzazione o della ripresa di soggetti in movimento;
In pratica alla velocità minima si ha un tempo, oltre il quale viene aumentata la sensibilità, di 1/8 alla focale di 24 mm e di 1/160 a 600 mm, a quella massima di 1/125 a quella di 24 mm e 1/2500 a quella di 600 mm. L’impostazione standard prevede 1/30 a 24 mm e 1/640 a 600 mm e per la maggior parte dei casi va bene. E’ disponibile anche un filtro ND (neutral density) per ridurre la quantità di luce che arriva al sensore in condizioni di forte illuminazione ed usare diaframmi aperti per ridurre la profondità di campo, in alternativa o in aggiunta all’uso dell’otturatore elettronico.
La lettura esposimetrica può essere valutativa, con prevalenza al centro o spot.
Come in tutte le altre Sony la RX10 III dispone di una funzione di ottimizzazione della gamma dinamica DRO che consente di recuperare le ombre senza bruciare le luci in situazioni di forte contrasto.
L’esposizione si è dimostrata sempre corretta con buona luce, mentre nelle foto notturne o in poca luce è stata necessaria una correzione in sottoesposizione di 2/3 o 1 stop, usando la misurazione valutativa, se la scena era molto contrastata o particolarmente scura, ma questo è normale. Sapendolo è facile correggere e controllare sullo schermo o nel mirino che evidenziano i risultati delle regolazioni prima dello scatto.

Le foto possono essere salvate con vari profili colore:

standardm vivace, neutro, trasparente, cupo, chiaro, ritratti, paesaggi, tramonto, scena notturna, foglie d’autunno, bianconero e seppia.

Sono disponibili anche dei filtri artistici che funzionano però solo se si salva in jpeg:

fotocamera giocattolo, colore pop, posterizzazione, foto d’epoca, high key tenue, colore parziale, mono alto contrasto, lievemente sfocato, dipinto HDR, mono sfumature ricche, miniature, acquerello e illustrazione.

Il bilanciamento del bianco può essere automatico, che da quasi sempre buoni risultati, oppure su nove valori prefissati. E’ possibile anche effettuare e memorizzare una taratura personalizzata con tre diverse memorizzazioni e regolare la temperatura di colore in gradi Kelvin.

La stabilizzazione si è dimostrata efficace consentendo di scattare foto nitide con tempi molto lenti in rapporto alla focale usata, cosa molto utile specialmente alla massima focale dello zoom. Maggiori dettagli nella pagina delle prestazioni.

Molto comoda e utile la funzione Panorama che consente di effettuare molto facilmente riprese panoramiche in tutte le direzioni selezionando la direzione del movimento.

Le foto possono salvate in formato 3:2 (nativo del sensore), 4:3, 16:9 o 1:1 e in varie dimensioni, per il 3:2 a L 20 Mpx, M 10 Mpx e S 5 Mpx e possono essere salvate in Jpeg Standard, Fine e Extrafine, in raw (ARW) e in raw più jpeg.

Il flash incorporato deve essere aperto manualmente con il piccolo pulsante a lato del mirino. In P o priorità può scattare automaticamente o essere forzato. Dispone di sincronizzazione lenta per riprendere anche lo sfondo e sulla seconda tendina. La sua potenza è abbastanza buona e adatta ad illuminare anche un ambiente medio.

La RX10 III dispone di due velocità di raffica. Bassa a 6 fg/s con messa a fuoco ed esposizione fotogramma per fotogramma più il live view  ed alta a 14 fg/s con messa a fuoco ed esposizione al primo scatto. Ci sono inoltre varie funzioni di bracketing per l’esposizione e il bilanciamento del bianco.

La ripresa video è uno dei punti forti della fotocamera. Consente la ripresa video 4K (UHD) a 3840×2160 pixel 30/25p o 24p in formato XAVC S a 100 o 60 Mbit/s. In alternativa è possibile registrare in Full HD 1920×1080 pixel 120/100p, 60/50p e 30/25p da 100 a 60 o 50 Mbit/s sempre in formato XAVC S, oppure 60/50p 60/50i o 30/25 o 24p da 28 a 17 Mbit/s in formato AVCHD. Infine è disponibile la registrazione Full HD 50p o 25p e HD 1280×720 pixel 25p in formato MP4. Si può usare la messa a fuoco continua o quella manuale e si possono usare tutte le modalità di esposizione, P/A/S/M compresi i filtri. Si possono regolare anche tutti gli altri parametri di ripresa, profili colore, bilanciamento del bianco, area di messa a fuoco, Iso auto o manuale, compensazione dell’esposizione ed ottimizzazione della gamma dinamica. L’audio è stereo e si può usare un microfono esterno. E’ possibile anche attivare una doppia registrazione video in modo da avere un filmato 4K ed un altro Full HD.
Durante la ripresa è possibile scattare foto senza alcuna interruzione del filmato usando la funzione Dual Rec. Le foto saranno jpeg in formato 16:9 e potranno avere dimensioni L 17 Mpx, M 7,5 Mpx e S 4,2 Mpx, con qualità Standard, Fine o Extrafine.
E’ infine disponibile un’interessante funzione di ripresa ad alta velocità per creare filmati con un effetto moviola rallentati fino a 40x. La funzione, definita HFR (High Frame Rate) consente di riprendere, per pochi secondi, filmati Full HD 50p o 25p a 250, 500 e 1000 fg/s con un effetto di rallentamento da 5 a 40x. La durata è di pochi secondi (una ripresa 25p a 1000 fg/s di circa 6 secondi occupa 1 Gb), ma la cosa più impressionante è che si tratta di riprese in formato Full HD 1920×1080 pixel e non come in molti altri casi a formato ridotto. La visualizzazione è quindi molto efficace e consente di analizzare agevolmente movimenti sportivi e fenomeni che si svolgono ad alta velocità.

Tutte queste funzioni video sono disponibili usando schede SD ad alta velocità, 95 Mb/s classe 10 USH-I U3. Con altre schede comprese anche le USH-I U1 da 30 Mb/s in scrittura sono disponibili solo i formati video AVCHD e MP4 con risoluzione Full HD. La funzione HFR non è nemmeno disponibile.

La RX10 III dispone di connessione Wi-Fi e NFC. Quando si attiva la connessione Wi-Fi questa crea una rete wireless e evidenzia sullo schermo SSID e password per potere collegare facilmente uno smartphone o un tablet. E’ possibile anche collegare la fotocamera ad una rete wi-fi disponibile.
Con la connessione wi-fi è possibile, con un’apposita App di Sony, Play Memories, effettuare regolazioni, scattare foto e trasferirle sul dispositivo. E’ poi possibile visualizzare le foto su un televisore, inviarle ad una stampante o a un pc e in rete.

La RX10 III si è dimostrata una fotocamera molto valida e piacevole da usare. Il salto di qualità rispetto alle tradizionali bridge è notevole in tutti i sensi, ma non è solo questo che impressiona. Avere una fotocamera con una buona qualità d’immagine e un obiettivo f/2,4-4,0 da 24 a 600 mm trasportabile in una borsetta o che non pesa eccessivamente al collo è una sensazione unica. Se si pensa a quanto peserebbe un analogo corredo per APS o fullframe si rimane piacevolmente sorpresi. Questo me l’ha fatta spesso preferire ad altre fotocamere, reflex o mirrorless, che avevano però obiettivi meno luminosi e di lunghezza focale inferiore, specialmente se dovevo scattare con esigenze sia di inquadrature panoramiche che di primi piani, anche in condizioni di scarsa luce. L’escursione focale dell’obiettivo è adeguata a quasi tutte le riprese e consente di inquadrare anche dettagli distanti. Solo per le riprese sportive sarebbe necessario un autofocus più veloce.
I comandi e le regolazioni sono semplici e logiche ed è facile abituarsi e regolare la macchina come si preferisce. E’ un piacere solo guardare nel suo mirino veramente chiaro e nitido. La messa a fuoco è efficace e mi ha consentito di scattare immagini al volo anche di soggetti in movimento.
La ripresa video veramente eccellente e le funzioni di scatto mentre si riprende un filmato, di doppia registrazione e di ripresa ad alta velocità sono uniche e molto divertenti.
L’unica cosa che non mi è piaciuta nell’uso è il consumo un po’ alto della carica batteria, che in teoria dovrebbe garantire 400 scatti, ma che in pratica spesso riesce a farne meno in funzione anche delle condizioni d’uso. E’ quindi opportuno avere una batteria di scorta.
E’ infine una fotocamera molto flessibile che mi ha consentito riprese che avrei difficilmente potuto realizzare con altre macchine come ad esempio quando ho dovuto riprendere il concerto di fine anno di una scuola musicale. Ho potuto effettuare sia delle riprese panoramiche di tutta l’orchestra, sia dei primi piani dei singoli musicisti senza muovermi dal mio punto di osservazione privilegiato e sopraelevato, ma all’altezza della platea, e senza dovere cambiare obiettivo o usare due fotocamere. I risultati qualitativi sono stati ottimi.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 3:2 nativo del sensore.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 64 a 12800 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma fornito da Sony Capture One.

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Prestazioni
Galleria
Conclusioni
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