Sony A9 III: prestazioni e conclusione

Sensore

La A9 III II è dotata di un sensore BSI-CMOS retroilluminato “stacked” con funzioni di otturatore globale (global shutter) di formato fullframe (36×24 mm) con 24 Mpx. La sua sensibilità varia da 250 a 25600 ISO a passi di 1/3 EV e può essere estesa a 125 e 51200 ISO.
Queto sensore ha una memoria DRAM integrata che immagazzina le informazioni ricevute dal sensore e consente una lettura contemporanea di tutti i pixel. Per questo l’otturatore elettronico della A9 III II non ha la necessità di un otturatore meccanico e non provoca deformazioni per i soggetti in movimento (definite fenomeni di “rolling shutter”) come fanno molti otturatori elettronici. Inoltre in unione alla potenza dell’elaboratore d’immagine BIONZ XR è in grado di scattare foto al ritmo di 120 fotogrammi al secondo mantenendo il live view, cioè la visione dell’immagine nel mirino o nello schermo in tempo reale senza oscuramento.
Per valutarne le caratteristiche e la qualità pubblico oltre alle foto di prova il grafico del rapporto segnale/rumore in funzione della sensibilità e quello della gamma dinamica massima registrabile in funzione sempre della sensibilità.

Rapporto segnale/rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità.
Il rumore viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute direttamente in jpeg usando per tutte le fotocamere Adobe Lightroom. In questo modo si uniforma il trattamento di tutti i raw applicando per tutti la stessa compressione jpeg con fattore 100 %.
Per poter confrontare però foto ottenute da fotocamere con diverso numero di pixel tutte vengono ridimensionate alla grandezza di 10 Mpx, adatta per una stampa A4 (circa 21×30 cm).
La curva di rumore della Sony A7 III è il riferimento. Inoltre riporto anche la curva della Sony A9 II e della A7S III da 12 Mpx con un sensore che è ritenuto da molti quello con minore rumore fra le fullframe.

Nel grafico si vede che la curva di rumore della A9 III è migliore di quella della A9 II e della A7 III a partire da 3200 ISO con un guadagno di 1/2 stop, che diventa 1 stop alla sensibilità estesa di 51200. Rispetto alla A7S III la A9 III ha lo stesso rumore fino a 6400 ISO, poi appena 1/3 di stop in più da 12800 a 25600, ma è migliore sempre di 1/3di stop a 51200. Questo con 24 Mpx, il doppio della A7S III.
In conclusione la A9 III ha un’ottima prestazione e il suo sensore si rivela anche particolarmente efficace anche alle alte sensibilità oltre che molto veloce.

Le foto di test notturne sono scattate a tutte le sensibilità da 125 a 51200 ISO. Le foto raw sono state convertite con CaptureOne.

Foto raw senza riduzione di rumore

Il rumore compare, molto fine, a 3200 ISO. Da 6400 a 25600 ISO il rumore deve essere ridotto per i migliori risultati. Oltre le foto sono affette da un rumore colore molto forte difficilmente eliminabile. La nitidezza si mantiene ottima fino almeno a 12800 ISO.

Foto raw con eliminazione dei falsi colori

Eliminando i falsi colori si ottiene una foto a 6400 ISO con solo puntini scuri molto fini e poco percepibili senza perdita di nitidezza; anche quella a 12800 è quasi accettabile. Oltre il rumore è eccessivo.

Foto raw con riduzione di rumore

Applicando la riduzione di rumore si riesce ad ottenere foto pulite dal rumore fino a 12800 ISO a prezzo di una leggera perdita di nitidezza. Oltre questa sensibiità non è possibile eliminare totalmente il rumore e la perdita di nitidezza è alta.

Foto raw senza riduzione di rumore a 10 Mpx

Riducendo le stampe alla dimensione di 10 Mpx, adatta ad una stampa A4, circa 30×21 cm, si guadagna in pratica uno stop. Il rumore si incomincia a vedere a 12800 ISO e anche le foto fino a 25600 ISO potrebbero essere utilizzate.

Foto raw con eliminazione dei falsi colori a 10 Mpx

In questo caso anche la foto a 25600 ISO è affetta solo da leggeri puntini scuri ed è utilizzabile.

Foto raw con riduzione di rumore a 10 Mpx

Con la riduzione di rumore applicata e le foto ridimensionate a 10 Mpx si ottengono foto utilizzabili fino a 25600 ISO e anche quelle a 51200 diventano accettabili pur a prezzo di una perdita di nitidezza..

Foto jpeg dalla fotocamera

Le foto jpeg prodotte direttamente dalla fotocamera hanno una buona nitidezza anche se e’ possibile fare meglio con la conversione da raw con CaptureOne. Il rumore, con l’impostazione di riduzione bassa sulla fotocamera, si incomincia a vedere leggermente a 6400 ISO con una leggera perdita di nitidezza, ma in realtà le foto sono buone ed utilizzabili fino a 12800. Oltre questa sensibilità la riduzione di rumore fa perdere nitidezza, ma le foto a 25600 ISO sono ancora discrete. Oltre come al solito e’ meglio non andare.

In conclusione con la A9 III è possibile scattare senza problemi fino a 6400 ISO e usando il raw con un’opportuna riduzione di rumore fino a 12800 se si vogliono effettuare stampe di grandi dimensioni alla massima risoluzione, ma si può arrivare fino a 25600 se le esigenze sono meno stringenti. Un’eccellente prestazione.

Esposizione a luce costante e Dual ISO

Per verificare la presenza di un’eventuale doppia curva di sensibilità del sensore, visto che nelle specifiche non è dichiarata, ho scattato a tutte le sensibilità, da 125 a 25600 ISO, a luce costante, cioè con la stessa esposizione determinata per la sensibilità di 1600 ISO salvando le foto in raw. Ho poi corretto l’esposizione nella conversione in jpeg da +/- 4 stop rispetto a quella di scatto corretta per 1600 ISO. In questo modo si vede che il rumore aumenta da 125 fino a 800 ISO, poi diminuisce a 1000 e aumenta leggermente oltre questa sensibilità che dovrebbe essere la seconda sensibilità nativa del sensore dopo quella base di 250 ISO. In questo modo si vede anche che il rumore è sempre costante per tutte le sensibilità oltre la seconda sensibilità base e che dipende dalla quantità di luce ricevuta dal sensore e non dalla sensibilità impostata. La gamma dinamica però diminuisce progressivamente all’aumentare della sensibilità.
Pubblico le foto scattate a luce costante in una situazione di forte contrasto che richiede un’alta gamma dinamica, sia quelle originali che quelle da raw con esposizione corretta.

Foto jpeg originali

Foto da raw corrette

Gamma dinamica

La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione misurata dall’esposimetro della fotocamera, alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore, e la gamma dinamica della Sony A7 III come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.

La A9 III II ottiene un ottimo risultato con una gamma dinamica superiore al riferimento A7 III mediamente di 2/3 di EV tranne che alle sensibilità estese di 125 e 51200 ISO. Rispetto alla alla precedente A9 II il miglioramento è notevole, 1 EV e 1/3 tranne come prima alle sensibilità estese. Questa è un ottima prestazione per un sensore totalmente stacked.

Per verificare anche in pratica la gamma dinamica ho scattato delle foto di paesaggio urbano, tutte alla stessa sensibilità di 250 ISO, partendo da un valore corretto di esposizione e poi sottoesponendo o sovraesponendo fino a 5 stop. La conversione dei raw è stata effettuata con Lightroom.

Foto jpeg originali

Foto da raw corrette

In sottoesposizione si può compensare bene con una buona resa della gamma tonale e dei colori fino a -5 stop, il rumore però con questa sottoesposizione diventa alto. Per non subire un rumore eccessivo ci si deve quindi limitare ad un massimo di -3 stop. In sovraesposizione invece si può recuperare fino a +2 stop, forse +3 con una alterazione dei colori e una minore gamma dinamica, poi la perdita nelle alte luci è irrecuperabile e le foto diventano piatte e grigiastre.

Invarianza ISO

Con questo termine si intende la capacità di alcuni sensori di accettare una sotto esposizione in ripresa e una correzione durante la conversione da raw senza che l’immagine mostri un rumore eccessivo. Ciò permette di recuperare il dettaglio nelle ombre e non bruciare le alte luci senza usare l’HDR e di correggere eventuali errori di esposizione.
Per la prova ho esposto una foto in esterni in poca luce per l’esposizione corretta a 12800 ISO e poi ho ridotto la sensibilità, mantenendo costante l’esposizione, fino a -5 stop, cioè 400 ISO, infine ho convertito l’immagine con Lightroom correggendo l’esposizione.

Con una sottoesposizione di -5 stop e una correzione in conversione da raw il rumore è eccessivo e superiore a quello della foto esposta correttamente a 12800 ISO. Con -3 stop di sottoesposizione, 1600 ISO, il rumore è non molto diverso rispetto alla foto esposta correttamente. Da -2 stop, 3200 ISO, il rumore è praticamente lo stesso. Il sensore quindi consente una buona invarianza ISO con la possibilità di sottoesporre, in caso di necessità di 2 o 3 stop senza particolari problemi.

DRO

La A9 III dispone di una funzione automatica per incrementare la gamma dinamica denominata Dynamic Range Optimizer (DRO) che automaticamente ottimizza la gamma dinamica.

Obiettivi

Con la A9 III II ho avuto a disposizione per la prova gli zoom FE 24-50 mm f/2,8 G e FE 70-200 mm f/4,0 G Macro.

Nota importante sulla risoluzione:

il sensore da 24 Mpx della A9 III in formato 3:2 produce foto che sul lato orizzontale hanno 6000 pixel. Questo significa che la risoluzione orizzontale massima teoricamente ottenibile è 6000:2= 3000 linee. I sensori con filtratura Bayer, come questo, però non riescono mai ad arrivare alla massima risoluzione teorica, anche senza filtro antialias, a causa dell’interpolazione necessaria per ricostituire l’immagine e si fermano mediamente al 70 % di tale valore, circa 2100 linee.

Come spiegato nell’articolo “Risoluzione: obiettivi e sensori” riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore.

FE 25-50 mm f/2,8 G

Si tratta di uno zoom da grandangolo a normale, leggero, compatto e luminoso. E’ adatto a molti generi di foto, paesaggio, ambiente urbano, gruppi, interni, eventi, famiglia ed altro. Una sua caratteristica particolare è che alla minima focale di 24 mm assume la lunghezza massima mentre ruotando la ghiera dello zoom verso la focale di 50 mm la lunghezza si riduce fino a che il barilotto mobile rientra completamente; è il contrario di ciò che avviene normalmente. Con la A9 III l’insieme è ben bilanciato e abbastanza leggero.

L’obiettivo è composto da 16 elementi in 13 gruppi con 3 lenti asferiche 2 ED e trattamento antiriflessi Nano AR coating.

L’autofocus è attuato da due motori lineari, adeguato ai 120 fg/s della A9 III e la distanza di messa a fuoco è di 19 cm con un ingrandimento 0,3x. Il diaframma ha 11 lamelle e si chiude fino a f/22.


Le dimensioni sono 92 mm di lunghezza con un diametro di 75 mm e un peso di 440 g. E’ fornito con un ampio paraluce a tulipano con blocco.
Costa 1.199 €.

Risoluzione

La risoluzione è sempre molto buona e uniforme al centro a tutte le focali ed a tutte le aperture, tranne che a 24 mm f/2,8 a cui è solo buona e a f/22 con una caduta fra buono e discreto. I bordi sono abbastanza vicini, sempre buoni e molto buoni fra f/5,6 e 8,0 tranne che per un lieve cedimento a 24 mm fra f/4,0 e 5,6 con una risoluzione minore che a f/2,8 e una caduta a discreto a f/22.
Il fatto che la risoluzione sia quasi sempre al massimo di 2052 linee, indipendentemente dalla focale e dall’apertura di diaframma (tranne che a f/22 a cui subentra la diffrazione) dimostra che questo obiettivo è progettato per sensori con molta più alta risoluzione di quello della A9 III come quelli delle A7R VI e A7C R da 60-66 Mpx.

Distorsione

La distorsione è il 9,8 % a 24 mm, il 6 % a 34 mmm e il 2 % a 50 mm sempre a barilotto; è corretta automaticamente, se si sceglie questa opzione, dalla fotocamera nella conversione in jpeg o da CaptureOne, o altro software, durante la conversione da raw.

Vignettatura

La vignettatura è 1,4 stop a 24 mm f/2,8, 0,8 a f/4,0  e 0,6 stop a f/5,6; a 35 mm 0,4 stop da f/2,8 a f/5,6 e a 50 mm 0,4 a f/2,8 e f/4,0 e 0,3 a f/5,6. Complessivamente molto contenuta tranne che a 24  m f/2,8.
Gli unici difetti di questo obiettivo sono la distorsione molto elevata anche se correggibile automaticamente o manualmente e la vignettatura a 24 mm a tutta apertura, anche questa correggibile automaticamente.

FE 70-200 mm f/4,0 Macro G OSS II

Questo è un teleobiettivo zoom da tele moderato a medio abbastanza compatto e con capacità macro su tutta la gamma delle focali. E’ adatto a molti generi di foto, sport, natura, eventi, dettagli architettonici e paesaggistici, ritratti ed altro.  Con la A9 III l’insieme è ben bilanciato.

L’obiettivo è composto da 19 elementi in 13 gruppi con una lente asferica avanzata, una asferica, una super ED e 3 ED e trattamento antiriflessi Nano AR coating.

L’autofocus è attuato da quattro motori lineari, adeguato ai 120 fg/s della A9 III e la distanza di messa a fuoco è di 26 cm a 70 mm e di 42 a 200 con un ingrandimento 0,5x. Il diaframma ha 9 lamelle e si chiude fino a f/22.

Le dimensioni sono 149 mm di lunghezza con un diametro di 82 mm e un peso di 794 g. E’ fornito con un ampio paraluce a tulipano con blocco e un anello di montaggio per cavalletto.
Costa 1.899 €.

Risoluzione

La risoluzione è sempre molto buona e uniforme al centro e ai bordi, praticamente uguali al centro, a tutte le focali ed a tutte le aperture, tranne che a f/22 con una caduta fra buono e discreto.
Il fatto che la risoluzione sia quasi sempre al massimo di 2052 linee, indipendentemente dalla focale e dall’apertura di diaframma (tranne che a f/22 a cui subentra la diffrazione) dimostra che anche questo obiettivo è progettato per sensori con molta più alta risoluzione di quello della A9 III come quelli delle A7R VI e A7C R da 60-66 Mpx.

Distorsione

La distorsione è l’1,5 % a 70 mm, 3,1 % a 100 e 135 mm e3,8 % a 200 mm sempre a cuscinetto; è corretta automaticamente, se si sceglie questa opzione, dalla fotocamera nella conversione in jpeg o da CaptureOne durante la conversione.

Vignettatura

La vignettatura è molto contenta da 0,6 a 0,4 stop a tutte le focali a f/4,0 e f/5,6.

Autofocus

In pratica l’autofocus è molto preciso e ha dimostrato un’elevata’ velocità anche per soggetti in movimento veloce. Non ha mai mancato la messa a fuoco anche in condizioni di pochissima luce.
La modalità di individuazione del soggetto non ha mai fallito: persone e volti, auto, treni, uccelli ed aerei sono stati sempre individuati, anche se molto piccoli nell’inquadratura, e poi sono stati seguiti senza perderli mai e senza che l’autofocus si posizionasse su un altro soggetto o perdesse il fuoco focalizzando un altro soggetto fermo più facile o lo sfondo come mi è capitato qualche volta con altre fotocamere. La capacità di questo autofocus di individuare il soggetto in base al tipo scelto, anche se è molto piccolo nell’inquadratura, è impressionante e non l’ho trovata in altre fotocamere provate. Anche la funzione di rilevamento del volto e degli occhi è eccellente e funziona rapidamente seguendo il soggetto senza problemi in autofocus continuo.
La scelta automatica dei punti AF si è rivelata valida in molti casi, ma se si vuole una maggiore precisione e sicurezza, se non si usa l’individuazione dei soggetti, è preferibile usare l’area estesa piccola o il punto singolo. Sia l’una che l’altro si spostano nell’inquadratura molto facilmente con il joystick o direttamente col tocco sullo schermo che a questo proposito può essere suddiviso da menu in modo da destinare allo spostamento del punto AF solo l’area di destra più facilmente raggiungibile col pollice.
La sua sensibilità è ottima, -5 EV (64 secondi a f/1,4 a 100 ISO) e non rallenta quando la luce è scarsa, non dimostrando mai incertezze.
Nelle riprese video la messa a fuoco è continua. E’ abbastanza precisa e non dimostra incertezze e perdite di fuoco.

Stabilizzazione

La Sony con la serie II delle A7 e su tutti i modelli successivi compresa la serie A9 ha introdotto la stabilizzazione sul sensore a “5 assi”. Sulla A9 III questa è ancora migliorata con un guadagno dichiarato di 8 stop secondo gli standard CIPA. Alcuni obiettivi con innesto FE inoltre dispongono anche di stabilizzazione ottica come il 70-200 provato.
Pe provare la sua efficacia ho effettuato degli scatti a mano libera in notturna con il 24-50 alla focale di 50 mm a partire da un tempo di scatto di 1/50 equivalente al reciproco della focale normalmente considerato di sicurezza e poi raddoppiandolo ad ogni scatto.

Le foto sono tutte nitide e non affette da mosso fino al tempo di scatto di 1,3 secondi.
In conclusione con la stabilizzazione della A9 III  si possono guadagnare almeno 6 stop. Un eccellente risultato.

Raffica

La A9 III II dispone di quattro velocitaà di raffica: H+ a 120 fg/s, Hi a 30 fg/s, Mid a 15 fg/s e Lo a 5 fg/s. A tutte le velocità si può scattare in jpeg, raw o raw più jpeg e non c’è oscuramento nel mirino.  La fotocamera in raffica è completamente silenziosa quindi non ho effettuato le rilevazioni strumentali.
Per le prove pratiche ho scattato in diverse condizioni ad auto, treni, aerei, uccelli ed animali.
Nella mia consueta postazione di prova ho scattato a veicoli ad elevata velocità, sia in avvicinamento che in allontanamento. Ho usato una scheda CFExpress Tipo A da 1700 Mbps, lo zoom 70-200/4,0 alla focale massima di 200 mm, esposizione manuale con 1/2000 , apertura f/4,0 e ISO auto per la corretta esposizione, autofocus continuo a inseguimento con profilo standard, in raw più jpeg normal o solo jpeg normal. Tutte le oltre 900 foto scattate sono risultate perfettamente a fuoco con il soggetto costantemente seguito in avvicinamento o allontanamento anche se molto veloce e piccolo rispetto all’inquadratura.
La A9 III ha raggiunto con la impostazione H+ la velocità di 90 fg/s, scattando in raw+ jpeg normal, inferiore ai 120 dichiarati presumibilmente per la velocità di messa a fuoco dell’obiettivo che pur essendo di ultima generazione non appartiene alla serie GM, la migliore di Sony, e anche per la saturazione del buffer che ha causato un rallentamento nella parte finale della raffica. Alla velocità H ha invece mantenuto senza problemi sempre i 30 fg/s.
Per le foto di treni, aerei, uccelli e cani ho usato solo la velocità più bassa H da 30 fg/s sufficiente a riprendere anche soggetti molto veloci e a riempire rapidamente una scheda e anche in questo caso la velocità è stata mantenuta e le foto sono tutte perfettamente a fuoco. A questa velocità di raffica, limite per molte fotocamere anche specializzate per riprese sportive ad alta velocità, la A9 III è ad un quarto della sua potenzialità, è come usare una Formula 1 per fare una passeggiata.
Una prestazione eccezionale che fa di questa fotocamera la migliore della categoria per riprese sportive o naturalistiche di soggetti in rapido movimento come animali nel loro ambiente naturale.

Video

La A9 III II riprende video 4K QFHD a 3840×2160 pixel 120/100/60/50/30/25/24p senza ritagli.
La ripresa si può attivare in qualsiasi modalità di funzionamento, Program, a priorità dei tempi o diaframmi e manuale di funzionamento oppure portando la manopola delle modalità nella posizione video. In questo caso e’ possibile variare la modalità di esposizione, Program, priorità dei tempi o dei diaframmi e manuale da menu. La messa a fuoco può essere continua o manuale.
Per le riprese video 4K è preferibile usare una scheda CFExpress Tipo A piuttosto che una SD anche se UHS II.
Nelle riprese l’esposizione e bilanciamento del bianco sono stati sempre corretti. La messa a fuoco ha funzionato bene anche variando la focale dell’obiettivo e con soggetti in movimento anche veloce.

Galleria

Le foto sono state scattate a Roma. Prevalentemente ho usato la impostazione automatica della sensibilità che se la luce è sufficiente si imposta a 250 ISO mentre per le foto in notturna è arrivata fino a una sensibilità di 12800 ISO.
Le foto sono state convertite con CaptureOne con la riduzione di rumore azzerata tranne per quelle sopra i 3200 ISO per le quali ho usato la riduzione rumore colore.

Le foto sono tutte perfettamente a fuoco con una buona nitidezza ed ottimi colori, complessivamente con una notevole qualità d’immagine.

Conclusioni

La A9 III è una fotocamera eccezionale, ma non è per tutti. E’ eccezionale per la velocità di raffica che può arrivare a 120 fg/s a pieno formato anche in raw o raw più jpeg, per l’autofocus in grado di individuare un soggetto umano anche se non con il viso rivolto alla fotocamera dalla sua sagoma e movimenti oppure altri soggetti quali animali, uccelli, aerei, veicoli e treni ed agganciarli anche se piccolissimi nell’inquadratura senza mai perderli nell’inseguimento e nella messa a fuoco. Per la A9 III le prestazioni delle alternative disponibili, 30 o 40 fg/s, sono solo una velocità intermedia. Anche la gestione del rumore alle alte sensibilità è uno dei suoi pregi e in questo eguaglia quasi la A7S III, attualmente la fotocamera che consente di scattare alle più alte sensibilità con il rumore più basso possibile, ma che per far questo ha un sensore limitato a soli 12 Mpx.
Naturalmente ci sono anche dei fattori meno positivi il primo dei quali è il fatto di avere un sensore da solo 24 Mpx. Questo la rende meno adatta di altre fotocamere per le riprese di paesaggio o comunque quando si ha l’esigenza di stampe o proiezioni di grandissima dimensione. In questo caso in casa Sony è disponibile la A1 II che ha un sensore da 50 Mpx, un autofocus con le stesse prestazioni dell’A9 III e comunque una ragguardevole velocità di raffica di 30 fg/s a pieno formato ed anche in raw oltre ad una ripresa video 8K invece che 4K.
Le alternative dai produttori “tradizionali”, Canon R1 e Nikon Z9, non raggiungono in raffica le stesse prestazioni dell’A9 III, con la R1 a 40 fg/s e la Z9 a 30 e a 120 solo in jpeg a 11 Mpx, anche se hanno autofocus egualmente efficaci. Queste ultime rispetto alla A9 III hanno un corpo macchina più grande e massiccio, con i comandi duplicati anche per le riprese in verticale ed adatto ad avere maggior equilibrio nell’uso con tele grandi e pesanti e di contenere più batterie per una maggiore autonomia. La A9 III h ha un corpo più piccolo, compatto e leggero che è un vantaggio in molte occasioni quando non si usano obiettivi di grandi dimensioni e peso e si ha necessità di maggiore portabilità . Quando pero serve, nell’uso di potenti teleobiettivi o per aumentare l’autonomia, è disponibile un’impugnatura supplementare, con i comandi duplicati per gli scatti verticali, che contiene più batterie aumenta il peso della fotocamera per un migliore equilibrio.
Il maggior fattore negativo della A9 III è il prezzo: sono 6.949 €, cifra che non tutti possono permettersi e che non la rende adatta a molti fotoamatori.
Riguardo alle caratteristiche fotografiche della A9 III si può dire che ha fornito ottimi risultati. La sua risoluzione è certamente inferiore ai modelli Sony con maggior numero di pixel come le A7R VI e la A1 II, ma le foto sono comunque molto dettagliate e definite. Il rapporto segnale rumore è ottimo anche alle alte sensibilità e così la gamma dinamica. Le foto in jpeg provenienti direttamente dalla macchina sono già ottime, ma si può ottenere qualcosa di meglio usando il raw e convertendo le foto con CaptureOne o altro software di conversione.
Tutto questo è stato ottenuto mantenendo le dimensioni ed il peso del corpo macchina al livello di quelli di alcune mirrorless Micro 4/3 o APS. Quello che invece Sony non ha potuto fare è realizzare degli obiettivi di dimensioni paragonabili a quelle dei sistemi con sensore più piccolo. Ci sono dei limiti ottici e fisici che non consentono di ridurre le dimensioni di obiettivo per fullframe più di tanto. Questo vuol dire che in alcuni casi la leggerezza e la compattezza del corpo macchina sono penalizzate dalle dimensioni degli obiettivi, anche se Sony ha progettato alcuni obiettivi (come il 24-50/2,8 in prova) per ovviare, almeno parzialmente, a questo problema.
La validità di una fotocamera però va misurata anche in funzione degli obiettivi disponibili. Attualmente le Sony dispongono di 77 obiettivi, di cui 55 FE e gli altri E. Inoltre tutti i principali produttori terzi come Laowa, Meike, Samyang, Sigma, Tamron, Tokina, Zeiss ed altri ormai rendono disponibili i loro obiettivi autofocus anche con innesto Sony E ampliando il corredo disponibile a oltre 200 obiettivi.
Gli obiettivo provati FE 24-50/2,8 G e FE 70-200/4,0 Macro G si sono dimostrati molto buoni, ma la loro risoluzione è limitata da quella del sensore.

Riassumendo:

Costruzione e finitura

Ottimo: la fotocamera è costruita in lega di magnesio, ben assemblata e finita e da un’impressione di solidità.

Ergonomia e comandi

Molto buono: I comandi sono comodi con tre ghiere di regolazione e numerosi pulsanti personalizzabili che consentono di impostare e regolare completamente la fotocamera senza ricorrere ai menu. L’unico difetto è che i pulsanti sono un po’ sparsi e le loro funzioni devono essere ben memorizzate prima di usarli con disinvoltura.

Menu

Discreto: i menu sono in certi casi indecifrabili nella traduzione italiana e un po’ dispersivi.

Mirino

Eccellente: ha una risoluzione e un ingrandimento elevati, non presenta scie o sensibili perdite di nitidezza se si sposta velocemente l’inquadratura e nemmeno rumore nelle inquadrature in poca luce.

Schermo

Molto buono: lo schermo è chiaro, nitido e brillante. Molto comoda la possibilità di ribaltarlo in tutte le direzioni. Comoda la possibilità di spostare il punto AF toccando lo schermo.

Autofocus

Eccellente: è preciso e velocissimo, adatto anche a soggetti in movimento veloce che riesce a seguire bene anche in raffica. La sua sensibilità gli consente di mettere a fuoco anche in pochissima luce. Efficiente la funzione di riconoscimento dei e degli occhi e degli altri tipi di soggetto.

Stabilizzazione

Eccellente: consente di guadagnare 6 stop reali sul valore del tempo di sicurezza minimo.

Esposizione

Ottimo: sempre corretta anche in condizioni molto difficili. Nelle foto notturne con misurazione matrix richiede una correzione di -2/3 di stop.

Bilanciamento del bianco

Ottimo: in automatismo si è dimostrato sempre corretto, anche con le luci ad incandescenza.

Qualità d’immagine

Molto buono: buona la risoluzione, la definizione e la resa dei colori in jpeg e ottimo il contenimento del rumore e la gamma dinamica.

Raffica

Eccezionale: nessuna altra fotocamera, al momento, raggiunge i 120 fg/s a pieno formato in raw e jpeg con autofocus continuo, misurazione della luce e senza oscuramento del mirino.

Video

Molto buono: consente riprese 4K di ottima qualità con profilo immagine S-Cinetone. La messa a fuoco automatica non dimostra incertezze. Dispone della registrazione su dispositivo esterno via HDMI.

Obiettivi

Eccellente: gli obiettivi provati sono di buona qualità. Il corredo di obiettivi disponibile è ampio e dispone di focali adatte a tutte le riprese

In conclusione la A9 III si è dimostrata un’eccellente fotocamera, con caratteristiche e qualità notevoli e di livello altamente professionale. E’ una delle migliori scelte in assoluto fra le fotocamere per le riprese dinamiche, sportive e naturalistiche, ma è anche un’ottima fotocamera per tutti i generi di foto.

Il prezzo è alto, ma adeguato alla qualità della fotocamera.

Pregi

– eccezionale velocità di raffica
– eccellente autofocus
– qualità d’immagine molto buona
– ottima gamma dinamica
– ottimo rapporto segnale/rumore
– stabilizzazione efficace
– silenziosità di scatto anche in raffica
– costruzione e finitura di ottimo livello
– dimensioni e peso contenuti
– mirino eccellente
– sincronizzazione flash con tutti i tempi

Difetti

– prezzo elevato
– solo 24 Mpx
– comandi un po’ “sparsi”
– menu in alcuni casi poco decifrabili
– assenza di un pannello di controllo sulla calotta
– alcuni obiettivi costosi

Alternative

Canon R1

Mirrorless fullframe con sensore stacked CMOS da 24 Mpx. L’autofocus a rilevamento di fase con tecnologia Dual Pixel AF II ha 4897 punti AF raggruppati in 1053 zone AF con copertura circa del 100 % in orizzontale e verticale. La scelta del punto AF è anche possibile tramite l’occhio del fotografo. E’ dotata di stabilizzazione sul sensore con un guadagno di 8 stop. Il mirino ha 9,44 Mpx un ingrandimento 0,9x con copertura del 100 %. Lo schermo è orientabile in tutte le direzioni, da 3,2″ con 2,1 Mpx. La sensibilità va da 100 a 102400 ISO, espandibile a 50 e 409600. L’otturatore meccanico dispone di tempi da 30 secondi a 1/8000, quello elettronico arriva a 1/64000. L’innesto obiettivi è il Canon RF. Sono disponibili 60 obiettivi Canon autofocus, ma non ce ne sono altri di fornitori terzi. La raffica arriva a 12 fg/s con l’otturatore meccanico e a 40 fg/s con quello elettronico a pieno formato e anche in raw, senza oscuramento del mirino, con AF continuo ed esposizione scatto per scatto. Riprende video 6K RAW (6000×3164 pixel) C4K e 4K con uscita HDMI. Dispone di connessioni HDMI, Ethernet, wifi, Bluetooth, microfono, cuffia, terminale di estensione e ricevitore GPS. Ha due alloggiamenti per schede CFExpress tipo B. L’autonomia è di 1330 scatti con lo schermo e 700 col mirino. Il corpo in lega di magnesio è protetto da polvere ed acqua. Le sue dimensioni e peso sono elevati, 158x149x87 mm e 1115 grammi con schede e batterie.
Costa 7.749 € solo corpo.

Nikon Z9

Mirrorless fullframe con sensore stacked CMOS da 46 Mpx. L’autofocus a rilevamento di fase ha 493 punti AF. E’ dotata di stabilizzazione sul sensore con un guadagno di 6 stop. Il mirino ha 3,69 Mpx un ingrandimento 0,8x con copertura del 100 %. Lo schermo è ribaltabile in alto, in basso e lateralmente, da 3,2″ con 2,1 Mpx. La sensibilità va da 64 a 25600 ISO, espandibile a 102400. L’otturatore è solo elettronico e dispone di tempi da 30 secondi a 1/32000. L’innesto obiettivi è il Nikon Z. Sono disponibili circa 46 obiettivi Nikon autofocus più circa 50 di altri fornitori, oltre ad obiettivi specialistici a fuoco manuale. La raffica arriva a 30 fg/s a pieno formato anche raw, senza oscuramento del mirino, e a 120 fg/s solo jpeg a formato ridotto da 11 Mpx, entrambi con autofocus continuo ad inseguimento. Riprende video 8K (7680×4320 pixel) con uscita HDMI. Dispone di connessioni USB 3.0, HDMI, Ethernet, wifi, Bluetooth, microfono, cuffia, terminale di estensione. Ha due alloggiamenti per schede XQD o CFExpress tipo B. L’autonomia è di 740 scatti. Il corpo in lega di magnesio è protetto da polvere ed acqua. Le sue dimensioni e peso sono elevati, 149x148x90 mm e 1340 grammi con schede e batterie.
Costa 5.589 € solo corpo.

Sony A1 II

Mirrorless fullframe con sensore stacked CMOS da 50 Mpx. L’autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto ha 759 punti AF. E’ dotata di stabilizzazione sul sensore con un guadagno di 8,5 stop. Il mirino elettronico OLED con 9,44 Mpx ha un ingrandimento 0,9x con copertura del 100 %. Lo schermo è orientabile in tutte le direzioni, da 3,2″ con 2,1 Mpx. La sensibilità va da 100 a 32000 ISO, espandibile a 50 e 102400. L’otturatore meccanico dispone di tempi da 30 secondi a 1/8000, quello elettronico arriva fino a 1/32000. L’innesto obiettivi è il Sony FE. Sono disponibili 55 obiettivi FE e altri 34 E (per APS) autofocus più oltre 100 di fornitori terzi, oltre ad obiettivi a fuoco manuale di altri fornitori. La raffica arriva a 10 fg/s con l’otturatore meccanico e 30 fg/s con quello elettronico, con autofocus continuo ad inseguimento anche in raw e senza oscuramento del mirino. Riprende video 8K con uscita HDMI. Dispone di connessioni USB 3.1 Gen 1, HDMI, microfono, ethernet, wi-fi e Bluetooth. Ha due alloggiamenti per schede CFExpress tipo A o SD UHS II. L’autonomia è di 520 scatti aumentabile con l’impugnatura VG-C5. Il corpo in lega di magnesio è protetto da polvere ed acqua. Le sue dimensioni e peso sono contenuti, 136x97x73 mm e 743 grammi con schede e batterie.
Costa 7.499 € solo corpo.

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