Olympus OM-D E-M10: descrizione & uso

Descrizione

La E-M10 come detto assomiglia molto alle sue antenate, le reflex OM degli anni 70, anche come dimensioni in quanto è molto più piccola e compatta delle sue concorrenti. Questo è accentuato dall’obiettivo con cui è venduta in kit, lo Zuiko 14-42 f/3,5-5,6 EZ rientrante, che quando è chiuso sporge di solo due cm dal corpo macchina rendendo l’insieme tascabile o quasi. Le dimensioni ridotte però non hanno ripercussioni sulla accessibilità e completezza dei comandi con le ghiere ben accessibili e comode. Il corpo, pur non essendo in metallo, ha un elevato livello di costruzione e finitura. In sostanza pur con le sue ridotte dimensioni la E-M10 ha un aspetto da fotocamera “seria” più che da compatta come alcune altre mirrorless sia di Olympus che di altri marchi.
Inizio la descrizione dal frontale:

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Sulla destra dell’innesto obiettivi si vede il pulsante di sblocco e più in alto l’illuminatore led per l’autofocus che funziona anche come indicatore dell’autoscatto. Sulla sinistra solo il piccolo accenno di impugnatura.

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Sulla calotta superiore c’è a sinistra la manopola delle modalità di funzionamento che prevede le seguenti posizioni: iAuto (totalmente automatica), P (program) A (priorità dei diaframmi), S (priorità dei tempi), M (manuale), Video con impostazioni personalizzate, Photo Story (descritta in seguito), SCN (per richiamare le scene) e ART (per gli Art filter artistici). Al centro c’è la slitta porta accessori su cui si può innestare un flash della serie Olympus, circondata dal flash integrato sollevabile manualmente con un apposito pulsante sulla sinistra. Alla sua destra le due ghiere di regolazione, anteriore con coassiale il pulsante di scatto e posteriore che servono per impostare le varie regolazioni a secondo delle modalità di funzionamento e per navigare nei menu. All’estrema desta davanti c’è il pulsante Fn2 che in unione alle ghiere anteriore e posteriore consente diverse funzioni. Per default è impostato per variare la curva di risposta alle luci ed alle ombre (altra caratteristica altamente professionale), ma può servire anche per posizionare l’area da ingrandire per la messa a fuoco manuale di precisione, compensare l’esposizione, variare la tonalità e la saturazione colore e infine il formato dell’inquadratura. Dietro c’è il pulsante rosso per la ripresa video che si può attivare indipendentemente dalla posizione della manopola delle modalità di funzionamento. Dietro questi pulsanti si vedono, sulla superficie inclinata che raccorda la calotta con il dorso, il pulsante Fn1 che per default serve al blocco di esposizione e messa a fuoco, ma che può essere assegnato ad altre funzioni e quello per la revisione delle foto.

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Nella parte posteriore, dominata dal grande schermo sensibile al tocco ed orientabile, troviamo al centro il mirino con sulla sinistra una rotella per la correzione diottrica e dotato di sensore di prossimità che lo accende, spegnendo lo schermo, quando vi si accosta l’occhio. Sopra la slitta per flash o altri accessori. A destra dello schermo ci sono: il pulsante per richiamare i menu, il pulsante Info che serve a modificare le informazioni visualizzate sullo schermo o nel mirino, il pad a quattro vie con il tasto di conferma al centro che serve per navigare nei menu, per spostare il punto AF scelto, per spostarsi da una foto ad un’altra durante la revisione. Sotto infine il pulsante per per la cancellazione delle foto. Nell’angolo in basso a destra l’interruttore di accensione in posizione piuttosto scomoda.

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Sul lato destro ci sono le prese USB e mini HDMI coperte da uno sportellino e in alto, a lato dell’oculare del mirino un pulsante per la commutazione da mirino a schermo manuale o automatica.

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Sul lato sinistro si vede solo la ghiera di regolazione diottrica del mirino.

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Nella parte inferiore troviamo l’innesto per il treppiedi coassiale con l’obiettivo e lo sportello che protegge il vano batteria e scheda SD.


In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile BLN-5
– caricabatteria con cavo
– un cavo USB
– il tappo di copertura del bocchettone di innesto ottiche
– la cinghia a tracolla
– un piccolo e sintetico manuale plurilingue. Il manuale completo è disponibile come pdf sul CD
– un CD con il software in dotazione, Olympus Viewer 3 per Windows e Mac, per importare, visualizzare e convertire le foto, e i manuali in varie lingue compreso l’italiano.

Come accessori sono disponibili:
– vari flash esterni Olympus dedicati e comandabili senza cavi
– impugnatura supplementare ECG-1 per semplificare il fissaggio della fotocamera quando è montato un obiettivo di grandi dimensioni
– adattatore per obiettivi Quattro terzi MMF-2/MMF-3
– cavo telecomando RM-UC1
– aggiuntivi ottici
– oculare supplementare EP-11

Menu

Uso in pratica

Per la prova ho avuto a disposizione una E-M10 dotata dell’obiettivo Zuiko 14-42 mm f/3,5-5,6 EZ rientrante fornito normalmente in kit. L’obiettivo è piccolissimo, sporge di solo due centimetri dal corpo macchina. In questa combinazione la E-M10 è veramente piccola e compatta e non pone mai nessun problema per averla sempre con se.
La OM-D E-M10 con il 14-42 EZ è infatti la fotocamera che ho scelto per documentare la Photokina e fotografare Colonia, pur avendo a disposizione altre fotocamere, anche reflex. Il motivo è stato che dovendo girare tutto il giorno, dalle 8 alle 23 sia per la fiera, spesso affollata, sia per la città, la E-M10 con le sue dimensioni e peso ridotti non si è mai fatta sentire un ingombro o un impiccio e ho potuto portarla al collo tutto il tempo senza stancarmi. Contemporaneamente questa fotocamera mi ha garantito un’ottima qualità per le foto e anche se per le foto notturne sarebbe stato utile uno dei numerosi focale fissa luminosi di Olympus, se l’è cavata abbastanza bene anche in questa situazione.
Rispetto ad altre mirrorless senza mirino poi la E-M10 con il suo ottimo mirino garantisce di potere inquadrare sempre con precisione anche in pieno giorno al sole e di tenere la macchina più stabile quando si devono usare tempi lunghi per le foto in poca luce.

La OM-10 infatti ha dimensioni molto più ridotte anche delle più piccole reflex APS, Canon EOS 100D e Nikon D3300, come si può notare dalle foto.

E-M10_100D_front

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E-M10_D3300_front

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L’unica fotocamera che ha un corpo di dimensioni confrontabili con la E-M10 è la Sony A6000, che però ha una forma diversa. I suoi obiettivi però hanno dimensioni maggiori di quelli per il formato M43, ad eccezione del 16-50, per coprire il formato più grande.

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E-M10_A6000_top_lens

L’unica che la supera con dimensioni ancora più ridotte è la Panasonic Lumix GM5, versione della GM1 dotata di mirino, presentata proprio in Photokina.

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Confrontandola poi con l’OM-D E-M5 si vede che le due fotocamere sono molto simili, anche se la E-M5 ha l’alloggiamento del mirino più alto e sporgente pur non avendo il flash integrato. La E-M10 quindi ottimizza le dimensioni della E-M5 e fornisce una fotocamera completa di tutto compreso il flash. Inoltre stranamente la E-M5 è ancora venduta in kit con un obiettivo 12-50 molto lungo e sporgente che le fa perdere tutto il vantaggio delle ridotte dimensioni.

La E-M10 è una fotocamera con una caratterizzazione prevalentemente amatoriale, anche se non si può certamente escludere che possa essere usata professionalmente. Il corpo è ben costruito e finito, pur non essendo in metallo. Le ghiere di controllo però sono metalliche. Il rivestimento della parte anteriore e dell’impugnatura è zigrinato con un trattamento antiscivolo.

Inizio le mie impressioni dal mirino. Questo è elettronico con una risoluzione di 1,44 Mpx. Non presenta ritardi apprezzabili e scie fastidiose quando si sposta rapidamente l’inquadratura o si seguono soggetti in movimento veloce. Non ho notato nemmeno fenomeni di “congelamento” dell’immagine quando si preme a metà il pulsante di scatto per mettere a fuoco, fenomeno che si verifica in altre fotocamere. La copertura è del 100 % e l’ingrandimento è di 1,15x (0,57x reali). E’ un ingrandimento analogo a quello delle reflex APS. Il mirino si avvale della tecnologia Adactative Brightness che consente di variarne automaticamente la luminosità in funzione di quella esterna in modo di avere una percezione corretta della luminosità dell’immagine inquadrata e non effettuare correzioni di esposizione errate.  Sfruttando il pulsante Fn2 vicino a quello di scatto e le due ghiere è possibile regolare con l’occhio al mirino la sensibilità Iso, il bilanciamento del bianco, la compensazione dell’esposizione, la variazione della curva di risposta luci/ombre, la tonalità e la saturazione e il formato di registrazione. E’ anche possibile previsualizzare il risultato della funzione HDR e vedere ingrandita l’immagine da mettere a fuoco.
Nel mirino possono essere visualizzate tutte le informazioni visibili sullo schermo e si possono effettuare tutte le regolazioni. C’è infine un sensore che commuta automaticamente la visione da schermo a mirino quando si avvicina l’occhio, disabilitabile se si preferisce la commutazione manuale.
Lo schermo da 3″ con 1.037.000 pixel è orientabile verso l’alto di circa 80° e verso il basso di 50°. Questo è molto comodo per riprese dal basso o dall’alto e per fotografare senza farsi notare, non portando la macchina all’occhio o in avanti ad altezza viso, ma orientando lo schermo verso l’alto mentre la si tiene al collo e al limite scegliendo il soggetto da mettere a fuoco e effettuando lo scatto toccando semplicemente lo schermo. Eccellente! Lo schermo infatti è sensibile al tocco, come uno smartphone, e questo facilita la revisione delle foto con il loro scorrimento e ingrandimento come molti ormai sono abituati a fare. E’ possibile, come detto, anche selezionare il punto di messa a fuoco e scattare toccando lo schermo. Nel funzionamento iAuto poi è possibile visualizzare un apposito menu che consente di cambiare molte caratteristiche della foto (colore, esposizione, profondità di campo, ecc.) senza riferimenti a termini tecnici, ma osservando l’effetto sullo schermo, ed anche avere suggerimenti per la scelta delle scene. Adatto per chi inizia a fotografare.

I comandi principali a ghiera sono molto comodi e completi, comprese le due ghiere anteriore e posteriore azionabili facilmente con l’indice e col pollice. Comodi il pulsante Fn2 e quello rosso per la ripresa video, entrambi a portata del dito indice.
La maggior parte delle impostazioni può essere effettuata con la funzione Live Control, attivabile premendo il comando OK al centro del pad. In questo modo si visualizza una fascia sulla destra dello schermo o del mirino con le funzioni regolabili e una in basso che elenca i valori disponibili. Con i tasti del pad o con le due ghiere si possono scorrere questi menu per impostare le opzioni volute. Con un po’ di pratica tutte le regolazioni si possono effettuare velocemente anche con l’occhio al mirino, ma con lo schermo è più facile e naturale. In alternativa si può usare il Super Control Panel che si sovrappone però all’immagine nel mirino o sullo schermo e disabilità la funzione touch.

Lo stabilizzatore d’immagine sul sensore, a 3 assi è abbastanza efficace anche se non come quello a “5 assi” delle E-M5 e E-M1. Consente di guadagnare circa 3 stop di esposizione fotografando soggetti statici, come si può vedere in alcune foto della galleria. L’integrazione dello stabilizzatore nel corpo consente inoltre di stabilizzare tutti gli obiettivi montati, anche quelli a focale fissa e pure quelli di altre macchine o reflex montati con adattatori. In questo caso occorre informare la macchina sulla focale utilizzata. Può funzionare in più modalità, una per tutte le vibrazioni, una per il panning orizzontale ed una per quello verticale o con la funzione IS-Auto con cui è in grado di individuare automaticamente il movimento di panning in tutte le direzioni. Nel funzionamento però produce un rumore avvertibile. Stabilizza anche l’immagine visibile nel mirino a differenza degli stabilizzatori sul sensore per reflex (Pentax, Sony) che non possono farlo.

L’autofocus è una via di mezzo fra quelli dell’E-M5 e dell’E-M1. La messa a fuoco è a rilevamento di contrasto con 81 punti AF tutti selezionabili automaticamente o manualmente. Si può anche scegliere una zona ristretta di messa a fuoco spostabile a piacere sullo schermo col tocco o con il pad.
Le modalità di funzionamento sono quelle classiche, AF-S (singolo), AF-C (continuo), AF ad inseguimento (tracking) e manuale. In modalità AF-S è possibile anche intervenire manualmente, usufruendo anche dell’ingrandimento fino a 14x nel mirino o sullo schermo e aiutati dalla funzione “Focus peaking”. Nella modalità AF-C è possibile attivare l’inseguimento del soggetto che viene agganciato ed inseguito nei suoi movimenti nell’inquadratura. Esiste poi la possibilità di attivare la messa a fuoco continua (Full Time AF) con la quale la macchina mette a fuoco in continuazione ciò che inquadra in modo di essere sempre pronta allo scatto; questo però aumenta il consumo della batteria. Quando c’è poca luce si attiva automaticamente l’illuminatore ausiliario.
I punti di messa a fuoco, 81 a rilevamento di contrasto possono essere scelti automaticamente oppure si possono selezionare manualmente sia con il pad a quattro vie sia con il tocco sullo schermo. Possono anche essere ridimensionati per una messa a fuoco più precisa. Inoltre è possibile definire delle zone con gruppi di punti tra i quali la macchina sceglierà automaticamente. Infine è possibile attivare la funzione di riconoscimento dei volti, molto efficace e precisa.
La velocità dell’autofocus è buona, va benissimo con i soggetti statici, anche in poca luce, mentre ha difficoltà a seguire i soggetti in movimento veloce. Con la raffica e la messa a fuoco continua infatti solo in alcuni casi è riuscita a mantenere il soggetto a fuoco. La sensibilità è ottima e l’autofocus funziona anche a livelli di luminosità bassissimi senza illuminatore. Nelle riprese video la messa a fuoco è continua. E’ abbastanza precisa anche se ha dimostrato qualche incertezza, però rapidamente recuperata.

L’esposizione può essere totalmente automatica in iAuto, oppure si possono usare il programma P con la possibilità di cambiare la coppia tempo/diaframma (program shift), le priorità ai tempi o diaframmi o l’esposizione manuale. In questo caso su un’apposita scala viene indicata la differenza fra l’esposizione impostata e quella misurata fino a 3 EV. In tutte le modalità è molto facile e rapido regolare la macchina con le due ghiere disponibili. La sensibilità ugualmente si può regolare con facilità, se non si usa in Auto, premendo il pulsante Fn2 accanto a quello di scatto, se così impostato, o richiamando la funzione Live Control e con la ghiera anteriore. In modalità Iso Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo e, coadiuvata dallo stabilizzatore, consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!). L’esposizione si è dimostrata corretta con molta luce e solo in casi veramente al limite ho dovuto apportare delle correzioni, mentre di notte in presenza di forti contrasti tende a sovraesporre da 2/3 a 1 stop. Questo è un comportamento abbastanza frequente che tende a salvare le ombre e può essere facilmente corretto, se necessario, con l’apposito comando per la compensazione. E’ inoltre molto interessante la possibilità di variare la risposta del sensore alle luci ed alle ombre (la curva sensitometrica) con l’apposito pulsante Fn2 (se così impostato). Questa funzione consente di adeguare la risposta del sensore ad i risultati che si vogliono ottenere per applicarla direttamente alle foto jpeg salvate in macchine, evitando quindi di dover intervenire nella conversione da raw.

Le foto possono essere salvate in formato 4:3, 3:4, 3:2, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni, Large a 16 Mpx, Middle a 5 Mpx e Small a 1,3 Mpx e possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Normal, in raw (ORF) e in raw più jpeg.

La fotocamera dispone di un flash integrato. Se si vuole usarlo va alzato manualmente in posizione operativa, come nelle reflex. La potenza è ridotta, ma va bene per piccoli ambienti o gruppi e come luce di schiarita di giorno.

La ripresa video consente di riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel in modalità MPEG-4 AVC/H.264 o Motion Jpeg a 60/50 fg/s. E’ disponibile anche una ripresa con formato HD a 1280×720 pixel o VGA a 640×480 pixel. Durante la ripresa la messa a fuoco è automatica, ma si può variare la modalità di messa a fuoco. Si possono usare tutte le opzioni di funzionamento PASM per l’esposizione e la compensazione dell’esposizione, che però devono essere impostate prima di iniziare a riprendere e non possono essere cambiate.

La E-M10 dispone di numerose modalità scena, ognuna presentata con alcuni suggerimenti per la sua applicazione e degli Art Filter, un’esclusiva Olympus, che consentono di modificare la foto con effetti speciali o creativi. Il più interessante mi è sembrato quello che drammatizza la scena, applicato a paesaggi nuvolosi.
E’ disponibile, fra le scene, anche la funzione panorama, ma la sua applicazione è complessa e scomoda richiedendo di scattare diverse foto da allineare l’una con l’altra sullo schermo o mirino. Niente a che fare con le funzioni panorama automatiche di altre fotocamere.

Una novità della E-M10 è la connessione Wi-fi. Con questa la macchina può essere connessa ad uno smartphone o a un tablet, iOS o Android, su cui è stata installa ta l’apposita app Olympus Image Share e controllata da questo in tutte le sue funzioni usando lo schermo touch del dispositivo come fosse quello della macchina. Si possono scegliere le modalità di funzionamento, i tempi, diaframmi, la sensibilità, il WB, le scene, gli Art Filter ed ogni altra regolazione. Si può mettere a fuoco con il tocco su qualsiasi punto e scattare foto. Oltre a ciò si possono rivedere le foto sulla fotocamera, selezionarle e trasmettere quelle selezionate sul dispositivo. Si potranno inoltre inserire inserire nelle foto le coordinate GPS rilevate dal dispositivo. Una serie completa di funzioni quindi.
Inoltre è facilissimo connettere il dispositivo mobile alla fotocamera, a differenza di altre fotocamere. Basta premere il tasto che attiva la rete wi-fi e appena sul suo schermo compare l’apposito QR basterà farlo leggere al dispositivo per stabilire la connessione. Veramente notevole!

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Nell’uso la E-M10 si è dimostrata un’ottima fotocamera molto piacevole da usare. Le sue ridotte dimensioni e la sua leggerezza invitano a portarla sempre con se e la sua qualità d’immagine garantisce sempre ottime foto. La sua accensione è pronta, ritardato solo un poco dalla necessità di estendere l’obiettivo e l’unico appunto è alla posizione dell’interruttore sul dorso in basso a destra. Per me che tengo la fotocamera dall’impugnatura con la destra richiede un intervento in più che ritarda un po’ l’operazione. Le regolazioni con i menu e il Live Control sono pratiche e veloci una volta che si è fatto un minimo di apprendistato.
Guardare nel mirino è un piacere per l’immagine grande e nitida, senza alcun fenomeno di brillio, sfarfallamenti e scie. La messa a fuoco è abbastanza veloce ed efficace per la maggior parte dei soggetti e solo con quelli in movimento è inferiore alle reflex o alle mirrorless con autofocus ibrido come ad esempio la E-M1. La selezione automatica della sensibilità garantisce che il tempo di scatto non scenda mai sotto i valori di sicurezza. L’obiettivo, notevole per il contenimento delle dimensioni, consente di ottenere foto di qualità e la sua focale va bene per la maggior parte degli usi più comuni. Non è molto luminoso, ma con le sue dimensioni non si può pretendere di più. Se serve una maggiore luminosità Olympus offre diverse focali fisse da 12 a 75 mm ultraluminose. In complesso è un piacere usare la E-M10 e ciò consente di concentrarsi solo sulla fotografia, curando composizione, luce ed inquadratura, senza preoccuparsi di problemi tecnici.
Per tutte le foto di prova ho usato il formato 4:3.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 25600 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare gli obiettivi, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 200 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma fornito da Olympus, Viewer 3.

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3 pensieri su “Olympus OM-D E-M10: descrizione & uso”

  1. Ciao Francesco! Innanzi tutto complimenti per il tuo blog!

    Sto cercando una ML e sono indeciso tra questo modello però Mark II e la Sony A6000. So che sicuramente è stato un argomento trattato mille volte, ma quello che più fotografo sono scene statiche (zero sport o movimenti veloci): sopratutto natura e panorami + uso quotidiano, con elevata qualità d’immagine.

    Quale mi consiglieresti tra le due?

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    1. E’ una scelta difficile, sono entrambe ottime mirrorless. La Sony prevale per risoluzione e velocità di autofocus e di raffica, queste ultime sono cose però che a te non interessano. L’Olympus insieme al suo zoom “pancake” 14-42 EZ prevale per dimensioni e peso. La cosa migliore è andare a vederle in un negozio e prendere quella che ti piace di più.
      Se vuoi un’ulteriore indicazione quando quasi 2 anni fa ho dovuto scegliere una fotocamera per fare il reportage della Photokina di Colonia, la fiera mondiale della fotografia, avendo a disposizione A6000 e OM-D e_m10 ho scelto l’Olympus perchè piccola e leggera com’è non mi sarebbe pesata al collo tutto il giorno.
      Ciao, Francesco

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  2. Ciao Francesco, ho da poco appreso qualche nozione sulle foto, ho usato una reflex Canon ma all’acquisto di una macchina fotografica mia personale ho scelto una OLYMPUS E-M10 OM-D. Cercando sono entrata nel tuo blog e così velocemente mi pare molto interessante, dammi tempo x consultarlo bene tutto, tornerò x darti un mio giudizio.

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