Panasonic FZ72: descrizione e uso

Descrizione e comandi

La FZ72 assomiglia esteticamente ad una reflex. Questo le da un’aria seria e professionale, da molti apprezzata in questa fascia di prezzo. Il corpo esterno è in plastica opaca di buona qualità. L’obiettivo a riposo rientra completamente o quasi nel corpo, riducendo le dimensioni della macchina. Quando la si accende fuoriesce di poco posizionandosi alla focale grandangolare. A quella massima tele invece sporge molto di più.

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Inizio la descrizione dal frontale:

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Su questo non ci sono comandi. Sulla sinistra dell’obiettivo si vede l’illuminatore a led di ausilio per l’autofocus che funziona anche come segnalatore dell’autoscatto.

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Sulla calotta superiore si vedono al centro la slitta portaccessori e davanti flash incorporato sollevabile manualmente o automaticamente e le griglie dei due microfoni stereo. A destra la manopola di comando principale per impostare il funzionamento della fotocamera con coassiale la leva di accensione, in posizione molto comoda. La manopola prevede le posizioni: iAuto per il funzionamento totalmente automatico, P (program), A (priorità dei diaframmi), S (priorità dei tempi), M (manuale), C(impostazioni utente), Panorama, SCN (scene) e Filtri creativi. Davanti, sull’impugnatura, il pulsante di scatto con coassiale la leva di comando dello zoom e appena più indietro quello rosso per la ripresa video. A sinistra il pulsante per l’impostazione delle modalità di raffica, più indietro quello per le modalità di messa a fuoco.

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Sopra il mirino c’è il flash ribaltabile con l’apposito pulsante.

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Nella parte posteriore c’è sulla sinistra dello schermo in alto il pulsante per l’apertura del flash. Sopra al centro il mirino elettronico con, sulla sinistra, la ghiera di regolazione diottrica. Sul lato destro in alto il pulsante per la commutazione da schermo a mirino, che purtroppo non è automatica, e quello per il blocco dell’esposizione e della messa a fuoco. All’estrema destra l’unica ghiera di comando, comoda, che in unione ai vari pulsanti serve per le impostazioni e per la navigazione nei menu Più sotto il pulsante per passare da messa a fuoco automatica a quella macro ed a quella manuale e poi quello per la revisione delle foto. Poi il pad a quattro vie. Questo ha le funzioni, dall’alto in senso orario: impostazione della sensibilità Iso, bilanciamento del bianco, autoscatto e pulsante Fn2 personalizzabile (ho scelto la compensazione dell’esposizione). Questi pulsanti servono anche per la navigazione nei menu. Al centro il pulsante per il richiamo dei menu e per la conferma. Infine in basso a sinistra il pulsante per scegliere le informazioni da visualizzare e a destra quello per la cancellazione delle foto in fase di visualizzazione e che serve in fase di ripresa per richiamare il menu rapido per regolare le principali impostazioni.

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Sul lato destro ci sono le prese USB, HDMI ricoperte da uno sportellino in gomma.

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Sul lato sinistro nulla da segnalare.

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Nella parte inferiore troviamo l’innesto per il treppiedi purtroppo disassato dall’obiettivo e uno sportello che protegge l’alloggiamento della batteria ricaricabile agli ioni di litio e della scheda SD.
L’obiettivo non è dotato di filettatura per filtri cosa comune in questo genere di macchine,ma di un comodo tappo da assicurare con un apposito laccetto alla cinghia a tracolla, cosa comodissima per non perderlo.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– coperchio per l’obiettivo con laccetto
– batteria ricaricabile
– caricabatteria con cavo
– la cinghia a tracolla
– un manuale sintetico, quello completo è disponibile come pdf sul CD
– un CD-Rom con il software in dotazione per Windows e Mac: PhotoFun, un browser fotografico per importare, visualizzare le foto, Sylkypix 3 personalizzato per Panasonic per convertire le foto raw (si può scaricare gratuitamente la versione 4 dal sito Panasonic) e QuickTime per i video, oltre i manuali in varie lingue compreso l’italiano.

Come accessori sono disponibili:
– adattatore per alimentazione da rete
– vari flash esterni Panasonic dedicati
– cavo HDMI
– cavo audio/video
– lente di conversione tele DMW-LT55 (richiede adattatore DMW-LA8)
– filtro di protezione per obiettivo DMW-LMCH55) (richiede un adattatore) e grigio ND che assorbe 3 stop

Principali menu

Uso in pratica

La caratteristica fondamentale di tutte le bridge è certamente la presenza di uno zoom ad amplissima escursione focale. Le prime montavano dei 12x, poi si è passati a 25-30x ed ora c’è chi arriva a 63x. Il tutto con un corpo di forma e dimensioni simile alle reflex, un mirino anche se solo elettronico e possibilità di regolazione che non tutte le compatte hanno. Questo fa pensare a molti di poter avere con una spesa limitata una macchina dalle amplissime possibilità ed adatta per qualsiasi genere di foto.
In realtà non è così e non potrebbe essere diversamente perchè a questo mondo “non c’è pasto gratis” come dicono gli anglosassoni. Ciò non vuol dire nemmeno però che le bridge non possano fare buone foto se usate correttamente e negli ambiti fotografici per le quali sono adatte e non possano dare buone soddisfazioni ai loro proprietari.
Con questa prova quindi volevo verificare appunto la qualità e l’usabilità di una delle più significative esponenti della categoria.

La FZ72 come detto ha dimensioni paragonabili a quelle di una reflex compatta, anche se in posizione di riposo l’obiettivo sporge meno. Non è quindi una macchina che si porta sempre con se, ma richiede comunque per il trasporto un’apposita borsa reperibile fra le tante disponibili nei negozi. Non si può sperare infatti di infilarla nemmeno in una grande tasca di un giaccone come alcune mirrorless.

La costruzione è buona, anche se di aspetto economico, totalmente in plastica. I comandi non sono numerosi, ma ben organizzati. Quelli fondamentali ci sono tutti e si trovano rapidamente anche con l’occhio al mirino.

Lo schermo da 3″ con 461.000 pixel ha una buona nitidezza, ma come tutti gli schermi non consente una visione ottimale in condizioni di forte illuminazione, specialmente in controluce.

Il mirino elettronico presente come in tutte le bridge (quelle che non lo hanno sono compatte superzoom) si può commutare con lo schermo manualemente tramite l’apposito pulsante; sarebbe molto più comodo un sensore automatico. ma al prezzo della FZ72 non si può avere tutto. Ha una copertura di circa il 100 %, ma una risoluzione di soli 202.000 pixel con un ingrandimento ridotto. La visione è discreta, ma molto elettronica (si vedono le righe) con colori non sempre fedeli all’originale. Manifesta anche alcuni ritardi, trascinamenti e riflessi. Insomma niente da paragonare con gli eccellenti mirini di alcune mirrorless Panasonic. Comunque è sempre molto utile, specialmente in esterni, campo d’azione principe per le bridge, e consente di inquadrare con sufficiente sicurezza. Nel mirino si possono vedere le stesse informazioni visualizzate sullo schermo e questo rende molto comodo e facile regolare la macchina con l’occhio al mirino e senza perdite di tempo.

E’ molto facile infatti modificare i parametri di esposizione con il pulsante Fn (se si sceglie questa funzione), gli Iso, le modalità di scatto e di messa a fuoco con l’apposita ghiera di comando con la mano destra.

La messa a fuoco è a rilevamento di contrasto e può funzionare in automatico, in cui la macchina sceglie la zona di messa a fuoco fra le 23 disponibili, in macro o in manuale. In modalità Macro la FZ72 può arrivare a mettere a fuoco fino ad un centimetro dalla lente frontale.
La FZ72 dispone anche della funzione di rilevamento dei volti con anche la possibilità di memorizzarne alcuni.
L’autofocus si è dimostrato preciso e quasi mai ho riscontrato foto fuori fuoco. La sua velocità però varia in funzione della focale dello zoom e della luminosità della scena. E’ discretamente veloce fino ad una focale equivalente di circa 100 mm riuscendo a mettere a fuoco anche veicoli in movimento, ma quando si arriva verso la masima focale rallenta molto e la sua ricerca del fuoco può durare anche un secondo e più. Peggiora poi quando c’è poca luce. Comunque è adeguato alle caratteristiche della macchine tutto sommato fa il suo lavoro onestamente. Nelle riprese video mantiene abbastanza bene la messa a fuoco anche con lo zoom, difficilmente la perde ed è in grado di mettere a fuoco rapidamente un nuovo soggetto se si sposta l’inquadratura.

L’esposizione può essere totalmente automatica in iAuto. In questo caso la fotocamera esegue tutto automaticamente compresa la selezione della scena. Le scene disponibili sono numerose e coprono tutte le esigenze: ritratto anche notturno, paesaggio, panorama notturno, ripresa a mano notturna, HDR, Cibo, Bambini, Animali domestici, Tramonto, Alta sensibilità, Cielo stellato, Attraverso il vetro, e altre.
In alternativa si può usare il programma P, eventualmente impostando la sensibilità Iso se non è su Auto, variare la compensazione dell’esposizione con l’apposito pulsante; le priorità ai tempi o diaframmi, regolandoli con la ghiera di comando o l’esposizione manuale nella quale si regolano i tempi e i diaframmi con la ghiera alternandoli premendo il pulsante di compensazione dell’esposizione e facendo riferimento ad una scala graduata, sul mirino o sullo schermo, che indica l’esposizione corretta e la sovra o sottoesposizione. La sovra o sottoesposizione in tutte le modalità è indicata da una scala graduata a 1/3 di EV fino a +/- 2 EV. In modalità Iso Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo tenendo conto dello stabilizzatore per consentire di evitare foto mosse (per soggetti statici!), anche se sembra un po’ troppo ottimista sulla fermezza della mano del fotografo specialmente alle focali più lunghe, calcolando un guadagno di 3 stop. In questi casi è meglio affidarsi alla regolazione manuale degli Iso per ottenere un tempo di esposizione di sicurezza.
La lettura esposimetrica può essere valutativa, con prevalenza al centro o spot.

L’esposizione si è dimostrata sempre corretta con buona luce, mentre nelle foto notturne o in poca luce è stata necessaria una correzione in sottoesposizione di 1 stop se la scena era molto contrastata o particolarmente scura, ma questo è normale. Sapendolo è facile correggere e controllare sullo schermo o nel mirino.

La FZ72 dispone di una serie di effetti speciali tra cui Espressivo, Nostalgico, Vecchi tempi, High key, Sottoesposizione, Sepia, Monocromatica dinamica, Opera d’arte, Alta dinamica, Processo incrociato e Effetto giocattolo.

Il bilanciamento del bianco può essere automatico che da quasi sempre buoni risultati, oppure su 6 diversi valori prefissati. E’ possibile anche effettuare e memorizzare una taratura personalizzata.

Molto comoda e utile la funzione Panorama che consente di effettuare molto facilmente rprese panoramiche selezionando la direzione del movimento e l’eventuale effetto da applicare. C’è anche una modalità di ripresa 3D.

La sensibilità Iso può essere regolata automaticamente o manualmente, a passi di 1/3 EV, da 100 a 3.200 Iso ed estesa fino a 6400 Iso però scattando solo in jpeg.

Lo stabilizzatore funziona sul’obiettivo. La sua efficacia mi è sembrata buona consentendo di scattare foto alla massima focale di 1200 mm equivalenti con tempi di 1/200 di secondo discretamente nitide.

Le foto s salvate in formato 4:3, 3:2, 16:9 o 1:1 e in varie dimensioni, per il 4:3 a 16 Mpx, 10 Mpx,  7 Mpx,  5 Mpx,  3 Mpx e 0,3 Mpx (VGA) e possono essere salvate in Jpeg , in raw (RW2) e in raw più jpeg.

Il flash incorporato deve essere aperto manualmente. In P o priorità può scattare automaticamente o essere forzato. Dispone di sincronizzazione lenta per riprendere anche lo sfondo. La sua potenza è abbastanza buona e adatta ad illuminare anche un ambiente medio.

La FZ72 dispone di ripresa a raffica ad alta velocità fino a 9 fg/s con esposizione e messa a fuoco bloccate al primo scatto e senza live view. A velocità più basse, 5 o 2 fg/s la messa a fuoco può essere regolata scatto per scatto e l’esposizione è regolata per ciascuno scatto.

La ripresa video consente di riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel in formato AVCHD o MP4 a 60/50/30/25 fg/s. E’ disponibile anche una ripresa HD a 1280×720 pixel pixel o VGA a 640×480 pixel. Durante la ripresa la messa a fuoco e l’esposizione sono regolate automaticamente, ma è possibile anche usare le priorità o l’esposizione manuale; si può mettere a fuoco premendo il pulsante Focus. E’ possibile scattare foto durante una ripresa video in qualsiasi formato, ma la foto avrà le proporzioni 16:9 e una dimensione di 3,5 Mpx.


La FZ72 è una tipica bridge con pregi e difetti della categoria. I comandi sono pratici e funzionali e ci si abitua rapidamente al loro uso, Il mirino non è gran che ma consente pur sempre di inquadrare con la macchina all’occhio e in posizione stabile. La velocità operativa e di autofocus è buona e consente anche di cogliere immagini al volo. E’ possibile riprendere con il tele alla massima focale o quasi dettagli e soggetti lontani e invece usando la minima focale grandangolare riprendere scene ampio come paesaggi, monumenti, edifici o interni ristretti.
Certo i risultati non sono quelli ottenibili con una reflex o con una mirrorless di alto livello, ma tutto sommato la FZ72 è una macchina divertente e di cui non ci si può lamentare troppo per la qualità d’immagine. Inoltre un corredo di focali equivalenti a quelle della FZ72 avrebbe un costo ed un peso non indifferenti.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 4:3 nativo del sensore.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 3200 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100  Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma fornito da Panasonic Silkypix Developer Studio 4 SE.

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27 pensieri riguardo “Panasonic FZ72: descrizione e uso”

  1. Buona sera Francesco, ottima descrizione come suo solito. Una sola precisazione, l’obiettivo della fz 72 dispone di filettatura per filtri, precisamente 55 mm.

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  2. salve francesco, ho appena acquistata usata questa fotocamera, ho un problema con il flash, in posizione automatica IA il flash risulta disabilitato….non c’e’ modo di trovarne traccia nel menu’…! solo se esco da Ia allora compare la funzione flash nel menu’. quindi anche al buio e con il flash aperto questi non si attiva, funziona solo se esco da IA. ….?? grazie della risposta

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    1. Lucio,
      in modalità iA la FZ72 valuta automaticamente se usare o meno il flash se questo è aperto. Non ci sono altre possibilità di scelta. Nelle modalità diverse da iA, cioè P A S e M è possibile scegliere da menu la modalità di funzionamento del flash. iA infatti è una funzione totalmente automatica in cui la macchina sceglie anche automaticamente l’impostazione scena più adatta.Io di solito preferisco scattare in P con qualsiasi macchina piuttosto che con questo tipo di impostazioni totalmente automatiche.
      Ciao, Francesco

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    1. Patrizio,
      la FZ72 può registrentivare i giorni e le date di un viaggio che deve essere preventivamente impostato sulla fotocamera.
      Ciao, Francesco

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    1. Giovanni,
      senza vedere macchina e flash non posso dirti nulla. L’unica soluzione è quella di leggere con attenzione i manuali d’istruzioni dell’una e dell’altro.
      Ciao, Francesco

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  3. ho impostato in P la macchina per poter usare il flash in quanto faccio molti lavori con poca luce nei pub e nei circoli dove si fa musica e si balla e mi richiedono le foto, in A ho molti problemi col mosso senza flash, vorrei sapere se in P oltre che azionare il flesh la messa a fuoco automatica è asicurata o vado incontro a problemi. Grazie.

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    1. Matt,
      attivare il flash non cambia nulla per quanto riguarda l’autofocus che funzionerà comunque. In P l’esposizione verrà regolata tenendo conto del flash. Certo ti devo dire che la Panasonic FZ72 non è molto adatta a fare foto in condizioni di poca luce e che l’uso del flash, pur permettendo di fare foto, rovina molto l’atmosfera del luogo che si vuole riprendere.
      Ciao, Francesco

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    1. andrei,
      se la fotocamera registra in formato 4:3 vuol dire che stai registrando in VGA a 640×480 pixel, rinunciando alla qualità video che la FZ72 offre. Devi impostare il formato di registrazione, dal menu Immagini in movimento, sulla registrazione FHD o FHS a 1920×1080 pixel, come spiegato alla pag. 158 del manuale.
      Ciao, Francesco

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  4. L’ho acquistata tre mesi fa ed é il mio strumento di accesso alla foto naturalistica; a breve procederò all’acquisto di attrezzatura più adeguata ma per quel poco che posso spingermi ad affermare da incompetente sono certo che in rapporto al suo prezzo contenuto offra enormi opportunità e soddisfazioni per un esordiente. Detto questo, ho un quesito. Cercando di mettere a fuoco uccelli in volo, si presenta il problema della scomparsa del “bersaglio” dal mirino, sostituito da un alone scuro ed ovvia scomparsa dalla vista per perdita dell’aggancio visivo, diventando impossibile seguire il volo di qualcosa che non si percepisce più. Inevitabile dover scalare lo zoom, riagganciare il volatile e ripetere l’operazione, spesso con la riproposizione dell’inconveniente segnalato. Leggo che la velocità della messa a fuoco può essere migliorata disattivando la funzione di stabilizzazione, cosa che con tempi di scatto brevi e bersaglio in movimento, non sarebbe un problema; sul manuale però non trovo indicazioni in merito . . . . DOMANDA: c’é un modo per disattivare lo stabilizzatore nella Lumix FZ72?

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    1. Enzo,
      non so dove hai letto che disabilitando la stabilizzazione la messa a fuoco della Panasonic FZ72 possa diventare più veloce, ma non credo proprio che sia così. La FZ72 ha una stabilizzazione ottica, cioè attuata con movimenti di un gruppo di lenti dell’obiettivo, mentre la messa a fuoco è misurata dal sensore, col metodo a rilevamento di contrasto, di per se lento e poco adatto a seguire soggetti in movimento veloce come gli uccelli in volo, e attuata da lenti diverse. Per seguire questo tipo di soggetti è necessario disporre di un siatema autofocus a rilevamento di fase, molto più veloce di quello a rilevamento di contrasto, e con ampia copertura di punti AF. Questi siatemi sono disponibili sulle reflex migliori e su alcune mirrorless di elevato livello, entrambe di costo elevato. Se fosse possibile ottenere certi risultati con una fotocamera semplice ed economica come la FZ72 non si spiegeherebbe perchè c’è chi spende di più.
      Con la FZ72 quindi si può tentare di fare questo tipo di scatti, ma i risultati saranno aleatori e imprecisi per la messa a fuoco, e la qualità influenzata anche da quella scarsa dell’obiettivo alle focali più alte e del sensore di piccole dimensioni.
      Comunque se vuoi provare lo stabilizzatore della FZ72 si può disattivare da menu.
      Ciao, Francesco

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      1. Francesco, grazie per la rapida e completa risposta. L’idea di disattivare lo stabilizzatore era nata leggendo un consiglio in tal senso qui ==> https://www.nikonschool.it/life/avifauna.php Però mi rendo conto che ciò che funziona con una certa architettura di dispositivi non deve necessariamente funzionare con altri. La mia illusione é che se fossi riuscito a combinare qualcosa di decente con la mia bridgetta per ciò che riguarda l’avifauna in volo, operare con attrezzature più performanti sarebbe stata una passeggiata. Probabilmente le cose stanno come hai scritto tu; non si tratta di fare ora cose difficili per poi ritrovarsele facilissime quando avrò un’attrezzatura adeguata, ma di tentare ora l’impossibile per cose in cui mi potrò cimentare solo con un’adeguata reflex ed un confacente obiettivo. Ciao e grazie di nuovo.

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        1. Enzo,
          ho letto l’articolo che hai linkato con il passaggio sullo stabilizzatore che rallenta la messa a fuoco. L’autore però si guarda bene da spiegarne le ragioni e quindi risulta poco convincente.
          Ciao, Francesco

          Mi piace

          1. Francesco,
            scrivo semplicemente per dirti che le mie “dotazioni tecniche” hanno fatto un deciso passo in avanti. Ora sono felice possessore di una Canone 7D MarkII ed un Tamron 150 600 G2, da cui ho finora ottenuto tutto ciò che volevo e che velleitariamente speravo di ottenere dalla mia Lumix FZ72: le cose stavano infatti esattamente nei termini da te precisati. Aggiungo però che alla piccola bridgetta devo tantissimo; se usata con la consapevolezza dei suoi – inevitabili – limiti può offrire enormi soddisfazioni ed opportunità ed é un acquisto di cui sono felicissimo che mi ha fornito un enorme aiuto ad entrare nel mondo della foto naturalistica. Non posso che parlarne bene e . . . . NON LA VENDERO’ MAI!
            Ciao e grazie per le tue utili osservazioni

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    1. Simone,
      si cambia dal menu Impostazioni (quello con la chiave inglese). Scorri le pagine fino a che non trovi la voce Language o simile, premi il pulsante conferma e poi scegli l’italiano.
      Se tu avessi comprato la fotocamera in un negozio avresti speso qualche euro in più, ma non avresti avuto questo problema e avresti potuto chiedere ulteriori spiegazioni sull’uso della macchina.
      Ciao, Francesco

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  5. Ho comprato una fz72 usata e mi dice molto spesso foto controluce anche quando non e cosi’, poi mi ritrovo doppia cartella nella memory card, di cui una nera, non riesco a capire come eliminare questo problema, Grazie in ogni caso!

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    1. Dante,
      cosa vuol dire “mi dice molto spesso foto controluce anche quando non e cosi’? Stai usando l’impostazione completamente automatica e la macchina sceglie la scena in controluce? Non posso certo da lontano indovinare il perchè. Non riesco a capire nemmeno cosa voglia dire una cartella nera. Forse volevi dire vuota? Qual è il pproblema? L’importante è che ritrovi le foto.
      Comunque una lettura del manuale di istruzioni ti sarebbe utile.
      Ciao, Francesco

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