Olympus OM-D E-M1: prestazioni

Sensore

La E-M1 è dotata di un sensore Live MOS di formato Micro 4/3 (17,3×13 mm), un po’ più piccolo dei sensori APS adottati dalle reflex e da molte mirrorless, con 16,1 Mpx.
La sua sensibilità varia da 100 a 25.600 Iso a passi di 1/3 EV.
Per valutarne le caratteristiche e la qualità da questo test oltre alle foto di prova presento il grafico del rumore in funzione della sensibilità e quello della gamma dinamica massima registrabile in funzione della sensibilità.

Rapporto segnale/rumore

Olympus_E-M1_rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità Iso. Questo viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute in tiff e poi in jpeg sempre con lo stesso sofware, Acdsee, per applicare sempre lo stesso algoritmo di compressione con la minima compressione possibile (100 %). In questo modo più è alto il rumore, che si presenta in forma di punti scuri e colorati invece di punti bianchi, meno è possibile comprimere la foto e quindi questa risulta di maggiori dimensioni. Inoltre per un confronto omogeneo fra fotocamere con differenta numero di pixel è necessario standardizzare queste dimensioni ad un valore uniforme. Il valore scelto è 10 Mpx che consente di confrontare tutte le macchine disponibili attualmente. Questo ridimensionamento è stato fatto durante la conversione raw/jpeg.
Di solito uso il convertitore raw fornito con la fotocamere e Lightroom per la conversione da raw in tiff. In questo caso però i risultati forniti da lightroom sia nelle foto di test che in quelle scattate per la prova sono stati piuttosto scadenti. Ho cercato un’alternativa e il migliore, dopo Olympus Viewer, si è dimostrato DXO Optics, perciò l’ho usato in alternativa a Lightroom di cui comunque riporto i risultati.
Per avere una valutazione di come si pone la E-M1 rispetto alle concorrenti ho effettuato il confronto con la Canon EOS 6D, il riferimento, con la Nikon D7000 e con la Fujifilm X-E1. In questo caso ho convertito le foto con il software del produttore e con Lightroom.

 

La curva di rumore della E-M1 per le foto convertite con Olympus Viewer 3 si mantiene un po’ sotto a quella della Canon 6D convertita con Canon DPP. Questo è sorprendente in quanto il sensore della E-M1 è molto più piccolo di quello della 6D, il numero di megapixel poco differente, 16 contro 20, quindi teoricamente le foto della E-M1 dovrebbero essere più rumorose. Infatti è così se si usano come convertitori DXO Optics e Lightroom. Il dubbio che sorge è che Olympus Viewer applichi una riduzione di rumore anche quando si seleziona “SPENTO” per la sua riduzione. Per verificarlo sono andato ad esaminare le foto notturne di prova scattate alle alte sensibilità e convertite con tutti e tre i programmi per vedere se in quelle convertite con Olympus Viewer ci fosse una perdita di dettagli causata dalla riduzione di rumore. La conclusione è che i dettagli sono gli stessi nelle tre serie di foto e semmai ce n’è qualcuno in più in quelle Olympus. Si deve concludere che questo software effettua una conversione molto efficiente ed accurata, infatti è molto più lento degli altri,non applicado una riduzione di rumore, oppure se lo fa lo fa molto bene. Tutto ciò comporta che la qualità delle foto convertite con Olympus Viewer è molto superiore a quella delle foto convertite con altri software.
Le foto fatte con l’Olympus E-M1 e convertite con Olympus Viewer 3 quindi hanno un rapporto segnale/rumore pari o leggermente migliore di quelle della Canon 6D. Sono ovviamente anche migliori di quelle di alcune APS come la Fujifilm X-E1 e la Nikon D7000. Se si usano altri software per la conversione le cose si ridimensionano e la E-M1 dimostra un rapporto segnale/rumore meno favorevole.
Comunque siccome è il risultato finale che si vede a video o in stampa a contare si deve dire che in questa misura la E-M1 ha una prestazione eccellente.

 

 

Gamma dinamica

Olympus_E-M1_gamma-dinamica

La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione corretta, alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore, e la gamma dinamica della Nikon D7000 come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.
La OM-5 ottiene in questo test un eccellente risultato con una gamma dinamica analoga a quella misurata sulle fullframe Canon 6D e Nikon D600, con differenze minime di 1/3 di EV. Solo a 25600 Iso cede 2/3 di EV alla 6D, ma è superiore di 2/3 alla Nikon D600. Anche in questo test si conferma quindi la qualità del sensore della E-M1.
Le foto di test notturne sono scattate a tutte le sensibilità da 200 a 25.600 Iso. Dalla sensibilità di 3200 Iso pubblico anche quelle ottenute con DXO Optics, oltre a quelle convertite con Olympus Viewer 3, per valutarne la differenza. Come si vede le foto fino a 3200 Iso raw convertite con Olympus Viewer 3 non presentano segni di rumore ed un’ottima nitidezza, mentre in quelle convertite con DXO si notano i primi segni di rumore a 3200 Iso. A 6400 Iso si può vedere un leggero rumome quasi impercettibile e in forma di piccoli granelli scuri veramente poco evidenti, mentre è evidente nelle foto convertite con DXO con la riduzione di rumore azzerata, molto ben controllato da Olympus Viewer 3, con un’ottima nitidezza che permette di utilizzare pienamente queste foto. A 12800 Iso il rumore diventa appena più percepibile e la nitidezza è ancora buona, invece nella foto DXO il rumore è ben visibile. Infine a 25600 Iso con Olympus Viewer 3 il rumore è ancora poco visibile, ma la foto perde di nitidezza e saturazione, con DXO è pervasa dal rumore e praticamente inutilizzabile, pur contenendo meno dettagli..
Le foto jpeg prodotte dalla macchina con la riduzione di rumore impostata su SPENTO(non pubblicate) sono quasi identiche come rumore e nitidezza a quelle convertite con Olympus Viewer 3 fino a 6400 Iso, perdendo qualcosa in nitidezza oltre questa sensibilità. Questo è un ottimo risultato e permette, quando non si pensa di dovere apportare in seguito correzioni alle foto, di scattare direttamente in jpeg.
In conclusione con la E-M1 è possibile scattare senza problemi fino a 6400 Iso e con qualche riserva fino a 12800. In caso di necessità si possono usare anche le sensibilità superiori, con un’ovvia perdita di qualità, ma ottenendo risultati solo uno o due anni fa insperabili. Nei miei test sono riuscito ad ottenere delle discrete foto a 12.800 Iso.

Obiettivi

La E-M1 è dotata di innesto obiettivi Micro 4/3. queto vuol dire che può montare tutti gli obiettivi per Micro 4/3 disponibili, indipendentemente dal produttore, mantenendo tutti gli automatismi previsti. Ricordo che il fattore moltiplicativo degli obiettivi 4/3 e Micro 4/3 è 2, quindi per conoscere la focale equivalente in termini di formato 35 mm o fullframe basta raddoppiare la focale reale
Complessivamente sono disponibili oltre 60 obiettivi con innesto Micro 4/3 più altri 23 Olympus 4/3 usabili con l’adattatore MMF-3 che mantiene tutti gli automatismi.
Come Olympus Micro 4/3 sono disponibili 21 obiettivi, di cui 13 zoom dal grandangolare 9-18 mm al tele zoom 75-300 comprendendo uno zoom ad amipia escursione 14-150, gli zoom a luminosità costante della serie Pro 12-40/2,8 e 40-150/2,8, e 9 focali fisse con molti obiettivi luminosi, 12/2,0, 17/1,8, 45/1,8, 75/1,8, un “pancake” 17 mm f/2,8, ed infine un Macro 60/2,8.
Panasonic offre complessivamente 23 obiettivi, 14 zoom e 9 fissi, fra cui si segnalano gli zoom ad alta luminosità 12-35/2,8 e 35-100/2,8 stabilizzati, il luminoso 20/1,7 “pancake”, i Leica 15/1,7, 25/1,4, 42,5/1,2, lo zoom supercompatto e motorizzato GX 14-42, lo zoom grandangolare 7-14 mm, il Fisheye 8 mm e il macro Leica 45/2,8.
Oltre a questi sono disponibili 5 Sigma, uno schneider, alcuni Samyang a messa a fuoco manuale e tre eccezionali obiettivi ad alta luminosità e a fuoco manuale di Voigtlaender un 17,5 mm f/0,95, un 25 mm f/0,95 e un 42,5 mm f/0,95.
Inoltre il corredo disponibile aumenta prograssivamente nel tempo con nuove aggiunte da parte di tutti i produttori.
Sulle Micro 4/3 poi è possibile montare, con opportuni adattatori, praticamente tutti gli obiettivi disponibili per fotocamere reflex o a telemetro grazie al ridotto tiraggio della montatura, naturalmente con messa a fuoco manuale, ma con automatismo di esposizione a priorità dei diaframmi. Olympus fornisce gli anelli per obiettivi 4/3 e OM, ma ce ne sono molti altri disponibili da altri fornitori, compreso quello per Leica M.

Con la EM-5 ho avuto a disposizione lo zoom 12-40/2,8 protetto da polvere ed acqua, equivalente ad un 24-80 mm sul formato fulframe, con cui è venduta in kit. E’ un obiettivo della nuova serie Pro di Olympus, di alta qualità ottica e costruttiva. La costruzione è totalmente in metallo con ampie ghiere per lo zoom e per la messa a fuoco morbide e fluide. E’ composto da 14 lenti in 9 gruppi con due lenti asferiche e varie lenti in vetro ad alta diffrazione. Il motore di messa a fuoco è del tipo passo-passo estremamente rapido e silenzioso. Le sue caratteristiche fondamentali sono l’elevata luminosità (per uno zoom) e l’elevato microcontrasto che da una notevole impressione di nitidezza alle foto. Le dimensioni sono “importanti” per un obiettivo Micro 4/3, ma non elevate in assoluto. Pesa 382 grammi e monta filtri da 62 mm.
Come spiegato nell’articolo Risoluzione: obiettivi e sensori riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore per le focali di 12, 25 e 40 mm. La risoluzione è determinata dall’insieme obiettivo sensore, in questo caso da 16 Mpx.
Olympus_e-M1_12-40-12_risoòuzione
12 mm:
risoluzione ottima al centro già da tutta apertura. Si mantiene allo stesso livello fino a f/8,0 e poi decade progressivamente alla chiusura del diaframma fino a diventare scarsa a f/22 con valori della metà di quelli a tutta apertura. I bordi sono molto vicini al centro già a tutta apertura, migliorano un po’ a f/4,0 per poi mantenersi costanti fino a f/8,0 e decadere come il centro alla chiusura del diaframma.

Olympus_e-M1_12-40-25_risoòuzione

25 mm:
risoluzione ottima sia al centro che ai bordi già da tutta apertura. Si mantiene allo stesso livello fino a f/8,0 e poi decade progressivamente alla chiusura del diaframma fino a diventare scarsa a f/22 con valori della metà di quelli a tutta apertura. I bordi, allo stesso livello del centro fino a f/4,0, iniziano a decadere leggermente da f/5,6, pur mantenendosi molto buoni e poi seguono l’andamento del centro fino alla chiusura del diaframma.

Olympus_e-M1_12-40-40_risoòuzione

40 mm:
la risoluzione è molto buona sia al centro che ai bordi già a tutta apertura, migliora a f/5,6 e poi inizia a decadere da f/8,0, mantenendosi comunque ancora buona a f/11 per poi seguire l’andamento decrescente alla chiusura del diaframma come per le altre focali.

La distorsione alla focale 12 mm e a f/2,8 è del 2 % a barilotto, chiudendo il diaframma da f/4,0 scompare. A 40 mm è solo dell’1 % a cuscinetto a tutta apertura e scompare chiudendo il diaframma. La vignettatura è pari a 1/2 stop a 12 mm e f/2,8, irrilevante con il diaframma più chiuso e alle focali superiori.
Complessivamente una prestazione notevole ed llo stesso livello del Panasonic 12-35 f/2,8 OIS però più costoso su GH3 sempre con 16 Mpx. Va notata in particolare l’uniformità di resa fra centro e bordi, l’assenza quasi completa di distorsione e vignettatura e l’ottimo microcontrasto rilevabile nelle foto che accentua la sensazione di nitidezza.

La risoluzione ottenuta complessivamente dall’insieme E-M1 e 12-40/2,8 è al livello delle migliori reflex APS con 18-24 Mpx. In confronto con alcune fullframe provate si vede che la risoluzione è molto vicina a quella della Canon 6D con il 24-105 IS, mentre cede qualcosa (circa il 10-15 %) alla 5D III con il 24-70/2,8 ed alla Nikon D600 con il 24-85. L’unica che supera ampiamente la E-M1 è la Sony A99 con lo Zeiss 24-70/2,8.

Allego anche le foto per le focali di 12, 25 e 40 mm a tutta apetura, a f/8,0 e a f/22. Come si può notare l’obiettivo ha un’elevata nitidezza ai diaframmi più aperti fino a f/8,0 per poi decadere progressivamente, a causa della diffrazione, e infine drammaticamente a f/22 che è un diaframma che sconsiglio assolutamente di usare.

Raffica

La OM-D E-M1 dispone di due velocità di raffica: alta a 10 fg/s e bassa a 6,5 fg/s. In alta velocità messa a fuoco e l’esposizione sono determinate dal primo fotogramma e rimangono costanti per tutte le altre foto. Con la velocità più bassa la messa a fuoco e l’esposizione sono determinate scatto per scatto a secondo delle regoòazioni impostate.
Per le mie prove ho usato una scheda in classe 10 ed ho salvato le foto solamente in jpeg, qualità base. E’ possibile salvarle anche in raw, ma la raffica sarà più breve e la velocità scenderà prima.
Con le jpeg sono riuscito ad ottenere la velocità di 10 fg/s per i primi 5 secondi, poi la velocità scende fre i 5 e i 6 fg/s, ma la raffica può continuare fino a che la scheda di memoria è piena. Nel mirino o sullo schermo si vede però l’immagine appena scattata e non quella in tempo reale, questo può creare difficoltà nel seguire i soggetti in rapido movimento, specialmente se irregolare. Alla velocità più bassa e attivando la messa a fuoco ad inseguimento (Tracciamento AF) la macchina ha scattato al ritmo di 5-6,5 fg/s per un tempo illimitato; in questo caso nel mirino si vede l’immagine in tempo reale; le foto di soggetti in movimento sono risultate correttamente a fuoco. Salvando in raw più jpeg si ottengono circa 5 fg/s per poco più di due secondi, poi la velocità rallenta a 2 fg/s.

Video

La ripresa video consente di riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel, HD a 1280×720 pixel e VGA 640×480 pixel con audio stereo. Con la fotocamera impostata su iAuto le riprese sono effettuate in totale automatismo di esposizione e messa a fuoco. Impostandola su “Filmato” è invece poi possibile scegliere tutte le modalità di funzionamento, compresa quella manuale, il diaframma, il bilanciamento del bianco la compensazione dell’esposizione e le modalità di messa a fuoco. Si possono anche applicare alcuni effetti artistici.
Durante la ripresa video si può scattare una fotografia.
Nelle mie prove ho riscontrato una corretta esposizione e bilanciamento del bianco. La messa a fuoco ha funzionato abbastanza bene, sempre corretta e senza incertezze anche per soggetti in movimento. Eventuali passaggi di disturbo davanti alla scena non l’hanno influenzata.

Confronto qualità

La Olympus OM-D E-M1 è una fotocamera di alto livello e qualità, ma anche di alto costo. Con la cifra necessaria per acquistarla in kit con il 12-40/2,8 si può comprare una reflex fullframe come la Canon 6D o la Nikon D610 corredate di zoom di analoga focale (24-85 o 24-105) oppure una mirrorless come la Sony A7 (che costa pure meno) o A7R o infine una reflex APS di alta classe, Canon 7D o Nikon D7100, con un paio di obiettivi.
Viene perciò da chiedersi se un’opzione del genere sia migliore e come si pone qualitativamente ed operativamente la E-M1 in confronto a queste fotocamere.
Dal punto di vista operativo, mirino e comandi, la E-M1 è sicuramente all’altezza delle fullframe e supera le APS per le dimensioni e la visibilità del mirino.
Come pesi, dimensioni e maneggevolezza è superiore a tutte queste fotocamere in virtù del suo corpo più compatto e delle dimensioni degli obiettivi per Micro 4/3 più ridotte di quelle degli obiettivi fulframe per la lunghezza focale dimezzata. Per APS è valida la stessa considerazione in quanto in molti casi, per le focali tele, si usano gli stessi obiettivi delle fullframe. Le uniche fotocamere sullo stesso livello sono le Sony A7 e A7R, ma solo per le dimensioni del corpo, perchè i loro obiettivi, a parità di focale equivalente e di luminosità sono più grandi e pesanti.
Considerando il corredo di obiettivi disponibile si vede anche che quello per Micro 4/3 non ha nulla da invidiare a quelli per le reflex di Canon e di Nikon; mancano solo obiettivi specialistici per architettura, decentrabili e basculabili, ma non è questo il campo di applicazione della E-M1 per il quale sono più adatte fotocamere con sensore più grande, fullframe o medio formato. Le due mirrorless Sony sono invece molto penalizzate a questo riguardo in quanto dispongono di un corredo di soli cinque obiettivi; è vero che possono anche usare con un opportuno e costoso adattatore le ottiche per le reflex Alpha, ma ciò vanificherebbe completamente i vantaggi delle loro ridotte dimensioni.

Rimane infine la domanda sulla qualità. Con la E.M1 è possibile ottenere foto di qualità paragonabile a quelle ottenibili con le reflex APS o le fullframe, reflex o mirrorless.
Considerando le APS la risposta è si senza dubbio, anzi ci si deve chiedere se con una reflex APS è possibile ottenere foto di qualità paragonabile a quella della E-M1.
Con le fotocamere fullframe la risposta è più articolata: innanzitutto è necessario considerare la risoluzione. La E-M1 ha 16 Mpx, mentre le fullframe considerate vanno da 20 Mpx della Canon 6D ai 36 della Sony A7R, passando per i 24 di Nikon D610 e Sony A7.
Considerando l’uso possibile delle foto, e trascurando il web per il quale le capacità di tutte queste fotocamere sono sovrabbondanti, si devono analizzare la stampa e la visualizzazione su grande schermo.
Per la stampa con la E-M1 si può arrivare senza problemi al formato A3 (30×42 cm) a 300 dpi e il formato nativo delle sue foto con i lati in rapporto 4:3 consente di ridurre al minimo lo spreco di pixel del formato se si vuole una stampa a pieno formato senza bordi. Con le fotocamere con sensore con rapporto 3:2 invece si spreca un po’ di più nel formato che meno si adatta all’A3 e quindi le differenze di risoluzione con le 20, ma anche 24 Mpx, sono veramente minime. Con la Sony A7R invece non c’è lotta e questa produrrà comunque delle stampe con maggiore dettaglio (se usata con l’obiettivo giusto) oppure potrà stampare più grande a parità di qualità.
Per la visione su schermo, TV o monitor pc, invece non c’è nessun problema in quanto al massimo si potà arrivare ai 4K con i nuovi dispositivi con risoluzione 3840×2160 pixel: anche in questo caso però la A7R produrrà immagini con maggiore dettaglio.
Infine si deve considerare la qualità alle alte sensibilità ovvero il rapporto segnale/rumore. E qui sorgono i maggiori dubbi. La E-M1 ha un sensore di formato Micro 4/3, 17,3×13 mm, le APS hanno dimensioni 22,3×14,9 (Canon) e 23,5×15,6, le fulframe ovviamente 36×24 mm. Questo fa pensare che la E-M1 debba essere inferiore nel rapporto segnale/rumore e nella qualità d’immagine alle alte sensibilità rispetto ad APS e fullframe.
In realtà guardando i risultati ottenuti non è così. Già le immagini jpeg della E-M1 sono di elevata qualità e fino a 6400 Iso con la riduzione di rumore in macchina spenta non presentano quasi rumore (se non dei lievi puntini scuri nelle zone in ombra) e unìottima nitidezza, ma usando il raw convertito con Olympus Viewer 3 si ottiene una qualità ancora migliore e anche i 12800 Iso diventano utilizzabili. Solo a 25600 Iso si ha uno scdimento della qualità con perdita di saturazione, dettagli un po’ impastati e rumore visibile (sempre però solo puntini neri!). Se si usano altri convertitori i risultati sono diversi e peggiori: con DXO Optics, che si è rivelato il migliore, a 6400 Iso il rumore è percepibile e da fastidio (un risultato comunque non peggiore della maggior parte delle APS), a 12800 è eccessivo e a 25600 la foto è inutilizzabile.
Per chiarire il livello di qualità che si può ottenere dalla E-M1 in confronto con le alternative proposte ho utilizzato dei ritagli delle foto che scatto normalmente per valutare il rumore alle alte sensibilità nelle foto notturne e l’ho messa a confronto con alcune fra le migliori APS e fullframe. Naturalmente per un confronto a parità di condizioni ho ridimensionato le foto di Canon 6D, e Sony A7R a 16 Mpx. A queste ho aggiunto la Fujifilm X-E1, una delle migliori APS provate. Per confrontare la risoluzione ho pubblicato i ritagli a 100 Iso di 6D e A7R e a 200 (la minima sensibilità nativa) di E-M1. Per il rumore alle alte sensibilità ho considerato quelle a 3200, 6400, 12800 e 25600 Iso. Tutte le foto sono raw convertite con i software forniti dal produttore, Canon Digital Photo Professional, Fujifilm Raw Image Converter e Sony Image Data Converter.

Sensibilità minima 100 o 200 Iso

Come si vede alla minima sensibilità la E-M1 regge perfettamente il confronto per risoluzione e nitidezza con la Canon 6d (24-105/4,0 IS); notare i dettagli sull’orologio ed i fregi sul ponte. Lo stesso vale per il confronto con la Nikon D600 che mostra maggiori dettagli solo per il fatto che la foto è stata scattata con una focale leggermente più lunga. Nulla può invece contro la Sony A7R che dall’alto dei suoi 36 Mpx mostra una risoluzione ed una nitidezza superiore (smentendo alla grande i teorici che affermano che con il ridimensionamento si perdono tutti i dettagli in più e le foto risultano uguali!).

Alta sensibilità 3200-25600 Iso


Alle sensibilità più alte si vede che rispetto alla Canon 6D la differenza con la E-M1 a 3200 Iso è inesistente, a 6400 Iso la 6D ha una nitidezza leggermente migliore, differenza che aumenta a 12800 e 25600, anche se a questa sensibilità la 6D comincia a mostrare rumore colorato. Anche con la Nikon D600 l’andamento è simile, ma la Nikon mostra già maggior rumore della E-M1 a 6400 Iso pur mantenendo un dettaglio leggermente migliore. A confronto con la Sony A7R si vede che a 6400 Iso, scontata la maggiore nitidezza della Sony, questa inizia a mostrare un leggero rumore a differenza dell’Olympus. A 12800 Iso abbiamo sempre Sony più nitida, ma con maggior rumore e a 25600 Iso la Sony, pur mantenendo una molto maggiore nitidezza presenta un rumore un po’ troppo elevato. A confronto con la Fujifilm X-E1 le foto a 200 Iso presentano un’analoga nitidezza, a 3200 e 6400 Iso quelle della X-E1 sono leggermente più nitide, ma con un rumore percepibile anche se abbastanza ridotto, al contrario di quelle della E-M1.

In conclusione la OM-D E-M1 può essere confrontata senza problemi con le APS di cui supera o uguaglia le prestazioni, ma anche con le fullframe con le quali non sfigura affatto.

 

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3 pensieri su “Olympus OM-D E-M1: prestazioni”

  1. passaggio da full frame a micro 4\3???

    ciao Francesco, ho una nikon d750 e varie ottiche 1.8 e 2.8. sono soddisfatto in tutto e per tutto ma la trasportabilitá del corredo non è un vanto. sono affascinto dall’olympus om1 con 12-40 e 40-150 f2.8 e cosi ho iniziato a farmi tante domande. cosa perdo e cosa guadago se faccio il passaggio?
    guadagno trasportabilita e poi?
    fotografo scene di sport, tipo salto ad ostacoli di cavalli anche di sera con illuminazione artificiale dove gli iso nominali non bastano, e macro. si crede che velocità af e tenuta agli alti iso non siano il massimo su queste macchine olympus, ma tu dimostri che non è vero.. dei megapixel non mi frega nulla.

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    1. Fabrizio,
      le foto che fai richiedono una fotocamera con autofocus veloce e con un ottimo rapporto segnale7rumore alle alte sensibilità. La Nikon D750 risponde perfettamente a questi requisiti. Certo è grande e pesante, anche se non eccessivamente in quanto è paragonabile per dimensioni e peso a molte reflex APS. Passare ad una mirrorless sicuramente ridurrebbe le dimensioni ed il peso, ma si devono valutare anche le conseguenze sulle prestazioni e la qualità d’immagine. L’Olympus OM-D E-M1 ha sicuramente un autofocus efficiente e veloce, a rilevamento di fase, e da questo punto di vista si può stare tranquilli. Per il rapporto segnale rumore invece si deve fare una distinzione: se si salvano le foto in raw e si convertono con Olympus Viewer 3 il rapporto segnale/rumore regge il confronto fino a 6400 Iso con le fullframe. Oltre si perde comunque in nitidezza. Se si usano altri convertitori, come ad esempio adobe Lightroom, questo non avviene ed il rumore è superiore a quello di una fullframe. Lo stesso avviene se si salva direttamente in jpeg.
      C’è poi un’altra considerazione sulla nitidezza: gli obiettivi lavorano meglio con frequenze spaziali basse piuttosto che con quelle alte, dando una maggiore impressione di nitidezza.Questo significa che un obiettivo adatto a più formati, come spesso avviene per le reflex, darà migliori risultati su un sensore fullframe che su uno APS. E’ vero che gli obiettivi per Micro 4/3 sono progettati specificamente per questo formato sul quale sono ottimizzati per i migliori risultati, ma qualche differenza in nitidezza con una fullframe c’è, indipendentemente dal numero di pixel.
      La cosa migliore nel tuo caso sarebbe fare una prova pratica se ti è possibile.
      Ti segnalo comunque che se vuoi ridurre peso e dimensioni del tuo corredo un’altra scelta interessante è la Sony A7 II, con sensore fullframe da 24 Mpx, un autofocus veloce ed una buona dotazione di obiettivi, visto che può anche monatre le ottiche per le reflex Sony.
      Ciao, Francesco

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      1. Ciao Francesco e Grazie 1000!
        Nel frattempo (ieri) sono andato in negozio a Padova dove ne stanno vendendo una usata e ma l’hanno fatta provare. In mano sta benissimo però mi son reso conto che non è poi così piccola. Ad ogni modo volevo chiederti un’atra cosa. Visto che Olympus Viewer 3 fa miracoli, non è che si possa usare per “trattare” anche i raw di atre macchine fotografiche ottenendo migliori risultati?

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