Nikon Z7: prestazioni e conclusione

Sensore

La Z7 è dotata di un sensore BSI-CMOS retroilluminato di formato fullframe da 45,7 Mpx comprendente pixel dedicati alla messa a fuoco a rilevamento di fase. La sua sensibilità varia da 64 a 25600 ISO con estensione a 32 e 102400.

Rapporto segnale/rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità Iso. Questo viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute in jpeg con la minima compressione possibile (100 %). Le foto sono convertite, ridimensionate e salvate in tiff. La conversione da raw è stata effettuata con Adobe Lightroom. Poi viene effettuata la conversione in jpeg, sempre con lo stesso programma, Acdsee Pro, e con compressione minima in modo da applicare a tutte le foto tiff gli stessi algoritmi di compressione jpeg. In questo modo più è alto il rumore, che si presenta in forma di punti scuri e colorati invece di punti bianchi, meno è possibile comprimere la foto e quindi questa risulta di maggiori dimensioni. Per un confronto omogeneo fra fotocamere con differenta numero di pixel è necessario standardizzare queste dimensioni ad un valore uniforme. Il valore scelto è 10 Mpx che consente di confrontare tutte le macchine disponibili attualmente e consente di effettuare una stampa di formato A4 senza ridimensionamento.

La Z7 ha una curva del rumore al variare della sensibiilità migliore del riferimento, la Canon 6D, ed anche della Sony A99 II con lo stesso sensore della A7R III (non ho ancora le misure di questa fotocamera che dovrei provare a breve). Le differenze sono irrilevanti fino a 800 ISO, ma diventano di circa 1 stop da 1600 in su per la A99 II e arrivano a 1,5 stop oltre i 25600 ISO per la 6D. Solo la Fujifilm GFX 50S, mirrorless medio formato, è migliore, ma solo fino a 3200 ISO.
Una prestazione eccellente, la migliore attualmente tra le fullframe.

Gamma dinamica

La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione corretta (come misurata dall’esposimetro della macchina), alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore, e la gamma dinamica della Pentax 6D come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.

La Z7 ha una gamma dinamica superiore al riferimento, Canon 6D, a tutte le sensibilità, con una differenza di 1/3 di EV a 100 ISO che si amplia fino a 1 EV a 25600 ISO.
Anche in questo caso un’ottima prestazione.

Le foto di prova sono state scattate a tutte le sensibilità in raw, da 64 a 25600 Iso. Le foto raw sono state convertite con Nikon Capture NX-D.

Foto raw senza riduzione di rumore

Il rumore comincia ad essere visibile a 6400 ISO in modo non fastidioso. Da 12800 ISO sarebbe opportuna una sua riduzione, ma la nitidezza rimane buona e scade un po’ solo a 25600.

Foto raw con riduzione di rumore

Applicando la riduzione di rumore “moderata” con C-NX-D da 3200 ISO si ottiene una foto ottimamente pulita a 6400, mentre quella a 12800 presenta un rumore visibile, ma accettabile in quanto prevalentemente composto da grani scuri di luminanza. A 25600 ISO il rumore è però troppo alto.

Foto raw con riduzione di rumore con Dfine

Applicano la riduzione di rumore sulle foto convertite in tiff con Dfine le foto si presentano pulite fino a 12800 ISO con però una progressiva perdita di nitidezza. A 25600 ISO non si riesce a eliminare tutto il rumore.

Foto raw a 10 Mpx senza riduzione di rumore

Riducendo le dimensioni delle foto a 10 Mpx, adatte per una stampa A4 circa 30×20 cm, il rumore diventa invisibile fino a 12800 ISO e solo a 25600 ISO è visibile pur non disturbando eccessivamente.

Foto raw a 10 Mpx con riduzione di rumore

In questo caso il rumore non è visibile nemmeno a 25600 ISO, ma a questa sensibilità si ha un perdita di nitidezza.

Foto jpeg originali

Nel salvataggio jpeg effettuato dalla fotocamera è stata applicata la riduzione di rumore “moderata”. Le foto sono analoghe a quelle convertite con riduzione di rumore, con il rumore visibile da 12800 ISO e una perdita di nitidezza sensibile a 25600.

La Z7 ottiene un eccellente risultato. Con questa fotocamera si può scattare senza problemi fino a 6400 ISO e, accettando un po’ di rumore anche fino a 12800. La sensibilità di 25600 ISO può essere usata, ma a prezzo di rumore e una perdita di nitidezza.

Stabilizzazione

La Z7 è dotata di stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”. Questa è la prima volta che Nikon introduce sulle sue fotocamere la stabilizzazione e ero molto interesato a valutarne le sua efficacia.

Per la prova ho scattato con lo zoom 24-70 alla sua massima focale di 70 mm, con priorità dei tempi a partire dal tempo minimo di sicurezza, 1/80 per questa focale, e raddoppiandolo poi ogni volta, effettuando almeno tre scatti, fino al tempo massimo di 0,8 secondi equivalente a 6 stop sopra il tempo di sicurezza, prima con lo stabilizzatore attivo e poi senza.

Con la stabilizzazione ho ottenuto foto perfettamente nitide fino al tempo di 1/2,5 secondi, 5 stop sopra il valore di sicurezza, mentre con il tempo di 0,8 secondi alcune foto sono nitide ed altre no. Senza stabilizzazione anche la foto a 1/80 non è perfettamente nitida dimostrando così l’importanza della stabilizzazione con sensori con un così alto numero di pixel ed il fatto che in questi casi convenga mantenere un tempo di sicurezza superiore di 2/3 o uno stop sopra quello che fino ad ora era considerato minimo, cioè il reciproco ella lunghezza focale.
La stabilizzazione è poi fondamentale per gli obiettivi a focale fissa di corta e media focale che raramente sono stabilizzati.

Obiettivo

Con la Z7 ho avuto la possibilità di provare lo zoom Z 24-70 mm f/4,0 S.

E’ un obiettivo di uso generale che, per mantenere contenute le dimensioni, presenta una luminosità non eccessiva. Nella pagina precedente ho già espresso le mie perplessità sulla sua costruzione, qui invece valuterò le sue prestazioni.

L’obiettivo è composto da 14 lenti in 11 gruppi con una lente asferica ED, una ED e tre asferiche. Il trattamento antiriflessi è il Nano Crystal e fluorite coating. Il motore di messa a fuoco è del tipo passo-passo e la distanza di messa a fuoco è di 30 cm con un ingrandimento 0,3x.
Le dimensioni sono 89 mm di lunghezza in posizione di riposo con un diametro di 78 mm e un peso di 500 g. Il materiale di costruzione è lega di magnesio.
E’ fornito con un ampio paraluce a tulipano.

Risoluzione

Come spiegato nell’articolo “Risoluzione: obiettivi e sensori” riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore.

Nota importante sulla risoluzione:
il sensore da 45,7 Mpx della Z7 in formato 3:2 produce foto che sul lato orizzontale hanno 8256 pixel. Questo significa che la risoluzione orizzontale massima teoricamente ottenibile è 8256:2= 4128 linee. I sensori con filtratura Bayer, come questo, però non riescono mai ad arrivare alla massima risoluzione teorica, anche senza filtro antialias, a causa dell’interpolazione necessaria per ricostituire l’immagine e si fermano mediamente al 70 % di tale valore, circa 2900 linee. In questo caso quindi si è arrivati fino a 2700 un po’ meno del massimo teorico.

24 mm:

Al centro la risoluzione è eccellente da tutta apertura f/4,0 fino a f/11, poi cala per la diffrazione ma è ancora eccellente a f/16 e molto buona a f/22. I bordi sono un po’ inferiori, ma eccellenti fino a f/11, ottimi a f/16 e molto buoni a f/22.

50 mm:

Al centro la risoluzione è eccellente da tutta apertura f/4,0 fino a f/11, poi cala per la diffrazione ma è ancora ottima a f/16 e molto buona a f/22. I bordi sono molto vicini, ottimi a f/4,0, eccellenti fino a f/8,0, ottimi a f/11 e molto buoni fino a f/22.

70 mm:

Al centro la risoluzione è eccellente da tutta apertura f/4,0 fino a f/11, poi cala per la diffrazione ma è ancora ottima fino a f/22. I bordi sono un po’ inferiori, molto buoni a f/4,0, ottimi a f/5,6, eccellenti fino a f/11, ottimi a f/16 e molto buoni a f/22.

In conclusione un obiettivo dalle ottime prestazioni, ma che non riesce ancora a raggiungere il massimo consentito dal sensore. Per questo si dovranno attendere i nuovi obiettivi, anche di taglio professionale, promessi da Nikon oppure usare i migliori obiettivi del corredo F per reflex.

Raffica

La velocità di raffica della Z7 può essere scelta fra L da 1 a 5 fg/s, H a 5,5 fg/s e H+ a 9 fg/s con esposizione al primo scatto. A tutte le velocità l’autofocus continuo AFC è attivo.

Per provarla ho scattato sia in raw più jpeg normal, sia in jpeg basic a pieno formato 45,7 Mpx. Ho usato la priorità dei tempi con tempo di scatto di 1/1000. Il diaframma si è impostato a f/4,0 e la sensibilità a 64 o 80 ISO. La messa a fuoco è stata impostata in AFC continuo sulla zona larga centrale. La scheda usata è stata la Sony XQD in dotazione con velocità di 400 Mbit in lettura e scrittura.

In raw più jpeg normal con velocità L a 5 fg/s la Z7 ha scattato a circa 4,5 fg/s per circa 7 secondi (32 fotogrammi) poi ha rallentato a circa 2,5 fg/s

In jpeg basic con velocità H+, 9 fg/s, ha scattato a 9 fg/s per circa 3 secondi (28 fotogrammi), poi ha rallentato a 4 fg/s dimostrando di poter mantenere questo ritmo indefinitamente.

La messa a fuoco in entrambi i casi è stata sempre corretta sul soggetto.

Una buona prestazione considerando le dimensioni delle foto, ma da migliorare sia per l’impostazione dell’esposizione che dovrebbe essere foto per foto anche alla massima velocità, sia per la durata della raffica, legata evidentemente alle dimensioni del buffer di memoria visto che la scheda usata non è un collo di bottiglia avendo la massima velocità attualmente disponibile.

Video

La ripresa video si attiva con il pulsante rosso alla sinistra di quello di scatto dopo però avere commutato l’apposito interruttore sul dorso su video.
Non ho avuto il tempo di effettuare prove sul video. L’unica ripresa che ho effettuato su un soggetto in movimento però mostra un ottimo funzionamento della messa a fuoco, selezionata su AFF, sempre precisa sul soggetto anche azionando lo zoom, cosa non scontata per quasi tutte le fotocamere.

Galleria

Le foto sono state scattate durante una gita in Toscana, in Val d’Orcia, a Campiglia d’Orcia, piccolo villaggio sul monte Amiata, in un ristorante della zona e in notturna a Roma. Ho usato sia lo zoom 24-70 sia un tele zoom AF-S 70-300 mm f/4,5-5,6 sia per qualche scatto un AF-S DX 35 mm f/1,8.
Ho scattato in raw e jpeg, prevalentemente in Program. La messa a fuoco è stata sempre in autofocus a secondo delle situazioni con scelta automatica dei punti AF o con un punto di scatto da me selezionato.
La giornata non era molto favorevole per le condizioni di luce con qualche leggero velo e nuvole sparse.
Le foto pubblicate sono state convertite con Capture NX-D, senza riduzione di rumore e solo in poche ho apportato qualche correzione per il profilo colore, la saturazione o la curva di esposizione.

Foto con 35/1,8 DX.

Le foto presentano tutte un’elevata nitidezza, specialmente quelle scattate col 24-70, e dei colori molto realistici e naturali.
Notare la foto N° 43 scattata col tempo di 1/2,5 nitida come quella precedente scattata a 1/40. Le uniche foto in cui si nota il rumore sono la N° 46 scattata a 25600 ISO e la N° 48 a 14400 ISO.

Conclusioni

La Z7 è la prima fotocamera mirrorless prodotta seriamente e con convinzione da Nikon. Prima ci sono state le Nikon 1, ottime fotocamere, ma non sviluppate come avrebbero potuto essere.
Nikon, come Canon, è stata costretta a questo passo da Sony che ha sviluppato una serie di fotocamere mirrorless fullframe, le A7 e A9, che hanno conquistato la leadership assoluta di mercato fra le fullframe, considerando sia mirrorless che reflex.
Le reflex di Nikon sono ottime fotocamere, ma evidentemente molti fotografi hanno ormai cominciato ad apprezzare i vantaggi delle mirrorless che non sono tanto nelle dimensioni ridotte, anche se queste contano, perché alla fine gli obiettivi sono di dimensioni simili in entrambi i casi. Si apprezzano però le qualità del mirino per la visualizzazione delle regolazioni, della profondità di campo e di tutti i menu, l’assenza di vibrazioni e la silenziosità che può essere assoluta.

La Z7 quindi deve sfidare delle concorrenti agguerrite e ci riesce abbastanza bene anche se non completamente. Si deve considerare però che questa è la prima versione e seguiranno modelli successivi che ovvieranno alle sue poche debolezze.
Punti di forza sono il mirino, l’autofocus, l’esposimetro, la stabilizzazione e la qualità d’immagine veramente molto elevata.
Punti da migliorare la velocità di raffica, qualche caratteristica della ripresa video, la funzionalità di alcuni comandi, in particolare il joystick utile solo per spostare le aree di messa a fuoco e non per la navigazione tra comandi e menu e sopratutto la disponibilità di un solo alloggiamento per schede di memoria.

Riassumendo:

Costruzione e finitura

Ottima: il corpo è in lega di magnesio, protetto da polvere ed acqua e ben rivestito con materiale antiscivolo.

Ergonomia e comandi

Ottima: tutti i comandi sono facilmente comprensibili e raggiungibili anche con l’occhio al mirino. Peccato che il joystick non serva per la navigazione tra comandi e menu.

Mirino

Eccellente: è uno dei più ampi della categoria, ha un’elevata luminosità e risoluzione e consente di valutare perfettamente la profondità di campo ed effettuare la messa a fuoco manuale.

Schermo

Ottimo: è orientabile in alto e in bsasso, abbastanza ben visibile anche al sole e con la sensibilità al tocco consente di mettere a fuoco e scattare toccandolo.

Autofocus

Ottimo: è’ molto veloce per i tutti i soggetti anche in rapido movimento e molto preciso, non ho mai ottenuto immagini fuori fuoco. La sensibilità è elevata. L’area di messa a fuoco può essere scelta automaticamente o manualmente, anche se l’area più piccola si distingue poco per funzionalità dal punto singolo. Durante le riprese video non ha mostrato incertezze.

Esposizione

Ottima: corretta in buona luce ed in situazioni normali. Nelle foto notturne sovraespone leggermente in Matrix (2/3 di stop). La cosa è facilmente correggibile con il pulsante apposito e la ghiera di controllo posteriore verificando l’effetto nel mirino.

Bilanciamento del bianco

Ottimo: in automatismo si è dimostrato sempre corretto. Dispone di impostazioni predefinite per varie luci e di taratura fine in gradi Kelvin e della possibilità di dare priorità al bianco o all’atmosfera.

Qualità d’immagine

Eccellente: sia per risoluzione e definizione, sia per il contenimento del rumore alle alte sensibilità, specialmente usando il raw e convertendo le foto con Capture NX-D. Complessivamente ai vertici delle fotocamere fullframe.

Stabilizzazione

Ottima: molto efficace, consente di guadagnare 5 stop.

Raffica

Buona: arriva a riprendere 9 fg/s per solo 3 secondi, poi rallenta. La messa a fuoco è scatto per scatto, ma l’esposizione è regolata al primo.

Video

Ottimo: per la ripresa si possono usare tutte le regolazioni. La messa a fuoco non dimostra incertezze e perdite di fuoco.

In conclusione la Z7 pur essendo la prima vera fotocamera mirrorless di Nikon dimostra tutta l’esperienza della casa ed è una delle migliori fotocamere disponibili in assoluto, sopratutto se si punta alla qualità d’immagine.
Con alcuni perfezionamenti e sopratutto con la disponibilità di un maggior numero di obiettivi nativi potrà porsi ai vertici della categoria.

Il prezzo è alto, ma proporzionato al valore della fotocamera.

Ringrazio infine di nuovo Ottica Universitaria che mi ha consentito di effettuare questa prova.

Pregi

– eccellente qualità d’immagine
– rumore contenuto alle alte sensibilità
– costruzione e finitura di eccellente qualità
– comandi comodi e facilmente raggiungibili
– autofocus veloce e preciso
– messa a fuoco manuale assistita
– esposizione ottima
– eccellente mirino
– stabilizzazione molto efficace
– obiettivo 24-70 con un’ottima risoluzione
– dimensioni e peso contenuti
– stile e “feeling” Nikon

Difetti

– mancanza del doppio alloggiamento per le schede di memoria
– autonomia della batteria scarsa
– raffica di breve durata alla massima velocità
– funzionalità joystick da migliorare
– impossibilità di registrazione video contemporanea su scheda e dispositivo esterno
– obiettivo meccanicamente inferiore allo standard Nikon
– corredo obiettivi nativi estremamente ridotto

Alternative

Sony A7R III

E’ la sua principale concorrente e, presumibilmente, il modello a cui la Z7 si è ispirata anche nel nome.
E’ una mirrorless con sensore BSI-CMOS retroilluminato da 42 Mpx e stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”. L’autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto ha 399 punti AF. Il mirino ha 3,69 Mpx, copertura del 100 % e un ingrandimento di 0,78x. Lo schermo è orientabile in alto e in basso e sensibile al tocco. L’otturatore con tempi da 30 secondi a 1/8000 consente la prima tendina elettronica e lo scatto completamente silenzioso. La velocità di raffica è di 10 fg/s, la ripresa video 4K con uscita per dispositivi esterni. E’ dotata di wifi e Bluetooth. Ha un doppio alloggiamento per schede di memoria del tipo SD UHS II. Le dimensioni sono 127x96x74 mm con un peso di 657 g.
Costa presso Ottica Universitaria 3.180 € solo corpo.

Nikon D850

E’ la reflex di punta della famiglia Nikon insieme alla D5.
Ha un sensore BSI-CMOS retroilluminato da 45,7 Mpx analogo a quello della Z7, ma senza i pixel per l’autofocus. L’autofocus a rilevamento di fase ha 153 punti AF. Il mirino ha copertura del 100 % e ingrandimento 0,75x. Lo schermo è orientabile in alto e in basso e sensibile al tocco. L’otturatore ha tempi da 30 secondi ad 1/8000. La velocità di raffica è di 7 fg/s, la ripresa video 4K con uscita per dispositivi esterni. E’ dotata di wifi e Bluetooth. Ha un doppio alloggiamento per schede di memoria, una XQD e una SD UHS II. Le dimensioni sono 146x124x79 mm con un peso di 1005 g.
Costa presso Ottica Universitaria 3.410 € solo corpo e 4.140 e con lo zoom AF-S 24-120/4,0 VR.

Fujifilm GFX 50R

Questa ultima novità di Fujifilm è una mirrorless medio formato che si pone in concorrenza con le fullframe, in alternativa alla GFX 50S. Il corpo ha una forma simile alle fotocamere a telemetro.
Ha un sensore CMOS medio formato (44×33 mm) da 51 Mpx. L’autofocus è a rilevamento di contrasto con 117 punti AF. Il mirino ha 3,69 Mpx, copertura del 100 % e ingrandimento reale di 0,97x. Lo schermo è orientabile in alto e in basso è sensibile al tocco. L’otturatore ha tempi da 360 secondi a 1/4000 e consente il funzionamento completamente silenzioso. La velocità di raffica è di 3 fg/s, la ripresa video Full HD. E’ dotata di wi-fi e Bluetooth. Ha un doppio alloggiamento per schede di memoria SD UHS II. Le dimensioni sono 161x97x66 mm con un peso di 775 g.
Costa circa 4.600 € solo corpo.

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