Fujifilm X-T50: prestazioni & conclusione

Sensore

La X-T50 monta un sensore X-Trans BSI-CMOS 5 di dimensioni APS con 40 Mpx dotato di matrice dei filtri colore aperiodica, esclusiva Fujifilm, e senza filtro antialias abbinato all’elaboratore d’immagine X-Processor 5 della nuova generazione Fujifilm.
Per valutarne le caratteristiche e la qualità pubblico oltre alle foto di prova il grafico del rapporto segnale/rumore in funzione della sensibilità e quello della gamma dinamica massima registrabile in funzione sempre della sensibilità.

Rapporto segnale/rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità.
Il rumore viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute direttamente in jpeg usando per tutte le fotocamere Adobe Lightroom. In questo modo si uniforma il trattamento di tutti i raw applicando per tutti la stessa compressione jpeg con fattore 100 %.
Per poter confrontare però foto ottenute da fotocamere con diverso numero di pixel tutte vengono ridimensionate alla grandezza di 10 Mpx, adatta per una stampa A4 (circa 21×30 cm).
La curva di rumore della Sony A7 III è il riferimento. In aggiunta riporto anche il grafico delle Fujifilm X-H2 da 40 Mpx, X-H2S da 26 e della Nikon Z6 II da 24.
Si deve notare però che la sensibilità ISO impostata sulla fotocamera è inferiore di circa 2/3 di stop da quella nominale indicata. Le misurazioni sono quindi state opportunamente corrette per tenerne conto. Lo stesso avviene per la X-H2 e per la X-H2S le cui curve sono riportate.
L’andamento della curva di rumore è buono con un rumore uguale a quello del riferimento fino a 800 ISO; poi la differenza è di un mezzo stop fino alla sensibilità massima con un andamento molto vicino a quello della X-H2.  La X-H2S invece è migliore ed è sempre vicina al riferimento, Sony A7 III, anzi oltre 12800 ISO è leggermente migliore La Nikon Z6 II supera tutte con il vantaggio di uno stop.
Le foto di prova sono state scattate a tutte le sensibilità disponibili, da 64 a 51200 ISO. Le foto sono state convertite con CaptureOne.
Foto da raw senza riduzione di rumore
Il rumore comincia ad essere percepibile solo a 1600 ISO in forma finissima. A 3200 ISO pur essendo presente è sempre molto fine, prevalentemente in forma di rumore di luminanza con puntolini molto piccoli che non disturbano; a 6400 è invece ben visibile, con una componente colore che sarebbe opportuno ridurre; a 12800 ed oltre è eccessivo e la sua riduzione è necessaria; la foto a 51200 ISO appare difficilmente recuperabile.
Foto da raw con riduzione dei falsi colori
Riducendo i falsi colori, senza perdita di nitidezza, per le foto a 1600 e 3200 ISO cambia poco in quanto il rumore è prevalentemente di luminanza, mentre quella a 6400 ISO presenta solo una “grana” di puntini scuri che in qualche caso potrebbe essere accettabile. A 12800 ed alle sensibilità più alte è invece necessaria anche la riduzione del rumore di luminanza.
Foto raw con riduzione di rumore
Applicando una riduzione di rumore ben calibrata la situazione cambia di poco per le foto da 1600 e 3200 ISO che diventano praticamente pulite senza quasi perdere nitidezza. Quella a 6400 diventa abbastanza pulita senza perdita di nitidezza, mentre a 12800 e alle sensibilità superiori è meglio non applicare una riduzione eccessiva ed accettare un po’ di rumore per non perdere troppo in nitidezza. La foto a 51200 ISO è però praticamente irrecuperabile.
Foto raw a 10 Mpx senza riduzione di rumore
Normalizzando le foto senza riduzione di rumore a 10 Mpx (adatti per una stampa A4 circa 20×30 cm) si guadagna uno stop e  le foto fino a 3200 ISO non presentano rumore, quella a 6400 lo ha, ma in maniera appena percepibile e non fastidiosa, a 12800 invece il rumore è visibile e potrebbe essere necessario ridurlo, come alle sensibilità più alte.
Foto raw a 10 Mpx con riduzione dei falsi colori
In questo caso le foto fino a 6400 ISO sono pulite e quella a 12800 è accettabile. Solo per le sensibilità di 25600 ISO o superiori è necessario un intervento di riduzione.
Foto raw a 10 Mpx con riduzione di rumore
Tutte le foto fino a 6400 ISO non presentano rumore e grazie al ridimensionamento la perdita di nitidezza è ridotta; quella a 12800 ISO conserva ancora un po’ di rumore residuo, ma può essere accettata, oltre questa sensibilità non è possibile eliminare totalmente il rumore e la foto a 51200 ISO è irrecuperabile.
Foto jpeg dalla fotocamera
Le foto presentano ottima nitidezza e nessun rumore fino a 1600 ISO. Oltre il rumore è eliminato, ma si nota una progressiva perdita di nitidezza, in particolare da 6400 ISO; a 51200 ISO si ha poi un viraggio su una colorazione verde.
Una buona prova per un sensore APS. In pratica si può scattare senza riduzione di rumore fino a 3200 ISO e con una riduzione fino a 6400 con una modesta perdita di nitidezza.

Gamma dinamica

La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione misurata dall’esposimetro della fotocamera, alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore, e la gamma dinamica della Sony A7 III come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.
La X-T50 ha una gamma dinamica superiore alla A7 III da 1 EV a 1/3 fino alla sensibilità di 3200 ISO, poi uguale fino a 12800 e inferiore solo alle sensibilità estese. Alle sensibilità estese verso il basso, 64 ISO, e verso l’alto la gamma dinamica è inferiore perché queste sensibilità sono ottenute (come tutte le sensibilità estese in tutte le fotocamere) sovraesponendo o sottoesponendo la foto e poi correggendola nella conversione in jpeg, sia in macchina che con il software su pc.
Una prestazione ottima per una APS e superiore a quella ottenuta dalla X-S20 con il sensore da 26 Mpx.
Per verificare anche in pratica la gamma dinamica e la capacità di recupero di sotto e sovraesposizioni ho scattato delle foto di paesaggio, tutte alla stessa sensibilità di 125 ISO, partendo da un valore corretto di esposizione e poi sottoesponendo o sovraesponendo fino a 5 stop. La conversione dei raw è stata effettuata con Lightroom.
In sottoesposizione si può compensare bene con una buona resa della gamma tonale e dei colori fino a -5 stop, il rumore però con questa sottoesposizione diventa alto. Per non subire un rumore eccessivo ci si deve quindi limitare ad un massimo di -2 stop. In sovraesposizione invece si possono recuperare fino a +2 stop, con una leggera alterazione dei colori, poi la perdita nelle alte luci è irrecuperabile e le foto diventano piatte e grigiastre.

Invarianza ISO

Con questo termine si intende la capacità di alcuni sensori di accettare una sotto esposizione in ripresa e una correzione durante la conversione da raw senza che l’immagine mostri un rumore eccessivo. Ciò permette di recuperare il dettaglio nelle ombre e non bruciare le alte luci senza usare l’HDR e di correggere eventuali errori di esposizione.
Per la prova ho esposto una foto in esterni in poca luce per l’esposizione corretta a 12800 ISO e poi ho ridotto la sensibilità, mantenendo costante l’esposizione, fino a -5 stop, cioè 400 ISO, infine ho convertito l’immagine con Lightroom correggendo l’esposizione.
Con una sottoesposizione di -5 stop, 400 ISO, e una correzione in conversione da raw il rumore è eccessivo e molto superiore a quello della foto esposta correttamente a 12800 ISO. A – 2 stop, 3200 ISO, il rumore è ancora un po’ superiore a quello della foto a 12800 ISO, solo a 6400 il rumore è analogo. Il sensore quindi consente una limitata invarianza ISO e si può contare solo fino a -1 stop di sottoesposizione.

Obiettivi

Con la X-T50 ho avuto la possibilità di provare lo zoom XF 16-50/2,8-4,8 mm f/3,5-5,6, equivalente ad un 24-75 mm.

Nota importante sulla risoluzione:

il sensore da 40 Mpx della X-T50 in formato 3:2 produce foto che sul lato orizzontale hanno 7728 pixel. Questo significa che la risoluzione orizzontale massima teoricamente ottenibile è 7728:2= 3864 linee. I sensori con filtratura anche X-Trans, come questo, però non riescono mai ad arrivare alla massima risoluzione teorica, anche senza filtro antialias, a causa dell’interpolazione necessaria per ricostituire l’immagine e si fermano mediamente al 70 % di tale valore, circa 2700 linee.
Come spiegato nell’articolo “Risoluzione: obiettivi e sensori” riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore.

XC 16-50 mm f/2,8-4,8 L RM WR

E’ il nuovo zoom standard Fujifilm adatto a molti generi fotografici, il tipico zoom tuttofare equivalente ad un 24-75 mm su fullframe. Questo è un obiettivo leggero e compatto, costruito in metallo, secondo gli ottimi standard Fujifilm della serie XF, adeguato alla risoluzione dei nuovi sensori da 40 Mpx e destinato a sostituire il precedente 18-55/2,8-4,0 almeno peri i modelli più compatti e leggeri. Un suo pregio importante è che non si allunga durante l’azionamento dello zoom e quindi non varia il bilanciamento della fotocamera, anche una piccola come la X-T50.
L’obiettivo è dotato di ghiera de diaframma, vicina all’innesto, senza però indicati i valori e gli scatti fra i diaframmi e di un interruttore per attivarla o, ponendolo in A, per essere comandato automaticamente o con una delle ghiere di comando della macchina. La ghiera dello zoom, posizionata più avanti, scorre in modo morbido con la giusta resistenza.
L’obiettivo è costituito da 11 elementi in 9 gruppi con 3 elementi asferici e 3 ED. La messa a fuoco minima è di 24 cm con un ingrandimento 0,03x in tele. Il diaframma ha 7 lamelle e si chiude fino a f/22. Il diametro è di 65 mm per 71,4 mm di lunghezza, il diametro filtri è di 58 mm; il peso è 240 g.
Al momento risulta acquistabile solo con la X-T50 ad un prezzo complessivo di 1.849 €.
Apertura equivalente
L’apertura equivalente è f/4,0-6,5.
Risoluzione
Riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore per le focali di 16, 22, 34 e 50 mm.
La risoluzione al centro è eccellente a 16 mm fino a f/8,0 e a 22 mm fino a f/5,6,  mentre a 34 e 50 mm è ottima fino a f/8,0; poicala progressivamente chiudendo il diaframma fino ad appena sufficiente a f/22 a tutte le focali. I bordi sono un po’ distanti alle focali di 16 e 22 mm, ma comunque ottimi fino a f/8,0, poi seguono il calo del centro; a 34 e 50 mm sono uguali al centro, ottimi, fino a f/8,0 e ne seguono poi lo stesso andamento.
Distorsione
La distorsione è del 8,6 % a 16 mm e 2,3 % a 21 mm a barilotto, 3,0 % a 34 mm e 1,2 % a 50 mm a cuscinetto. Naturalmente la distorsione viene corretta automaticamente dalla fotocamera o dal software di conversione raw se conosce il profilo dell’obiettivo.
Vignettatura
La vignettatura è 1,3 stop a 16 mm f/2,8, 1 stop a f/4,0, 0,6 a f/5,6 e f/8,0; a 22 mm è 1 stop a f/3,3, 0,7 a f/5,6 e a f/8,0; a 33 mm è 1 stop a f/3,8, 0,3 a f/5,6 e a /8,0; a 50 mm è 0,7 stop a f/4,8 e 0,3 a f/5,6 e a f/8,0. La vignettatura viene corretta automaticamente dalla fotocamera o dal software di conversione raw se conosce il profilo dell’obiettivo.
In conclusione si tratta di un obiettivo di buona qualità, in grado di sfruttare la risoluzione dei sensori da 40 Mpx e adatto a fotocamere piccole come la X-T50 per le sue dimensioni e peso ridotti. E’ quindi molto consigliabile acquistare la X-T50 con questo obiettivo piuttosto che con l’XC 15-45, qualitativamente inferiore, con cui è anche fornita in kit.

Stabilizzazione

La X-T50 è dotata della stabilizzazione a “5 assi” sul sensore come tutte le ultime Fujifilm. Ho effettuato le prove con lo zoom XF 16-80 stabilizzato che avevo provato in precedenza con la X-H2.
Con il 16-80 gli scatti sono stati effettuati alla focale massima di 80 mm (120 mm equivalenti) a partire da 1/125 e raddoppiando di volta in volta il tempo di scatto.
Fino a 1/8 di secondo, 4 stop, si ottengono foto nitide, a 1/4, 5 stop, alcune sono nitide e alcune no; a 1/2 secondo, 6 stop, ho ottenuto una foto nitida, ma il risultato non è garantito.
In conclusione quindi la stabilizzazione sul sensore consente di guadagnare sicuramente 4 stop e facendo più scatti anche 5 contro i 7 specificati da Fujifilm .
Un buon risultato.

Autofocus

L’autofocus si è dimostrato sempre molto veloce e sensibile anche in condizioni di luce scarsa. Il rilevamento dei volti e degli occhi funziona abbastanza bene e da sicurezza nello scatto di ritratti, anche se certe volte stenta ad individuare i volti e gli occhi specialmente nel caso di persone non inquadrate frontalmente. Anche il rilevamento di soggetti come animali, uccelli, anto, moto, bici ed altri veicoli funziona bene, anche se in alcuni casi è preferibile usare l’autofocus a zona da puntare sul soggetto che poi viene agganciato e mantenuto a fuoco piuttosto che usare l’area completa in quanto in questo caso può succedere che l’autofocus perda, magari per un ostacolo che lo copre, il soggetto principale e salti su un altro più facile da mettere a fuoco.
Scattando in raffica ha funzionato bene. Usando la funzione Tracking con area allargata è sempre riuscito ad agganciare il soggetto, che erano auto o moto ben isolate, e le foto (oltre 1300) sono risultate praticamente tutte a fuoco, grazie anche alla ridotta focale dell’obiettivo usato, il 16-50 alla massima, e la sua ridotta apertura f/4,8. La fotocamera ha individuato rapidamente il tipo di soggetto, auto o moto, ed è riuscita sempre a seguirlo.
Nelle riprese video ha funzionato bene, mostrando solo qualche minima incertezza quando si usa lo zoom su soggetti in movimento, prontamente recuperata.
E’ quindi un autofocus efficiente e veloce anche se rimane qualcosa da perfezionare per arrivare al livello della X-H2S.

Raffica

Le possibilità di scatto in raffica della X-T50  sono piuttosto articolate. Per valutarne le prestazioni ho effettuato le prove usando una scheda SD UHS II da 300 Mbps, scattando in priorità dei tempi a 1/1000 con fuoco manuale, sia in jpeg normal che in raw compresso senza perdita, con batteria ben carica. A tutte le velocità è disponibile la visione live view nel mirino o nello schermo.

Jpeg

H con otturatore meccanico a 8 fg/s
Le X-T50 ha scattato a 8 fg/s indefinitamente.
H con otturatore elettronico a 13 fg/s
Le X-T50 ha scattato a 13 fg/s indefinitamente.

Raw

H con otturatore meccanico a 8 fg/s
Ha scattato a 8 fg/s per 2 secondi, poi ha rallentato scattando irregolarmente a 3/4 fg/s.
H con otturatore elettronico a 13 fg/s
Ha scattato a 13 fg/s per 1,3 secondi, poi ha rallentato scattando irregolarmente a 3/4 fg/s.

Raw + jpeg

H con otturatore meccanico a 8 fg/s
Ha scattato a 8 fg/s per 1 secondo, poi ha rallentato scattando irregolarmente a 2/3 fg/s.
H con otturatore elettronico a 13 fg/s
Ha scattato a 13 fg/s per 1 secondo, poi ha rallentato scattando molto irregolarmente a 2/3 fg/s.
Per le prove pratiche ho scattato nella mia consueta postazione di prova a veicoli, auto e moto, ad elevata velocità, sia in avvicinamento che in allontanamento, con il 16-50 a 50 mm. Ho usato una scheda UHS II da 300 mb/s, esposizione manuale a tutta apertura f/4,8 con tempo di 1/1600, ISO auto per la corretta esposizione, autofocus continuo con opzione bilanciata tra fuoco e scatto, AF a inseguimento su tutta l’area di messa a fuoco, in jpeg normal, provando con l’otturatore elettronico  a pieno formato e a formato ridotto 1,29x 24 Mpx, sia con quello meccanico a pieno formato.
In queste condizioni la X-T50 ha scattato raffiche con velocità costante di 13 fg/s con l’otturatore elettronico e 8 con quello meccanico; con l’opzione di ritaglio 1,29x ha mantenuto sempre la velocità di 20 fg/s. L’autofocus è riuscito a seguire e individuare bene i soggetti senza incertezze.
In complesso le prestazioni della X-T50 nelle prove di raffica sono positive, anche se il buffer di memoria risulta ridotto e si esaurisce abbastanza presto, specialmente in raw.

Video

La X-T50 ha buone qualità video.
La ripresa video si attiva selezionandola premendo il pulsante “Drive”. Durante la ripresa si possono usare tutte le modalità di funzionamento, Auto, Program, priorità o manuale. L’autofocus è continuo e si è rivelato abbastanza efficace, non perdendo mai il fuoco, salvo qualche incertezza nella zoomata rapidamente recuperata. Eventuali passaggi di disturbo davanti alla scena non l’hanno influenzata. Ho riscontrato una nitidezza elevata nelle riprese C4K con una corretta esposizione e bilanciamento del bianco.

Galleria

Le foto sono state scattate a Roma. Prevalentemente ho usato la impostazione automatica della sensibilità che se la luce è sufficiente si imposta a 125 ISO, mentre per le foto in poca luce è arrivata fino a 12800 ISO. L’impostazione colore è stata per tutte quella standard Provia. Ho scattato in raw convertendo le foto con CaptureOne senza riduzione di rumore, tranne per quelle ad alta sensibilità, oltre 1600 ISO, per le quali ho eliminato il rumore colore.
Le foto risultano tutte ben esposte nelle situazioni normali. In quelle critiche come il controluce o situazioni di alto contrasto la X-T50 tende a privilegiare l’esposizione per le luci sacrificando le ombre. questo può produrre dei jpeg molto contrastati e con ombre scure e poco leggibili, ma se si lavora in raw consente un buon recupero delle ombre.
I colori sono piacevoli e brillanti senza esagerazioni. Se si vogliono più vivaci si può aumentare la saturazione in macchina per i jpeg o durante la conversione per i raw, o scegliere il profilo Velvia più vivace. La risoluzione e la nitidezza sono buone.

Conclusioni

Con la X-T50 Fujifilm ha rinnovato con successo la serie delle mirrorless X-Tx0 che tanto successo hanno avuto e che si era fermata qualche anno fa alla X-T30 II senza seguire l’evoluzione della quarta generazione di mirrorless Fujifilm.
Ora la X-T50 aggiorna questa linea di fotocamere al livello della quinta generazione come tecnologia, mantenendo però invariate le caratteristiche di interesse di questa linea di fotocamere cioè le buone prestazioni abbinate a dimensioni e peso contenuti per favorirne la portabilità in tutte le situazioni ed ambienti.
La X-T50 riprende le caratteristiche tecniche dei modelli superiori, in particolare della X-T5, però con alcune rinunce. Il sensore, l’elaboratore d’immagine e l’autofocus, cioè gli elementi che determinano la qualità fotografica sono gli stessi mentre si è rinunciato ad alcune caratteristiche professionali come la protezione da agenti atmosferici e il doppio alloggiamento per schede di memoria che consentono di ridurre i costi ed anche le dimensioni. Inoltre il sistema di stabilizzazione è più compatto per trovare posto nel corpo più piccolo ed anche il mirino ha una dimensione ed una risoluzione inferiore rispetto ai modelli superiori.
Rispetto alla X-T30 II però i progressi sono notevoli: quello che salta più all’occhio è il sensore da 40 Mpx invece di 26, ma poi c’è la stabilizzazione sul sensore, i miglioramenti all’autofocus e la ripresa video fino a 6.2K, mentre le dimensioni sono aumentate solo di pochi mm, mantenendo lo spirito con cui sono state costruite queste mirrorless.
Purtroppo non si può dire lo stesso del prezzo che non è più economico come gli altri modelli della serie, ma è cresciuto in modo significativo, pur adeguato alle caratteristiche della fotocamera, collocandola in una differente categoria di mercato.
Infine però c’è da notare che la X-T50 è la più piccola APS ad avere un sensore con la risoluzione di 40 Mpx e che per trovare una mirrorless fullframe compatta con una risoluzione uguale o maggiore bisogna spendere più del doppio della X-T50
La X-T50 è quindi una buona scelta per chi vuole un’ottima fotocamera di piccole dimensioni e da portare facilmente con se, ma può fare a meno di certe caratteristiche tipicamente professionali, o anche come secondo corpo per chi ha già altre mirrorless Fujifilm.
Riassumendo:

Costruzione e finitura

Molto buono: la X-T50 è ben costruita e finita, in lega di magnesio.

Ergonomia e comandi

Buono: c’è un numero ridotto di pulsanti e comandi, ma seguono lo schema tipico di Fujifilm.

Menu

Molto buono: sono semplici ed abbastanza chiari, salvo alcune opzioni difficili da trovare.

Mirino

Discreto: ha una buona luminosità e risoluzione base. Consente di usare i menu e di controllare le regolazioni di esposizione. Ottima la funzione di “ribaltamento” per quando si inquadra in verticale.

Schermo

Buono: la risoluzione è adeguata alla visualizzazione dei menu ed alla revisione delle foto. Come tutti gli schermi è poco visibile in esterni di giorno.

Autofocus

Ottimo: è rapido e veloce anche per soggetti in movimento e garantisce un’ampia copertura dell’inquadratura.

Esposizione

Molto buono: è ottima in buona luce anche se in situazioni di forte contrasto privilegia le luci (ottimo se si lavora in raw) producendo dei jpeg poco leggibili nelle ombre.

Bilanciamento del bianco

Buono: In automatismo si è dimostrato quasi sempre corretto, tranne che in luce artificiale in cui ha dato, qualche volta, dei risultati troppo caldi che è necessario correggere.

Qualità d’immagine

Molto buono: ottima la risoluzione e gamma dinamica, buono il contenimento del rumore alle alte sensibilità considerando che è un’APS, specialmente usando il raw e convertendo le foto con CaptureOne. Interessante la possibilità di scegliere diverse impostazioni di colore che simulano la resa, più vivace o più neutra, delle più famose e valide pellicole Fujifilm.

Raffica

Buono: abbastanza veloce specialmente per una fotocamera non certo destinata alle riprese sportive.

Video

Molto buono: riprende video fino a 6.2K. Ci sono la presa per microfono esterno e l’uscita HDMI per un monitor o registratore esterno, ma manca quella per cuffia.

Batteria

Buono: si può arrivare a circa 380 scatti. Non è fornito però un caricabatterie esterno.

Obiettivi

Ottimo: il corredo non è molto vasto, comprendendo 45 obiettivi, tutte ottiche di ottima qualità e sono disponibili numerose focali fisse di alta luminosità. Buono il nuovo 16-50 in prova
In conclusione la X-T50 si è dimostrata un’ottima fotocamera adatta per quasi tutti i generi fotografici.
Il prezzo è un po’ alto, ma adeguato alle sue qualità.

Pregi

– elevata risoluzione
– dimensioni e peso ridotti
– costruzione e finitura di buona qualità
– obiettivi di buona qualità e luminosità
– modalità di simulazione film e resa colori ottime
– stabilizzazione efficace
– qualità d’immagine molto buona anche alle alte sensibilità
– autofocus veloce e con ampia copertura
– menu semplici e chiari (vedi però difetti)
– ripresa video 6.2K

Difetti

– l’autofocus con area estesa qualche volta perde il soggetto
– bilanciamento del bianco non sempre preciso
– risoluzione e ingrandimento mirino ridotti
– alcune opzioni di configurazione nei menu difficili da trovare
– assenza presa per cuffia
– alcuni obiettivi grandi e pesanti come per le fullframe
– non è fornito un caricabatteria

Alternative

Ce n’è una sola.

Sony A6700

Mirrorless compatta con sensore di formato APS (23,5×15,6 mm) BSI-CMOS con 26 Mpx, corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, innesto obiettivi Sony E con 68 obiettivi, di cui 26 per solo APS e gli altri per fullframe più circa altri 100 di fornitori terzi, autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 759 punti AF, mirino elettronico con 2,360 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,71x, schermo orientabile in tutte le direzioni, raffica a 11 fg/s, video 4K a 3840×2160 pixel 120p, Wi-Fi e Bluetooth, singolo alloggiamento per schede SD UHS II. Dimensioni 122x69x64 mm, peso 570 grammi.
Costa 1.569 € solo corpo, 1.669 € con lo zoom 16-50/3,5-5,6 OSS e 1.939 con il 18-135/3,5-5,6 OSS.

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