Fujifilm X-T1: descrizione e uso

Descrizione

L’ estetica della X-T1 è simile a quella delle reflex, in particolare è ispirata a quella delle Fujica a pellicola. Le dimensioni però sono inferiori soprattutto per lo spessore del corpo. Anche l’impugnatura è piccola e poco sporgente senza però rivelarsi scomoda. La costruzione e la finitura sono ottime, sicuramente superiori a quelle della media della maggior parte delle altre fotocamere della categoria. Il corpo è in lega metallica con un’ottima finitura e un rivestimento tipo pelle zigrinata che lo rendono molto piacevole al tatto. Le ghiere di comando sono in metallo, i pulsanti esterni numerosi e ben posizionati secondo la funzione assegnata. I comandi sono quasi tutti esterni e si può impostare quasi ogni funzione della macchina senza navigare nei menu, cosa molto positiva per la rapidità d’azione. Il mirino è grande e luminoso e di ottima qualità per un’ottima inquadratura.

Inizio la descrizione dal frontale.

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A sinistra del bocchettone d’innesto degli obiettivi in basso c’è il pulsante di sblocco. Più in alto il pulsante Fn1 personalizzabile (per default attiva il bracketing e i filtri avanzati) e sopra la luce di assistenza per l’autofocus che funge anche da segnalatore per il funzionamento dell’autoscatto. Sull’impugnatura la ghiera di comando anteriore. A destra in alto si vede l’attacco singro per i flash esterni comandati con cavetto (caratteristica professionale) e sotto un commutatore per il funzionamento dell’autofocus: S singolo, C continuo e M manuale.

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Sulla calotta superiore ci sono tre ghiere metalliche di cui due doppie. A partire da sinistra si vede la ghiera di impostazione della sensibilità Iso che può essere A automatica o andare da 200 a 6400 Iso. Ci sono in più le posizioni L (100 Iso), H1 (12800 Iso) e H2 (25600 Iso) con le quali però la fotocamera salva le foto solo in jpeg. Sotto questa ghiera ce n’è una coassiale per impostare le modalità di scatto, singolo, raffica a varie velocità e autoscatto, che si vede meglio dalla vista posteriore. Al centro, sopra la sporgenza del mirino, c’è la slitta a contatto caldo per il flash e sul fianco sinistro la rotella per la correzione diottrica. La X-T1 non ha un flash integrato, ma ne viene fornito uno di dimensioni ridotte da montare esternamente. Verso destra poi c’è la grande ghiera dei tempi da 1 secondo a 1/4000 più le pose B e T. I tempi più lunghi di 1 secondo o quelli più brevi di 1/4000 (se si è installato il firmware che li abilita) si impostano con una delle ghiere di comando. Sotto coassiale e visibile meglio nella vista posteriore c’è una seconda ghiera per l’impostazione delle modalità di misurazione esposimetrica: valutativa, media pesata al centro e spot. Seguono il pulsante di scatto con coassiale l’interruttore di accensione nella posizione più comoda e che preferisco. Accanto il pulsante rosso per la ripresa video, in posizione molto comoda. Dietro il pulsante personalizzabile Fn2 che per default attiva la connessione Wi-Fi. Chiude la ghiera di compensazione dell’esposizione entro +/- 3 stop.

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Nella parte posteriore troviamo al centro in alto il mirino elettronico e sotto il sensore per la commutazione automatica fra il questo e lo schermo, impostabile a scelta. A sinistra il pulsante per la revisione delle foto e quello per la loro cancellazione. A destra in alto il pulsante per il blocco dell’esposizione, la ghiera di comando posteriore e il pulsante per il blocco della messa a fuoco. Sotto c’è un pulsante per attivare l’assistenza alla messa a fuoco manuale: quando è premuto attiva l’ingrandimento dell’area di messa a fuoco e l’evidenziazione dei contorni a fuoco (focus peacking). Sotto il pulsante Q che attiva il Quick menu (sullo schermo o sul mirino) per consentire l’impostazione della maggior parte delle regolazioni. Segue verso il basso il pad a quattro vie con al centro il pulsante per il richiamo dei menu e di conferma. I quattro pulsanti del pad sono tutti personalizzabili. Per defaut attivano, dall’alto e in senso orario: modalità macro, bilanciamento del bianco, selezione dei punti AF e simulazione film. Sotto infine il pulsante per scegliere le informazioni da mostrare nello schermo e nel mirino e la commutazione automatica fra l’uno e l’altro.

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Sul lato destro c’è l’alloggiamento della scheda SD coperto da uno sportellino.

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Sul lato sinistro ci sono dietro uno sportello le prese USB e Mini HDMI.

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Sul fondello c’è l’attacco a vite per il trepiede e lo sportello dell’alloggiamento della batteria agli ioni di litio di alta capacità.

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In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile NP-W126
– caricabatteria con cavo BC-W126
– il tappo di copertura del bocchettone di innesto ottiche
– il flash EF-XB
– la cinghia a tracolla
– Il manuale stampato
– un CD-Rom con il software in dotazione: MyFinePix_Studio, un browser e organizzatore per foto o MyFinePixViewer per Mac, Raw File Converter una versione personalizzata per Fujifilm di Sylkypix Developer Studio 3.1 per Windows o Mac e QuickTime 7.

Come accessori opzionali si possono avere:
– telecomando a filo RR-90
– microfono stereo MIC-ST1
– vari flash esterni dedicati
– anello adattatore per obiettivi con innesto Leica M
– filtri di protezione per l’obiettivo con diametro di 39 e 52 mm
– impugnatura HG-XT
– impugnatura con batteria addizionale VG-XT1
– adattatore per alimentazione da rete AC-9V
– borsa pronto in pelle BLC-XT1

Principali menu.

 

Uso in pratica

La X-T1 che ho avuto a disposizione era dotata dello zoom stabilizzato 18-55 mm F72,8-4,0. E’ uno zoom con una gamma di focali classica, dal medio grandangolo al medio tele, ma con una luminosità maggiore della media di questo tipo di zoom da 1/2 a 1 stop. E’ dotato inoltre di una ghiera dei diaframmi, anche se non sono indicati su di essa i valori impostati, che consente di regolare direttamente il diaframma verificandone l’impostazione sullo schermo o nel mirino. Con un apposito interruttore sulla sinistra si può anche impostare l’obiettivo per l’impostazione automatica del diaframma. Questo, insieme alla ghirea dei tempi che prevede anche l’impostazione A, consente di scegliere im modo estremamente rapido se usare la macchina in Program (entrambe le impostazioni su A), o a priorità dei diaframmi (ghiera dei tempi su A e diaframma regolato sull’obiettivo) e infine a priorità dei tempi (diaframma su A e tempo regolato con laghiera) con una semplicità, facilità e velocità sconosciute anche alle migliori reflex. Se a questo si aggiungolo le ghiere esterne ed immediatamente a portata di mano per la regolazione della sensibilità Iso e della compensazione dell’esposizione ci si rende conto dell’estrema facilità e rapidità di tutte le impostazioni fotografiche della X-T1.
Oltre a questo ho avuto a disposizione due ottiche a focale fissa ultra luminose, il 23 mm f71,4 equivalente ad un 35 mm ed il 56 mm f/1,2 equivalente ad un 84 mm.

Portare in giro la macchina con l’obiettivo montato è semplice, basta una borsa abbastanza piccola. Il peso non è elevato, nonostante macchina ed obiettivo siano costruiti in metallo e con un’elevata qualità. Per portare tutti e tre gli obiettivi è invece necessaria una borsa fotografica, ma il peso complessivo è abbastanza ridotto specie a confronto di quello di un corredo equivalente fullframe.

Inizio la descrizione delle mie impressioni da alcune considerazioni generali su questa fotocamera. La X-T1 è una macchina tecnologicamente avanzatissima, ma nell’uso è come una reflex a pellicola di tempo fa. Tutto quello che serve a fotografare si regola con ghiere visibili con uno sguardo sulla calotta e si può passare in un attimo dall’automatismo completo alle priorità e al funzionamento manuale. Anche la messa a fuoco può essere commutata immediatamente da automatica a manuale e il suo sistema di assistenza è efficacissimo. In alcuni casi paradossalmente tutte queste regolazioni manuali con ghiere mi hanno creato qualche difficoltà quando ad esempio cercavo il pulsante per l’impostazione della sensibilità Iso, mentre non vedevo la ghiera che avevo sotto il naso, oppure cercavo quello per impostare la raffica o l’autoscatto che invece sono ugualmente comandati da una ghiera. Forza dell’abitudine! Ma questo non è un difetto è un pregio.

Passo subito a parlare del mirino, che insieme al sensore, è una delle parti più caratterizzanti di questa fotocamera.
Il mirino ha una risoluzione di 2,36 Mpx. La risoluzione ed il dettaglio sono elevati e l’ingrandimento adeguato per vedere bene l’immagine che è grande quanto o più di quella di un mirino fullframe. Nel mirino è possibile vedere tutto quello che si vede sullo schermo, compresi tutti i menu, quindi anche in questo caso operare tutte le regolazioni senza staccare l’occhio. Inoltre si ha una copertura del 100 % utile se si ha la necessità di inquadrare con estrema precisione, come in macro. Altro vantaggio di questo mirino è quello di poter vedere in anticipo l’esposizione e correggerla se del caso. Infine ha una caratteristica esclusiva e molto utile: quando si gira la fotocamera per un’inquadratura verticale le informazioni nel mirino si spostano rimanendo sempre sul latoo in basso e in alto come per le inquadrature orizzontali. Non ho mai notato anche nelle inquadrature più scure segni di rumore come in qualche altro caso..
Lo schermo da 3″ con 1.040.000 pixel è sufficientemente nitido e abbastanza visibile anche in piena luce attivano in questo caso da menu la funzione di visualizzazione al sole. Può essere utile per utilizzare i menu o quando si usa la macchina su treppiede.

Del sensore parlerò dopo nel commento delle foto scattate. Per adesso basta dire che è ai livelli più alti per rapporto segnale/rumore fra le fotocamere APS.

Nell’uso la X-T1 si è dimostrata molto rapida e veloce. Ho già spiegato che questa fotocamera non ha una ghiera delle modalità per impostare i vari funzionamenti a programma, a priorità o manuale. Se le ghiere dei tempi e diaframmi sono entrambe su A il funzionamento sarà Program. In questo caso la macchina sceglierà il tempo e diaframma più appropriati, ed anche la sensibilità Iso se è impostata su auto, e metterà a fuoco. Non resta che scattare. Naturalmente si può variare la coppia tempo/diaframma scelta, a parità di esposizione, con le due ghiere di comando, oppure variare l’esposizione con la ghiera all’estrema destra fino a + o – 3 EV. Il tutto controllabile nel mirino. Se si vuole impostare un tempo o un diaframma determinato basta farlo agendo sull’apposita ghiera e di conseguenza la macchina regolerà l’altro parametro, sempre tenendo conto dell’eventuale correzione. In priorità dei diaframmi (A) è possibile controllare la profondità di campo se si è assegnato a un pulsante Fn questa funzione. Se si vuole scattare in manuale basta regolare tempi e diaframmi come si vuole; nel mirino una scala graduata indicherà la differenza di esposizione fra quella impostata e quella misurata dall’esposimetro della macchina. Tutto molto immediato, esattamente come si faceva con le macchine a pellicola.
La sensibilità Iso può essere impostata con la ghiera sulla sinistra del mirino; varia da 200 a 6400 Iso con la possibilità di estensione L a 100 Iso e H1 e H2 a 12800 e 25600 Iso. In questo caso però le foto potranno essere salvate solamente in jpeg.. Se si sceglie l’impostazione automatica la macchina adegua la sensibilità in modo da non scendere sotto un tempo di sicurezza che garantisca foto nitide in funzione della focale dell’obiettivo, anche se a mia opinione è un po’ troppo ottimista sulla saldezza della mano del fotografo.
Per la messa a fuoco si può scegliere fra quella completamente automatica, in cui la macchina sceglie le zone di messa a fuoco, di solito correttamente, oppure su una zona ridimensionabile e riposizionabile sullo schermo o nel mirino elettronico. L’autofocus è ibrido, a rilevamento di fase e di contrasto, direttamente attuato dal sensore. Si è rivelato sempre molto rapido e preciso anche per soggetti in movimento e scattando in raffica, condizione nella quale ha mancato poche messe a fuoco.
E’ possibile anche regolare la gamma dinamica dal 100 al 400 %.
Si può scegliere fra la messa a fuoco singola, adatta per la maggior parte delle occasioni e quella continua, adatta quando si vogliono seguire soggetti in movimento o manuale con l’apposita levetta posizionata a sinistra sul frontale. Via menu si può scegliere se dare la priorità alla messa a fuoco o allo scatto. La sua sensibilità è buona anche in condizioni di luce scaras, specialmente se si usano obiettivi di elevata luminosità. Nelle riprese video invece la messa a fuoco è un po’ incerta. Qualche volta perde il fuoco quando si muove la macchina per cambiare inquadratura recuperandolo però rapidamente, ma non è influenzata da oggetti che passano rapidamente davanti al soggetto principale.
L’esposizione è corretta in esterni con buona luce, anche se in situazioni di controluce estremo è consigliabile una piccola correzione per privilegiare le ombre o le luci a secondo di quello che si vuole ottenere. In luce scarsa, esterni illuminati di notte ad esempio o interni bui, invece la X-T1 tende a sovraesporre da 1 a 1,67 stop. E’ facile comunque correggere questa differenza con l’apposita la ghiera di regolazione, controllando direttamente nel mirino elettronico il risultato.
Le foto possono essere salvate in formato 3:2, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni, L a 16 Mpx, M a 8 Mpx e S a 4 Mpx. Le foto possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Standard, in raw (RAF) e in raw più jpeg.
Durante la prova ho aggiornato il firmware della X-T1 con l’ultima versione disponibile, la 3.0. Questo mi ha dato fra l’altro la possibilità di usarla con l’otturatore elettronico con tempi di scatto fino a 1/32000 di secondo. In questo modo è possibile usare obiettivi di grande apertura come i 23/1,4 e 56/1,2 a piena apertura anche in pieno sole, ottenendo così un migliore controllo della profondità di campo come si può vedere nella foto pubblicata scattata a f/1,2 e 1/16000.

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Oltre all’otturatore elettronico il nuovo firmware ha aggiunto un nuovo profilo film, il Classic Chrome che simula i colori delle pellicole dia di una volta, che si aggiunge a quelli già presenti nella fotocamera. Questi profili che richiamano le caratteristiche dei colori delle più famose pellicole Fujifil, Provia (standard), Velvia (vivace), Astia (morbida), Classic Chrome (neutra), Pro Neg. Hi, Pro Neg Standard, consentono di ottenere foto jpeg con caratterizzazione colore diverse da usare secondo i soggetti ed i gusti del fotografo. Oltre a questi esistono i profili per bianconero, anche con filtri giallo, rosso e verde e sepia.

Nelle foto pubblicate si possono vedere i risultati dei diversi profili.

La ripresa continua in raffica può essere selezionata tra bassa e alta e in questo caso arriva ad 8 fg/s con il live view attivo.

La ripresa video consente di riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel 60/50p oo 30/25pin modalità MOV con codec H264. E’ disponibile anche una ripresa con formato HD a 1280×720 pixel. Durante la ripresa la messa a fuoco può essere automatica, singola o continua, o manuale. Si possono regolare anche i diaframmi, il bilanciamento del bianco. L’esposizione è regolata automaticamente.

La X-T1 rende disponibili inoltre alcune funzioni speciali.

Panorama: si può scattare una foto panoramica in orizzontale o in verticale, con un angolo di copertura di 120°, 180° o 360° gradi. La macchina scatta automaticamente una serie di foto che poi collega per ottenere una foto panoramica.

Filtri avanzati: sono disponibili una serie di filtri per modificare l’aspetto delle foto: Toy camera, Miniatura, Colore pop, High-key, Low-key, Toni dinamici, Soft focus e vari effetti di colore.

Queste funzioni come lo scatto a raffica, il bracketing e l’autoscatto si attivano con la ghiera sotto a quella delle sensibilità.

Simulazione film: simula l’effetto di diversi tipi di pellicola Fujifilm quali la Provia, la Velvia, la Astia oppure Classic Chrome o l’effetto monocromatico bianco-nero anche con l’aggiunta di filtri giallo, rosso o verde e infine seppia.

La X-T1 è quindi una macchina molto completa con tutte le caratteristiche che si possono desiderare in una macchina professionale ed è stata piacevole da usare in tutte le occasioni

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 3:2.
Le foto di prova sono suddivise in due gruppi: foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 200 a 6400 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 200 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con Adobe Lightroom con cui ho ottenuto risultati molto migliori che con il programma fornito da Fujifilm Raw File Converter, una versione personalizzata di Silkypix Developer Studio 3. Solitamente i programmi di conversione raw forniti dai produttori di fotocamere forniscono risultati migliori di quelli dei programmi di produttori terzi, ma in questo caso evidentemente il lavoro svolto da Fujifilm con Adobe è stato veramente buono. Pubblicherà perciò le foto prodotte da Adobe Lightroom, contrariamente alla mia solita modalità di prova.

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Prestazioni
Galleria
Conclusioni
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