Fujifilm X-H2S: prestazioni & conclusione

Sensore

La X-H2S monta un X-Trans BSI-CMOS V stacked di quinta generazione con dimensioni APS e con 26 Mpx dotato di matrice dei filtri colore aperiodica, esclusiva Fujifilm, e senza filtro antialias.
Per valutarne le caratteristiche e la qualità pubblico oltre alle foto di prova il grafico del rapporto segnale/rumore in funzione della sensibilità e quello della gamma dinamica massima registrabile in funzione sempre della sensibilità.
Dalle misure e rilevazioni però risulta che questo sensore ha una sensibilità reale inferiore di circa 2/3 di stop a quella nominale e di questo si è tenuto conto nelle misurazioni.

Rapporto segnale/rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità.
Il rumore viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute direttamente in jpeg usando per tutte le fotocamere Adobe Lightroom. In questo modo si uniforma il trattamento di tutti i raw applicando per tutti la stessa compressione jpeg con fattore 100 %.
Per poter confrontare però foto ottenute da fotocamere con diverso numero di pixel tutte vengono ridimensionate alla grandezza di 10 Mpx, adatta per una stampa A4 (circa 21×30 cm).
La curva di rumore della Sony A7 III è il riferimento. In aggiunta riporto anche il grafico della X-T5 da 40 Mpx e della Nikon Z6 II da 24.
Si deve notare però che la sensibilità ISO impostata sulla fotocamera è inferiore, come detto, di circa 2/3 di stop da quella nominale indicata. Le misurazioni sono quindi state opportunamente corrette per tenerne conto. Lo stesso avviene per la X-T5 la cui curva è riportata.
L’andamento della curva di rumore è molto buono con un rumore uguale al riferimento a tutte le sensibilità fino a 12800 ISO e leggermente migliore nelle sensibilità estese fino a 51200. Rispetto alla X-T5 la X-H2S è in vantaggio da 800 ISO con una differenza che arriva ad 1 stop a 12800. La Nikon Z6 II è in vantaggio sulla X-H2S di circa 1 stop fino a 25600 ISO e poi allo stesso livello fino a 51200 ISO.
Complessivamente dalle misure si ottiene un ottimo risultato considerando soprattutto che la X-H2S è una APS.
Le foto di prova sono state scattate a tutte le sensibilità, da 80 a 51200 ISO. Le foto sono state convertite con CaptureOne for Fujifilm. Non è stata apportata nessuna correzione della sensibilità rispetto a quella nominale, ma l’esposizione è stata determinata a partire dai dati dell’esposimetro della macchina.

Foto raw senza riduzione di rumore

Il rumore comincia ad essere percepibile, molto fine, a 3200 ISO in forma come di grana finissima. A 6400 ISO pur essendo presente è sempre molto fine e la componente di crominanza è poco visibile; a 12800 è invece ben visibile la componente di luminanza (grana) ed anche quella di crominanza che sarebbe opportuno ridurre; oltre 12800, alle sensibilità estese, è eccessivo e la sua riduzione è necessaria, anche se la foto a 51200 è difficilmente recuperabile.

Foto raw con riduzione dei falsi colori

Riducendo i falsi colori, senza perdita di nitidezza, le foto a 1600 e 3200 ISO sono molto pulite, mentre quella a 6400 ISO presenta una granulosità più accentuata che dovrebbe essere ridotta, ma che potrebbe anche essere accettata così senza perdita di nitidezza. Da 12800 è invece necessaria anche la riduzione del rumore di luminanza a causa della granulosità eccessiva.

Foto raw con riduzione di rumore

Applicando una riduzione di rumore ben calibrata la situazione cambia di poco per le foto da 1600 e 3200 ISO che sono molto pulite e con nessuna perdita di nitidezza; quella a 6400 è ancora pulita, ma con una piccola perdita di nitidezza, mentre a 12800 è meglio non applicare una riduzione eccessiva ed accettare un po’ di rumore residuo se non si vuole perdere eccessivamente nitidezza. Oltre questa sensibilità quelle estese a 25600 e 51200 ISO non possono essere liberate completamente dal rumore e nonostante questo la perdita di nitidezza è eccessiva e non accettabile.

Foto raw a 10 Mpx senza riduzione di rumore

Normalizzando le foto senza riduzione di rumore a 10 Mpx (adatti per una stampa A4 circa 20×30 cm) si guadagna quasi uno stop e le foto fino a 3200 ISO non presentano rumore, quella a 6400 lo ha, ma in maniera appena percepibile e non fastidiosa, a 12800 invece il rumore è visibile e potrebbe essere necessario ridurlo. Le foto oltre questa sensibilità continuano a presentare troppo rumore.

Foto raw a 10 Mpx con riduzione dei falsi colori

In questo caso le foto fino a 3200 ISO sono pulite e quella a 6400 pur presentando una leggera granulosità potrebbe essere  accettabile. Solo per i 12800 ISO è necessario un intervento di riduzione.

Foto raw a 10 Mpx con riduzione di rumore

Tutte le foto fino a 6400 ISO non presentano rumore e grazie al ridimensionamento la perdita di nitidezza è ridotta. Quella a 12800 ISO però, pur non presentando rumore perde un po’ di nitidezza e dettaglio, quella a 25600 perde dettaglio, ma potrebbe essere ancora accettabile, mentre quella a 51200 è irrecuperabile.

Foto jpeg dalla fotocamera

Le foto presentano ottima nitidezza e nessun rumore fino a 3200 ISO. Oltre il rumore è quasi completamente eliminato, ma si nota una progressiva perdita di nitidezza; in particolare a 12800 ISO c’è ancora un po’ di rumore e perdita di nitidezza accentuata. Oltre le foto sono totalmente impastate e rumorose.
Una buona prova per un sensore APS. In pratica si può scattare senza riduzione di rumore fino a 3200 ISO e con una riduzione fino a 6400 con una modesta perdita di nitidezza. Oltre è meglio non andare se non in caso di assoluta necessità e comunque consiglio di non superare la sensibilità di 12800 ISO.

Gamma dinamica

La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione misurata dall’esposimetro della fotocamera, alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore, e la gamma dinamica della Sony A7 III come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.
La X-H2S ha una gamma dinamica superiore alla A7 III mediamente di 2/3 di EV fino a 12800 ISO poi alle sensibilità estese cala a causa del rumore e a 51200 ISO è inferiore al riferimento. Anche in questo caso una prestazione ottima per una APS.
Per verificare anche in pratica la gamma dinamica e la capacità di recupero di sotto e sovraesposizioni ho scattato delle foto di paesaggio urbano, tutte alla stessa sensibilità di 100 ISO, partendo da un valore corretto di esposizione e poi sottoesponendo o sovraesponendo fino a 5 stop. La conversione dei raw è stata effettuata con Lightroom.
In sottoesposizione si può compensare bene con una buona resa della gamma tonale e dei colori fino a -5 stop, il rumore però con questa sottoesposizione diventa alto. Per non subire un rumore eccessivo ci si deve quindi limitare ad un massimo di -2 stop; con 3 stop di sottoesposizione il rumore è appena percettibile e potrebbe essere tollerato. In sovraesposizione invece si possono recuperare fino a +2 stop, anche se con una lieve alterazione dei colori, poi la perdita nelle alte luci è irrecuperabile e le foto diventano piatte e grigiastre.

Invarianza ISO

Con questo termine si intende la capacità di alcuni sensori di accettare una sotto esposizione in ripresa e una correzione durante la conversione da raw senza che l’immagine mostri un rumore eccessivo. Ciò permette di recuperare il dettaglio nelle ombre e non bruciare le alte luci senza usare l’HDR e di correggere eventuali errori di esposizione.
Per la prova ho esposto una foto in esterni in poca luce per l’esposizione corretta a 12800 ISO e poi ho ridotto la sensibilità, mantenendo costante l’esposizione, fino a -5 stop, cioè 400 ISO, infine ho convertito l’immagine con Lightroom correggendo l’esposizione.
Con una sottoesposizione di -5 stop, 400 ISO, e una correzione in conversione da raw il rumore è eccessivo e superiore a quello della foto esposta correttamente a 12800 ISO. A – 4 stop, 800 ISO, il rumore nelle parti illuminate è analogo a quello della foto a 12800 ISO, mentre nelle parti nere, come il cielo, è appena superiore. Da -3 stop, 1600 ISO, il livello di rumore è equivalente a quello della foto esposta correttamente a 12800. Il sensore quindi consente una buona invarianza ISO e si può arrivare fino a -3 o -4 stop di sottoesposizione.

Recupero gamma dinamica

La X-H2S dispone, come tutte le Fujifilm, di una funzione automatica per incrementare la gamma dinamica. Questa può essere incrementata, dal 100 % valore standard, al 200 e 400 %, in modo manuale o automatico. Per aumentarla al 200 % la sensibilità ISO minima deve essere 320 e per il 400 % di 640 ISO.

Obiettivi

Con la X-H2S ho avuto la possibilità di provare gli zoom  XF 16-55/2,8 equivalente ad un 24-82 mm e XF 18-120/4,0 PZ OIS equivalente ad un 27-180 mm e i nuovi focale fissa XF 23/1,4 WR e XF 56/1,2 WR equivalenti ad un 35 e a un 84 mm.

Nota importante sulla risoluzione:

il sensore da 26 Mpx della X-H2S in formato 3:2 produce foto che sul lato orizzontale hanno 6240 pixel. Questo significa che la risoluzione orizzontale massima teoricamente ottenibile è 6240:2= 3120 linee. I sensori con filtratura anche X-Trans, come questo, però non riescono mai ad arrivare alla massima risoluzione teorica, anche senza filtro antialias, a causa dell’interpolazione necessaria per ricostituire l’immagine e si fermano mediamente al 70 % di tale valore, circa 2184 linee.
Come spiegato nell’articolo “Risoluzione: obiettivi e sensori” riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore.
Faccio notare che gli stessi obiettivi sono stati provati in precedenza anche con la X-T5 da 40 Mpx. In tutti i diagrammi di misura rilevati questi hanno mostrato una risoluzione superiore con la X-T5 con la quale si raggiunge la loro risoluzione massima, in alcuni casi inferiore a quella consentita dal sensore. Con la X-H2S invece la massima risoluzione ottenibile da questi obiettivi è quasi sempre limitata da quella del sensore ed è sempre inferiore a quella raggiunta con la X-T5. Questo dimostra come quasi tutte le prove sulla qualità degli obiettivi che si possono trovare in rete siano influenzate pesantemente dalla fotocamera su cui sono provati e quindi sono relativamente attendibili. Per valutarne la qualità indipendentemente dalla fotocamera si dovrebbe usare un sistema di prova con un sensore ad altissima risoluzione indipendente dalle fotocamere su cui saranno montati.

Fujinon XF 16-55 f/2,8 R LM WR

E’ uno zoom standard adatto a molti generi fotografici, il tipico zoom tuttofare usato da molti professionisti ed amatori equivalente ad un 24-70 mm su fullframe, anche se equivale in realtà ad un 24-83 mm. E’ costruito interamente in metallo e abbastanza pesante con dimensioni ragguardevoli. E’ dotato della ghiera dei diaframmi senza il blocco per la posizione A. La costruzione è molto accurata, le ghiere per lo zoom e di messa a fuoco scorrono morbidamente e con precisione. E’ costituito da 17 elementi in 12 gruppi con 3 elementi asferici e 3 super ED.
Il motore AF è di tipo lineare (LM) La messa a fuoco minima è di 60 cm con un ingrandimento 0,16x, ma può essere impostato in configurazione macro con una messa a fuoco da 30 cm a 10 m in grandangolo e 40 cm e 10 m in tele. Il diaframma ha 9 lamelle e si chiude fino a f/22. Il diametro è di 83 mm per 106 mm di lunghezza; il peso è 655 g.
Costa 1.089 €.

Apertura equivalente

L’apertura equivalente è f/4,0.

Risoluzione

Riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore per le focali di 16, 22, 33 e 55 mm.
La risoluzione è molto buona al centro a alle focali fino a 33 mm da tutta apertura fino a f/11, poi cala a buono a f/16 e discreto a f/22. A 55 mm invece la risoluzione è appena buona a f/2,8-4,0 per poi salire fino a molto  buona solo a f/8,0 per calare progressivamente fino a discreto a f/22. I bordi sono inferiori a tutte le focali ed aperture collocandosi su discreto tranne che a 33 mm f/8,0 e peggiorando a 55 mm focale in cui sono sufficienti a f/2,8 per poi migliorare, ma raggiungendo appena il buono fra f/8,0 e f/11.
In complesso una buona prestazione che però non raggiunge mai valori esaltanti.

Distorsione

La distorsione è del 5 % a barilotto alla focale minima di 16 mm, e diventa 2,3 % a cuscinetto a 35 mm e 3,6 % a quella massima di 55 mm, ma è corretta automaticamente dalla macchina o dal convertitore raw se possiede il profilo dell’obiettivo.

Vignettatura

La vignettatura alla focale minima è di 1 stop a f/2,8, 0,6 a f/4,0; a 35 mm è 1 stop a f/2,8, e 0,6 a f/4,0; a 55 mm 1,3 stop a f/2,8, 1 a f/4,0 e 0,6 a f/5,6, anche questa corretta automaticamente dalla macchina o dal software.
Complessivamente una prestazione buona con una nitidezza che però diminuisce alle focali maggiori. In ogni caso è una buona scelta per la luminosità e l’escursione focale anche se conviene non diaframmarlo oltre f/11. Se si vuole una nitidezza ed un’incisione maggiore è poi possibile ricorrere alle numerose focali fisse del catalogo Fujifilm. La distorsione e la vignettatura non preoccupano perché sono corrette automaticamente o dal software di conversione.

Fujinon XF 18-120 mm f/4,0 LM PZ WR

E’ uno zoom ad ampia escursione e motorizzato, adatto per riprese video, ma anche buono come zoom universale per foto. Equivale ad un 27-180 mm. E’ costruito interamente in metallo e di dimensioni medie. Su queste focali si incomincia a vedere la differenza dimensionale e di peso tra APS e fullframe. Non è dotato della ghiera dei diaframmi a differenza di tutti i Fujinon XF. La costruzione è molto accurata, la ghiera per la messa a fuoco e quella per lo zoom scorrono morbidamente e con precisione.
E’ costituito da 15 elementi in 12 gruppi con 3 elementi ED e 3 asferici. La messa a fuoco minima è di 60 cm con un ingrandimento massimo 0,2x in tele. Il motore AF è di tipo lineare (LM). Il diaframma ha 7 lamelle e si chiude fino a f/22. Il diametro è di 77 mm per 124 mm di lunghezza, il diametro per filtri è di 72 mm, il peso è 460 g.
Costa 980 €.
Created with GIMP

Apertura equivalente

L’apertura equivalente è f/5,6.

Risoluzione

Riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore per le focali di 18, 23, 55 e 120 mm.
Anche in questo obiettivo la risoluzione migliore si ha alle focali più corte, poi questa cala  aumentandola, in particolare a quella massima.
A 18 mm il centro è molto buono da tutta apertura f/4,0 a f/8,0, poi cala a buono e a solo discreto a f/22 per la diffrazione. I bordi sono inferiori e solo discreti fino a f/11 per poi arrivare a scarsi a f/22. Aumentando la focale a 23 mm la risoluzione è molto buona da f/5,6 a f/8,0 calando poi per la diffrazione fino a discreta a f/22, con i bordi però più distanti e discreti fino a f/16, scarsi a f/22. A 55 mm la risoluzione al centro è molto buona fino a f/5,6, buona fino a f/11 e il consueto calo a f/22; i bordi in questo caso sono vicini al centro. Alla focale massima, 120 mm, la risoluzione è inferiore rispetto alle focali più corte non supera mai il buono al centro, scadendo come al solito a f/22, con i bordi che cedono parecchio, solo discreti, a f/4,0-5,6 e appena sufficienti oltre.

Distorsione

La distorsione è 3,5 % a barilotto a 18 mm, 0,3 a 23 mm, 5,8 % a cuscinetto a 55 mm e 5,6 % alla massima focale 120 mm, ma è corretta automaticamente dalla macchina o dal convertitore raw se possiede il profilo dell’obiettivo.

Vignettatura

La vignettatura a tutta apertura varia da 1,4 stop alla focale minima a 1 a quella massima a tutta apertura, si riduce a 1/0,7 a f/5,6 e a 0,7/0,6 a f/8,0; anche questa è corretta automaticamente dalla macchina o dal software.
Il 18-120 è un buono zoom di uso universale con una qualità complessiva buona, specialmente alle focali inferiori e che cala però a quella massima. La sua motorizzazione lo rende adatto più alle riprese video che a quelle foto nelle quali lo zoom motorizzato è più un ostacolo che un aiuto per la ricerca della giusta focale.

Fujinon XF 23 mm f/1,4 R LM WR

Questo obiettivo è la nuova versione del 23/1,4, uno degli obiettivi più interessanti del sistema Fujifilm XF. E’ un grandangolo moderato ad alta luminosità, equivalente ad un 35 mm, adatto per moltissimi usi: strada, interni, paesaggi, ritratto ambientato ed altro. La costruzione è ottima interamente in metallo e di dimensioni contenute. E’ dotato della ghiera dei diaframmi con pulsante di blocco sulla posizione A automatico. La ghiera per la messa a fuoco scorre morbidamente e con precisione ed agisce elettronicamente.
E’ costituito da 15 elementi in 10 gruppi con 3 elementi ED e 2 asferici. La messa a fuoco minima è di 19 cm con un ingrandimento massimo 0,2x. Il motore AF è di tipo lineare (LM). Il diaframma ha 9 lamelle e si chiude fino a f/16. Il diametro è di 67 mm per 78 mm di lunghezza, il diametro per filtri è di 58 mm, il peso è 375 g.
Costa 830 €.

Apertura equivalente

L’apertura equivalente è f/2,0.

Risoluzione

Riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore.
La risoluzione al centro è molto buona da tutta apertura f/1,4 con un leggero aumento a f/5,6; poi cala per la diffrazione ma è ancora buona a f/16. I bordi sono abbastanza vicini, buoni fino a f/11 poi come il centro calano e arrivano ad appena discreto a f/16

Distorsione

La distorsione è 3,5 % a barilotto, ma è corretta automaticamente dalla macchina o dal convertitore raw se possiede il profilo dell’obiettivo.

Vignettatura

La vignettatura a tutta apertura f/1,4 è di 2,7 stop, 1,7 a f/2,0, 1,3 a f/2,8 e 1 a f/4,0; anche questa è corretta automaticamente dalla macchina o dal software.
Questo 23 mm è un ottimo obiettivo, leggero e compatto, con un’ottima risoluzione se il sensore lo permette. La distorsione e la vignettatura, accentuata come è normale a tutta apertura, non preoccupano in quanto possono essere corrette automaticamente.

Fujinon XF 56 mm f/1,2 R LM WR

Anche questo obiettivo è la nuova versione del 56/1,2, uno degli obiettivi più interessanti del sistema Fujifilm XF. E’ un tele moderato ad alta luminosità, equivalente ad un 84 mm, adatto particolarmente per ritratti. la costruzione è ottima interamente in metallo e di dimensioni medie. E’ dotato della ghiera dei diaframmi con pulsante di blocco sulla posizione A automatico. La ghiera per la messa a fuoco scorre morbidamente e con precisione ed agisce elettronicamente.
E’ costituito da 13 elementi in 8 gruppi con 1 elemento ED e 2 asferici. La messa a fuoco minima è di 50 cm con un ingrandimento massimo 0,14x. Il motore AF è di tipo lineare (LM). Il diaframma ha 11 lamelle per un ottimo sfuocato e si chiude fino a f/16. Il diametro è di 79 mm per 76 mm di lunghezza, il diametro per filtri è di 67 mm, il peso è 445 g.
Costa 1.149 €.

Apertura equivalente

L’apertura equivalente è f/1,8.

Risoluzione

Riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore.
La risoluzione al centro è buona a f/1,2 e f/1,4, molto buona tra f/2,0 e f/8,0; oltre questo diaframma cala leggermente ma anche a f/16 è ancora buona. I bordi sono vicini al centro e ne seguono l’andamento, uguagliandolo fra f/4,0 e f/8,0 dove si vede che la limitazione alla risoluzione è il sensore e non l’obiettivo.

Distorsione

La distorsione è 0,3 % a cuscinetto, ma è corretta automaticamente dalla macchina o dal convertitore raw se possiede il profilo dell’obiettivo.

Vignettatura

La vignettatura a tutta apertura f/1,2 è di 1,6 stop, 0,7 a f/2,0, 0,4 a f/2,8 e 0,3 a f/4,0; anche questa è corretta automaticamente dalla macchina o dal software.
Questo nuovo 56 mm è un eccellente obiettivo, non troppo grande e pesante per la sua elevata luminosità, con un’ottima risoluzione se il sensore lo consente, una distorsione ridotta e una vignettatura contenuta presente prevalentemente solo alla massima apertura.

Stabilizzazione

La X-H2S è dotata della stabilizzazione a “5 assi” sul sensore. Ho effettuato le prove con il 18-120 mm alla focale massima di 120 mm equivalente a 180 su fullframe e con il 56 mm, equivalente ad un 84 mm, in ambiente esterno.
Con il 18-120 gli scatti sono stati effettuati a partire da 1/200 raddoppiando di volta in volta il tempo di scatto fino a 1,3 secondi, 9 stop. Per ciascun tempo ho effettuato 5 scatti.
Ho ottenuto tutte foto nitide fino a 1/6 con 5 stop di guadagno, poi le foto sono prevalentemente mosse, con qualche scatto abbastanza nitido anche a 1,3 secondi cioè 8 stop. Senza stabilizzazione si può arrivare a 1/100 e con qualche scatto a 1/50, ma il risultato non è garantito.
Con il 56 mm ho scattato a partire da 1/80 e raddoppiando progressivamente il tempo fino a 1,5 secondi, 7 stop.
Ho ottenuto foto nitide fino a 0,4 secondi, 5 stop, mentre a 0,8 secondi 6 stop una foto è nitida e le altre no.
In conclusione con la X-H2S è  possibile scattare foto nitide fino a -5 stop oltre il tempo di sicurezza definito dal reciproco della focale equivalente. Oltre è possibile ottenere qualche foto nitida, ma il risultato non è garantito.

Autofocus

L’autofocus è, insieme alla velocità di raffica, il maggiore miglioramento della X-H2S rispetto al modello precedente ed alla X-T4. Si è dimostrato sempre molto veloce e sensibile anche in condizioni di luce scarsa, arrivando fino a -7 EV in pratica quasi al buio. Il rilevamento dei volti e degli occhi funziona bene e da sicurezza nello scatto di ritratti individuando sempre i volti e gli occhi anche nel caso di persone non inquadrate frontalmente.
Scattando in raffica usando la funzione Tracking con area allargata è sempre riuscito ad agganciare il soggetto, anche in movimento veloce o con movimenti laterali imprevedibili, tranne poche eccezioni. Questo sia usando i profili autofocus predefiniti sia creando un apposito profilo per tracciare i soggetti in avvicinamento o in allontanamento veloce. In alternativa invece si può usare l’autofocus a zone, con una zona centrale di 3×3 o 5×5 puntata sul soggetto per garantirsi che la fotocamera non devii dal soggetto, anche se l’ipotesi è molto rara
Nelle riprese video ha funzionato  bene, non mostrando incertezza quando si usa lo zoom su soggetti in movimento.
E’ quindi un autofocus efficiente e veloce, con prestazioni eccellenti come si può vedere nelle prove in raffica, e per la prima volta ho provato una Fujifilm a cui non si possono fare critiche in questo campo.

Raffica

Le possibilità di scatto in raffica della X-H2S  sono piuttosto articolate come esposto nella descrizione. Per valutarne le prestazioni ho effettuato le prove usando una scheda SD UHS II da 300 Mbps; sarebbe stata preferibile una CF Express tipo B che però non avevo a disposizione. Nonostante questo le prestazioni sono state eccellenti.
Ho scattato in priorità dei tempi a 1/1000 con fuoco manuale, sia in jpeg normal che in raw compresso senza perdita, con batteria ben carica. A tutte le velocità è disponibile la visione live view nel mirino o nello schermo.
Usando esclusivamente l’otturatore elettronico però non è stato possibile rilevare correttamente gli scatti effettuati in quanto la fotocamera in queste condizioni è molto silenziosa e la rilevazione non è possibile. Presento quindi solo le rilevazioni fatte usando l’otturatore meccanico e le valutazioni con quello elettronico saranno basate solo sull’esperienza pratica.

Jpeg

H con otturatore meccanico a 15 fg/s
Le X-H2S ha scattato a circa 15 fg/s per oltre 20 secondi, presumibilmente avrebbe continuato fino all’esaurimento dello spazio sulla scheda.

Raw più Jpeg

H con otturatore meccanico a 15 fg/s
Le X-H2S ha scattato a circa 15 fg/s per 8 secondi, poi ha rallentato a 6 fg/s.
Per le prove pratiche già durante la presentazione della fotocamera avevo avuto l’opportunità di scattare ad una Ferrari in corsa, presso l’autodromo di Lainate, con l’obiettivo XF 150-600/5,6-8,0 e scheda CF Express B.
In questa prova ho effettuato comunque un certo numero di scatti in due diverse postazioni, una adatta all’uso della minima focale 150 mm (225 equivalente) e uno a quella massima 600 mm (900 equivalente, scattando delle brevi raffiche. Ho usato l’otturatore elettronico impostando la velocità massima di 40 fg/s. La messa a fuoco è stata continua ad inseguimento usando un’area media al centro dell’inquadratura che si è rivelata la migliore regolazione per garantirsi che la fotocamera mettesse a fuoco il soggetto senza deviare verso altri punti. Ho anche effettuato qualche prova con l’otturatore meccanico con la raffica a 15 fg/s.
La X-H2S ha scattato a 40 fg/s in raw più jpeg per parecchi secondi. Le oltre mille foto scattate, in pochi secondi, sono risultate tutte a fuoco, salvo poche eccezioni che si contano sul dito di una mano, e questo è un risultato eccellente data la velocità con cui l’auto percorreva il circuito. Ho effettuato anche un ripresa in cui ad un certo punto alcuni altri fotografi si interponevano fra me e la macchina da riprendere: anche in questo caso la X-H2S è riuscita a tenerla a fuoco salvo che in un paio di scatti.
Per provare ulteriormente le capacità della X-H2S in raffica e il suo autofocus ho scattato nella mia consueta postazione di prova a veicoli ad elevata velocità, sia in avvicinamento che in allontanamento, con il 18-120 alla massima focale e con il 56 mm f/1,2. Ho usato una scheda SD UHS II da 300 mb/s, esposizione manuale a tutta apertura f/4,0 con tempo di 1/1250, priorità dei diaframmi, f/1,2 con il 56 mm con tempi variabili fra 1/5000 e 1/6000, ISO auto in entrambi i casi per la corretta esposizione, autofocus continuo con opzione bilanciata tra fuoco e scatto, zona centrale di 3×3 punti AF o a inseguimento con profilo per non perdere il soggetto, in jpeg normal, provando con l’otturatore elettronico e meccanico.
In queste condizioni la X-H2S ha scattato raffiche con velocità di 15 fg/s in CH con otturatore meccanico e 40 fg/s con quello elettronico. L’autofocus è riuscito a seguire sempre bene i soggetti nella modalità a zona sul soggetto con praticamente nessuna foto fuori fuoco su 1300 scattate.

Prova del ciclista 1

Ho effettuato queste riprese durante una manifestazione Fujifilm presso Ottica Universitaria di Roma.
Il ciclista si muoveva da un lato all’altro della strada effettuando anche dei salti. Ho usato il 18-120 mm a f/4,0 e con tempo di scatto di 1/1000, ISO auto e messa a fuoco a zona e AFC, con rilevamento di volto ed occhi, puntata sul volto del soggetto che portava il casco. La velocità di raffica è stata di 10 fg/s.
Le foto con la scritta verde sono a fuoco, quelle con la scritta gialla parzialmente a fuoco. Su 870 foto scattate ce ne sono una ventina parzialmente a fuoco, sulla bici ma non sulla testa del soggetto, cioè sul casco, quando questo era voltato e gli occhi e volto non erano visibili e solo sei veramente fuori fuoco.

Prova del ciclista 2

E’ effettuata riprendendo un ciclista che si avvicina a bassa velocità da circa 50 metri fino a passare a a fianco al fotografo. E’ così possibile valutare la capacità dell’autofocus di seguire il soggetto e tenerlo a fuoco.
Ho usato il 18-120 mm f/4,0 a tutta apertura per ridurre al minimo la profondità di campo, autofocus continuo a zona e rilevamento del volto attivo con un tempo di scatto di 1/800. La messa a fuoco è stata effettuata in AFC con la zona di 3×3 puntata sul viso del ciclista, piuttosto che con l’individuazione della bicicletta che non sempre riesce ad identificarla nelle riprese frontali. La velocità di raffica è stata di 20 fg/s.
Su un totale di 594 scatti 571 (96 %) sono a fuoco, 12 (2 %) parzialmente a fuoco, sulla giacca o sulla bicicletta e 11 (2 %) fuori fuoco.
La velocità di raffica che nei primi 5 secondi è stata di 20 fg/s poi, dopo circa 100 scatti, è diminuita fino a circa 10 per le ultime foto a causa dell’esaurimento del buffer e della scheda di memoria SD più lenta delle CF Express B.
Pubblico gli ultimi 80 scatti della migliore sequenza: su 142 scatti ne ha messi correttamente a fuoco 139 e 3 erano a fuoco sulla bicicletta, ma non sul volto. Le foto con la scritta verde sono a fuoco, quelle con la scritta gialla parzialmente a fuoco
In complesso le prestazioni della X-H2S nelle prove di raffica sono eccezionali: scattare a 40 fg/s in raw più jpeg è una prestazione che solo un paio di altre fotocamere possono fornire.

Video

La X-H2S ha ricevuto parecchia attenzione da parte di Fujifilm per la parte video.
La ripresa video si attiva posizionando la manopola delle modalità di funzionamento su video e poi usando l’apposito pulsante rosso accanto a quello di scatto.
Nelle prove ho riscontrato una nitidezza elevata nelle riprese 4K con una corretta esposizione e bilanciamento del bianco, la messa a fuoco ha funzionato bene dimostrando non dimostrando incertezza durante l’uso dello zoom. Eventuali passaggi di disturbo davanti alla scena non l’hanno influenzata.

Galleria

Le foto sono state scattate a Roma e in una sessione di scatto organizzata da Fujifilm presso il negozio Ottica Universitaria di Roma. Prevalentemente ho usato la impostazione automatica della sensibilità che se la luce è sufficiente si imposta a 160 ISO,mentre per le foto in poca luce è arrivata solo fino a 2000 ISO grazie all’uso di obiettivi luminosi. L’impostazione colore è stata per tutte quella standard Provia. Ho scattato in raw convertendo le foto con CaptureOne for Fujifilm senza riduzione di rumore, tranne per quelle ad alta sensibilità, oltre 1600 ISO, per le quali ho eliminato il rumore colore.
Le foto risultano tutte ben esposte nelle situazioni normali. In quelle critiche come il controluce o situazioni di alto contrasto la X-H2S tende, giustamente, a privilegiare l’esposizione per le luci sacrificando le ombre. Questo può produrre dei jpeg molto contrastati e con ombre scure e poco leggibili, ma se si lavora in raw consente un buon recupero delle ombre come si può vedere nella foto N° 41.
I colori sono piacevoli e brillanti senza esagerazioni. Se si vogliono più vivaci si può aumentare la saturazione in macchina per i jpeg o durante la conversione per i raw, o scegliere il profilo Velvia più vivace. La risoluzione e la nitidezza molto buone. Ottime anche quelle notturne.

Conclusioni

La X-H2S è per molti aspetti un’evoluzione e un notevole progresso rispetto alla precedente X-H1. L’innovazione tecnologica più importante riguarda il nuovo sensore “stacked” da 26 Mpx con un’elevata velocità di lettura e l’elaboratore d’immagine X Processor 5 con una potenza doppia rispetto al precedente. Ma quello che cambia è la “filosofia” della fotocamera. La X-H2S è la prima Fujifilm veramente dedicata alle riprese ad alta velocità, sportive, naturalistiche, di cronaca, con un autofocus veramente all’altezza di supportarle. Infatti è impressionante la sua capacità di scattare lunghe raffiche (usando però le schede CF Express B) a 40 fg/s in raw più jpeg, prestazione disponibile solo per pochissime altre fotocamere e quasi sempre a velocità inferiori. Inoltre la X-H2S è anche molto adatta alle riprese video in cui fornisce ottime prestazioni, anche se non arriva agli 8K, prestazione per adesso secondo me poco richiesta.
Questa fotocamera quindi si rivolge senz’altro sia al mondo professionale per le riprese sportive, di cronaca, naturalistiche di animali ed uccelli oltre che a tutti gli altri generi fotografici, ma anche ai fotoamatori esigenti che in essa troveranno lo strumento per soddisfare tutte le loro richieste. Il tutto ad un prezzo che è nettamente inferiore a quello di fotocamere fullframe con analoghe prestazioni, anche se dal punto di vista peso e dimensioni è al loro livello; questo è dovuto principalmente alla necessità di dare spazio ai comandi per una facile manovrabilità e di renderla bilanciata usando teleobiettivi e zoom di grandi dimensioni. Le sue caratteristiche di qualità d’immagine e di velocità, insieme al corpo protetto, ne fanno uno strumento adatto a questi utilizzi. A compensare il peso e dimensioni del corpo macchina ci sono poi gli obiettivi che, dovendo coprire il formato APS, sono di più corta focale e più piccoli e leggeri di quelli per fullframe, oltrechè meno costosi. Questo però è un argomento però che vale solo in parte. Infatti il corpo macchina della X-H2S è, come detto, delle dimensioni di molte mirrorless fullframe. Riguardo agli obiettivi la differenza c’è certamente per i tele e gli zoom tele: basta guardare e provare il 50-140/2,8 a confronto con un 70-200/2,8 per fullframe oppure il 100-400 a confronto con un 150-600 o infine il 200/2,0 per rendersene conto. Questa differenza si riduce tantissimo, fino ad annullarsi, se si considerano obiettivi normali o grandangoli. Basta vedere l’8-16/2,8 a confronto con un 12-24/2,8 per fullframe o anche il 16-55/2,8 contro un 24-70/2,8, per non parlare del 50/1,0 a confronto con un 50/1,4 o /1,2 per fullframe. Si deve anche tenere conto infatti che ai fini della profondità di campo e parzialmente anche del rumore (per questo conta anche la qualità del sensore) un obiettivo per APS per equivalere ad uno fullframe deve avere un’apertura di uno stop maggiore.
L’osservazione che si può fare è perché per una fotocamera di questo livello si sia mantenuto ancora il formato APS invece di passare al fullframe. Su questo argomento Fujifilm ha la sua risposta: le fotocamere della serie X-Tx e X-Hx, la X-H2S in particolare, sono in grado di soddisfare almeno il 90 % delle esigenze qualitative dei fotografi. Per quelli che per motivi di qualità d’immagine, stampe di grandissimo formato, paesaggi, studio, still life, moda, eventi e altro non ritengono sufficiente la qualità delle fotocamere APS c’è la linea di fotocamere di medio formato GFX che fornisce una qualità superiore a quella delle migliori fullframe.
Comunque in ogni caso la X-H2S è una gran bella macchina e consente di scattare ottime foto e riprendere ottimi video.
Riassumendo:

Costruzione e finitura

Ottimo: la X-H2S è ben costruita e finita, in lega di magnesio e protetta da polvere ed acqua.

Ergonomia e comandi

Ottimo: tutti i comandi sono facilmente comprensibili e raggiungibili anche con l’occhio al mirino. Unico appunto la soppressione della levetta per commutare la messa a fuoco da singola a continua e manuale sostituita da un pulsante molto meno pratico.

Menu

Molto buono: sono semplici ed abbastanza chiari, salvo alcune opzioni difficili da trovare.

Mirino

Ottimo: ha un’ottima luminosità e risoluzione. Consente di usare i menu e di controllare le regolazioni di esposizione.

Schermo

Molto buono: la risoluzione è adeguata alla visualizzazione dei menu ed alla revisione delle foto. Come tutti gli schermi è poco visibile in esterni di giorno. Molto comoda la funzione per selezionare i punti AF al tocco anche con l’occhio al mirino.

Autofocus

Eccellente: è rapido e veloce anche per soggetti in movimento e garantisce un’ampia copertura dell’inquadratura. Nelle riprese in raffica anche a 40 fg/s si è dimostrato all’altezza anche se è meglio usare la zona ristretta. Ottimo anche per le riprese video.

Esposizione

Molto buono: è ottima in buona luce anche se in situazioni di forte contrasto privilegia le luci (ottimo se si lavora in raw) producendo dei jpeg poco leggibili nelle ombre.

Bilanciamento del bianco

Buono: In automatismo si è dimostrato quasi sempre corretto, tranne che in luce artificiale in cui, in alcuni casi, da dei risultati troppo caldi che è necessario correggere.

Qualità d’immagine

Ottimo: sia per risoluzione e definizione, sia per il contenimento del rumore alle alte sensibilità, specialmente usando il raw e convertendo le foto con CaptureOne for Fujifilm.

Raffica

Eccellente: 40 fg/s in raw più jpeg con fotogrammi tutti a fuoco parlano da soli.

Video

Molto buono: riprende video 6.2K e Cine 4K. . Utile la presa per microfono esterno, per cuffia e l’uscita HDMI per un monitor o registratore esterno.

Batteria

Ottimo: l’autonomia è migliorata e si può arrivare a circa 580 scatti e a 720 in modalità risparmio energetico.

Obiettivi

Ottimo: il corredo è abbastanza vasto, comprendendo 43 obiettivi, tutte ottiche di ottima qualità e sono disponibili numerose focali fisse di alta luminosità.
In conclusione la X-H2S si è dimostrata un’ottima fotocamera adatta anche per impieghi professionali gravosi anche in alternativa a fullframe di analoga risoluzione.
Il prezzo è adeguato alle sue qualità.

Pregi

– autofocus veloce e preciso e con ampia copertura
– elevata velocità di raffica
– costruzione e finitura di ottima qualità
– corpo ed obiettivi protetti da polvere ed acqua
– comandi esterni principali comodi e facilmente raggiungibili
– ottimo mirino elettronico
– obiettivi di buona qualità e luminosità
– modalità di simulazione film e resa colori ottime
– stabilizzazione efficace
– ottima qualità d’immagine anche alle alte sensibilità
– menu semplici e chiari (vedi però difetti)

Difetti

– bilanciamento del bianco non sempre preciso
– alcune opzioni di configurazione nei menu difficili da trovare
– mancanza di un flash integrato
– alcuni obiettivi grandi e pesanti come per le fullframe

Alternative

Le alternative devono essere cercate fra le mirrorless ad alta velocità.

Canon R6 II

Mirrorless con sensore di formato fullframe (36×24 mm) CMOS con 24 Mpx, corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, innesto obiettivi Canon RF con 31 obiettivi, autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 1053 punti AF, mirino elettronico con 3,69 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,76x, schermo orientabile in tutte le direzioni, raffica fino a 40 fg/s con AF-C e live view, video 4K a 3840×2160 pixel 60/50/30/25/24p, Wi-Fi e Bluetooth, doppio alloggiamento per schede SD UHS II. Dimensioni 138x98x88 mm, peso 670 grammi.
Costa 2.649 € solo corpo.

Nikon Z8

Mirrorless con sensore di formato fullframe (36×24 mm) Stacked-CMOS retroilluminato con 46 Mpx, corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, innesto obiettivi Nikon Z con 30 obiettivi, autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 493 punti AF, mirino elettronico con 3,69 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,80x, schermo orientabile in alto e in basso, raffica fino a 30 fg/s con AF-C, video 8K 7680×4320 pixel 30/25/24p 4K 120/100/60/50/30/25/24p a 3840×2160 pixel, Wi-Fi e Bluetooth, due alloggiamenti per schede CF Express tipo B o XQD e SD UHS II. Dimensioni 144x119x83 mm, peso 910 grammi.
Costa 4.599 € solo corpo, 5.549 € con il 24-120/4,0.

Sony A9 II

Mirrorless con sensore di formato fullframe (36×24 mm) Stacked-CMOS con 24 Mpx retroilluminato, corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, innesto obiettivi Sony E con oltre 60 obiettivi, 18 per solo APS e gli altri per fullframe più circa altri 60 di fornitori terzi, autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 693 punti AF, mirino elettronico con 3,69 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,78x, schermo orientabile in alto e in basso, raffica a 20 fg/s, video 4K a 3840×2160 pixel 30/25p, Wi-Fi e Bluetooth, doppio alloggiamento per schede SD UHS II. Dimensioni 131x96x76 mm, peso 678 grammi.
Costa 4.680 € solo corpo.
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