Fujifilm X-E3: prestazioni e conclusioni

Sensore

La X-E3 monta lo stesso sensore X-Trans CMOS III adottato inizialmente dalle X-Pro2, X-T2 e X-T20, di dimensioni APS e con 24 Mpx. Il sensore è dotato di una matrice (CFA – Color Filter Array) che non necessita di un filtro ottico passa-basso (antialias). Questo filtro infatti è indispensabile per la riduzione del moiré e dei falsi colori generati dai sensori convenzionali ma, nel contempo, degrada anche la risoluzione. Fujifilm ha sviluppato una nuova matrice CFA che si ispira alla casuale disposizione della grana nella pellicola, eliminando la necessità di un filtro antialias per risolvere i problemi del moiré e dei falsi colori. Nella matrice Fujifilm i pixel RGB sono disposti in gruppi di pixel 6×6 con alta aperiodicità (casualità, vedi figura ad inizio test). Aumentare il grado di casualità elimina la causa fondamentale del moiré e dei falsi colori, un problema che si verifica nelle matrici convenzionali durante le riprese di elementi a righe e altri schemi ripetuti. La presenza di un pixel R, G e B in ogni serie di pixel orizzontali e verticali riduce al minimo la generazione di falsi colori e garantisce la superiore riproduzione dei colori stessi.
Il tutto si traduce in pratica, come vedremo, in un’elevata risoluzione, un’ottima resa dei colori ed un elevato rapporto segnale/rumore.
In aggiunta la versione III di questo sensore è dotata di un certo numero di pixel sdoppiati che consentono di effettuare la messa a fuoco a rilevamento di fase tramite il sensore stesso. In questo modo si è ottenuto un autofocus più rapido e veloce in grado di mettere a fuoco e seguire anche soggetti in movimento.
La X-E3 può registrare foto in formato raw da 200 a 12800 Iso. In jpeg può scendere a 100 Iso ed arrivare fino a 51200.

Rapporto segnale/rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità ISO. Questo viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute in tiff con la riduzione di rumore azzerata. Le foto sono poi convertite nel formato jpeg, che è un formato compresso, con la compressione regolata al minimo, 100 %. In questo modo più è alto il rumore, che si presenta in forma di punti scuri e colorati invece di punti bianchi, meno è possibile comprimere la foto e quindi questa risulta di maggiori dimensioni. Ho effettuato la conversione con Raw File Converter fornito da Fujifilm. Per avere una valutazione di come si pone la X-E3 rispetto alle altre fotocamere ho effettuato il confronto con la Canon EOS 6D con le foto convertite con Canon DPP e con la X-Pro2 e X-T20 che hanno lo stesso sensore, tutte con foto convertite con Raw File Converter. Per un confronto omogeneo fra fotocamere con differente numero di pixel è necessario standardizzare queste dimensioni ad un valore uniforme. Il valore scelto è 10 Mpx che consente di confrontare tutte le macchine disponibili attualmente e adatto per una stampa A4 (circa 30×20). Anche questo ridimensionamento è stato fatto durante la conversione raw/tiff; i tiff sono poi convertiti in jpeg con compressione minima sempre con lo stesso software Acdsee Pro.

La misura del rumore è stata effettuata solo fra 200 e 12800 Iso perchè solo fra queste sensibilità è possibile salvare le foto in raw. Come si vede l’andamento della curva di rumore della X-E3 ha un rapporto segnale/rumore molto vicino a quello della Canon 6D, convertite con DPP, fino a 3200 Iso, per poi discostarsene alle alte sensibilità da 1/2 a 1 stop. Rispetto alla X-Pro2 e X-T20 l’andamento è praticamente identico entro gli errori di misura. Una prestazione ottima che insieme con la risoluzione e nitidezza elevate la rendono competitiva, come qualità d’immagine, con alcune fullframe.

Gamma dinamica

La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione corretta, alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore, e la gamma dinamica della Canon 6D come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.

La X-E3 ha una gamma dinamica inferiore a quella della Canon 6D mediamente di 2/3 EV a tutte le sensibilità, meno di quanto ci si possa a spettare dalla differenza di formato dei sensori. Anche in questo caso una prestazione molto buona che dimostra come i sensori di ultima generazione siano migliorati sotto questo aspetto.

Le foto di prova sono state scattate a tutte le sensibilità disponibili in raw, da 200 a 12800 Iso. Le foto raw sono state convertite con Raw File Converter.

Foto senza riduzione di rumore

Il rumore comincia ad essere percepibile solo a 3200 Iso, ma le immagini non perdono di nitidezza. A 6400 Iso pur essendo presente può essere ancora accettabile, solo a 12800 è eccessivo. La qualità delle foto regge quasi il confronto con quella delle fullframe di pari numero di pixel anche alle alte sensibilità. L’unica differenza è che con una fullframe si può arrivare fino a 25600 Iso e oltre in raw mentre la X-E3 si ferma prudentemente a 12800 e consente sensibilità più alte solo in jpeg, applicando una riduzione di rumore che degrada la qualità d’immagine.

Foto con riduzione di rumore con Raw File Converter

Applicando una riduzione del rumore opportunamente calibrata si può anche aumentare un po’ la nitidezza. Nelle foto rimane un po’ di granulosità dovuta al rumore di luminanza, ma quella a 6400 ISO è perfettamente accettabile mentre quella a 12800 perde un po’ di nitidezza e definizione.

Foto con riduzione di rumore con Dfine

Applicando una riduzione di rumore con il plugin Dfine le foto sono completamente ripulite dal rumore, anche a 12800 Iso. La nitidezza, buona ancora a 3200 Iso, diminuisce man mano che aumenta la sensibilità ed è un po’ scarsa a 12800 Iso.

Foto a 10 Mpx senza riduzione di rumore

Normalizzando le foto senza riduzione di rumore a 10 Mpx (adatti per una stampa A4 circa 20×30 cm) si guadagna uno stop ed anche la foto a 6400 Iso è accettabile.

Foto a 10 Mpx con riduzione di rumore con Raw File Converter

Normalizzando le foto con la riduzione di rumore operata da Raw File Converter le foto ridotte a 10 Mpx sono pulite e utilizzabili fino a 12800 ISo, anche se a questa sensibilità si perde parte della nitidezza.

Foto ottimizzate

E’ possibile migliorare la nitidezza delle foto, ottimizzando questo parametro prima della conversione. Per le foto fino a 800 ISO non è stata applicata la riduzione di rumore, mentre da 1600 ISO in poi è stata applicata quella standard di Raw File Converter. In questo modo si ottengono foto di elevata qualità senza rumore e con poca differenza di nitidezza rispetto ai 200 ISO fino a 6400. quella a 12800 è invece meno nitida e presenta ancora rumore.

Foto jpeg dalla fotocamera

Le foto jpeg salvate dalla fotocamera sono ottime come rumore e nitidezza fino a 1600 Iso, poi man mano che la riduzione di rumore aumenta perdono progressivamente nitidezza, pur mantenendosi abbastanza pulite fino a 12800 Iso.

In conclusione con la X-E3 si può scattare usando il raw fino a 3200 ISO e anche a 6400 ISO applicando un’opportuna riduzione di rumore. In jpeg è invece bene fermarsi a 1600 ISO.
Un’ottima prova con cui la X-E3 si pone al vertice delle fotocamere APS.

Obiettivi

Con la X-E3 ho avuto la possibilità di provare due obiettivi, l’XF 18-55 mm f/2,8-4,0 WR OIS equivalente ad un 27-83 mm e l’XF 50 mm f/2,0, equivalente ad un 75 mm.

Fujinon 18-55 mm f/2,8-4,0 WR OIS

E’ uno zoom abbastanza piccolo e compatto, protetto da polvere ed acqua come dice la sigla WR (Weather Resistent). E’ dotato della ghiera dei diaframmi come tutti i Fujinon XF attivabile ponendo l’apposito interruttore su A. La ghiera però non ha indicati i valori di diaframma che si possono leggere nello schermo o nel mirino. E’ adatto come obiettivo di uso universale per svariati generi fotografici.
La costruzione è molto accurata, la ghiera per la messa a fuoco e quella dello zoom scorrono morbidamente e con precisione. E’ costituito da 14 elementi in 10 gruppi con 3 elementi asferici e uno XLD. La messa a fuoco minima è di 40 cm con un ingrandimento massimo 0,15x. Il diaframma ha 7 lamelle arrotondate e si chiude fino a f/22. Il diametro è di 65 mm per 70 mm di lunghezza; il peso è 310 g.

Caratteristiche ottiche

La variazione dell’apertura del diaframma al variare della focale è molto progressiva da f/2,8 a f/4,0.

Apertura equivalente

L’apertura equivalente da indicazioni sulla qualità d’immagine ottenibile dalla fotocamera al variare della focale, specialmente per il rapporto segnale/rumore, e alla profondità di campo ottenibile. Più l’apertura è bassa più la qualità è migliore e la profondità di campo ridotta.

L’apertura equivalente del Fujinon 18-55 differisce di 2/3 di stop da quella di un obiettivo di focale analoga per fullframe tranne che alla focale di 70 mm dove è quasi la stessa. Rispetto ad un obiettivo fullframe 24-70/4,0 invece è praticamente uguale alla minima focale, ma inferiore di 1 stop alla massima.

Risoluzione

18 mm

La risoluzione è molto buona al centro a tutta apertura e migliora a ottima da f/4,0 fino a f/11. A f/16 è ancora molto buona e buona a f/22. I bordi sono abbastanza vicini: buoni da f/2,8 fino a f/11, buoni a f/16 e solo sufficienti a f/22.

23 mm

Il centro è ottimo da f/3,2, tutta apertura, fino a f/11, molto buono a f/16 e buono a f/22. I bordi, un po’ più distanti migliorano con la chiusura del diaframma, buoni da f/3,2 a f/5,6, diventano molto buoni a f/8,0 e f/11 per poi peggiorare, buoni a f/16 e discreti a f/22.

35 mm

Il centro è sempre ottimo da f/3,6 a f/8,0, poi molto buono a f/11 e f/16 e buono a f/22. I bordi iniziano con buoni a f/3,6 poi migliorano, molto buoni da f/4,0 a f/16 e discreti a f/22.

55 mm

Alla massima focale la risoluzione è leggermente infriore rispetto alle focali più corte, come succede spesso negli zoom. Il centro è molto buono da f/4,0 a f/5,6, poi ha una punta ottimo a f/8,0 e poi cala progressivamente, molto buono a f/11, buono a f/16 e discreto a f/22. I bordi hanno un andamento analogo, buoni da f/4,0 a f/16 con una punta a f/8,0 e discreti a f/22.

La distorsione è di quasi il 5 % a barilotto alla focale minima e diventa lo 0,8 % a cuscinetto a quella massima, ma è corretta automaticamente dalla macchina o dal convertitore Raw File Converter o da altri se possiedono il profilo dell’obiettivo.
La vignettatura alla focale minima è di circa 1,5 stop, anche questa corretta automaticamente dalla macchina o dal software.

Complessivamente un’ottima prestazione per uno zoom di buona luminosità.

Stabilizzazione

Lo zoom 18-55 è dotato di stabilizzazione ottica.

Per la prova ho scattato con lo zoom alla sua massima focale di 55 mm (83 mm eq.), con priorità dei tempi a partire dal tempo minimo di sicurezza, 1/100 per questa focale, e raddoppiandolo poi ogni volta, effettuando almeno tre scatti, fino al tempo massimo di 1/3 secondi equivalente a 5 stop sopra il tempo di sicurezza, prima con lo stabilizzatore attivo e poi senza.

Con la stabilizzazione ho ottenuto foto perfettamente nitide fino al tempo di 1/3 di secondo, 5 stop sopra il valore di sicurezza. Un ottimo risultato per una stabilizzazione ottica aiutato anche dalla morbidezza del pulsante di scatto e dalla dolcezza dell’otturatore.

Fujinon 50 mm f/2,0 R WR

E’ un obiettivo abbastanza piccolo e compatto, progettato per adattarsi molto bene anche alla X-E3, ma costruito interamente in metallo. Anche questo è protetto da polvere ed acqua come dice la sigla WR.
E’ dotato della ghiera dei diaframmi come tutti i Fujinon XF.
La costruzione è molto accurata, la ghiera per la messa a fuoco scorre morbidamente e con precisione. La messa a fuoco minima è di 39 cm con un ingrandimento massimo 0,15x. Il diaframma si chiude fino a f/16. Il diametro è di 60 mm per 59 mm di lunghezza; il peso è 200 g.

Risoluzione

La risoluzione è ottima al centro da f/2,0 fino a f/11 e buona a f/16. I bordi sono molto vicini: molto buoni da f/2,0 a f/5,6 e ottimi da f/8,0 fino a f/11 e infine buoni a f/16.
Complessivamente un’ottima prestazione considerando la grande apertura.

La distorsione è ridotta, circa lo 0,5 %, la vignettatura a f/2,0 è circa 1 e 2/3 di stop, entrambe corrette automaticamente dalla fotocamera o dal software di conversione raw.

Le foto di prova confermano la qualità degli obiettivi.

Raffica

La X-E3 dispone di due velocità di raffica: alta H fino a 14 fg/s con l’otturatore elettronico e 8 fg/s con l’otturatore meccanico senza live view, come descritto nella pagina relativa alla descrizione ed uso,media M a 5 fg/ e bassa L a circa 3 fg/s con live view. La messa a fuoco è determinata scatto per scatto se  è su C (continuo), altrimenti è fissate al primo scatto.

Per le prove ho usato una scheda UHS I 3 a 95 Mb/s ed ho usato l’otturatore meccanico a 1/1000 di secondo e la messa a fuoco manuale.

Jpeg H

In jpeg con l’otturatore meccanico alla velocità H si ottengono 8 fg/s per circa 11 secondi, poi la raffica continua a 3 fg/s. Nel mirino non si vede la scena in live view.

Jpeg M

Alla velocità più bassa M la X-E3 ha scattato a 5 fg/s indefinitamente, presumibilmente fino al riempimento della scheda; a questa velocità è attivo il live view nel mirino o nello schermo.

Raw H

In raw con l’otturatore meccanico alla velocità H si ottengono 8 fg/s per circa 2 secondi, poi la raffica continua a 2,7 fg/s. Nel mirino non si vede la scena in live view.

Raw M

Alla velocità più bassa M la X-E3 ha scattato a 5 fg/s per circa 6 secondi poi proseguendo a 2,5 fg/s; a questa velocità è attivo il live view nel mirino o nello schermo.

Nella pratica la X-E3, scattando con priorità dei tempi a 1/1000 e autofocus continuo AF-C a zona con il 18-55 alla massima focale, è stata in grado di seguire con raffiche a 7-7,5 fg/s veicoli in movimento veloce in avvicinamento o allontanamento mantenendoli quasi sempre a fuoco, salvo qualche saltuario fotogramma fuori fuoco. A 5 fg/s ugualmente la fotocamera ha mantenuto sempre a fuoco i soggetti. L’esposizione però è rimasta invariata al primo scatto con qualche sovra o sottoesposizione conseguente.
In complesso una buona prova che può migliorare ancora usando l’otturatore elettronico, anche se questo potrebbe produrre qualche deformazione nei soggetti che si muovono lateralmente. Peccato solo che il live view per la visualizzazione del soggetto in tempo reale funzioni solo fino a 5 fg/s.

Video

La ripresa video si attiva selezionandola tra le modalità di scatto con l’apposito pulsante e poi usando il normale pulsante di scatto. Si possono riprendere video 4K a 3840×2160 pixel 30/25/24p e Full HD a 1920×1080 pixel 60/50/30/25/24p in formato MOV e codec H264 con audio stereo. Durante la ripresa si possono regolare il diaframma, il bilanciamento del bianco, la simulazione film, la compensazione dell’esposizione e la modalità di messa a fuoco usando tutte le modalità di funzionamento e regolazioni. La messa a fuoco è continua oppure manuale. E’ disponibile la presa per un microfono esterno. La ripresa 4K è però limitata a solo 10 minuti, mentre quella Full HD a 15..
Nelle prove ho riscontrato una nitidezza elevata nelle riprese 4K con una corretta esposizione e bilanciamento del bianco anche in condizioni difficile come ad un concerto rock, la messa a fuoco ha funzionato bene non dimostrando incertezze. Eventuali passaggi di disturbo davanti alla scena non l’hanno influenzata.

Galleria

Le foto sono state scattate in giro per Roma, qualcuna sulle coste del Lazio, in una rappresentazione teatrale all’aperto a Sabaudia e in un concerto rock.
Prevalentemente ho usato la impostazione automatica della sensibilità che se la luce è sufficiente si imposta a 200 Iso, la minima,mentre per le foto in poca luce è arrivata fino a 12800 Iso.
Le impostazioni di scatto usate sono state Provia e qualche volta Classic Chrome. Queste impostazioni influiscono solo sulla versione jpeg delle foto; con il formato raw l’informazione è registrata, ma la conversione può essere effettuata con il profilo prescelto anche con Raw File Converter. Questo consente anche di modificarlo e di usare uno qualsiasi dei profili previsti da Fujifilm, applicandolo a posteriori dopo lo scatto. La possibilità è molto interessante e permette di adeguare il profilo al risultato voluto anche se non lo si era fatto in fase di scatto. Usando invece altri convertitori raw, come Adobe Lightroom o ACR, questo non è possibile.
Naturalmente è possibile impostare la X-E3 con parametri diversi ed ottenere foto più neutre direttamente in jpeg.

Le foto risultano tutte ben esposte, anche nelle situazioni critiche di controluce dove di solito devo apportare qualche correzione. I colori sono piacevoli e brillanti senza esagerazioni. Se si vogliono più vivaci si può aumentare la saturazione in macchina per i jpeg o durante la conversione per i raw, o scegliere il profilo Velvia più vivace. La risoluzione e la nitidezza sono alte. Ottime in particolare le foto notturne o in poca luce, a teatro o al concerto. Notare le foto N° 2 scattata 1/2 e a 18 mm e N° 3 scattata a 1/6 a 55 mm a mano libera.

Conclusioni

La X-E3 è una variazione della già buona X-T20 con alcuni miglioramenti come lo schermo sensibile al tocco, la connessione Bluetooth e un diverso schema dei comandi, oltre alla diversa veste estetica.
La sua estetica è un po’ retrò e ricorda le fotocamere a telemetro del passato. La sostanza interna però è modernissima con un’elettronica e caratteristiche all’avanguardia. E’ costruita e finita molto bene interamente in lega di magnesio con un ottimo trattamento superficiale zigrinato, uso pelle, che ne facilita notevolmente l’impugnatura. Anche gli obiettivi sono costruiti altrettanto bene, tutti in metallo.
Il sensore X-Trans CMOS III ha ottime caratteristiche per il rapporto segnale rumore e la nitidezza. L’autofocus è molto buono per le sue prestazioni di inseguimento dei soggetti in movimento ed dispone della la possibilità di regolarne i parametri in funzione dei soggetti da riprendere.
La X-E3 mantiene alcune caratteristiche dei comandi della X-T20. Quella che colpisce di più è la presenza delle ghiera dei tempi sul corpo e quella dei diaframmi sugli obiettivi. Per impostare e regolare il funzionamento della macchina e l’esposizione basta agire su queste due, più la sensibilità ISO tramite la ghiera anteriore di comando se non è impostata su auto. Se sono tutte su A si ha il Program, spostando quella dei tempi la priorità dei tempi, spostando quella dei diaframmi la priorità ai diaframmi,  quella dei tempi la priorità ai tempi, spostandole tutte e due il manuale.
Il mirino, un OLED da 0,5″ e 2.360.000 pixel, è valido. Ha una buona risoluzione e visualizza tutte le informazioni che si possono vedere anche sullo schermo in modo da poterle verificare. Consente inoltre di valutare direttamente gli effetti delle regolazioni apportate. La copertura è del 100 % e l’ingrandimento 0,62x un po’ inferiore a quello della X-T2. Non presenta riflessi spurii e i fenomeni di trascinamento sono visibili solo in situazioni di luce molto scarsa. In queste condizioni però non presenta aumenti di rumore visibili come in altri mirini elettronici ho rilevato. Ha una funzione di “ribaltamento” molto comoda che consente, quando si gira la fotocamera per inquadrature verticali, di spostare le informazioni visualizzate in modo che siano sempre alla base o sopra l’inquadratura, rimanendo sempre ben visibili.
Un miglioramento rispetto alla X-T20 è lo schermo sensibile al tocco principalmente perché consente di selezionare e spostare il punto o la zona di messa a fuoco direttamente toccandolo anche quando si è con l’occhio al mirino.

La qualità delle foto è alta per risoluzione, gamma dinamica e contenimento del rumore. Nonostante non abbia il filtro antialias (per questo ha un’ottima risolvenza) l’effetto moirè non si presenta e in realtà non sono mai riuscito a rilevarlo anche in situazioni in cui con altre fotocamere è visibile.
Le foto in jpeg sono molto buone e si possono variare i risultati ottenibili con le impostazioni nella fotocamera per nitidezza, saturazione, colore ecc.. Molto valida poi la simulazione film con le pellicole Fuji Provia, Velvia, Astia e Classic Chrome, ecc.
Gli obiettivi sono tutti molto validi compresi quelli provati, il 18-55 mm f/2,8-4,0 e il 50 mm f/2,0.

Riassumendo:

Costruzione e finitura

Ottima: la X-E3 è ben costruita e finita, in lega di magnesio. Le ghiere esterne sono in metallo. Complessivamente ottima, anche se non raggiunge il livello di qualche concorrente per sensazione di finitura e morbidezza e scorrevolezza dei comandi.

Ergonomia e comandi

Ottimi: tutti i comandi sono facilmente comprensibili e raggiungibili anche con l’occhio al mirino. Ottima la presenza di ghiere dirette per tempi e diaframmi e del joystick per selezionare comandi e punti AF. Non si sente la mancanza del pad sostituibile se si vuole dallo schermo.

Mirino

Molto buono: ha un’ottima luminosità, risoluzione molto buona e consente di usare i menu e di controllare le regolazioni di esposizione. Ottima la funzione di “ribaltamento” per quando si inquadra in verticale.

Schermo

Ottimo:la sua risoluzione è adeguata alla visualizzazione dei menu ed alla revisione delle foto. Come tutti gli schermi è poco visibile in esterni di giorno. Comoda la possibilità di ribaltamento in alto e in basso e lateralmente e sopratutto la selezione diretta dei punti AF.

Autofocus

Molto buono: E’ rapido e veloce anche per i soggetti in movimento riuscendo quasi sempre a mettere a fuoco il soggetto nelle raffiche a 8 fg/s. Non ho quasi mai ottenuto immagini fuori fuoco. L’area di messa a fuoco può essere scelta automaticamente o manualmente. Buone le regolazioni per l’inseguimento di soggetti in movimento con 5 scenari predisposti. Durante le riprese video non ha mostrato incertezze.

Esposizione

Buona: E’ ottima in buona luce ed in situazioni normali, mentre nelle foto notturne con la misurazione valutativa sovraespone di 2/3-1 stop.La cosa è facilmente correggibile con la ghiera di controllo dell’esposizione ed eventualmente verificando l’effetto nel mirino elettronico o sullo schermo, ma si deve tenerne conto.

Bilanciamento del bianco

Molto buono: In automatismo si è dimostrato quasi sempre corretto. Dispone di impostazioni predefinite per varie luci e di taratura fine in gradi Kelvin.

Qualità d’immagine

Ottima: sia per risoluzione e definizione, sia per il contenimento del rumore alle alte sensibilità, specialmente usando il raw e convertendo le foto con Raw File Converter EX, molto migliorato nell’ultima versione. Notevole la possibilità di scegliere diverse impostazioni di colore che simulano la resa, più vivace o più neutra, delle più famose e valide pellicole Fujifilm Velvia, Provia ed Astia e Classic Chrome e altre. Complessivamente ai vertici delle fotocamere APS .

Raffica

Buona: arriva a riprendere fra 7 e 8 fg/s per 11 secondi in jpeg e per 2 secondi in raw. Con l’otturatore elettronico si può arrivare a 14 fg/s. La messa a fuoco è determinata foto per foto se è impostata su AFC (continuo), ma l’esposizione è determinata al primo scatto. Purtroppo inoltre nel mirino o nello schermo si vede l’immagine in live view solo alla velocità più bassa di 5 fg/s..

Video

Buono: riprende video 4K. Per la ripresa si possono usare tutte le modalità di funzionamento e regolare tutti i parametri di esposizione, oltre alla modalità di messa a fuoco. La messa a fuoco funziona bene senza incertezze. Utile la presa per microfono esterno. L’unico limite è la durata massima della ripresa: 10 minuti in 4K, 15 in Full HD.

Obiettivi

Ottimo: il corredo non è molto vasto, comprendendo solo 25 obiettivi, ma sono tutte ottiche di elevata qualità e sono disponibili numerose focali fisse di alta luminosità.

In conclusione la X-E3 si è dimostrata un’ottima fotocamera, piccola e leggera e con l’obiettivo adatto può essere sempre portata con se. Rispetto alla X-T2 ha in meno la protezione del corpo, la ghiera di regolazione esterna per la sensibilità Iso, minori possibilità di personalizzazione dell’autofocus e non può montare un’impugnatura supplementare per aumentare l’autonomia e la velocità di raffica con l’otturatore meccanico. Rispetto alla X-T20 invece ha una forma che consente un più facile trasporto, il joystick al posto del pad per la scelta del punto AF, lo schermo sensibile al tocco anche questo molto utile per indicare i punti AF e la connessione Bluetooth a basso consumo; manca però il flash integrato sostituito da uno esterno (fornito) e lo schermo è fisso. Le qualità fotografiche ci sono tutte e non fanno rimpiangere la sorella maggiore o la quasi gemella.
E’ adatta per principianti, famiglia e amici,  viaggi, ritratti, strada, macro, ma può essere usata proficuamente anche per paesaggi e cerimonie.

Pregi

– costruzione e finitura di ottima qualità
– corpo piccolo e leggero
– comandi esterni principali comodi e facilmente raggiungibili
– impostazioni tempi e diaframmi ed automatismi semplici ed immediati
– buon mirino elettronico
– obiettivi di alta qualità e luminosità
– modalità di simulazione film e resa colori ottime
– ottima qualità d’immagine anche alle alte sensibilità
– autofocus veloce e preciso
– raffica buona per il tipo di macchina
– funzione panorama e funzioni speciali

Difetti

– mancanza della stabilizzazione integrata
– l’impostazione ISO auto non tiene conto della focale usata
– sovraesposizione in scarsa luce in esterni
– assenza del flash integrato
– ripresa video di durata troppo limitata

Alternative

Canon EOS M50

Mirrorless compatta a forma di reflex con sensore di formato APS-C (22,3×14,9 mm) con 24 Mpx, innesto obiettivi Canon EF-M con 8 obiettivi più qualche altro di fornitori terzi, autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 143 punti AF , mirino elettronico con 2,36 Mpx copertura del 100 %, schermo orientabile in tutte le direzioni, raffica a 10 fg/s, video 4K a 3840×2160 pixel, wi-fi e Bluetooth. Con un apposito adattatore può montare tutti gli obiettivi per reflex EF e EF-S mantenendo l’autofocus.
Dimensioni 116x88x59 mm, peso 390 grammi.
Costa 580 € solo corpo e 670 € con lo zoom 15-45/3,5-5,6 IS.

Fujifilm X-T20

Mirrorless compatta a forma di reflex con sensore di formato APS (23,6×15,6 mm) con 24 Mpx, innesto obiettivi Fujifilm XF con 25 obiettivi più qualche altro di fornitori terzi, autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 91 punti AF a rilevamento di fase e 325 a rilevamento di contrasto, mirino elettronico con 2,36 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,62x, schermo orientabile in alto e in basso, raffica a 8 fg/s, video 4K a 3840×2160 pixel, wi-fi.
Dimensioni 118x83x41 mm, peso 383 grammi.
Costa 815 € solo corpo, 840 € con lo zoom 15-45/3,5-5,6 OIS e 1.040 € con il 18-55/2,8-4,0 WR OIS.

Olympus OM-D E-M10 III

Mirrorless con sensore di formato Micro 4/3 (17,5×13 mm) con 16 Mpx, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, innesto obiettivi Micro 4/3 con circa 60 obiettivi Olympus e Panasonic più altri di fornitori terzi, autofocus a rilevamento di contrasto con 121 punti AF, mirino elettronico con 2,36 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,7x, schermo orientabile in alto e in basso, raffica fino a 8,6 fg/s, video 4K a 3840×2160 pixel, wi-fi.
Dimensioni 122x84x50 mm, peso 410 grammi.
Costa 549 € solo corpo, 619 € con lo zoom M Zuiko 14-42/3,5-5,6 II e 679 con l’M Zuiko 14-42/3,5-5,6 EZ “pancake”.

Panasonic Lumix GX9

Mirrorless con sensore di formato Micro 4/3 (17,5×13 mm) con 20 Mpx, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi” che collabora con quella eventualmente presente negli obiettivi, innesto obiettivi Micro 4/3 con circa 60 obiettivi Olympus e Panasonic più altri di fornitori terzi, autofocus a rilevamento di contrasto con 49 punti AF e tecnologia Panasonic DFD veloce anche per soggetti in movimento, mirino elettronico con 2,76 Mpx copertura del 100 %, ingrandimento reale 0,7x e orientabile verso l’alto, schermo orientabile in alto e in basso, raffica a 9 fg/s con AF ed esposizione fissa o a 6 fg/s con AF continuo e live view, video 4K a 3840×2160 pixel, wi-fi e Bluetooth.
Dimensioni 124x72x47 mm, peso 407 grammi.
Costa 700 € solo corpo, 790 € con lo zoom Lumix G 12-32/3,5-5,6 Power OIS, 900 € con lo zoom Lumix G 12-60/3,5-5,6 Power OIS e 1.090 € con il Lumix 14-140/3,5-5,6 Power OIS.

Sony A6300

Mirrorless compatta con sensore di formato APS (23,5×15,6 mm) con 24 Mpx, corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua, innesto obiettivi Sony E con 37 obiettivi più altri di fornitori terzi, autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 425 punti AF particolarmente veloce ed adatto a seguire soggetti in movimento, mirino elettronico con 2,359 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,7x, schermo orientabile in alto e in basso, raffica a 11 fg/s, video 4K a 3840×2160 pixel, wi-fi.
Dimensioni 120x67x49 mm, peso 404 grammi.
Costa 770 € solo corpo, 820 € con lo zoom 16-50/3,5-5,6 OSS e 1070 e con lo zoom 18-135/3,5-5,6 OSS.

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