Canon PowerShot SX60HS: prestazioni

Sensore

La SX60HS è dotata di un sensore EXRCMOS di formato 1/2,3″ (6,17×4,55 mm) con 16 Mpx. La sua sensibilità varia da 100 a 3.200 Iso a passi di 1/3 EV.
Per valutarne le caratteristiche e la qualità pubblico oltre alle foto di prova il grafico del rapporto segnale/rumore in funzione della sensibilità e quello della gamma dinamica massima registrabile in funzione sempre della sensibilità.

Rapporto segnale/rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità Iso. Questo viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute in jpeg con la minima compressione possibile (100 %). In questo modo più è alto il rumore, che si presenta in forma di punti scuri e colorati invece di punti bianchi, meno è possibile comprimere la foto e quindi questa risulta di maggiori dimensioni. Ho effettuato la conversione con Canon Digital Photo Professional (DPP) e con Lightroom. Per avere una valutazione di come si pone la SX60HS rispetto ad una reflex fullframe ho effettuato il confronto con la Canon 6D. Anche in questo caso ho convertito le foto con Lightroom e con Canon DPP. Le foto sono state convertite in TIFF e poi trasformate in JPEG con lo stesso programma, Acdsee Pro, per applicare gli stessi algoritmi di compressione jpeg. Inoltre per un confronto omogeneo fra fotocamere con differenta numero di pixel è necessario standardizzare queste dimensioni ad un valore uniforme. Il valore scelto è 10 Mpx che consente di confrontare tutte le macchine disponibili attualmente e consente di effettuare una stampa di formato A4 senza ridimensionamento. Questo ridimensionamento è stato fatto durante la conversione raw/tiff.

Canon_SX60HS_rumore

Come si può notare dal grafico innanzitutto c’è una differenza tra le foto convertite da raw con Digital Photo Professional, il software fornito da  Canon, e quelle convertite con Lightroom che contengono moltopiù rumore, con una differenza tra 2 stop alle basse sensibilità e 1 a quelle alte. Confrontando la SX60HS con la precedente SX50HS, usando DPP; si vede che tranne una leggera diminuzione del rumore a 100 Iso, questo aumenta molto rapidamente all’aumentare della sensibilità con una differenza di 1 stop da 400 Iso in poi. Le foto convertite con Lightroom invece presentano lo stesso livello di rumore per entrambe le fotocamere. Confrontando con un’altra bridge di caratteristiche simili, la Panasonic Lumix FZ72, questa usando Lightroom è più vicina alla SX50HS e migliore della SX60HS, mentre col software fornito da Panasonic, Silkypix, è peggiore della SX60HS alle basse sensibilità ed uguale o leggermente migliore alle alte. Considerando la curva ottenuta con DPP, sia per la SX60HS che per la 6D, per la bridge si rileva una differenza di 1,5 stop nel contenuto di rumore rispetto alla reflex alla minima sensibilità di 100 Iso che poi arriva a 4,5 stop a 3200 Iso. Ciò è normale per un sensore di piccole dimensioni come quello della SX60HS
In conclusione un risultato peggiore della SX50HS e di tutte le altre bridge finora provate.

Gamma dinamica

A causa delle limitazioni nella SX60HS dei tempi di scatto e delle sensibilità Iso selezionabili con l’esposizione manuale non ho potuto rilevare la sua gamma dinamica.
Pubblico le foto di prova per la valutazione del rumore nella versione senza la sua riduzione e con la riduzione di rumore ottimizzata da 400 Iso.

Le foto di test notturne sono scattate a tutte le sensibilità da 100 a 3200 Iso. Quelle a 100 Iso sono sottoesposte in quanto non è possibile scattare con tempi superiori al secondo in priorità dei diaframmi. Il rumore comincia a comparire in forma leggera già a 400 Iso, ma non disturba la foto che rimane abbastanza nitida e definita. A 800 Iso il rumore è visibile in tutte le aree, sia scure che luminose, ma la foto resta discretamente nitida. A 1600 invece il rumore comincia ad essere eccessivo rendendo difficile l’uso delle foto, mentre i 3200 Iso sono pervasi dal rumore e anche da un viraggio dei colori verso il verde; conviene usarli solo in sitazioni disperate. Con un’opportuna riduzione di rumore durante la conversione con DPP è possibile recuperare le foto a 400 e 800 Iso, mentre è praticamente impossibile ottenere qualcosa di buono a 1600 e 3200. Con Lightroom i risultati sono peggiori. Questo fa anche pensare alla validità dei test pubblicati da alcuni siti che usano sempre lo stesso convertitore raw, Adobe ACR lo stesso di Lightroom, per tutte le fotocamere invece di quello del produttore, quando si rivela migliore.
Le foto salvate direttamente in jpeg presentano una perdita di nitidezza e dettaglio già da 400 Iso a causa della riduzione di rumore operata dalla mcchina. Quelle a 1600 e ancora di più a 3200 Iso sono inguardabili: è come se si guardassero attraverso un velo e si perde ogni dettaglio.

In conclusione con la SX60HS è possibile scattare con sensibilità Iso fino a 200, salvando in jpeg, fino a 400 salvando in raw e convertendo con Canon DPP (cosa che l’utente medio di questa fotocamera difficilmente farà) e con alcune riserve fino a 800.

Una prestazione complessiva piuttosto scarsa, inferiore alla SX50HS e a tutte le compatte e bridge finora provate, che non mi sarei aspettato da una fotocamera Canon.

Obiettivo

L’obiettivo della SX60HS è uno zoom 65x 3,8-247 mm f/3,4-6,5 equivalente in formato pellicola o fullframe ad un 21-1365 mm. E’ un’escursione focale molto ampia e deteneva il record fra le bridge fino a poco tempo fa. Oggi ci sono zoom più estesi con il record 83x 24-2000 mm della Nikon P900.
Queste focali lunghe così estreme attirano molto i neofiti della fotografia, ma chi ha esperienza sa che sono difficili da usare. Innanzitutto in esterni nelle riprese di paesaggi il primo problema è la trasparenza dell’aria che spesso, con una leggera foschia o smog, deteriora l’immagine se il soggetto è lontano. Nella ripresa di soggetti in movimento poi è difficile tenere inquadrato il soggetto e, per metterlo a fuoco e mantenervelo, sarebbe necessario un autofocus rapidissimo che nessuna bridge ha. Non per niente le reflex e gli obiettivi professionali in grado di fornire queste prestazioni costano migliaia di euri, ma i professionisti li comprano perchè sanno di non potere fare diversamente.
Per i soggetti statici, particolari di paesaggio, dettagli architettonici il problema maggiore è comunque quello del mosso. Nonostante gli stabilizzatori è pressochè impossibile ottenere foto nitide senza micromosso per un 1365 mm con tempi più lenti di 1/250 di secondo (circa 2  e 1/2 di stop sotto il tempo di sicurezza). Questo corrisponde, con un’apertura massima di f/6,5 ad un’esposizione con sole velato. Altrimenti si avranno foto mosse e poco nitide. Altro problema è la qualità e la risoluzione alla massima focale di questi obiettivi che tranne eccezioni, Canon SX50HS, è molto scarsa.
Infine c’è la difficoltà di riuscire ad inquadrare il soggetto e tenerlo dentro l’inquadratura. Per il primo problema sono di ausilio i due pulsanti sul fianco dell’obiettivo che consentono di allargare istantaneamente il campo inquadrato dallo zoom e poi, una volta centrato il soggetto, di riportarlo al valore massimo della focale. per il secondo ci si deve affidare alla mano ferma o a un robusto treppiedi.
Consapevoli di questi limiti questi obiettivi possono essere usati per riprendere dettagli lontani in condizioni ottimali, ma è inutile sperare di più. Se la luminosità è scarsa l’unica soluzione è usare un robusto treppiedi come ho fatto in alcune circostanze.
La stabilizzazione dell’obiettivo ha dimostrato di funzionare bene, consentendo di scattare foto nitide ad una focale equivalente di 1/200 (3 stop di guadagno), come si può vedere dai ritagli allegati.

L’obiettivo è a comando elettrico per la zoomata, con una comoda levetta attorno al pulsante di scatto. La scelta della modailtà di messa a fuoco si effettua dalla fotocamera. La messa a fuoco arriva, in posizione macro, fino a 5 cm dalla lente frontale, cosa molto comoda per riprendere oggetti anche piccolissimi, a patto di riuscire ad illuminarli. La messa a fuoco manuale si comanda con la ghiera e si effettua sulla parte centrale dell’inquadratura ingrandita al centro dello schermo o del mirino.

Caratteristiche ottiche

L’obiettivo ha un diaframma con una chiusura massima f/8,0 indipendentemente dalla focale.

Nel diagramma riporto il variare dell’apertura dell’obiettivo e la distanza minima di messa a fuoco in posizione normale e macro.

Canon_SX60HS_obiettivo

La luminosità dell’obiettivo, f/3,4 alla focale equivalente di 21 mm, diminuisce abbastanza rapidamente all’aumentare della focale, a 50 mm è f/4,5 e a 200 mm arriva a f/5,6 apertura che si mantiene fino a 500 mm per arrivare a f/6,5 a 1365 mm. La distanza minima di messa a fuoco è di 5 cm fino alla focale equivalente di 200 mm, poi aumenta gradualmente e alla focale di 300 mm è di 20 cm. Poi l’aumento è più veloce e si arriva a 1,8 m a 1365 mm.

Apertura equivalente

Nel diagramma è riportata l’apertura di diaframma equivalente dell’obiettivo della SX60HS al variare della focale a confronto con quelle delle Panasonic FZ200 e FZ1000, di una Micro 4/3 con 14-150, di una APS (DX) con 18-200 e di una fullframe con 28-70.

Canon_SX60HS_diaframma equivalente

L’apertura equivalente da indicazioni sulla qualità d’immagine ottenibile dalla fotocamera al variare della focale, specialmente per il rapporto segnale/rumore, e alla profondità di campo ottenibile. Più l’apertura è bassa più la qualità è migliore e la profondità di campo ridotta.
La curva della SX60HS è molto più in alto di quella della FZ200 con obiettivo ad apertura costante f/2,8, il che vuol dire che questa potrà avere una qualità d’immagine migliore e una profondità di campo, volendo, più ridotta alle focali maggiori, con una differenza di 2 stop a 500 mm. La differenza con una Micro 4/3 o con la FZ1000 va da 2,5 a 3 stop, con un’APS da 3,5 a 4 stop e con una fullframe da 4 a 5 stop.

Risoluzione

Come spiegato nell’articolo “Risoluzione: obiettivi e sensori” riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore per le focali equivalenti di 21, 41 e 88 mm equivalenti.

21 mm:

Canon_SX60HS_risoluzione-21
la risoluzione  è buona al centro da tutta aperturrrra fino a f/4,0 con un decadimento a f/5,6 a causa della diffrazione e diventa scarsa a f/8,0. I bordi sono inferiori e solo discreti fino a f/4,0, poi decadono fino a valori veramente pessimi a f/8,0 a f/8,0.

41 mm:

Canon_SX60HS_risoluzione-41
la risoluzione è discreta al centro a tutta apertura f/4,0, ma in questo caso i bordi sono più vicin, cala già a f/5,6 fino ad arrivare a valori scarsi per il centro e molto scarsi per i bordi a f/8,0.

88 mm:

Canon_SX60HS_risoluzione-88
la risoluzione cala ancora al centro, con valori appena discreti, con i bordi però abbastanza viciniraggiungendo una buona uniformità verso il basso, e con un calo inferiore ai precedenti a f/8,0 che però sono comunque scarsi.

Alle focali superiori, alle quali non mi è possibile fare le misure, l’impressione dalle foto scattate è che la risoluzione sia uguale a quella misurata fino a focali equivalenti di 300-400 mm con un calo ulteriore a quella massima.

Anche l’impressione di nitidezza non è elevata, segno di una MTF abbastanza ridotta.
La distorsione a 21 mm equivalenti e a tutta apertura f/3,4 non è però elevata, circa il 3 % a barilotto, corretta automaticamente dalla macchina, oppure a richiesta da DPP. La vignettatura anche alla minima focale ed a tutta apertura è limitata, 1/3 di stop.

In complesso una prestazione complessivamente piuttosto deludente ed inferiore a quella dell’obiettivo 24-1200 equivalente della SX50HS. Rimane comunque nella media delle bridge e delle superzoom della categoria che non brillano certo per la qualità dei loro obiettivi.

Gli scatti effettuati in interni ed esterni nel mio consueto set di prova, alla massima apertura a f/5,6 e a f/8,0, in questo caso anche alla massima focale equivalente di 1365 mm , confermano quanto detto.

Raffica

La SX60HS dispone di una velocità di raffica nominale di 6,4 fg/s. Mesa a fuoco ed esposizione sono regolate sul primo fotogramma.
Con una scheda SD di classe 10 e salvando in jpeg normal ho ottenunto 4 fg/s  per un tempo prolungato, presumibilmente fino al riempimento della scheda di memoria. Non è una velocità elevata, ma anche se inferiore al dichiarato è buona per una bridge.

Video

La ripresa video consente di riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel o HD a 1280×720 pixel con audio stereo o anche a risoluzione VGA (640×480 pixel). La ripresa è effettuata in totale automatismo. La messa a fuoco è continua.
Nelle mie prove ho riscontrato una corretta esposizione e bilanciamento del bianco. La messa a fuoco ha funzionato abbastanza bene, dimostrando però qualche incertezza con qualche perdita di fuoco e un recupero un po’ lento.

_________________________________________________________

Descrizione & uso
Galleria
Conclusioni
_________________________________________________________

<==   Precedente          Successiva   ==>

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Annunci

Foto digitale, classica, immagini

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: