Canon EOS 750D: descrizione e uso

Descrizione

La EOS 750D è una reflex di medie dimensioni. Il corpo pur avendo il rivestimento esterno in plastica è molto ben costruito e rifinito e da un’impressione di solidità. Lo schermo articolato da 3″ ha una risoluzione di 1.040.000 punti, un rapporto di aspetto 3:2 ed è sensibile al tocco. I comandi sono abbastanza completi e ben posizionati, anche se c’è una sola ghiera di regolazione. Con l’occhio al mirino o col menu di controllo rapido, attivabile premendo il comando Q, tutte le impostazioni sono facilmente raggiungibili e regolabili. L’obiettivo zoom in dotazione, 18-135 IS STM mm equivalente ad un 29-216 mm in formato fullframe, stabilizzato e dotato di motore STM passo-passo silenzioso è ben proporzionato in rapporto alle dimensioni del corpo.

Inizio la descrizione dal frontale:

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Sulla destra dell’innesto obiettivi si vede il pulsante di sblocco dell’obiettivo e a sinistra il led segnalatore dell’autoscatto. Più in basso, sul fianco destro dell’innesto obiettivi c’è il pulsante per la chiusura del diaframma ed il controllo della profondità di campo e più in alto quello per l’apertura del flash. Sotto la sua sporgenza e la scritta Canon si vedono i due microfoni per l’audio stereo.

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Sulla calotta superiore c’è al centro la slitta portaaccessori. A destra la manopola di impostazione delle modalità di funzionamento con le seguenti posizioni: M (manuale, Av (priorità dei diaframmi, Tv (priorità dei tempi, P (program), A+ (scelta automatica della scena), Flash spento, CA (creatività automatica) e infine una serie di scene (ritratto, paesaggio, macro, sport e SCN (scene) per la scelta delle altre scene disponibili). Coassiale c’è la leva di accensione che consente di ipostare la macchina anche per le riprese video. Davanti tre pulsanti. Il primo più a sinistra serve per scelta dei punti AF: selezione automatica su 19 punti, selezione zona e selezione punto singolo; il secondo è per l’impostazione della sensibilità Iso; il terzo per attivare o meno la visualizzazione delle inmpostazioni sullo schermo. Infine più avanti l’unica ghiera di regolazione per menu ed impostazioni e il pulsante di scatto.

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Nella parte posteriore i comandi sono raggruppati tutti sulla destra ed in alto a causa della presenza dello schermo articolato. In alto a sinistra, sopra lo schermo ci sono il pulsante per il richiamo dei menu e quello INFO per visualizzare le principali impostazioni della fotocamera. Al centro il mirino con, sulla destra, la rotella per la regolazione diottrica. A destra, quasi sullo spigolo, il pulsante per attivare la funzione live view e per iniziare e terminare la ripresa video se l’interruttore di accensione è sulla posizione video. All’estrema destra in alto il pulsante di blocco AE/AF e quello per la selezione manuale del punto di messa a fuoco. In riproduzione servono per ingrandire o rimpiccolire l’immagine se non si vuole usare la funzione touch. Più in basso, a destra dello schermo, il pulsante per la compensazione dell’esposizione e per la regolazione del diaframma in unione con la ghiera sulla calotta quando si è in funzionamento manuale. Appena sotto il pulsante Q che richiama sullo schermo il pannello di controllo rapido da cui è possibile controllare e modificare tutte le impostazioni. Molto comodo! Poil il pad a quattro vie con al centro il pulsante di impostazione e conferma. Comanda dall’alto in senso orario il bilanciamento del bianco, le modalità AF, la selezione dei Picture Style e le modalità di ripresa continua e di autoscatto. Sotto infine i pulsanti per la revisione e per la cancellazione delle foto.

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Sul lato destro c’è l’alloggiamento della scheda di memoria SD protetto da uno sportellino.DSC06018

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Sul quello sinistro ci sono le prese USB e HDMI ricoperte da uno sportellino. Più avanti un altro sportellino ricopre l’ingresso microfono e quello per il telecomando. Sull’obiettivo ci sono la grande ghiera per lo zoom manuale, quella più piccola per la messa a fuoco, un interruttore per attivare la stabilizzazione ed un altro per commutare la messa a fuoco da automatica a manuale.

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Nella parte inferiore troviamo l’inesto per il treppiedi coassiale con l’obiettivo e uno sportello che protegge l’alloggiamento della batteria ricaricabile agli ioni di litio.

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Lo schermo è orientabile in tutte le direzioni, anche verso l’avanti

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Sul pentaprisma è alloggiato anche un piccolo flash estraibile.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile LP-E17
– caricabatteria con cavo
– un cavo USB
– la cinghia a tracolla
– il manuale base stampato, quello completo è disponibile come pdf sul CD, insieme ai manuali per il software contenuto nei CD
– due CD con il software in dotazione, per Windows e Mac, Canon Digital Photo Professional  per importare, visualizzare e converire le foto, i manuali in varie lingue compreso l’italiano, ImageBrowser EX per visualizzare e modificare le foto e Picture Style Editor per creare gli stili foto.

Come accessori sono disponibili:
– borse custodia semirigida EH26-L e EH27-L
– Connect Station CS100
– vari flash esterni Canon dedicati e comandabili senza cavi
– comando a distanza RS-60E3
– telecomando RC-6
– Ricevitore GPS GP-E2
– Impugnatura verticale con batteria BG-E18
– kit alimentatore da rete AKC-E18
– prolunga oculare EP-EX15
– mirino angolare C
– cavo HDMI HTC-100
– cinturino da polso E2

Principali menu e schermate

Uso in pratica

Per la prova ho avuto a disposizione una EOS 750D dotata dell’obiettivo 18-135/3,5-5,6 IS STM fornito normalmente in kit.

La EOS 750D è una reflex di classe economica. Il suo aspetto però la fa apparire una macchina di classe abbastanza elevata e la sua costruzione, di buona fattura, conferma questa impressione quando la si impugna. Le dimensioni sono medie ma non eccessive, ci sono reflex più piccole, e se potrà apparire grande a chi è abituato alle compatte o alle mirrorless, sono “giuste” per una reflex e consentono un’ottima impugnabilità e un facile accesso ai comandi.
La costruzione come detto, con l’esterno in policarbonato, da una buona sensazione ed il rivestimento, in parte di materiale rugoso e morbido è piacevole al tatto. Il peso consistente, ma non eccessivo da un senso di solidità.
Con l’obiettivo usato per la prova, EF-S 18-135 IS STM, l’insieme è equilibrato e facile da trasportare. Naturalmente ci vuole una borsa pronto o fotografica. Il 18-135 è molto adatto come zoom di uso universale e con la sua focale equivalente da 29 a 216 mm consente una buona flessibilità d’azione ed è adatto a quasi tutte le circostanze. Delle caratteristiche e qualità dell’obiettivo parlerò nell’apposita pagina.

I comandi, tutti concentrati sul lato destro, tranne il pulsante per il richiamo dei menu e quello per il richiamo delle informazioni, sono a portata di dita e facilmente raggiungibili e memorizzabili. Molto comodo il pulsante Iso, vicino a quello di scatto e raggiungibile facilmente con l’indice anche con l’occhio al mirino. Basta premerlo e senza continuare la pressione si può variare con la ghiera di regolazione accanto la sensibilità Iso. Veramente comodo e rapido, molto meglio di quello sulla sinistra delle Nikon, difficile da trovare senza spostare la mano dall’impugnatura e che va tenuto premuto per effettuare la regolazione. Altrettanto comoda la leva di accensione con la quale però è necessario ricordarsi di posizionarla sulla posizione video prima di poter riprendere un filmato. Semplice anche la scelta dei punti di messa a fuoco effettuabile con il pollice premendo l’apposito pulsante in alto a destra e poi il pad direzionale. Anche il controllo della compensazione di esposizione è facilmente raggiungibile e dopo averlo premuto la regolazione è immediata con la ghiera sull’impugnatura. Questa serve anche per il program shift e per la regolazione di tempi e diaframmi nelle relative priorità. In manuale una pressione sul pulsante di compensazione commuta la ghiera di regolazione fra tempi e diaframmi. Non è così immediato come avere due ghiere, ma questa soluzione di Canon è abbastanza efficace e non fa rimpiangere la mancanza della seconda ghiera. I comandi azionabili con il pad sono ugualmente immediati e consentono una rapida regolazione di bilanciamento del bianco, autofocus, stili e modalità di scatto. Le regolazioni principali, tempi, diaframmi, Iso possono essere effettuate con l’occhio al mirino. Per le altre è molto comodo richiamare sullo schermo il menu di regolazione rapida e poi effettuarle con questo. Da questo punto di vista quindi l’usabilità della macchina è ottima. Anche il live view si aziona immediatamente con l’apposito pulsante. Solo per le riprese video bisogna ricordarsi di mettere prima la leva di accensione sulla posizione video.

Il mirino a pentaspecchio con copertura del 95 % e ingrandimento reale di 0,52x (0,82x con 50 mm) non è molto ampio e la sua luminosità è solo nella media della categoria. I punti AF coprono una superficie adeguata e sono ben posizionati. Quelli attivi sono visualizzati in rosso al momento della messa a fuoco. Alla sua base sono visualizzate tutte le impostazioni della fotocamera, tempi, diaframmi, sensibilità, compensazione dell’esposizione, WB, modalità di scatto, impostazione flash, blocco AE/AF e conferma messa a fuoco, quindi si può scattare senza distogliere l’occhio dal mirino.

Lo schermo da 3″ con 1.040.000 pixel sensibile al tocco ha un’elevata nitidezza, ma come tutti gli schermi non consente una visione ottimale in condizioni di forte illuminazione, specialmente in controluce. Quando la macchina è accesa può visualizzare tutte le sue impostazioni, ma se questo da fastido può essere oscurato con il pulsante Disp. Lo schermo è sensibile al tocco, come uno smartphone, e questo facilita la revisione delle foto con il loro scorrimento e ingrandimento come molti ormai sono abituati a fare. E’ possibile, in live view, anche selezionare il punto di messa a fuoco e scattare toccando lo schermo. E’ poi possibile visualizzare un apposito menu che consente di effettuare la maggior parte delle impostazioni della fotocamera direttamente sullo schermo. La sua articolazione consente di orientarlo nella posizione più comoda per riprese dal basso, dall’alto e per i video. Si può anche rivolgerlo verso l’avanti per autoritratti.

La EOS 750D non è dotata di stabilizzatore integrato, ma si affida a quello degli obiettivi. Il 18-135 provato è dotato di stabilizzatore abbastanza efficace visto che anche con tempi relativamente lunghi non ho ottenuto foto mosse. Nella pagina delle prestazioni sono riportati i risultati delle prove effettuate sulla stabilizzazione.

La messa a fuoco è ibrida. Quando si scattano foto usando il mirino reflex è a rilevamento di fase con il sistema autofocus dedicato con 19 punti a croce di cui quello centrale ha una maggiore sensibilità per gli obiettivi con luminosità di f/2,8 o maggiore. In live view o durante le riprese video la messa a fuoco è effettuata dalla parte centrale del sensore con il sistema a rilevamento di fase usando alcuni pixel sdoppiati appositamente disposti e su tutto il sensore a rilevamento di contrasto. La velocità col sistema Af a 19 punti e l’obiettivo 18-135 STM è molto veloce e silenziosissima. Non ho misure precise (cosa difficilissima da fare) ma la sensazione è che sia anche leggermente più rapida di quella della Nikon D7000 con il 18-200 col motore ad ultrasuoni. La messa a fuoco è quindi efficace anche per soggetti in rapido movimento e l’unico limite è quello della ridotta copertura dei punti AF per il focus tracking. Bisogna però abituarsi al suo comportamento che, se la scelta dei punti AF è automatica, mette a fuoco sempre il soggetto più vicino coperto da un punto AF. Se si vuole una messa a fuoco precisa è quindi bene scegliere il punto centrale, mettere a fuoco premendo a metà il pulsante di scatto (oppure quello di blocco AE/AF se impostato solo sul blocco della messa a fuoco) e poi senza rilasciare il pulsante modificare se necessario l’inquadratura. La messa a fuoco ibrida è invece più lenta e questo comporta alcune perdite di fuoco durante le riprese video.
L’autofocus può funzionare in modalità singola (One Shot), continua (AI Focus) ed a inseguimento (AI Servo). In live view è disponibile anche il riconoscimento dei volti. La messa a fuoco il live view può avvenire anche con scelta automatica dei punti di scatto o scegliendo la zona (FlexiZone AF), oppure su un singolo punto spostabile a piacere sullo schermo con i pulsanti del pad. Infine si può anche mettere a fuoco e scattare toccando con un dito un punto dello schermo.
L’unico limite del sistema AF della 750D è l’assenza di una luce di ausilio per la messa a fuoco. Quando è necessaria bisogna sollevare il flash incorporato che funge anche da illuminatore ausiliario.
La messa a fuoco manuale col mirino reflex è praticamente quasi impossibile perchè lo schermo di visione, di tipo chiaro, non lo consente. In live view è possibile ed assistita. E’ necessario impostare l’obiettivo per la messa a fuoco manuale, poi premendo il pulsante all’estrema destra in alto (quello per la selezione di zone e punti AF) si evidenzia la zona di messa a fuoco che è possibile spostare in tutte le direzioni con i quattro pulsanti del pad. Una successiva pressione del pulsante ingrandisce la zona prima di 5x e poi di 10 x. A questo punto è possibile mettere a fuoco e poi, con un’ulteriore pressione del pulsante ritornare all’inquadratura completa. Un po’ macchinoso, ma funziona.

L’esposizione può essere totalmente automatica in Smart Auto. In questo caso la fotocamera esegue tutto automaticamente compresa la selezione della scena e dello stile; si possono però selezionare manualmente, dallo schermo touch alcune scene. In modalità CA (creativa automatica) si possono effettuare una serie di impostazioni, sempre selezionandole sullo schermo, compresa quella relativa alla sfocatura dello sfondo (profondità di campo) e richiamare i filtri creativi. In alternativa si possono usare il programma P con la possibilità di cambiare la coppia tempo/diaframma (program shift) con la ghiera di regolazione, le priorità ai tempi o diaframmi o l’esposizione manuale. In questo caso su un’apposita scala viene indicata la differenza fra l’esposizione impostata e quella misurata fino a +/- 3 EV. In tutte le modalità è molto facile regolare la macchina con la ghiera o con i tasti del pad. La sensibilità ugualmente si può regolare con facilità, se non si usa in Auto, premendo il pulsante dedicato e con la ghiera, oppure con il pannello di controllo rapido. In modalità Iso Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo e, coadiuvata dallo stabilizzatore, se presente sull’obiettivo, consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!). La lettura esposimetrica può essere valutativa, parziale o spot. Si può selezionare la sensibilità massima impostabile automaticamente fra 400 e 6400 Iso.
L’esposizione si è dimostrata sempre corretta sia con molta luce sia di notte anche in presenza di forti contrasti e solo in casi veramente al limite ho dovuto apportare delle correzioni. Nelle foto notturne però è preferibile sottoesporre di uno stop per non ottenere foto sovraesposte e non realistiche.
Come in tutte le Canon si possono scegliere vari stili per le foto: automatico, standard, ritratto, paesaggio, neutro, immagine fedele, monocromo e 3 stili utente.

Le foto possono essere salvate in formato 3:2, 4:3, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni, L a 24 Mpx (per il 3:2), M a 11 Mpx, S1 a 5,9 Mpx, S2 a 2,5 Mpx e S3 a 0,3 Mpx e possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Normal, in raw (CR2) e in raw più jpeg. Con gli altri rapporti dimensionali, validi soltanto per le foto in jpeg, l’immagine è ritagliata, non sfruttando l’intero sensore. In raw le immagini sono sempre della massima grandezza, 6000×4000 pixel.

Il flash integrato, come in tutte le reflex tranne le professionali, è piccolo e non molto potente. Va bene per illuminare soggetti vicini, piccoli gruppi o come luce di schiarita in esterni di giorno. Può però comandare altri flash esterni Canon in modalità senza fili. Il tempo di sincronizzazione massimo è di 1/200 di secondo.

La ripresa video consente di riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel informato MP4 con codec H.264 30p a 30 (29,97), 25 o 24 (23,98) fg/s. E’ disponibile anche una ripresa con formato HD a 1280×720 pixel 60p a 60 o 50 fg/s o VGA a 640×480 pixel. Durante la ripresa la messa a fuoco è continua. La ripresa può essere effettuata con l’esposizione completamente automatica, oppure regolando manualmente la sensibilità, il diaframma ed il tempo di otturazione. La messa a fuoco può essere effettuata prima di iniziare la ripresa premendo il pulsante di scatto e poi è continua. La ripresa si attiva posizionando l’interruttore di accensione sulla posizione “video” e poi premendo il pulsante che attiva il live view.
Durante la ripresa video è possibile riprendere foto. Queste saranno riprese in formato 16:9 anche alla massima risoluzione se così impostato e salvate in jpeg o anche in raw e jjpeg. La ripresa video però sarà interrotta per circa un secondo e poi ripresa automaticamente.

La EOS 750D dispone di numerose modalità scena, selezionabili in modo automatico (Smart Auto) o manuale e presentate con alcuni suggerimenti per la loro applicazione. Inoltre in modalità CA (Scatto creativo automatico) è possibile modificare la profondità di campo, la modalità di scatto (singolo, continuo) e l’uso del flash. Per ciascuna scena premendo il pulsante Q si visualizza una schermata di controllo rapido che consente di cambiarne alcune impostazioni.
Molte delle funzioni poi possono essere comandate direttamente dallo schermo con il tocco.
La 750D è dotata di connessione Wi-Fi e NFC che consente il suo collegamento diretto ad uno smartphone o tablet, Android o iOs, su cui sia installata l’app Canon Camera Connect. Con questa è possibile controllare da remoto la fotocamera, mettendo a fuoco e scattando immagini in live view, rivedere le foto sulla scheda della fotocamera ed eventualmente trasferirle sul dispositivo e infine modificare le impostazioni. Usando la funzione NFC è possibile connettersi alla Canon Connect Station e salvarvi le foto. La 750D inoltre può connettersi ad una rete wi-fi esistente e scambiare foto con un’altra fotocamera connessa, stamparle su una stampante wi-fi, visualizzare le foto su un dispositivo tv che supporti lo standard DLNA e inviarle ad un servizio web di tipo cloud.

Nell’uso la EOS 750D si è dimostrata una fotocamera molto valida. Il suo peso ed ingombro non sono eccessivi e si porta facilmente tutto il giorno senza problemi. Se dotata di un obiettivo come il 18-135 si potranno affrontare quasi tutte le situazioni fotografiche in viaggio, vacanze, eventi, mostre, ecc. senza dover cambiare obiettivo. l’unico limite è la sua luminosità non molto elevata che costringe ad aumentare la sensibilità Iso in condizioni di poca luce. Il mirino è buono e consente una visione adeguata. Quando invece si deve usare lo schermo, come per le riprese video, ci si accorge che ha i soliti difetti di tutti gli schermi: in esterni con il sole si vede poco. L’accensione è immediata. L’interruttore coassiale con la manopola delle impostazioni di funzionamento è facilmente raggiungibile. I comandi sono molto pratici e completi e consentono la maggior parte delle regolazioni con l’occhio al mirino. Molto pratico anche il menu di controllo rapido.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 3:2 nativo dei sensori APS.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 25600 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma fornito da Canon, Digital Photo Professional e con Adobe Lightroom.

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Prestazioni
Galleria
Conclusioni
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