Canon 60D: conclusioni

Ergonomia e comandi

L’ergonomia della 60D è molto buona e tutti i comandi sono facilmente raggiungibili, comprensibili e di uso immediato. Infatti sono riuscito ad usarla senza problemi senza l’ausilio del manuale che non avevo.
Il mirino è ottimo, molto luminoso e con un buon ingrandimento, anche se non copre tutto il campo inquadrato
Quasi tutte le regolazioni possono essere effettuate con comandi dedicati sul corpo e raramente si deve ricorrere ai menu. Tutte le impostazioni possono essere controllate sul pannello LCD superiore, illuminabile, o nell’ottimo schermo posteriore. Usando il pulsante Q è poi possibile effettuare le regolazioni con il pad a 4 vie e le ghiere anteriore e posteriore controllandole direttamente sullo schermo: molto comodo e utile. Quasi tutte le impostazioni sono visibili anche nel mirino, compresa la carica della batteria, la sensibilità Iso e le foto ancora memorizzabili sulla scheda, oltre a tempi diaframmi e compensazione dell’esposizione, ma non le impostazioni dell’autofocus. Molto comodo il pulsante Iso, a portata di indice e che non deve essere tenuto premuto per effettuare la regolazione.L’unico appunto riguarda la relativa durezza di alcuni comandi, come quello di accensione e il pad a 4 vie, azionando il quale si è spesso ostacolati dalla ghiera concentrica.

Qualità d’immagine

Ne ho giaà parlato nei commenti nelle pagine in cui sono presentate le foto.In sintesi per foto da stampare nella dimensione massima A2 (60×42 cm) o da visualizzare su TV in Full HD (1920×1080 pixel) si può scattare senza problemi di rumore fino a 6400 Iso. Per maggiori ingrandimenti o per stringenti esigenze di qualità è meglio rimanere entro i 3200 Iso. I 12800 Iso è meglio lasciarli perdere.In questo la 7D si comporta leggermente meglio, probabilmente per differenze di software e per la presenza di due processori Digic IV. LA Nikon D7000 si comporta meglio con un guadagno di circa 1 stop e i 12800 Iso usabili pur se con qualche riserva.

Bilanciamento del bianco

In esterni in luce solare o col flash non ci sono problemi. In luce artificiale e soprattutto in luci miste invece il bilanciamento automatico non ha fornito buoni risultati ed è necessario ricorrere alle impostazioni manuali o addirittura ad uno scatto di taratura.

Autofocus

Si è sempre dimostrato efficiente, rapido e preciso anche con l’obiettivo 18-200 IS che ha un motore tradizionale e non USM ad ultrasuoni. L’unico inconveniente in questo caso è dovuto al ronzio che produce il motore che in qualche situazione potrebbe dare fastidio. Quindi nonostante l’autofocus disponga di solo 9 punti una buona prestazione.

Esposizione

L’esposizione è corretta in condizioni normali però ha la tendenza a sovraesporre in condizioni di scarsa luce e forte contrasto (foto notturne).

Raffica

Nello scatto in raffica la 60D fornisce una prestazione notevole, soprattutto per la durata, 55 foto in 10 secondi, a circa 5,5 foto al secondo in jpeg fine, segno che il buffer di memoria è ampiamente dimensionato. La messa a fuoco ad inseguimento è efficace e riesce a mantenere il soggetto a fuoco anche a questa velocità.
In questo caso la 60D si rivela migliore della Nikon D7000 che a 6 fg/s scatta solo 22 foto prima di rallentare, ma è inferiore alla Canon 7D che con il doppio Digic e l’uso di schede Compact Flash, più veloci delle SD, raggiunge gli 8 fg/s per oltre cento foto.

Video

Ha fornito ottimi risultati producendo video nitidi e dettagliati e riuscendo a mantenere a fuoco il soggetto, untreno in movimento, nonostante che non sia dichiarata esplicitamente la funzione autofocus continua per le riprese video. Molto comodo lo schermo orientabile, anche se purtroppo nelle riprese in esterni col sole diventa praticamente invisibile e si deve inquadrare quasi alla cieca. Si rimpiange la mancanza di un mirino elettronico.

Conclusione

La 60D è un’ottima reflex, piacevole da usare e che fornisce buoni risultati. I suoi punti di forza sono la costruzione robusta anche se il rivestimento è in plastica, il mirino, il sistema autofocus, la velocità di raffica ed il video.Potrebbero essere migliori invece l’esposimetro che tende a sovraesporre in situazioni di forte contrsto e il bilanciamento del bianco.Non si pone al top della categoria, superata dalla Nikon D7000 per qualità d’immagine ed ergonomia e dalla sorella 7D per velocità, ma vi si avvicina molto.E’ quindi consigliabile per tutti coloro che vogliono una reflex quasi professionale senza spendere eccessivamente, per chi è interessato anche al video e per chi vuole scattare prevalentemente in jpeg ed ama i colori vivaci tipici di Canon.

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27 pensieri riguardo “Canon 60D: conclusioni”

  1. Ciao, il tuo articolo è molto interessante.
    A questo punto ti pongo il mio dilemma.
    Premetto che ho sempre utilizzato ottiche (analogiche) 24 e 50 e raramente un 135 per foto teatrali o durante concerti. volendo passare al digitale
    ho fatto la c…z….ta di comprare, senza essere disponibile, la 550d con un 18-55. Poichè ancora non è arrivata e a questo punto non so se arriverà mai, pensavo di pagare la differenza e prendere una 60d con un 18-135 disponibile.
    Il mio dilemma non è sulla scelta della macchina perchè la 60d è una macchina migliore (chiaramente con notevole differenza di prezzo) ma sull’ottica. Io ho sempre fatto foto in strada e non ho avuto mai l’esigenza di un obiettivo con focale spinta. Analizzando il tuo reportage eseguito con il 18-200 e non dell’ultima generazione penso che il 18-135 potrebbe andare bene. Che mi dici????
    Grazie
    Luciano

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    1. Luciano,
      penso che il 18-135 vada benissimo per la foto di strada. infatti equivale ad un 29-216 con cui puoi inquadrare sia un’ampia scena, sia un dettaglio. Il 18-200 che ho usato è comunque l’ultima versione disponibile ed è coetaneo del 18-135.
      Ciao, Francesco

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  2. Scusami non avevo capito bene riguardo al 18-200.
    Bene ci penserò ancora un pò ma solo per un problema di prezzo.
    Grazie infinite
    Luciano

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  3. Ciao Francesco,
    ti faccio i miei complimenti per il blog, quando cerco qualche chiarimento su google quasi sempre finisco qua 🙂
    Ti volevo chiedere la differenza del LIVE View tra la canon 60d e la nikon D7000.. correggimi se sbaglio, mi pare di aver capito che con la nikon il live view non è in tempo reale (cioè deve essere aggiornato con l’ausilio di un tasto) nel senso cambiando tempi e diaframma nel monitor della nikon non vedi il cambiamento di esposizione mentre nella canon funziona in tempo reale??

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    1. Marco,
      nella Nikon D7000 in live view le modifiche all’esposizione non si vedono sullo schermo prima di scattare. Si può veder il risultato solo dopo lo scatto. Non ho attualmente una Canon per fare un’analoga prova e quindi non so dirti come si comporti, non avevo mai pensato a fare questa prova su una reflex. Sulle mirrorless, almeno sulle Olympus, invece il cambiamento si vede in tempo reale sullo schermo o nel mirino.
      ciao, Francesco

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  4. Ciao Francesco, complimenti per il blog. Posso approfittare della tua gentilezza? Vorrei abbandonare la mia sony a200 che ho utilizzato con le ottiche in kit 18-70 e 75-300 ed entrare nel mondo canon prendendo una 60d. La perplessità è sulll’ottica: kit con 17-85 o con 18-135? Ho letto che tanti dicono che il 17-85 è scadente e sarebbe da preferire il 15-85, che è molto più costoso: ne vale la pena, considerando che mi piace fotografare ma non sono una professionista? Pensavo di prendere anche il 50 f1.8 e poi un po’ per volta ampliare il corredo. Mi piace molto fotografare in viaggio, soprattutto la natura: paesaggi, fiori e animali.

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    1. Elisabetta,
      concordo anche io che il Canon 15-85 sia migliore del 17-85, anche se più costoso, ma in kit la 60D viene venduta solo con il 18-55, 17-85 o 18-135. Altrimenti si deve prendere il solo corpo e separatamente il 15-85.
      Per le foto che fai però ti consiglio il 18-135 o ancora meglio il 18-200, ordinando separatamente corpo ed obiettivo.
      Ciao, Francesco

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      1. Ciao Francesco, grazie mille per la sollecita risposta! Sto valutando il tuo suggerimento del kit con il 18-135, ma anche la possibilità di quello con il 17-85 da affiancare poi con il canon EF 70-200mm f/4L USM. Potrebbe essere una valida ipotesi?

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  5. Uso una 60D con obiettivo 15-85 ma trovo che abbia qualche difficoltà a compensare adeguatamente squilibri di illuminazione neanche troppo spinti.
    Lavoro quasi sempre in priorità di diaframmi con gli ISO in automatico, il problema è che in una normale giornata giornata di sole mi risultano ombre sottoesposte o luci anche abbondantemente sovraesposte, con grandi delusioni da parte mia.
    Qualcuno ha qualche suggerimento da darmi ?
    Io veramente non so che pesci pigliare, le prossime volte proverò ad impostare la macchina in completo automatismo per vedere se il problema si supera, dal momento che la mia vecchia compattina Canon PS720 mi dava molte più soddisfazioni.
    Vi ringrazio

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    1. Siro,
      che tipo di misurazione usi per l’esposizione? Multizona, a prevalenza centrale o spot? Questo può influire sull’esposizione di luci ed ombre. Di solito la scelta migliore è la misurazione multizona. Che sensibilità Iso imposta la macchina? All’aumentare della sensibilità la gamma dinamica diminuisce e quindi si possono avere o ombre sottoesposte o luci bruciate. A 100 Iso la gamma dinamica della 60D è circa 11 Ev, a 1600 Iso si riduce a 9 e a 6400 Iso a 7. Era impostato l’Auto Lighting Optimizer? Se si a che livello?
      Mi sembra strano che una compatta possa fare meglio.
      Io non ho riscontrato problemi di questo tipo con la 60D se non in situazioni particolari di forte contrasto nelle quali tutte le macchine avrebbero avuto problemi
      Comunque se vuoi mandami qualche foto via e-mail (l’indirizzo è alla pagina Contatti) così potrò darti qualche indicazione più precisa.
      Ciao, Francesco

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  6. Ti ringrazio moltissimo per la tua disponibilità. Dopo una stupenda giornata di “caccia fotografica” come quella vissuta ieri, alla sera ero veramente abbattuto nel ritrovarmi un mucchietto di cose mal esposte o con colori alterati.
    Dopo una notte di sonno mi è ritornata, per fortuna, la voglia di prender il toro per le corna, cioè di capire sino in fondo dove stia l’inghippo.
    La misurazione è impostata su “Media pesata al centro”, l’iso anche se in automatico cerco sempre di tenerlo sotto controllo, cioè arrivo al massimo ai 1600. L’Auto Lighting Optimizer è su Standard.
    Ti invio qualche foto ove si evince il problema.

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    1. ciao, non so… ma cosa fotografi? uccelli in volo?
      non è che ogni obiettivo dia tutti i risultati che vogliamo (o meglio possono dare buoni risultati che possono soddisfare ma debbono scendere a compromessi con elementi fisici dell’ottica e del sensore)

      più alzi gli iso e più si riduce l’ampiezza della gamma dinamica e quindi la gestione da zona chiara a zona scura diventa difficile in una giornata di sole ricca di luci e ombre

      Della tua ottica sai a quale apertura può darti un risultato a te soddisfacente per definizione al centro (se devi alzare i tempi, meglio usare la definizione al centro e caso mai ritagliare la foto per spostare il soggetto da un lato)… quindi per ipotesi f5,6, di seguito decidi il tempo per tenere fermo il soggetto (non sei obbligato a fermare le ali in volo, puoi anche lasciarli fare un’onda che da il senso del movimento) e di seguito lasci semiliberi gli iso (tipo range 100-1600) e provi via via a ridurre quel range, più basso è e meglio è 🙂

      comunque per la caccia fotografica sarebbe meglio avere uno zoom tipo 70-200 f2,8 (tamron) o 70-200 f4 (canon)

      Se invece tutto il discorso che hai fatto era relativo a paesaggi allora imposta iso al minimo, e vai a farti la gita con un monopiede per compensare di almeno 1 stop i tuoi movimenti, oppure cerca degli appoggi (come detto sopra in casi di ambienti chiaro-scuro si deve scendere di iso al minimo per sfruttare in pieno il sensore)

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  7. No, no, non fotografo uccelli in volo, la mia è più fotografia paesaggistica e grazie anche ai vostri suggerimenti mi sto accorgendo di aver ancora molto da imparare.
    La realtà è che vengo dalla fotografia analogica e solo recentemente ho fatto il salto al digitale, trovandolo onestamente più complesso in quanto gli elementi da tener in considerazione sono parecchi di più che non tempi, diaframmi e ASA.
    Comunque ho già fatto alcune prove e ne farò altre con gli elementi che mi avete fornito, vi ringrazio per la disponibilità dimostratami, in particolare francescophoto che ha pure esaminato le foto che gli ho inviato, perdendoci del tempo.
    Se avrò qualche altro dubbio ( e ne avrò sicuramente molti) aprofitterò ancora di voi. :))

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    1. se fotografi col grandangolo, difficilmente ti servirà un tempo più veloce di 1/20, iso 100, diaframma chiuso (f8-f13)
      spesso nella fotografia paesaggistica, fatta in piena luce, si ha il problema di allungare i tempi (per esempio per dare il senso di movimento ad una cascata), in questo caso ti occorrerà un filtro ND per aumentare i tempi di esposizione
      o anche dei filtri digradanti per “oscurare” il cielo che verrebbe sovraesposto andando ad esporre correttamente il resto del paesaggio

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    2. Gentile amico hai trovato una risoluzione al problema della ridotta gamma dinamica della tua 60D io ho riscontato lo stesso problema. Io ho parzialmente risolto con dei settaggi Fammi sapere le tue evoluzioni così ci aiutiamo a vicenda. Ciao grazie

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      1. Ciao, anche io ho gli stessi problemi con la mia 60D, venendo dal FullFrame ho riscontrato in questa macchina una gamma dinamica abbastanza ridotta rispetto alla mia ex Nikon D700,si ok è una cosa ovvia, peró non mi aspettavo delle difficoltà così elevate in condizioni di luce molto particolari, come per esempio un panorama con cieli chiarissimi con nuvole tendenti al bianco e montagne e colline con molte zone d’ombra.
        Io non mi sono cimentato a cambiare dei parametri in macchina ma invece cerco di recuperare in post produzione, aiutandomi con photomatix che prende in pasto 3 o più file della stessa foto esposti uno a 0 uno a + e uno a -,nel caso di 3 file con valori che decidi tu.
        Io vado con +/- 2 stop!
        Ottieni così un immagine in hdr con una gamma dinamica ampissima, superiore a qualsiasi file di qualsiasi macchina digitale, full frame comprese e che sopratutto si avvicina a quello che vede il tuo occhio!
        Tu come hai parzialmente risolto?
        Ovviamente con la tecnica che ho descritto sopra, devi stare attento a non esagerare, perché allora entri in un altro campo che è quello delle foto Hdr vere e proprie, invece il nostro compito è quello di te recuperare i dettagli persi nelle luci e nelle ombre dovuti ai limiti dei sensori delle macchine digitali.
        Questo puoi farlo grazie alle regolazioni che ti permette il programma stesso!

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        1. Simone,
          la Canon 60D ha una gamma dinamica di circa 11,5 EV a 100 Iso inferiore di 0,5 EV fino a 400 Iso rispetto alle 5D II e 5D III; oltre questa sensibilità la gamma dinamica diminuisce fino a 7 EV a 12.800 Iso e la differenza con la 5D III arriva ad 1 EV, mentre la 5D II scade agli stessi livelli della 60D (dati DXOMark su Print). La Nikon D700 ha circa 1 EV di più fino a 1600 Iso, ma poi si avvicina alla D60 ed è allo stesso livello a 12.800.
          Un comportamento diverso hanno invece le Nikon di ultima generazione. La D7000 ha quasi 2,5 EV in più di gamma dinamica a 100 Iso, raggiungendo 13,87 EV. Questa differenza diminuisce progressivamente all’aumentare della sensibilità fino ad avere 0,5 EV di meno a 12.800 Iso. La D600 ha una differenza in più di quasi 3 EV a 100 Iso, arrivando a 14,24 EV, poi scende progressivamente, mantenendosi però da 800 Iso fino a 12.800 a 1,5 EV sopra la D60. La caratteristica di avere un’alta dinamica alle basse sensibilità è propria di tutte le nuove Nikon e dovuta, oltre che al sensore, anche al processore d’immagine Expeed.
          Come ho scritto non ho in questo momento una Canon su cui fare prove, ma penso che regolando opportunamente i parametri di ripresa per gli scatti in jpeg, o meglio su DPP o altro software di conversione per i raw, e esponendo opportunamente le foto qualcosa possa essere migliorato.
          Non ho mai usato Photomatix che è un software per HDR in quanto non mi piace molto questa tecnica. Comunque questa modalità di scatto va bene solo per foto a soggetti statici e con l’uso di un treppiedi.
          Ciao, Francesco

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  8. Intanto, io che ero abituato a un tipo di fotografia reportagistica, molto al volo, voglio cominciare ad usare di più il cavalletto, questo perchè un altro dei miei limiti è una definizione spesso debole, che non concede ingrandimenti.
    La messa a fuoco con la 60D mi sembra molto più selettiva sui piani rispetto alla mia vecchia Olympus OM1, con la quale veramente mi sembrava tutto molto più semplice.
    Capisco che devo fare dei passi avanti in termini di conoscenza di una macchina che evidentemente ancora non padroneggio, il punto è che non ho molto tempo a disposizione e quindi… si fa quel che si può.

    Riguardo ai problemi di compensazione espositiva, dopo qualche prova ho capito che la “Misurazione valutativa” è decisamente migliore della “Media pesata al centro”, almeno per il tipo di foto che faccio io. La verifica alla prossima uscita.

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  9. In questa pagina scrivi Che si puo scattare fino a 6400 iso se stampi fino a 60×42
    o se vedi in full hd.
    Io con la mia 60d non posso andare oltre gli 800 iso perché noto molto disturbo… soprattutto, ed è per questo che la uso, per registrazioni video. Tutti ne parlano bene, sará la mia difettosa?

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  10. Francesco, anche io non uso tanto photomatix per creare foto in hdr, ogni tanto elaboro qualche file per divertirmi.
    Ma ho scoperto provando e riprovando, che facendo elaborare al programma 3 file, uno esposto correttamente, uno a +2 stop e uno a -2 stop, oltre a sfornarti tanti file di prova in hdr, più o meno elaborati, ne crea uno che chiama defoult!
    Questo file non ha nulla a che vedere con i file in hdr, ma ha solo il previlegio di avere al suo interno tutta la gamma dinamica presente nei tre file che ho dato da elaborare.
    Successivamente questo file a differenza dei veri file hdr, ha bisogno di una controllatina in Photoshop, vedi livelli, curve, vividezza e in alcuni casi un po’ di contrasto!

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  11. Ciao Francesco, mi hai gia dato diversi preziosi consigli in passato (tipo acquistare una 60/d con 18/135…)
    Volevo approfittarne ancora……., preso da pazzia improvvisa ho venduto il mio obiettivo 18- 135 intenzionato a prenderne con poca differenza un’altro seminuovo 18-200…….sempre canon (già trovato)!
    Volevo chiederti se ho sbagliato a venderlo per passare al 200, considerando che cerco un obiettivo flessibile che mi faccia fare un po tutto…
    Vado in peggio rispetto a quello che avevo?
    Grazie in anticipo

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    1. Michele,
      il Canon 18-200 IS è un buon obiettivo, uno dei migliori della sua categoria insieme al Nikon 18-200 VR, quindi credo che dal punto di vista della qualità d’immagine non ci perderai mentre guadagnerai sicuramente in flessibilità d’uso con un tele che arriva a 200 mm. Forse però in seguito potresti accorgerti che nella maggior parte dei casi si scatta con focali corte e i 200 mm non si usano molto spesso.
      Ciao, Francesco

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  12. Ciao Francesco…provo a commentare questa tua recensione per chiederti un tuo parere…..devo regale una macchina reflex a mio padre e sto cercando una buona macchina…che non va in mano ad un novellino per capirsi…quindi uscire un po dalla fascia delle entry level…. per il budget che ho avrei adocchiato la canon 60d la canon 700d la nikon 5300 e nikon 7000…..quest’ultima da quello che ho letto sembra essere una macchina davvero notevole…l’unico mio dubbio è che si tratta di una macchina ormai fuori produzione….vale la pena comprarla a sto punto?!?!
    Le due canon mi sembrano valide…e con ottica 18-135 potrebbe essere una buona partenza…….so che odierai queste domande…ma te cosa ne pensi??

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