La G5 provata era dotata dello zoom Panasonic GX 14-42 f/3,5-5,6 Mega OIS stabilizzato e motorizzato. Questo obiettivo impressiona per le sue contenute dimensioni in lunghezza, specialmente a confronto di altri obiettivi di pari focale e per lo stesso formato nemmeno dotati di motore e stabilizzazione. In pratica sporge di solo circa 2 cm dal corpo della macchina, come un “pancake”, rendendo il tutto molto compatto. La G5 così può essere portata in una piccola borsa. Oltre a questo obiettivo ho avuto a disposizione anche un tele zoom, il 45-175 OIS motorizzato. Questo zoom, equivalente in fullframe ad un 90-350 mm, è molto piccolo e compatto; in più la zoomata è motorizzata e può essere comandata sia dalla ghiera che da un interruttore sul suo lato sinistro o da un altro sulla calotta della G5. Con questo obiettivo e la G5 si ha quindi a disposizione una fotocamera con mirino che produce foto di alta qualità ed un tele molto potente con un ingombro relativamente ridotto ed un peso veramente ridottissimo.
La G5 è dotata di mirino di alta qualità. Ha 1,44 Mpx, una risoluzione pari a quella del mirino della Olympus OM-D E-M5 e inferiore solo a quella dei mirini della Fujifilm X-E1 e della Sony NEX-7. La sua nitidezza è elevata e non soffre di riflessi quando si inquadrano fonti di luce e di scie quanso si muove velocemente l’inquadratura. In questi casi si ha solo una momentanea leggera perdita di nitidezza. Non soffre nemmeno di fenomeni di “congelamento” dell’immagine quando si preme a metà il pulsante di scatto per mettere a fuoco, fenomeno che si verifica in altre fotocamere. La copertura è del 100 %, con un ingrandimento di 1,4x (reale 0,7x) e vi si possono visualizzare tutte le informazioni visibili sullo schermo. Il passaggio dalla visualizzazione sullo schermo a quella nel mirino può essere manuale, premendo l’apposito pulsante, oppure meglio automatica, tramite un apposito sensore che rileva quando si avvicina l’occhio all’oculare. Lo schermo, da 3″ e sensibile al tocco, è abbastanza nitido e ben visibile. Soffre però del problema di tutti gli schermi quando ci si trova in esterni: in molti casi, specialmente nelle inquadrature di scene di grande luminosità e ad alto contrasto, come ad esempio in controluce, nello schermo non si riese a vedere quasi nulla, solo la propria faccia riflessa, e si inquadra quasi alla cieca.
Lo schermo sensibile al tocco consente di scegliere molte impostazioni direttamente da questo, in modo facilitato senza riferimenti tecnici ed anche scegliere le scene. Si può anche indicare direttamente il punto di messa a fuoco e poi scattare. Nella revisione delle foto queste si possono scorere e ingrandire come su uno smartphone o tablet.
Il corpo macchina è piccolo come detto e ben finito. I comandi sono tutti a portata di dito e comodi da memorizzare e da azionare. Solo la ghiera posteriore, che si può anche premere per commutare la sua funzione dalla variazione dei tempi o diaframmi a quella di compensazione dell’esposizione, è un po piccola. La maggior parte delle impostazioni si può fare dal Quick menu, premendo l’apposito pulsante e poi spostandosi con i pulsanti del pad, senza dovere entrare nei menu. Con un po’ di pratica tutte le regolazioni si possono effettuare velocemente anche con l’occhio al mirino, ma con lo schermo è più facile e naturale.
La G5 non è dotata di stabilizzatore integrato, ma molti degli obiettivi Panasonic, come il GX 14-42 in dotazione, sono stabilizzati. Lo stabilizzatore è abbastanza efficace e consente di guadagnare almeno tre stop di esposizione fotografando soggetti statici.
La messa a fuoco è a rilevamento di contrasto con 23 zone selazionabili automaticamente o manualmente. Si può anche scegliere una zona ristretta di messa a fuoco spostabile a piacere sullo schermo col tocco o con il pad. La frequenza di rilevamento dell’autofocus è elevata, 120 volte al secondo, e questo permette di miglirarne la velocità. Le modalità di funzionamento sono quelle classiche, AF-S (singolo), AF-C (continuo) e manuale. La velocità dell’autofocus è buona, anche se inferiore a quella delle reflex, ma adeguata per i soggetti statici o in movimento lento in tutte le condizioni di luce. Per i soggetti in movimento veloce i risultati in AF-C, sia senza che con inseguimento, non sono sempre buoni e l’autofocus non è abbastanza veloce per veicoli che viaggiano a 50 kmh. La sensibilità è buona e l’autofocus funziona bene anche a bassi livelli di luminosità senza illuminatore: ho misurato un livello equivalente a 1/4 di sec a f/1,4 e 200 Iso. Nelle riprese video la messa a fuoco è continua. E’ abbastanza precisa, e dimostra poche incertezze con variazioni di fuoco avanti e indietro tipiche degli autofocus a rilevamento di contrasto.
L’esposizione può essere totalmente automatica in iAuto, oppure si possono usare il programma P con la possibilità di cambiare la coppia tempo/diaframma (program shift), le priorità ai tempi o diaframmi o l’esposizione manuale. In questo caso su un’apposita scala viene indicata la differenza fra l’esposizione impostata e quella misurata fino a 3 EV. In tutte le modalità è facile e rapido regolare la macchina con la ghiera disponibile. La sensibilità ugualmente si può regolare con facilità, se non si usa in Auto, premendo il pulsante superiore del pad e spostandosi poi con i quattro pulsanti. In modalità Iso Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo e consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!). L’esposizione si è dimostrata sempre corretta sia con molta luce sia di notte anche in presenza di forti contrasti e solo in casi veramente al limite ho dovuto apportare delle correzioni.
Le foto possono essere salvate in formato 4:3, 3:2, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni, Large a 16 Mpx, Middle a 8 Mpx e Small a 4 Mpx e possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Standard, in raw e in raw più jpeg.
La G5 dispone di un flash integrato che può essere estratto con l’apposito pulsante. Il flash può essere impostato su automatico, forzato, riduzione occhi rossi, slow sync, ma per farlo è necessario entrare nei menu. La potenza è ridotta, ma va bene per piccoli ambienti o gruppi e come luce di schiarita di giorno.
La ripresa videoè Full HD a 1920×1080 pixel 50i in modalità AVCHD o MPEG-4 con audio stereo. E’ disponibile anche una ripresa con formato HD a 1280×720 pixel 50p o VGA a 640×480 pixel. Durante la ripresa la messa a fuoco può essere automatica continua o manuale. Si possono usare tutte le opzioni di funzionamento PASM per l’esposizione, comprese le scene, e la compensazione dell’esposizione. Durante la ripresa è possibile scattare foto. Se si da priorità al video le foto saranno di dimensioni piccole (S) o medie (M), se si da priorità alle foto la ripresa video verrà ainterrotta un attimo e reiniziata subito dopo.
La G5 dispone di numerose modalità scena e di effetti creativi (Creative Control Mode), che consentono di modificare la foto con effetti speciali o creativi come Expressive, Retro, High e Low Key, Sepia, Toy e Miniature. C’è infine la possibilità di riprendere foto 3D, con l’apposito obiettivo Panasonic da rivedere poi su televisori 3D.
Nell’uso la G5 si è dimostrata una fotocamera molto piacevole. E’ abbastanza piccola e leggera, più di una reflex base equivalente, e non ci si stanca portarla con se. Il mirino è molto nitido e contrastato con colori abbastanza fedeli, senza presentare fastidioso rumore quando la luce è poca come succede per altre mirrorless. In questi casi si nota solo una perdita di nitidezza e qualche scia se si muove rapidamente l’inquadratura. Questo consente un’ottima visione e non si rimpiange molto quello ottico delle reflex. L’accensione è abbastanza pronta, anche se non fulminea, richiedendo quasi 1 secondo e l’interruttore coassiale alla manopola per impostare le modalità di funzionamento è molto comodo e rapido da raggiungere. Le regolazioni sono facili ed immediate grazie al Quick menu e alle funzioni abbinate ai tasti del pad. Gli obiettivi con zoom elettrico sono abbastanza funzionali, anche se un comando manuale sarebbe più immediato. Il loro pregio maggiore è l’estrema compattezza che non va però a scapito della qualità ne della stabilizzazione.
Per tutte le foto di prova ho usato il formato 4:3.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 160 a 6400 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivi, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 160 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma fornito da Panasonic, Silkypix 3 e con Adobe Lightroom 4.4.
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