Per la prova ho avuto a disposizione una E-PL5 dotata dell’obiettivo 14-42/3,5-5,6 fornito normalmente in kit.
In questa combinazione l’insieme macchina/obiettivo è abbastanza leggero da trasportare.
L’obiettivo però è piuttosto esteso in lunghezza anche retratto. Questo comporta che è difficile infilare la macchina in una tasca. Ci sono riuscito in quella di un giaccone invernale, ma è preferibile per il trasporto di procurarsi la borsa pronto originale Olympus CS-38B o una delle tante disponibili dai produttori di borse. Con un’obiettivo di lunghezza più ridotta come il 17/2,8 “pancake” o il Panasonic G X Vario 14-42 (di lunghezza molto contenuta e con cui la E-PL5 funziona benissimo) è possibile invece infilarla più facilmente in una tasca, anche se risulta un po’ pesante, e portarla senza una borsa, cosa impossibile per una reflex o per la OM-D E_M5. Se invece si ha un corredo di diversi obiettivi la borsa sarà più piccola e peserà meno di quella di una classica reflex.
Lo schermo da 3″ con 460.000 pixel è orientabile verso l’alto di circa 180° e verso il basso di 50°. Questo è molto comodo per riprese dal basso o dall’alto e per fotografare senza farsi notare, non portando la macchina all’occhio o in avanti ad altezza viso, ma orientando lo schermo verso l’alto mentre la si tiene al collo e al limite scegliendo il soggetto da mettere a fuoco e effettuando lo scatto toccando semplicemente lo schermo. Eccellente! Lo schermo infatti è sensibile al tocco, come uno smartphone, e questo facilita la revisione delle foto con il loro scorrimento e ingrandimento come molti ormai sono abituati a fare. E’ possibile, come detto, anche selezionare il punto di messa a fuoco e scattare toccando lo schermo. Nel funzionamento iAuto poi è possibile visualizzare un apposito menu che consente di cambiare molte caratteristiche della foto (colore, esposizione, profondità di campo, ecc.) senza riferimenti a termini tecnici, ma osservando l’effetto sullo schermo, ed anche avere suggerimenti per la scelta delle scene. Adatto per chi inizia a fotografare. Infine orientando lo schermo verso l’alto di 180° fino a rivolgerlo verso l’avanti è molto semplice scattare degli autoritratti.
Il corpo macchina, realizzato in lega di magnesio è piccolo come detto e molto ben finito. I comandi sono pochi e facilmente azionabili anche se i pulsanti invece sono piccoli e si deve prendere un po’ di pratica per azionarli con sicurezza. Comodi comunque il pulsante Fn se abbinato all’impostazione Iso e quello rosso per la ripresa video, entrambi a portata del dito pollice.
La maggior parte delle impostazioni può essere effettuata con la funzione Live Control, attivabile premendo il comando OK al centro del pad. In questo modo si visualizza una fascia sulla sinistra dello schermo (o del mirino, se presente) con le funzioni regolabili e una in basso che elenca i valori disponibili. Con i tasti del pad o con la ghiera si possono scorrere questi menu per impostare le opzioni volute. Con un po’ di pratica tutte le regolazioni si possono effettuare velocemente anche con l’occhio al mirino, ma con lo schermo è più facile e naturale. In alternativa si può usare il Super Control Panel che si sovrappone però all’immagine sullo schermo e disabilità la funzione touch.
Lo stabilizzatore d’immagine è sul sensore , ma non è a “5 assi” come quello della E-M5. La sua efficacia è buona, e consente di guadagnare da 3 a 4 stop di esposizione fotografando soggetti statici, come si può vedere nelle foto allegate. L’integrazione dello stabilizzatore nel corpo consente inoltre di stabilizzare tutti gli obiettivi montati, anche quelli a focale fissa e pure quelli di altre macchine o reflex montati con adattatori. In questo caso occorre informare la macchina sulla focale utilizzata. Può funzionare in tre modalità, una per tutte le vibrazioni, una per il panning orizzontale ed una per quello verticale.



La messa a fuoco è a rilevamento di contrasto con 35 zone selezionabili automaticamente o manualmente. Si può anche scegliere una zona ristretta di messa a fuoco spostabile a piacere sullo schermo col tocco o con il pad. La frequenza di rilevamento dell’autofocus è molto elevata, 240 volte al secondo, e questo permette di migliorarne la velocità. Le modalità di funzionamento sono quelle classiche, AF-S (singolo), AF-C (continuo) e manuale. In modalità AF-S è possibile anche intervenire manualmente, usufruendo anche dell’ingrandimento fino a 14x sullo schermo o nel mirino, se presente. Nella modalità AF-C è possibile attivare l’inseguimento del soggetto che viene agganciato ed inseguito nei suoi movimenti nell’inquadratura. Esiste poi la possibilità di attivare la messa a fuoco continua (Full Time AF) con la quale la macchina mette a fuoco in continuazione ciò che inquadra in modo di essere sempre pronta allo scatto; questo però aumenta il consumo della batteria. Quando c’è poca luce è possibile attivare l’illuminatore ausiliario.
La velocità dell’autofocus è buona, leggermente inferiore a quella delle reflex, ma adeguata per i soggetti statici o in movimento lento in tutte le condizioni di luce. Per i soggetti in movimento veloce si ottengono buoni risultati in AF-C, sia senza che con inseguimento, quando la luce è buona, anche se qualche volta l’autofocus non è abbastanza veloce per veicoli che viaggiano a 50 kmh. Quando la luce diminuisce l’autofocus fatica e anche se aggancia il soggetto in inseguimento non sempre poi riesce a metterlo a fuoco. La sensibilità è ottima e l’autofocus funziona anche a livelli di luminosità bassissimi senza illuminatore: ho misurato un livello equivalente a 0,67 sec a f/1,4 e 200 Iso. Nelle riprese video la messa a fuoco è continua. E’ abbastanza precisa, anche se in alcuni casi dimostra delle incertezze con variazioni di fuoco avanti e indietro tipiche degli autofocus a rilevamento di contrasto.
L’esposizione può essere totalmente automatica in iAuto, oppure si possono usare il programma P con la possibilità di cambiare la coppia tempo/diaframma (program shift), le priorità ai tempi o diaframmi o l’esposizione manuale. In questo caso su un’apposita scala viene indicata la differenza fra l’esposizione impostata e quella misurata fino a +/- 3 EV. In tutte le modalità è molto facile regolare la macchina con la ghiera o con i tasti del pad. La sensibilità ugualmente si può regolare con facilità, se non si usa in Auto, premendo il pulsante Fn e con la ghiera, oppure con il Live Control. In modalità Iso Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo e, coadiuvata dallo stabilizzatore, consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!). L’esposizione si è dimostrata sempre corretta sia con molta luce sia di notte anche in presenza di forti contrasti e solo in casi veramente al limite ho dovuto apportare delle correzioni.
Le foto possono essere salvate in formato 4:3, 3:4, 3:2, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni, Large a 16 Mpx, Middle a 5 Mpx e Small a 1,3 Mpx e possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Normal, in raw (ORF) e in raw più jpeg.
La fotocamera non dispone di un flash integrato, ma Olympus ne fornisce uno esterno con una custodia in velluto che può essere fissata alla cinghia a tracolla. Il flash va montato sulla slitta portaaccessori e volendo può essere lasciato lì in permanenza in quanto il peso è irrisorio e si aumenta solo un po’ l’altezza della macchina. Se si vuole usarlo va alzato manualmente in posizione operativa, come nelle reflex. La potenza è ridotta, ma va bene per piccoli ambienti o gruppi e come luce di schiarita di giorno.
La ripresa video consente di riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel in modalità MPEG-4 AVC/H.264 o Motion Jpeg a 60 fg/s. E’ disponibile anche una ripresa con formato HD a 1280×720 pixel o VGA a 640×480 pixel. Durante la ripresa la messa a fuoco è automatica, ma si può variare la modalità di messa a fuoco. Si possono usare tutte le opzioni di funzionamento PASM per l’esposizione e la compensazione dell’esposizione, che però devono essere impostate prima di iniziare a riprendere e non possono essere cambiate.
La E-PL5 dispone di numerose modalità scena, ognuna presentata con alcuni suggerimenti per la sua applicazione e degli Art Filter, un’esclusiva Olympus, che consentono di modificare la foto con effetti speciali o creativi. Il più interessante mi è sembrato quello che drammatizza la scena, applicato a paesaggi nuvolosi.
E’ disponibile, fra le scene, anche la funzione panorama, ma la sua applicazione è complessa e scomoda richiedendo di scattare diverse foto da allineare l’una con l’altra sullo schermo o mirino. Niente a che fare con le funzioni panoram automatiche di altre fotocamere.
C’è infine la possibilità di riprendere foto 3D da rivedere poi su appositi televisori 3D.
Nell’uso la E-PL5 si è dimostrata una fotocamera molto piacevole da usare. E’ piccola e leggera e non ci si stanca portarla con se. Lo schermo consente una buona visione, a meno di non trovarsi in situazione di forte luce molto contrastata o in controluce. L’aggiunta del mirino elettronico sarebbe utile e migliorerebbe il confort di uso sia per l’inquadratura sia per l’impugnatura della fotocamera, ma è un’opzione costosa (circa 180€) che avvicina molto il prezzo della E-PL5 a quello della E-M5. In molti casi, come detto, è stato molto utile lo schermo orientabile. L’accensione è abbastanza pronta, anche se non fulminea, richiedendo quasi 1 secondo. L’interruttore in alto a destra è facilmente raggiungibile, anche se non pratico come quelli coassiali al pulsante di scatto. Le regolazioni richiedono un po’ di pratica in quanto i menu sono abbastanza lunghi da scorrere e a causa del numero limitato di comandi esterni si deve ricorrere al Live Control il cui funzionamento inizialmente non è molto istintivo. L’obiettivo zoom rientrante rimane anche in posizione retratta troppo sporgente e ostacola il trasporto della fotocamera. Inoltre ritarda la prontezza di scatto se lo si riposiziona in posizione retratta durante il trasporto. La sua costruzione, con barilotto e baionetta d’innesto in plastica rivela la sua natura economica.
Per tutte le foto di prova ho usato il formato 4:3.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 200 a 12800 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 200 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma fornito da Olympus, Viewer 2 e con Adobe Lightroom 4.3.
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