Panasonic GX9: prestazioni e conclusione

Prestazioni

Sensore

La GX9 è dotata di un sensore CMOS di formato Micro 4/3 (17,3×13 mm) con 20 Mpx.
La sua sensibilità varia da 100 a 25600 ISO a passi di 1/3 EV.
Per valutarne le caratteristiche e la qualità pubblico oltre alle foto di prova il grafico del rapporto segnale/rumore in funzione della sensibilità e quello della gamma dinamica massima registrabile in funzione sempre della sensibilità.

Rapporto segnale/rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità ISO. Questo viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute in jpeg con la minima compressione possibile (100 %). In questo modo più è alto il rumore, che si presenta in forma di punti scuri e colorati invece di punti bianchi, meno è possibile comprimere la foto e quindi questa risulta di maggiori dimensioni. Ho effettuato la conversione con Silkypix. Per avere una valutazione di come si pone la GX9 rispetto ad una reflex fullframe ho effettuato il confronto con la Canon 6D, con la conversione con Canon DPP. Ho riportato anche i risultati ottenuti dalla precedente GX8. Le foto sono state convertite in TIFF e poi trasformate in JPEG con lo stesso programma, Acdsee Pro, per applicare gli stessi algoritmi di compressione jpeg. Inoltre per un confronto omogeneo fra fotocamere con differente numero di pixel è necessario standardizzare queste dimensioni ad un valore uniforme,10 Mpx che consente di confrontare tutte le macchine disponibili attualmente e consente di effettuare una stampa di formato A4 senza ridimensionamento. Questo ridimensionamento è stato fatto durante la conversione raw/tiff.

L’andamento della curva di rumore della GX9 è molto simile a quello della GX8. Ha un rapporto segnale/rumore peggiore della Canon 6D a tutte le sensibilità, come è logico aspettarsi. La differenza, fra la GX9 e la 6D è minima fino a 200 ISO, di circa 1 stop fino alla sensibilità di 400 ISO, per salire poi a 2 a quelle più alte. La differenza è quella che ci si può aspettare in relazione alle differenti dimensioni dei sensori.
Una buona prestazione fra le migliori delle fotocamere Micro 4/3 (Olympus escluse), ma inferiore a quella di alcune APS.

Gamma dinamica

La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione corretta, alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore. Per confronto è riportata la gamma dinamica della Canon 6D come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.

La GX9 ha una gamma dinamica variabile fra 10 e 2/3 a 200 ISO e 8 e 1/3 EV a 25600 ISO. E’ simile a quella della 6D da cui non si discosta se non di 1/3 EV alla minima e massima sensibilità. Una ottima prestazione per una fotocamera Micro 4/3 che dimostra i progressi dei sensori (la Canon 6D è del 2012).

Le foto di test in interni e notturne sono scattate a tutte le sensibilità da 100 a 12.800 Iso e convertite con Silkypix.

Foto raw senza riduzione di rumore

Nelle foto  il rumore si inizia a vedere a 1600 ISO in forma abbastanza fine che non disturba molto, mentre la nitidezza rimane elevata, come alle sensibilità inferiori. A 3200 ISO il rumore è più visibile e fastidioso ed incomincia ad essere necessaria una sua riduzione, ma la nitidezza è comunque buona. Il rumore è eccessivo a 6400 ISO, sensibilità a cui è obbligatoria una sua riduzione; la nitidezza è comunque ancora buona. Oltre le foto sono pervase dal rumore, specialmente quella a 25600 ISO e non sono utilizzabili.

Foto raw con eliminazione dei falsi colori

Con l’eliminazione dei falsi colori la foto a 1600 ISO può essere pulita quasi completamente, mentre quelle a sensibilità più alte hanno un aspetto granuloso e richiedono anche l’eliminazione del rumore di luminanza.

Foto raw con riduzione di rumore

Nella foto a 1600 ISO è stata operata una riduzione minima, oltre ai falsi colori, che non ne pregiudica la nitidezza.Quelle a 3200 e 6400 ISO sono recuperabili, con una perdita di nitidezza, quelle a 12800 e a 25600 non sono recuperabili.

Foto raw senza riduzione di rumore a 10 Mpx

Nelle foto ridotte alla misura standard di 10 Mpx si può vedere che la foto a 1600 ISO non presenta quasi rumore che diventa invece ben percepibile a 3200. Quella a 6400 ISO migliora un po’, anche se è preferibile una ulteriore riduzione di rumore, mentre le altre a sensibilità superiori non sono accettabili.

Foto raw con eliminazione dei falsi colori a 10 Mpx

Le foto a 1600 e 3200 ISO sono abbastanza pulite e non richiedono ulteriori riduzioni di rumore; quella a 6400 presenta una granulosità residua, più accentuata in quella a 12800, mentre quella a 25600 non è accettabile.

Foto raw con riduzione di rumore a 10 Mpx

La foto a 1600 ISO è pulita senza perdite di nitidezza; da 3200 a 12800 si riesce a pulire le foto al prezzo di una progressiva perdita di nitidezza, mentre quella a 25600 è sempre irrecuperabile.

Foto jpeg dalla fotocamera

Le foto jpeg prodotte dalla macchina sono ottime e senza rumore fino a 800 ISO, poi da 1600 inizia una perdita di nitidezza; quella a 3200 ISO è discreta, ma perde di nitidezza; ancora di più quella a 6400 ISO, oltre è meglio non guardare.

In conclusione una buona prestazione: con la GX9 si può scattare fino a 1600 ISO senza problemi. Per le sensibilità più alte è invece preferibile usare il formato raw ed effettuare la conversione in jpeg applicando un’adeguata riduzione di rumore. In ogni caso la sensibilità di 12.800 ISO è difficilmente sfruttabile e quella di 25600 praticamente inutilizzabile.

Obiettivi

Con la GX9 ho avuto a disposizione lo zoom Lumix G Vario 12-60/3,5-5,6 stabilizzato con cui è anche venduta in kit, il Lumix G 8 mm f/3,5 Fisheye e il Lumix G 45-200/4,0-5,6 stabilizzato.

Nota importante sulla risoluzione:
il sensore da 20 Mpx della GX9 in formato 4:3 produce foto che sul lato orizzontale hanno 5184 pixel. Questo significa che la risoluzione orizzontale massima teoricamente ottenibile è 5184:2= 2592 linee. I sensori con filtratura Bayer, come questo, però non riescono mai ad arrivare alla massima risoluzione teorica, anche senza filtro antialias, a causa dell’interpolazione necessaria per ricostituire l’immagine e si fermano mediamente al 70 % di tale valore, circa 1800 linee. In questo caso però si è arrivati fino a 2059 linee, l’80 %, un ottimo risultato.

Lumix G Vario 12-60 mm f/3,5-5,6 Power OIS

L’obiettivo è abbastanza compatto in rapporto all’escursione focale (5x). E’ uno zoom standard di uso generale, adatto a molti tipi di foto, anche se di non grande luminosità.
E’ composto da 11 lenti in 9 gruppi con 3 lenti asferiche ed una ED. Il motore di messa a fuoco è passo passo e la distanza di messa a fuoco è di 30 cm con un ingrandimento 0,27x. Il diaframma ha 7 lamelle. La costruzione è metallica con rivestimenti in plastica e l’obiettivo è protetto da polvere ed acqua.
Le dimensioni sono 71 mm di lunghezza con un diametro di 66 mm e un peso di 210 g.
E’ fornito con un ampio paraluce a tulipano.
Costa, se non acquistato in kit con la fotocamera, 320 €.

Caratteristiche ottiche

Nel diagramma riporto il variare dell’apertura dell’obbiettivo.

Diaframma equivalente

Il grafico riporta il diaframma equivalente dell’obiettivo, in funzione della sua lunghezza focale, in rapporto a quello che dovrebbe avere quello di un obiettivo per sensore fullframe per ottenere gli stessi risultati in termini di quantità di luce totale che raggiunge il sensore e di profondità di campo. Infatti mentre per l’esposizione un valore di diaframma su una compatta, una M43, una APS o una fullframe sono equivalenti e determinano la stessa esposizione, ai fini della quantità di luce totale che raggiunge il sensore e della profondità di campo sono molto diversi. Siccome il rumore che si produce sul sensore dipende dalla quantità totale di luce che lo raggiunge da un diagramma del diaframma equivalente si può valutare anche il rapporto segnale/rumore che ci si può aspettare dai sensori, a parità di tecnologia. Inoltre più questo valore è alto più è ampia la profondità di campo. Questo spiega perché con le compatte è sempre tutto a fuoco e con le fullframe no.

Il diaframma equivalente del 12-60/3,5-5,6 è superiore di 2/3 di stop alla focale minima equivalente e di 1 alla massima rispetto alla a una fotocamera APS con un 18-105/3,5-5,6; di 2 stop rispetto a una fullframe con 28-70/3,5-5,6.

Risoluzione

Come spiegato nell’articolo Risoluzione: obiettivi e sensori riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore, per le focali di 12, 23, 40 e 60 mm.

12 mm:

il centro è molto buono da tutta apertura fino a f/5,6 poi cala, ma ancora molto buono fino a f/11, buono a f/16 e sufficiente a f/22. I bordi sono inferiori al centro, buoni da tutta apertura fino a f/8,0, discreti a f/11, per poi calare fino a scarso a f/22.

23 mm:

il centro è molto buono da tutta apertura fino a f/5,6, poi cala, ma sempre molto buono fino a f/11 per poi peggiorare fino a sufficiente a f/22. I bordi sono vicini al centro molto buoni fino a f/8,0, per poi calare fino a scarso a f/22.

40 mm:

Il centro è molto buono fino a f/8,0, buono a f/11 e a f/16 e sufficiente a f/22. I bordi sono molto vicini, buoni fino a f/5,6, molto buoni a f/8,0 e poi ancora buoni a f/11 e poi calare come il centro fino a f/22 scarso.

60 mm:

Il centro è molto buono fino a f/5,6, buono da f/8,0 a f/11, discreto a f/16 e sufficiente a f/22. I bordi sono buoni fino a f/11 e poi discreti a f/16 e scarsi a f/22.

La distorsione è 6,2 % a barilotto alla focale di 12 mm a tutta apertura corretta automaticamente dalla fotocamera in jpeg, e trascurabile chiudendo il diaframma ed alle focali maggiori. La vignettatura sempre a f/3,5 e 12 mm è di 2,4 stop. La GX9 compensa anche questa automaticamente in jpeg. In raw le compensazioni dipendono dal software usato. La messa a fuoco è silenziosa; la stabilizzazione collabora con quella sul sensore (Dual IS).

In conclusione un obiettivo con una buona nitidezza considerando la sua escursione focale, con una leggera diminuzione di qualità alle focali maggiori, cosa comune in quasi tutti gli zoom di questo tipo. La distorsione e la vignettatura non sono preoccupanti in quanto corrette automaticamente dalla fotocamera o dal software raw e comunque presenti anche in ottiche di molto maggiore costo. L’unico limite è la luminosità, come per tutti gli zoom standard di questo tipo.

Allego le foto per le focali di 12, 25 e 60 mm.

Lumix G Vario 45-200 mm f/4,0-5,6 Power OIS

Anche questo obiettivo è abbastanza compatto e leggero in rapporto all’escursione focale (4,1x) e sopratutto in rapporto alla focale equivalente 90-400 mm. E’ un tele zoom adatto a riprese di dettagli lontani, sportive e naturalistiche.
E’ composto da 16 lenti in 13 gruppi. La messa a fuoco è attuata da un micromotore e la distanza minima è di 1 m con un ingrandimento 0,19x. Il diaframma ha 7 lamelle. La costruzione è parzialmente in metallo.
Le dimensioni sono 100 mm di lunghezza con un diametro di 70 mm e un peso di 370 g.
E’ fornito con un paraluce.
Costa 360 €.

Caratteristiche ottiche

Nel diagramma riporto il variare dell’apertura dell’obbiettivo.

Diaframma equivalente

Il diaframma equivalente del 45-200/4,0-5,6 è superiore di 1/2 di stop alla focale minima equivalente e di quasi 1 alla massima rispetto alla a una fotocamera APS con un 70-300/4,5-5,6; di 2 stop rispetto a una fullframe con 70-300/3,5-5,6.

Risoluzione

Riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore, per le focali di 45 e 72 mm.

45 mm:

il centro è buono a tutta apertura, poi molto buono fino a  f/8,0 , cala buono a f/11, discreto a f/16 e sufficiente a f/22. I bordi sono appena inferiori, discreti a tutta apertura, buoni fino a f/11, discreti a f/16, per poi calare fino a sufficiente a f/22.

72 mm:

il centro è buono a tutta apertura, poi molto buono fino a f/8,0, cala, ma buono a f/11 per poi peggiorare fino a sufficiente a f/22. I bordi sono vicini al centro discreti a tutta apertura, buoni fino a f/11, per poi calare fino a sufficiente a f/22.

La distorsione è 1 % a barilotto alla focale minima a tutta apertura e trascurabile chiudendo il diaframma ed alle focali maggiori. La vignettatura sempre a f/4,0 e 45 mm è di 1 stop. La GX9 la compensa automaticamente in jpeg. In raw le compensazioni dipendono dal software usato.
La messa a fuoco è veloce e silenziosa; la stabilizzazione Power OIS funziona in collaborazione con quella della fotocamera (Dual IS).

In conclusione un obiettivo con una buona nitidezza considerando la sua escursione focale. I suoi pregi sono la compattezza e leggerezza, oltre al costo contenuto, che ne fanno un’ottima scelta per chi vuole un tele zoom per una fotocamera Panasonic considerando anche la notevole focale equivalente pari a 90-400 mm. Con questo obiettivo si può avere sempre con se un potente tele da usare quando le circostanze lo richiedono; a confronto un obiettivo equivalente per fullframe sarebbe notevolmente più grande e pesante oltre che costoso. E’ uno dei vantaggi del formato M43 nell’uso dei tele. L’unico suo limite è la luminosità.

Allego le foto per le focali di 45,97 e 200 mm.

Lumix G Fisheye 8 mm f/3,5

Questo è un obiettivo molto particolare. I Fisheye sono obiettivi grandangolari con un angolo di campo di 180° nei quali non viene corretta la distorsione. Consentono così di riprendere tutto quello che hanno davanti, ma le immagini sono deformate circolarmente circolare andando dal centro verso i bordi.
Ne esistono due tipi: quelli che creano immagini totalmente circolari inscritte nel formato del sensore che presenta perciò i lati non impressionati e quelli che invece coprono l’intero formato, come il Panasonic in oggetto, e che quindi coprono un angolo di 180° solo in diagonale.
L’obiettivo è composto da 10 lenti in 9 gruppi con un elemento ED a bassa dispersione. La messa a fuoco è attuata da un micromotore e la distanza minima è di 10 cm con un ingrandimento 0,2x. Il diaframma ha 7 lamelle e si chiude fino a f/22.
Le dimensioni sono 52 mm di lunghezza con un diametro di 61 mm e un peso di 165 g.
La montatura ingloba un piccolo paraluce fisso.
Costa 800 €.

Data la particolarità dell’obiettivo non ho effettuato le consuete rilevazioni di risoluzione che sarebbero state impossibili.
Per le foto vedere la Galleria.

Stabilizzazione

La Panasonic ha introdotto la stabilizzazione sul sensore a partire dalla GX7 e l’ha poi adottata per tutti i modelli successivi. Sulla GX9 la stabilizzazione sul sensore funziona in collaborazione con quella sull’obiettivo, se questa è disponibile, per migliorarne l’efficacia. Tutti gli zoom sono stabilizzati con la stabilizzazione Power OIS o Mega OIS, mentre tra i focale fissa solo il Leica DG Macro Elmarit 45 mm lo è. La disponibilità della stabilizzazione sul corpo va quindi a vantaggio dell’uso con gli obiettivi a focale fissa e anche con gli obiettivi di altre fotocamere montati con anelli adattatori.
Per le prove ho usato lo zoom 45-200 mm alla massima focale equivalente a 400 mm, scattando con tempi a partire da 1/400 e raddoppiandoli progressivamente, sia con la stabilizzazione attiva che senza.

Le foto sono nitide senza segni di mosso fino a 1/25, con un guadagno di 4 stop. Andando oltre si possono ottenere alcune foto ancora abbastanza nitide, anche se non completamente prive di mosso, fino a 1/6 con un guadagno di 6 stop, un ottimo risultato per una focale equivalente di 400 mm. Anche con gli altri obiettivi la stabilizzazione ha la stessa efficacia.

Raffica

Le possibilità di scatto a raffica della GX9 sono descritte nella prima parte del test.
Per le prove ho usato una scheda UHS I classe 3, scattando in jpeg normal e in raw, a priorità dei diaframmi con un tempo di 1/1000 e messa a fuoco manuale.

Jpeg

Velocità H (senza live view)

La GX9 ha scattato a 9 fg/s indefinitamente per oltre 20 secondi e presumibilmente fino a riempimento della scheda.

Velocità M (con live view)

Anche in questo caso gli scatti a 6 fg/s hanno superato i 20 secondi e possono continuare indefinitamente.

Velocità L (con live view)

Come nei casi precedenti la raffica procede a 2,5 fg/s indefinitamente.

Raw

Velocità H (senza live view)

La GX9 ha scattato a 9 fg/s per 2,5 secondi, poi ha proseguito a 1,5 fg/s.

Velocità M (con live view)

Ha scattato a 6 fg/s per 7 secondi proseguendo poi in modo un po’ intermittente a 1,8 fg/s.

Velocità L (con live view)

Scatta a 2,2 fg/s indefinitamente.

Nella pratica ho scattato su soggetti in movimento veloce in avvicinamento allontanamento, con lo zoom 45-200 alla massima focale di 200 mm (400 equivalenti) in jpeg normal con priorità dei tempi e 1/1000. autofocus continuo in modalità ad inseguimento (tracking) e velocità M per avere il live view.
In queste condizioni la GX9 scatta mediamente a 3,5-4 fg/s anche per raffiche prolungate. L’autofocus aggancia rapidamente il soggetto con la sua funzione di “tracking” anche se in alcuni casi il primo scatto o anche i primi due o tre non sono a fuoco. Una volta agganciato però lo mantiene costantemente. L’esposizione è corretta e si adegua foto per foto alle diverse condizioni di illuminazione.
In complesso una buona prestazione, adeguata al tipo di fotocamera,
Se si vuole una prestazione migliore è disponibile la funzione 4K Photo che consente di riprendere video 4K da 30 fg/ da cui è possibile estrarre, durante la visione direttamente in macchina, gli scatti di interesse.

Video

Uno dei punti forti della GX9 è la ripresa video.
Come detto può riprendere video in formato MP4 4K a 30, 25 o 24 fg/s. Inoltre riprende in Full HD con codec H.264 e formato MP4 o AVCHD. In questo caso le velocità di registrazione possono essere 60p/50p, 60i/50i, 30p/25p e 24p.
Tutte le regolazioni per il video, compresa la messa a fuoco, possono essere fatte con lo schermo “touch” in modo da non produrre rumori che verrebbero registrati dall’audio.
L’esposizione è sempre stata corretta così come la messa a fuoco. L’audio, pur ripreso senza microfono esterno è risultato buono.
Chi cerca un’ottima fotocamera per foto e video dovrebbe pensare seriamente alla GX9.

Galleria

Le foto sono state scattate in giro per Roma. Prevalentemente ho usato la impostazione automatica della sensibilità che se la luce è sufficiente si imposta a 200 ISO, mentre per le foto in notturna è arrivata fino a una sensibilità di 25600 ISO.
La conversione da raw è stata effettuata con Silkypix impostato con i suoi parametri di default e con la riduzione di rumore disabilitata tranne che per le foto notturne in cui ho usato l’eliminazione dei falsi colori.

Le foto presentano un’ottima nitidezza e dettaglio e colori saturi e brillanti. Nelle foto notturne si vede solamente il rumore di luminanza, in forma di granuli simile a quello della pellicola che non da molto fastidio come invece farebbe quello di crominanza in forma di puntini colorati.
L’obiettivo 8 mm Fisheye ha consentito di scattare alcune foto abbastanza strane e curiose. Notare però la copertura completa e la perfetta circolarità della cupola del Panteon nella foto N° 32 ripresa col Fisheye a confronto con quella N° 31 fatta con il 12-60 a 12 mm che è comunque un buon grandangolare (24 mm equivalente). In alcuni casi il Fisheye ha consentito di riprendere per intero dei monumenti che non avrei potuto riprendere con la focale 12 mm per motivi di spazio; in alternativa avrei dovuto avere un grandangolo più spinto.

Conclusioni

La GX9 è una fotocamera ben costruita e finita con un aspetto robusto e professionale. Le sue dimensioni sono medie, non particolarmente contenute per una mirrorless, ma abbastanza ridotte se vi si monta un obiettivo di tipo “pancake”. I comandi sono ben disposti e completi.
Dal punto di vista fotografico la GX9 dimostra buone qualità. Il sensore da 20 Mpx consente una buona risoluzione con una gamma dinamica elevata.
Le impostazioni di base, ampiamente personalizzabili, garantiscono foto di buona qualità con colori brillanti e realistici. Il rapporto segnale/rumore è molto buono e si pụò arrivare fino a 3200 ISO e con qualche accorgimento (riduzione di rumore) fino a 6400. La messa a fuoco è veloce e funziona bene anche per i soggetti in movimento, pure per raffiche prolungate.
Il corredo di obiettivi Micro 4/3 disponibile da Panasonic, comprendente anche numerosi Leica, soddisfa ogni esigenza, con obiettivi di dimensioni e peso ridotto, ma dalla resa qualitativa elevata, anche se c’è da notare che la messa a fuoco veloce con tecnologia DFD funziona solo con gli obiettivi Panasonic e Leica e non con gli altri Micro 4/3.
Dal punto di vista video offre la possibilità di ripresa in molti formati in particolare il 4K, con diverse velocità di ripresa. Per il controllo delle riprese lo schermo orientabile si dimostra molto comodo, ma è possibile usare anche il mirino. Le possibilità di regolazione consentono di adeguare la ripresa a tutte le esigenze. L’autofocus in video funziona bene, garantendo riprese sempre a fuoco con quasi nessuna incertezza, anche se per riprese di qualità è preferibile usare la messa a fuoco manuale.
I comandi consentono di effettuare tutte le regolazioni con facilità anche con l’occhio al mirino. Questo è di buona qualità e consente di verificare le impostazioni di esposizione e bilanciamento del bianco. Lo schermo orientabile in alto e in basso è comodo, specialmente per la foto di strada, e la sua sensibilità al tocco consente di semplificare diverse operazioni e la revisione delle foto.
Gli obiettivi provati sono tutti di ottima qualità.

Riassumendo:

Costruzione e finitura

Buono: il corpo è ben costruito, rivestito quasi totalmente da gomma goffrata.

Ergonomia e comandi

Ottimo: i comandi sono ben disposti, facilmente comprensibili e raggiungibili anche con l’occhio al mirino. Molto comodo ed efficace il Quick-menu visibile anche dal mirino e comandabile con le due ghiere senza staccare l’occhio dal mirino.

Mirino

Ottimo: il mirino elettronico ha una buona nitidezza e risoluzione e un buon ingrandimento, pari a quello di una reflex fullframe. E’ possibile ribaltarlo verso l’alto.

Schermo

Molto buono: lo schermo orientabile in alto e in basso è chiaro e nitido. La sua possibilità di orientamento è molto comoda per riprese dall’alto o dal basso e per i video e la funzione “touch” gli da un qualcosa in più, con la possibilità di scegliere la messa a fuoco sullo schermo, molto utile per i video, e di scattare. Non si vede bene, come al solito, in pieno sole, ma in questo caso c’è il mirino anche per i video.

Autofocus

Molto buono: è rapido e preciso, non ho mai ottenuto immagini fuori fuoco. Nelle riprese di soggetti in movimento, con la messa a fuoco continua ed a inseguimento (tracking) è abbastanza efficace. Durante le riprese video ha funzionato bene. La messa a fuoco manuale assistita  è facile e rapida.

Stabilizzazione

Molto buono: consente di guadagnare 4 stop e in qualche caso si può arrivare anche a 5 o 6.

Esposizione

Ottimo: sempre corretta anche in condizioni difficili. Solo in casi estremi ho dovuto apportare qualche correzione. Per le foto notturne o in ambienti scuri è necessario compensare l’esposizione con 2/3 o 1 stop in meno. L’automatismo ISO ha funzionato bene.

Bilanciamento del bianco

Molto buono: in automatismo si è dimostrato quasi sempre corretto. Dispone di impostazioni predefinite per varie luci, di taratura personalizzata e di taratura fine in gradi Kelvin a passi di 100.

Qualità d’immagine

Molto buono: la risoluzione e la definizione sono buone, la resa dei colori con le impostazioni di base molto piacevole e realistica. E’ comunque ampiamente personalizzabile. Il rumore è ben contenuto e la gamma dinamica è elevata considerando le dimensioni del sensore.

Raffica

Buono: nella pratica arriva a 3,5-4 fg/s con AF continuo e live view, velocità adeguata per il tipo di fotocamera. La ripresa foto 4K è un plus interessante.

Video

Ottimo: la qualità delle riprese è ottima, è possibile effettuare tutte le regolazioni ed usare tutte le modalità di funzionamento, la messa a fuoco funziona con poche incertezze. Interessante la possibilità di estrarre dai video 4K singoli fotogrammi da 8 Mpx.

In conclusione la GX9 è un’ottima fotocamera con prestazioni adeguate ad un uso da parte di fotografi esperti, ma anche di principianti.
Da consigliare a chi cerca una buona fotocamera ad ampio spettro per tutti i tipi di uso che non sia molto impegnativa a livello di dimensioni, pesi e costi, anche per il corredo di obiettivi piccoli e leggeri e in alcuni casi non troppo costosi. Può essere un’ottima scelta pure per chi si interessa anche ai video e vuole un unico strumento di buona qualità per le riprese video e per le foto.
Il prezzo è adeguato alla qualità della macchina.

Pregi

– buona qualità d’immagine
– gamma dinamica elevata
– stabilizzazione efficace
– ottime capacità di ripresa video
– comandi comodi e facilmente raggiungibili
– Quick menu comodo e pratico
– schermo touch orientabile
– ampia gamma di obiettivi
– obiettivi compatti e leggeri
– possibilità di personalizzazione

Difetti

– autofocus veloce, ma solo con obiettivi Panasonic
– assenza di un joystick per la scelta dei punti AF
– la velocità in raffica con live view è un po’ inferiore al dichiarato
– programma di conversione raw, Silkypix, con interfaccia poco amichevole

Alternative

Canon EOS M50

E’ una mirrorless con sensore di formato APS-C (22,4×15 mm) da 24 Mpx, innesto obiettivi Canon EF-M, autofocus ibrido con 143 punti AF, mirino elettronico con 2,36 Mpx, copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,7x, schermo totalmente orientabile, velocità di raffica di 10 fg/s, ripresa video 4K, wi-fi e Bluetooth. Il corredo obiettivi comprende 7 obiettivi, ma con un anello adattatore si possono montare tutti gli obiettivi per reflex Canon mantenendo l’autofocus. Le dimensioni ed il peso sono contenuti 116x88x59 mm e 390 g.
La M50 costa 570 € solo corpo e 590 con lo zoom 15-45 IS STM.

Fujifilm X-T20

Mirrorless con un sensore di formato APS (23,6×15,6 mm) da 24 Mpx con tecnologia X-Trans CMOS esclusiva Fujifilm, innesto obiettivi Fujifilm X, autofocus ibrido a rilevamento di fase con 77 punti AF e di contrasto con 325, mirino elettronico con 2,36 Mpx con copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,63x, schermo basculabile, velocità di raffica di 8 fg/s, ripresa video 4K e wi-fi. Il corredo obiettivi comprende 26 ottiche Fujinon più 3 Zeiss Touit, e alcuni Samyang manuali. Le dimensioni ed il peso sono contenute, 118x83x41 mm e 383 g.
Costa 650 € solo corpo, 780 con lo zoom 15-45 OIS e 1.040 € con il 18-55/2,8-4,0 OIS.

Olympus PEN-F

Mirrorless molto compatta con sensore di formato Micro 4/3 (17,3×13 mm) da 20 Mpx, innesto obiettivi Micro 4/3, autofocus a rilevamento di contrasto con 81 punti AF, stabilizzazione integrata a “5 assi”, mirino elettronico con 2,36 Mpx con copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,62x, schermo orientabile in tutte le direzioni, velocità di raffica di 10 fg/s, ripresa video Full HD e wi-fi. Il corredo obiettivi comprende 23 ottiche Olympus più 25 Panasonic e alcune di altre marche autofocus e manuali. Le dimensioni ed il peso sono contenute, 125x72x37 mm e 427 g.
Costa 1.000 € solo corpo, 1.220 € con lo zoom 14-42 EZ e 1.230 € con il 17 mm f/1,8.

Sony A6300

Mirrorless con sensore di formato APS (23,5×15,6 mm) da 24 Mpx, innesto obiettivi Sony E, autofocus ibrido a rilevamento di fase con 425 punti AF e di contrasto con 25, mirino elettronico con 2,36 Mpx con copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,7x, schermo basculabile, velocità di raffica di 11 fg/s, ripresa video 4K e wi-fi. Il corredo obiettivi comprende 48 ottiche Sony E più obiettivi di altri produttori come Samyang, Sigma, Tamron e Zeiss. Le dimensioni ed il peso sono contenute, 120x67x49 mm e 404 g.
Costa 750 € solo corpo, 820 € con lo zoom 16-50 OSS e 1.080 con il 18-135 OSS.

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