Panasonic G90: prestazioni & conclusione

Sensore

La G90 è dotata di un sensore CMOS di formato Micro 4/3 (17,3×13 mm) con 20 Mpx e senza filtro antialias.
La sua sensibilità varia da 100 a 25600 ISO a passi di 1/3 EV.
Per valutarne le caratteristiche e la qualità pubblico oltre alle foto di prova il grafico del rapporto segnale/rumore in funzione della sensibilità e quello della gamma dinamica massima registrabile in funzione sempre della sensibilità.

Rapporto segnale/rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità.
Il rumore viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute direttamente in jpeg usando per tutte le fotocamere Adobe Lightroom. In questo modo si uniforma il trattamento di tutti i raw applicando per tutti la stessa compressione jpeg con fattore 100 %.
Per poter confrontare però foto ottenute da fotocamere con diverso numero di pixel tutte vengono ridimensionate alla grandezza di 10 Mpx, adatta per una stampa A4 (circa 21×30 cm).
La curva di rumore della Sony A9 II è il riferimento,

La G90 ha un rapporto segnale/rumore peggiore di quello del riferimento A9 II: alla minima sensibilità la differenza è di 1 stop, poi è di 2 stop fino a 1600 ISO per arrivare fino a 2,5 stop alle sensibilità superiori.
Questo dipende dalla differenza di dimensioni del sensore e corrisponde a quanto previsto teoricamente.

Le foto di test notturne sono scattate a tutte le sensibilità da 100 a 25600 ISO e sono state convertite con Silkypix 8.

Foto raw senza riduzione di rumore

Il rumore si comincia a vedere a 800 ISO, appena percepibile; a 1600 è ben visibile, ma potrebbe bastare l’eliminazione di quello di crominanza per avere una foto abbastanza pulita. Da 3200 ISO in poi il rumore è alto ed è necessaria una sua riduzione, anche se è quasi impossibile recuperare le foto alle sensibilità più alte.

Foto raw con eliminazione dei falsi colori

L’eliminazione dei falsi colori rende abbastanza pulite le foto a 800 e 1600 ISO. A questa sensibilità rimane una fine granulosità che può essere tollerata. Oltre è necessario ridurre anche la componente di luminanza.

Foto raw con riduzione di rumore

Con la riduzione del rumore di luminanza si può recuperare abbastanza bene la foto a 3200 ISO con solo una leggera perdita di dettaglio. Oltre non si riesce a eliminare completamente il rumore e la perdita di dettaglio aumenta con la sensibilità.

Foto raw senza riduzione di rumore a 10 Mpx

Con il ridimensionamento a 10 Mpx si guadagna quasi 1 stop per cui nella foto a 1600 ISO il rumore è appena visibile e quella a 3200 è accettabile anche se ne rimane un residuo.

Foto raw con eliminazione dei falsi colori a 10 Mpx

In questo caso la foto a 3200 ISO è quasi pulita e quella a 6400 può essere presa in considerazione pur presentando una “grana” sensibile.

Foto raw con riduzione di rumore a 10 Mpx

Le foto fino a 3200 ISO non presentano rumore e la perdita di dettaglio è accettabile. A 6400 ISO la foto è abbastanza pulita però al prezzo di una discreta perdita di dettaglio. Oltre è bene non andare.

Foto jpeg dalla fotocamera

Le foto fino a 1600 ISO non presentano rumore e sono nitide. Oltre la riduzione di rumore applicata rende le foto prive o quasi di rumore al prezzo di una progressiva perdita di nitidezza che non consente di andare oltre i 6400 ISO.

In conclusione con la G90 si può scattare fino a 1600 ISO in jpeg o raw senza problemi. Oltre è necessario usare il raw applicando una riduzione di rumore, ma non si può andare oltre i 6400 ISO.

Gamma dinamica

La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione misurata dall’esposimetro della fotocamera, alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore, e la gamma dinamica della A9 II come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.

La G90 ha una gamma dinamica variabile fra 11 e 1/3 EV a 100 ISO e 7 e 2/3 EV a 25600 ISO, allo stesso livello di quello della A9 II fino a 800 ISO. Alle sensibilità superiori la gamma dinamica si restringe progressivamente ed è inferiore a quella della A9 II mediamente di 1 EV con un massimo a 25600 ISO di 2 EV.
Un’ottima prestazione per un sensore di formato M43.

Per verificare anche in pratica la gamma dinamica e la capacità di recupero di sotto e sovraesposizioni ho scattato delle foto di paesaggio, tutte alla stessa sensibilità di 200 ISO, partendo da un valore corretto di esposizione e poi sottoesponendo o sovraesponendo fino a 5 stop. La conversione dei raw è stata effettuata con Lightroom.

In sottoesposizione si può compensare bene con una buona resa della gamma tonale e dei colori fino a -5 stop, il rumore però con questa sottoesposizione diventa alto. Per non subire un rumore eccessivo ci si deve quindi limitare ad un massimo di -2 stop. In sovraesposizione invece si possono recuperare fino a +1 stop, forse +2, ma in questo caso con perdita di parte della gamma tonale, poi la perdita nelle alte luci è irrecuperabile e le foto diventano piatte e grigiastre.

Invarianza ISO

Con questo termine si intende la capacità di alcuni sensori di accettare una sotto esposizione in ripresa e una correzione durante la conversione da raw senza che l’immagine mostri un rumore eccessivo. Ciò permette di recuperare il dettaglio nelle ombre e non bruciare le alte luci senza usare l’HDR e di correggere eventuali errori di esposizione.
Per la prova ho esposto una foto in esterni in poca luce per l’esposizione corretta a 6400 ISO e poi ho ridotto la sensibilità, mantenendo costante l’esposizione, fino a -5 stop, cioè 200 ISO, infine ho convertito l’immagine con Lightroom correggendo l’esposizione.

Con una sottoesposizione di -5 stop, 200 ISO, e una correzione in conversione da raw il rumore è eccessivo e molto superiore a quello della foto esposta correttamente a 6400 ISO; inoltre si ha una forte dominante verde. Con -4 stop di sottoesposizione, 400 ISO, il rumore è ancora forte e superiore a quello a 6400 ISO, mentre la dominante verde è attenuata anche se ancora presente. a -3 stop, 800 ISO, sparisce la dominante, ma il rumore è superiore al riferimento. A partire da -2 stop, 1600 ISO, il rumore è uguale a quello di 6400, anche se a -2 la gamma dinamica è leggermente compressa. Il sensore quindi non consente una grande invarianza ISO con la possibilità di sottoesporre, in caso di necessità di 1 o al massimo 2 stop.

Obiettivi

La G90 è dotata di innesto obiettivi Micro 4/3. Questo vuol dire che può montare tutti gli obiettivi per Micro 4/3 disponibili, indipendentemente dal produttore, mantenendo tutti gli automatismi previsti. Ricordo che il fattore moltiplicativo degli obiettivi 4/3 e Micro 4/3 è 2, quindi per conoscere la focale equivalente in termini di formato 35 mm o fullframe basta raddoppiare la focale reale.

Con la G90 ho avuto a disposizione gli zoom G Vario 12-60/3,5-5,6, con cui è anche venduta in kit, G Vario 12-35/2,8 II, G Vario 35-100/2,8 II e il Leica DG Vario-Elmar 100-400/4,0-6,3 tutti stabilizzati.

Nota importante sulla risoluzione:
il sensore da 20 Mpx della G90 in formato 4:3 produce foto che sul lato orizzontale hanno 5184 pixel. Questo significa che la risoluzione orizzontale massima teoricamente ottenibile è 5184:2= 2592 linee. I sensori con filtratura Bayer, come questo, però non riescono mai ad arrivare alla massima risoluzione teorica, anche senza filtro antialias, a causa dell’interpolazione necessaria per ricostituire l’immagine e si fermano mediamente al 70 % di tale valore 1814 linee. In questo caso però si è arrivati fino a 2076 linee, l’80 %, un ottimo risultato.

Lumix G Vario 12-60 mm f/3,5-5,6

L’obiettivo è molto compatto, 66 mm di diametro e 71 di lunghezza per 210 g di peso. Mette a fuoco fino a 20 cm con un ingrandimento 0,27x.

Caratteristiche ottiche

Nel diagramma riporto il variare dell’apertura dell’obiettivo.

L’apertura diminuisce abbastanza rapidamente arrivando al valore minimo f/5,6 già a 50 mm.

Diaframma equivalente

Il grafico riporta il diaframma equivalente dell’obiettivo, in funzione della sua lunghezza focale, in rapporto a quello che dovrebbe avere quello di un obiettivo per sensore fullframe per ottenere gli stessi risultati in termini di quantità di luce totale che raggiunge il sensore e di profondità di campo. Infatti mentre per l’esposizione un valore di diaframma su una compatta, una APS o una fullframe sono equivalenti e determinano la stessa esposizione, ai fini della quantità di luce totale che raggiunge il sensore e della profondità di campo sono molto diversi. Siccome il rumore che si produce sul sensore dipende dalla quantità totale di luce che lo raggiunge da un diagramma del diaframma equivalente si può valutare anche il rapporto segnale/rumore che ci si può aspettare dai sensori, a parità di tecnologia. Inoltre più questo valore è alto più è ampia la profondità di campo. Questo spiega perché con le compatte e gli smartphone è sempre tutto a fuoco e con le fullframe no.

Il diaframma equivalente del Lumix 12-60/3,5-5,6 sulla G90 è superiore di 1 stop a tutte le focali equivalente di 24 mm rispetto ad un obiettivo di focale simile, Nikon 18-105/3,5-5,6 su APS e di 2 stop rispetto ad un Sony 28-70/3,5-5,6 su fullframe.

Risoluzione

Riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore. per le focali 12, 23, 40 e 60 mm.

La risoluzione è buona al centro fino a f/11 a tutte le focali, con una punta molto buona a f/5,6 e 8,0, poi decade a discreta a f/16 e appena sufficiente a f/22. I bordi sono abbastanza vicini, buoni tranne che alla focale 12 mm e a f/3,5 e 4,0 a cui sono solo discreti, con l’analogo calo come il centro a f/16 e f/22 a cui alle focali inferiori sono scarsi.

La distorsione è abbastanza forte a 12 mm, 6,5 % barilotto a tutta apertura, e diminuisce per poi scomparire alle focali maggiori, con solo lo 0,6 % a cuscinetto a 60 mm. La vignettatura sempre a f/3,5 e 12 mm è di 2/3 di stop. La G90 compensa distorsione e vignettatura automaticamente in jpeg. In raw la compensazione dipende dal software usato.
Un buon comportamento per uno zoom economico. E’ opportuno però non chiudere il diaframma oltre f/11.

Lumix G Vario 12-35 mm f/2,8 II

L’obiettivo è molto compatto, 68 mm di diametro e 74 di lunghezza per 305 g di peso. Mette a fuoco fino a 25 cm con un ingrandimento 0,17x.

Diaframma equivalente

Il diaframma equivalente del Lumix 12-35/2,8 sulla G90 è f/5,6.

Risoluzione

Riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore per le focali di 12, 25 e 35 mm.

La risoluzione al centro è molto buona a tutte le focali da f/4,0 a f/8,0 con un calo progressivo chiudendo ulteriormente il diaframma fino a diventare appena sufficiente a f/22. A tutta apertura è molto buona a 12 mm e buona alle altre focali.
I bordi, abbastanza vicini, sono buoni fino a f/11 e poi seguono il calo del centro.

La distorsione è abbastanza forte a 12 mm, 5,7 % barilotto a tutta apertura, e diminuisce per poi scomparire alle focali maggiori, con solo lo 0,7 % a cuscinetto a 35 mm. La vignettatura sempre a f/2,8 e 12 mm è di 1 stop e 1/3. La G90 compensa distorsione e vignettatura automaticamente in jpeg. In raw la compensazione dipende dal software usato.
Un comportamento molto buono per uno zoom luminoso. Anche in questo caso però è opportuno non chiudere il diaframma oltre f/11.

Lumix G Vario 35-100 mm f/2,8 II

L’obiettivo è decisamente compatto in relazione alla sua focale equivalente (70-200 mm), 67 mm di diametro e 100 di lunghezza per 357 g di peso. Mette a fuoco fino a 85 cm con un ingrandimento 0,1x.

Diaframma equivalente

Il diaframma equivalente del Lumix 35-100/2,8 sulla G90 è f/5,6.

Risoluzione

Riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore per le focali 35, 50 e 100 mm.

La risoluzione è molto buona al centro fino a f/8,0 (Tranne che a 35 mm a f/2,8 dove è solo buona), poi incomincia a calare, come per le altre ottiche, fino ad appena sufficiente a f/22. I bordi sono buoni fino a f/11 poi seguono il calo del centro

La distorsione è a 35 mm, 3,4 % barilotto a tutta apertura, e diminuisce per poi scomparire alle focali maggiori, con solo lo 0,2 % a cuscinetto a 100 mm. La vignettatura sempre a f/2,8 e 35 mm è di 1 stop e 1/3. La G90 compensa distorsione e vignettatura automaticamente in jpeg. In raw la compensazione dipende dal software usato.
Un comportamento molto buono per uno zoom tele luminoso. Anche in questo caso però è opportuno però non chiudere il diaframma oltre f/11.

Leica Vario-Elmar 100-400 mm f/4,0-6,3

L’obiettivo è compatto in rapporto alle focali equivalenti (200-800 mm), 83 mm di diametro e 172 di lunghezza per 985 g di peso. Mette a fuoco fino a 130 cm con un ingrandimento 0,25x.

Caratteristiche ottiche

Nel diagramma riporto il variare dell’apertura dell’obiettivo.

La variazione di luminosità è abbastanza lineare con l’aumento della focale.

Risoluzione

A causa della sua focale elevata mi è stato possibile effettuare le misure di risoluzione, distorsione e vignettatura solo a 100 mm.

La risoluzione è buona al centro fino a f/11, con una punta molto buono a f/5,6 e 8,0. Poi scende per essere appena sufficiente a f/22. I bordi sono buoni fino a f/11, poi hanno lo stesso andamento del centro.
Anche in questo caso è opportuno non diaframmare oltre f/11.

Autofocus

L’autofocus si è dimostrato rapido e preciso per tutti i soggetti statici. La sua velocità è adeguata anche anche per i soggetti in movimento veloce, i risultati in AF-C sono buoni e l’autofocus riesce a seguire veicoli in movimento con raffiche a velocità media 5 fg/s; con la velocità più alta invece in alcuni casi ho avuto qualche foto sfuocata, in particolare alcune foto iniziali della raffica per i veicoli in allontanamento. La sensibilità è buona e l’autofocus funziona bene anche a bassi livelli di luminosità senza illuminatore: ho misurato un livello equivalente a 1/4 di sec a f/1,4 e 200 ISO. Nelle riprese video la messa a fuoco è continua. E’ abbastanza precisa, e dimostra poche incertezze con quasi nessuna variazione di fuoco avanti e indietro tipiche degli autofocus a rilevamento di contrasto.

Stabilizzazione

La Panasonic ha introdotto la stabilizzazione sul sensore a “5 assi” in aggiunta quella ottica. questa stabilizzazione utilizza la tecnologia Dual IS II che le consente di collaborare con quella eventualmente presente sugli obiettivi.
Il vantaggio della stabilizzazione sul sensore è che funziona con tutti gli obiettivi, anche i focale fissa di solito non stabilizzati e gli obiettivi di altre fotocamere montati con anelli adattatori.
Tutti gli zoom Panasonic comunque sono stabilizzati con la stabilizzazione Power OIS o Mega OIS, mentre tra i focale fissa solo il Leica DG Macro Elmarit 45 mm lo è.
Per valutare l’efficacia della stabilizzazione ho usato il Lumix G Vario 35-100/2,8 II POIS. Ho effettuato gli scatti alla focale di 100 mm (200 mm eq.) partendo dal tempo di scatto di 1/200 (tempo minimo di sicurezza) e aumentandolo progressivamente di uno stop fino ad arrivare ad 1/1,6 (0,625 sec), più 7 stop.

A 1/6 di secondo, più 5 stop sul tempo di sicurezza, ho ottenuto foto ancora nitide, mentre a 1/3 (più 6 stop) e a 1/1,6 (più 7 stop) le foto presentano tracce di mosso ma sono ancora utilizzabili a un moderato ingrandimento. Da notare che una foto scattata con stabilizzazione a 1/50 è risultata mossa. Senza stabilizzazione solo le foto a 1/200 sono perfettamente nitide.
In conclusione con la stabilizzazione Dual IS II si ottiene un guadagno di 5 stop e si può anche tentare di scattare a più 6 stop con una certa probabilità di successo. Un ottimo risultato.

Raffica

Le possibilità di scatto a raffica della G90 sono descritte nella pagina “Descrizione & uso”. Le velocità sono sia con otturatore meccanico che elettronico: alta a 10 fg/s con AFS e 6 con AFC, media con live view a 6 fg/s e bassa a 2 fg/s con AF continuo. A questo si aggiunge la possibilità 4K foto per foto 4K (8 Mpx) a 30 fg/s.

Per le prove ho usato una scheda UHS II 3 a 300 Mb/s, l’otturatore meccanico a 1/1000 di secondo e la messa a fuoco manuale.

Jpeg

Alta velocità

Alla velocità H Si ottengono 9 fg/s indefinitamente e la raffica può continuare fino a che la scheda di memoria è piena.

Media velocità

A quella M si ottengono 6 fg/s indefinitamente e la raffica può continuare fino a che la scheda di memoria è piena.

Raw

Alta velocità

Alla velocità H Si ottengono 9 fg/s per 2 secondi (18 scatti), poi poco meno di uno scatto al secondo.

Media velocità

A quella M si ottengono 6 fg/s per circa 4 secondi (24 scatti), poi la raffica continua a circa 2 fg/s.

Nella pratica ho scattato a veicoli in movimento veloce in AFC usano sia l’opzione “enfasi bilanciata” sia la priorità di fuoco con lo zoom Leica 100-400 mm alla massima focale (800 mm equivalente), usando la velocità media che consente il live view per potere seguire il soggetto in movimento, priorità dei tempi con tempo di 1/1000 e otturatore meccanico.
Con “enfasi bilanciata” ho ottenuto 6,5 fg/s con una ridotta percentuale di foto fuori fuoco, qualche volta i primi scatti per veicoli in allontanamento o qualche scatto intermedio. Con la priorità al fuoco la velocità si è ridotta a 5 fg/s, ma le foto sono state tutte a fuoco.
In complesso un’ottima prova, per la fascia di prezzo della G90.

Con la ripresa a raffica 4K si ottengono video da 30 fg/ da cui è possibile estrarre, durante la visione direttamente in macchina, gli scatti di interesse in formato jpeg da 8 Mpx.

Prova del ciclista

E’ effettuata riprendendo un ciclista che si avvicina a bassa velocità da circa 50 metri fino a passare a a fianco al fotografo. E’ così possibile valutare la capacità dell’autofocus di seguire il soggetto e tenerlo a fuoco.
Ho usato lo zoom 35-100 alla focale di 50 mm (100 mm eq.) a tutta apertura f/2,8 per ridurre al minimo la profondità di campo, autofocus continuo in inseguimento (tracking) e rilevamento del volto attivo, priorità dei tempi con 1/1000 di secondo e scheda UHS II 3.

Nella sequenza la G90 ha scattato costantemente a 6 fg/s; su 371 scatti ne ha messi correttamente a fuoco sul volto 266, 77 erano a fuoco sulla ruota, la maglietta, sul manubrio o non perfettamente a fuoco e 18 erano fuori fuoco.
Pubblico gli ultimi 32 scatti di una sequenza di 65 (11 secondi).

Video

Come detto può riprendere video in formato MP4 4K QFHD a 30 o 25 fg/s. Inoltre riprende in Full HD a 1920×1080 pixel con codec H.264 e formato MP4 o AVCHD. In questo caso le velocità di registrazione possono essere 60p/50p o 30p/25p.
La durata di registrazione continua è, secondo Panasonic, di 55 minuti per il Full HD e di 45 per il 4K. Quando il file MP4 prodotto supera la lunghezza massima di 4 Gb la ripresa continua su un nuovo file.
Nella pratica è determinata anche dalla capienza della scheda di memoria e dalla carica della batteria. Con una scheda da 32 Gb e batteria carica sono riuscito a registrare circa 42 minuti continui di video 4K.
Durante la ripresa video possono anche essere scattate delle foto. Se si sceglie la priorità al video questo non sarà interrotto e le foto saranno jpeg, formato 16:9 e qualità S (2 Mpx). La registrazione video non sarà interrotta; si possono riprendere così fino a 40 foto. Se si sceglie la priorità alle foto queste saranno del formato specificato, ma la ripresa video e audio saranno interrotte e lo schermo si scurirà; si possono riprendere con questa modalità al massimo 10 foto. Dai filmati 4K a 3840×2160 è anche possibile estrarre fotogrammi da 8 Mpx da usare come foto singole.
Tutte le regolazioni per il video, compresa la messa a fuoco, possono essere fatte con lo schermo touch.
L’esposizione sempre corretta così come la messa a fuoco. L’audio, pur ripreso senza microfono esterno è risultato buono. L’unico limite è la mancanza di una presa per cuffia per il controllo dell’audio e di un’uscita video per monitor esterno, ma queste sono caratteristiche di fotocamere di fascia di prezzo superiore come ad esempio la GH5.

Galleria

Le foto sono state scattate in alcune cittadine del Lazio, Poggio Mirteto e San felice Circeo, in Toscana a Chianciano e infine come al solito a Roma.
Prevalentemente ho usato la impostazione automatica della sensibilità che se la luce è sufficiente si imposta a 200 ISO, mentre per le foto in poca luce è arrivata fino a una sensibilità di 8000 ISO.
La conversione da raw è stata effettuata con Silkypix, fornito da Panasonic, impostato con i suoi parametri di default con la riduzione di rumore disabilitata fino a 800 ISO. Per le sensibilità superiori è stata lasciata attiva solo la soppressione dei falsi colori.

Le foto presentano una buona nitidezza e dettaglio e colori saturi e brillanti. Il rumore è contenuto e nelle foto scattate a sensibilità più elevata pur presente è visibile solo come grana scura che non causa particolare fastidio. La nitidezza anche in queste foto rimane buona in quanto il filtro di Silkypix per l’eliminazione dei falsi colori non agisce sui dettagli fini e non degrada la qualità dell’immagine.
Notare inoltre le foto N° 14 con l’effetto “moirè” sulle persiane dell’edificio sullo sfondo dovuto all’assenza del filtro antialias e la N° 56 scattata a 1/5 di secondo.

Conclusioni

La G90 è la sorella minore della GH5 e della G9, le mirrorless ammiraglie di Panasonic per il formato M43, di cui riprende molte caratteristiche.
Innanzitutto la G90, pur offrendo numerose funzioni, contiene le dimensioni ed il peso in limiti ragionevoli sopratutto per gli obiettivi. Non è più grande delle più piccole reflex APS, anzi il suo corpo è più sottile. Dotata dell’obiettivo in kit 12-60/3,5-5,6 (equivalente ad un 24-120) è abbastanza piccola e maneggevole, facilmente trasportabile in una borsa di dimensioni contenute senza sentirne il peso. Fantastico poi portarsi dietro la G90 con il 12-35/2,8 e il 35-100/2,8 contenuti in una piccola borsa in cui non entrerebbe una reflex media APS con un 18-55. Con un peso totale di 1.195 g si ha a disposizione le focali equivalenti da 24 a 200 mm con luminosità f/2,8. Con anche la più leggera delle fullframe, la Sony A7, ci si dovrebbe portare in giro dai 2 ai 3 kg di peso con obiettivi di dimensioni ben più grandi. Certo una fullframe ha dei vantaggi per nitidezza, contenimento del rumore, gamma dinamica e controllo della profondità di campo, oltre a disporre di risoluzioni superiori, ma i vantaggi di leggerezza, piccole dimensioni e costi più ridotti della G90 spesso si fanno sentire nella scelta dell’attrezzatura, considerando poi che i risultati sono di buona qualità. Indubbiamente i 20 Mpx della G90 sono inferiori ai 40-60 di certe fullframe, ma se non si devono fare stampe di grandi dimensioni, oltre il 40×30, o comunque non serve un dettaglio estremamente spinto la qualità della G90 è adeguata.
Il sensore da 20 Mpx consente una buona risoluzione. Le impostazioni di base, ampiamente personalizzabili, garantiscono foto di qualità con colori brillanti e realistici. Il rapporto segnale/rumore è buono e si può arrivare senza problemi fino a 1600 ISO e con qualche accorgimento (riduzione di rumore) fino a 6400. La gamma di obiettivi Micro 4/3 disponibile, fra Panasonic, Olympus ed altri, soddisfa ogni esigenza, con obiettivi di ingombro e peso ridotto, ma dalla resa qualitativa elevata.
Dal punto di vista video offre la possibilità di ripresa in molti formati in particolare il 4K, con diverse velocità di ripresa. Per il controllo delle riprese lo schermo orientabile si dimostra molto comodo, ma è possibile usare anche il mirino. Le possibilità di regolazione consentono di adeguare la ripresa a tutte le esigenze. Per riprese con audio di qualità è disponibile l’ingresso per microfono stereo. L’autofocus in video funziona bene, garantendo riprese sempre a fuoco con quasi nessuna incertezza, anche se per riprese di qualità è preferibile usare la messa a fuoco manuale.
La costruzione è molto buona, con il corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua. I comandi ben disposti consentono di effettuare tutte le regolazioni con facilità anche con l’occhio al mirino. Questo è di buona qualità, anche se attualmente sono disponibili mirini con risoluzione maggiore. Lo schermo con la sua sensibilità al tocco consente di semplificare diverse operazioni e la revisione delle foto.
La Messa a fuoco è veloce e funziona bene anche per i soggetti in movimento, anche per raffiche prolungate.
Gli obiettivi provati, 12-35/2,8 II, 35-100/2,8 II e Leica 100-400 sono di ottima qualità, il 12-60/3,5-5,6 è un po’ inferiore, ma sempre buono e notevolmente più economico.

Riassumendo:

Costruzione e finitura

Ottimo: il corpo è in lega di magnesio, protetto da polvere ed acqua, caratteristica difficile da trovare in questa fascia di prezzo.

Ergonomia e comandi

Ottimo: i comandi ben disposti, facilmente comprensibili e raggiungibili anche con l’occhio al mirino. Molto comodo ed efficace il Quick-menu visibile anche dal mirino e comandabile con le due ghiere senza staccare l’occhio dal mirino.

Mirino

Buono: il mirino elettronico è buono con un buon ingrandimento . Visualizza inoltre tutte le regolazioni apportate all’esposizione ed al bilanciamento del bianco, e opzionalmente le griglie guida ed il centro del fotogramma. Ottima anche la livella a due assi, longitudinale e trasversale, visualizzabile nel mirino o nello schermo, che evita foto storte.

Schermo

Buono: lo schermo orientabile è valido. La sua possibilità di orientamento è molto comoda per riprese dall’alto o dal basso, per i “selfie” e per i video e la funzione touch gli da un qualcosa in più. Non si vede bene, come al solito, in pieno sole, ma in questo caso c’è il mirino anche per i video.

Autofocus

Molto buono: è rapido e molto preciso. Nelle riprese di soggetti in movimento è quasi sempre efficace e solo con la raffica ogni tanto perde qualche colpo. Durante le riprese video ha funzionato bene. La funzione post-focus è interessante, ma d utilità limitata.

Esposizione

Ottimo: sempre corretta anche in condizioni difficili. Per le foto notturne o in ambienti scuri è però necessario compensare l’esposizione con 2/3 o 1 stop in meno. L’automatismo ISO ha sempre funzionato bene adeguando la sensibilità in modo da non scendere sotto il tempo di sicurezza adeguato alla focale in uso anche con gli zoom.

Bilanciamento del bianco

Molto buono: in automatismo si è dimostrato quasi sempre corretto. Dispone di impostazioni predefinite per varie luci, di taratura personalizzata e di taratura fine in gradi Kelvin a passi di 100.

Qualità d’immagine

Molto buono: la risoluzione e la definizione sono buone, la resa dei colori con le impostazioni di base piacevole e realistica. E’ comunque ampiamente personalizzabile con vari profili colore, ciascuno regolabile in modo fine. Il rumore è ben contenuto considerando le dimensioni del sensore; si può usare senza problemi fino a 1600 ISO in jpeg e, usando il raw applicando una riduzione di rumore anche fino a 6400.

Raffica

Molto buono: riesce a riprendere anche soggetti in movimento veloce a 6 fg/s mantenendo quasi sempre la corretta messa a fuoco. Se serve una maggiore velocità si può usare la raffica 4K a 30 fg/s.

Video

Ottimo: la qualità delle riprese è ottima, è possibile effettuare tutte le regolazioni ed usare tutte le modalità di funzionamento, la messa a fuoco funziona con poche incertezze. La durata della ripresa è elevata.

Obiettivi

Ottimo: il corredo disponibile M43 è ampio e comprende tutti i tipi di ottiche: fisse luminose, grandangoli tele, supertele e zoom. La qualità degli obiettivi provati è molto buona.

In conclusione la G90 è una buona fotocamera che si avvicina alle prestazioni dei modelli superiori senza troppe rinunce, almeno per un uso amatoriale, ad un prezzo sensibilmente più contenuto. In confronto con le alternative APS offre una gamma di obiettivi più ampia con dimensioni e pesi inferiori, mentre il corpo macchina è di dimensioni più grandi della media delle concorrenti. Per la qualità d’immagine regge bene il confronto. A suo vantaggio anche la stabilizzazione sul sensore, presente solo in un’altra mirrorless della stessa categoria di prezzo, l’Olympus E-M5 III e la protezione presente solo nella Nikon Z50.
Da consigliare sia a chi cerca una buona fotocamera ad ampio spettro per tutti i tipi di uso che non sia troppo impegnativa a livello di dimensioni, pesi e costi, anche per il corredo di obiettivi piccoli e leggeri e in alcuni casi non troppo costosi, sia a chi si interessa anche ai video e vuole un unico strumento di buona qualità per le riprese video e per le foto.
Il prezzo è adeguato alla qualità della macchina.

Pregi

– buona costruzione e finitura
– buona qualità d’immagine
– stabilizzazione molto efficace
– otturatore elettronico
– ottime capacità di ripresa video
– comandi completi, comodi e facilmente raggiungibili
– ampia gamma di obiettivi
– obiettivi compatti e leggeri
– raffica buona

Difetti

– dimensioni del corpo non molto contenute in rapporto al formato
– necessità di riduzione di rumore sopra i 1600 ISO
– programma di conversione raw, Silkypix, con interfaccia poco amichevole

Alternative

Canon EOS M6 II

Mirrorless con sensore di formato APS-C (22,3×14,9 mm) da 33 Mpx, innesto obiettivi Canon EF-M, autofocus a rilevamento di fase con 143 punti AF, senza mirino (ne è fornito uno elettronico optional), schermo orientabile in alto e in basso, velocità di raffica di 14 fg/s, ripresa video 4K, wi-fi e Bluetooth. Il corredo obiettivi comprende 8 ottiche Canon più 3 Sigma e un Tamron. Le dimensioni ed il peso sono contenuti 120x70x49 mm e 408 g escluso il mirino.
La M6 III costa 890 € solo corpo, 1.130 con lo zoom 15-45/3,5-6,3 IS STM e il mirino EVF-DC2.

Fujifilm X-T30

Mirrorless con sensore di formato APS (23,6×15,6 mm) da 26 Mpx con tecnologia X-Trans CMOS IV Fujifilm senza filtro antialias, innesto obiettivi Fujifilm X, autofocus ibrido a rilevamento di fase e contrasto con 425 punti AF, mirino elettronico con 2,36 Mpx con copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,62x, schermo orientabile in alto e in basso, velocità di raffica di 30 fg/s, ripresa video 4K, wi-fi e Bluetooth. Il corredo obiettivi comprende 31 ottiche Fujinon più 3 Zeiss Touit.
Costa 730 € solo corpo, 850 € con lo zoom 15-45 OIS e 1.060 € con il 18-55/2,8-4,0 OIS.

Nikon Z50

Mirrorless con sensore di formato APS (DX 23,5×15,7 mm) da 21 Mpx, innesto obiettivi Nikon Z, autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 209 punti AF, mirino elettronico con 2,36 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,68x, schermo orientabile in alto e in basso, velocità di raffica di 11 fg/s, ripresa video 4K, wi-fi e Bluetooth. Il corredo obiettivi comprende 15 ottiche Nikon di cui due sole per il formato DX. Il corpo è protetto da polvere ed acqua. Le dimensioni ed il peso sono contenuti, 127x94x60 mm e 450 g.
Costa 1.000 € con lo zoom Z DX 16-50 VR, 1.140 con il 16-50 VR e l’anello adattatore FTZ e 1.250 € con il 16-50 VR e il 50-250 VR.

Olympus OM-D E-M5 III

Mirrorless con sensore di formato Micro 4/3 (17,3×13 mm) da 20 Mpx, innesto obiettivi Micro 4/3, autofocus a rilevamento di fase e di contrasto con 121 punti AF, stabilizzazione integrata a “5 assi”, mirino elettronico con 2,36 Mpx con copertura del 100 € e ingrandimento reale 0,68x, schermo orientabile in tutte le direzioni, velocità di raffica di 30 fg/s, ripresa video 4k, wi-fi e Bluetooth. Il corredo obiettivi comprende 32 ottiche Olympus più 41 Panasonic e alcune di altre marche autofocus e manuali. Le dimensioni ed il peso sono contenute, 125x85x50 mm e 414 g.
Costa 1.080 € solo corpo, 1.350 € con lo zoom 14-150 e 1480 € con il 14-45/4,0 Pro.

Sony A6400

Mirrorless con sensore di formato APS (23,5×15,6 mm) da 24 Mpx, innesto obiettivi Sony E, autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 425 punti AF, mirino elettronico con 2,36 Mpx con copertura del 100 € e ingrandimento reale 0,71x, schermo orientabile in alto e in basso, velocità di raffica di 11 fg/s, ripresa video 4K, wi-fi e Bluetooth. Il corredo obiettivi comprende 18 ottiche Sony E più 32 FE e numerose di altri produttori, Samyang, Sigma, Tamron, Tokina, Zeiss e altri obiettivi a fuoco manuale. Il corpo è protetto da polvere ed acqua. Le dimensioni ed il peso sono contenute, 120x67x60 mm e 403 g.
Costa 860 € solo corpo, 970 € con il 16-50 OIS e 1.200 € con il 18-135 OIS.

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Foto digitale, classica, immagini

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