Panasonic G5: conclusioni

a G5 è una fotocamera particolare. Ha l’estetica di una reflex, ma non lo è.Infatti è un poì più piccola, soprattutto nello spessore ed è un poì più leggera. Della reflex ha ereditato lo schema costruttivo e dei comandi e, cosa più importante, la presenza del mirino, anche se in questo caso è elettronico. Questo comporta che la G5 può essere usata come una reflex tradizionale, con il vantaggio però di dimensioni più ridotte (anche se non è in ogni caso tascabile) e peso altrettanto ridotto.
La costruzione è accurata e solida, con il corpo in lega metallica. I comandi sono semplici, intuitivi, completi e facilmente accessibili.
Il mirino, come già detto, è di alta qualità, più o meno simile a quello della Olympus OM.D E-M5. Lo schermo è nitido e brillante. La sua sensibilità al tocco è comoda per molte operazioni compresa la messa a fuoco e lo scatto, oltre che per la revisione delle foto.
La qualità d’immagine è molto buona e si nota un leggero miglioramento rispetto a quella già buona della GX-1 provata lo scorso anno. Le foto alle sensibilità basse e medie sono nitide e brillanti, anche in jpeg, e i colori molto piacevoli. Aumentando la sensibilità, da 3200 Iso in poi, è però necessario scattare in raw e convertire le foto applicando un’appropriata riduzione di rumore, per ottenere la migliore qualità. Infatti la riduzione di rumore della fotocamera ne penalizza la nitidezza alle alte sensibilità.
La messa a fuoco funziona bene per tutti i soggetti normali e solo per quelli in movimento mostra i sui limiti, ma ha una sensibilità abbastanza elevata.
L’obiettivo provato, il GX 14-42 mm, colpisce sopra tutto per le sue contenute dimensioni in lunghezza quando è rientrato in posizione di riposo che contribuiscono a contenere lo spessore dell’insieme. La sua qualità è comunque molto buona e la stabilizzazione efficace.

Rispetto alle reflex APS della stessa fascia di prezzo le differenze di qualità d’immagine sono veramente minime e non sempre a vantaggio delle reflex. Solo la messa a fuoco in qualche caso è leggermente più lenta, ma considerando che le reflex base non brillano per questa prestazione, la differenza è abbastanza irrilevante, a meno che non si vogliano sempre riprendere soggetti in movimento veloce. In questo caso ci si deve rivolgere a reflex più performanti o alle Nikon 1.
Riassumendo:

Ergonomia e comandi

Ottima, i comandi principali sono facilmente comprensibili e raggiungibili anche con l’occhio al mirino.

Mirino

Il mirino elettronico è eccellente senza scie o “congelamenti” e con un’elevata risoluzione ed un buon ingrandimento vicino a quello di una reflex fullframe. il suo ingrandimento e la sua luminosità lo rendono preferibile ai mirini di alcune reflex base per coloro a cui non da fastidio usare un mirino elettronico. Solo quando c’è veramente poca luce si nota qualche ritardo nel muovere velocemente l’inquadratura. In queste condizioni non presenta però il fastidioso fenomeno del rumore come riscontrato su altre fotocamere.

Schermo

Lo schemo orientabile è altrettanto valido. La sua possibilità di orientamento è molto comoda per riprese dall’alto o dal basso e per i video e la funzione touch gli da un qualcosa in più. Non si vede bene, come al solito, in pieno sole, ma c’è il mirino anche per i video

Autofocus

E’ sufficiebtemente raoido per i soggetti statici e molto preciso, non ho quasi mai ottenuto immagini fuori fuoco. L’area di messa a fuoco può essere scelta automaticamente o manualmente. Non è pensato per foto sportive o di soggetti in movimento che non sempre riesce a mettere a fuoco anche se ha una funzione di inseguimento del soggetto non sempre però precisa. Durante le riprese video ha funzionato bene.

Esposizione

Sempre corretta anche in condizioni difficili. Solo in casi estremi ho dovuto apportare qualche correzione.

Bilanciamento del bianco

In automatismo si è dimostrato sempre corretto. Dispone di impostazioni predefinite per varie luci e di taratura fine in gradi Kelvin a passi di 100.

Qualità d’immagine

Molto buona per risoluzione e definizione. Buona per il contenimento del rumore alle alte sensibilità.

Raffica

E’ molto veloce. Arriva a riprendere 20 fg/s per due secondi (40 foto). L’esposizione e la messa a fuoco sono fissate al primo fotogramma. Alle velocità più basse riprende a 6, fg/s con esposizione e messa a fuoco per ciascun fotogramma, ma senza live view e a 3 fg/s con live view in tempo reale.

Video

Per la ripresa si possono usare tutte le priorità o regolare il diaframma, il bilanciamento del bianco, la compensazione dell’esposizione e la modalità di messa a fuoco. La messa a fuoco funziona abbastanza bene con solo qualche lieve incertezza.
In conclusione la G5 si è dimostrata un’ottima macchina. E’ adatta per tutti i tipi di foto grazie anche all’ampio corredo di obiettivi per Micro 4/3 disponibile, tranne che per foto sportive o di soggetti in movimento rapido. E’ un’ottima alternativa alle reflex APS base, alla cui fascia di prezzo appartiene, per chi cerca una fotocamera con una buona qualità d’immagine, adatta anche per riprese video, con schermo orientabile, ma con un peso ed un ingombro leggemente inferiori e non vuole rinunciare al mirino,

Pregi

– dimensioni e peso contenuti
– ottima costruzione e finitura
– obiettivo in kit di dimensioni molto contenute, ma di buona qualità
– stabilizzazione nell’obiettivo efficace
– buona qualità d’immagine fino alle medie sensibilità
– comandi comodi e facilmente raggiungibili
– Quick menu molto comodo e pratico
– ottimo mirino elettronico
– ottimo schermo touch orientabile
– ampia gamma di obiettivi disponibile
– flash integrato
– raffica ottima
– possibilità di montare moltissimi obiettivi di altre fotocamere

Difetti

– rapporto segnale rumore non molto favorevole alle sensibilità più alte (6400-12800 Iso)
– autofocus poco efficace per soggetti in rapido movimento
– mancanza della stabilizzazione integrata
– obiettivo 45-175 di qualità non molto elevata
– programma di conversione raw, Silkypix 3.1, con intefaccia poco amichevole e meno efficace di altri nella conversione e nelle possibilità di regolazione

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4 commenti su “Panasonic G5: conclusioni”

  1. ancora meglio la G6, e quando si decideranno a mettere l’af a rilevamento di fase allora saremo al top

    ma il controllo dell’esposizione in video non era solo automatico??

    stavo pensando se era possibile aprire una discussione sull’interpretazione dei test di DoX visto che sono un riferimento per tutti, che dici
    ciao

  2. Ho grosse DIFFICOLTA’ nell’uso della GHIERA LATERALE: è troppo sensibile alla pressione e rigida nella rotazione, per cui quando voglio regolare A o S commuto involontariamente e continuamente con la compensazione dell’esposizione. Trovo che questo sia un grosso problema, considerato che la regolazione dell’A o della S sono essenziali quando non si lavora in automatico, “accontentandosi” delle inmpostazioni scelte dalla fotocamera.

    Dubbio: sono io a non saper usare la ghiera (eppure cì ho provato tantissime volte) o la mia fotocamera è difettosa e dovrei rivolgermi all’assitenza?

    1. Giampiero,
      non posso sapere se la tua fotocamera sia difettosa. L’unica cosa che posso dirti è che nella mia prova non ho avuto queste difficoltà.
      Ciao, Francesco

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