Fujifilm X-T3 e X-T30: prestazioni e conclusione

Sensore

Le X-T3 e X-T30 montano un nuovo stesso sensore X-Trans BSI-CMOS IV di dimensioni APS e con 26,1 Mpx dotato di matrice dei filtri colore aperiodica, esclusiva Fujifilm, e senza filtro antialias.
In aggiunta il sensore è dotata di 2,17 Mpx di pixel mascherati che consentono di effettuare la messa a fuoco a rilevamento di fase tramite lo stesso.

Rapporto segnale/rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità ISO.
Questo viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute in tiff con la riduzione di rumore azzerata. Le foto sono poi convertite nel formato jpeg, che è un formato compresso, con la compressione al minimo, 100 %. In questo modo più è alto il rumore, che si presenta in forma di punti scuri e colorati invece di punti bianchi, meno è possibile comprimere la foto e quindi questa risulta di maggiori dimensioni. Ho effettuato la conversione con CaptureOne for Fujifilm. Per avere una valutazione delle X-T3 e X-T30 rispetto alle altre fotocamere ho effettuato il confronto con la Canon EOS 6D con le foto convertite con Canon DPP, con la precedente X-T2 con foto convertite con Raw File Converter e con la Sony A7R III con conversione con CaptureOne for Sony. Per un confronto omogeneo fra fotocamere con differente numero di pixel è necessario standardizzare queste dimensioni ad un valore uniforme, 10 Mpx che consente di stampare una foto A4 (circa 21×29 cm) alla massima risoluzione. Il ridimensionamento è stato fatto durante la conversione raw/tiff; i tiff sono poi convertiti in jpeg con compressione minima sempre con lo stesso software Acdsee Pro.

L’andamento della curva di rumore della X-T3 è molto vicina a quella della Canon 6D fino a 25600 ISO a cui si discosta per circa 1/2 stop. Rispetto alla X-T2 alle alte sensibilità c’è una differenza di al massimo 1/2 stop a favore della X-T3. A confronto con la A7R II si nota una grande differenza sopra i 6400 ISO dove la Sony fa valere le ottime qualità del suo sensore. La X-T30 ha prestazioni del tutto analoghe per cui non riporto le sue misure che si sovrapporrebbero a quelle dalla X-T3.
Una prestazione ottima, in particolare considerando la categoria e il prezzo della X-T30, vicina alle fullframe di analoga risoluzione almeno fino a 6400 ISO.

Gamma dinamica

La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione corretta, alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore, e la gamma dinamica della Canon 6D come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.

La X-T3 e la X-T30 hanno una gamma dinamica superiore alla Canon 6D mediamente di 2/3 di EV a partire da 800 ISO. Anche in questo caso una prestazione ottima per entrambe le fotocamere che dimostra come i sensori di ultima generazione siano migliorati sotto questo aspetto.

Le foto di prova sono state scattate a tutte le sensibilità disponibili in raw, da 80 a 25600 ISO. Le foto sono state convertite con CaptureOne for Fujifilm azzerando la riduzione di rumore. Pubblico quelle della X-T3, ma i risultati sono gli stessi anche per la X-T30, per la quale valgono le stesse considerazioni.

Foto raw senza riduzione di rumore

Il rumore comincia ad essere percepibile solo a 1600 ISO in forma finissima ed appena percettibile, ma le immagini non perdono di nitidezza. A 3200 ISO pur essendo presente è sempre molto fine, in forma di rumore di luminanza con puntolini molto piccoli che non disturbano e una nitidezza ancora molto buona; a 6400 è invece ben visibile, con una componente colore che sarebbe opportuno ridurre; a 12800 è eccessivo e la sua riduzione è necessaria, così come a 25600, sensibilità a cui il recupero della foto è difficile.

Foto raw con riduzione di rumore

Applicando una riduzione di rumore ben calibrata si possono ripulire le foto da 1600 e 6400 ISO senza perdere in nitidezza con una qualità vicina a quella delle sensibilità più basse. A 12800 rimane invece una parte di rumore, anche se accettabile, ma si ha una perdita di nitidezza. a 25600 infine il rumore non è totalmente eliminabile e la nitidezza decade eccessivamente.

Foto raw a 10 Mpx senza riduzione di rumore

Normalizzando le foto senza riduzione di rumore a 10 Mpx (adatti per una stampa A4 circa 20×30 cm) le foto fino a 3200 ISO non presentano rumore, quella a 6400 lo ha, ma in maniera appena percepibile e non fastidiosa, a 12800 invece il rumore è visibile e potrebbe essere necessario ridurlo.

Foto raw a 10 Mpx con riduzione di rumore

Ridimensionando le foto con riduzione di rumore si ottengono immagini pulite ed utilizzabili fino a 12800 ISO e solo quella a 25600 presenta ancora rumore e una perdita di nitidezza eccessiva.

Foto jpeg dalla fotocamera

Le foto presentano ottima nitidezza e nessun rumore fino a 1600 ISO. Oltre il rumore è eliminato, ma si nota una progressiva perdita di nitidezza; a 25600 ISO il rumore permane e la nitidezza scarseggia..

Un’ottima prova con cui la X-T3 e la X-T30 si pongono al vertice delle fotocamere APS e vicine anche ad alcune fulframe da 24 Mpx. In pratica si può scattare senza riduzione di rumore fino a 3200 ISO e con una riduzione fino a 12800 con una modesta perdita di nitidezza.

Obiettivi

Con la X-T3 e la X-T30 ho avuto la possibilità di provare gli zoom XF 18-55/2,8-4,0 OIS equivalente ad un 27-82 mm, XF 10-24/4,0 OIS equivalente ad un 15-36 mm e XF 55-200/3,8-4,5 OIS equivalente ad un 82-300 mm più la focali fissa luminose XF 90/2,0 equivalente ad un 135 mm.

Fujinon XF 18-55 f/2,8-4,0 R LM OIS

E’ uno zoom standard adatto a molti generi fotografici, costruito interamente in metallo e molto leggero e compatto. A differenza della maggior parte degli obiettivi odierni poi è dotato della ghiera dei diaframmi che come detto rende molto semplice ed immediato impostare la macchina come meglio si desidera. La costruzione è molto accurata, le ghiere per lo zoom e di messa a fuoco scorrono morbidamente e con precisione. E’ costituito da 14 elementi in 10 gruppi con 3 elementi asferici e 1 a bassissima dispersione. Il motore AF è di tipo lineare (LM). La messa a fuoco minima è di 40 cm con un ingrandimento 0,15x. Il diaframma ha 7 lamelle e si chiude fino a f/22. Il diametro è di 65 mm per 70 mm di lunghezza; il peso è 310 g. L’obiettivo si allunga durante la zoomata. E’ equivalente ad un 27-83 mm.
Costa, se non acquistato in kit con la fotocamera, circa 650 €.

Caratteristiche ottiche

La variazione dell’apertura del diaframma al variare della focale è molto progressiva da f/2,8 a f/4,0.

Apertura equivalente

L’apertura equivalente da indicazioni sulla qualità d’immagine ottenibile dalla fotocamera al variare della focale, specialmente per il rapporto segnale/rumore, e alla profondità di campo ottenibile. Più l’apertura è bassa più la qualità è migliore e la profondità di campo ridotta.

Risoluzione

Come spiegato nell’articolo “Risoluzione: obiettivi e sensori” riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore per il 18-55 le focali di 16, 23, 35 e 55 mm.

18 mm

23 mm

35 mm

55 mm

La risoluzione al centro è sempre molto buona a tutte le focali e aperture di diaframma escluso f/22, con punte di ottimo alle focali più corte, 18 e 23 mm, e ai diaframmi intermedi f/5,6 e f/8,0. I bordi sono abbastanza vicini, da buoni a molto buoni tranne che a f/22 come per il centro.

La distorsione è di quasi il 5 % a barilotto alla focale minima e diventa lo 0,8 % a cuscinetto a quella massima, ma è corretta automaticamente dalla macchina o dal convertitore raw se possiede il profilo dell’obiettivo.
La vignettatura alla focale minima è di circa 1,5 stop, anche questa corretta automaticamente dalla macchina o dal software.

Complessivamente un’ottima prestazione per uno zoom tuttofare di buona luminosità. Da evitare però assolutamente la chiusura del diaframma a f/22.
Fujifilm offre anche il 16-55/2,8 che a prestazioni analoghe aggiunge una maggiore luminosità alle focali più elevate, con però dimensioni, peso e costo maggiori. Inoltre non offre la stabilizzazione.

Fujinon XF 10-24 mm f/4,0 R OIS

E’ un supergrandangolo per riprese estreme, di paesaggio, di strada e di eventi. E’ costruito interamente in metallo e di dimensioni abbastanza grandi in rapporto al corpo macchina. E’ dotato della ghiera dei diaframmi come tutti i Fujinon XF. La costruzione è molto accurata, la ghiera per la messa a fuoco e quella per lo zoom scorrono morbidamente e con precisione. E’ costituito da 14 elementi in 10 gruppi con 4 elementi asferici e 3 a bassissima dispersione. La messa a fuoco minima è di 24 cm con un ingrandimento massimo 0,16x. Il diaframma ha 7 lamelle e si chiude fino a f/22. E’ dotato di stabilizzazione ottica, cosa inusuale per i grandangoli, che consente un guadagno di 5 stop. Il diametro è di 78 mm per 87 mm di lunghezza; il peso è 410 g. E’ equivalente ad un 15-36 mm.
Costa 920 €.

Apertura equivalente

L’apertura equivalente è f/5,6.

Risoluzione

10 mm

15 mm

24 mm

La risoluzione è molto buona al centro a tutte le focali escludendo l’apertura f/22, con la punta massima ottima alla focale di 10 mm fra f/5,6 e f/8,0. I bordi sono incredibilmente molto vicini, considerando le focali molto corte, fra buoni e molto buoni con il solito calo alla massima chiusura.

La distorsione è il 4,8 % a barilotto alla focale minima e diventa il 2 % a cuscinetto a quella massima, ma è corretta automaticamente dalla macchina o dal convertitore raw se possiede il profilo dell’obiettivo.
La vignettatura alla focale minima e a tutta apertura è di circa 2 stop e diminuisca aumentando la lunghezza focale a 1 stop a 24 mm, anche questa è corretta automaticamente dalla macchina o dal software.

Questo grandangolo è un ottimo obiettivo. Impressiona per l’ampio angolo di campo coperto e per l’uniformità della resa fra centro e bordi. Consente riprese alla minima focale con prospettive spinte e inusuali, ma a quella massima è un grandangolo moderato di uso abbastanza universale. Notevole anche il fatto che sia dotato di stabilizzazione. L’unico limite è la scarsa luminosità.

Fujinon XF 55-200 mm f/3,5-5,6 R LM OIS

E’ un telezoom di buona potenza ed adatto a riprese sportive e naturalistiche, ma anche a ritratti Costruito interamente in metallo e di dimensioni contenute per le focali in gioco. E’ dotato della ghiera dei diaframmi come tutti i Fujinon XF. La costruzione è molto accurata, la ghiera per la messa a fuoco e quella per lo zoom scorrono morbidamente e con precisione. E’ costituito da 14 elementi in 10 gruppi con 2 elementi a bassa dispersione e 1 a bassissima dispersione. La messa a fuoco minima è di 1,1 m con un ingrandimento massimo 0,18x. Il motore AF è di tipo passo-passo. Il diaframma ha 7 lamelle e si chiude fino a f/22. E’ dotato di stabilizzazione ottica che consente un guadagno di 5 stop. Il diametro è di 75 mm per 118 mm di lunghezza; il peso è 580 g. L’obiettivo si allunga molto nella zoomata.
Costa 670 €.

Caratteristiche ottiche

La variazione dell’apertura del diaframma al variare della focale è molto progressiva da f/3,5 a f/4,8.

Apertura equivalente

Risoluzione

Ampliando l’area di misura del mio studio sono ora in grado di misurare la risoluzione fino alla focale equivalente di circa 200 mm. Nel caso del 55-200 in oggetto su sensore APS si arriva a 140 mm.

55 mm

100 mm

140 mm

La risoluzione è abbastanza uniforme con solo un leggero calo alla focale intermedia di 100 mm. E’ comunque sempre molto buona al centro con il solito calo all’apertura minima e varia da buona a molto buona ai bordi, sempre vicini al centro e in qualche caso uguali. I risultati migliori si ottengono ai diaframmi intermedi f/5,6 e f/8,0.

La distorsione è trascurabile a tutte le focali.
La vignettatura a tutta apertura varia da 1 stop alla focale minima a 1,5 a quella massima; anche questa è corretta automaticamente dalla macchina o dal software.

Il 55-200 è un ottimo tele zoom, leggero e non eccessivamente ingombrante si adatta bene alle dimensioni delle X-T3 e X-T30 costituendo un complesso abbastanza leggero, maneggevole e non affaticante nel trasporto. La sua focale consente anche riprese sportive e naturalistiche a media distanza e la sua luminosità leggermente migliore della media di focali di questo tipo gli da qualcosa in più. Non è un’ottica professionale, ma è un ottima scelta per i fotografi esigenti e attenti alla spesa ed al peso.

Fujinon 90 mm f/2,0 R WR

E’ un tele ad alta luminosità di dimensioni e peso “importanti” per un sistema APS. La costruzione è interamente in metallo, protetta da polvere ed acqua. E’ dotato della ghiera dei diaframmi. La costruzione è molto accurata, la ghiera per la messa a fuoco scorre morbidamente e con precisione. E’ costituito da 11 elementi in 8 gruppi con 3 elementi a bassa dispersione e trattamento antiriflessi Nano-Gi coating. La messa a fuoco minima è di 60 cm con un ingrandimento massimo 0,2x. Il diaframma ha 7 lamelle e si chiude fino a f/16. Il diametro è di 75 mm per 105 mm di lunghezza; il peso è 540 g. Equivale ad un 135 mm.
Costa 850 €.

Apertura equivalente

L’apertura equivalente è f/2,8.

Risoluzione

La risoluzione è molto uniforme fra centro e bordi entrambi molto buoni da tutta apertura fino a f/16. La prestazione migliore, ottima, si ottiene ai diaframmi f/5,6 e f/8,0.

La distorsione è molto bassa, 0,3 % a cuscinetto. La vignettatura è 2/3 stop a tutta apertura e cala sotto 1/3 da f/2,8, corretta automaticamente dalla fotocamera o dal convertitore

Complessivamente un’ottima prestazione. E’ un obiettivo particolarmente adatto per il ritratto nel quale è in grado di staccare bene il soggetto dallo sfondo grazie alla ridotta profondità di campo garantita dalla grande apertura.

Stabilizzazione

Ho effettuato le prove con il 18-55 sulla X-T30 e con il 55-200 sulla X-T3.

18-55

Gli scatti sono stati effettuati alla focale massima di 55 mm (83 mm equivalenti) a partire da 1/80 e raddoppiando di volta in volta il tempo di scatto.

A 1/10 ho ottenuto alcuni scatti buoni, ma uno mosso; sono poi riuscito ad arrivare fino a 1/5 con alcuni scatti buoni, con un guadagno di 4 stop, anche se non al 100 % garantito. Una buona prestazione

55-200

Ho scattato alla focale massima di 200 mm (300 mm equivalenti) a partire da 1/320 e raddoppiando i tempi di scatto.

A 1/10 ho ottenuto delle foto nitide e a 1/5 alcune accettabili, con un guadagno di 5 stop e in qualche caso di 6 stop. Un’ottima prestazione, particolarmente importante per un tele.

Raffica

Le possibilità di scatto in raffica della X-T3 e della X-T30 sono uguali e piuttosto articolate come esposto nelle impressioni d’uso. Per valutarne le prestazioni ho effettuato le prove usando una scheda SD UHS I 3 da 95 Mbps, scattando in priorità dei tempi a 1/1000 con autofocus manuale, sia in jpeg normal che in raw compresso senza perdita, con batteria ben carica. A tutte le velocità, come detto, è disponibile la visione live view nel mirino o nello schermo.
Usando esclusivamente l’otturatore elettronico però non è stato possibile rilevare correttamente gli scatti effettuati in quanto la fotocamera in queste condizioni è molto silenziosa. Presento quindi solo le rilevazioni fatte usando l’otturatore meccanico e le valutazioni con quello elettronico saranno basate solo sull’esperienza pratica

Jpeg

H con otturatore meccanico a 8 fg/s

Le X-T3 e X-T30 hanno scattato a 8 fg/s indefinitamente per oltre 20 secondi, presumibilmente fino a riempimento della scheda.

M con otturatore meccanico a 5 fg/s

Le X-T3 e X-T30 hanno scattato a 5 fg/s indefinitamente per oltre 20 secondi, presumibilmente fino a riempimento della scheda.

Raw

H con otturatore meccanico a 8 fg/s

Le X-T3 e X-T30 hanno scattato a 8 fg/s per circa 2 secondi (18 scatti) per poi proseguire a circa 2 fg/s.

M con otturatore meccanico a 5 fg/s

Le X-T3 e X-T30 hanno scattato a 5 fg/s per circa 4 secondi (22 scatti) per poi proseguire a circa 2 fg/s.

Per le prove pratiche ho scattato nella mia consueta postazione di prova a veicoli ad elevata velocità, sia in avvicinamento che in allontanamento, con il 55-200 e con il 90 mm. Ho usato una scheda UHS I 3 da 95 mb/s, esposizione manuale a tutta apertura f/4,8 o f/2,0 con tempi da 1/1000 a 1/4000, ISO auto per la corretta esposizione, autofocus continuo a zona o a inseguimento con profilo per soggetti in accelerazione e con profilo personalizzato, in jpeg normal, provando con l’otturatore elettronico e ritaglio 1,25x o pieno formato e con quello meccanico, scattando un totale di quasi 4.000 fotogrammi fra le due fotocamere.

Innanzitutto c’è da rilevare che entrambe hanno avuto un comportamento simile. Scattando con l’otturatore elettronico e il ritaglio 1,25x (16 Mpx), velocità nominale di 30 fg/s, le due fotocamere sono arrivate al massimo a 18 fg/, con una media di 16. Si è notato inoltre un rallentamento per i veicoli in avvicinamento. Evidentemente il non raggiungimento della massima velocità è influenzato dalla velocità dell’autofocus, infatti con il 90 mm, più rapido a mettere a fuoco rispetto al 55-200, i risultati sono leggermente migliori. Scattando a formato pieno, velocità nominale 20 Mpx, i risultati non sono stati molto diversi, con una media di 15-16 fg/s, per cui c’è da chiedersi se convenga sacrificare la risoluzione.
Con l’otturatore meccanico la X-T3 non è andata oltre i 5 fg/s, mentre la X-T30 è arrivata a 6-7.
L’autofocus ha funzionato molto bene e le foto fuori fuoco si contano sulle dita di una mano. C’è però da osservare che in diverse occasioni c’è stato un errore nel dialogo fra la X-T3 e lo zoom 55-200 con il blocco della messa a fuoco.
Non ho notato invece deformazioni dovute all’otturatore elettronico, come invece era avvenuto con la X-H1, segno che questo sensore è molto più veloce del precedente nella lettura dei dati.

Prova del ciclista

Da questo test introduco questa prova che serve a valutare sia la velocità di raffica che l’autofocus. E’ effettuata riprendendo un ciclista che si avvicina a bassa velocità da circa 50 metri fino a passare a a fianco al fotografo. E’ così possibile valutare la capacità dell’autofocus di seguire il volto del soggetto e tenerlo a fuoco.
Ho usato il 90 mm f/2,0 a tutta apertura per ridurre al minimo la profondità di campo, autofocus continuo, sia a zona che in “tracking” e rilevamento del volto attivo.
Nella ultima e migliore sequenza la X-T3 su 177 scatti ne ha messi correttamente a fuoco 53, 70 erano a fuoco sulla ruota o sul manubrio, ma non sul volto e 54 erano fuori fuoco; questo sia a distanza che nella ripresa ravvicinata.
La fotocamera ha scattato a 20 fg/s per i primi 2 seconci, poi è scesa a circa 10 fg/s.
Riporto gli ultimi 64 fotogrammi.

In complesso le prestazioni della X-T3 e della X-T30 nelle prove di raffica presentano luci ed ombre. Indubbiamente scattare a 16 fg/s mantenendo attivo il live view e con i fotogrammi sempre a fuoco è un’ottima prestazione. Però non si raggiungono le prestazioni promesse e la cosa lascia un po’ perplessi. Ugualmente l’autofocus, nella prova del ciclista, non è riuscito a seguire correttamente il soggetto individuandone solo in alcuni casi il volto, anche a distanza ravvicinata.

Video

La X-T3 e la X-T30 hanno ricevuto parecchia attenzione da parte di Fujifilm per la parte video.
La ripresa video si attiva posizionando l’apposita ghiera delle modalità di scatto (sotto quella della sensibilità Iso) su video e poi usando il normale pulsante di scatto.
Nelle prove ho riscontrato una nitidezza elevata nelle riprese 4K con una corretta esposizione e bilanciamento del bianco, la messa a fuoco ha funzionato bene dimostrando solo raramente qualche incertezza durante l’uso dello zoom, prontamente recuperata. Eventuali passaggi di disturbo davanti alla scena non l’hanno influenzata.

Galleria

X-T3

Le foto sono state scattate in una cittadina della Toscana, a Roma e in una sessione di scatto durante la presentazione di nuove fotocamere presso la La Placa Academy di Roma. Prevalentemente ho usato la impostazione automatica della sensibilità che se la luce è sufficiente si imposta a 160 ISO,mentre per le foto in poca luce è arrivata fino a 12800 ISO. L’impostazione colore è stata per tutte quella standard Provia. Ho scattato in raw convertendo le foto con CaptureOne for Fujifilm senza riduzione di rumore, tranne per quelle ad alta sensibilità per le quali ho eliminato il rumore colore.

Le foto risultano tutte ben esposte, anche nelle situazioni critiche di controluce dove di solito devo apportare qualche correzione. I colori sono piacevoli e brillanti senza esagerazioni. Se si vogliono più vivaci si può aumentare la saturazione in macchina per i jpeg o durante la conversione per i raw, o scegliere il profilo Velvia più vivace. La risoluzione e la nitidezza sono alte. Ottime anche quelle notturne. Notare la foto N° 39 scattata a 1/2,5 secondi.
Le foto di ritratto, scattate con il 90/2,0, sono ottime, anche se ho dovuto correggere il bilanciamento del bianco che in luce artificiale risulta troppo caldo.

X-T30

Le foto sono state scattate durante la processione di Pasqua in un paesino del lazio e a Roma. Le ho convertite ugualmente da raw con CaptureOne.

Sono anche queste di ottima qualità.

Conclusioni

Con la X-T3 Fujifilm si rivolge chiaramente al mercato professionale, oltre che all’amatore evoluto per proporre una fotocamera adatta alle riprese di eventi, cronaca, sportive e naturalistiche, paesaggi, ritratti, cerimonie ed altro. Le sue caratteristiche di qualità d’immagine e di velocità, insieme al corpo protetto, ne fanno uno strumento adatto a questi utilizzi, mentre le sue dimensioni contenute e la sua leggerezza, sia del corpo macchina che degli obiettivi dovuti all’uso del formato APS, ne consentono un trasorto ed un utilizzo facile e senza stress.
L’osservazione che si può fare è perchè per una fotocamera di questo livello si sia mantenuto ancora il formato APS invece di passare al fullframe. Su questo argomento Fujifilm ha la sua risposta: le fotocamere della serie X-Tx, la X-T3 in particolare, sono in grado di soddisfare almeno il 90 % delle esigenze qualitative dei fotografi. Per quelli che per motivi di qualità d’immagine, stampe di grandissimo formato, paesaggi, studio, still life, moda, eventi e altro non ritengono suffiente la qualità delle fotocamere APS c’è la linea di fotocamere di medio formato GFX che fornisce una qualità superiore a quella delle migliori fullframe.
La X-T30 conserva tutte le ottime caratteristiche della X-T3 per la qualità fotografica e la velocità, rinunciando solo ad alcune caratteristiche tipicamente professionali come il corpo protetto, la presa sincro per il flash ed alcuni comandi diretti. In compenso le sue dimensioni e il peso sono ancora più ridotti ed il prezzo sensibilmente inferiore.

Riassumendo:

Costruzione e finitura

Ottimo: la X-T3 è ben costruita e finita, in lega di magnesio e protetta da polvere ed acqua. Le ghiere esterne sono in metallo. La X-T30 rinuncia alla protezione del corpo, ma è ugualmente ben costruita e finita.

Ergonomia e comandi

X-T3 Ottimo: tutti i comandi sono facilmente comprensibili e raggiungibili anche con l’occhio al mirino. Eccellente la presenza di ghiere dirette per tempi, ISO e diaframmi.
X-T30 Buono: si sente la mancanza di qualche comando come il pad a 4 vie e la ghiera degli ISO.

Mirino

X-T3 Ottimo: ha un’ottima luminosità e risoluzione di buon livello.
X-T30 Buono: la risoluzione è inferiore, ma ancora adeguata per vedere bene i dettagli dei soggetti.
Entrambi consentono di usare i menu e di controllare le regolazioni di esposizione. Ottima la funzione di “ribaltamento” per quando si inquadra in verticale.

Schermo

Molto buono: la risoluzione è adeguata alla visualizzazione dei menu ed alla revisione delle foto. Come tutti gli schermi è poco visibile in esterni di giorno. Molto comoda la possibilità di ribaltamento in alto, in basso e lateralmente (per la X-T3) e la funzione per selezionare i punti AF al tocco anche con l’occhio al mirino.

Autofocus

Molto buono: è rapido e veloce anche per soggetti in movimento e garantisce un’ampia copertura dell’inquadratura. Ha mostrato però qualche difficoltà nelle riprese in raffica in cui la funzione di inseguimento non riesce sempre a centrare il soggetto, Meglio usare la zona ristretta. Ottimo per le riprese video.

Esposizione

Ottimo: è ottima in buona luce anche in situazioni di forte contrasto; nelle foto notturne con la misurazione valutativa sovraespone di 2/3.La cosa è facilmente correggibile con la ghiera di controllo dell’esposizione ed eventualmente verificando l’effetto nel mirino elettronico o nello schermo.

Bilanciamento del bianco

Buono: In automatismo si è dimostrato quasi sempre corretto, tranne che in luce artificiale in cui da dei risultati troppo caldi che è necessario correggere. Dispone di impostazioni predefinite per varie luci e di taratura fine in gradi Kelvin.

Qualità d’immagine

Ottimo: sia per risoluzione e definizione, sia per il contenimento del rumore alle alte sensibilità, specialmente usando il raw e convertendo le foto con CaptureOne for Fujifilm. Notevole la possibilità di scegliere diverse impostazioni di colore che simulano la resa, più vivace o più neutra, delle più famose e valide pellicole Fujifilm. Complessivamente ai vertici delle fotocamere APS e non lontane da alcune fullframe di pari risoluzione.

Raffica

Buono: entrambe raggiungono i 15 fg/s a pieno formato e i 18 a formato ridotto mantenendo il live view. Un’ottima prestazione che meriterebbe “ottimo”, ma penalizzata dal fatto che è inferiore a quella nominale e che il buffer di memoria piccolo non consente di mantenerla per molto.

Video

Ottimo: riprende video 4K. Per la ripresa si possono usare tutte le modalità di funzionamento e regolare tutti i parametri di esposizione, oltre alla modalità di messa a fuoco. La messa a fuoco funziona abbastanza bene con solo qualche incertezza. Utili la presa per microfono esterno e per cuffia (X-T3) e l’uscita HDMI per un monitor o registratore esterno.

Autonomia

Discreto: con la batteria in dotazione si può arrivare a circa 380 scatti, non molti per una professionale come la X-T3.

Obiettivi

Ottimo: il corredo non è molto vasto, ma sono tutte ottiche di elevata qualità e sono disponibili numerose focali fisse di alta luminosità.

In conclusione la X-T3 e la X-T30 si sono dimostrate ottime fotocamere. La prima è adatta anche per impieghi professionali gravosi anche in alternativa a fullframe di analoga risoluzione, mentre la X-T30 è ottima per i fotoamatori esigenti, ma che vogliono contenere la spesa

I prezzi sono adeguati alle sue qualità e per la X-T30 particolarmente convenienti.

Pregi

– costruzione e finitura di ottimo livello
– corpo ed obiettivi protetti da polvere ed acqua (X-T3)
– comandi esterni principali comodi e facilmente raggiungibili (X-T3)
– impostazioni tempi, diaframmi, ISO (X-T3) ed automatismi semplici ed immediate
– ottimo mirino elettronico (X-T3)
– obiettivi di alta qualità e luminosità
– modalità di simulazione film e resa colori ottime
– stabilizzazione ottica abbastanza efficace
– ottima qualità d’immagine anche alle alte sensibilità
– autofocus veloce e con ampia copertura
– flash integrato (X-T30)

Difetti

– velocità di raffica inferiore al valore nominale
– l’autofocus in raffica non sempre riesce a seguire il soggetto
– bilanciamento del bianco non sempre preciso
– scarsa autonomia della batteria
– mancanza di un flash integrato (X-T3)

Alternative

Per la X-T3

Olympus OM-D E-M1 II

Mirrorless con sensore di formato Micro 4/3 (17,5×13 mm) con 20 Mpx, corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, innesto obiettivi Micro 4/3 con circa 60 obiettivi Olympus e Panasonic più altri di fornitori terzi, autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 121 punti AF veloce anche per soggetti in movimento, mirino elettronico con 2,359 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,74x, schermo orientabile in tutte le direzioni, raffica fino a 60 fg/s con AF-S e 18 fg/s con AF-C, video 4K a 4096×2160 pixel e Full HD 1920×1080 pixel, Wi-Fi. Dimensioni 134x91x67 mm, peso 574 grammi.
Costa 1.330 € solo corpo e 1.920 € con lo zoom 12-40/2,8 Pro.

Panasonic Lumix GH5

Mirrorless con sensore di formato Micro 4/3 (17,5×13 mm) con 20 Mpx, corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, innesto obiettivi Micro 4/3 con circa 60 obiettivi Panasonic e Olympus più altri di fornitori terzi, autofocus a rilevamento di contrasto con 225 punti AF e tecnologia DFD veloce anche per soggetti in movimento, mirino elettronico con 3,680 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,76x, schermo orientabile in tutte le direzioni, raffica a 12 fg/s, video 4K a 4096×2160 o 3840×2160 pixel, Wi-Fi e Bluetooth. Dimensioni 139x98x87 mm, peso 725 grammi.
Costa 1.550 € solo corpo, 1.630 € in kit con lo zoom Lumix G 12-60/3,5-5,6 Power OIS e 2.000 € con il Leica 12-60/2,8-4,0 Power OIS.

Panasonic Lumix G9

Mirrorless con sensore di formato Micro 4/3 (17,5×13 mm) con 20 Mpx, corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, innesto obiettivi Micro 4/3 con circa 60 obiettivi Panasonic e Olympus più altri di fornitori terzi, autofocus a rilevamento di contrasto con 225 punti AF e tecnologia DFD veloce anche per soggetti in movimento, mirino elettronico con 3,680 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,83x, schermo orientabile in tutte le direzioni, raffica a 20 fg/s con AF-S e 12 fg/s con AF-C, video 4K a 3840×2160 pixel, Wi-Fi e Bluetooth. Dimensioni 137x97x92 mm, peso 658 grammi.
Costa 1.190 € solo corpo e 1.670 € con il Leica 12-60/2,8-4,0 Power OIS OIS.

Sony A6500

Mirrorless compatta con sensore di formato APS (23,5×15,6 mm) con 24 Mpx, corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, innesto obiettivi Sony E con 48 obiettivi più altri di fornitori terzi, autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 425 punti AF veloce ed adatto a seguire soggetti in movimento, mirino elettronico con 2,359 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,71x, schermo orientabile in alto e in basso, raffica a 11 fg/s, video 4K a 3840×2160 pixel e Full HD 1920×1080 pixel, Wi-Fi. Dimensioni 120x67x53 mm, peso 453 grammi.
Costa 1.100 € solo corpo, 1.840 in kit con lo zoom 18-105/4,0 OSS e 2.180 € con lo Zeiss 16-70/4,0 OSS.

Per la X-T30

Olympus OM-D E-M10 III

Mirrorless con sensore di formato Micro 4/3 (17,5×13 mm) con 16 Mpx, corpo in lega di magnesio, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, innesto obiettivi Micro 4/3 con circa 60 obiettivi Olympus e Panasonic più altri di fornitori terzi, autofocus a rilevamento di contrasto con 121 punti AF, mirino elettronico con 2,359 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,62x, schermo orientabile in alto e in basso, raffica fino a 8,6 fg/s con AF-C, video 4K a 3840×2160 pixel e Full HD 1920×1080 pixel, Wi-Fi. Dimensioni 122x84x50 mm, peso 410 grammi.
Costa 600 € con lo zoom 14-42/3,5-5,6 R e 680 € con il 14-42/3,5-5,6 EZ “pancake”.

Panasonic G90

Mirrorless con sensore di formato Micro 4/3 (17,5×13 mm) con 20 Mpx, corpo protetto da polvere ed acqua, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, innesto obiettivi Micro 4/3 con circa 60 obiettivi Panasonic e Olympus più altri di fornitori terzi, autofocus a rilevamento di contrasto con 49 punti AF e tecnologia DFD veloce anche per soggetti in movimento, mirino elettronico con 2,360 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,74x, schermo orientabile in tutte le direzioni, raffica a 9 fg/s con AF-C, video 4K a 3840×2160 pixel, Wi-Fi e Bluetooth. Dimensioni 130x94x77 mm, peso 536 grammi.
Costa 1.000 € solo corpo e 1.200 € con lo zoom 12-60/3,5-5,6 Power OIS e 1.380 e con lo zoom 14-140/3,5-5,6 Power OIS.

Sony A6400

Mirrorless compatta con sensore di formato APS (23,5×15,6 mm) con 24 Mpx, corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua, innesto obiettivi Sony E con 48 obiettivi più altri di fornitori terzi, autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 425 punti AF veloce ed adatto a seguire soggetti in movimento, mirino elettronico con 2,359 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,71x, schermo orientabile in alto e in basso, raffica a 11 fg/s, video 4K a 3840×2160 pixel e Full HD 1920×1080 pixel, Wi-Fi e Bluetooth. Dimensioni 120x67x60 mm, peso 403 grammi.
Costa 930 € solo corpo, 1.000 in kit con lo zoom Sony 16-50/3,5-5,6 OSS e 1.240 € con lo zoom Sony G 18-135/3,5-5,6 OSS,.

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