Fujifilm GFX 100: prestazioni e conclusione

Sensore

La GFX 100 è dotata di un sensore CMOS di medio formato (44×33 mm), con 101 Mpx. La sua sensibilità varia da 100 a 12800 ISO a passi di 1/3 EV e può essere estesa da 50 a 102400 ISO.
Per valutare le caratteristiche e la qualità del sensore pubblico oltre alle foto di prova il grafico del rapporto segnale/rumore in funzione della sensibilità e quello della gamma dinamica massima registrabile in funzione sempre della sensibilità.

Rapporto segnale/rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità.
Il rumore viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute direttamente in jpeg usando per tutte le fotocamere Adobe Lightroom. In questo modo si uniforma il trattamento di tutti i raw applicando per tutti la stessa compressione jpeg con fattore 100 %.
Per poter confrontare però foto ottenute da fotocamere con diverso numero di pixel tutte vengono ridimensionate alla grandezza di 10 Mpx, adatta per una stampa A4 (circa 21×30 cm).
La curva di rumore della Sony A9 è il riferimento, ma ho aggiunto anche quelle della Fujifilm GFX 50R e della Sony A7R IV, la la fullframe con il maggior numero di pixel, 61 Mpx.

L’andamento della curva di rumore della GFX 100 è simile a quello della Sony A9, tranne che alle sensibilità più alte, da 6400 ISO, a cui è leggermente più alto. La GFX 50R invece ha un rumore inferiore a tutte le sensibilità, come ci si poteva aspettare, mentre la Sony A7R IV ha un rumore superiore dato il suo sensore più piccolo. Una prestazione complessivamente ottima.

Le foto di test notturne sono scattate a tutte le sensibilità da 100 a 12800 ISO e convertite con CaptureOne for Fujifilm.

Foto da raw senza riduzione di rumore

Nelle foto raw il rumore si inizia a percepire a 3200 ISO in forma molto fine che non disturba, mentre la nitidezza fino a questa sensibilità è elevatissima. A 6400 ISO il rumore è visibile, ma non disturba molto a meno che non si vogliano fare stampe di elevato formato; in questo caso potrebbe essere necessaria una sua riduzione; la nitidezza è comunque ancora eccellente. A 12800 ISO il rumore è più alto e si richiede una sua riduzione per utilizzare le foto alla massima risoluzione; la nitidezza è comunque ancora ottima.

Foto da raw con riduzione dei falsi colori

Con la riduzione dei falsi colori (rumore di crominanza), senza perdita di nitidezza, la foto a 3200 ISO risulta pulita, quella a 6400 presenta solo una leggerissima grana o puntinatura poco visibile e che non disturba anche alla massima risoluzione. In quella a 12800 appare ancora un po’ di rumore di luminanza, ma la nitidezza è ottima.

Foto da raw con riduzione di rumore

Con una riduzione di rumore anche di luminanza (non applicata a 1600 ISO) le foto a 3200 e 6400 ISO sono perfettamente pulite, senza nessuna perdita di nitidezza. In quella a 12800 c’è una minima perdita di nitidezza che appare ancora molto buona.

Foto da raw senza riduzione di rumore a 10 Mpx

Nelle foto ridotte alla misura standard di 10 Mpx, adatta per il formato A4 (circa 30×20 cm), le foto fino a 6400 ISO non presentano rumore con un’eccellente nitidezza, in quella a 12800 è appena percepibile.

Foto da raw con riduzione dei falsi colori a 10 Mpx

Fino a 6400 ISO le foto sono prive di rumore ed hanno un’eccellente nitidezza, a 12800 il rumore è appena percepibile.

Foto da raw con riduzione di rumore a 10 Mpx

Fino a 12800 ISO le foto sono prive di rumore ed hanno un’eccellente nitidezza.

Foto jpeg originali

Il rumore si incomincia a vedere da 3200 ISO in forma di soli puntini scuri (grana) ed è così fino a 12800; la nitidezza è sempre eccellente. Le foto fino a 1600 ISO possono essere usate così come sono.

In conclusione un’eccellente prestazione. Con la GFX 100 si può scattare fino a 3200 ISO in jpeg, o meglio in raw, senza riduzione di rumore. Oltre è opportuno applicare una riduzione prevalentemente di crominanza.

Gamma dinamica

La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione corretta, alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore, e la gamma dinamica della Sony A9 come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.

La GFX 100 ha una gamma dinamica variabile fra 11 e 2/3 EV fra 100 e 1600 ISO, per scendere progressivamente fino a 10 e 1/3 EV a 12800 ISO, sempre superiore a quella della A9 come ci si doveva aspettare.

Per verificare anche in pratica la gamma dinamica ho scattato delle foto in esterni, tutte alla stessa sensibilità di 100 ISO, partendo da un valore corretto di esposizione e poi sottoesponendo o sovraesponendo fino a 5 stop. La conversione dei raw è stata effettuata con Lightroom perché è l’unico che arriva a +/- 5 stop di compensazione dell’esposizione, mentre CaptureOne si ferma a +/- 4.

In sottoesposizione si può compensare bene con un’ottima resa della gamma tonale fino a -5 stop, il rumore però diventa eccessivo. Fino a -3 stop invece non si ha nessuna conseguenza sulla qualità dell’immagine.
In sovraesposizione invece si può recuperare fino a +2 stop, poi la perdita nelle alte luci è irrecuperabile.
La GFX 100 dispone, come tutte le Fujifilm, di una funzione automatica per incrementare la gamma dinamica. Questa può essere incrementata, dal 100 % valore standard, al 200 e 400 %, in modo manuale o automatico.. Per aumentarla al 200 % la sensibilità ISO minima deve essere 200 e per il 400 % di 400 ISO.
Per verificarne l’efficacia ho scattato delle foto in una situazione di alto contrasto usando la sensibilità di 400 ISO. La prima è stata esposta per il cielo nuvoloso con misurazione spot ed esposizione manuale a 1/1600 e f/8, la seconda con misurazione matrix solo sulla zona in ombra, in manuale, a 1/100 e f/5,0. La differenza fra le due esposizioni è di 5 e 1/3 di stop. Poi ho scattato in program, misurazione matrix, con l’esposizione determinata dalla fotocamera e impostando il recupero della gamma dinamica a partire dal 100 % fino al 400 % e poi in auto. L’esposizione è stata di 1/420 o 1/400 a f/5,6. Gli scatti sono stati effettuati tutti in raw e jpeg normal.

La foto scattata per le luci è ovviamente molto sottoesposta per le ombre; convertendo il raw però si riesce a recuperarne completamente le ombre mantenendo la leggibilità delle alte luci. Usando l’ampliamento della gamma dinamica in jpeg si vede invece che anche in auto o al 400 % le ombre sono ben leggibili, ma le alte luci recuperate solo parzialmente. In conclusione questa funzione può essere di aiuto per recuperare scene a forte contrasto se si vuole usare solo il formato jpeg, ma che se si vuole il massimo della qualità è sempre preferibile salvare le foto in raw, o raw più jpeg, esponendo prevalentemente per le luci e lavorare su questo per il recupero delle ombre. L’inconveniente può essere una presenza di un lieve rumore, se si parte da 400 ISO come ho fatto io, eliminabile per la parte crominanza senza perdita di dettaglio, ma completamente trascurabile se si parte da 100 ISO.
In complesso un’ottima prestazione per la gamma dinamica della GFX 100.

Invarianza ISO

Con questo termine si intende la capacità di alcuni sensori di accettare una sotto esposizione in ripresa e una correzione durante la conversione da raw senza che l’immagine mostri un rumore eccessivo. Ciò permette di recuperare il dettaglio nelle ombre e non bruciare le alte luci senza usare l’HDR e di correggere eventuali errori di esposizione.
Per la prova ho esposto una foto al lume di candela per l’esposizione corretta a 12800 ISO e poi ho ridotto la sensibilità, mantenendo costante l’esposizione, fino a -5 stop, cioè 400 ISO, poi ho convertito l’immagine con Lightroom correggendo l’esposizione.

Anche in questo caso si può arrivare a compensare senza problemi 3 stop, poi il rumore diventa troppo elevato.

Stabilizzazione

Per le prove ho usato il 110 mm f/2,0, scattando a mano libera partendo dal tempo di scatto di 1/80 di secondo, il reciproco della lunghezza focale equivalente di 87 mm e raddoppiandolo progressivamente. a 1/20 ho ottenuto prevalentemente foto nitide, ma anche una leggermente mossa, così a 1/10, a 1/5 alcune nitide ed altre mosse. Nelle prove in esterni in notturna sono riuscito però a scattare foto nitide fino al tempo di 0,4 secondi (1/2,5), con 5 stop di vantaggio (foto visibile in Galleria).

La stabilizzazione della GFX 100 può quindi garantire un guadagno mediamente di 3 stop, qualche volta 4 o anche 5. E’ un valore un po’ inferiore a quello dichiarato da Fujifilm, ma si spiega con l’elevatissima risoluzione della fotocamera per la quale il minimo movimento o vibrazione può indurre micromosso. Si consiglia perciò di non scattare con tempi troppo lunghi rispetto alla focale utilizzata per non perdere la nitidezza che la GFX 100 può offrire. se però si stampano o si utilizzano le foto a risoluzioni inferiori, come per una stampa A4, anche le foto fino a 0,8 secondi risultano perfettamente nitide.

Autofocus

L’autofocus si è rivelato preciso e veloce per soggetti statici, ma non in grado di seguire e mettere a fuoco soggetti in movimento veloce come veicoli in accelerazione o in velocità e con difficoltà il ciclista in movimento che si avvicina. Solo a velocità L, 2 fg/s, è riuscita a seguire un treno in accelerazione.

Non è per questo però che la GFX 100 è stata progettata e quindi non è da considerare un difetto, ma una caratteristica. La scelta automatica dei punti AF funziona bene in quasi tutte le situazioni, ma se si vuole una messa a fuoco precisa è bene scegliere il punto o la zona su cui si desidera mettere a fuoco, facilmente selezionabile e spostabile anche usando il joystick con l’occhio al mirino.

Obiettivi

Nota importante sulla risoluzione:

Il sensore da 101 Mpx della GFX 100 in formato 4:3 produce foto che sul lato orizzontale hanno 11648 pixel. Questo significa che la risoluzione orizzontale massima teoricamente ottenibile è 11648:2= 5824 linee. Misure visibili in rete, effettuate con fotocamere come faccio io, con valori superiori non sono realistiche. Solo misurando la risoluzione dell’obiettivo indipendentemente dalla fotocamera si potrebbero ottenere dei valori superiori. I sensori con filtratura Bayer, come questo, però non riescono mai ad arrivare alla massima risoluzione teorica, anche senza filtro antialias, a causa dell’interpolazione necessaria per ricostituire l’immagine e si fermano mediamente al 70 % di tale valore, circa 4100 linee.

Con la GFX 100 ho avuto a disposizione per la prova il 23/4,0, il 50/3,5, lo zoom G 32-64 mm f/4,0 e il 110/2,0.
Tutti questi obiettivi sono costruiti con un’elevatissima qualità e precisione ed hanno un’eccellente finitura. In tutti le ghiere, rivestite in gomma morbida rigata, hanno una perfetta scorrevolezza, morbida al punto giusto. Le ghiere di messa a fuoco agiscono per via elettronica e quindi non funzionano a fotocamera spenta. Consentono invece di intervenire anche in autofocus per correggere la messa a fuoco. Tutti sono del tipo WR (Weather Resistant) cioè protetti da polvere ed acqua
Sono tutti obiettivi professionali di alta classe.

Come spiegato nell’articolo Risoluzione: obiettivi e sensori riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore.

Fujinon G 23 mm f/4,0 WR

E’ un grandangolo spinto equivalente ad un 18 mm adatto per paesaggi, ambiente urbano, interni e riprese con prospettiva esagerata, consentendo anche una buona profondità di campo
E’ caratterizzato da un’ampia e comoda ghiera per la messa a fuoco manuale. Vicino all’innesto c’è la ghiera dei diaframmi, da 4 a 32, con la posizione A per la scelta automatica dell’apertura e la C per comandarla con la ghiera anteriore della fotocamera. L’obiettivo può essere messo a fuoco manualmente anche quando la fotocamera è impostata su autofocus. E’ protetto con apposite guarnizioni da polvere ed acqua.
E’ composto da 15 elementi in 12 gruppi con 2 lenti asferiche, 1 super ED e 3 ED. La minima distanza di messa a fuoco è di 38 cm con un ingrandimento di 0,09x. Le dimensioni sono 90 mm di diametro per 103 mm di lunghezza con un peso di 845 g. E’ dotato di un paraluce a petalo.

Risoluzione

La risoluzione è eccellente, al centro e ai bordi da tutta apertura a f/22, con il diaframma migliore f/8,0. A f/32 decade, ma è ancora molto buona. Notevole per un grandangolo così spinto la vicinanza di centro e bordi.
La distorsione è molto contenuta, a barilotto, ma poco percepibile. La vignettatura è forte, circa 1,5 stop a f/4,0 migliora chiudendo il diaframma ed è non più percepibile a f/8,0.

In complesso un obiettivo eccellente considerando l’ampio angolo di campo.

Fujinon G 50 mm f/

3,5 WR

Questo è un obiettivo estremamente compatto e leggero in rapporto al formato del sensore. Equivale ad un 40 mm quindi in pratica è un cosiddetto “normale” adatto a moltissimi usi e che si rivela molto comodo per le foto di viaggio e per la foto di strada, in particolare montato sulla GFX 50R provata qualche mese fa.
E’ caratterizzato da una ghiera per la messa a fuoco piuttosto sottile e dalla ghiera dei diaframmi, da 4 a 32, con la posizione A per la scelta automatica dell’apertura e la C per comandarla con la ghiera anteriore della fotocamera. L’obiettivo può essere messo a fuoco manualmente anche quando la fotocamera è impostata su autofocus. E’ protetto con apposite guarnizioni da polvere ed acqua e dotato di un piccolo paraluce di ingombro limitatissimo e che può essere lasciato permanentemente montato in quanto dispone di un apposito tappo, anche se questo impedisce il montaggio di filtri.
E’ composto da 9 elementi in 6 gruppi con 1 lente asferica. La minima distanza di messa a fuoco è di 55 cm con un ingrandimento di 0,1x. Le dimensioni sono 84 mm di diametro per 48 mm di lunghezza con un peso di 335 g.

Risoluzione

La risoluzione è eccellente, al centro e ai bordi, da tutta apertura fino a f/22, con i diaframmi da f/4,0 a f/11 con valori elevatissimi, al limite della risoluzione del sensore. A f/32 la risoluzione è inferiore, ma ancora molto buona al centro e buona ai bordi.
La distorsione è praticamente assente. La vignettatura è di 2/3 di stop a f/3,5 e scompare a f/5,6.

Anche questo è un obiettivo eccellente.

 

Fujinon G 32-64/4,

0 WR

Questo zoom offre alla focale minima un angolo di campo grandangolare pressappoco equivalente ad un 26 mm ed a quella massima è un normale equivalente ad un 52 mm. La luminosità non è molto elevata per contenerne le dimensioni ed il peso.
E’ caratterizzato da un’ampia e comoda ghiera vicina all’innesto per la zoomata. Più avanti c’è una ghiera, un po’ più stretta, ma sempre comoda, per la messa a fuoco manuale. Vicino all’innesto c’è la ghiera dei diaframmi, da 4 a 32, con la posizione A per la scelta automatica dell’apertura e la C per comandarla con la ghiera anteriore della fotocamera. L’obiettivo può essere messo a fuoco manualmente anche quando la fotocamera è impostata su autofocus.
L’obiettivo è protetto con apposite guarnizioni da polvere ed acqua.
E’ composto da 14 elementi in 11 gruppi inclusi 3 elementi asferici e 1 elemento a dispersione estremamente bassa. La minima distanza di messa a fuoco è di 50 cm a 32 mm e 60 cm a 64 mm, con un ingrandimento di 0,12x. Le dimensioni sono 92 mm di diametro per 116 mm di lunghezza. E’ pesante, 875 g, e va sostenuto con la sinistra fotografando, ma l’insieme corpo obiettivo si dimostra equilibrato.

Risoluzione

La risoluzione, al centro e ai bordi, è eccellente a tutte le focali da f/4,0 a f/22. I risultati migliori si trovano a f/8,0 a 32 e 44 mm dove si raggiunge la massima risoluzione del sensore. A f/32 si ha un calo, ma la risoluzione è sempre molto buona. Sono notevoli l’uniformità fra il centro e i bordi ed il fatto che uno zoom per una medio formato, anche se con escursione limitata a 2x, raggiunga la risoluzione degli obiettivi a focale fissa.
La distorsione è quasi trascurabile, barilotto a tutta apertura alla focale minima, e scompare chiudendo il diaframma per poi diventare, alle focali maggiori, a cuscinetto sempre su valori trascurabili. La vignettatura sempre a f/4,0 e 32 mm è di 2/3 di stop per poi diminuire drasticamente alla chiusura del diaframma; a 64 mm f/4,0 è assente.

Una prestazione eccellente per un obiettivo zoom per medio formato.

Fujinon G

110 mm f/2,0 WR

 

 

 

E’ un tele moderato di alta luminosità adatto per ritratti, dettagli, ma anche paesaggi, architettura, moda e cerimonie.
E’ caratterizzato da un’ampia e comoda ghiera avanzata per la messa a fuoco manuale. Vicino all’innesto c’è la ghiera dei diaframmi, da 2 a 22, con la posizione A per la scelta automatica dell’apertura e la C per comandarla con la ghiera anteriore della fotocamera. L’obiettivo può essere messo a fuoco manualmente anche quando la fotocamera è impostata su autofocus.
L’obiettivo è protetto con apposite guarnizioni da polvere ed acqua. E’ dotato di un ampio e profondo paraluce.
E’ composto da 14 elementi in 9 gruppi inclusi 4 elementi a dispersione estremamente bassa.
La minima distanza di messa a fuoco è di 90 cm con un ingrandimento di 0,16x. Le dimensioni sono 94 mm di diametro per 126 mm di lunghezza con un peso di 1010 g.E’ pesante e va sostenuto con la sinistra fotografando, ma l’insieme corpo obiettivo si dimostra equilibrato.

Risoluzione

La risoluzione di questo obiettivo è stupefacente: è eccellente, al centro e ai bordi, da tutta apertura f/2,0 a f/22. Da f/2,0 a f/11 è al massimo della risoluzione consentita dal sensore con centro e bordi allo stesso livello ai diaframmi migliori f/8,0 e f/11. A f/22 diminuisce vistosamente, mantenendosi però al livello di eccellente.
La distorsione è praticamente assente, la vignettatura 1/2 stop a f/2,0 e scompare a f/2,8.

In conclusione un obiettivo fantastico.

Raffica

Le possibilità di scatto a raffica della GFX 100 sono descritte nella pagina precedente.La GFX 100 non è però una fotocamera progettata per questo tipo di prestazione.

Per le prove ho usato una scheda UHS II a 300 Mb/s, il tempo di scatto a 1/1000 di secondo e la messa a fuoco manuale.

Jpeg standard

Velocità H 5 fg/s

Ha scattato a 5 fg/s per 4 secondi, poi la velocità è scesa a 2 fg/s proseguendo fino al presumibile riempimento della scheda.

Velocità L 2 fg/s

Ha scattato a 2 fg/s ininterrottamente proseguendo fino al presumibile riempimento della scheda.

Raw non compresso a 16 bit

Velocità H 5 fg/s

Ha scattato a 5 fg/s per 1,5 secondi, poi la velocità è scesa a meno di 1 fg/s proseguendo fino al presumibile riempimento della scheda.

Velocità L 2 fg/s

Ha scattato a 2 fg/s per 10 secondi poi proseguendo a meno di 1 fg/s fino al presumibile riempimento della scheda.

Nelle riprese sul campo, scattando in priorità dei tempi a 1/1000, autofocus continuo sulla zona centrale o allargato a inseguimento, jpeg standard, usando lo il 110/2,0 mm e diaframma f/2,0 o f/4,0, la GFX 100 ha raggiunto i 4,5 fg/ per la velocità H, ma l’autofocus non è stato in grado di seguire soggetti in movimento veloce che risultano sempre fuori fuoco. Alla velocità L ha mantenuto i 2 fg/s riuscendo a mantenere a fuoco un soggetto in allontanamento in accelerazione (treno), salvo qualche scatto, ma non è riuscita se non in poche immagini a mantenere a fuoco il ciclista in avvicinamento.

Prova del ciclista

Gli scatti sono stati effettuati con il 110 mm, tempo di 1/1000, f/2,0, ISO auto, messa a fuoco continua con zona ristretta di 9 punti, quello centrale sul volto, velocità di scatto L a 2 fg/s.

La GFX 100 ha scattato a circa 1,5 fg/s. Le foto a fuoco hanno la scritta verde, quelle fuori fuoco rossa. Sono a fuoco solo poche foto, quelle in cui è intervenuto il riconoscimento del volto, e nemmeno tutte.

Non è questa però la prestazione per cui deve essere valutata la GFX 100. Comunque non se la cava male considerando la grande quantità di dati generata dal sensore. Il suo limite è l’autofocus non adatto per questo tipo di prestazioni.

Video

Le caratteristiche della ripresa video della GFX 100 sono illustrate nella pagina precedente. Consente di fare riprese Cine 4k con tutte le caratteristiche e le regolazioni necessarie per produrre un video di qualità professionale. La ripresa è effettuata usando tutta la base del sensore così l’angolo di campo degli obiettivi rimane quasi identico a quello che si ha in foto.
Si può effettuare la ripresa con tutte le impostazioni disponibili, compresi i profili di simulazione pellicola, regolando quindi l’esposizione, il colore ed il bilanciamento del bianco. La messa a fuoco può essere automatica o manuale.
Le riprese sono di ottima qualità con colori vivi e brillanti, usando il profilo Provia standard. Con quello Eterna, specifico per il video, i colori sono meno saturi, il contrasto ridotto in modo da produrre un video adatto per la postproduzione.
L’esposizione è corretta e la messa a fuoco precisa ed adeguata per soggetti statici o non in movimento veloce, anche durante l

Galleria

Le foto sono state scattate a Roma, di giorno e di notte. Per i ritratti hanno posato Alessandro e Brunella nel parco di Villa Ada.
Prevalentemente ho usato la impostazione automatica della sensibilità che se la luce è sufficiente si imposta a 100 ISO, la minima,mentre per le foto in notturna è arrivata fino a una sensibilità di 12800 ISO. Ho quasi sempre usato il profilo colore Provia (Standard).
Le foto, scattate in raw e jpeg, sono state convertite con CaptureOne for Fujifilm, impostato senza riduzione di rumore.

Presentano tutte un’eccellente nitidezza, ottimi colori e gamma dinamica alta, con una qualità d’immagine molto elevata e una nitidezza ed un dettaglio inarrivabile per le fotocamere di formato inferiore, anche fullframe. Osservare ingrandendo le foto come le scritte sui monumenti o su altri oggetti siano leggibili e la foto N 39 perfettamente nitida anche se scattata a 0,4 secondi.

Conclusioni

La GFX 100 è il massimo livello delle fotocamere Fujifilm e per molti aspetti il massimo delle fotocamere medio formato. E’ la prima medio formato con la sua risoluzione ad essere stata pensata e progettata per essere usata anche fuori da uno studio a mano libera. Oltre a ciò la GFX 100 riposiziona il livello di prezzo necessario per questo tipo di fotocamere. Seppure di costo molto alto ed irraggiungibile per la maggior parte dei fotoamatori e anche per molti professionisti la GFX 100 ha un prezzo di acquisto pari a circa un terzo delle reflex medio formato di risoluzione paragonabile. Non ha in compenso la flessibilità delle soluzioni Hasselblad e PhaseOne, le uniche che producono fotocamere con 100 e più Mpx, per i mirini e i dorsi intercambiabili. Questo però ne fa una fotocamera molto più semplice da gestire e molto più maneggevole ed è dovuto alla configurazione mirrorless.
Fujifilm, partendo dalla base della precedente GFX 50S l’ha sviluppata e perfezionata sotto ogni aspetto.
Il primo è stato quello del sensore che ha raddoppiato la sua risoluzione, associato all’elaboratore d’immagine X Processor 4 in grado di gestirle di dati prodotta dal sensore da 100 Mpx. altro miglioramento importante è stato l’inserimento del sistema di stabilizzazione sul sensore (IBIS) molto importante in una fotocamera con questa risoluzione che può risentire del minimo movimento o vibrazione perdendo nitidezza. Anche l’autofocus, ora ibrido a rilevamento di fase e di contrasto ha subito notevoli miglioramenti per velocità e precisione, aumentando da 117 a 425 i punti AF.
Infine il corpo macchina che ha migliorato ancora il suo livello di costruzione e finitura ed è stato dotato di un porta batterie incorporato che consente di alloggiare due batterie aumentando l’autonomia a valori adeguati per un uso professionale. Questo inoltre ha consentito di inserire anche i comandi per l’uso della macchina per foto verticali.
Il tutto è completato dal corredo di obiettivi, che si va ampliando nel tempo ed ha raggiunto già un livello di scelta interessante e che, come promesso da Fujifilm, è stato progettato per la risoluzione di questo sensore e riesce a sfruttarne al massimo le potenzialità.
La GFX 100 è una fotocamera adatta per foto di paesaggi, natura, architettura, ritratti, eventi, cerimonie, moda, macro, still life, studio e per tutte quelle riprese che richiedono il massimo della qualità anche per stampe di grandissimo formato e che non prevedono soggetti in rapido movimento come quelle sportive. In queste offre il massimo della qualità oggi ottenibile con una fotocamera digitale.

Riassumendo:

Costruzione e finitura

Eccellente: il corpo è costruito in lega di magnesio, protetto da polvere ed acqua. La finitura è ottima.

Ergonomia e comandi

Buono: i comandi sono diversi dalle altre Fujifilm, in qualche caso un po’ sparsi e complicati e richiedono un apprendistato prima di essere usati con rapidità e sicurezza.

Mirino

Eccellente: ha una elevata risoluzione, è molto ampio e riporta tutte le informazioni necessarie sulle impostazioni della fotocamera.

Schermo

Ottimo: lo schermo è valido, con u’alta risoluzione e sensibile al tocco; la possibilità di orientarlo anche lateralmente è molto comoda.

Autofocus

Buono: è sufficientemente veloce per le riprese tipiche della GFX 100, ma se la cava bene anche per le riprese al volo. Non è abbastanza veloce per soggetti in rapido movimento, ma è molto sensibile.

Esposizione

Ottimo: sempre corretta anche in condizioni difficili. Solo in casi estremi, come le foto notturne ho dovuto apportare qualche correzione.

Bilanciamento del bianco

Ottimo: in automatismo si è dimostrato sempre corretto.

Qualità d’immagine

Superlativo: eccellente per risoluzione, definizione, colori e gamma dinamica, ottima per il contenimento del rumore.

Raffica

Discreto: dichiara 5 fg/s con la messa a fuoco continua e 2 con il live view attivo. La GFX 100 ha confermato queste prestazioni ma non è riuscita a mantenere a fuoco i soggetti in rapido movimento.

Video

Eccellente: riprende video Cine 4K e dispone di tutte le funzioni necessarie per produrre video professionali usando la qualità dell’intero sensore.

In conclusione la GFX 100 si è dimostrata una fotocamera fuoriclasse di caratteristiche altamente professionali per la sua qualità d’immagine e per il sistema di obiettivi e di accessori in cui si inserisce.
Provare questa fotocamera può essere paragonato, in campo fotografico, come in quello automobilistico provare una  Lamborghini o una Porsche, forse meglio una Rolls Royce o una Bentley (la Ferrari probabilmente può essere paragonata solo a Leica) . Non sono auto per tutti, anzi per pochissimi, ma fa piacere ugualmente leggerne la prova per vedere a cosa possono arrivare le loro prestazioni e la loro qualità Lo stesso vale per la GFX 100: pochi potranno permettersela e potranno avere la soddisfazione di vedere quali sono le sue prestazioni, ma molti potranno, leggendo la prova vedere qual è il livello a cui può arrivare una super fotocamera.

Il prezzo è indubbiamente molto alto, ma conveniente per la qualità e le caratteristiche della macchina in rapporto alle alternative disponibili.

Pregi

– superlativa qualità d’immagine
– risoluzione ai massimi livelli
– gamma dinamica molto ampia
– ottimo rapporto segnale/rumore
– eccellente ripresa video
– stabilizzazione integrata
– eccellente costruzione e finitura
– eccellente mirino
– mirino orientabile in opzione
– ottimo schermo
– possibilità di regolazione con l’occhio al mirino
– ottima autonomia
– disponibilità di profili simulazione film per foto e video
– obiettivi di eccellente qualità
– software Capture One Express for Fujifilm fornito gratuitamente e di ottima qualità

Difetti

– costo molto elevato
– comandi un po’ complessi
– gestione ISO auto
– dimensioni e peso abbondanti
– autofocus non adatto a soggetti in movimento
– gamma obiettivi non molto ampia

Alternative

La GFX 100 non ha concorrenti. Le uniche alternative Hasselblad H6D-100c e Phase One XF IQ4 costano oltre tre volte tanto la GFX 100.

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Foto digitale, classica, immagini

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