Canon PowerShot SX60HS: descrizione e uso

Descrizione e comandi

La SX60HS assomiglia esteticamente ad una reflex. Questo le da un’aria seria e professionale, da molti apprezzata in questa fascia di prezzo. Il corpo esterno è in plastica opaca di buona qualità. L’obiettivo a riposo rientra completamente o quasi nel corpo, riducendo le dimensioni della macchina. Quando la si accende fuoriesce di poco posizionandosi alla focale grandangolare. A quella massima tele invece sporge molto di più.

Inizio la descrizione dal frontale:

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Su questo non ci sono comandi. Sulla destra dell’obiettivo si vede  l’illuminatore a led di ausilio per l’autofocus che funziona anche come segnalatore dell’autoscatto.

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Sulla calotta superiore si vedono al centro la slitta portaaccessori e davanti i fori dei due microfoni stereo e poi il flash incorporato sollevabile manualmente o automaticamente. A destra il pulsante di accensione, con davanti il pulsante di Scelta Rapida personalizzabile e poi la manopola di comando principale per impostare il funzionamento della fotocamera. Prevede le posizioni: Auto per il funzionamento totalmente automatico, Ai che consente di creare un breve video diario riprendendo prima di ciasuna foto un breve filmato che poi vengono assemblate insieme, P (program), Tv (priorità dei tempi), Av (priorità dei diaframmi) M (manuale), C1 e C2 (impostazioni utente), Video, effetti immagine, Scene, Sport (per riprese sportive), Scatto creativo. Davanti l’unica ghiera di comando e poi, sull’impugnatura, il pulsante di scatto con coassiale la leva di comando dello zoom.

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Nella parte posteriore c’è al centro in alto il mirino elettronico con, sulla sinistra, la ghiera di regolazione diottrica e sulla destra il pulsante per la revisione delle foto. Sul lato destro dall’alto il pulsante rosso per la ripresa video e quello per scegliere l’area di messa a fuoco. Più sotto il pulsante di compensazione dell’esposizione che in revisione serve anche per cancellare le foto e poi il pad a quattro vie. Questo ha le funzioni, da destra in senso orario: impostazione delle modalità flash, scelta delle informazioni visibili nello schermo o nel mirino, impostazione delle funzioni di messa a fuoco e macro e impostazione della raffica. Al centro il pulsante per la conferma che serve anche, se usato isolatamente, per il richiamo di un menu rapido per regolare le principali impostazioni. Infine in basso a sinistra il pulsante per commutare la visione da schermo a mirino e a destra quello per il richiamo dei menu.

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Sul lato destro ci sono le prese USB, HDMI e per un microfono esterno ricoperte da uno sportellino in gomma.

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Sul lato sinistro, a lato dell’obiettivo ci sono due pulsanti di ausilio per l’uso dello zoom. Quello in alto serve per allargare il campo di visione, quando lo zoom è alle focali alte, per consentire la ricerca del soggetto da inquadrare; quello sotto serve per bloccare l’inquadratura dello zoom in modo che dopo averla allargata col precedente questa ritorni alla posizione preselezionata. sulla destra la presa per microfono coperta da uno sportellino in gomma.

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Nella parte inferiore troviamo l’inesto per il treppiedi purtroppo disassato dall’obiettivoe uno sportello che protegge l’alloggiamento della batteria ricaricabile agli ioni di litio e della scheda SD.

L’obiettivo non è dotato di filettatura per filtri  cosa non comune in questo genere di macchine,ma di un comodo tappo da assicurare con un apposito laccetto alla cinghia a tracolla, cosa comodissima per non perderlo.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– coperchhio per l’obiettivo con laccetto
– batteria ricaricabile NB-10L
– caricabatteria con cavo
– la cinghia a tracolla
– un manuale sintetico, quello completo è disponibile come pdf sul sito Canon come il software per la fotocamera

Come accessori sono disponibili:
– vari flash esterni Canon dedicati
– kit per alimentazione da rete ACK-DC80
– telecomando via cavo RS-60E3
– cavo HDMI
– cavo audio/video
– paraluca
– filtro per obiettivo da 67 mm (richiede un adattatore)

Principali Menu

Uso in pratica

La caratteristica fondamentale di tutte le bridge è certamente la presenza di uno zoom ad amplissima escursione focale. Le prime montavano dei 12x, poi si è passati a 25-30x ed ora c’è chi arriva a 83x. Il tutto con un corpo di forma e dimensioni simile alle reflex, un mirino anche se solo elettronico e possibilità di regolazione che non tutte le compatte hanno. Questo fa pensare a molti di poter avere con una spesa limitata una macchina dalle amplissime possibilità ed adatta per qualsiasi genere di foto.
In realtà non è così e non potrebbe essere diversamente perchè a questo mondo “non c’è pasto gratis” come dicono gli anglosassoni. Ciò non vuol dire nemmeno però che le bridge non possano fare buone foto se usate correttamente e negli ambiti fotografici per le quali sono adatte e non possano dare buone soddisfazioni ai loro proprietari.
Con questa prova quindi volevo verificare appunto la qualità e l’usabilità della SX60Hs e confrontarla con la precedente SX50HS che siera rivelata la migliore delle bridge provate con discreti risultati.

La SX60HS come detto ha dimensioni paragonabili a quelle di una reflex compatta come la EOS 100D con un 18-55 mm, anche se in posizione di riposo l’obiettivo sporge meno. Non è quindi una macchina che si porta sempre con se, ma richiede comunque per il trasporto un’apposita borsa reperibile fra le tante disponibili nei negozi. Non si può sperare infatti di infilarla nemmeno in una grande tasca di un giaccone come alcune mirrorless.

La costruzione è buona, anche se di aspetto economico, totalmente in plastica. I comandi non sono numerosi, ma ben organizzati. Quelli fondamentali ci sono tutti e si trovano rapidamente anche con l’occhio al mirino.

Lo schermo da 3″ con 921.000 pixel ha una buona nitidezza, ma come tutti gli schermi non consente una visione ottimale in condizioni di forte illuminazione, specialmente in controluce. La possibilità di orientarlo in tutte le direzioni, anche frontalmente per autoritratti, si rivela però estremamente comoda.

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Il mirino elettronico presente come in tutte le bridge (quelle che non lo hanno sono compatte superzoom) si può commutare con lo schermo manualemente tramite l’apposito pulsante; sarebbe molto più comodo un sensore automatico. ma al prezzo della SX60HS non si può avere tutto. Ha una copertura di circa il 100 %, e una risoluzione di soli 922.000 pixel, un netto miglioramento rispetto alla SX50HS, con un discreto ingrandimento. La visione è buona, ma molto elettronica con colori non sempre fedeli all’originale. Manifesta anche alcuni ritardi, trascinamenti e riflessi. Insomma niente da paragonare con gli eccellenti mirini di alcune mirrorless. Comunque è sempre molto utile, specialmente in esterni, campo d’azione principe per le bridge, e consente di inquadrare con sufficiente sicurezza. Nel mirino si possono vedere le stesse informazioni visualizzate sullo schermo e questo rende molto comodo e facile regolare la macchina con l’occhio al mirino e senza perdite di tempo.

E’ molto facile infatti modificare i parametri di esposizione con il pulsante +/-, gli Iso, le modalità di scatto e di messa a fuoco con l’apposita ghiera di comando con la mano destra.

La messa a fuoco è a rilevamento di contrasto e può funzionare in automatico, in cui la macchina sceglie la zona di messa a fuoco, in macro o in manuale. In modalità Macro la SX60HS può arrivare a mettere a fuoco fino ad un centimetro dalla lente frontale.
La SX60HS dispone anche della funzione di rilevamento dei volti con anche la possibilità di memorizzarne alcuni.
L’autofocus si è dimostrato preciso e quasi mai ho riscontrato foto fuori fuoco. La sua velocità però varia in funzione della focale dello zoom e della luminosità della scena. E’ discretamente veloce fino ad una focale equivalente di circa 100 mm equivalenti, ma quando si arriva verso la masima focale rallenta molto e la sua ricerca del fuoco può durare anche un secondo e più. Peggiora poi quando c’è poca luce. Comunque è adeguato alle caratteristiche della macchine tutto sommato fa il suo lavoro onestamente. Nelle riprese video mantiene abbastanza bene la messa a fuoco anche con lo zoom, ma quando la perde non è rapido nel recuperarla.

L’esposizione può essere totalmente automatica in Auto. In questo caso la fotocamera esegue tutto automaticamente compresa la selezione della scena. Le scene disponibili sono numerose e coprono tutte le esigenze: ritratto, pelle liscia, otturatore intelligente, raffica ad alta velocità (13 fg/s), notturno senza treppiede, neve, fuochi artificiali e unione guidata (panorama),
In alternativa si può usare il programma P, eventualmente impostando la sensibilità Iso se non è su Auto, variare la compensazione dell’esposizione con l’apposito pulsante; nelle priorità ai tempi o diaframmi, regolandoli con la ghiera di comando o l’esposizione manuale nella quale si regolano i tempi e i diaframmi con la ghiera alternandoli premendo il pulsante di compensazione dell’esposizione e facendo riferimento ad una scala graduata, sul mirino o sullo schermo, che indica l’esposizione corretta e la sovra o sottoesposizione. La sovra o sottoesposizione in tutte le modalità è indicata da una scala graduata a 1/3 di EV fino a +/- 2 EV.  In modalità Iso Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo tenendo conto  dello stabilizzatore per consentire di evitare foto mosse (per soggetti statici!), anche se sembra un po’ troppo ottimista sulla fermezza della mano del fotografo specialmente alle focali più lunghe, calcolando un guadagno di 3 stop. In questi casi è meglio affidarsi alla regolazione manuale degli Iso per ottenere un tempo di esposizione di sicurezza.
La lettura esposimetrica può essere valutativa, con prevalenza al centro o spot.

L’esposizione si è dimostrata sempre corretta con buona luce, mentre nelle foto notturne o in poca luce è stata necessaria una correzione in sottoesposizione di 1 stop se la scena era molto contrastata o particolarmente scura, ma questo è normale. Sapendolo è facile correggere e controllare sullo schermo o nel mirino.

La SX60HS dispone di una serie di effetti speciali tra cui HDR, fish-eye, miniatura, fotocamera giocattolo, flou, monocromatico, extra vivace, poster, risalto colore e scambio colore.

Il bilanciamento del bianco può essere automatico che da quasi sempre buoni risultati, oppure su 6 diversi valori prefissati. E’ possibile anche effettuare e memorizzare una taratura personalizzata con anche una possibilità di regolare la tonalità in modo personalizzato.

La sensibilità Iso può essere regolata automaticamente o manualmente, a passi di 1/3 EV, da 100 a 3.200 Iso. La regolazione automatica, come detto, tiene conto della focale dell’obiettivo impostata sullo zoom.

Lo stabilizzatore funziona sul’obiettivo. La sua efficacia mi è sembrata ottima consentendo di scattare foto alla massima focale di 1365 mm equivalenti con tempi di 1/200 di secondo abbastanza nitide. Un grande risultato che non mi aspettavo. Questo consente di scattare foto con lo zoom alla massima focale se la luce lo permette, evitando troppi problemi di mosso.

Le foto s salvate in formato 4:3, 3:2, 16:9 4:5 o 1:1 e in varie dimensioni, L a 18 Mpx, M1 a 6 Mpx, M2 a 3 Mpx e S a 0,3 Mpx (VGA) e possono essere salvate in Jpeg , in raw (CR2) e in raw più jpeg.

Il flash incorporato deve essere aperto manualmente. In P o priorità può scattare automaticamente o essere forzato. Si può sincronizzare sulla prima o seconda tendina e dispone di sincronizzazione lenta per riprendere anche lo sfondo. La sua potenza è abbastanza buona e adatta ad illuminare anche un ambiente medio.

La connessione Wi-Fi consente, tramite l’app di Canon CameraWindow, per Android e iOs, di collegare la fotocamera ad uno smartphone o a un tablet in modo da poterla controllare remotamente e trasferire le foto. E’ possibile anche collegare la SX60HS ad una rete wireless per connetterla ad un computer, Windows o Mac, su cui sia installato l’apposito software Canon scaricabile da http://www.canon.com/icpd/

La SX60HS dispone di ripresa a raffica  a 6,4 fg/s con esposizione e messa a fuoco sono bloccate al primo scatto. Ci sono inoltre le funzioni di bracketing per l’esposizione e la messa a fuoco.

La ripresa video consente di riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel in formato MOV a 30 fg/s. E’ disponibile anche una ripresa HD a 1280×720 pixel pixel o VGA a 640×480 pixel sempre a 30 fg/s. Durante la ripresa la messa a fuoco e l’esposizione sono regolate automaticamente, ma è possibile anche usare la messa a fuoco manuale. E’ possibile scattare foto durante una ripresa video in qualsiasi formato, ma la foto avrà le proporzioni 16:9.

La SX60HS succede ad un modello, la SX50HS, che si era dimostrato abbastanza valido nel corso della mia prova superando le aspettative e posizionandoosi al primo posto fra le bridge con sensore piccolo e zoom ad ampia escursione. Mi aspettavo perciò che il nuovo modello fosse un miglioramento di quello precedente, ma purtroppo non è così.
la SX60HS presenta alcuni miglioramenti nel corpo, nei comandi, nello schermo e nel mirino, ma non migliora la qualità d’immagine della precedente SX50HS, anzi la peggiora leggermente.
L’obiettivo infatti ha una discreta resa fino ad una focale equivalente di 300 mm, poi peggiora sensibilmente, mentre quello della SX50HS si manteneva accettabile fino alla massima focale. L’unico suo vantaggio è la focale minima ridotta a 21 mm equivalenti che ne fa un vero supergrandangolare con la possibilità di abbracciare angoli di campo elevati ed ottenere riprese con prospettive inusuali. Lo stesso per il rapporto segnale/rumore: alla minima sensibilità, 100 Iso, è anche leggermente migliore, ma poi aumentando la sensibilità peggiora sensibilmente ed è quasi impossibile migliorarlo.
Tutto ciò non vuol dire che con la SX60HS non si possano scattare buone foto. Nelle giuste condizioni e consapevoli dei suoi limiti è possibile farlo, ma è megio evitare la massima focale tele e di scattare in poca luce con sensibilità appena più alte della minima.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 4:3 nativo del sensore.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 3200 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente gli 80 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma fornito da Canon Digital Photo Professional.

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Prestazioni
Galleria
Conclusioni
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