Canon EOS 100D: descrizione & uso

La EOS 100D è la più piccola e leggera reflex attualmente disponibile. A parità o quasi di caratteristiche è infatti molto più piccola, anche se solo frontalmente, e leggera (612 contro 780 grammi con il 18-55 IS STM) della 700D.

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100D – 700D

 

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100D 18-55 STM – 700D 18-55 STM

 

Il corpo pur avendo il rivestimento esterno in plastica è molto ben costruito e rifinito e da un’impressione di solidità. Lo schermo da 3″ ha una risoluzione elevata, 1.040.000 punti, un rapporto di aspetto 3:2 ed è sensibile al tocco. I comandi sono abbastanza completi e ben posizionati, anche se c’è una sola ghiera di regolazione. Co l’occhio al mirino o col menu di controllo rapido, attivabile premendo il comando Info, tutte le impostazioni sono facilmente raggiungibili e regolabili. L’obiettivo zoom in dotazione, 18-55 IS STM mm equivalente ad un 29-88 mm in formato fullframe, stabilizzato e dotato di motore STM passo-passo silenzioso è grande in rapporto alle dimensioni del corpo. Purtroppo per le reflex Canon non è disponibile un obiettivo rientrante come per alcune mirrorless di categoria analoga e questo penalizza un po lo sforzo fatto dal produttore per ridurre le dimensioni del corpo. Come si può vedere nelle foto allegate la 100D con il 18-55 ha una dimensione in profondità molto superiore ad alcune mirrorless di caratteristiche paragonabili come l’Olympus OM-D E-M10 e la Panasonic G6 dotate di zoom rientranti quando sono a riposo o anche della Fujifilm X.T1, fotocamera di categoria superiore, ma con sensore APS. Anche il peso pur non essendo molto elevato, 612 grammi, è superiore a quello delle due mirrorless che sono sotto i 500.

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100D – E-M10

 

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100D 18-55 STM – E-M10 14-42 EX
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100D – G6

 

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100D 18-55 STM – G6 14-42 X
 100D -  X-T1
100D – X-T1

 

100D 18-55 STM - X-T1 18-55 OIS
100D 18-55 STM – X-T1 18-55 OIS

Solo montando un obiettivo a focale fissa di tipo “pancake”, in questo caso l?EF 40 mm f/2,8, le dimensioni si avvicinano, pur mantenendo una maggiore profondità.

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100D 40/2,8 – E-M10 17/2,8

 

100D 40/2,8 - E-M10 14-42 EX
100D 40/2,8 – E-M10 14-42 EX

La 100D è comunque apprezzabile per il contenimento delle sue dimensioni che non ne pregiudicano ne l’usabilità ne la qualità d’immagine. Si deve inoltre considerare che queste mirrorless costano di più.

 

Descrizione

Inizio la descrizione dal frontale:

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Sulla destra dell’innesto obiettivi si vede il pulsante di sblocco dell’obiettivo e a destra in alto il led segnalatore dell’autoscatto. Più in basso, sul fianco destro dell’innesto obiettivi c’è il pulsante per la chiusura del diaframma ed il controllo della profondità di campo e più in alto quello per l’apertura del flash. Sull’impugatura il sensore per il telecomando.

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Sulla calotta superiore c’è al centro la slitta portaaccessori con a sinistra il microfono per l’audio mono. A destra la manopola di impostazione delle modalità di funzionamento con le seguenti posizioni: M (manuale, Av (priorità dei diaframmi, Tv (priorità dei tempi, P (program), A+ (scelta automatica della scena), Flash spento, CA (creatività automatica) e infine una serie di scene (ritratto, paesaggio, macro, sport) e infine la posizione per le altre scene. Coassiale c’è la leva di accensione che consente di ipostare la macchina anche per le riprese video. Davanti il comodissimo pulsante per l’impostazione della sensibilità Iso. Infine l’unica ghiera di regolazione per menu ed impostazioni e il pulsante di scatto.

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Nella parte posteriore in alto a sinistra, sopra lo schermo ci sono il pulsante per il richiamo dei menu e quello per variare le informazioni visualizzate sullo schermo e richiamare il quadro di tutte le impostazioni. Al centro il mirino con, sulla destra, la rotella per la regolazione diottrica. A destra il pulsante per attivare la funzione live view e per iniziare e terminare la ripresa video se l’interruttore di accensione è sulla posizione video. All’estrema destra in alto il pulsante per la selezione manuale del punto di messa a fuoco con sotto quello per il blocco dell’esposizione e della messa a fuoco. In riproduzione servono per ingrandire o rimpiccolire l’immagine se non si vuole usare la funzione touch. Più in basso, a destra dello schermo, il pulsante per la compensazione dell’esposizione e per la regolazione del diaframma in unione con la ghiera sulla calotta. Al centro del pad a quattro vie il pulsante Q che richiama sullo schermo il pannello di controllo rapido da cui è possibile controllare e modificare tutte le impostazioni. Molto comodo! Serve anche per la conferma durante la navigazione nei menu. Poi il il pad a quattro vie che serve per la navigazione nei menu. Sotto infine i pulsanti per la revisione e per la cancellazione delle foto.

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Sul lato destro nulla.

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Sul quello sinistro ci sono le prese per un microfono esterno, USB e HDMI ricoperte da uno sportellino. Più avanti in alto il pulsante di apertura del flash.

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Nella parte inferiore troviamo l’inesto per il treppiedi coassiale con l’obiettivo e uno sportello che protegge l’alloggiamento della batteria ricaricabile agli ioni di litio e della scheda SD.

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Sull’obiettivo ci sono la grande ghiera per lo zoom manuale, quella più piccola per la messa a fuoco, un interruttore per attivare la stabilizzazione ed un altro per commutare la messa a fuoco da automatica a manuale.
In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile LP-E12
– caricabatteria con cavo
– un cavo USB
– la cinghia a tracolla
– il manuale completo stampato (ottimo!), che è anche disponibile come pdf sul CD
– due CD con il software in dotazione, per Windows e Mac, Canon Digital Photo Professional per importare, visualizzare e converire le foto, i manuali in varie lingue compreso l’italiano, ImageBrowser EX per visualizzare e modificare le foto e Picture Style Editor per creare gli stili foto.

Come accessori sono disponibili:
– oculari e lenti di correzione diottrica per il mirino
– mirino angolare
– borsa custodia semirigida
– vari flash esterni Canon dedicati e comandabili senza cavi
– telecomando RC-6
– Ricevitore GPS GP-E2
– microfono esterno

Principali menu

Uso in pratica

Per la prova ho avuto a disposizione una EOS 100D dotata dell’obiettivo 18-55/3,5-5,6 IS STM fornito normalmente in kit.

La EOS 100D è una reflex di classe economica. Il suo aspetto è afeguato alla categoria e anche se ha un’apparenza economica con plastiche abbastanza rigide e solo un piccolo rivestimento corrugato la realizzazione è buona. Le dimensioni come detto sono le più ridotte della categoria e anche se non rendono la 100D tascabile ne fanno una fotocamera leggera e facilmente trasportabile. A qualcuno con le mani grandi potrebbe persino apparire troppo piccola.
La costruzione come detto, con l’esterno in policarbonato, da una buona sensazione ed il rivestimento, in parte di materiale rugoso è piacevole al tatto.
Con l’obiettivo usato per la prova, EF-S 18-55 IS STM, l’insieme è equilibrato e facile da trasportare. Naturalmente ci vuole una borsa pronto o fotografica. Il 18-55 è un buono zoom tuttofare e anche se la sua gamma focle equivalente (29-88 mm) non è molto estesa è adatto a molte circostanze. Delle caratteristiche e qualità dell’obiettivo parlerò nell’apposita pagina.

I comandi, tutti concentrati sul lato destro, tranne il pulsante per il richiamo dei menu e quello per il richiamo delle informazioni, sono tutti a portata di dita e facilmente raggiungibili e memorizzabili. Molto comodo il pulsante Iso, vicino a quello di scatto e raggiungibile facilmente con l’indice anche con l’occhio al mirino. Basta premerlo e senza continuare la pressione si può variare con la ghiera di regolazione accanto la sensibilità Iso. Veramente comodo e rapido, molto meglio di quello sulla sinistra delle Nikon, difficile da trovare senza spostare la mano dall’impugnatura e che va tenuto premuto per effettuare la regolazione. Altrettanto comoda la leva di accensione con la quale però è necessario ricordarsi di posizionarla sulla posizione video prima di poter riprendere un filmato. Semplice anche la scelta dei punti di messa a fuoco effettuabile con il pollice premendo l’apposito pulsante in alto a destra e poi il pad direzionale. Anche il controllo della compensazione di esposizione è facilmente raggiungibile e dopo averlo premuto la regolazione è immediata con la ghiera sull’impugnatura. Questa serve anche per il program shift e per la regolazione di tempi e diaframmi nelle relative priorità. In manuale una pressione sul pulsante di compensazione commuta la ghiera di regolazione fra tempi e diaframmi. Non è così immediato come avere due ghiere, ma questa soluzione di Canon è abbastanza efficace e non fa rimpiangere la mancanza della seconda ghiera. Per le altre regolazioni è molto comodo richiamare sullo schermo il menu di regolazione rapida e poi effettuarle con questo. Da questo punto di vista quindi l’usabilità della macchina è molto buona. Anche il live view si aziona immediatamente con l’apposito pulsante. Solo per le riprese video bisogna ricordarsi di mettere prima la leva di accensione sulla posizione video.

Il mirino a pentaspecchio con copertura del 95 % e ingrandimento reale di 0,53x (0,85x con 50 mm) è abbastanza ampio e luminoso, migliore di altre reflex della stessa categoria. I punti AF coprono una superficie adeguata e sono ben posizionati. Quelli attivi sono visualizzati in rosso al momento della messa a fuoco. Alla sua base sono visualizzate tutte le impostazioni della fotocamera, tempi, diaframmi, sensibilità, compensazione dell’esposizione, WB, modalità di scatto, impostazione flash, blocco AE/AF e conferma messa a fuoco, quindi si può scattare senza distogliere l’occhio dal mirino.

Lo schermo da 3″ con 1.040.000 pixel sensibile al tocco ha un’elevata nitidezza, ma come tutti gli schermi non consente una visione ottimale in condizioni di forte illuminazione, specialmente in controluce. Lo schermo inoltre è sensibile al tocco, come uno smartphone, e questo facilita la revisione delle foto con il loro scorrimento e ingrandimento come molti ormai sono abituati a fare. E’ possibile, come detto, anche selezionare il punto di messa a fuoco e scattare toccando lo schermo. E’ poi possibile visualizzare un apposito menu che consente di effettuare la maggior parte delle impostazioni della fotocamera direttamente sullo schermo.

La EOS 100D non è dotata di stabilizzatore integrato, ma si affida a quello degli obiettivi. Il 18-55 provato è dotato di stabilizzatore abbastanza efficace visto che anche con tempi relativamente lunghi non ho ottenuto foto mosse. Dalle mie prove ho rilevato che consente di guadagnare circa 3 stop sul tempo di esposizione, come si può vedere dalle foto allegate.
La messa a fuoco è ibrida. Quando si scattano foto usando il mirino reflex è a rilevamento di fase con il sistema autofocus dedicato con 9 punti a croce di cui quello centrale ha una maggiore sensibilità per gli obiettivi con luminosità di f/2,8 o maggiore. In live view o durante le riprese video la messa a fuoco è effettuata dalla parte centrale del sensore con il sistema a rilevamento di fase usando alcuni pixel sdoppiati appositamente disposti e su tutto il sensore a rilevamento di contrasto. La velocità col sistema Af a 9 sensori e l’obiettivo 18-55 STM è molto elevata e silenziosa. La messa a fuoco è quindi efficace anche per soggetti in rapido movimento e l’unico limite è quello del ridotto numero di punti AF per il focus tracking. Bisogna però abituarsi al suo comportamento che, se la scelta dei punti AF è automatica, mette a fuoco sempre il soggetto più vicino coperto da un punto AF. Se si vuole una messa a fuoco precisa è quindi bene scegliere il punto centrale, mettere a fuoco premendo a metà il pulsante di scatto (oppure quello di blocco AE/AF se impostato solo sul blocco della messa a fuoco) e poi senza rilasciare il pulsante modificare se necessario l’inquadratura. La messa a fuoco ibrida è invece molto più lenta e questo comporta alcune perdite di fuoco durante le riprese video.
L’unico limite del sistema AF della 100D è l’assenza di una luce di ausilio per la messa a fuoco. Quando è necessaria bisogna sollevare il flash incorporato che funge anche da illuminatore ausiliario.

L’esposizione può essere totalmente automatica in Smart Auto. In questo caso la fotocamera esegue tutto automaticamente compresa la selezione della scena e dello stile; si possono però selezionare manualmente, dallo schermo touch alcune scene. In modalità CA (creativa automatica) si possono effettuare una serie di impostazioni, sempre selezionandole sullo schermo, compresa quella relativa alla sfocatura dello sfondo (profondità di campo) e richiamare i filtri creativi. In alternativa si possono usare il programma P con la possibilità di cambiare la coppia tempo/diaframma (program shift) con la ghiera di regolazione, le priorità ai tempi o diaframmi o l’esposizione manuale. In questo caso su un’apposita scala viene indicata la differenza fra l’esposizione impostata e quella misurata fino a +/- 3 EV. In tutte le modalità è molto facile regolare la macchina con la ghiera o con i tasti del pad. La sensibilità ugualmente si può regolare con facilità, se non si usa in Auto, premendo il pulsante dedicato e con la ghiera, oppure con il pannello di controllo rapido. In modalità Iso Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo e, coadiuvata dallo stabilizzatore, se presente sull’obiettivo, consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!). La lettura esposimetrica può essere valutativa, parziale o spot.
L’esposizione si è dimostrata sempre corretta sia con molta luce sia di notte anche in presenza di forti contrasti e solo in casi veramente al limite ho dovuto apportare delle correzioni. Come in tutte le Canon si possono scegliere vari stili per le foto: automatico, standard, ritratto, paesaggio, neutro, immagine fedele, monocromo e 3 stili utente.

Le foto possono essere salvate in formato 3:2, 4:3, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni, L a 18 Mpx (per il 3:2), M a 8 Mpx, S1 a 4,5 Mpx, S2 a 2,5 Mpx e S3 a 0,35 Mpx e possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Normal, in raw (CR2) e in raw più jpeg.

Il flash integrato, come in tutte le reflex tranne le professionali, è piccolo e non molto potente. Va bene per illuminare soggetti vicini, piccoli gruppi o come luce di schiarita in esterni di giorno. Può però comandare altri flash esterni Canon in modalità senza fili. Il tempo di sincronizzazione massimo è di 1/200 di secondo.

La ripresa video consente di riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel in modalità MPEG-4 AVC/H.264 con formato di registrazione MOV 30p a 30 (29,97), 25 o 24 (23,976) fg/s. E’ disponibile anche una ripresa con formato HD a 1280×720 pixel 60p a 60 o 50 fg/so VGA a 640×480 pixel. Durante la ripresa la messa a fuoco è continua.. La ripresa può essere effettuata con l’esposizione completamente automatica, oppure regolando manualmente la sensibilità, il diaframma ed il tempo di otturazione.

La EOS 100D dispone di numerose modalità scena, selezionabili in modo automatico (Smart Auto) o manuale e presentate con alcuni suggerimenti per la loro applicazione. Inoltre in modalità CA (Scatto creativo automatico) è possibile modificare la profondità di campo, la modalità di scatto (singolo, continuo) e l’uso del flash. Per ciascuna scena premendo il pulsante Q si visualizza una schermata di controllo rapido che consente di cambiarne alcune impostazioni.
Molte delle funzioni poi possono essere comandate direttamente dallo schermo con il tocco.

Nell’uso la EOS 100D si è dimostrata una fotocamera molto valida. Le sue dimensioni e peso limitati consentono di portarla facilmente tutto il giorno senza problemi. Al suo confronto alcune mirrorless sembrano grandi e psanti. Se dotata di un obiettivo come il 18-55 si potranno affrontare molte situazioni fotografiche in viaggio, vacanze, famiglia e anche ritratti. Il mirino è molto buono e consente un’ottima visione. Quando invece si deve usare los chermo, come per le riprese video, ci si accorge che ha i soliti difetti di tutti gli schermi: in esterni con il sole si vede poco. L’accensione è immediata. L’interruttore coassiale con la manopola delle impostazioni di funzionamento è facilmente raggiungibile. I comandi sono molto pratici e completi e consentono la maggior parte delle regolazioni con l’occhio al mirino. Molto pratico anche il menu di controllo rapido.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 3:2 nativo dei sensori APS.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 12800 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma fornito da Canon, Digital Photo Professional e con Adobe Lightroom.

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2 pensieri su “Canon EOS 100D: descrizione & uso”

  1. Buonasera, ottima descrizione, tanto é vero che mi sono deciso di acquistarla. Nel frattempo sono state realizzate dalla canon alcune lenti pancake, ad esempio il 24 mm, il 40 e anche il 50 f/1.8 dovrebbe esserlo. Volevo chiedere proprio quedto: se rinunciassi al 18-55 in kit e come prima o prime due lenti prendessi dei fissi di questo genere in modo da avere lenti più luminose e che rendano la camera piccolissima rispetto a tutte le reflex e anche alla 100d venduta col kit? Quali lenti dovrei avere subito e poi anche in seguito per potermi divertire con questo gioiellino, cosa mi consiglierebbe? La ringrazio e saluto cordialmente. Nic

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    1. Nicola,
      la tua idea di prendere la Canon 100D con due obiettivi “pancake” a focale fissa è ottima. Puoi prendere l’EF-S 24 mm f/2,8 STM equivalente ad un 38 mm e l’EF 50 mm f/1,8 STM equivalente ad un 80 mm per avere due obiettivi piccoli, leggeri e poco costosi adatti a moltissime situazioni.
      Quando si usavano le reflex a pellicola infatti questa combinazione fra un grandangolo moderato sui 35 mm e un tele moderato luminoso 85-100 mm era una di quelle più consigliate dagli esperti per la sua comodità e flessibilità. Il grandangolo va bene per interni, paesaggi, panorami e tanto altro, il tele per ritratti e per riprese con campo più ristretto.
      personalmente apprezzo questa combinazione ed infatti spesso mi porto per le mie foto una fotocamera con queste due ottiche.
      Ciao, Francesco

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