La Panasonic GH-2 si è dimostrata, nel periodo d’uso, una fotocamera estremamente valida. Unisce gli ingombri ed i pesi più ridotti delle mirrorless alla qualità e flessibilità delle reflex. Le sue funzioni sono complete di tutto quello che ci si può aspettare da una fotocamera di questo livello. Il sensore da 16 Mpx di avanzata concezione offre una notevole qualità d’immagine, fra le migliori per le Micro 4/3. Il mirino è ottimo, anche questo uno dei migliori elettronici disponibili. Molto comodo poi lo schermo orientabile per riprese dal basso o dall’alto e anche peri video. La messa a fuoco si rivela veloce e pronta anche per cogliere al volo soggetti in movimento. Ottima la possibilità di scattare in diversi formati, dal 1:1 al 16:9 senza perdere molto dei megapixel del sensore, tranne che nel caso 1:1.
Uno dei punti di forza è poi la ripresa video Full HD con messa a fuoco continia, anche se con qualche incertezza, e la possibilità di piena regolazione di tutti i parametri di ripresa. Molto comoda la possibilità di effettuare dei singoli scatti durante la ripresa e quella di poter usare anche il mirino elettronico.
La qualità d’immagine è stata sempre all’altezza delle aspettative e comparabile con quella delle migliori reflex APS almeno fino alla sensibilità di 3.200 Iso. L’utilizzo di obiettivi ad alta luminosità, disponibili nel corredo, consente di fotografare in cattive condizioni di luce senza dover aumentare eccessivamente la sensibilità. Per chi non vuole affrontare la spesa del Leica 25/1,4, circa 600 €, c’è anche il Panasonic 20/1,7 a meno di 400.
La GH-2 quindi è consigliabile a chi vuole una fotocamera di classe e qualità, adatta per tutti gli usi e con un’ottima qualità d’immagine, ma meno grande e pesante di una reflex. Anche se non è leggerissima, specialmente con il 14-140, e non è certo tascabile, la differenza è abbastanza significativa. Le sue concorrenti sono le reflex di classe media, Canon 60D e Nikon D7000, Pentax K-5 con le quali si confronta senza problemi, e fra le mirrorless la Olympus OM-D E-M5.
Pro
– qualità d’immagine
– mirino grande e ad alta risoluzione
– messa a fuoco precisa e sufficientemente veloce
– ripresa video
– ampia gamma di obiettivi di qualità
– peso ed ingombro ridotti
Contro
– mancanza della stabilizzazione integrata
– qualche effetto scia nel mirino in scarsa luce
– qualche incertezza nella messa a fuoco video
– alcuni comandi si possono spostare inavvertitamente
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Buongiorno,
apprezzo molto la “qualità” informativa del blog e l’ampiezza delle tematiche (tutte trattate in termini molto analitici) – vorrei passare da una obsoleta Panasonic 4Mpx (una LX-5 che mi ha peraltro regalato alcune ottime immagini…) a un prodotto di fascia reflex o similari.
Leggendo e acquisendo info di vario genere, mi sono in linea generale orientato verso una soluzione Nikon 5100 + kit 18-105 VR: venendo al test in questione, le micro 4/3 – mirrorless francamente mi intrigano (in virtù dei loro ben noti benefits) ma sono tuttora trattenuto in ragione di parametri quali la qualità complessiva d’immagine, l’assenza di mirino e, in definitiva, la convenienza economica pressochè nulla rispetto a reflex di fascia comparabile (tutti argomenti ben sviscerati nel blog).
Ho in animo quindi di estendere l’uso della macchina dal classico binomio casa (famiglia)-vacanze all’ambiente naturalistico (per cui un 28 equiv. può bastarmi), visto che sia con la gloriosa Pentax a pellicola che con la Pana di cui sopra ho realizzato immagini di cui vado un pochino orgoglioso – montagna, animali e macro su fiori e insetti.
Non ho problemi a dedicare, in questo senso, anche molti minuti ad uno scatto – quindi una disponibilità estesa (ovviamente meglio se “funzionale”) di comandi aggiuntivi non mi disturba certo, tutt’altro.
L’opportunità dei video verrà sfruttata, ma senza farne “ragione di vita o di morte”.
Alla luce di questa prova, mi ritorna qualche esitazione: la GH-2 (di cui sapevo) ha caratteristiche e qualità ben allineate, pare, anche ad una 5100 – certo, puntando a un’ottica unica (almeno per ora), i 1300 Euro della Pana valgono + 60% rispetto alla Nikon…a parte l’usare un’ottica dimensionalmente “sbilanciata” rispetto al corpo-macchina (ma forse si tratta solo di prevenzioni “estetiche”…)
Chiedo: tenendo il confronto nello stesso range di qualità-immagine, rispetto all’opzione 5100 non sono praticabili possibilità altre dalla GH-2 (mantenendosi entro i 1000 Euro) in ambito 4/3 – mirrorless, e ipotizzando (al limite estremo e con un certo disappunto) di rinunciare al mirino in cambio di una buona ottica estesa da 5-6x?
Grazie per l’attenzione.
Carlo,
la Panasonic GH-2 è un’ottima macchina. Io che uso di solito reflex come la Nikon D7000 e altre l’ho usata spesso al posto di queste, senza rimpianti o limitazioni. La qualità d’immagine è ottima, cede solo un po’ alle alte sensibilità rispetto alla Nikon D7000, la migliore APS al momento. E’ dotata di un ottimo mirino, più grande delle reflex APS che ha solo qualche limite con scie quando si muove l’inquadratura in scene molto buie. La messa a fuoco è veloce e pronta e potrebbe avere qualche limite solo per la messa a fuoco sportiva. La macchina con il Panasonic 14-140 è molto ben bilanciata sia esteticamente che dal punto di vista peso. Ha un’ottima impugnabilità e si porta in giro facilmente anche con una sola mano. Rispetto alla D7000 col Nikon 18-200 VR pesa abbastanza di meno ed è più piccola, rispetto alla D5100 le differenze ci sono, ma minori.
Se fai un confronto di prezzi deve essere omogeneo: Nikon D5100 con 18-55 VR 630 €, solo corpo più Nikon 18-200 VR 1390 €, Panasonic GH-2 con 14-42 Mega OIS 759 €, con 14-140 Mega OIS 1250 €.
Ciao, Francesco
Francesco,
grazie per le ulteriori osservazioni.
Un altro punto: l’esigenza di disporre di una funzione macro, visto che mi sono in passato -e vorrei ora convintamente tornarci- dedicato spesso alla ripresa di fiori e insetti (sulla vecchia Pentax avevo flash a parabola inclinabile e anelli distanziatori, che mi hanno dato buone soddisfazioni).
Per restare nell’ambito del confronto GH-2 vs. D5100, leggo (e mi sembra di constatare dai dati tecnici) che quest’ultima è da considerarsi inadatta – mentre la Panasonic come se la cava?
Carlo
Francesco,
mi è venuto in mente che potrei essere equivocato… :-) ovviamente le foto le “fa”, in senso stretto, l’obiettivo – quindi chiedere se sia meglio, per scattare anche in macro, questa o quella fotocamera (a parità di tecnologia) non ha senso, propriamente parlando.
Intendevo riferirmi, sia chiaro, alla tipologia di obiettivi (non specifici per la macro) in dotazione nelle rispettive serie.
Carlo
Carlo,
perchè la Nikon D5100 dovrebbe essere inadatta per la macro? Può montare flash esterni ed ha lo schermo orientabile, come la GH-2, che per la macro può essere utile.
Sono inoltre disponibili diversi obiettivi Micro Nikkor adatti a foto macro: AF-S DX Micro Nikkor 40/2,8 230 €, AF-S Micro Nikkor 60/2,8 500 €, AF-S DX Micro Nikkor 85/3,5 440 € e AF-S Micro Nikkor 105/2,8 760 €, oltre a quelli di altri fornitori come Sigma e Tamron.
La Panasonic può ugualmente montare flash esterni, ma dispone solo di un Leica DG Macro Elmarit 45/2,8, 800 €. E’ disponibile inoltre un Sigma 30/2,8, 200 €.
Come vedi con la Nikon c’è più scelta che con la Panasonic.
Ciao, Francesco
Francesco,
ancora grazie.
Continuavo, in effetti, a non spiegarmi bene. :-)
Intendevo: inadatte entrambe le configurazioni ipotizzate, con i rispettivi zoom 18-105 (o 18-200) Nikon e il Pana corrispondente…
Con la reflex analogica (e anche con la modesta Lumix compatta) non c’erano problemi a scattare buone macro anche con zoom generici tipo 28-80, viceversa constato che
la cosa risulta
sostanzialmente
impossibile ora, salvo dotarsi -e’ chiaro- di
obiettivo dedicato.
Con Nikon pare quindi plausibile una scelta compatibile con il mio target di spesa.
Ciao e…buon Ferragosto!
Carlo,
mi sembra strano che con una reflex a pellicola e un 28-80 tu potessi scattare delle macro, a meno che l’obiettivo non fosse specifico per questo genere. La capacità di messa a fuoco più o meno ravvicinata non dipende dal corpo reflex, ma dall’obiettivo usato, sia per quelle a pellicola sia per le digitali e per le mirrorless.
Le compatte e le bridge sono di solito dotate di obiettivi che, per le loro piccole dimensioni, possono mettere a fuoco molto vicino.
Comunque con una reflex non devi dotarti necessariamente di un obiettivo macro, si sono altre soluzioni: lenti addizionali, tubi di prolunga, soffietti. C’è quindi ampia scelta anche a livello di prezzo, a partire dai pochi euri delle lenti addizionali fino ad arrivare agli obiettivi macro
Buon ferragosto anche a te, Francesco
Grazie Francesco.
Come sempre ottima ed esaustiva “prova sul campo”.
Ottima e precisa review sulla GH2.
Chiaro ed Esaustivo come sempre Francesco!
Questa cam ha un potenziale molto elevato con i Video infatti è molto amata da Filmmakers & Videomakers
-anche grazie alla possibilità di utilizzare diversi firmaware Hacked!-
Quindi ti/vi Segnalo i migliori gruppi su http://www.Vimeo.com (decisamente migliore come qualità di visione rispetto a Flickr/Youtube…) dedicati alla GH2/GH1:
https://vimeo.com/groups/gh2
https://vimeo.com/groups/gh2pro
https://vimeo.com/groups/gh2filmlook
@CIAO.CARLO.
Ottima prova. LA GH2 è una macchina che ho sempre amato (e mai avuto). Alla prossima Photokina pare arrivi la GH3 con tanto di battery grip.
Ciao Francesco,
in merito alla velocità di raffica vorrei evidenziare che le SDHC di classe 10 non sono tutte uguali: infatti la classe indica la velocità minima garantita durante la scrittura sequenziale, e con una classe 10 qualsiasi non sono riuscito a raggiungere nella raffica i limiti indicati da Nikon per la D5100.
Normalmente le schede SDHC (e le apparecchiature che le leggono) sono limitate a circa 25 MB/s. Ho dovuto utilizzare una Sandisk extreme pro da 95 MB/s per raggiungere le prestazioni indicate da Nikon: questa utilizza lo standard UHS-I che consentirebbe di arrivare ad un massimo di circa 100 MB/s, purché sia la scheda sia l’apparecchio siano compatibili.
Un altro fattore che influisce sulla velocità di raffica è la velocità della scheda in scrittura non sequenziale: infatti c’è un piccolo ritardo che rallenta la scrittura di numerosi files di piccole dimensioni. I produttori di SD hanno abbandonato la tecnologia NAND, molto veloce nell’accesso casuale ma molto costosa, che caratterizzava le prime schede, per una tecnologia più economica ma più lenta nell’accesso casuale. Non tutte le schede SD recenti possono competere nella velocità di accesso con le schede di vecchia generazione, Questi ritardi normalmente non sono importanti per foto e video (si parla di dimensioni da 4k a 256k) ma possono creare ritardi tra il buffer dell’apparecchio e la scheda: poiché la macchina deve lavorare in tempo reale, questi ritardi possono influenzare la velocità di raffica.
Aggiungo un ultimo tassello che riguarda soltanto l’utilizzo delle schede SD sui computer (per trasferire foto e video): indipendentemente dalla velocità della scheda e del lettore, molti computer (credo di poter escludere i Mac e quelli che dispongono di porte USB 3) agganciano il lettore SD interno in cascata al protocollo USB 2, limitando la banda allo stesso modo dei dischi rigidi esterni: massimo intorno ai 25 MB/s.
Simone
Simone grazie dell’ottima spiegazione tecnica.
In effetti con le digitali (tutte in generale) il tipo di memoria di massa utilizzata, influisce direttamente sul “funzionamento” dell’apparecchio, anche senza arrivare agli scatti a “raffica”.
Spesso questo aspetto viene sottovalutato (non dai professionisti direi…)
Francesco,
si’, naturalmente: erano dei Takumar con attacco Pentax-A e posizione macro specifica (beninteso il 28-80 risultava più efficace).
Tra l’altro, informandomi in questi giorni qua e la’, parrebbe che questi obiettivi (di buona fattura anche rispetto agli standard attuali) si adattino direttamente a corpi come la K-5, perdendo gli automatismi ma guadagnando la stabilizzazione.
Considerando il fattore 1,5x, mi ritroverei dunque con un 40-120 equiv. f/3.5-4.5 e un 100-300 f/4, per giunta macro.
E’ un’opzione che mi punge adesso vaghezza di provare, andando in un negozio specializzato e facendo così anche qualche “prova” d’uso, e confronto, nei limiti del consentito, tra le diverse opzioni – alla fine, come si dice, l’essenziale e’ scattare foto! :-)
Ancora ciao!
Carlo
Carlo,
ti confermo che tutti gli obiettivi Pentax a baionetta K si adattano a tutte le Pentax reflex e pure alla mirrorless K-01 di cui ho recentemente effettuato la prova che pubblicherò presto. Con questa macchina ho usato, oltre al suo obiettivo 40 mm, anche un Pentax KAF 35/2,0, un Tamron AF 28-200 con innesto Pentax e un Pentax M di una reflex MX senza problemi. Anche gli obiettivi a vite possono essere usati con l’adattatore per baionetta K.
Ciao, Francesco
Francesco,
ancora grazie per le precisazioni.
Tra l’altro ho anche un flash esterno Pentax che potrebbe (credo) adattarsi alla slitta hot-shoe di K-5 / K-30 e 3 anelli di prolunga per la macro…
Probabilmente, riflettendoci meglio, vale la pena, a conti fatti, limitare la scelta tra il recu
…pero dell’attrezzatura Pentax inserendolo in un nuovo corpo e l’opzione di un passaggio armi e bagagli verso una soluzione tipo D5100 – con relativi vantaggi/svantaggi (e trascurando a questo punto il fattore qualità/compattezza offerto dalla GH-2).
Carlo
Carlo,
se ti va di usare la messa a fuoco manuale e l’esposizione a priorità dei diaframmi il recupero degli obiettivi Pentax con un corpo reflex di questa marca è una buona idea. Tieni conto però del fattore moltiplicativo della lunghezza focale che ti farà perdere le focali grandangolari. E’ opportuno quindi prendere la reflex almeno con il 18-55 in kit.
Ciao, Francesco
Francesco,
proprio la considerazione che stavo facendo…
:-)
Andando allora un po’ fuori-tema rispetto al punto di partenza, approfitto un’ultima volta della tua estrema disponibilità per un giudizio tecnico: avendo raccolto informazioni, pareri e prove su K-5 e K-30, la prima mi ispira ovviamente di più (display estraibile, HDMI, segnale/rumore, colore 14-bit) ma al tempo stesso sono vagamente “intimorito” da un sw di gestione che appare molto articolato (il che si conforma peraltro al livello del prodotto): forse rischierei di disporre di risorse e potenzialità che faticherei addirittura a scoprire, accontentandomi di più i meno classiche impostazioni…(anche se, conoscendomi, mi so abbastanza testardo e “pugnace” davanti alle cose che mi interessano).
Della K-30 ho quindi analizzato i minus rispetto alla sorella maggiore: sulle questioni tecniche “esterne” (LCD, HDMI e simili) potrei sorvolare, assai meno sulla “qualità” finale dell’immagine e la differenza di profondità-colore mi fa sospettare che anche il range dinamico con 2 bit di differenza possa dire la sua, all’atto pratico, sia in piena luce che no.
Chiedo venia per la lunghezza e mi impegno in ogni caso a non interpellarti ulteriormente (almeno da qui ai prossimi giorni)…
Carlo