La PEn E-PL5 è una fotocamera interessante. Le sue caratteristiche costruttive e di qualità d’immagine la pongono come alternativa “leggera” alle reflex APS o alle stesse mirrorless di gamma alta come la sorella E-M5 o la Panasonic GH3
La prima cosa positiva che colpisce è l’estrema compattezza del corpo insieme al suo alto livello di costruzione e finitura. Anche lo schermo completamente orientabile è ottimo e la sua sensibilità al tocco aggiunge facilità a molte operazioni.
I comandi sono pochi e concentrati tutti sul lato destro. La maggior parte delle impostazioni si devono fare usando il Live Control per il quale si deve prendere un po’ di pratica. Anche i menu e le impostazioni richiedono un minimo di apprendistato per poter essere usati con rapidità.
La qualità d’immagine è senz’altro altro che ottima. La nitidezza e la risoluzione sono elevate, il rumore contenuto e si possono usare i 3200 Iso senza problemi di rumore. Anche i 6400 Iso vanno bene se si scatta in jpeg o in raw convertendo con Olympus Viewer che contiene molto bene il rumore al prezzo di una veramente minima perdita di nitidezza. Oltre è opportuno andare solo in caso di necessità, ma sono riuscito a scttare foto a 12.800 Iso ancora accettabili. La gamma dinamica è ampia e si avvicina molto a quella delle reflex APS.
Le foto in jpeg provenienti direttamente dalla macchina sono molto buone e solo impostando accuratamente i parametri di conversione raw si può ottenere di meglio.
La messa a fuoco funziona bene per tutti i soggetti normali e solo per quelli in rapido movimento mostra i sui limiti, anche se purtroppo ha mostrato delle incertezze in alcune foto notturne con una messa a fuoco errata.
L’obiettivo provato, il 14-42 mm, è buono alla focale minima, meno a quelle maggiori con i bordi che raggiungono una buona nitidezza solo da f/8. La sua costruzione è economica, con la baionetta in plastica, anche se questo non è certamente un problema per una macchina ed un obiettivo non destinati ad un uso professionale. Peccato per l’ingombro che in posizione retratta non si riduce abbastanza per rendere facilmente trasportabile la macchina. Sarebbe utile che Olympus rendesse disponibile per le sue PEN un obiettivo zoom di ingombro veramente ridotto come hanno già fatto Panasonic e Sony.
La mancanza del mirino si sente in alcune condizioni di forte illuminazione e di controluce e i mirini opzionali VF2 o VF3 sarebbero molto utili, anche per poter impugnare la macchina in modo più stabile. Purtroppo il loro prezzo è elevato.
Lo schermo orientabile e sensibile al tocco è invece ottimo, anche se non ha la tecnologia OLED, ed è molto utile in diverse occasioni.
Confrontando i risultati con la reflex APS di riferimento, la Nikon D700, si può dire che le differenze per la qualità d’immagine sono minime, e solo nella messa a fuoco si possono notare delle differenze. Manca inoltre il mirino. Ovviamente il peso e l’ingombro sono ben diversi.
Riassumendo:
Ergonomia e comandi
Discreta, i comandi principali sono pochi e piccoli e la maggior parte delle impostazioni è affidata al Live Control che richiede un po di apprendistato ed un’interazione maggiore con i comandi
Schermo
Lo schermo è valido e la funzione touch gli da un qualcosa in più. Molto comoda la possibilità di orientarlo anche per autoritratti.
Autofocus
E’ sufficientemente rapido per i soggetti statici, ma in alcune occasioni non è riuscito a raggiungere la messa a fuoco corretta. L’area di messa a fuoco può essere scelta automaticamente o manualmente. Non è pensato per foto sportive anche se ha una funzione di inseguimento del soggetto non sempre però precisa. Durante le riprese video ha mostrato qualche incertezze con perdite di fuoco prontamente recuperate.
Esposizione
Sempre corretta anche in condizioni difficili. Solo in casi estremi ho dovuto apportare qualche correzione.
Bilanciamento del bianco
In automatismo si è dimostrato sempre corretto. Dispone di impostazioni predefinite per varie luci, anche per riprese sott’acqua e di taratura fine in gradi Kelvin a passi di 100.
Qualità d’immagine
Ottima sia per risolvenza e definizione, sia per il contenimento del rumore alle alte sensibilità, sia in jpeg che in raw con Olympus Viewer 2. Complessivamente al livello delle fotocamere APS.
Raffica
E’ piuttosto veloce. Arriva a riprendere 8 fg/s per oltre due secondi, poi rallenta. L’esposizione e la messa a fuoco sono fissate al primo fotogramma. Alla velocità più bassa riprende a 3,5 fg/s con esposizione e messa a fuoco per ciascun fotogramma. Sullo schermo si vedono le immagini in tempo reale.
Video
Per la ripresa si possono usare tutte le priorità o regolare il diaframma, il bilanciamento del bianco, la compensazione dell’esposizione e la modalità di messa a fuoco. La messa a fuoco dimostra solo qualche incertezza.
In conclusione la PEN E-PL5 si è dimostrata una ottima macchina con dimensioni contenute e facilmente trasportabile. Può andare bene per tutti i generi di foto, sia come unica macchina sia come seconda fotocamera piccola e leggera da portare (quasi) sempre con se.
Pregi
– costruzione e finitura di ottimo livello
– dimensioni e peso molto contenuti
– ottima qualità d’immagine
– stabilizzatore efficace
– ottimo rapporto segnale/rumore anche alle alte sensibilità
– ottimo schermo touch
– schermo orientabile in alto e in basso e anche frontalmente
– ampia gamma di obiettivi disponibile
– raffica ottima
– possibilità di personalizzazione elevate
– disponibilità di numerosi accessori
– possibilità di montare moltissimi obiettivi di altre fotocamere
Difetti
– mancanza del mirino e mirino opzionale molto costoso
– obiettivo in kit troppo ingombrante e con innesto in plastica
– alcune incertezze di messa a fuoco
– mancanza di un flash integrato
– pochi comandi diretti
– menu e schermi di impostazione un po’ ostici al primo utilizzo
– impossibilità di controllare completamente la riduzione di rumore con Olympus Viewer 2
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<== Precedente
Quindi il teorema Full frame o più esattamente APS C non regge, è un dogma di fede in buona misura. Naturalmente non è solo questo test a confermare l’ottima manovarabilità ed uso della Olympus PEN giunta alla quarta generazione: uno standard de facto. Siché quando si parla di tutto il resto, è puramente strumentale o in malafede o ambedue le cose. In analogico si “tirava” le pellicole al max 3200, alias Tri-x HP5. Naturalmente come qualità standard, irrricnuncaibile via, minimo 12.800. E oltre, anzie se non c’è luce è meglio. Anzi, no se non c’è Nulla meglio ancora. Così si potrà discettare sui “mighiapixel” scritto proprio così o altre feature del monopolio CaNikon. Quelle si, che sono macchine. L’ha detto la Mamma. E agli italioti, togli la mamma e la partita, lo si vuole morto. Tanto uno che ci sta a fa: basta crogilarsi con la premiata onopolista. Uno si riduce, Nikon, a fare a meno del 4/3. L’altra con la M(amma) tenta la compatta ma, mi raccomando, APS C. Altrimenti come la meniamo con i “minghiapixel”?
Sei il solito criticone!
Ultimamente non hai fatto altro che criticare ogni ultima nuova macchina presentata da Francesco.
Si può sapere che tipo di macchina vorresti venisse fatta dai produttori?
Se devo essere sincero, anch’io dico che la macchina (per me ideale), reflex e compatta, ancora non esiste, e forse mai esisterà, però che ci posso fare?
Se i produttori vogliono fare così, non potremo certo essere noi a fargli cambiare la situazione e tendenza.
Per loro evidentemente va bene così.
Anch’io spero sempre in un ritorno della Canon sulle compatte, con una serie del tipo Canon Powershot A650 che come caratteristiche buone aveva lo schermo girevole, Mirino ottico, Macro da un cm di distanza, e comandi manuali e personalizzati.
Poteva essere una buona cosa se la canon, oltre a queste caratteristiche, avrebbe fatto un modello così, però con l’aggiunta di maggiore zoom con diaframma non troppo scuro (come facevano appunto a suo tempo a differenza di ora), sensore leggermente un po’ più grande dei 1/1.7, e magari anche con formato Raw.
Però la Canon, serie con le caratteristiche della Canon Powershot A650, non le ha più prodotte, e mai sicuramente farà una macchina così come da me descritta.
Michele,
mi pare evidente dai tuoi commenti che Canon e Nikon ti sono antipatiche, ma non si può generalizzare così!
Sono stato io per primo e da molto tempo a criticare le attuali reflex per le loro dimensioni e peso eccessivi in rapporto alle dimensioni dei sensori ed alle funzioni, vedi l’articolo “Le DSLR si valutano a peso?” del 13 novembre 2009, ma non si possono non riconoscere certi fatti.
Io ho scritto che la Olympus E-PL5 e la E-M5 come qualità d’immagine reggono il confronto con le migliori reflex APS, ma questo non vuol dire che siano superiori. Ci sono poi altre mirrorless, Fujifilm e Sony, che con sensori APS sono allo stesso livello ed in qualche caso migliori di molte reflex APS. Nessuna però regge il confronto con una fullframe, Canon o Nikon, perchè le dimensioni del sensore giocano ancora un ruolo determinante (come è sempre stato in fotografia anche con la pellicola) nella qualità d’immagine. Non a caso alcuni produttori, Sony in prima fila, stanno progettando delle mirrorless fullframe per raggiungere la migliore qualità d’immagine.
Riguardo alle mirrorless di Canon e Nikon si tratta di differenti scelte strategiche e di marketing, ma non si può trascurare il fatto che le Nikon “1” in alcuni ambiti abbiano una loro validità e che Canon è alla sua prima uscita, già buona per alcuni aspetti, e sicuramente migliorerà. Pensa a come erano la prima PEN di Olympus e le prime NEX di Sony.
Ciao, Francesco
Complimenti per questo test molto esauriente, che, parere personale, potrebbe esser reso ancor più ricco d’informazioni aggiungendo un confronto con la macchina che il modello nuovo va ad evolvere, in questo caso credo essere la E-PL 3. Una cosa che ho notato è il sempre maggior diffondersi dell’autofocus di tipo ibrido che Olympus ancora non utilizza e che da ciò che si legge porta vantaggi x la messa a fuoco per scatti a soggetti in movimento. Infine, parere personale, senza mirino mi trovo male a scattare fotografie, specie a soggetti in movimento, dunque al prezzo di questa Olympus, per me, andrebbero aggiunti circa 200€ per quello che purtroppo è un accessorio.
sui mercatini dell’usato trovi facilmente il Vf2 che è ottimo alla metà del prezzo che indichi; ancor meno il Vf3 che è buono, di ingombro molto ridotto e che si finisce per lasciar sempre montato.
Diego,
per fare un confronto bisognerebbe avere provato le due macchine, ma io non ho mai provato la E-PL3.
Ciao, Francesco
@francesco
Mi sento in dovere di complimentarmi per questa eccellente recensione; ora abbiamo anche i grafici: che pretendere di più?
Mi sento di consigliare a coloro che fossero interessati a questa od altre fotocamere del sistema m4/3 l’acquisto di alcuni fissi, che sono tutti di qualità eccellente. Anche il Sigma 30 2.8 che si trova a 100 euro nuovo!
Solo un piccolo appunto sullo zoom in kit, che tira fuori risultati tutt’altro che disprezzabili pur nella sua mancanza di pretese (e non devo certo insegnare a te la vergogna dei plasticotti che ti rifilano quasi tutte le altre marche, anche nelle reflex!).
Complimenti anche al cavallo della botticella, che ormai si sentirà un modello e si sarà senz’altro montato la testa.
Una premessa obbligatoria per chi come me si occupa di fotografia da mezzo secolo, parlare di simpatie e non è puro non sense. A mio figlio, che si occupa di grafica, non solo ho consigliato Canon ma gli ho anche regalato un telezoom. Di Nikon conosco il suo stile, macchine ed ottiche.
Non è questo il punto, il fatto che se da un lato si è davanti a un MediaRai come esempio calzantei, e dovrebbero essere antagonisti veri, dall’altro c’è la premiata CaNikon. Niente di più.
Ritorno a Olympus per dire, e qui il 4/3 in versione Micro, che siamo al cospetto di uno standard e di scelte molto condivisibili sul piano della “cosa”. Siché è stucchevole ogni volta, che uno ha niente da dire, cominciare con il sensore piccolo e poi il 12.800 e poi il fatto che sia “mini”. Questo a chi capisce di fotografia, è il futuro ed Olympus-Panasonic-Leica etc etc l’hanno imboccato. Piaccia o meno. Quando qualcuno critica il sensore “piccolo” (sta tutta qui la fotografia e ci si lamenta del livello infantile di chi pensa di praticare la fotografia con click tanto che ci vuole) poi Canon con la serie M(amma) si fa la sua nicchietta, cominciamo i distinguo, anche se il sensore è ancora più piccolo del 4/3. Si applaude:bene bravo bis, è Canon. E dov’è l’evoluzione? E vale per il sodale Nikon e osa dire, ah be? Una macchinetta, come Pentax più piccola: bene benissimo tanto è Nikon. Restano concetti legati all’analogico trasportato a “minor”less ma in salsa Apsc, così Sony e poi Samsug. Poi certo una bella “minor”less Full frame e poi doppio frame prima o poi guadagnera la claque. Ma è altra cosa. Per cortesia, qui nessuno parla del fare fotografia. Allora meglio disguisire sul sesso degli angeli: meno conosci e meglio obbedisci. Si parla di “live view” ma quanti sono a conoscenza che sul corpo della C 330 Olympus è stato implementato e per la prima mondiale? Senza primati ed altro o primigenitura sterile. Se uno guarda alle E10 poi E20, vede l’evoluzione prima della E1 4/3 e via via sino ad oggi. Senza rincorrere retrocompatibilità. Ultimo, sino algiorno prima “tutte” le ottiche Nikon venivano sbandierate come attaccabili alle digitali. Poi però a leggere bene le “avvertenze”, sino poi ai modelli G e la spaizione del diaframma.
La Olympus in questione merita tutt’altro trattamento. Signori compratela ad occhi chiusi, senza se e senza ma. Non per fare la cortesia (sul libro paga) della Olympus. Ma un attrezzo serio e professionale, poi uno può pure fotografare senza luce, altro che 12800. Meglio ancora con il tappo davanti l’obiettivo. O non montato neppure. O neanche comprato. Niente basta il pensiero, ecco.
Michele,
il tuo commento, abbastanza confuso, mi sembra anche un po’ incoerente. Ad un certo punto dici che nessuno parla di fotografia e su questo hai ragione: si parla molto di più di macchine e di tecnica e questo mi dispiace un po’ perchè vorrei parlare anche di fotografia. Poi però anche tu parli di tecnica e di macchine, piuttosto confusamente, criticando Canon e Nikon. Infine ti trasformi in un tifoso, come quelli che critichi, a favore di Olympus. E’ chiaro che Olympus ti piace e piace anche a me, ho pubblicato a proposito due prove molto favorevoli alle sue macchine, ma per questo no sminuisco certo le altre marche.
Per quanto riguarda i 12.800 Iso ci sono fotografi a cui piace fotografare a luce ambiente e quindi questa è una sensibilità utilissima. Ai tempi della pellicola era un sogno, ma uno dei più bei ritratti che ho fatto l’ho scattato alla luce di un lampione, in bianco nero, con una pellicola Kodak Recording, sensibilità nominale 1000 Asa, tirata in sviluppo a 6400.
Ciao, Francesco
Si chiama argumentum ad hominem e su cui non devo ritornarci, altro che confusione.
E poi non si deve parlare di fotogrfai, altrimenti la “giostra” non ha più giostranti. Evidente.
Le fotografie si fanno ancora con le attuali digicamere. Quindi. Se uno esprime dei giudizi mica significa che poi non adoperi una CaNikon. Più che tifoso uno che quando parla lo fa a ragione, piacia o meno.
Non intrattengo rapporti economici con Olympus, a nessun titolo neanche gratuito.
Le sensibilità alte di certo non sonoo la norma ma vengono passate per tali: vedi la giostra. Evidentemente c’era qualcosa di soprannaturale in chi e nei mezzi in Era anaologica riusciva a “tirare” le pellicole. Naturalmente per farci foto.
Molto interessante ed esaustivo, ti volevo chiedere se mi puoi aiutare nel capire meglio la funzionalità della macchina di sera, perché tutte le fotocamere avute fino ad ora di sera fanno pena e vorrei prenderne una che funzioni bene di notte. Se prendessi solo corpo e un obiettivo piu luminoso migliorerebbe di notte per le incertezze di cui parli tu? Grazie!
Carlotta,
per fotografare in esterni di notte la soluzione migliore è usare un treppiedi e lasciare la sensibilità Iso al minimo. Questo naturalmente vale per monumenti e paesaggi e tutti i soggetti statici.
Se vuoi fotografare a mano libera sarebbe utile comunque usare un obiettivo di alta luminosità f/2,0 o anche di più, nel catalogo Micro 4/3 ce ne sono a prezzi non eccessivi come il Panasonic 20 mm f/1,7 320 € o l’Olympus 45 mm f/1,8 270 €. Per ottenere foto non affette da mosso è necessario aumentare la sensibilità Iso in modo da scattare con tempi abbastanza brevi e compatibili con la lunghezza focale dell’obiettivo utilizzato (il reciproco del doppio della lunghezza focale nel caso del Micro 4/3). Poi conviene scattare salvando le foto in RAW o sia in EAW che in IPEG. In questo modo si possono convertire le foto raw sul pc tramite l’ottimo software fornito Olympus Viewer 3 che consente di ridurre al minimo il ru,ore alle alte sensibilità pur mantenendo i dettagli ed una buona nitidezza.
L’idea di prendere il corpo più uno o due obiettivi luminosi è buona, ma dovrai abituarti ad usare obiettivi a focale fissa.
Ciao, Francesco