La caratteristica fondamentale di tutte le bridge è certamente la presenza di uno zoom ad amplissima escursione focale. Le prime montavano dei 12x, poi si è passati a 25-30x ed ora cìè chi arriva a 50x. Il tutto con un corpo di forma e dimensioni simile alle reflex, un mirino anche se solo elettronico e possibilità di regolazione che non tutte le compatte hanno. Questo fa pensare a molti di poter avere con una spesa limitata una macchina dalle amplissime possibilità ed adatta per qualsiasi genere di foto.
In realtà non è così e non potrebbe essere diversamente perchè a questo mondo “non c’è pasto gratis” come dicono gli anglosassoni. Ciò non vuol dire nemmeno però che le bridge non possano fare buone foto se usate correttamente e negli ambiti fotografici per le quali sono adatte e non possano dare buone soddisfazioni ai loro proprietari.
Con questa prova quindi volevo verificare appunto la qualità e l’usabilità di una delle più significative esponenti della categoria.
La HS30EXR come detto ha dimensioni paragonabili a quelle di una reflex base con un 18-55 mm. Non è quindi una macchina che si porta sempre con se, ma richiede comunque per il trasporto un’apposita borsa reperibile fra le tante disponibili nei negozi. Non si può sperare infatti di infilarla nemmeno in una grande tasca di un giaccone come alcune mirrorless.
Esaminandola si nota la buona costruzione e finitura e la presenza di numerosi comandi esterni che permettono di regolare tutte le funzioni della macchina senza entrare nei menu, controllando sullo schermo o anche con l’occhio al mirino.
Lo schermo da 3″ con 460.000 pixel ha una buona nitidezza, ma come tutti gli schermi non consente una visione ottimale in condizioni di forte illuminazione, specialmente in controluce. E’ posibile orientarlo in alto e in basso, cosa che si rivela molto comoda.
Il mirino elettronico presente come in tutte le bridge (quelle che non lo hanno sono compatte superzoom) si può commutare con lo schermo manualemente o automaticamente (preferibile) tramite un apposito sensore che rileva la presenza dell’occhio. Ha una copertura del 100 %, una risoluzione di 920.000 pixel con un discreto ingrandimento (non dichiarato). La visione è abbastanza buona, ma molto elettronica (si vedono le righe) con colori non sempre fedeli all’originale. Manifesta anche alcuni ritardi, trascinamenti e riflessi, oltre al fenomeno tipico di alcuni mirini elettronici di congelare per qualche istante l’immagine quando si preme a metà il pulsante di scatto per la messa a fuoco. Insomma niente da paragonare con l’eccellente mirino della X-E1 o anche con l’ottimo della X-S1, ma anche i prezzi sono ben diversi. Comunque è sempre molto utile, specialmente in esterni, campo d’azione principe per le bridge, e consente di inquadrare con sufficiente sicurezza. Nel mirino si possono vedere le stesse informazioni visualizzate sullo schermo e questo, unito alla presenza di numerosi comandi esterni ad accesso diretto, rende molto comodo e facile regolare la macchina con l’occhio al mirino e senza perdite di tempo.
E’ molto facile infatti modificare i parametri di esposizione con il pulsante +/- e con l’apposita ghiera di comando con la mano destra e agire sui pulsanti all’estrema sinistra con il pollice mentre con la destra si regolano i relativi valori. Ottimo e migliore di alcune reflex base e mirrorless.
La messa a fuoco è a rilevamento di contrasto e può funzionare in quattro modi diversi. Messa a fuoco centrale (CENTER), scelta automatica dell’area di messa a fuoco (MULTI), area scelta e posizionata a piacere (AREA) adatta quando si usa la fotocamera su treppiedi e a inseguimento (TRACKING) che aggancia un soggetto in movimento e lo segue. Può funzionare con le tre classiche modalità: AF-S cioè messa a fuoco singola, AF-C continua oppure manuale supportata da un indicatode di corretta messa a fuoco. In modalità Macro la HS30EXR può arrivare a mettere a fuoco fino ad un centimetro dalla lente frontale.
La HS30EXR dispone anche della funzione di rilevamento dei volti con anche la possibilità di memorizzarne alcuni.
L’autofocus si è dimostrato preciso e quasi mai ho riscontrato foto fuori fuoco. La sua velocità però varia in funzione della focale dello zoom e della luminosità della scena. E’ abbastanza veloce fino ad una focale equivalente di circa 80 mm riuscendo a mettere a fuoco anche veicoli in movimento, ma quando si arriva verso la massima focale rallenta molto e la sua ricerca del fuoco può durare anche un secondo e più. Peggiora poi quando c’è poca luce. Comunque è adeguato alle caratteristiche della macchine tutto sommato fa il suo lavoro onestamente. Nelle riprees video mantiene abbastanza bene la messa a fuoco anche con lo zoom, ma quando la perde non è rapido nel recuperarla.
L’esposizione può essere totalmente automatica in Auto o EXR Auto. In questo caso la fotocamera esegue tutto automaticamente compresa la selezione della scena. In EXR Auto sceglie anche la modalità EXR più adatta alla scena. In questo caso se la scelta è quella di riduzione del rumore o dell’ottimizzazione della gamma dinamica si otterrà però una foto da 8 Mpx invece che 16. Si può anche scegliere manualmente la modalità EXR che si ritiene più adatta alla scena inquadrata. Le scene disponibili sono numerose e coprono tutte le esigenze.
In alternativa si può usare il programma P, eventualmente impostando la sensibilità Iso se non è su Auto, variare la coppia tempo/diaframma con la ghiera di comando e la compensazione dell’esposizione con l’apposito pulsante, oppure le priorità ai tempi o diaframmi, regolandoli con la ghiera di comando o l’esposizione manuale nella quale si regolano i tempi e i diaframmi con la ghiera alternandoli premendo il pulsante di compensazione dell’esposizione e facendo riferimento ad una scala graduata, sul mirino o sullo schermo, che indica l’esposizione corretta e la sovra o sottoesposizione. La sovra o sottoesposizione in tutte le modalità è indicata da una scala graduata a 1/3 di EV fino a +/- 3 EV. In modalità Iso Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo e, coadiuvata dallo stabilizzatore, se presente sull’obiettivo, consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!), anche se sembra un po’ troppo ottimista sulla fermezza della mano del fotografo specialmente alle focali più lunghe. In questi casi è meglio affidarsi alla regolazione manuale degli Iso per ottenere un tempo di esposizione di sicurezza. La lettura esposimetrica può essere valutativa, con prevalenza al centro o spot.
Oltre a queste modalità di esposizione sono presenti delle modalità scene particolari denominate Advanced Mode. Sono disponibili: Pro Focus per ottenere, con tre esposizioni, uno sfondo sfuocato con un effetto regolabile, Pro Low Light in cui la macchina, in condizioni di poca luce, effettua quattro esposizioni e le combina per ridurre il rumore ed il mosso (solo per soggetti statici!), esposizione multipla e foto 3D scattando due foto separate da una certa distanza indicata sullo schermo, e foto panoramica con un angolo fra 120° e 360° gradi
L’esposizione si è dimostrata sempre corretta con buona luce, mentre nelle foto notturne ha dimostrato una sovraesposizione di almeno 1 stop fino ad 1 e 1/3 di stop, come altre Fujifilm in questa situazione. Sapendolo è facile correggere e controllare sullo schermo o nel mirino.
La HS30EXR dispone, come tutte le Fujifilm, della possibilità di riprodurre le intonazioni colore delle più famose pellicole Fujifilm: Provia con colori standard, Velvia vivaci, Astia morbidi più bianco-nero e seppia.
E’ disponibile anche la regolazione della gamma dinamica, automaticamente o manualmente, per ottimizzare il contrasto della scena, fino al 400 % in tutte le modalità ed al 1600 % in EXR Dinamic Range Priority. Questo però aumenta la sensibilità Iso a cui sono scattate le foto peggiorando in alcune condizioni il rapporto segnale rumore.
Il bilanciamento del bianco può essere automatico che da quasi sempre buoni risultati, oppure su 6 diversi valori prefissati. E’ possibile anche effettuare e memorizzare una taratura personalizzata con anche una possibilità di regolare la tonalità in modo personalizzato.
C’è anche la possibilità di regolare la nitidezza e la riduzione di rumore applicata.
La sensibilità Iso può essere regolata automaticamente o manualmente, a passi di 1/3 EV, da 100 a 3.200 Iso ed estesa fino a 12.800 Iso però scattando solo in jpeg.. La regolazione automatica, come detto, tiene conto della focale dell’obiettivo impostata sullo zoom.
Lo stabilizzatore funziona sul sensore. La sua efficacia non mi è sembrata particolarmente elevata, specialmente alle focali più basse e riesce a far guadagnare solo 1 o a massimo 2 stop a quelle più alte. La macchina è comunque molto stabile ed anche senza stabilizzazione si riesce ad ottenere scatti abbastanza nitidi anche con tempi relativamente lunghi rispetto alla focale impostata.


Le foto possono essere salvate in formato 4:3, 3:2 o 16:9 e in varie dimensioni, L a 16 Mpx, M a 8 Mpx, S a 4 Mpx e possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Normal, in raw (RAF) e in raw più jpeg.
Il flash incorporato può scattare automaticamente o essere aperto manualmente, a secondo delle impostazioni. Dispone di sincronizzazione lenta per riprendere anche lo sfondo. La sua potenza è abbastanza buona e adatta ad illuminare anche un ambiente medio.
La HS30EXR dispone di ripresa a raffica a 11, 8 e 5 fg/s con esposizione e messa a fuoco bloccate al primo scatto, oppure a 3 fg/s con esposizione e messa a fuoco scatto per scatto . Dispone inoltre di una funzione particolare, Best Frame Capture, con la quale la macchina riprende un certo numero di foto prima di premere il pulsante di scatto ed altre dopo. Il numero totale, prima e dopo è variabile e può essere scelto dal fotografo.
Ci sono infine le funzioni di bracketing per l’esposizione, la simulazione film e la gamma dinamica.
La ripresa video consente di riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel in modalità Mpeg4 e formato MOV a 30 fg/s. E’ disponibile anche una ripresa HD a 1280×720 pixel pixel o VGA a 640×480 pixel sempre a 30 fg/s. Durante la ripresa la messa a fuoco e l’esposizione sono regolate automaticamente. E’ possibile scattare foto durante una ripresa video, con priorità al video, in questo caso la foto sarà a 1920×1080 pixel, o con priorità alla foto con qualsiasi formato, ma in questo caso il video subirà un’interruzione.
Nella pratica la HS30EXR si è dimostrata una discreta fotocamera. E’ completa di tutte le funzioni che servono e i comandi sono ben disposti e consentono di regolarla facilmente anche con l’occhio al mirino. La sua velocità operativa è però solo discreta e se si salvano le foto in raw o peggio in raw più jpeg si deve sempre attendere diversi secondi per un nuovo scatto o per cambiare le impostazioni. Questo da fastidio se si vuole scattare rapidamente. Il mirino non è molto nitido ed i colori non sono molto fedeli, inoltre in condizioni di forte luce è di difficile visione in quanto non protetto da una conchiglia in gomma. L’accensione è abbastanza rapida non dovendo posizionare lo zoom, a differenza di altre bridge. La regolazione dello zoom manuale comoda e rapidissima. Questo è molto adatto ad un uso fotografico consentendo regolazioni molto precise, meno per le riprese video nelle quali si corre il rischio di muovere la macchina. Molto comodo lo schermo orientabile che consente di effettuare riprese dal basso o dall’alto o anche all’altezza del corpo senza fare vedere che si fotografa, a patto di riuscire a vedere ciò che si inquadra se c’è molta luce. L’uso dello zoom alla massima focale equivalente di 720 mm si è rivelato molto critico sia per inquadrare il soggetto, si deve partire da una focale minore e poi restringere il campo altrimenti è difficile trovarlo, sia per l’esposizione. Infatti se non c’è molta luce si rischia, data la bassa apertura f/5,6 alla focale massima, di scattare con tempi troppo lunghi ed ottenere foto mosse.
Un’ultima osservazione riguardo all’otturatore: il tempo massimo di 30 secondi non è raggiungibile a tutte le sensibilità. Man mano che si aumenta la sensibilità Iso il tempo più lungo di scatto disponibile diminuisce fino ad 1/4 di secondo a 12.800 Iso.
Per tutte le foto di prova ho usato il formato 4:3 nativo del sensore.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 3200 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma fornito da Fujifilm Raw File Converter e con Adobe Lightroom 4.3.
_________________________________________________________
<== Precedente Successiva ==>
ciao io ho provato a fare di notte qlk scatto,ma nn ci sn riuscito xkè nn riusciva a mettere a fuoco(modalità exr x aiutarmi visto che inizio ora a imparare)mi sapresti dire come risolvere il problema?Grz
Giovanni,
sarei tentato di rispondere in alfabeto Morse!
Se la macchina non riusciva a mettere a fuoco vuol dire che c’era troppo poca luce. In questo caso comunque non avresti ottenuto una buona foto.
Perchè la macchina possa mettere a fuoco devi scegliere un’inquadratura dove ci sia almeno qualche zona ben illuminata o meglio qualche luce. Se poi proprio non riesce a mettere a fuoco puoi usare la messa a fuoco manuale. In ogni caso per ottenere buoni risultati ti consiglio di usare un treppiedi e lasciare la sensibilità al minimo.
Ciao, Francesco