Sony A7: descrizione e uso

Descrizione e comandi

La A7 è una fotocamera fullframe con le dimensioni ed il peso di una mirrorless Micro 4/3 o APS e già questa opera di miniaturizzazione di Sony fa un’ottima impressione.
Confrontandola con un’altra mirrorless APS come la Fujifilm X-T1 si vede che le dimensioni del corpo sono le stesse e solo l’obiettivo, con focale più o meno equivalente e luminosità un po’ inferiore(28-70 f/3,5-5,6 per la Sony e 18-55 f/2,8-4,0 equivalente ad un 27-83) è più grande.

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Il corpo ha un’estetica piacevole con spigoli vivi tranne nell’impugnatura che è arrotondata. L’aspetto è comunque quello di una rflex e solo lo spessore più ridotto fa capire che non si tratta di una piccola reflex APS. Il mirino quindi, pur essendo elettronico, sporge al centro sopra il corpo macchina. E’ costruito in parte in lega di magnesio, il dorso e la calotta superiore, mentre la parte frontale è in materiale sintetico, anche se al tatto è difficile distinguerle. L’impugnatura e la parte destra posteriore dove sono i comandi è rivestita di materiale morbido zigrinato antiscivolo. Lo schermo pur essendo orientabile non sporge quasi per niente dalla parte posteriore. Si può ribaltare in alto fino a 90° e in basso fino a 45°, ma non in avanti.
L’obiettivo con cui è venduta in kit, il 28-70/3,5-5,6, ha dimensioni in proporzione meno contenute di quelle del corpo macchina, anche se non eccessive, ma si deve considerare che copre il formato fullframe e di conseguenza il diametro delle lenti e le dimensioni devono essere adeguate a questo formato.
Inizio la descrizione dal frontale:

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Sulla sinistra dell’innesto obiettivi (guardando la fotocamera frontalmente) si vede il pulsante di sblocco dell’obiettivo e più in alto l’illuminatore a led di ausilio per l’autofocus che funziona anche come segnalatore dell’autoscatto. Sopra questo la ghiera di comando anteriore.

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Sulla calotta superiore si vedono al centro la sporgenza del mirino con la slitta porta accessori per un flash esterno. A destra la manopola delle modalità di funzionamento: P Program, A priorità dei diaframmi, S priorità ei tempi, M manuale, 1 e 2 per il richiamo di impostazioni personalizzate, filmato, funzione panorama, Scene e Auto. Più a destra il pulsante di scatto con coassiale l’interruttore di accensione, nella posizione più pratica per la rapidità di funzionamento. Infine la ghiera di compensazione dell’esposizione e un pulsante C1 personalizzabile che per default consente di modificare le informazioni visibili sullo schermo o nel mirino.

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Nella parte posteriore tutti i comandi sono concentrati sulla destra tranne il pulsante per il richiamo dei menu in alto a sinistra. Al centro si vede il grande oculare del mirino con sopra il sensore per la commutazione automatica fra schermo e mirino. Alla sua destra la ghiera di comando posteriore. La piccola levetta sotto serve per abilitare la messa a fuoco manuale in aggiunta all’autofocus per poter intervenire con delle correzioni. Premendo il pulsante al centro si attiva l’assistenza alla messa a fuoco (focus-peaking) con l’ingrandimento dell’immagine quando si aziona la ghiera di messa a fuoco dell’obiettivo. Sotto c’è il pulsante Fn che attiva un piccolo menu rapido per le principali impostazioni della fotocamera. Poi una ghiera con un pulsante al centro che funziona anche da pad a quattro vie. La ghiera per default regola ruotando la sensibilità iso, però è sensibilissima e può essere facilmente toccata inavvertitamente perciò l’ho disabilitata. Premendola in alto e in basso e dai lati svolge le seguenti funzioni, a partire dall’alto in senso orario: scelta delle informazioni visualizzate sullo schermo o nel mirino, bilanciamento del bianco, stile foto, modo di scatto (singolo o continuo) e autoscatto. Infine chiudono la serie il pulsante per la revisione delle foto e quello per cancellarle che durante il funzionamento in ripresa può essere personalizzato (C3) e per default serve a scegliere la modalità di misurazione esposimetrica.

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All’estrema destra c’è l’alloggiamento per la scheda di memoria ricoperto da uno sportellino.

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Sul lato destro si vede il pulsante rosso per la ripresa video, piuttosto scomodo.

 

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Sul lato sinistro ci sono le prese USB e HDMI e quelle per cuffia e microfono ricoperte da uno sportellino.

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Nella parte inferiore troviamo l’inesto per il treppiedi coassiale con l’obiettivo e uno sportello che protegge l’alloggiamento della batteria ricaricabile agli ioni di litio.

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Sull’obiettivo ci sono la ghiera per lo zoom molto ampia e con scorrimento fluido e davanti la ghiera più piccola per la messa a fuoco manuale..
In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:

– batteria ricaricabile
– caricabatteria con cavo da collegare direttamente all’ingresso USB della fotocamera
– un cavo USB
– la cinghia a tracolla
– un manuale sintetico, quello completo è disponibile come pdf sul CD
– un CD con il software in dotazione, per Windows e Mac, Sony Image Data Converter per importare, visualizzare e converire le foto, PMB per visualizzare e modificare le foto (solo Windows) e i manuali in varie lingue compreso l’italiano

Come accessori sono disponibili:
– telecomandi e comandi via cavo
– due adattatori per obiettivi Alpha LA-EA1 che mantiene l’autofocus solo con gli obiettivi SAM/SSM e LA-EA2 che la mantiene con tutti gli obiettivi Alpha

Principali menu

 

Uso in pratica

Per la prova ho avuto a disposizione una A7 dotata dell’obiettivo Sony 28-70/3,5-5,6 stabilizzato fornito anche in kit.

In questa combinazione l’insieme macchina-obiettivo è abbastanza leggero, più o meno come una mirrorless Micro 4/3 o APS anche se le dimensioni dell’obiettivo sono un po più grandi di quelli delle fotocamere con sensore più piccolo, come si vede dalle foto. La macchina rimane comunque molto maneggevole e compatta e non è molto pesante da trasportare, a differenza delle reflex fullframe, anche le più piccole.
Usarla è piacevole e consente di effettuare i più diversi tipi di riprese senza problemi. Contribuiscono a questo le sue numerose caratteristiche positive: mirino, schermo, comandi, autofocus.

Il mirino è stato inserito nel corpo in posizione centrale e sporgente come nelle reflex o in altre mirrorless di questa forma. Il mirino è di ottima qualità, con una risoluzione adeguata di 2,36 Mpx. La sua copertura è del 100 % con un ingrandimento reale di 0,71x (come quello di una reflex fullframe). E’ luminoso (la luminosità è regolabile) e non presenta scie o perdite di nitidezza se si muove velocemente l’inquadratura.
Lo schermo da 3″ con 1.230.000 pixel ha un’elevata nitidezza, ma come tutti gli schermi non consente una visione ottimale in condizioni di forte illuminazione, specialmente in controluce.

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Comoda la possibilità di ribaltarlo verso l’alto e verso il basso, utile su treppiede o se si vuole fotografare senza farlo vedere, anche se non si ribalta completamente in avanti per i “selfie”.

Il corpo macchina, realizzato in lega metallica nella parte posteriore e nella calotta superiore è compatto come detto e ben finito. I comandi sono ben disposti e permettono agevoli regolazioni in tutte le modalità di scatto, grazie anche alle due ghiere disponibili. L’unico comando scomodo è quello per la ripresa video, posto quasi sul fianco destro e difficle da trovare e da azionare col pollice se si vuole usare il mirino.

La A7 non è dotata di stabilizzatore integrato, ma si affida a quello degli obiettivi. Il 28-70 provato è dotato di stabilizzatore abbastanza efficace visto che anche con tempi relativamente lunghi non ho ottenuto foto mosse. Da.lle prove risulta che è possibile ottenere un miglioramento di 5 stop oltre il tempo di sicurezza standard per la focale usata, anche se in realtà con la stabilizzazione disinserita sono riuscito ad ottenere alcune foto nitide con un tempo di 3 stop sotto questo valore.

La A7 è dotata di un otturatore ibrido che può funzionare in modo classico con l’apertura della prima tendina per iniziare l’esposizione e la chiusura della seconda, oppure in modo ibrido. In questo caso la prima tendina rimane aperta, come prima dell’esposizione quando il sensore è esposto alla luce per visualizzare l’immagine nel mirino o sullo schermo. L’esposizione è iniziata elettronicamente ed è conclusa con la chiusura della seconda tendina.

La messa a fuoco è ibrida con 117 punti AF a rilevamento di fase e 25 a rilevamento di contrasto selezionabili automaticamente. La messa a fuoco a rilevamento di fase però funziona solo con gli obiettivi FE o quelli predisposti.

Se il soggetto è statico la A7 sceglie i punti a rilevamento di contrasto, mentre se è in movimento quelli a rilevamento di fase che ricoprono la parte centrale dell’inquadratura, corrispondente più o meno al formato APS. In alternativa si può scegliere la messa a fuoco a zone selezionabili nell’inquadratura, solo sull’area centrale, oppure spot su un punto ristretto in qualunque parte dell’inquadratura, spostabile con la ghiera superiore e regolabile in dimensione con la ghiera posteriore. Sono anche disponibili le funzioni Eye AF che per le foto di ritratto è in grado di individuare e mettere a fuoco l’occhio più vicino del soggetto e la funzione Lock-on-AF che può individuare un soggetto in movimento e restringere ad esso l’area di messa a fuoco per seguirlo mantenendolo nitido. La messa a fuoco può essere singola AF-S, continua AF-C e manuale. E’ disponibile anche una modalità DMF che consente, dopo la messa a fuoco automatica, di intervenire manualmente. Nella messa a fuoco manuale una parte dell’inquadratura viene ingrandita per agevolarla e si attiva la funzione di “focus peacking” (evidenziazione dei contorni a fuoco, con possibilità di scegliere il colore); si possono regolare l’ingrandimento con la ghieta superiore e spostare l’area con la ghiera posteriore. Veramente comodo. Quando c’è poca luce si attiva automaticamente l’illuminatore ausiliario.
L’autofocus è molto preciso e veloce per una mirrorless. In pratica non ha mai mancato la messa a fuoco anche in condizioni di pochissima luce. Per i soggetti in movimento veloce si ottengono buoni risultati in AF-C. La A7 è in grado di effettuare raffiche prolungate a 5 fg/s con soggetti in movimento sempre perfettamente a fuoco o quasi. Nelle riprese video la messa a fuoco è continua. E’ abbastanza precisa, anche se in rari casi dimostra qualche incertezza con lievi perdite di fuoco.

La modalità di funzionamento si sceglie tramite la manopola di comando sulla calotta. L’esposizione può essere totalmente automatica in Auto. In questo caso la fotocamera esegue tutto automaticamente compresa la selezione della scena. Volendo è possibile selezionare manualmente la scena fra quelle disponibili. In alternativa si può usare il programma P, eventualmente impostando la sensibilità Iso se non è su Auto con la ghiera di comando posteriore. Questa però oppone poca resistenza alla rotazione e mi è capitato più volte di spostarla inavvertitamente cambiando così l’impostazione della sensibilità senza accorgermene. Consiglio quindi di disabilitarla dal menu di personalizzazione e di assegnare l’impostazione Iso ad un pulsante, io ho scelto quello al suo centro. La compensazione dell’esposizione può essere modificata con l’apposita ghiera dedicata; le impostazioni del programma possono essere modificate con le ghiere superiori anteriore o posteriore senza variare l’esposizione. Le priorità ai tempi o diaframmi si usano regolando il relativo parametro con una delle ghiere superiori. Infine l’esposizione manuale nella quale si regolano i tempi e i diaframmi alternativamente con le due ghiere e gli Iso come visto precedentemente, facendo riferimento ad una scala graduata, sullo sullo schermo o nel mirino, che indica l’esposizione corretta e la sovra o sottoesposizione; in questo caso se la sensibilità Iso è su auto questa viene variata per ottenere l’esatta esposizione con il tempo e il diaframma scelto. La sovra o sottoesposizione in tutte le modalità è indicata sulla ghiera e da una scala graduata a 1/3 di EV fino a +/- 3 EV. In modalità Iso Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo e, coadiuvata dallo stabilizzatore, se presente sull’obiettivo, consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!). La lettura esposimetrica può essere valutativa, con prevalenza al centro o spot.
L’esposizione si è dimostrata sempre corretta anche in situazioni difficili e in controluce. Di notte e in ambienti piuttosto bui invece è preferibile sottoesporre di almeno uno stop, come in quasi tutte le fotocamere, per non avere foto troppo chiare e che non rispecchiano l’atmosfera del soggetto.
Si possono scegliere vari stili per le foto oltre allo standard: vivace, neutro, paesaggi, ritratti, tramonto, chiaro, scuro e molti altri. Si possono regolare, con la ghiera posteriore, il contrasto, la saturazione e la nitidezza. Naturalmente tutte queste regolazioni valgono per le foto salvate in jpeg, quelle raw devono essere regolate durante la fase di conversione sul pc.
E’ possibile poi scegliere numerosi effetti speciali, fotocamera giocallolo, High e Low key, foto d’epoca, pop, monocromatico ed altri.
C’è anche la funzione “Stile personale” con la quale si possono selezionare diversi profili (vivace, neutra, trasparente, cupa, chiara, ritratti, paesaggi, tramonto, scena notturna,foglie d’autunno, bianco nero, seppia) regolando però l’esposizione su tempi e diaframmi a differenza della modalità scene che è automatica.

La fotocamera dispone anche di un’ottima funzione “panorama” che consente di riprendere automaticamente scene panoramiche in orizzontale o verticale.

Esiste anche una funzione DRO per ottimizzare la gamma dinamica, schiarendo le ombre, regolabile su più livelli e una funzione HDR automatica che scatta 3 foto in sequenza (meglio usare un treppiede) fondendole automaticamente in una foto ad alta dinamica (solo jpeg).

Il bilanciamento del bianco può essere automatico che da quasi sempre buoni risultati, oppure su 10 diversi valori prefissati compreso uno per foto subacquee (si richiede una custodia impermeabile!). E’ possibile anche effettuare e memorizzare tre tarature personalizzate ed effettuare una regolazione in gradi Kelvin.

La sensibilità Iso può essere regolata automaticamente o manualmente, a passi di 1/3 EV, da 50 a 25600 Iso. La regolazione automatica, come detto, tiene conto della focale dell’obiettivo, anche di quella impostata sullo zoom.

Le foto possono essere salvate in formato 3:2 o 16:9 e in varie dimensioni, L a 24 Mpx, M a 10 Mpx, S a 6 Mpx e possono essere salvate in Jpeg con qualità Extra Fine, Fine o Standard, in raw (ARW) e in raw più jpeg.

La A7 non dispone di flash integrato, e non ne viene fornito uno esterno come per altre mirrorless. Sulla sporgenza del mirino è disponibile una staffa per flash esterno da scegliere fra quelli Sony o compatibili.

La A7 dispone di ripresa a raffica a bassa velocità 2,5 fg/s o alta velocità 5 fg/s. L’esposizione e la messa a fuoco sono regolate scatto per scatto impostando AF continuo o automatico.

La ripresa video consente di riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel 60i/50i 24p/25p 60p/50p in formato AVCHD o 1440×1080 pixel a 30 e 25 fg/s in MP4. Durante la ripresa la messa a fuoco può essere automatica o manuale e si possono usare i programmi di esposizione ed il manuale.

La fotocamera dispone di connettività Wi-Fi e NFC e può essere controllata remotamente da uno smartphone con l’applicazione Play Memories disponibile per iOs e Android.

Infine un’osservazione sul caricabatteria: la A7 è fornita di un alimentatore USB che richiede, per caricare la batteria, che questa sia montata sulla macchina collegata al cavo. Questo preclude l’uso della macchina mentre si carica la batteria. Sony fornisce a parte un caricabatterie esterno, ma sarebbe opportuno che lo fornisse con la macchina come standard.

Nella pratica la A7 si è dimostrata un’ottima fotocamera. Con l’obiettivo in dotazione è necessario portarla in una borsa, ma al collo non pesa molto e sicuramente molto meno di una reflex fullframe.
La qualità del mirino e la prontezza di messa a fuoco e di scatto la rendono molto piacevole da usare. Anche l’accensione, coassiale al pulsante di scatto, è immediata e questo consente di essere pronti immediatamente e grazie alla velocità dell’autofocus di scattare al volo anche a soggetti in movimento. Quando non ci si vuole fare notare è poi possibile usare lo schermo, inclinato verso l’alto, per inquadrare. In ogni situazione la A7 è stata all’altezza, esterni, paesaggi, ritratti, interni scuri, ha sempre prodotto foto corrette, piacevoli e perfettamente a fuoco. L’unico limite è l’obiettivo in dotazione in kit. Non perchè non sia qualitativamente valido, ma è poco luminoso e questo costringe, in scarse condizioni di luce, ad aumentare eccessivamente la sensibilità Iso peggiorando la qualità d’immagine anche se meno di quello che succederebbe con un’APS. Una fotocamera così meriterebbe obiettivi più luminosi, magari a focale fissa, ma di questo discuterò nell’apposita sezione.
Per tutte le foto di prova ho usato il formato 3:2 nativo dei sensori APS.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 50 a 25600 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma fornito da Sony, Image Data Converter.

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Prestazioni
Galleria
Conclusioni

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