Sony A6600: prestazioni & conclusione

Sensore

La A6600 è dotata di un sensore CMOS Exmor di formato APS (23,7×15,6 mm) con 24 Mpx. La sua sensibilità varia da 100 a 32000 Iso a passi di 1/3 EV con la possibilità di estensione da 50 a 102400 ISO.
Per valutarne le caratteristiche e la qualità pubblico oltre alle foto di prova il grafico del rapporto segnale/rumore in funzione della sensibilità e quello della gamma dinamica massima registrabile in funzione sempre della sensibilità.

Rapporto segnale/rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità.
Il rumore viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute direttamente in jpeg usando per tutte le fotocamere Adobe Lightroom. In questo modo si uniforma il trattamento di tutti i raw applicando per tutti la stessa compressione jpeg con fattore 100 %.
Per poter confrontare però foto ottenute da fotocamere con diverso numero di pixel tutte vengono ridimensionate alla grandezza di 10 Mpx, adatta per una stampa A4 (circa 21×30 cm).
La curva di rumore della Sony A9 II è il riferimento. Come confronto con altre APS ho aggiunto la curva della Fujifilm X-T4 e quella della Nikon Z50.

Il rumore della A6600 è superiore a tutte le sensibilità a quello della A9 II di circa 1/2 stop fino a 1600 ISO e di uno stop per le sensibilità superiori, come ci si può aspettare da un sensore APS nei confronti di uno fullframe con lo stesso numero di pixel. A confronto con altre recenti APS, la Fujifilm X-T4 con 26 Mpx e la Nikon Z50 con 21 si vede che queste producono un rumore inferiore alla A6600 e analogo a quello della A9 II.
Il risultato è dunque buono, ma non al livello dei migliori della categoria.

Foto da raw con CaptureOne senza riduzione di rumore

Le foto iniziano a presentare tracce di rumore, appena visibili, a 1600 ISO, anche se a questa sensibilità le foto possono essere usate anche così come sono. Da 3200 ISO il rumore è più evidente ed è opportuna una sua riduzione, indispensabile da 6400 ISO. Le due sensibilità estese di 51200 e 102400 ISO sono comunque pervase dal rumore e difficilmente recuperabili.

Foto da raw con CaptureOne con riduzione dei falsi colori

Riducendo il rumore cromatico rimane una granulosità scura, che non disturba molto e accettabile fino a 6400 ISO. Oltre questa sensibilità è però necessario ridurre anche il rumore di luminanza.

Foto da raw con CaptureOne con riduzione di rumore

Applicando un’adeguata riduzione di rumore si possono ottenere foto pulite fino a 25600 ISO, ma con una perdita progressiva di dettaglio che alle sensibilità più alte diventa eccessiva. Alle sensibilità di 51200 e 102400 ISO non è possibile comunque eliminare totalmente il rumore.

Foto da raw con CaptureOne senza riduzione di rumore a 10 Mpx

Le foto ridotte di dimensioni a 10 Mpx (risoluzione sufficiente per una stampa A4), guadagnano uno stop e il rumore comincia ad essere visibile a 3200 ISO, e potrebbe essere accettabile anche a 6400.

Foto da raw con CaptureOne con riduzione dei falsi colori a 10 Mpx

anche in questo caso, con il guadagno di uno stop, le foto fino a 6400 ISO sono accettabili ed anche quelle a 12800 potrebbero essere usabili.

Foto da raw con CaptureOne con riduzione di rumore a 10 Mpx

In questo caso la perdita di nitidezza è meno rilevante e le foto sono utilizzabili fino a 12800 ISO.

Foto jpeg dalla fotocamera

La riduzione di rumore comincia a far perdere nitidezza da 6400 ISO, comunque a questa sensibilità le foto mantengono una buona qualità e sono utilizzabili. Oltre il rumore non è totalmente eliminato e la nitidezza si riduce troppo.

In conclusione una buona prestazione per un’APS. Con la A6600 si può scattare senza problemi fino a 3200 ISO e usando il raw e applicando una leggera riduzione di rumore fino a 6400. I 12800 ISO possono essere usati se non si hanno esigenze di forte ingrandimento. Oltre è bene non andare.

Gamma dinamica

La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione misurata dall’esposimetro della fotocamera, alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore, e la gamma dinamica della A9 II come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.

La A6600 ottiene in questo test un buon risultato con una gamma dinamica inferiore alla A9 II fullframe da 1/3 EV fino a 800 ISO a 2/3 di EV fino a 25600 ISO. Solo a 102400 ISO, una sensibilità come abbiamo visto inusabile, la gamma dinamica precipita con una differenza di 2 e 2/3 EV rispetto al riferimento. Un’ottima prestazione.

Per verificare anche in pratica la gamma dinamica e la capacità di recupero di sotto e sovraesposizioni ho scattato delle foto di paesaggio, tutte alla stessa sensibilità di 100 ISO, partendo da un valore corretto di esposizione e poi sottoesponendo o sovraesponendo fino a 5 stop. La conversione dei raw è stata effettuata con Lightroom.

In sottoesposizione si può compensare bene con una buona resa della gamma tonale e dei colori fino a -5 stop, il rumore però con questa sottoesposizione diventa alto. Per non subire un rumore eccessivo ci si deve quindi limitare ad un massimo di -3 stop. In sovraesposizione invece si possono recuperare fino a +2 stop poi la perdita nelle alte luci è irrecuperabile e le foto diventano piatte e grigiastre.

Invarianza ISO

Con questo termine si intende la capacità di alcuni sensori di accettare una sotto esposizione in ripresa e una correzione durante la conversione da raw senza che l’immagine mostri un rumore eccessivo. Ciò permette di recuperare il dettaglio nelle ombre e non bruciare le alte luci senza usare l’HDR e di correggere eventuali errori di esposizione.
Per la prova ho esposto una foto in esterni in poca luce per l’esposizione corretta a 6400 ISO e poi ho ridotto la sensibilità, mantenendo costante l’esposizione, fino a -5 stop, cioè 200 ISO, infine ho convertito l’immagine con Lightroom correggendo l’esposizione.

Con una sottoesposizione di -5 stop, 200 ISO, e una correzione in conversione da raw il rumore è eccessivo e superiore a quello della foto esposta correttamente a 6400 ISO. A – 3 stop, 800 ISO, il rumore nelle parti illuminate è analogo a quello della foto A 6400 ISO, mentre nelle parti nere, come il cielo, è un po’ più alto. Da -2 stop, 1600 ISO, il livello di rumore è equivalente a quello della foto esposta correttamente a 6400. Il sensore quindi consente una buona invarianza ISO e si può arrivare fino a -3 stop di sottoesposizione.

Obiettivo

Con la A6600 ho avuto a disposizione per la prova il nuovo zoom Sony G 16-55 mm f/2,8 equivalente ad un 24-82 mm.

E’ un obiettivo abbastanza consistente e sporgente, ma di elevata qualità. La sua luminosità elevata e costante è poi molto utile alle focali maggiori. Lo zoom è comandato manualmente con la ghiera più vicina all’innesto. La messa a fuoco è comandata da una ghiera più piccola nella parte anteriore dell’obiettivo. La messa a fuoco arriva fino a 33 cm con un ingrandimento 0,2x. E’ composto da 17 lenti in 12 gruppi con due elementi AA (Advanced Aspherical) due asferici, tre ED (Extra low Dispersion) e l’elemento frontale con un rivestimento in fluorite. Il diametro è di 73 mm con una lunghezza di 100 e un peso di 494 grammi.
E’ costruito interamente in metallo e protetto da polvere ed acqua. Le ghiere dello zoom hanno un’ottima scorrevolezza, morbida ma non troppo in modo da non spostarsi da sole anche nel trasporto.

Il diaframma equivalente è f/4,0.

Risoluzione

Nota importante sulla risoluzione:
il sensore da 24 Mpx della A6600 in formato 3:2 produce foto che sul lato orizzontale hanno 6000 pixel. Questo significa che la risoluzione orizzontale massima teoricamente ottenibile è 6000:2= 3000 linee. I sensori con filtratura Bayer, come questo, però non riescono mai ad arrivare alla massima risoluzione teorica, anche senza filtro antialias, a causa dell’interpolazione necessaria per ricostituire l’immagine e si fermano mediamente al 70 % di tale valore, circa 2100 linee. In questo caso quindi si è arrivati fino a 2300 un po’ più del massimo teorico.

Come spiegato nell’articolo “Risoluzione: obiettivi e sensori” riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore per le focali di 16, 35 e 55 mm equivalenti rispettivamente a 24, 52 e 82 mm.

La risoluzione è molto buona al centro a tutte le focali da f/2,8 a f/11, con una punta a quasi ottimo a f/5,6 e 8,0 a 24 mm, la focale migliore. Poi cala a buona a f/16 e discreta a f/22. I bordi sono vicini al centro a tutte le focali e diaframmi, sempre buoni fino a f//16 e discreti a f/22.

Distorsione

La distorsione è impercettibile nelle immagini jpeg o convertite con CaptureOne in cui è applicata la sua correzione. Senza correzione è però forte. 7 % a barilotto a 16 mm, è praticamente assente a 35 mm e diventa il 3 % a cuscinetto a 55 mm.

Vignettatura

La vignettatura è corretta automaticamente come la distorsione dalla fotocamera o dal software di conversione. Senza correzione è di 1 e 1/3 stop a 16 mm f/2,8 e si riduce rapidamente chiudendo il diaframma per scomparire a f/5,6. A 35 mm è di 2/3 di stop a f/2,8 e lo stesso a 55 mm.

La caratteristica migliore di questo obiettivo è il microcontrasto che mette in evidenza i dettagli più minuti delle foto che così danno una impressione di notevole nitidezza.
In conclusione un obiettivo ottimo, costruito meccanicamente molto bene, con ottime prestazioni tranne l’eccessiva distorsione, corretta però automaticamente.
Il prezzo però è un po’ alto.

Gli scatti effettuati confermano i risultati delle misure.

Autofocus

L’autofocus è molto preciso e veloce, Sony lo dichiara il più veloce tra le APS. In pratica non ha mai mancato la messa a fuoco anche in condizioni di pochissima luce. Per i soggetti in movimento veloce si ottengono ottimi risultati in AF-C con inseguimento. La funzione Lock-on-AF consente di da agganciare al soggetto e seguirlo nei suoi spostamenti. La sensibilità è buona, -2 EV e l’autofocus funziona anche a livelli di luminosità molto bassi aiutato anche dall’illuminatore.
Anche nella prova del ciclista è stato molto efficace.
Nelle riprese video la messa a fuoco è continua. E’ abbastanza precisa, anche se in rari casi ha dimostrato qualche incertezza con lievi perdite di fuoco.

Stabilizzazione

Le foto sono state scattate alla focale massima di 55 mm (82 mm equivalente) partendo dal tempo di scatto di sicurezza per la focale usata di 1/100.

La stabilizzazione si è mostrata abbastanza efficace consentendo di scattare foto nitide fino a 1/13 di secondo con un guadagno di 3 stop rispetto all’uso senza stabilizzazione. A 1/6 di secondo, 4 stop sotto il tempo minimo di sicurezza, si possono ottenere anche foto discretamente nitide facendo più tentativi.

Raffica

La A6600 dispone di quattro velocità di raffica: 3,6 e 8 fg/s con visione live view nel mirino o nello schermo e 11 fg/s senza live view. Per tutte l’esposizione è determinata scatto per scatto così come la messa a fuco usando la modalità AF-C continua.
Ho effettuato le prove con una scheda UHS I 3 da 95 Mb/s, scattando alle velocità H+ e H in jpeg standard o in raw e priorità dei tempi con un tempo di scatto di 1/1000 e messa a fuoco manuale.

Jpeg

Alla velocità H+ la A6600 scatta a 11 fg/s per 10 secondi, circa 110 fotogrammi, poi rallenta a circa 3 fg/s.

Alla velocità H scatta a 8 fg/s per 14 secondi, 112 scatti e poi prosegue a 3 fg/s.

Raw

Alla velocità H+ scatta a 11 fg/s per circa 3.5 secondi, circa 40 scatti per poi proseguire a 1,5 fg/s.

Alla velocità H scatta a 8 fg/s per circa 4,5 secondi, 36 scatti per poi proseguire a 1,5 fg/s.

Lo stesso avviene scattando in raw+ jpeg.

Nelle prove pratiche scattando sempre in jpeg, messa a fuoco continua AFC su “tracking” (inseguimento), priorità dei tempi a 1/1000 e scheda UHS I 3 95 Mbit/s la A6600 ha scattato a H+ 11 fg/s riuscendo sempre a tenere a fuoco i soggetti, auto a velocità da 50 a 80 kmh, salvo rare eccezioni (una decina di scatti su quasi 600).

Prova del ciclista

E’ effettuata riprendendo un ciclista che si avvicina a bassa velocità da circa 50 metri fino a passare a a fianco al fotografo. E’ così possibile valutare la capacità dell’autofocus di seguire il soggetto e tenerlo a fuoco.
Ho usato lo zoom alla focale di 55 mm (82 mm eq.) a tutta apertura f/2,8 per ridurre al minimo la profondità di campo, autofocus continuo in inseguimento, priorità dei tempi con 1/1000 di secondo e scheda UHS I 3.

Nelle sequenze la A6600 ha scattato a 6 fg/s in velocità M e a 11 fg/s in velocità H+; su 119 scatti ne ha messi correttamente a fuoco sul volto 106, 9 erano a fuoco sulla ruota, la maglietta, sul manubrio o non perfettamente a fuoco e 4 erano fuori fuoco.
Pubblico i 22 scatti di una sequenza di 2 secondi a 11 fg/s; gli scatti a fuoco hanno la scritta verde, quelli parzialmente a fuoco gialla.

In complesso un’ottima prestazione. Per chi cerca una fotocamera abbastanza piccola che consenta la ripresa di soggetti in movimento veloce (foto sportiva, animali in libertà, bambini che corrono) è un’ottima scelta.

Video

I video offrono un’elevata qualità e nitidezza con la possibilità di influire sul colore con i profili S-Log2 e 3 e di predisporli per il successivo montaggio e sincronizzazione anche tra più fotocamere con il Time Code.
E’ possibile effettuare le riprese con tutte le modalità di funzionamento, automatiche, a priorità e manuali.
Nelle riprese effettuate ho riscontrato una corretta esposizione e bilanciamento del bianco. La messa a fuoco, se è automatica, funziona bene senza ed è in grado di seguire soggetti in movimento. La possibilità di registrare il video non compresso su un dispositivo esterno può essere utile per il controllo su uno schermo più ampio o per registrare con una migliore qualità.
Per la ripresa video è anche disponibile anche un obiettivo Cine dal prezzo però proibitivo.

Galleria

Le foto sono state scattate a Terracina e come al solito a Roma.
Prevalentemente ho usato la impostazione automatica della sensibilità che se la luce è sufficiente si imposta a 100 ISO la minima,mentre per le foto in notturna è arrivata fino a una sensibilità di 6400.
Le foto sono state convertite con Capture One Express for Sony, scaricabile dal sito di Phase One, impostato con i suoi parametri di default con la riduzione di rumore che è stata azzerata, tranne per le foto sopra i 1600 ISO per le quali è stata usata la riduzione della componente colore. E’ rimasta attiva invece la correzione della distorsione dell’obiettivo.

Le foto hanno un’eccellente nitidezza e ottimi colori, con un’alta qualità d’immagine. Colpisce la loro elevata nitidezza e dettaglio dovuti alla qualità dell’obiettivo usato.
Notare le foto N° 6 scattata a 1/3 secondo e la N° 23 in cui si vede l’effetto moirè sulle persiane del palazzo sullo sfondo dovuto all’assenza del filtro antialias.

Conclusioni

La A6600 è una fotocamera molto valida ed è fra le poche mirrorless che si possono portare quasi sempre con se anche senza una borsa specifica se usata con un obiettivo “pancake”. Come dimensioni esterne infatti è molto compatta e leggera pur essendo dotata di mirino e di schermo orientabile. L’ho portata in giro sempre in una piccola borsa e quasi non mi accorgevo di averla.
La costruzione è solida ed accurata. I comandi abbastanza comodi, anche se si sente l’assenza del joystick e della seconda ghiera frontale; comunque si riesce subito a regolarla come si vuole sfruttando anche lo schermo sensibile al tocco. I menu richiedono un minimo apprendistato, e sono un po’ troppo dispersivi. Il mirino è buono, lo schermo orientabile è comodo, ma come tutti gli schermi è poco visibile in esterni col sole.
La disponibilità di obiettivi Sony E e FE consente di affrontare tutti i generi fotografici.

La qualità d’immagine è ottima. La nitidezza e la risoluzione sono molto alte e le foto danno l’impressione di elevata nitidezza in tutte le condizioni. Il rapporto segnale/rumore buono per un’APS e si possono usare i 3200 ISO senza problemi e arrivare anche a 6400 in particolare se si scatta in raw convertendo con CaptureOne Express ottimizzando la riduzione di rumore al prezzo di una minima perdita di nitidezza. Oltre è opportuno andare solo in caso di necessità. La gamma dinamica è ottima, abbastanza vicina a quella della fullframe di riferimento.
Le foto in jpeg provenienti direttamente dalla macchina sono già molto buone, ma si può ottenere di meglio usando il raw e convertendo le foto con CaptureOne per nitidezza, rumore e resa dei colori. Notevole poi la malleabilità delle foto raw, cioè la possibilità di recuperare informazioni nelle alte luci e nelle ombre usando CaptureOne, dovuto all’ottima gamma dinamica, cosa che consente di migliorare notevolmente le foto rispetto a quello che si può ottenere con il jpeg.
La messa a fuoco è un altro dei punti di forza della A6600. Il sistema ibrido funziona molto bene e non ho mai ottenuto foto fuori fuoco. Le sue capacità di inseguimento consentono di mettere a fuoco e seguire in raffica soggetti in movimento veloce bloccando la messa a fuoco sul soggetto. In più ci sono la funzione di riconoscimento dei volti, quella per la messa a fuoco degli occhi del soggetto nelle foto di ritratto molto efficaci.
L’obiettivo provato, il Sony G 16-55/2,8 si è dimostrato ottimo, con una risoluzione molto buona ed un microcontrasto elevato.

Riassumendo:

Costruzione e finitura

Molto buono: la fotocamera è costruita in lega di magnesio, ben assemblata e finita, protetta da acqua e polvere e da un’impressione di solidità.

Ergonomia e comandi

Buono: i comandi presenti sono comodi ed ben disposti. Ci sono diversi pulsanti personalizzabili per le funzioni più usate. Mancano però il joystick e la seconda ghiera frontale.

Menu

Discreto: sono un po’ lunghi e molto articolati e dispersivi.

Mirino

Buono: ha una risoluzione solo media, ma non presenta scie o sensibili perdite di nitidezza se si sposta velocemente l’inquadratura e nemmeno rumore nelle inquadrature in poca luce.

Schermo

Molto buono: lo schermo è chiaro, nitido e brillante. Molto comoda la possibilità di ribaltarlo in alto e in basso e in avanti. Ottima la funzione “touch” per selezionare il punto o l’area di messa a fuoco anche con l’occhio al mirino.

Autofocus

Ottimo: è preciso e veloce in tutte le situazioni, anche per soggetti in rapido movimento. Efficiente la funzione di riconoscimento dei volti e degli occhi e la funzione Lock-on-AF che blocca la messa a fuoco su un soggetto in movimento per seguirlo nei suoi spostamenti.

Esposizione

Molto buono: sempre corretta anche in condizioni difficili. Solo in casi estremi ho dovuto apportare qualche correzione. Nelle foto notturne o in locali bui richiede una correzione di -1 stop usando la misurazione valutativa.

Bilanciamento del bianco

Molto buono: in automatismo si è dimostrato quasi sempre corretto.

Qualità d’immagine

Ottimo: per risoluzione e definizione e sopratutto per la nitidezza che deriva anche dall’elevata qualità dell’obiettivo. E’ una delle migliori APS.

Raffica

Ottimo: raggiunge una velocità di 11 fg/s in jpeg con una raffica prolungata anche in raw e con foto anche di soggetti in movimento.

Video

Ottimo: riprende video 4K e dispone di tutte le funzioni necessarie per riprese anche di tipo professionale compresa l’uscita video non compressa.

Obiettivi

Ottimo: l’obiettivo 16-55/2,8 provato è di eccellente qualità. Il corredo di obiettivi disponibile è ampio ed adeguato a tutte le riprese. Può usare anche gli obiettivi Sony per le mirrorless fullframe che però sono sproporzionati alla A6600 per dimensioni, peso e costo.

In conclusione la A6600 si è dimostrata un’ottima fotocamera per tutti i generi fotografici, con una portabilità che la rende preferibile alle fullframe in molte occasioni, senza per questo penalizzare per qualità d’immagine. E’ una buona scelta per chi vuole una fotocamera compatta con un’ottima qualità d’immagine, ma con ingombri e pesi più ridotti. Il fatto di essere un’APS inoltre può essere vantaggioso per alcuni generi fotografici come riprese di animali selvatici e uccelli, sportive o qualsiasi soggetto in movimento per le quali il suo fattore di ritaglio di 1,5x consente di disporre di focali che difficilmente si potrebbero avere con una fullframe. Questo, insieme alle sue capacità di raffica e autofocus le consente di essere un’ottima scelta per questo genere di foto.
In sostanza la A6600 è una delle migliori mirrorless presentate recentemente.

Il prezzo è alto ma giustificato per la qualità e le caratteristiche della fotocamera.

Pregi

– costruzione e finitura di buon livello
– dimensioni e peso contenuti
– ottima qualità d’immagine
– ottima gamma dinamica
– autofocus veloce, sensibile e preciso
– obiettivo provato ottimo
– raffica molto veloce
– ottima ripresa video
– possibilità di montare obiettivi Sony Alpha mantenendo l’autofocus e gli automatismi
– elevata autonomia
– schermo orientabile anche in avanti

Difetti

– mancanza del joystick
– mancanza della ghiera di regolazione frontale
– menu complessi e dispersivi
– assenza di un flash integrato
– non viene fornito un caricabatterie separato
– manuale d’istruzioni troppo sintetico, è necessario scaricare online la guida completa

Alternative

Fujifilm X-Pro3

Ha la forma delle fotocamere a telemetro di una volta. Dispone di un sensore X-Trans CMOS IV APS da 26 Mpx retroilluminato e senza filtro antialias e con tecnologia esclusiva Fujifilm per la disposizione dei filtri colore, innesto obiettivi Fuji X con la disponibilità di 32 obiettivi compresi dei focale fissa molto luminosi. Ha un mirino ibrido, elettronico con 3,69 Mpx e ottico, lo schermo è ribaltabile in  in basso, ma in posizione di lavoro è chiuso e non consente di osservare l’immagine inquadrata. Non ha il flash incorporato. L’autofocus è ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 425 punti AF. La raffica arriva a 30 fg/s con l’otturatore elettronico e ritaglio a 1,25x o a 20 fg/s a formato pieno, la ripresa video è 4K a 4096×2160 pixel. Le dimensioni sono 141x83x46 mm con un peso di 497 g. Si può scegliere con il corpo nero verniciato o rifinito in titanio Duratec chiaro o scuro
Costa 1.670 € solo corpo e 1.760 € nella versione Duratec Silver.

Fujifilm X-T4

La X-T3 ha un sensore X-Trans CMOS IV APS da 26 Mpx retroilluminato e senza filtro antialias e con tecnologia esclusiva Fujifilm per la disposizione dei filtri colore, innesto obiettivi Fuji X con la disponibilità di 32 obiettivi compresi dei focale fissa molto luminosi. Integra un sistema di stabilizzazione sul sensore a “5 assi”. Ha un mirino elettronico di alta qualità con 3,69 Mpx, lo schermo è orientabile in tutte le direzioni. Non ha il flash incorporato. L’autofocus è ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 425 punti AF. La raffica arriva a 30 fg/s con l’otturatore elettronico e ritaglio a 1,25x o a 20 fg/s a formato pieno. La ripresa video è 4K a 4096×2160 pixel. Le dimensioni sono 135x93x84 mm con un peso di 607 g.
Costa 1.630 € solo corpo, 2.020 € con lo zoom 18-55/2,8-4,0 e 2.140 € con il 16-80/4,0.

Olympus O-MD E-M1 III

Ha un sensore Micro 4/3 Live MOS da 20 Mpx, l’innesto obiettivi Micro 4/3 con oltre 80 obiettivi di cui 32 Olympus, 41 Panasonic e il resto di altre marche con moltissimi zoom e focali fisse luminose di livello anche professionale. Integra un sistema di stabilizzazione sul sensore a “5 assi” che funziona anche in collaborazione con quello sull’obiettivo se presente. L’autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto ha 121 punti AF. Il mirino elettronico ha 2,36 Mpx. Lo schermo è orientabile in tutte le direzioni. Non ha il flash incorporato, ma ne viene fornito uno piccolo esterno. La raffica raggiunge i 20 fg/s, la ripresa video è Cine 4K 4096×2160 pixel. Le dimensioni sono 134x91x69 mm con un peso di 580 g.
Costa 1.650 € solo corpo, 2.290 € con lo zoom 12-40/2,8 e 2.600 con il 12-100/4,0.

Panasonic G9

Ha un sensore Micro 4/3 Live MOS da 20 Mpx, l’innesto obiettivi Micro 4/3 con oltre 80 obiettivi di cui 32 Olympus, 41 Panasonic e il resto di altre marche con moltissimi zoom e focali fisse luminose di livello anche professionale. Integra un sistema di stabilizzazione sul sensore a “5 assi” che funziona anche in collaborazione con quello sull’obiettivo se presente. L’autofocus a rilevamento di contrasto usa la tecnologia Panasonic DFD che lo rende veloce come quelli a rilevamento di fase ed ha 225 punti AF. Il mirino elettronico ha 3,69 Mpx. Lo schermo è orientabile in tutte le direzioni. Non ha il flash incorporato. La raffica raggiunge i 20 fg/s, la ripresa video è 4K 3840×2160 pixel. Le dimensioni sono 137x97x92 mm con un peso di 658 g.
Costa 1.170 € solo corpo e 1.730 € con lo zoom Leica 12-60/2,8-4,0.

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Foto digitale, classica, immagini

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