Olympus OM-D E-M5: uso in pratica

Per la prova ho avuto a disposizione una E-M5 dotata dell’obiettivo 12-50/3,5-6,3, con zoom motorizzato e protetto da polvere ed acqua, fornito normalmente in kit.
In questa combinazione l’insieme macchina/obiettivo è abbastanza leggero da trasportare. L’obiettivo però è molto esteso in lunghezza per la sua focale (anche se la sua estensione non varia al cambiare della focale). Questo comporta che ho trovato difficile trovare fra le mie borse una adatta al trasporto e quindi ho dovuto usare una borsa più grande del necessario oppure portare la macchina senza. Non è possibile però infilarla in bessuna tasca, quindi si deve portarla al collo. Consiglio quindi se si vuole portare in giro la E-M5 con questo obiettivo o anche con il 14-150 (molto adatto come obiettivo da viaggio) di procurarsi la borsa pronto originale Oltmpus CS-36 FBC o una delle tante disponibili dai produttori di borse. Con un’obiettivo di lunghezza più ridotta come il 17/2,8 “pancake” o il Panasonic G X Vario 14-42 (di lunghezza molto contenuta e con cui la E-M5 funziona benissimo) è possibile invece infilarla in una tasca di un giaccone, anche se risulta un po’ pesante, e portarla senza una borsa, cosa impossibile per una reflex. Se invece si ha un corredo di diversi obiettivi la borsa sarà più piccola e peserà meno di quella di una classica reflex.

Inizio le mie impressioni dal mirino. Questo è elettronico con una risoluzione di 1,44 Mpx (800×600 pixel) e dotato di una frequenza di refresh molto rapida, 120 fg/s, che elimina ritardi e scie quando si sposta rapidamente l’inquadratura o si seguono soggetti in movimento veloce. Non ho notato nemmeno fenomeni di “congelamento” dell’immagine quando si preme a metà il pulsante di scatto per mettere a fuoco, fenomeno che si verifica in altre fotocamere. La copertura è del 100 % e l’ingrandimento può variare da 0,92x (0,46x reali) a 1,15x (0,575x reali) a secondo del profilo scelto, in pratica se si vogliono le informazioni e i menu fuori dal campo inquadrato o sovrapposti ad esso. Nel mirino possono essere visualizzate tutte le informazioni visibili sullo schermo e si possono effettuare tutte le regolazioni a patto di riuscire a trovere i relativi comandi, alcuni molto piccoli (è lo scotto che si deve pagare per la riduzione delle dimensioni). C’è infine un sensore che commuta automaticamente la visione da schermo a mirino quando si avvicina l’occhio, disabilitabile se si preferisce la commutazione manuale.
Lo schermo da 3″ di tipo OLED e con 610.000 pixel è orientabile verso l’alto di circa 80° e verso il basso di 50°. Questo è molto comodo per riprese dal basso o dall’alto e per fotografare senza farsi notare, non portando la macchina all’occhio o in avanti ad altezza viso, ma orientando lo schermo verso l’alto mentre la si tiene al collo e al limite scegliendo il soggetto da mettere a fuoco e effettuando lo scatto toccando semplicemente lo schermo. Eccellente! Lo schermo infatti è sensibile al tocco, come uno smartphone, e questo facilita la revisione delle foto con il loro scorrimento e ingrandimento come molti ormai sono abituati a fare. E’ possibile, come detto, anche selezionare il punto di messa a fuoco e scattare toccando lo schermo. Nel funzionamento iAuto poi è possibile visualizzare un apposito menu touch che consente di cambiare molte caratteristiche della foto (colore, esposizione, profondità di campo, ecc.) senza riferimenti a termini tecnici, ma osservando l’effetto sullo schermo, ed anche avere suggerimenti per la scelta delle scene. Adatto per chi inizia a fotografare.

Il corpo macchina, realizzato in lega di magnesio e protetto da infiltrazioni di polvere ed acqua, è piccolo come detto e molto ben finito. I comandi principali a ghiera sono molto comodi, soprattutto la ghiera anteriore azionabile facilmente con l’indice. I pulsanti invece sono piccoli, alcuni leggermente incassati, e si deve prendere un po’ di pratica per azionarli con sicurezza. Comodi comunque il pulsante Fn2 se abbinato all’impostazione Iso e quello rosso per la ripresa video, entrambi a portata del dito indice.
La maggior parte delle impostazioni può essere effettuata con la funzione Live Control, attivabile premendo il comando OK al centro del pad. In questo modo si visualizza una fascia sulla destra dello schermo o del mirino con le funzioni regolabili e una in basso che elenca i valori disponibili. Con i tasti del pad o con ledue ghiere si possono scorrere questi menu per impostare le opzioni volute. Con un po’ di pratica tutte le regolazioni si possono effettuare velocemente anche con l’occhio al mirino, ma con lo schermo è più facile e naturale. In alternativa si può usare il Super Control Panel che si sovrappone però all’immagine nel mirino o sullo schermo e disabilità la funzione touch.

Lo stabilizzatore d’immagine sul sensore, a “5 assi” come lo definisce Olympus è più propriamente definibile a 5 movimenti. Infatti lavora sui 3 assi di rotazione della macchina e per i movimenti orizzontali e verticali. La sua efficacia è elevata, e consente di guadagnare almeno 5 stop di esposizione fotografando soggetti statici, come si può vedere nelle foto allegate.

Tempo di scatto 1 sec – stabilizzatore attivo
Tempo di scatto 1 sec – stabilizzatore spento
Tempo di scatto 1/30 di sec – Stabilizzatore spento

In realtà anche la foto a 1/30 senza stabilizzatore è un buon risultato perchè scattata con la focale di 50 mm (equivalente a 100 mm) che avrebbe richiesto come margine di sicurezza almeno 1/100. La stabilità della macchina priva di specchio e di conseguenza delle sue vibrazioni ha consentito questo risultato.

L’integrazione dello stabilizzatore nel corpo consente inoltre di stabilizzare tutti gli obiettivi montati, anche quelli a focale fissa e pure quelli di altre macchine o reflex montati con adattatori. In questo caso occorre informare la macchina sulla focale utilizzata. Può funzionare in tre modalità, una per tutte le vibrazioni, una per il panning orizzontale ed una per quello verticale. Nel funzionamento però produce un rumore avvertibile.

La messa a fuoco è a rilevamento di contrasto con 35 zone selazionabili automaticamente o manualmente. Si può anche scegliere una zona ristretta di messa a fuoco spostabile a piacere sullo schermo col tocco o con il pad. La frequenza di rilevamento dell’autofocus è molto elevata, 240 volte al secondo, e questo permette di migliorarne la velocità. Le modalità di funzionamento sono quelle classiche, AF-S (singolo), AF-C (continuo) e manuale. In modalità AF-S è possibile anche intervenire manualmente, usufruendo anche dell’ingrandimento fino a 14x nel mirino o sullo schermo. Nella modalità AF-C è possibile attivare l’inseguimento del soggetto che viene agganciato ed inseguito nei suoi movimenti nell’inquadratura. Esiste poi la possibilità di attivare la messa a fuoco continua (Full Time AF) con la quale la macchina mette a fuoco in continuazione ciò che inquadra in modo di essere sempre pronta allo scatto; questo però aumenta il consumo della batteria. Quando c’è poca luce è possibile attivare l’illuminatore ausiliario.
La velocità dell’autofocus è buona, leggermente inferiore a quella delle reflex, ma adeguata per i soggetti statici o in movimento lento in tutte le condizioni di luce. Per i soggetti in movimento veloce si ottengono buoni risultati in AF-C, sia senza che con inseguimento, quando la luce è buona, anche se qualche volta l’autofocus non è abbastanza veloce per veicoli che viaggiano a 50 kmh. Quando la luce diminuisce l’autofocus fatica e anche se aggancia il soggetto in inseguimento non sempre poi riesce a metterlo a fuoco. La sensibilità è ottima e l’autofocus funziona anche a livelli di luminosità bassissimi senza illuminatore: ho misurato un livello equivalente a 0,67 sec a f/1,4 e 200 Iso. Nelle riprese video la messa a fuoco è continua. E’ abbastanza precisa, anche se in alcuni casi dimostra delle incertezze con variazioni di fuoco avanti e indietro tipiche degli autofocus a rilevamento di contrasto.

L’esposizione può essere totalmente automatica in iAuto, oppure si possono usare il programma P con la possibilità di cambiare la coppia tempo/diaframma (program shift), le priorità ai tempi o diaframmi o leìesposizione manuale. In questo caso su un’apposita scala viene indicata la differenza fra l’esposizione impostata e quella misurata fino a 3 EV. In tutte le modalità è molto facile e rapido regolare la macchina con le due ghiere disponibili. La sensibilità ugualmente si può regolare con facilità, se non si usa in Auto, premendo il pulsante Fn2 accanto a quello di scatto e con la ghiera anteriore. In modalità Iso Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo e, coadiuvata dall’ottimo stabilizzatore, consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!). L’esposizione si è dimostrata sempre corretta sia con molta luce sia di notte anche in presenza di forti contrasti e solo in casi veramente al limite ho dovuto apportare delle correzioni.

Sono disponibili anche diversi profili colore per caratterizzare differntemente le foto salvate in jpeg, i cosiddetti Picture Mode: i-Enance, Vivid, Natural, Muted, Portrait, Monocolore e personale, ciascuno personalizzabile. Per i miei scatti ho usato quasi esclusivamente il Natural senza personalizzazioni particolari che mi è sembrato soddisfacente cosi come è.

Le foto possono essere salvate in formato 4:3, 3:4, 3:2, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni, Large a 16 Mpx, Middle a 5 Mpx e Small a 1,3 Mpx e possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Normal, in raw (ORF) e in raw più jpeg.

La fotocamera non dispone di un flash integrato, ma Olympus ne fornisce uno esterno con una custodia in velluto che può essere fissata alla cinghia a tracolla. Il flash va montato sulla slitta sopra il mirino e volendo può essere lasciato lì in permanenza in quanto il peso è irrisorio e si aumenta solo un po’ l’altezza della macchina. Se si vuole usarlo va alzato manualmente in posizione operativa, come nelle reflex. La potenza è ridotta, ma va bene per piccoli ambienti o gruppi e come luce di schiarita di giorno.

La ripresa video consente di riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel in modalità MPEG-4 AVC/H.264 o Motion Jpeg a 60 fg/s. E’ disponibile anche una ripresa con formato HD a 1280×720 pixel o VGA a 640×480 pixel. Durante la ripresa la messa a fuoco è automatica, ma si può variare la modalità di messa a fuoco. Si possono usare tutte le opzioni di funzionamento PASM per l’esposizione e la compensazione dell’esposizione, che però devono essere impostate prima di iniziare a riprendere e non possono essere cambiate.

La E-M5 dispone di numerose modalità scena, ognuna presentata con alcuni suggerimenti per la sua applicazione e degli Art Filter, un’esclusiva Olympus, che consentono di modificare la foto con effetti speciali o creativi. Il più interessante mi è sembrato quello che drammatizza la scena, applicato a paesaggi nuvolosi.
E’ disponibile, fra le scene, anche la funzione panorama, ma la sua applicazione è complessa e scomoda richiedendo di scattare diverse foto da allineare l’una con l’altra sullo schermo o mirino. Niente a che fare con le funzioni panoram automatiche di altre fotocamere.
C’è infine la possibilità di riprendere foto 3D da rivedere poi su appositi televisori 3D.

Nell’uso la E-M5 si è dimostrata una fotocamera molto piacevole da usare. E’ piccola e leggera e non ci si stanca portarla con se. Il mirino consente un’ottima visione e non si rimpiange molto quello ottico delle reflex. In molti casi, come detto, è stato molto utile lo schermo orientabile. L’accensione è abbastanza pronta, anche se non fulminea, richiedendo quasi 1 secondo. Purtroppo l’interruttore in basso a destra e incassato non è molto comodo e rapido da raggiungere. Le regolazioni richiedono un po’ di pratica in quanto i menu sono abbastanza lunghi da scorrere e a causa del numero limitato di comandi esterni si deve ricorrere al Live Control il cui funzionamento inizialmente non è molto istintivo. L’obiettivo con zoom elettrico è utile per la ripresa di video, ma per le foto ho preferito usarlo in manuale.
Per tutte le foto di prova ho usato il formato 4:3.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 25600 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare gli obiettivi, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 200 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma fornito da Olympus, Viewer 2 e con Adobe Lightroom 4.3.

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