Leica T: descrizione e uso

 Descrizione e comandi

La Leica T ha un aspetto estetico che la differenzia da tutte le altre fotocamere.
La sua linea innovativa merita un’analisi superiore a quella che dedico normalmente alle altre fotocamere. Premetto subito che il suo aspetto a me piace moltissimo. Sicuramente lascerà perplessi molti “leicisti” tradizionalisti, ma effettivamente dice qualcosa di nuovo nel campo del design delle fotocamere ormai molto standardizzato su modelli ben collaudati e che per dire qualcosa di nuovo si affida al “retrò” (sic!). Leica non ha bisogno di questo, visto che con estetica “retrò” ha già la linea M e per la T ha innovato ponendosi all’avanguardia. E’ curioso però che non tutti hanno la stessa percezione di fronte alla Leica T. Iil ragazzo e la ragazza di cui pubblico i ritratti nella galleria alla sua vista l’hanno classificata come “retrò”. Mah, speriamo di non essere “retrò”anche  noi!
La Leica T è comunque abbastanza compatta. Il corpo, disponibile in colore alluminio naturale oppure anodizzato nero, si presenta arrotondato lateralmente, con una piccola impugnatura e con spigoli vivi nella parte superiore e in quella inferiore. Lo schermo fisso domina la parte posteriore. I comandi sono pochissimi.
L’obiettivo con cui l’ho provata è il Summicron-T 23 mm f/2,0 equivalente ad un 35 mm, ma può essere dotata anche di uno zoom Vario-Elmar 18-56 mm f/3,5-5,6 equivalente ad un 28-85 mm.


Inizio la descrizione dal frontale:

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Su questo non ci sono comandi. Sulla sinistra dell’innesto obiettivi in basso (guardando la fotocamera frontalmente) si vede il pulsante di sblocco dell’obiettivo e in alto a destra l’illuminatore a led di ausilio per l’autofocus che funziona anche come segnalatore dell’autoscatto.

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Sulla calotta superiore si vedono al centro la slitta porta accessori per un flash esterno o per il mirino Visoflex.  A destra il piccolo flash estraibile. Poi il pulsante di scatto coassiale all’interruttore di accensione che serve anche per estrarre il flash. Più a destra il pulsante rosso per la ripresa video. Dietro ci sono le due uniche ghiere di comando di cui poi illustrerò la funzione

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Nella parte posteriore dominata dal grande schermo non c’è nessun comando. Tutte le impostazioni si fanno interagendo con lo schermo sensibile al tocco e con le due ghiere nella parte superiore.

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Sul lato destro c’è uno sportello in plastica che copre l’alloggiamento per la scheda SD e la presa USB.

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Sul lato sinistro nulla da segnalare.

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Nella parte inferiore troviamo l’innesto per il treppiedi purtroppo non coassiale con l’obiettivo e la batteria ricaricabile agli ioni di litio sbloccabile con la levetta accanto.

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Sull’obiettivo cè solo la ghiera per la messa a fuoco manuale.
In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:

– batteria ricaricabile
– caricabatteria con spina integrata e adattatori per diversi standard di prese
– un cavo USB
– la cinghia a tracolla in silicone
– manuale di istruzioni
– il software fornito,  Adobe Photoshop Lightroom è scaricabile direttamente dal sito Leica dopo la registrazione della fotocamera, mentre l’App per iOS è scaricabile gratuitamente dall’APPle Store (purtroppo non è disponibile per Android)

Come accessori sono disponibili:

– custodie in pelle o in tela
– protezione frontale Snap T in vari colori
– protezione posteriore T Snap
– fondina da cintura
– cinghia a tracolla in silicone in vari colori
– cinghia da polso in vari colori
– mirino elettronico Visoflex
– Flash SF-26
– anello adattatore per obiettivi Leica M
– treppiedi in carbonio,
– testa a sfera per treppiedi
– treppiedi da tavolo

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Principali menu

 

Descrizione & uso

Per la prova ho avuto a disposizione una Leica T dotata dell’obiettivo Summicron-T 23 mm f/2,0.

In questa combinazione l’insieme macchina-obiettivo è abbastanza leggero e l’obiettivo, pur non essendo un “pancake”, non sporge molto dalla fotacamera, consentendo anche di infilarla in una capiente tasca. E’ preferibile però usare una piccola borsa per il trasporto anche perchè la cinghia in silicone in dotazione, molto comoda, ne aumenta l’ingombro. Avrei preferito in alcune occasioni disporre di un laccio da polso, ma la cinghia può essere smontata solo con l’apposita chiavetta dedicata che non mi è stata fornita. La macchina rimane comunque sempre molto maneggevole e compatta e non ci si accorge di averla sulla spalla o al collo.

Usare una Leica, anche mirrorless, è sempre un’emozione unica e questa T con le sue innovative caratteristiche aggiunge ulteriori attrattive.
La Leica T ha pochissimi comandi e ad un primo approccio può lasciare perplessi. Tutto, tranne lo scatto e la ripresa video, è comandato tramite lo schermo touch, come in uno smartphone, toccando o trascinando icone e menu. Lo schermo però non è a colori, tranne che per alcuni simboli che in certi casi si colorano in rosso. Poi una volta capito il suo funzionamento e abituati ad usarla non ci sono problemi e anzi ci si sente un po’ a disagio quando si torna sulle fotocamere normali con pulsanti e ghiere.
A differenza di alcune realizzazioni di Nikon e Sampsung, basate su Android, però la Leica T usa un sistema operativo proprietario con un’interfaccia studiata per l’uso fotografico. Questo evita di confondere con App e icone che non hanno nulla a che fare con la fotografia.
Il funzionamento è semplice ed intuitivo e si riesca ad usare subito la fotocamera senza leggere il manuale anche se come sempre consiglio caldamente di leggerlo perchè oltretutto è molto ben fatto.
All’accensione sullo schermo si vede l’immagine inquadrata con indicate in alto e in basso tutte le principali impostazioni della fotocamera.

Queste informazioni possono a scelta essere integrate con griglia e istogramma o eliminate tramite l’icona i in basso sulla destra. Le tre icone sulla destra servono per tutte le impostazioni della fotocamera ed è possibile bloccarle per evitare di azionarle inavvertitamente. A secondo del menu in cui ci si trova le icone possono essere diverse.

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Quella più in alto (nella foto è rappresentata da una A) serve per aprire il menu relativo alle modalità di funzionamento della fotocamera: Program, priorità dei tempi, priorità dei diaframmi, manuale e scene.
L’icone centrale (la piccola fotocamera) apre il menu MyCamera che comprende tutte le funzioni principali, ma che può essere personalizzato ed arricchito con le funzioni che si ritengono più opportune e di uso più frequente.

Menu MyCamera
Menu MyCamera

Toccando l’icona con gli attrezzi che si presenta in alto quando il menu MyCamera è aperto si apre il menu principale che comprende tutte le funzioni e personalizzazioni della fotocamera.

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Menu principale

Tutte le regolazioni ed impostazioni si trovano immediatamente, senza dovere ricordare la funzione di pulsanti sparpagliati sulla superficie della fotocamera. Basta toccare l’icona della funzione che viene visualizzata la sua descrizione. In alcuni casi è sufficiente toccarla più volte per impostare il valore voluto, in altri casi si apre una lista di scelta con i valori possibili.

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Il tutto si effettua molto rapidamente con un’unica schermata a scorrimento. Eccellente!
Alcune funzioni possono essere associate alle due ghiere sulla calotta. Per default quella di destra comanda in Program la variazione del programma, in priorità dei tempi il tempo di scatto, in quella dei diaframmi la sua apertura. In queste modalità di funzionamento la ghiera sinistra può essere impostata a scelta su: sensibilità Iso (default), compensazione dell’esposizione, bilanciamento del bianco, modalità di messa a fuoco, modalità di scatto (autoscatto, raffica) e modalità di funzionamento del flash. In manuale le due ghiere servono per regolare tempi e diaframmi.
Queste regolazioni possono essere effettuate anche con l’occhio al mirino (opzionale) e rendono immediato il controllo della fotocamera.
Usando la macchina in Program a priorità ho impostato la sensibilità Iso in automatico e la ghiera di sinistra sulla compensazione dell’esposizione. In questo modo si ha il pieno controllo dell’esposizione anche perchè è possibile verificarne il risultato prima dello scatto sullo schermo o nel mirino. Un altro modo molto rapido di controllare i parametri di esposizione è quello di usare il manuale in combinazione con la sensibilità automatica. In questo modo la fotocamera adeguerà la sensibilità in funzione dei parametri scelti in modo da ottenere un’esposizione corretta, anche se questo metodo è meno rapido dei precedenti e non permette il controllo della compensazione dell’esposizione. Infine si può fissare la sensibilità e regolare l’esposizione in manuale visualizzando le indicazioni che segnalano l’esposizione corretta o la sovra e sotto esposizione. Se ci fosse anche una terza ghiera con cui controllare ad esempio l’area di messa a fuoco sarebbe perfetta.

Lo schermo è di grandi dimensioni, 3,7″e 1.300.000 pixel, superiore a quello di qualsiasi altra fotocamera, ha un’elevata nitidezza ed è ben visibile in tutte le condizioni, anche in esterni, pur presentando in questo caso qualche riflesso.
Il mirino Visoflex opzionale, che secondo me è estremamente utile e sarebbe opportuno fosse fornito di serie, è di ottima qualità. Ha una risoluzione elevata, 2,36 Mpx, una copertura del 100 % e un ingrandimento reale 0,7x corrispondente a quello dei mirini delle reflex fullframe. La sua luminosità è ottima e la resa dei colori molto buona. Nel mirino, o sullo schermo, si vedono in alto ed in basso tutte le principali impostazioni della fotocamera, modalità di funzionamento, tempi, diaframmi, sensibilità, modalità di messa a fuoco, foto residue memorizzabili sulla scheda di memoria o sulla memoria interna ed altro. Si può anche visualizzare l’istogramma.
Non presenta scie o sfocature quando si sposta rapidamente l’inquadratura ne rumore quando si inquadrano scene scure. Ha in più un ricevitore GPS integrato che consente di memorizzare le coordinate nelle foto scattate.
Quando si monta il mirino e sia vvicina ad esso l’occhio la visualizzazione si commuta automaticamente su questo, mentre se si allontana l’occhio ritorna sullo schermo. Nell’esemplare in prova però questa funzione automatica non lavorava correttamente e quando usavo il mirino in poca luce e allontanavo l’occhio l’immagine non tornava sullo schermo, come invece avveniva quando la luce era abbondante. Può darsi che fosse un difetto del sensore del mio esemplare perchè anche con un aggiornamento di firmware il problema non si è risolto.

La Leica T non è dotata di stabilizzatore integrato, e nemmeno gli obiettivi sono stabilizzati in quanto Leica afferma che l’inserimento della stabilizzazione ottica in un obiettivo comporta troppi compromessi con la qualità. Vista la qualità ed i risultati ottenibili con i suoi obiettivi non gli si può dare torto. La T dispone però una funzione di stabilizzazione automatica che effettua due scatti che combina poi insieme per crearne una sola. Questa funzione può essere usata ovviamente solo per soggetti statici con tempi di scatto da 1/4 a 1/30 e sensibilità massima di 800 Iso.

La messa a fuoco è a rilevamento di contrasto con la scelta automatica o manuale del punto di messa a fuoco. La scelta automatica funziona abbastanza bene, ma se si vuole sceglire personalmente il punto AF la soluzione migliore è, se si usa il mirino, usare quello centrale e poi ricomporre. Si può però anche scegliere i punto di messa a fuoco sullo schermo touch e spostarlo in qualsiasi parte dello schermo. La velocità dell’autofocus è buona e mette a fuoco rapidamente i soggetti statici. Con quelli dinamici in rapido movimento si comporta abbastanza bene riuscendo a metterli a fuoco in tempi sufficientemente rapidi ma non a seguirli in raffica . La Leica T non è fatta per questo uso, ma le sue prestazioni in queste condizioni sono andate oltre le aspettative. Anche se non ha una velocità paragonabile alla Sony A6000 che avevo contemporaneamente in prova, mi ha consentito di scattare qualche foto al volo di soggetti in movimento, anche se agevolato dalla grande profondità di campo del 23 mm.
La sensibilità dell’autofocus è buona e riesce a mettere a fuoco anche in pochissima luce pur se la sua velocità in queste condizioni diminuisce un po’.

La lettura esposimetrica può essere valutativa, con prevalenza al centro o spot.
L’esposizione si è dimostrata sempre corretta anche in situazioni difficili e in controluce e solo in casi  al limite ho dovuto apportare delle correzioni. Di notte e in situazioni di forte contrasto però  tende a sovraesporre ed è preferibile sottoesporre di almeno uno stop o anche di più, come in quasi tutte le fotocamere, per non avere foto troppo chiare e che non rispecchiano l’atmosfera del soggetto.
Si possono scegliere vari stili per le foto: Standard, Vivid, Natural, B&W Natural e B&W Hight Contrast. Per ciascuno si possono regolare il contrasto, la saturazione e la nitidezza. Naturalmente tutte queste regolazioni valgono per le foto salvate in jpeg, quelle raw devono essere regolate durante la fase di conversione sul pc.
E’ possibile poi scegliere numerose scene: Sport, Ritratto, Paesaggio, Ritratto notturno, Neve/spiaggia, Fuochi d’artificio, Luce di candela e Tramonto.
Il bilanciamento del bianco può essere automatico oppure su 6 diversi valori prefissati. E’ possibile anche effettuare e memorizzare due misure e tarature personalizzate e memorizzare delle temperature di colore prefissate. Il suo funzionamento è stato sempre impeccabile ed è l’unica fotocamera che usata in interni con luce artificiale non ha richiesto correzioni del bilanciamento producendo sempre foto corrette e realistiche.

La sensibilità Iso può essere regolata automaticamente o manualmente, a passi di 1/3 EV, da 100 a 12500 Iso. L’automatismo per la sensibilità Iso funziona molto bene. Consente di scegliere il tempo più lungo di scatto ammissibile da 1/4000 a 1 secondo e la sensibilità massima fino a 12500 Iso in modo da adattarsi a qualsiasi tipo di ripresa (soggetti statici o in movimento). Se si usa uno zoom è possibile scegliere l’impostazione automatica del tempo di scatto più lungo che la fotocamera regola al reciproco del doppio della lunghezza focale arrotondato per eccesso, nel caso del 23 mm 1/60, per avere la certezza di evitare foto mosse. L’automatismo funziona anche nella modalità di funzionamento manuale con la quale si possono scegliere il tempo e il diaframma preferiti mentre la fotocamera determina la giusta esposizione adeguando la sensibilità.

Le foto sono salvate in formato 3:2 in Jpeg con qualità Fine o Superfine, in raw (DNG) e in raw più jpeg.

Il flash deve essere alzato manualmente per potere funzionare. Può scattare automaticamente o essere forzato, dispone di prelampo per la riduzione degli occhi rossi, di sincronizzazione lenta per riprendere anche lo sfondo e di sincronizzazione sulla seconda tendina. Anche con il flash è possibile operare una correzione dell’esposizione. La sua potenza è abbastanza buona e adatta ad illuminare anche un ambiente medio.

La T dispone di ripresa a raffica a una velocità di 5 fg/s per 12 scatti jpeg, poi rallenta ad 1,5 fg/s. L’esposizione e la messa a fuoco sono determinate al primo scatto.

La ripresa video consente di riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel a 30 fg/s in formato MPEG-4. Durante la ripresa la messa a fuoco può essere automatica o manuale e si può impostare manualmente la sensibilità e la modalità di misurazione dell’esposizione. La modalità di esposizione però è determinata dalla macchina e non può essere scelta. E’ disponibile una stabilizzazione elettronica che però riduce leggermente il campo inquadrato.

La fotocamera dispone di connettività Wi-Fi e può e può collegarsi ad una rete per potervi accedere da un pc con un browser. E’ disponibile anche una Leica App solo per dispositivi iOS sull’Apple Store che consente maggiori funzionalità.

Infine un accenno alla memoria interna. La Leica T dispone di una memoria interna di ben 16 Gb. Questo consente di poter scattare anche senza avere una scheda SD o di continuare a farlo quando questa è piena. Veramente comodo!
Sono disponibili le funzioni per copiare foto dalla memoria interna alla scheda e viceversa.

La Leica T si è dimostrata un’eccellente fotocamera in tutte le situazioni. E’ differente da tutto quanto è in circolazione, ma ci si abitua subito al suo funzionamento. Con l’obiettivo in dotazione è necessario portarla in una piccola borsa, ma al collo non pesa molto e con un po’ di pazienza si può infilare anche in una grande tasca. La qualità dello schermo e del mirino la rendono piacevole da usare. La messa a fuoco è abbastanza veloce per gli usi a cui la fotocamera è destinata. Anche l’accensione, coassiale al pulsante di scatto, è immediata e questo consente di essere pronti immediatamente e di scattare al volo.
L’ho portata spesso con me e l’ho usata in moltissime occasioni, in esterni ed interni, per foto di paesaggio, monumenti, strada, ritratti, di giorno e di notte e sempre i risultati mi hanno soddisfatto a pieno. Ma della qualità parlerò nell’apposita pagina.
Le foto di prova sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 12500 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma fornito da Leica, Adobe Lightroom.

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3 pensieri su “Leica T: descrizione e uso”

    1. Giuseppe,
      seleziona l’icona Film mode e nel sottomenu che si apre seleziona una delle due impostazioni bianconero disponibili. Pag 40 del manuale di istruzioni.
      Una letta del manuale prima di incominciare ad usare la fotocamera non sarebbe una cattiva idea.
      Ciao, Francesco

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