Sensore
La X-S20 monta un sensore X-Trans BSI-CMOS IV di dimensioni APS e con 26 Mpx dotato di matrice dei filtri colore aperiodica, esclusiva Fujifilm, e senza filtro antialias abbinato all’elaboratore d’immagine X-Processor 5 della nuova generazione Fujifilm.
Per valutarne le caratteristiche e la qualità pubblico oltre alle foto di prova il grafico del rapporto segnale/rumore in funzione della sensibilità e quello della gamma dinamica massima registrabile in funzione sempre della sensibilità.
Rapporto segnale/rumore
In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità.
Il rumore viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute direttamente in jpeg usando per tutte le fotocamere Adobe Lightroom. In questo modo si uniforma il trattamento di tutti i raw applicando per tutti la stessa compressione jpeg con fattore 100 %.
Per poter confrontare però foto ottenute da fotocamere con diverso numero di pixel tutte vengono ridimensionate alla grandezza di 10 Mpx, adatta per una stampa A4 (circa 21×30 cm).
La curva di rumore della Sony A7 III è il riferimento. In aggiunta riporto anche il grafico della X-H2 da 40 Mpx, delle X-T4 e X-H2S da 26 e della Nikon Z6 II da 24.
Si deve notare però che la sensibilità ISO impostata sulla fotocamera è inferire di circa 2/3 di stop da quella nominale indicata. Le misurazioni sono quindi state opportunamente corrette per tenerne conto. Lo stesso avviene per la X-H2, per la X-H2S e per la X-T4 le cui curva sono riportate.
L’andamento della curva di rumore è molto buono con un rumore uguale a quello del riferimento fino a 25600 ISO e appena superiore a 51200 (sensibilità estesa); rispetto alla X-H2S si ha un comportamento analogo fino a 12800 ISO e un rumore appena superiore alle sensibilità estese. In confronto a X-H2 e X-T4 il rumore è inferiore a partire da 3200 ISO.
Una prestazione ottima per una APS.
Le foto di prova sono state scattate a tutte le sensibilità disponibili, da 160 a 51200 ISO. Le foto sono state convertite con CaptureOne for Fujifilm.
Foto da raw senza riduzione di rumore
Il rumore comincia ad essere percepibile solo a 1600 ISO in forma finissima. A 3200 ISO pur essendo presente è sempre molto fine, prevalentemente in forma di rumore di luminanza con puntolini molto piccoli che non disturbano; a 6400 è invece ben visibile, con una componente colore che sarebbe opportuno ridurre; a 12800 ed oltre è eccessivo e la sua riduzione è necessaria; la foto a 51200 ISO appare difficilmente recuperabile.
Foto da raw con riduzione dei falsi colori
Riducendo i falsi colori, senza perdita di nitidezza, per le foto a 1600 e 3200 ISO cambia poco in quanto il rumore è prevalentemente di luminanza, mentre quella a 6400 ISO presenta solo una “grana” di puntini scuri che in qualche caso potrebbe essere accettabile. A 12800 ed alle sensibilità più alte è invece necessaria anche la riduzione del rumore di luminanza.
Foto raw con riduzione di rumore
Applicando una riduzione di rumore ben calibrata la situazione cambia di poco per le foto da 1600 e 3200 ISO che diventano praticamente pulite senza quasi perdere nitidezza. Quella a 6400 diventa abbastanza pulita con una ridotta perdita di nitidezza, mentre a 12800 e alle sensibilità superiori è meglio non applicare una riduzione eccessiva ed accettare un po’ di rumore per non perdere troppo in nitidezza. La foto a 51200 ISO è però praticamente irrecuperabile.
Foto raw a 10 Mpx senza riduzione di rumore
Normalizzando le foto senza riduzione di rumore a 10 Mpx (adatti per una stampa A4 circa 20×30 cm) si guadagna uno stop e le foto fino a 3200 ISO non presentano rumore, quella a 6400 lo ha, ma in maniera appena percepibile e non fastidiosa, a 12800 invece il rumore è visibile e potrebbe essere necessario ridurlo, come alle sensibilità più alte.
Foto raw a 10 Mpx con riduzione dei falsi colori
In questo caso le foto fino a 3200 ISO sono pulite e quella a 6400 è accettabile. Solo per le sensibilità di 12800 ISO o superiori è necessario un intervento di riduzione.
Foto raw a 10 Mpx con riduzione di rumore
Tutte le foto fino a 6400 ISO non presentano rumore e grazie al ridimensionamento la perdita di nitidezza è ridotta; quella a 12800 ISO conserva ancora un po’ di rumore residuo, ma può essere accettata, oltre questa sensibilità non è possibile eliminare totalmente il rumore e la foto a 51200 ISO è irrecuperabile.
Foto jpeg dalla fotocamera
Le foto presentano ottima nitidezza e nessun rumore fino a 1600 ISO. Oltre il rumore è eliminato, ma si nota una progressiva perdita di nitidezza, in particolare da 6400 ISO; oltre 12800 ISO si ha poi un viraggio su una colorazione magenta.
Una buona prova per un sensore APS, anche se non la migliore della categoria. In pratica si può scattare senza riduzione di rumore fino a 3200 ISO e con una riduzione fino a 6400 con una modesta perdita di nitidezza.
Gamma dinamica
La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione misurata dall’esposimetro della fotocamera, alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore, e la gamma dinamica della Sony A7 III come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.
La X-S20 ha una gamma dinamica inferiore alla A7 III mediamente di 1 EV dalla sensibilità nominale del sensore 160 ISO fino alla massima sensibilità. Alle sensibilità estese verso il basso, 80 e 100 ISO, la gamma dinamica è inferiore perché queste sensibilità sono ottenute (come tutte le sensibilità estese in tutte le fotocamere) sottoesponendo la foto e poi correggendola nella conversione in jpeg, sia in macchina che con il software su pc.
Anche in questo caso una prestazione ottima per una APS e in linea con quanto prevedibile per la differenza di dimensioni dei sensori.
Per verificare anche in pratica la gamma dinamica e la capacità di recupero di sotto e sovraesposizioni ho scattato delle foto di paesaggio, tutte alla stessa sensibilità di 160 ISO, partendo da un valore corretto di esposizione e poi sottoesponendo o sovraesponendo fino a 5 stop. La conversione dei raw è stata effettuata con Lightroom.
In sottoesposizione si può compensare bene con una buona resa della gamma tonale e dei colori fino a -5 stop, il rumore però con questa sottoesposizione diventa alto. Per non subire un rumore eccessivo ci si deve quindi limitare ad un massimo di -2 stop. In sovraesposizione invece si possono recuperare fino a +2 stop, con una leggera alterazione dei colori, poi la perdita nelle alte luci è irrecuperabile e le foto diventano piatte e grigiastre.
Invarianza ISO
Con questo termine si intende la capacità di alcuni sensori di accettare una sotto esposizione in ripresa e una correzione durante la conversione da raw senza che l’immagine mostri un rumore eccessivo. Ciò permette di recuperare il dettaglio nelle ombre e non bruciare le alte luci senza usare l’HDR e di correggere eventuali errori di esposizione.
Per la prova ho esposto una foto in esterni in poca luce per l’esposizione corretta a 12800 ISO e poi ho ridotto la sensibilità, mantenendo costante l’esposizione, fino a -5 stop, cioè 400 ISO, infine ho convertito l’immagine con Lightroom correggendo l’esposizione.
Con una sottoesposizione di -5 stop, 400 ISO, e una correzione in conversione da raw il rumore è eccessivo e superiore a quello della foto esposta correttamente a 12800 ISO. A – 3 stop, 1600 ISO, il rumore è analogo a quello della foto a 12800 ISO. Il sensore quindi consente una buona invarianza ISO e si può arrivare fino a -3 stop di sottoesposizione.
Obiettivi
Con la X-S20 ho avuto la possibilità di provare lo zoom XC 15-45 mm f/3,5-5,6 OIS PZ motorizzato, equivalente ad un 23-69 mm e del focale fissa XF 23 mm f/2,0 R equivalente ad un 35 mm.
Nota importante sulla risoluzione:
il sensore da 26 Mpx della X-S20 in formato 3:2 produce foto che sul lato orizzontale hanno 6240 pixel. Questo significa che la risoluzione orizzontale massima teoricamente ottenibile è 6240:2= 3120 linee. I sensori con filtratura anche X-Trans, come questo, però non riescono mai ad arrivare alla massima risoluzione teorica, anche senza filtro antialias, a causa dell’interpolazione necessaria per ricostituire l’immagine e si fermano mediamente al 70 % di tale valore, circa 2200 linee.
Come spiegato nell’articolo “Risoluzione: obiettivi e sensori” riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore.
Come spiegato nell’articolo “Risoluzione: obiettivi e sensori” riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore.
XC 15-45 mm f/3,5-5,6 OIS PZ
E’ uno zoom standard economico adatto a molti generi fotografici, il tipico zoom tuttofare equivalente ad un 23-69 mm su fullframe. E’ costruito in plastica con dimensioni abbastanza contenute. Non è dotato della ghiera dei diaframmi come tutti gli obiettivi XC, a differenza degli XF. La costruzione appare economica, compreso l’innesto in plastica e non è protetta da polvere ed acqua. Le ghiere per lo zoom e di messa a fuoco scorrono però morbidamente, ma lo zoom motorizzato manifesta alcune difficoltà nella precisa selezione della focale desiderata. L’obiettivo è dotato di staabilizzazione ottica.
E’ costituito da 10 elementi in 9 gruppi con 3 elementi asferici e 2 ED. La messa a fuoco minima è di 13 cm alla minima focale e di 35 cm a quella massima con un ingrandimento 0,24x. Il diaframma ha 7 lamelle e si chiude fino a f/22. Il diametro è di 63 mm per 44 mm di lunghezza in posizione di riposo; il peso è 135 g.
Costa 179 €.
Apertura equivalente
L’apertura equivalente è f/5,0-8,0.
Risoluzione
Riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore per le focali di 16, 35 e 80 mm.
La risoluzione a tutte le focali e aperture è solo discreta con alcune punte che sfiorano il buono a 15 e 23 mm. La differenza fra centro e bordi è rilevabile solo a 15 e 23 mm, mentre alle focali maggiori in alcuni casi i bordi sono migliori del centro.
Ho provato questo obiettivo anche con la X-H2 da 40 Mpx.
In questo caso i risultati sono migliori in particolare alle focali inferiori, 15 mm soprattutto e 23 mm, e aui diaframmi più aperti, mentre da 33 mm scade abbastanza ed anche in questo caso il centro si dimostra inferiore ai bordi, specialmente a 45 mm.
In complesso una prova poco soddisfacente.
Distorsione
La distorsione è del 7,6 % a barilotto a 15 mm, 1,5 % a 23 mm, 2,1 % a cuscinetto a 35 mm e 2,3 a 45 mm. Naturalmente la distorsione viene corretta automaticamente dalla fotocamera o dal software di conversione raw se conosce il profilo dell’obiettivo.
Vignettatura
La vignettatura è 2,4 stop a 15 mm f/3,5, 2 stop a f/4,0, 1,4 a f/5,6 e f/8,0; a 23 mm è 2,4 stop a f/4,2 e f/5,6 e 1 stop a f/8,0; a 33 mm è 1,3 stop a f/4,9, 0,7 a f/5,6 e 0,3 a /8,0; a 45 mm è 1 stop a f/5,6 e 0,7 a f/8,0. La distorsione viene corretta automaticamente dalla fotocamera o dal software di conversione raw se conosce il profilo dell’obiettivo.
In conclusione si tratta di un obiettivo di qualità solo discreta, non all’altezza di quelli della serie XF. Consiglio quindi a coloro che sono interessati alla X-S20 di equipaggiarla piuttosto con l’ottimo XF 18-55 mm f/2,8-4,0, più costoso, ma molto migliore oppure con il nuovo XF 16-50 mm f/2,8-4,8, compatto e leggero.
Fujinon XF 23 mm f/2,0 R WR
Questo obiettivo è un grandangolo moderato di buona luminosità, equivalente ad un 35 mm, adatto per moltissimi usi: strada, interni, paesaggi, ritratto ambientato ed altro. La costruzione è ottima interamente in metallo e di dimensioni molto contenute ed è protetto da acqua e polvere. E’ dotato della ghiera dei diaframmi senza pulsante di blocco sulla posizione A automatico. La ghiera per la messa a fuoco scorre morbidamente e con precisione ed agisce elettronicamente.
E’ costituito da 10 elementi in 6 gruppi con 2 elementi asferici. La messa a fuoco minima è di 22 cm con un ingrandimento massimo 0,13x. Il motore AF è di tipo passo-passo. Il diaframma ha 9 lamelle e si chiude fino a f/16. Il diametro è di 60 mm per 52 mm di lunghezza, il diametro per filtri è di 43 mm, il peso è 180 g.
Costa 439 €.
Apertura equivalente
L’apertura equivalente è f/2,8.
Risoluzione
Riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore.
La risoluzione al centro è buona da tutta apertura f/2,0, poi diventa molto buona fra f/4,0 e f/11 e cala per la diffrazione ma è ancora buona a f/16. I bordi sono abbastanza vicini, discreti a f/2,0, poi buoni fino a f/11 e con una diminuzione leggera a f/16.
Ho provato questo obiettivo anche con la X-H2 da 40 Mpx.
In questo caso ovviamente i risultati sono migliori, in particolare a f/5,6 e f/8,0, ma le differenze sono meno accentuate che quelle con lo zoom 15-45.
Distorsione
La distorsione è 0,6 % a barilotto, quindi trascurabile ed è corretta automaticamente dalla macchina o dal convertitore raw se possiede il profilo dell’obiettivo.
Vignettatura
La vignettatura a tutta apertura f/2,0 è di 2,7 stop, 1,7 a f/2,8, 1 da f/4,0 in avanti; anche questa è corretta automaticamente dalla macchina o dal software.
Questo 23 mm è un ottimo obiettivo, leggero e compatto, con un’ottima risoluzione se il sensore lo permette. La vignettatura, accentuata, come è normale a tutta apertura, non preoccupa in quanto può essere corretta automaticamente. E’ molto adatto per le fotocamere Fujifilm più compatte come la X-E4, la X-T30 II e le X-S10 e X-S20.
Stabilizzazione
La X-S20 è dotata della stabilizzazione a “5 assi” sul sensore come tutte le ultime Fujifilm. Ho effettuato le prove con lo zoom XF 16-80 stabilizzato che avevo in prova con la X-H2.
Con il 16-80 gli scatti sono stati effettuati alla focale massima di 80 mm (120 mm equivalenti) a partire da 1/125 e raddoppiando di volta in volta il tempo di scatto.
Fino a 1/8 di secondo, 4 stop, si ottengono foto nitide, a 1/4, 5 stop, alcune sono nitide e alcune no; a 1/2 secondo, 6 stop, ho ottenuto una foto nitida, ma il risultato non è garantito.
In conclusione quindi la stabilizzazione sul sensore consente di guadagnare sicuramente 4 stop e facendo più scatti anche 5 contro i 6 specificati da Fujifilm .
Un buon risultato.
Autofocus
L’autofocus si è dimostrato sempre molto veloce e sensibile anche in condizioni di luce scarsa. Il rilevamento dei volti e degli occhi funziona abbastanza bene e da sicurezza nello scatto di ritratti, anche se certe volte stenta ad individuare i volti e gli occhi specialmente nel caso di persone non inquadrate frontalmente. Anche il rilevamento di soggetti come animali, uccelli, anto, moto, bici ed altri veicoli funziona bene, anche se è preferibile usare l’autofocus a zona da puntare sul soggetto che poi viene agganciato e mantenuto a fuoco piuttosto che usare l’area completa in quanto in questo caso può succedere che l’autofocus perda, magari per un ostacolo che lo copre, il soggetto principale e salti su un altro pià facile da mettere a fuoco.
Scattando in raffica, in cui ho condotto le prove con l’XF 100-400, ha funzionato bene. Usando la funzione Tracking con area allargata è sempre riuscito ad agganciare il soggetto, che erano auto abbastanza grandi e ben isolate, e le foto sono risultate praticamente tutte a fuoco, tranne una ventina su quasi novecento. Quelle fuori fuoco sono risultate praticamente solo per auto che si allontanavano, come se l’autofocus avesse qualche difficoltà a riconoscerle posteriormente. Nelle riprese di auto da corsa in autodromo è riuscito sempre ad individuare ed a mettere a fuoco il soggetto.
Nelle riprese video ha funzionato abbastanza bene, mostrando solo qualche incertezza quando si usa lo zoom su soggetti in movimento, prontamente recuperata.
E’ quindi un autofocus efficiente e veloce con un miglioramento rispetto a quello della X-S10 anche se rimane qualcosa da perfezionare per arrivare al livello della X-N2S.
Raffica
Le possibilità di scatto in raffica della X-S20 sono piuttosto articolate come esposto nelle impressioni d’uso. Per valutarne le prestazioni ho effettuato le prove usando una scheda SD UHS II da 300 Mbps, scattando in priorità dei tempi a 1/1000 con fuoco manuale, sia in jpeg normal che in raw compresso senza perdita, con batteria ben carica. A tutte le velocità è disponibile la visione live view nel mirino o nello schermo.
Jpeg
H con otturatore meccanico a 8 fg/s
Le X-S20 ha scattato a 8 fg/s indefinitamente.
H con otturatore elettronico a 20 fg/s
Le X-S20 ha scattato a 20 fg/s per 11 secondi, poi ha rallentato a 7 fg/s.
Raw
H con otturatore meccanico a 8 fg/s
Ha scattato a 8 fg/s per 3,5 secondi, poi ha rallentato scattando irregolarmente a 2/3 fg/s.
H con otturatore elettronico a 20 fg/s
Le X-S20 ha scattato a 20 fg/s per meno di un secondo, poi ha rallentato scattando irregolarmente 2/3 fg/s.
Raw + jpeg
H con otturatore meccanico a 8 fg/s
Ha scattato a 8 fg/s per 1 secondo, poi ha rallentato a 5 per 6 secondi ed infine scattando irregolarmente a 2 fg/s.
H con otturatore elettronico a 20 fg/s
Le X-S20 ha scattato a 20 fg/s per meno di un secondo, poi ha rallentato scattando irregolarmente 2/3 fg/s con lunghe pause.
Per le prove pratiche ho scattato nella mia consueta postazione di prova a veicoli ad elevata velocità, sia in avvicinamento che in allontanamento, con il 100-400 a400 mm. Ho usato una scheda UHS II da 300 mb/s, esposizione manuale a tutta apertura f/5,6 con tempo di 1/1250, ISO auto per la corretta esposizione, autofocus continuo con opzione bilanciata tra fuoco e scatto, AF a inseguimento su tutta l’area di messa a fuoco, in jpeg normal, provando con l’otturatore elettronico a pieno formato.
In queste condizioni la X-S20 ha scattato raffiche con velocità costante di 20 fg/s. L’autofocus è riuscito a seguire bene i soggetti con solo qualche fuori fuoco. Si è notata però qualche difficoltà i veicoli in allontanamento.
In complesso le prestazioni della X-S20 nelle prove di raffica sono positive, anche se il buffer di memoria risulta ridotto e si esaurisce abbastanza presto, specialmente in raw.
Video
La X-S20 ha ricevuto parecchia attenzione da parte di Fujifilm per la parte video.
La ripresa video si attiva posizionando la manopola delle modalità di funzionamento su video, ma può essere attivata anche nelle altre modalità premendo direttamente l’apposito pulsante rosso. Questa ora arriva al 6.2K/30 p 4:2:2 a 10 bit senza ritaglio, oltre che 4K/60p e FHD/240p ed è provvista di F-Log2 per una gamma dinamica estesa a 13 stop.
La nuova interfaccia di comando Vlog, selezionabile tramite la ghiera delle modalità, che consente quando si fanno delle riprese self rivolti allo schermo di interagire facilmente con la fotocamera tramite touch sullo schermo per controllare le principali impostazioni si è rivelata molto comoda per chi fa questo tipo di ripresa. Anche la nuova funzione, attivabile sempre via schermo, che aggancia con l’autofocus un qualsiasi oggetto, anche piccolo, ripreso in primo piano e poi lo segue dovunque si sposti nell’inquadratura, si rivela molto utile ad esempio per la presentazione e descrizione con un video di prodotti.
Nelle prove ho riscontrato una nitidezza elevata nelle riprese 4K con una corretta esposizione e bilanciamento del bianco, la messa a fuoco ha funzionato bene dimostrando solo raramente qualche incertezza durante l’uso dello zoom, prontamente recuperata. Eventuali passaggi di disturbo davanti alla scena non l’hanno influenzata.
Galleria
Le foto sono state scattate a Roma. Prevalentemente ho usato la impostazione automatica della sensibilità che se la luce è sufficiente si imposta a 160 ISO, mentre per le foto in poca luce è arrivata fino a 2500 ISO grazie all’uso di obiettivi di alta luminosità, tranne per una foto di soggetti in movimento in cui ho dovuto ridurre drasticamente il tempo di scatto. L’impostazione colore è stata per tutte quella standard Provia. Ho scattato in raw convertendo le foto con CaptureOne senza riduzione di rumore, tranne per quelle ad alta sensibilità, oltre 1600 ISO, per le quali ho eliminato il rumore colore.
Le foto risultano tutte ben esposte nelle situazioni normali. In quelle critiche come il controluce o situazioni di alto contrasto la X-S20 tende a privilegiare l’esposizione per le luci sacrificando le ombre. questo può produrre dei jpeg molto contrastati e con ombre scure e poco leggibili, ma se si lavora in raw consente un buon recupero delle ombre.
I colori sono piacevoli e brillanti senza esagerazioni. Se si vogliono più vivaci si può aumentare la saturazione in macchina per i jpeg o durante la conversione per i raw, o scegliere il profilo Velvia più vivace. La risoluzione e la nitidezza sono buone. Notare la foto N° 57 scattata a 1,5 secondi per l’efficacia della stabilizzazione.
Le ultime 5 delle auto in autodromo sono state scattate con l’XF 100-400 provato in precedenza con la X-H2.
Le ultime 5 delle auto in autodromo sono state scattate con l’XF 100-400 provato in precedenza con la X-H2.
Conclusioni
Con la seri X-Sx0 Fujifilm ha cambiato totalmente i paradigma progettuale con il quale ha finora realizzato le sue mirrorless dal lato estetico e funzionale. La linea estetica infatti si differenzia dagli altri modelli della serie X-T per adeguarsi ad un design simile a quello della concorrenza e definibile più convenzionale per le fotocamere digitali. Ugualmente i comandi hanno abbandonato le ghiere per i tempi e le sensibilità per una manopola delle modalità di funzionamento come tutte le altre digitali.
Tutto questo evidentemente per aprirsi ad una clientela che proviene da altri marchi e rendere più facile il passaggio a Fujifilm ed anche per attirare un pubblico nuovo che magari si sentiva intimidito dai comandi di Fujifilm che per un inesperto possono sembrare un po’ strani.
Quello che non è cambiato invece è l’interno della fotocamera, sensore, elaboratore d’immagine, stabilizzatore, autofocus e tutto il resto, mantenendo le prestazioni dei modelli al vertice della gamma come la X-T4.
La X-S20 ha migliorato sotto diversi aspetti le prestazioni della X-S1, in particolare per autofocus, raffica e video, ma anche per il rapporto segnale/rumore alle alte sensibilità grazie all’elaboratore d’immagine X-Processor 5 di quinta generazione seppure abbinato ancora ai sensore X-Trans BSI-CMOS di quarta. Questo le consente, per alcuni aspetti, prestazioni migliori della X-T4.
Naturalmente ci sono alcune differenze rispetto alle fotocamere della serie X-Tx ed alcune rinunce. Il corpo più piccolo ha richiesto la progettazione di un nuovo stabilizzatore più compatto, il mirino rinuncia ad un po’ di risoluzione e di ingrandimento, anche lo schermo ha una minore risoluzione, mentre l’otturatore meccanico arriva solo a 1/4000, c’è un unico alloggiamento per schede SD e infine il corpo non è tropicalizzato.
Rimangono le prestazioni in foto e in video, la qualità d’immagine, la velocità e precisione dell’autofocus e anche le prestazioni in raffica.
La X-S20 è quindi un’ottima scelta per chi vuole un’ottima fotocamera, ma può fare a meno di certe caratteristiche tipicamente professionali per contenere i costi o per investire di più sugli obiettivi, ma anche come secondo corpo per chi ha già altre mirrorless Fujifilm.
Riassumendo:
Costruzione e finitura
Molto buono: la X-S20 è ben costruita e finita, in lega di magnesio.
Ergonomia e comandi
Buono: seguono lo schema di tutte le digitali; alcuni sono un po’ scomodi e manca il comando diretto delle modalità di messa a fuoco.
Menu
Molto buono: sono semplici ed abbastanza chiari, salvo alcune opzioni difficili da trovare.
Mirino
Discreto: ha una buona luminosità, ma una risoluzione base e un ingrandimento ridotto.
Schermo
Buono: la risoluzione è adeguata alla visualizzazione dei menu ed alla revisione delle foto. Come tutti gli schermi è poco visibile in esterni di giorno. Molto comoda la possibilità di ribaltamento in tutte le direzioni e la funzione per selezionare i punti AF al tocco anche con l’occhio al mirino.
Autofocus
Ottimo: è rapido e veloce anche per soggetti in movimento e garantisce un’ampia copertura dell’inquadratura.
Esposizione
Molto buono: è ottima in buona luce anche se in situazioni di forte contrasto privilegia le luci (ottimo se si lavora in raw) producendo dei jpeg poco leggibili nelle ombre.
Bilanciamento del bianco
Buono: In automatismo si è dimostrato quasi sempre corretto, tranne che in luce artificiale in cui ha dato, qualche volta, dei risultati troppo caldi che è necessario correggere.
Qualità d’immagine
Buono: buona la definizione e il contenimento del rumore alle alte sensibilità considerando che è un’APS, specialmente usando il raw e convertendo le foto con CaptureOne. Interessante la possibilità di scegliere diverse impostazioni di colore che simulano la resa, più vivace o più neutra, delle più famose e valide pellicole Fujifilm.
Raffica
Ottimo: è veloce, 20 fg/s e 30 con ritaglio 1,25x e assistita da un buon autofocus.
Video
Ottimo: riprende video fino a 6.2K. Utile la funzione Vlog dedicata ai creatori video. Ci sono la presa per microfono esterno e l’uscita HDMI per un monitor o registratore esterno, ma manca quella per cuffia.
Batteria
Ottimo: l’autonomia è molto migliorata e si può arrivare a circa 750 scatti. Non è fornito però un caricabatterie esterno.
Obiettivi
Ottimo: il corredo non è molto vasto, comprendendo 43 obiettivi, ma sono tutte ottiche di ottima qualità e sono disponibili numerose focali fisse di alta luminosità. Solo discreto però il 15-45 in prova.
In conclusione la X-S20 si è dimostrata un’ottima fotocamera adatta per tutti i generi fotografici.
Il prezzo è un po’ alto, ma adeguato alle sue qualità.
Pregi
– dimensioni e peso ridotti
– costruzione e finitura di buona qualità
– obiettivi di buona qualità e luminosità
– modalità di simulazione film e resa colori ottime
– stabilizzazione efficace
– qualità d’immagine buona anche alle alte sensibilità
– autofocus veloce e con ampia copertura
– raffica veloce
– menu semplici e chiari (vedi però difetti)
– ripresa video 6.2K
– funzione Vlog
Difetti
– l’autofocus con area estesa qualche volta perde il soggetto
– bilanciamento del bianco non sempre preciso
– risoluzione e ingrandimento mirino ridotti
– alcune opzioni di configurazione nei menu difficili da trovare
– assenza presa per cuffia
– alcuni obiettivi grandi e pesanti come per le fullframe
– non è fornito un caricabatteria
Alternative
Canon EOS R7
Mirrorless con sensore di formato APS C (22,2×14,8 mm) CMOS con 33 Mpx, corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, innesto obiettivi Canon RF con 39 obiettivi di cui 5 in formato APS, autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 651 punti AF, mirino elettronico con 2,36 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,77x, schermo orientabile in tutte le direzioni, raffica fino a 30 fg/s con AF-C, video 4K a 3840×2160 pixel 30p, Wi-Fi e Bluetooth, alloggiamento per due schede SD UHS II. Dimensioni 132x90x92 mm, peso 660 grammi.
Costa 1.499 € solo corpo e 1.879 e con lo zoom RF 18-150/3,5-6,3 IS STM.
Sony A6700
Mirrorless compatta con sensore di formato APS (23,5×15,6 mm) BSI-CMOS con 26 Mpx, corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, innesto obiettivi Sony E con 68 obiettivi, di cui 26 per solo APS e gli altri per fullframe più circa altri 100 di fornitori terzi, autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 759 punti AF, mirino elettronico con 2,360 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,71x, schermo orientabile in tutte le direzioni, raffica a 11 fg/s, video 4K a 3840×2160 pixel 120p, Wi-Fi e Bluetooth, singolo alloggiamento per schede SD UHS II. Dimensioni 122x69x64 mm, peso 570 grammi.
Costa 1.629 € solo corpo, 1.729 € con lo zoom 16-50/3,5-5,6 OSS e 2.019 con il 18-135/3,5-5,6 OSS.
















































































































































































































