Fujifilm X-Pro1: conclusioni

La X-Pr01 è una fotocamera molto particolare con un’estetica retrò che ricorda le fotocamere a telemetro. La sostanza interna però è modernissima con un’elettronica e caratteristiche all’avanguardia. E’ costruita e finita estremamente bene interamente in metallo con un ottimo trattamento superficiale zigrinato, uso pelle, che ne facilita notevolmente l’impugnatura. Anche gli obiettivi sono costruiti altrettanto bene, tutti in metallo, compresi i paraluce in dotazione.
Le caratteristiche esclusive sono molte. Quella che colpisce di più è la presenza della ghiera dei tempi sul corpo e quella dei diaframmi sugli obiettivi. Per impostare e regolare il funzionamento della macchina e l’esposizione basta agire su queste due. Se sono entrambe su A si ha il Program, spostando quella dei tempi la priorità dei tempi, spostando quella dei diaframmi la priorità ai diaframmi, spostandole entrambe il manuale. Addio a menu e rotelle! Così è molto più facile ed immediato.
Un’altra cosa notevole è il mirino. In modalità ottica consente un controllo diretto del soggetto, senza “congelamenti” (quando si preme a metà il pulsante di scatto quelli elettronici congelano un attimo l’immagine, facendo perdere il controllo del soggetto. Mi è capitato in alcune sessioni di ritratto con un cambio di espressione della modella) o scie. A secondo dell’obiettivo montato varia l’ingrandimento ed appare la cornicetta giusta. Inoltre si hanno tutte le informazioni sull’esposizione e sul punto di messa a fuoco, sia scelto automaticamente, sia manualmente. Il mirino in modalità elettronica è ugualmente valido. Ha un’ottima risoluzione e visualizza un maggiore numero di informazioni. Inoltre su quello elettronico si possono verificare le impostazioni di esposizione e di bilanciamento del bianco.
La qualità delle foto è elevata. A confronto con le Nikon D7000 e D800 la X-Pro1 supera in risoluzione la D7000 e, pur non potendo competere con la D800, se si ridimensionano le foto di quest’ultima a 16 Mpx è allo stesso livello. Nonostante non abbia il filtro antialias (per questo ha un’ottima risolvenza) l’effetto moirè ce lo si deve andare a cercare con soggetti appositi e non è superiore a quello di altre fotocamere con filtro.
Le foto in jpeg sono molto buone e si possono variare i risultati ottenibili con le impostazioni nella fotocamera per nitidezza, saturazione, colore ecc.. Molto valida poi la simulazione film con le pellicole Fuji Provia, Velvia, Astia. Con il software di conversione raw fornito, Raw File Converter EX una personalizzazione di Silkypix 3, è difficile ottenere risultati migliori, anche se possibile con molto lavoro. Con Lightroom si può ottenere qualcosa di meglio soprattutto sul rumore.
Le foto sono pulite e prive di rumore fimo a 1600 Iso. A 3200 si possono vedere solo dei leggerissmi puntini grigi sulle superfici nero uniformi come il cielo notturno, ma sulle parti illuminate non c’è rumore. A 6400 Iso i puntini aumentano un po’ e si vedono anche in zone illuminate, ma disturbano poco e non danneggiano la nitidezza dell’immagine. Più in la si può andare solo in jpeg, fino a 25.600 Iso, ma le foto perdono nitidezza a causa della riduzione di rumore.
Infine gli obiettivi. Il migliore è il 60 mm con cui ho fatto degli ottimi ritratti, già a tutta apertura. Il 35 è ottimo. Il 18 mm è il meno valido dei tre anche se è comunque molto buono.
Riassumendo:

Ergonomia e comandi

Molto buona, tutti i comandi sono facilmente comprensibili e raggiungibili anche con l’occhi al mirino. Eccellente la presenza di ghiere dirette per tempi e diaframmi.

Mirino e schermo

Il mirino ibrido è la caratteristica unica di questa macchina. Nella modalità ottica è eccellente, infatti oltre alla visione diretta del soggetto consente di controllare le impostazioni della macchina e la messa a fuoco. Nella modalità elettronica ha un’ottima risoluzione e consente di usare i menu e di controllare le regolazioni di esposizione.

Autofocus

E’ sufficiebtemente raoido per i soggetti statici e molto preciso, non ho mai ottenuto immagini fuori fuoco. L’area di messa a fuoco può essere scelta automaticamente o manualmente. Non è pensato per foto sportive e non ha una funzione di inseguimento del soggetto anche se c’è la modalità continua. Durante le riprese video ha mostrato alcune incertezze con perdite di fuoco.

Esposizione

Corretta in buona luce ed in situazioni normali. Quando il contrasto è elevato tende a sottoesporre, mentre nelle foto notturne sovraespone. Entrambe le cose sono facilmente correggibili con la ghiera di controllo dell’esposizione e verificando l’effetto nel mirino elettronico o sullo schermo, ma si deve tenerne conto.

Bilanciamento del bianco

In automatismo si è dimostrato sempre corretto. Dispone di impostazioni predefinite per varie luci e di taratura fine in gradi Kelvin.

Qualità d’immagine

Eccellente sia per risolvenza e definizione, sia per il contenimento del rumore alle alte sensibilità, specialmente usando il raw e convertendo le foto con Adobe Lightroom 4. Notevole la possibilità di scegliere diverse impostazioni di colore che simulano la resa, più vivace o più neutra, delle più famose e valide pellicole Fujifilm velvia, Provia ed Astia. Complessivamente ai vertici delle fotocamere APS e paragonabile ad alcune fullframe.

Raffica

Non è progettata per la velocità. Arriva a riprendere fra 5 e 6 fg/s per tre secondi, poi rallenta. L’esposizione e la messa a fuoco sono fissate al primo fotogramma. Nel mirino elettronico si vedono solo le foto appena scattate e non l’immagine in tempo reale, quindi per la raffica conviene usare il mirino ottico.

Video

Per la ripresa si possono regolare il diaframma, il bilanciamento del bianco, la simulazione film, la compensazione dell’esposizione e la modalità di messa a fuoco. La messa a fuoco però dimostra incertezze e perdite di fuoco.

In conclusione la X-Pro1 si è dimostrata una macchina eccellente, adatta anche a lavori professionali. Si presta particolarmente bene alla foto di strada, al ritratto, al paesaggio, allo still life, alla macro, alla foto in studio ed alle foto di eventi e cerimonie. Non è molto adatta per foto sportiva e di soggetti in rapido movimento.

Pregi

– costruzione e finitura di eccellente qualità
– comandi esterni comodi e facilmente raggiungibili
– impostazioni tempi, diaframmi ed automaismi semplici ed immediate
– eccellente mirino ibrido sia in modalità ottica che elettronica
– obiettivi di alta qualità e luminosità
– modalità di simulazione film e resa colori molto efficaci
– eccellente qualità d’immagine anche alle alte sensibilità
– risoluzione delle immagini notevole per una APS
– raffica buona ed adeguata al tipo di macchina
– funzione panorama e funzioni speciali

Difetti

– peso ed ingombro abbastanza elevati
– sovraesposizione in scarsa luce in esterni
– impossibilità di seguire il soggetto durante la raffica col mirino elettronico
– autofocus in video lento e con alcune perdite di fuoco
– Raw File Converter EX non sempre ottiene il meglio dalle immagin in raw
– gamma di obiettivi disponibili ancora limitata (ma crescerà).

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8 commenti su “Fujifilm X-Pro1: conclusioni”

  1. finalmente la macchina che avrei voluto facesse Olympus con il micro 4:3, peccato il prezzo ma credo valga la pena…, se consideriamo che l’alternativa più vicina come concezione è Leica… le ottiche poi sono accessibili anche come prezzo, nonostante la costruzione che leggo impeccabile …, complimenti Francesco per la recensione completa come al solito, cia Roberto

  2. Da tempo seguo il tuo blog e devo proprio farti i complimenti per la competenza con cui affronti gli argomenti. Ho letto con interesse anche questa recensione e, dal momento che sono interessato all’acquisto della “sorellina minore” X-E1, credo di non sbagliare se deduco che tutte le considerazioni che riguardano le ottiche ed il sensore dovrebbero valere anche per essa.
    Ringrazio per ogni eventuale ulteriore chiarimento.
    Felice

    1. Felice,
      il sensore della X-E1 è lo stesso della X-Pro1, almeno per quello che dichiara Fujifilm nelle sue specifiche. Non so se ci sono variazioni a livello di firmware, ma in ogni caso potrebbero essere solo miglioramenti. Gli obiettivi ovviamente sono gli stessi, ma la X-E1 è venduta normalmente in kit con il nuovo zoom 18-55/2,8-4,0 stabilizzato che non ha a ghiera dei diaframmi, ma è luminoso e ho trovato veramente ottimo. Il mirino è solo elettronico, ma ha una risoluzione di 2,4 Mpx superiore a quello elettronico della X-Pro1 che 1,4 Mpx.
      Ciao, Francesco

  3. Francesco, avrei da farti una domanda, gli obiettivi xc 16-55 e xc 55-230 ois II sono compatibili con questa macchina?
    Grazie.

    1. Antonio,
      si, tutte le Fujifilm con innesto X possono usare sia gli obiettivi XF che gli XC.
      Ciao, Francesco

  4. Una chiara valutazione tecnica della macchina. Complimenti. Per quanto riguarda l’esposizione mi è capitato di notare che in presenza di forte illuminazione, l’esposimetro della XPro1 tenda a sotto esporre. Difatti un confronto effettuato con l’altra mia macchina la XT1 a parità esatta di funzioni (diaframma, focale 50mm f2) il tempo di esposizione è diverso (inferiore nella XT1), dando per contro risultati visibilmente diversi per quanto attiene alla luminosità della foto e dove le foto della XPro1, sempre nella condizione di luce intensa (solare) sarebbero accettabili senza confronto, mentre sbiadite confrontate con la medesima foto scattata però con la XT1. Ambedue le macchine sono impostate su: Iso automatico, gamma dinamica su auto, bilanciamento del bianco su auto, simulazione pellicola standard. Sarei molto interessato anche a due semplici parole di risposta al mio quesito. Grazie e buon lavoro.

    1. Giancarlo,
      dalla tua esposizione non mi è completamente chiaro il problema di cui ti lamenti.
      Comunque è possibile che due fotocamere diverse, anche dello stesso modello in qualche caso, possano dare risultati leggermente diversi nella misurazione dell’esposizione. Innanzitutto per essere certi di misurare la stessa scena si dovrebbero montare su treppiedi, una dopo l’altra, con lo stesso obiettivo per ottenere la stessa inquadratura e con lo stesso tipo di misurazione, nell’ipotesi che le condizioni di luce siano costanti.
      Nelle mirrorless la misurazione dell’esposizione è fatta dal sensore. Le due X-Pro2 e X-T1 hanno sensori diversi e elaboratori d’immagine diversi e potrebbero avere tarature diverse per l’esposizione e non è detto che una sia più corretta dell’altra.
      Da quello che dici sembra che nelle scene con forte illuminazione la X-Pro2 tenda a sottoesporre e ciò significa salvaguardare le luci, cose che in linea di massima è corretta in quanto le ombre sono più facilmente recuperabili specialmente se si lavora in raw, mentre le luci bruciate sono irrecuperabili.
      Se però a te sembra che sottoesponga puoi sempre agire sul controllo dell’esposizione impostandolo per una sovraesposizione secondo quanto ritieni opportuno.
      Ciao, Francesco

      1. Ciao Francesco. Ti ringrazio moltissimo per la esauriente risposta ed in tempi ultrarapidi. Con molta probabilità d’altronde nel mio “test” un po’ alla buona, avrò inserito qualcosa di involontario e che, sfuggendomi, ha differenziato il risultato tra le due mie macchine.. Grazie ancora di nuovo Francesco augurandoti un buon lavoro. Giancarlo

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