Panasonic LX-7: uso in pratica

Per la prova ho avuto oltre alla fotocamera anche il mirino elettronico opzionale.

La LX-7, come già illustrato, è una macchina abbastanza compatta anche se non piccolissima. Confrontata con la Canon EOS-M, sensore APS, con il 22 mm montato le dimensioni non sono molto diverse. E’ possibile metterla in una tasca di una giacca, anche se il peso, essendo tutta in metallo, si fa sentire un po’. Nei jeans o nel taschino di una camicia o di una maglietta invece la sporgenza dell’obiettivo da un po’ fastidio. Entra comunque in qualsiasi piccola borsa o marsupio dove spesso l’ho trasportata. Durante il trasporto mi sono accorto però che la manopola principale di comando sulla calotta, che imposta le modalità di funzionamento, è priva di blocco e può facilmente spostarsi da una posizione ad un’altra. E’ quindi sempre necessario controllarla prima di iniziare a scattae. Anche il comando per la scelta del formato delle foto, sulla parte superiore dell’obiettivo, può inavvertitamente spostarsi.

Osservandola da vicino si nota l’ottima costruzione e finitura. La macchina ha un aspetto solido e di qualità.

I comandi principali tutti concentrati sulla destra consentirebbero di usarla impugnandola con una sola mano, ma per una migliore stabilità ed un’inquadratura più precisa è bene tenerla con entrambe le mani.

Lo schermo da 3″ con 920.000 pixel è nitido ed ha una buona resa dei colori, ma come tutti gli schermi non consente una visione ottimale in condizioni di forte illuminazione, specialmente in controluce. Sullo schermo possono essere visualizzate tutte le impostazioni della fotocamera, con quattro modalità predefinite. La prima, molto semplice, prevede uno schermo completamente pulito e senza informazioni. La seconda aggiunge solo una livella sull’asse longitudinale. La terza sovrappone tutte le informazioni sulle impostazioni della fotocamera, concentrate prevalentemente in alto, la quarta aggiunge anche la livella.
il mirino elettronico però è molto più comodo da usare. Ha una risoluzione elevata, 1,44 Mpx, e non è affatto da rumore quando si inquadrano scene a bassa luminosità come altri mirini. Può visualizzare tutto quello che si vede sullo schermo con la comodità di potere effettuare tutte le regolazioni senza staccare la macchina dall’occhio. I difetti sono due: la commutazione fra schermo e mirino è solo manuale, premendo un pulsante sul mirino, ed il prezzo di circa 170 € che fa lievitare il costo totale di questa combinazione ad almeno 600 €.

I comandi sono simili molto comodi, con la ghiera principale per impostare le modalità di funzionamento da automatica a priorità o manuale e la ghiera posteriore che consente, a secondo del tipo di funzionamento, di impostare i tempi e la compensazione dell’esposizione in modo semplice ed immediato. I diaframmi si impostano invece con la ghiera attorno all’obiettivo come una volta. La stranezza di questo comando è solo che quando l’obiettivo è regolato su una focale maggiore della minima, come ad esempio in tele dove la luminosità è f/2,3, fa alcuni scatti a vuoto partendo da f/1,4 prima di arrivare a modificare l’impostazione. Anche la sensibilità Iso può essere impostata, escluso quando si usa la modalità iAuto, direttamente con il pulsante alto del pad. Molto comodo poi il quick menu per impostare la maggior parte degli altri parametri, che varia a secondo delle modalità di funzionamento.

La messa a fuoco è a rilevamento di contrasto. L’area di messa a fuoco può essere scelta automaticamente (Multipla), oppure si può scegliere quella centrale o infine a inseguimento (TRACKING) che aggancia un soggetto in movimento e lo segue, attivabile premendo il pulsante centrale del pad, oppure. Infine c’è la messa a fuoco manuale con la possibilità di ingrandimento dell’area di messa a fuoco. In modalità Macro la LX-7 può arrivare a mettere a fuoco fino a 1 centimetro dalla lente frontale.
La LX-7 dispone anche della funzione di rilevamento dei volti con anche la possibilità di memorizzarne alcuni.
L’autofocus si è dimostrato preciso e quasi mai ho riscontrato foto fuori fuoco. La sua velocità è abbastanza buona per soggetti statici ed in movimento non troppo veloce. Anche la sensibilità è buona, specialmente alla focale grandangolare alla quale l’obiettivo è più luminoso che a quella tele. Durante le riprese video si è comportao bene e non ha mai perso il fuoco.

L’esposizione può essere totalmente automatica in Auto intelligente. In questo caso la fotocamera esegue tutto automaticamente compresa la selezione della scena. Le scene disponibili sono numerose e coprono tutte le esigenze.
In alternativa si può usare il programma P, eventualmente impostando la sensibilità Iso se non è su Auto, variare la coppia tempo/diaframma con la ghiera di comando e la compensazione dell’esposizione con l’apposito pulsante; nelle priorità ai tempi o diaframmi, regolandoli con le ghiere di comando, o l’esposizione manuale nella quale si regolano i tempi e i diaframmi con le due ghiere e facendo riferimento ad una indicazione di sovra o sottoesposizione sullo lo schermo. La sovra o sottoesposizione in tutte le modalità è indicata da una scala graduata a 1/3 di EV fino a +/- 3 EV. In modalità Iso Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo e, coadiuvata dallo stabilizzatore consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!). La lettura esposimetrica può essere valutativa, con prevalenza al centro o spot.
Oltre a queste modalità di esposizione c’è anche la possibilità di riprese panoramiche. E’ possibile memorizzare due diversi profili utente per diverse situazioni di scatto richiamabili ruotando la manopola delle modalità in posizione C1 o C2.
L’esposizione si è dimostrata sempre corretta sia di giorno con buona lucesia di notte. Solo in qualche raro caso, in presenza di forti contrasti e controluce ho dovuto apportare qualche correzione, il cui effetto viene visualizzato sullo schermo.

E’ disponibile anche una funzione i.dinamico per ottimizzare la gamma dinamica, e la funzione i.HDR automatica che scatta tre foto in sequenza ravvicinata con diverse esposizioni e poi le fonde per registrare l’intera gamma dinamica, utile in situazioni di forte contrasto.

Sono disponibili inoltre numerosi effetti immagine, modalità Controllo creativo, utilizzabili solo salvando le foto in jpeg, ognuno con diverse varianti: espressivo,nostalgico, high key, sottoesposizione, sepia, monocromatica dinamica, opera d’arte, alta dinamica, processo incrociato, effetto giocattolo, effetto miniature, messa fuoco soft, filtro a stella, punto colore, sfocatura morbida, sfocatura radiale.

Il bilanciamento del bianco può essere automatico e da quasi sempre buoni risultati, oppure su 8 diversi valori prefissati. E’ possibile anche effettuare e memorizzare una taratura personalizzata oppure regolare la temperatura di colore in gradi Kelvin ed effettuarne una regolazione fine.

C’è anche la possibilità di impostare una serie di stili standard, vivido, naturale, monocromatico, panorama, ritratto e personalizzato, ciascuno personalizzabile per nitidezza, saturazione colore, contrasto e riduzione rumore. Per default lo stile standard è abbastanza conservativo, a differenza di quello che avveniva con la precedente LX-5, come impostazioni di nitidezza e saturazione. Se piacciono le foto molto nitide e vivaci conviene modificarlo o usare direttamente lo stile vivido.

La sensibilità Iso può essere regolata automaticamente o manualmente, a passi di 1/3 EV, da 80 a 6400 Iso. La regolazione automatica, come detto, tiene conto della focale dell’obiettivo impostata sullo zoom.

Lo stabilizzatore è ottico. La sua efficacia è buona, consentendo di scattare foto ben nitide anche con tempi di scatto lunghi come 1/15 e anche meno. La macchina è comunque molto stabile grazie anche alla dolcezza del pulsante di scatto. Come si può vedere dai ritagli allegati consente un guadagno di circa 3 stop.

P1000938s
Stabilizzata – 1/4 sec
P1000927s
Non stabilizzata – 1/30 sec
P1000920s
Non stabilizzata – 1/4 sec

Le foto possono essere salvate in formato 3:2, 4:3, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni per ciascun formato. Per il 4:3 possono essere 10 Mpx, 7 Mpx, 5 Mpx, 3 Mpx, 2 Mpx e 0,3 Mpx e possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Standard, in raw (RW2) e in raw più jpeg.

Il flash incorporato può scattare automaticamente nelle modalità Auto intelligente e nelle scene ritratto e macro, o essere impostato per l’uso forzato. Si apre con un apposito pulsante. Dispone di sincronizzazione lenta per riprendere anche lo sfondo e di funzione per l’eliminazione degli occhi rossi. La sua potenza è abbastanza buona e adatta ad illuminare anche un ambiente medio.

La LX-7 dispone di ripresa a raffica: a 2 e 5 fg/s la messa a fuoco può essere bloccata al primo scatto o regolata foto per foto come l’esposizione e si possono scattare almeno 100 foto in jpeg. A 11, 40 e 60 fg/s la risoluzione è ridotta a 5 Mpx fino a 40 fg/s e a 3 Mpx a 60 fg/s, l’esposizione e la messa a fuoco sono fissate alla prima foto e la raffica può durare circa un secondo.

La ripresa video consente di riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel 60/50p o 60/50i in formato AVCHD o in formato MP4 a 30 o 25 fg/s. E’ disponibile anche una ripresa HD a 1280×720 pixel MP4 a 30 o 25 fg/s o VGA a 640×480 pixel sempre a 30o 25 fg/s. Durante la ripresa la messa a fuoco e l’esposizione sono regolate automaticamente compresa la scelta della scena, ma impostando la manopola dei modi di funzionamento su Filmato è possibile selezionare le priorità disponibili e anche il manuale, oltre che le scene e gli effetti speciali. E’ possibile scattare foto durante la ripresa video senza interromperla. Le foto saranno di formato 16:9 e con dimensioni di 3,5 Mpx.

La LX-7 si è dimostrata una buona macchina. L’ho usata spesso anche in condizioni di scarsa illuminazione sfruttando a pieno la luminosità del suo obiettivo. E’ piacevole e facile da usare, specialmente con il mirino esterno, veramente chiaro e nitido. Purtroppo questo comporta, oltre il suo costo, di doversi portare dietro due compnenti separati, da staccare quasi sempre se si vuole mettere la macchina in tasca o in un marsuoui. L’accensione non è rapidissima in quanto lo zoom deve essere estratto, così pure lo spegnimento se si deve attendere il completamento della scrittura del buffer di memoria.
La qualità d’immagine è buona (per un esame dettagliato si veda la pagina dedicata al sensore) e in interni si può scattare senza problemi in luce ambiente sfruttando il buon obiettivo e la sua grandissima luminosità che non richiede di aumentare molto la sensibilità in poca luce anche in tele. La gamma focale dello zoom è adatta alla maggior parte degli usi a cui questa fotocamera è destinata. Il grandangolo va bene per interni, come detto, per paesaggi, monumenti, gruppi. Il tele è adatto a riprendere dettagli non troppo distanti oppure ottimi ritratti. Con la funzione macro si possono riprendere oggetti piccoli avvicinandosi fino a pochi millimetri.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 4:3 nativo del sensore.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 3200 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma fornito da Panasonic Silkypix 3.1 SE e con Adobe Lightroom 4.4.

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Un commento su “Panasonic LX-7: uso in pratica”

  1. L’ho comprata in occasione un mese e mezzo fa.
    I comandi sono comodi e l’ergonomia è buona. Il difetto principale sono le dimensioni, nel senso che non è effettivamente una tascabile come la Sny RX100, almeno non in questa stagione (con un giaccone magari è diverso).
    Per la qualità di immagine sospendo ancora il giudizio. Ho avuto per ora risultati buoni e meno buoni. Soprattutto per quanto riguarda i colori (certe dominanti verdi nei prati o sotto gli alberi primaverili…).
    Gli effetti speciali sono simpatici, ho provato ad usare l’effetto miniatura: bello, anche se molto diffcile (anzi impossibile) controllare cosa verrà a fuoco e cosa no..
    Molto comodo il cambio di formato, specialmente per me che amo molto i formati 1:1 o 16:9.
    Ho girato un solo video in automatico: buona qualità ed esposizione.
    Last but not least, il design è molto bello. Io ho osato e l’ho presa bianca (orrore!).
    Ah, non è facile trovare la custodia giusta: o troppo grandi o troppo piccole. Ho visto su web delle custodie tipo pronto uso in cuoio: ci sto facendo un opensierino, anche se tempo impiccino nell’uso..

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