Nikon D600: uso in pratica

Per la prova ho avuto a disposizione una D600 dotata dell’obiettivo AF-S 24-85 mm f/3,5-4,5 VR fornito normalmente in kit e AF-S 70-200/4,0 VR.

La D600 è una reflex di di,ensioni abbastanza contenute per una fullframe con dimensioni di poco superiori a quelle della D7000 e D7100, quasi esclusivamente per la maggiore sporgenza del pentaprisma. La D600 è comunque ben proporzionata e le sue dimensioni e peso, non esagerati, consentono di impugrnarla bene, accedendo facilmente a tutti i comandi, mentre il peso non stanca troppo nel portarse la in giro anche per lungo tempo.
La costruzione è ottima con la parte posteriore e superiore del corpo in metallo, con il solito rivestimento zigrinato Nikon, che ne facilita l’impugnatura evitando che possa essere scivolosa.
Con l’obiettivo usato principalmente per la prova, AF-S 24-85 VR, l’insieme è equilibrato e facile da trasportare, anche se l’obiettivo ha un diametro un po’ maggiore di quello che ci si aspetterebbe. Naturalmente ci vuole una borsa pronto o fotografica. Il 24-85 è abbastanza valido come zoom di uso universale per foto di viaggio, paesaggio, interni, ritratti, gruppi, eventi e cerimonie anche se qualche mm di focale in più sarebbe utile. Purtroppo il 24-120/4,0 VR costa molto di più, addirittura più del 28-300 VR che potrebbe essere invece una buona alternativa. Delle caratteristiche e qualità dell’obiettivo parlerò nell’apposita pagina. Se si volesse una maggiore escursione focale, o un tele più spinto la scelta migliore sarebbe quella di abbinarlo ad uno zoom AF-S 70-300/4,0-5,6 VR come nel mio caso, o al 70-300 VR. Naturalmente nel catalogo Nikon sono disponibilimolti altri tele e tele zoom di qualità.
E’ comunque una soddisfazione usare gli obiettivi per la loro focale effettiva senza dover sempre considerare i fattori moltiplicativi e tutte le complicazioni che comportano.

I comandi seguono il classico schema Nikon e sono posizionati sia sulla sninstra dell schermo che sulla calotta, con una disposizione che metterà subito a loro agio chi già è abituato alle reflex di questa casa, ma potrà richiedere un qualche periodo di apprendimento ad altri. In particolare è un po’ scomodo il pulsante per la selezione della sensibilità Iso, posizionato in basso a sinistra (oltretutto in posizione diversa da quella della D7000) che richiede per il suo azionamento , da effettuare col pollice sinistro, di spostare la normale posizione della mano sinistra da sotto l’obiettivo, cosa che può rivelarsi molto scomoda con lunghi e pesanti tele. Sarebbe molto meglio posizionarlo sulla calotta accanto al pulsante di scatto, ma forse Nikon pensa che con il perfezionamento della funzione Auto Iso sarò usato solo saltuariamente. Oltretutto il pulsante va tenuto premuto per effettuare la regolazione impegnando così entrambe le mani. Molto comoda invece la leva di accensione coassiale al pulsante di scatto che consente di accendere la macchina con un dito mentre la si porta all’occhio se la si trasporta come faccio io tenendola con la destra dall’impugnatura con la cinghia attorcigliata al polso mentre si va in giro per turismo. Così il peso non si sente ed è possibile portare la macchina all’ochhio in un attimo.

La scelta delle modalità autofocus e dei punti di messa a fuoco si effettua con un pulsante alla base sinistra dell’innesto obiettivi e con l’ausilio delle due ghiere: facile e rapido. La messa a fuoco manuale si imposta con una piccola leva coassiale al pulsante. Anche la compensazione dell’esposizione è facilmente effettuabile, nelle modalità P, A e S, premendo l’apposito pulsante accanto a quello di scatto e azionando direttamente la ghiera di controllo posteriore. Il program shift ugualmente si ottene con la ghiera di controllo posteriore che serve anche per la regolazione di tempi e diaframmi nelle relative priorità. In manuale la ghiera di controllo anteriore serve per i tempi e quella posteriore per i diaframmi. Sempre molto rapido e semplice. Ugualmente comoda è l’impostazione della modalità di misurazione esposimetrica con il pulsante vicino a quello di scatto. Tutte queste impostazioni si possono quindi effettuare con l’occhio al mirino. La modalità di raffica invece deve essere impostata ruotando l’apposita ghiera sotto quella delle modalità di funzionamento, che deve essere preventivamente sbloccata, ma questa impostazione non chiede la stessa rapidità delle altre e non è importante che possa essere effettuata tenendo d’occhio l’inquadratura. Tutte le regolazioni possono essere effettuate anche controllandole sul pannello LCD superiore. Per tutte le altre regolazioni è molto comodo richiamare sllo schermo il menu di regolazione rapida e poi effettuarle con questo. Anche il live view si aziona immediatamente con l’apposito pulsante selezionando preventivamente se si vogliono effettuare riprese foto o video. La ripresa video sarà poi attivata dal pulsante rosso accanto a quello di scatto. Complessivamente l’ergonomia e l’usabilità dei comandi è buona anche se richiede un minimo di apprendistato per chi non è “nikonista” e in qualche punto potrebbe essere suscattibile di miglioramento.

Il mirino a pentaprisma con copertura del 100 % e ingrandimento reale di 0,70x con 50 mm è molto ampio e luminoso, come solo in una fullframe può essere. E’ un piacere inquadrare con questo mirino e ritrovare l’ampiezza e la luminosità di quelli delle reflex a pellicola. In pratica è come passare dai vecchi televisori con i piccoli schermi a tubo ai grandi pannelli al plasma o LCD. I punti AF visualizzati in rosso al momento della messa a fuoco. Alla sua base sono visualizzate tutte le impostazioni della fotocamera, tempi, diaframmi, sensibilità, compensazione dell’esposizione, WB, modalità di scatto, impostazione flash, blocco AE/AF e conferma messa a fuoco, quindi si può scattare senza distogliere l’occhio dal mirino.

Lo schermo da 3″ con 921.000 pixel ha una buona nitidezza, ma come tutti gli schermi non consente una visione ottimale in condizioni di forte illuminazione, specialmente in controluce.

La D600 non è dotata di stabilizzatore integrato, ma si affida a quello degli obiettivi. Il 24-85 e il 70-200 provati sono dotati di stabilizzatore abbastanza efficace visto che anche con tempi relativamente lunghi non ho ottenuto foto mosse. Dalle mie prove ho rilevato che consente di guadagnare circa 3 stop sul tempo di esposizione.

La messa a fuoco è, come in tutte le reflex, a rilevamento di fase con 39 punti di cui 9 a croce. I punti AF coprono però solo la parte centrale dell’inquadratura non estendendosi sufficientemente verso i lati per mettere a fuoco soggetti posizionati lateralente o per seguire un soggetto in movimento. La sensibilità dell’autofocus arriva a -1 EV, ma è presente un illuminatore ausiliario a led. In live view o durante le riprese video la messa a fuoco è effettuata su tutto il sensore a rilevamento di contrasto. La velocità con l’obiettivo AF-S 24-85 o con l’AF-S 70-200 dotato di motore ad ultrasuoni è veloce e precisa come in tutte le reflex Nikon di categoria superiore. La messa a fuoco è quindi efficace anche per soggetti in rapido movimento e l’unico limite è quello della ridotta copertura dell’inquadratura da parte dei punti AF per il focus tracking o per soggetti posti lateralmente.
La messa a fuoco in live view e col video è invece molto più lenta e questo comporta alcune perdite di fuoco durante le riprese.

L’esposizione può essere totalmente automatica in Auto. In questo caso la fotocamera esegue tutto automaticamente compresa la selezione della scena e dello stile. In modalità scene invece si può scegliere la scena più appropriata alla foto da riprendere. In alternativa si possono usare il programma P con la possibilità di cambiare la coppia tempo/diaframma (program shift) con la ghiera di posteriore, le priorità ai tempi o diaframmi o l’esposizione manuale. In questo caso su un’apposita scala viene indicata la differenza fra l’esposizione impostata e quella misurata fino a +/- 3 EV. In tutte le modalità è molto facile regolare la macchina con le due ghiere. La sensibilità ugualmente si può regolare, se non si usa in Auto, premendo il pulsante dedicato e con la ghiera, oppure con il pannello di controllo rapido. In modalità Iso Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo e, coadiuvata dallo stabilizzatore, se presente sull’obiettivo, consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!). La lettura esposimetrica può essere valutativa, parziale o spot.
L’esposizione si è dimostrata sempre corretta sia con molta luce sia di notte anche in presenza di forti contrasti e solo in casi veramente al limite ho dovuto apportare delle correzioni, a differenza di prcedenti reflex Nikon che in casi di forte contrasto tendevano a privilegiare le ombre bruciando le luci. Tendenzialmente opera in modo equilibrato, cercando di salvare le luci; in qualche caso quindi le ombre possono risultare un po’ scure e si deve intervenire con la compensazione dell’esposizione o, meglio, con il D-Lighting attivo. Come in tutte le Nikon si possono scegliere vari stili per le foto definiti Picture Control: standard, ritratto, paesaggio, neutro, saturo, monocromatico. Ciascun Picture Control è personalizzabile riguardo a nitidezza, contrasto, saturazione e tonalità. Si possono inoltre creare nuovi Picture Control utente sia direttamente in macchina sia sul computer con l’apposita utility di Nikon e poi trasferirli in macchina. Questo vale per le foto salvate direttamente in jpeg. Se si usa il raw è possibile applicare i Picture Control a posteriori, durante la fase di conversione in jpeg. E’ infine disponibile la funzione HDR che effettua due scatti, con esposizioni diverse e li combina in un’unica immagine jpeg (non è possibile usare questa funzione per le foto salvate in raw).

Una caratteristica importante delle fullframe è il maggiore controllo che consentono sulla profondità di campo. Infatti a parità di f/stop (cioè di numero di diaframma) una fullframe ha una profondità di campo inferiore ad una APS o a una Micro 4/3 rispettivamente di uno stop o di due stop. Usando quindi gli obiettivi alla massima apertura, in particolare con i focale fissa di grande luminosità, si può isolare il soggetto dallo sfondo con una profondità di campo ridottissima, cosa impossibile o quasi con i formati più piccoli. Se invece serve una profondità di campo elevata si può chiudere il diaframma, allungando il tempo di posa per i soggetti statici, oppure aumentando la sensibilità Iso, senza penalizzazioni per la qualità d’immagine.

La D600 ha la possibilità di funzionare sia con gli obiettivi FX che con i DX. In questo secondo caso si commuta automaticamente in modalità DX usando solo la parte centrale del sensore (circa 10 Mpx) per la ripresa. In entrambi i casi le foto possono essere salvate in diverse dimensioniLe foto possono essere salvate in varie dimensioni, in FX grande a 24 Mpx, media a 17 Mpxe piccola a 6 Mpx, in DX grande a 10 Mpx, media a 6 Mpx e piccola a 2,5 Mpx e possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine, Normal o Basic, in raw (NEF) e in raw più jpeg con tutte le combinazioni.

La D600 dispone di flash integrato come tutte le Nikon fullframe trane la D4. Il flash ha la potenza sufficiente per essere usato come luce di schiarita o per soggetti abbastanza vicini e può comandare senza fili flash esterni appartenenti al sistema CLS Nikon. Se si vuole usarle il flash intensivamente + bene utilizzarne uno esterno della gamma dei Nikon SB.
Il tempo di sincronizzazione flash massimo è di 1/250 di secondo.

La ripresa video consente di riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel in modalità MPEG-4 /H.264 con formato di registrazione MOV 30p a 30 (29,97), 25 o 24 (23,976) fg/s. E’ disponibile anche una ripresa con formato HD a 1280×720 pixel 60p a 60 o 50 fg/s. Durante la ripresa la messa a fuoco è continua. La ripresa può essere effettuata con l’esposizione completamente automatica, oppure regolando manualmente la sensibilità, il diaframma, il tempo di otturazione e la messa a fuoco. L’audio è stereo, ma il microfono integrato è solo mono, quindi per lo stereo è necessario un microfono esterno.

La D600 dispone di numerose modalità scena selezionabili manualmente.
Nell’uso la D600 si è dimostrata un’ottima fotocamera. Il suo peso ed ingombro non sono eccessivi e si porta facilmente tutto il giorno senza problemi. Se dotata di un obiettivo come il 24-85 si potranno affrontare molte situazioni fotografiche in viaggio, vacanze, eventi, mostre, ecc. senza dover cambiare obiettivo, ma naturalmente va corredata degli obiettivi adatti al tipo di riprese che si vogliono fare, scegliendo dall’enorme catalogo Nikon o da quello di altri produttori. Una buona scelta per foto generiche in viaggio e vacanza è il Nikon 28-300 VR. Il mirino è eccellente e consente un’ottima visione. Quando invece si deve usare lo schermo, come per le riprese video, ci si accorge che ha i soliti difetti di tutti gli schermi: in esterni con il sole si vede poco. L’accensione è immediata. L’interruttore coassiale con il pulsante di scatto è molto comodo comodo se si tiene, come faccio io, la macchina con la mano destra sull’impugnatura durante il trasporto, per essere pronti a fotografare. I comandi sono pratici e completi, con qualche riserva per il posizionamento ed il funzionamento di quello per la selezione della sensibilità Iso, e consentono la maggior parte delle regolazioni con l’occhio al mirino. Molto pratico anche il menu di controllo rapido. L’autofocus molto rapido non mi ha fatto perdere nessuno scatto e l’esposizione ugualmente.
La qualità d’immagine è commentata nella pagina dedicata al sensore.

Le foto pubblicate sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 25600 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma Nikon Capture NX 2 e con Adobe Lightroom 4.4.

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