Fujifilm X-20: conclusioni

La X-20 si colloca nei primi posti della categoria delle compatte di classe. La sua costruzione ed il livello di finitura sono eccellenti per una macchina di questa categoria e già al primo approccio fanno capire che non si tratta della solita compattina, ma di una macchina seria. Anche l’estetica, volutamente retrò, contribuisce a questa sensazione.
Il sensore ha dimostrato una buona qualità d’immagine e in combinazione con le funzioni automatiche consente anche al principiante o inesperto di ottenere ottime immagini nelle più diverse condizioni di luce. Per chi invece vuole intervenire personalmente sulle impostazioni la X-20 offre tutte le regolazioni possibili.
Lo schermo è molto buono e consente un’ottima visione ed inquadratura, pur con tutti i limiti che questo modo di inquadrare comporta. Il mirino è buono e riporta le indicazioni principali necessarie per il controllo della foto, può quindi essere usato quasi sempre a meno che non si voglia un controllo estremamente preciso dell’inquadratura (copre l’85 % dell’inquadratura) o non si vogliano fare riprese macro.
La messa a fuoco è abbastanza veloce in buone condizioni di luce, ma funziona bene come precisione anche quando la luce è scarsa.
Molto utili gli effetti speciali e la possibilità di scattare in diversi formati e con diverse risoluzioni.
Buona la ripresa video che consente la zoomata manuale, anche se il resto delle regolazioni sono automatiche. Utile però la ripresa ad alta velocità.
La qualità d’immagine si è rivelata complessivamente buona, ottima in esterni con luce, buona in condizioni di scarsa luce, anche se alle alte sensibilità si ha una legggera perdita di nitidezza. E’ comunque una fra le migliori compatte disponibili.

Riassumendo:

Ergonomia e comandi

Ottima, i comandi principali sono facilmente comprensibili e raggiungibili; molto comoda la ghiera per la compensazione dell’esposizione

Mirino

Il mirino è buono, abbastanza grande, riporta le indicazioni principali di scatto e di messa a fuoco ed è usabile per la maggior parte delle foto. L’unico difetto è il parziale oscuramento da aprte dell’obiettivo alla focale minima.

Schermo

Lo schemo è buono, discretamente visibile in esterni.

Autofocus

E’ sufficientemente rapido per i soggetti statici e preciso, raramente ho avuto immagini fuori fuoco, tranne che scattando in raffica. L’area di messa a fuoco può essere scelta automaticamente o manualmente. Non è pensato per foto sportive o di soggetti in movimento che non sempre riesce a mettere a fuoco. Durante le riprese video ha funzionatodiscretamente.

Esposizione

Corretta anche in condizioni di buona luce. In condizioni di scarsa luce, specie in esterni di notte, tende alla sovraesposizione di 2/3-1 stop; questo però è facilmente correggibile con la ghiera di compensazione.

Bilanciamento del bianco

In automatismo si è dimostrato sempre corretto. Dispone di impostazioni predefinite per varie luci e di taratura fine in gradi Kelvin.

Qualità d’immagine

Buona per risoluzione e definizione. Alle alte sensibilità, sopra 800  Iso, dimostra i limiti di tutte le compatte, ma si colloca ai primi posti fra queste. Rispetto alla X-10 ed alla XF1, con il precedente sensore EXR con filtro antialias, non si notano grandi differenze. Le foto sono in alcuni casi un po’ più nitide, ma la risoluzione è la stessa. Si nota solo un leggero miglioramento del rapporto segnale/rumore alle alte sensibilità. Le immagini jpeg direttamente dalla fotocamera sono già buone, quelle convertite con Raw File Converter (Silkypix 3.1) fornito da Fujifilm presentano un po’ più di rumore, i risultati migliori si ottengono con Lightroom 4.4.

Raffica

Discreta. Può essere molto veloce. Arriva a riprendere 12 fg/s per 1,5 secondi (15 foto), dopo rallenta a circa 3 fg/s. L’esposizione e la messa a fuoco sono fissate al primo fotogramma e non si ha il controllo live view, ma si può usare il mirino. Alle velocità più basse riprende a 6 o 3 fg/s con esposizione e messa a fuoco per ciascun fotogramma con live view in tempo reale. In pratica ha raggiunto i 3,5 fg/s impostando i 3 fg/, ma non tutte le foto sono risultate a fuoco.

Video

Buono. Durante la ripresa la messa a fuoco è automatica, ma si può variare il modo di messa a fuoco. Si può inoltre usare lo zoom manuale. L’esposizione ed il bilanciamento del bianco sono invece regolati automaticamente. Si possono riprendere foto durante il video. La messa a fuoco + però lenta a recuperare il fuoco.

In conclusione la X-20 è consigliabile a chi vuole una macchina ottimamente costruita, con la massima flessibilità possibile, dimensioni compatte e una buona qualità d’immagine, E’ adattia per foto di viaggio, vacanze, eventi, paesaggio, ritratto, famiglia. Può essere usata come unica fotocamera, sia una buona alternativa per chi possiede una reflex quando si vuole viaggiare leggeri. Si colloca, insieme ad altre tre o quattro fotocamere, al più alto livello dalle compatte e rientra fra le poche da consigliare a chi vuole un’alternativa compatta a reflex e mirrorless che non ne faccia rimpiangere troppo la qualità e che disponga di un mirino usabile. E’ infine l’unica compatta di qualità con un mirino veramente usabile.

Confrontandola con la precedente X-10 però si nota che la differenza in qualità d’immagine è minima e poco apprezzabile, con solo un lieve miglioramento alle alte sensibilità. Il maggiore vantaggio della X-20 è il mirino che con le indicazioni è finalmente usabile. In confronto con la XF1 si può dire che l’obiettivo con una maggiore luminosità in tele consente di scattare contenendo la sensibilità ed il rumore, c’è il grande vantaggio del mirino, ma si perde la tascabilità e l’estrema portabilità della piccola XF1.

Pregi

– costruzione e finitura di eccellente qualità
– peso ed ingombro abbastanza ridotti
– comandi esterni comodi ed facilmente raggiungibili
– modalità di accensione molto comoda e rapida
– ottimo mirino con indicazioni di scatto e messa a fuoco
– obiettivo di buona qualità con elevata luminosità e con zoom a comando manuale
– buona qualità d’immagine
– modalità di simulazione film e bianco-nero efficace
– ripresa macro
– raffica e ripresa video ad alta velocità
– funzione panorama e funzioni speciali

Difetti

– il nuovo sensore non porta grandi benefici per la qualità d’immagine
– lo schermo presenta qualche riflesso di troppo in esterni con luce viva
– obiettivo che anche in posizione di riposo sporge dal corpo eccessivamente
– sovraesposizione in scarsa luce in esterni
– leggera perdita di nitidezza alle alte sensibilità
– impossibilità di seguire il soggetto in live view durante la raffica ad alta velocità
– il software Raw File Converter (Silkypix 3.1) non offre la migliore qualità per la conversione delle foto raw

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24 commenti su “Fujifilm X-20: conclusioni”

  1. una bella recensione per una bella macchina, se non avessi sterzato sulle micro 4/3 sarebbe la prima scelta per la macchina da passeggiata …

  2. Francesco, nota di servizio: tutte le immagini della galleria di questa recensione, generano un messaggio di errore di pagina quando ci si clicca per ingrandirle.
    Credo sia un errore, non una cosa voluta.

    Bella recensione (come sempre). Ciao,

    1. Grazie Bariom.
      Quando avevo provato la pagina funzionava correttamente. Ora è di nuovo a posto.
      Ciao, Francesco

  3. Come sempre l’ennesima ” eccellente ” recensione. Mi rincuora in fatto, che alla fine non è poi così migliorativa rispetto alla X10 da me posseduta.
    Complimenti ancora.
    Nick

  4. ciao, aspettavo questa recensione! :) complimenti
    La domanda è d’obbligo a questo punto : secondo te che le hai provate entrambe, c’è molta differenza di qualità con la sony rx100? in quali condizioni soprattutto?
    Grazie
    Fabrizio

  5. Complimenti per la recensione. Bella e precisa come sempre. Fuji si dimostra come sempre una delle migliori marche in questo settore insieme a Sony Panasonic e Olympus.
    Ciao, Andrea

  6. Caro Francesco, grazie per la tua passione che condividi con tutti e che ci permette di acquisire consapevolezza e cultura fotografica cercando di rimettere sempre al centro il fotografo più che il suo strumento.

    A proposito di questa X20 mi sembra che sarebbe interessante vederla a confronto con la Panasonic LF1 che ha caratteristiche sulla carta molto simili, ma è più compatta, più versatile e abbastanza luminosa: il tutto con quasi 100€ meno.
    Hai in previsione se non un test, almeno un’impressione della LF1?
    Cordialmente,
    Ermanno

    1. Ermanno,
      la Panasonic LF1 ha caratteristiche interessanti, CMOS da 12 Mpx, zoom 28-200 equivalente e mirino elettronico e appartiene alla stessa categoria delle compatte di qualità come la Fujifilm X-20, anche se ne differisce abbastanza. Il sensore è più piccolo, da 1/1,7 invece che da 2/3″, nella Fujifilm è poi di tipo X-Trans. Il mirino ha una bassa risoluzione, 200.000 punti mentre quello della X-2′ è ottico. L’obiettivo ha un’escursione maggiore, ma alle focali medie ed alte è molto meno luminoso di quello della X-20 ed è a comando elettrico.
      Anche con queste differenze un confronto sarebbe interessante. Proverò prima o poi anche la LF1, ma per il momento non so dirti quando.
      Ciao, Francesco

  7. Ho appena letto una 30ina di pagine del tuo blog. Molto bello, interessante …..insomma tanti complimenti, ma c’è una cosa che mi attanaglia dall’avvento del digitale: riviste del settore, manuali user della casa e tanti blogger come te, cadono tutti sulla traduzione delle dimensioni sensore da frazioni di Pollice (es. 1/2″ = 0,5 inch) a millimetri !!! ….a casa mia 2+2 = 4 e se 1″ = 25,4 mm 2/3″ = 17 mm. Nel test della fuji x20 confermi che il sensore misura 8,8 x 6,6 mm (correttamente), ma lo equivali a 2/3″. La diagonale del sensore è 11 mm reali e 25,4/11 = 1/2,3″ …o mi sbaglio ????
    …c’è un calcolo che non conosco e non ho mai studiato, ho il modo di misurare i pollici è cambiato nel frattempo ??? Fanne un articolo una volta per tutte, grazie !!!

    1. Enrico,
      le denominazioni dei sensori derivano ancora dalle misure dei tubi catodici che venivano usati una volta nelle telecamere per riprendere il corrispondente formato. Il diametro del tubo catodico con il quale si poteva riprendere ub determinato formato doveva essere più grande di questo. In pratica se ne usava solo la poerzione centrale corrispondente a 2/3 del diametro effettivo. Quindi per venire al caso che gai citato il diametro di un tubo da 2/3″ è 25,4:2/3= 17 mm circa. i 2/3 di 17 mm sono circa 11 mm corrispondenti alla diagonale del formato 2/3″. Per il formato da 1″ = diametro di 25,4 mm i 2/3 utilizzabili corrispondono a 17 mm e infatti il relativo sensore da 13,2×8,8 mm ha una diagonale di circa 16 mm appena inferiore. La stessa regola si applica agli altri formati definiti in pollici.
      Ciao, Francesco

  8. …grazie mille, Francesco !!!. Sono sorpreso, contento e onorato della conoscenza che metti a disposizione di tutti. Allora ne approfitto per definire ancora una cosa: quando acquistai la Lumix LX2, credevo di avere uno zoom 28-112 mm (… avrei preferito un 24-96 mm), ma con due piccoli calcolini e prove pratiche mi sono accorto che l’equivalenza al 35mm dichiarata, è basata sul formato nativo del sensore (16:9) e che in realtà scattando foto 3:2, lo zoom reale è un 32-130 mm (!!!).
    Ma perché ci devono sempre imbrogliare con effetti speciali e colori ultra vivaci ??? se sapevo di pagare 400€ per un 32-130 mm, probabilmente avrei scelto altri modelli (magari anche migliori o meno cari). Sarebbe più corretto equivalere le Ottiche al 35mm, con il corrispondente formato Leica 3:2, o mi sbaglio anche stavolta ???. Potresti cominciare a dichiarare l’equivalenza corretta anche sul tuo Blog, magari gli altri si adegueranno di conseguenza !!!. Ciao e grazie ancora.

    1. Enrico,
      le fotocamere compatte non hanno mai dei sensori con un rapporto dimensionale 3:2 tipico della pellicola 35 mm (o formato Leica come dici tu). Di solito usano un rapporto dimensionale 4:3, ma in rari casi come nella LX-2 il sensore ha un rapporto dimensionale 16:9. Per calcolare le lunghezze focali equivalenti si fa riferimento alla diagonale del sensore ed è quindi logico che se questo ha un rapporto dimensionale 16:9 si faccia riferimento a questo. Per scattare 3:2 con questo sensore si usano solo parte dei pixel (lo stesso risultato si potrebbe ottenere ritagliando le foto sul pc) e di conseguenza l’angolo di campo coperto (o in altre parole la focale equivalente) cambiano.
      Non c’è però nessuna regola che dica che il formato di riferimento debba essere quello con rapporto dimensionale 3:2. Anche ai tempi della pellicola c’erano formati differenti come il 6×6 (1:1), il 4,5×6 (4:3), il 6×7, il 24×72 e altri. Non è quindi scontato che la focale equivalente sia rapportata al formato 3:2.
      Non mi sembra quindi che quello della Panasonic sia un imbroglio, bisognava fare attenzione al formato inusuale del sensore.
      Ciao, Francesco

      1. … sempre grazie, ma qui dovrò replicare, se me lo permetti. …le compatte non hanno mai sensori 3:2… (non è vero alcune si: es. fuji x100 o leica x2), il fatto è che nelle informazioni semplici e spesso anche nelle specifiche tecniche, il formato nativo del sensore non è mai dichiarato in modo chiaro ed inequivocabile, se non trovandolo tramite calcoli matematici con la quantità dei pixel, che molta gente comune non si immagina nemmeno di fare !!!. Io sapevo che il formato era 16/9, ma non avevo ancora idea della differenza sull’angolo di campo inquadrato e siccome l’equivalenza dichiarata era, ed è ancora riferita al 35mm (inteso come larghezza della pellicola cinematografica su cui Leica nel 1925 ideò il formato Leica [come dico io]), ho semplicemente pensato ad una corretta equivalenza con le macchine fotografiche, che utilizzano il film 35mm e scattano fotografie in formato 3/2 (24×36 mm), senza scomodare il medio formato (su rotolo 120 o 220) o le foto panoramiche. Adesso l’ho provato sulla pelle (… del portafoglio !!!). Se le informazioni dichiarate sono incongruenti con la realtà e/o incomplete, secondo me è un raggiro palese ed il motivo è sempre lo stesso: Guadagnare più denaro possibile, dando sempre meno !!! …. e non solo Panasonic, ma anche tutti gli altri, se possono fanno lo stesso. Tu sei abituato a vedere certe cose e difficilmente potrai essere tratto in inganno (per via di una certa esperienza nel settore), ma l’iniziando o l’ignaro o il consumatore medio, tante cose non le conosce ancora e dico solo per correttezza, sarebbe giusto nei riguardi di quelli che Pagano, restituire almeno informazioni chiare e dettagliate, del o dei Prodotti, che sono comunemente messi sul banco del Mercato (rionale o Mondiale che sia). Un blog acuto e semplice ma conciso e molto chiaro, come il tuo, è molto utile per tutti, quindi è solo per questo che in fondo al mio commento, consigliavo di cominciare a dare le equivalenze corrette sia dei sensori che dei rapporti di angolo di campo inquadrato. Ciao e grazie ancora per il tuo tempo.

        1. Enrico,
          se vuoi essere preciso hai ragione: su 558 compatte attualmente sul mercato ce ne sono 12 APS, 2 da 1″, una da 1,5″ e 2 fullframe che adottano il formato 3:2, cioè una percentuale del 3 %.
          Diciamo allora “quasi tutte le compatte, il 97 %, non hanno sensori con formato 3:2”.
          Resta il fatto che la focale equivalente è sempre solo indicativa e mai precisa. I dati precisi, individuabili anche sulle specifiche pubblicate sui siti web dei produttori, sono le dimensioni dei sensori e la focale reale degli obiettivi.
          Da sempre poi per il 35 mm, come per tutti gli altri formati, ci si è riferiti alla diagonale del formato per determinare l’angolo di campo di un obiettivo. Allo stesso modo ci si riferisce alla diagonale del formato per determinare il fattore moltiplicativo della focale che serve poi a calcolare la focale equivalente. L’indicazione di Panasonic quindi mi sembra corretta. L’idea che il riferimento al formato 35 mm implichi che si debbano applicare le equivalenze per un fotogramma con rapporto dimensionale 3:2 è una tua supposizione, nessuno lo fa.
          Certo che se compri una fotocamera con sensore con rapporto dimensionale 16:9 e poi la usi per foto 3:2 questo vuol dire che usi solo una parte del sensore e la focale equivalente ovviamente cambia.
          Mi spiace che tu sia caduto in questo equivoco, ma le specifiche sono chiare e le equivalenze corrette.
          Tu dici infine che il “consumatore” (termine che odio) medio o l’ignaro non capiscono queste cose: io direi che non capiscono nemmeno cosa sia la focale equivalente, guardano solo i megapixel, il rapporto di zoom (più è grande meglio è) e oggi usano prevalentemente gli smartphone e i tablet per fotografare.
          Ciao, Francesco

  9. Francesco,
    sei una persona “adorabile” e sensibile e ti ringrazio per il cordoglio, dispiace molto anche a me essere caduto nell’equivoco, cercherò di fare più attenzione in futuro, ma andiamo avanti. Mi piacerebbe precisare e ribattere ancora un po’ questo argomento, ma ho paura di rubare spazio e tempo ad un buon 97% di visitatori e come hai detto meglio tu, il consumatore (termine che odio anch’io) medio non capirebbe. Allora se vuoi una mia replica, dovrai chiederla esplicitamente nella prossima risposta, in quanto avrei da chiederti un’altra cosa: ho recentemente letto in un sito inglese (o americano non ricordo) che montando le ottiche per 35mm su un corpo ad esempio mirrorless APS-C, la profondità di campo aumenta di un fattore uguale al rapporto tra i sensori e che la luminosità rimane la stessa. E’ vero ??? …ma non dovrebbe cambiare un po’ anche la luminosità (in quanto cambia la superficie del sensore)???
    cordialmente, enrico

    1. Enrico,
      non credo che il “consumatore medio” frequenti il mio blog, ma ci siano invece molti esperti ed appassionati di fotografia quindi se vuoi puoi continuare.
      Riguardo all’uso di obiettivi fullframe su APS o Micro 4/3 quello che hai letto è vero in parte: la luminosità rimane la stessa in quanto la luce si distribuisce sempre sullo stesso cerchio di copertura quindi la quantità di luce per unità di superficie è la stessa. Anche la profondità di campo è la stessa in quanto dipende dal diametro fisico del diaframma, però un obiettivo per fullframe su APS si comporta come un obiettivo con focale 1,5 volte quella nominale e sul M4/3 come 2 volte quella nominale: insomma un 100 mm su fullframe equivale ad un 150 su APS e a un 200 su M4/3. Per avere lo stesso angolo di campo su questi formati si devono usare focali inferiori e a parità di focale equivalente la PdC è maggiore sui formati più piccoli di un valore pari al fattore moltiplicativo. Quindi un 50 mm su M4/3 equivalente ad un 100 su FF ha una PDC doppia e un 70 mm su APS equivalente ad un 105 ha una PDC 1,5 volte quella del 100 su FF. Questo è anche logico visto che la PDC dipende anche dalla focale.
      Ciao, Francesco

  10. …Allora ne approfitto per ribattere un po’ e precisare meglio alcune cose. Dici: “Resta il fatto che la focale equivalente è sempre solo indicativa e mai precisa.” NO, di solito sono abbastanza precisi (ho fatto i calcoli per molte macchinette) il fatto è che sono precisi per il formato nativo del sensore, che in linea con la percentuale che hai dato prima, è quasi sempre 4:3 e alcune rare volte 16:9 (la mia). Poi aggiungi: “I dati precisi, individuabili anche sulle specifiche pubblicate sui siti web dei produttori, sono le dimensioni dei sensori e la focale reale degli obiettivi.” NO, i dati precisi in centimetri sono riferiti solo ai formati APS, 4/3 e Nikon, mentre per le Bridge e le Compact sono (come mi insegni) in fattori di Pollice derivati dai formati dei tubi catodici per riprese Televisive, che rappresentano i 3/2 delle misure reali (ovvero danno l’impressione di essere più grandi di quello che non sono !!!). … ma che furbata !!! … sembra quasi quasi, che sia fatto apposta !!!. La focale reale, quella è VERA ed è l’unico punto su cui un matematico con conoscenze di Optometria, è in grado di risalire alla vera dimensione del sensore (tanto per farsi un’idea) … ma non era più semplice dichiarare sta cavolo di misura reale in mm o in Km (dipende dai casi) e buonanotte al secchio ???. Andiamo avanti: “Da sempre poi per il 35 mm, come per tutti gli altri formati, ci si è riferiti alla diagonale del formato per determinare l’angolo di campo di un obiettivo. Allo stesso modo ci si riferisce alla diagonale del formato per determinare il fattore moltiplicativo della focale che serve poi a calcolare la focale equivalente.” e qui mi sono un po’ perso, perché “il 35 mm” (innanzi tutto) non è un formato e secondo, per calcolare il fattore moltiplicativo (per l’equivalenza) è sufficiente una delle tre lunghezze del formato (orizzontale, verticale o diagonale, indipendentemente), a patto che si stia parlando della stessa figura geometrica, con pari rapporto tra i lati. Ma quali e quanti formati fotografici conosci, su pellicola 35mm negativa e positiva (B/N o Colore) ??? … cavolo l’equivalenza è fatta con le Ottiche progettate per il formato 24×36 o 3:2 o Formato Leica … o chiamalo come vuoi, ma è sempre quello, con una Ratio di 1.5 (!!!). L’indicazione di Panasonic, quindi mi sembra sbagliata, come tutte le altre che seguono lo stesso schema (ma del resto cosa c’entra Panasonic con la fotografia ?). In realtà calcolando le equivalenze dichiarate da Fuji, sembra invece che seguano il mio metodo, anche se il sensore è 4:3, cosi l’equivalenza dell’Ottica è correttamente data per il formato 3:2 e quindi non è vero che nessuno lo fa’ (come dici tu) … siamo almeno in due. Il resto è storia …. :-)

    1. Enrico,
      devo darti di nuovo ragione: questo pignoleggiare e cavillare annoia il 99,9999 % dei miei lettori che preferiscono parlare di foto e fotocamere.
      Comunque ti assicuro che le focali equivalenti sono approssimate perchè così sono i fattori moltiplicativi e per la differenza dei formati e che per ottenere i fattori moltiplicativi si usa la diagonale del formato.
      Le dimensioni dei sensori infine sono dichiarate secondo la convenzione indicata in uso. Se non ti sta bene tutto ciò scrivi una lettera di protesta ai produttori.
      Ciao, Francesco

  11. … so di aver ragione, ma non è quello che volevo. Se ritorni a leggere quello che ho scritto all’inizio, vedrai che fondamentalmente ti ho chiesto un’altra cosa, molto più importante: inizia a dare o rendere ai tuoi lettori, le informazioni veritiere sulle reali dimensioni dei Sensori, delle Compatte considerate di qualità (quelle a cui un fotografo amatore, si potrebbe interessare, come è successo a me)… solo quello. Tutte le riviste sono sostanzialmente dei giornaletti pubblicitari, finanziati dalle aziende (direttamente o indirettamente) e così anche molti Blog, Siti o Forum improntati sul settore fotografico. Quello che manca, è qualcuno “coi maroni” che dica espressamente: “la fotografia digitale si può considerare FOTOGRAFIA ad iniziare dal formato del Sensore APS-C (… e forse qualche professionista storcerebbe il naso anche per questo formato, per ora), dimensioni inferiori sono giocattoli spesso troppo costosi”. Dopo, uno nella vita fa’ quello che vuole, sceglie la macchinetta che vuole (io non discuto), spende i soldi come vuole ed è giusto che ci sia qualcuno che discuta sulla differenza tra la compattina di due anni fa e quella moderna appena uscita, per notare che oggi l’obiettivo Zoom è più luminoso, ma il sensore è più piccolo, etc. Ma speravo e spero ancora, che tu Francesco, con sufficiente franchezza, accolga la mia richiesta, non per me, ma per tutti i lettori che stanno cercando risposte Serie e Valide.
    … adesso sembra che io sia qui a dirti cosa devi o non devi fare, ma non è assolutamente il mio scopo. Ho trovato questo Blog interessante, ho usufruito della tua tavola, sono stato ospitato con simpatia e cordialità, mi son trovato bene, ho avuto anche delle risposte che aspettavo da tanto e addirittura gratuitamente, quindi non mi sto lamentando con te. O.K. ? … Ciao e grazie… :-)

    1. Enrico,
      purtoppo io non posso sostituirmi ai produttori nel dare le specifiche delle fotocamere correggendole secondo quelli che potrebbero essere considerati punti di vista. Riguardo alle dimensioni dei sensori l’uso per quelli più piccoli dell’APS è quello indicato. Se sia giusto o sbagliato non è importante in quanto è molto facile trovare in rete delle tabelle che per ogni dimensione in pollici danno la corrispondenza in mm; potrei pubblicarne una anche io e forse lo farò. E’ possibile e facile quindi risalire alle dimensioni dei sensori che spesso sono anche riportate nelle specifiche.
      Sono anche abbastanza d’accordo che per fare buone foto sia utile una buona fotocamera con sensore grande, fullframe meglio di APS, tuttavia non negherei l’utilità dei formati più piccoli che in molte occasioni sono utili e in grado di produrre buone foto se usati entro i loro limiti. Non facciamo l’errore di coloro che disprezzavano le Leica catalogandole come “piccolo formato”. A conferma che non è la fotocamera, con sensore grande o piccolo, a fare la foto, ma il fotografo ci sono numerose bellissime foto scattate con compatte che hanno anche vinto premi internazionali. Due sono anche pubblicate sul mio blog:
      http://blog.francescophoto.it/2012/10/24/metro-photo-challenge/
      http://blog.francescophoto.it/2013/10/11/metro-photo-challenge-2013/
      Entrambe sono scattate con una compatta.
      Come avrai potuto vedere sul mio blog non tratto molto di compatte e quelle che ho provato e che consiglio sono tutte al di sopra della media per qualità e prestazioni. A tutti piacerebbe avere il massimo, una bella fullframe reflex o mirrorless, ma non tutti possono permetterselo quindi è giusto parlare anche di macchine economiche e di compatte cercando di selezionare le migliori.
      Ciao, Francesco

      1. Francesco,
        scusa ma perché trasformi sempre il vino in acqua ???. Non devi correggere nulla, e poi la matematica non è un punto di vista !!!. Pubblica (senza forse) una BELLA tabella chiara e inconfondibile, per tutti gli ignoranti come me e falla pubblicare anche dai tuoi soci redattori di riviste e almanacchi vari sulla fotografia, in modo che mai più nessuno venga imbrogliato con i numeri ed eviti qualsiasi incauto acquisto (… all’epoca non avevo Internet, mi basavo sulle poche informazioni delle riviste). E con questo chiudo il discorso sulle frodi. Alla prossima :-) .

  12. Perchè chi insiste tanto e e tutti i costi vuol saperne più di te (e magari ne sa…) non apre un proprio blog e trasmette ciò che vuole, lasciando nel tuo la semplicità e facilità di comprensione per noi utenti appassionati di foto e macchine fotografiche. Sei pratico e semplice anche rispondendo loro, bravissimo Francesco!

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