Per la prova ho avuto a disposizione una NEX-7 dotata dell’obiettivo 18-55 mm f/3,5-5,6 stabilizzato fornito normalmente in kit.
In questa combinazione l’insieme macchina e obiettivo non è troppo pesante da trasportare.
L’obiettivo però è piuttosto grande in rapporto al corpo macchina. Questo comporta che è difficile infilare la macchina in una tasca. Ci sono riuscito in quella di un giaccone invernale, ma è preferibile per il trasporto di procurarsi una delle tante borse disponibili. Con un’obiettivo di lunghezza più ridotta come il 16-50 o il 20 mm “pancake” sarebbe possibile invece infilarla più facilmente in una tasca, anche se risulterebbe un po’ pesante, e portarla senza una borsa, cosa impossibile per una reflex.
Lo schermo da 3″ con 921.000 pixel ha un’elevata nitidezza, ma come tutti gli schermi non consente una visione ottimale in condizioni di forte illuminazione, specialmente in controluce.
Per fortuna la NEX-7 è dotata anche di mirino elettronico che non ne aumenta molto l’ingombro essendo realizzato a filo del corpo, senza sporgenze tipo quelle simili ai mirini delle reflex. Il mirino, all’estrema sinistra del corpo, è molto comodo da usare e si può commutare con lo schermo manualemente o automaticamente (preferibile) tramite un apposito sensore che rileva la presenza dell’occhio. Ha una copertura del 100 % e un buon ingrancimento 1,09x, reale 0,72x come una reflex fullframe. La sua risoluzione è elevata, 2,4 Mpx, ma ho notato uno strano fenomeno: quando si inquadrano scene scure, con poca luce, manifesta una granulosità con un disturbo colorato, come se il segnale ricevuto non fosse sufficiente per farlo funzionare alla massima risoluzione senza una forte amplificazione. Non avevo mai rilevato questo fenomeno in tutti gli altri mirini elettronici provati, compresi gli ottimi della Olympus E-M5 e quello opzionale di Panasonic, che pur hanno una risoluzione inferiore (1,4 Mpx) ma non manifestano simili fenomeni. In tutte le altre situazioni il mirino è molto nitido, consente di rilevare bene gli effetti delle regolazioni ed osservare tutte le indicazioni che si possono vedere sullo schermo in modo da potere regolare la macchina senza staccare l’occhio.
Il corpo macchina, realizzato in lega metallica è abbastanza piccolo come detto e ben finito. I comandi sono completi per quanto riguarda le possibilità di regolazione in tutte le modalità di scatto, grazie alle tre ghere disponibili ed con l’ausilio di appositi menu visualizzabili con il pulsante di navigazione.
La NEX-7 non è dotata di stabilizzatore integrato, ma si affida a quello degli obiettivi. Il 18-55 provato è dotato di stabilizzatore abbastanza efficace visto che anche con tempi relativamente lunghi non ho ottenuto foto mosse anche se non ho effettuato prove specifiche di stabilizzazione.
La messa a fuoco è a rilevamento di contrasto con 25 punti Af selezionabili automaticamente. In alternativa si può scegliere la messa a fuoco solo sull’area centrale, oppure spot su un punto ristretto in qualunque parte dell’inquadratura, spostabile con la manopola destra e regolabile in dimensione con la ghiera posteriore. E’ disponibile anche il rilevamento dei visi, molto efficace, con la possibilità di registrazione visi e di rilevamento del sorriso. La messa a fuoco può essere singola AF-S, continua AF-C e a inseguimento tramite un riquadro di puntamento da agganciare al soggetto. E’ disponibile anche una modalità DMF che consente, dopo la messa a fuoco automatica, di intervenire manualmente: Nella messa a fuoco manuale una parte dell’inquadratura viene ingrandita per agevolarla: si possono regolare l’ingrandimento con la manopola sinistra, e spostare l’area con la destra e con la ghiera posteriore. Veramente comodo. Quando c’è poca luce si attiva automaticamente l’illuminatore ausiliario.
L’autofocus è preciso e abbastanza veloce per una mirrorless. Solo in rari casi ha mancato la messa a fuoco. Per i soggetti in movimento veloce si ottengono solo discreti risultati in AF-C, sia senza che con inseguimento, quando la luce è buona, anche se l’autofocus non è abbastanza rapido per soggetti in movimento veloce. La sensibilità è buona e l’autofocus funziona anche a livelli di luminosità abbastanza bassi aiutato dall’illuminatore. Nelle riprese video la messa a fuoco è continua. E’ abbastanza precisa, anche se in alcuni casi dimostra qualche incertezza con lievi perdite di fuoco. Se si ha la necessità di usare la NEX-7 per foto sportive o comunque per soggetti in movimento veloce è comunque disponibile un anello adattatore LA-EA2 per obiettivi Sony Alpha (innesto Sony/Minolta) che oltre a consentire di montare questi obiettivi, compresi quelli SSM con motore ad ultrasuoni, aggiunge fra fotocamera ed obiettivo un sistema autofocus a rilevamento di fase con specchio semitrasparente, 15 punti AF di cui tre a croce. In questo modo si potrà ottenere una messa a fuoco più veloce. La controindicazione è il prezzo elevato di questo anello, 379 € sul sito Sony Italia.
L’esposizione può essere totalmente automatica in Auto Intelligente. In questo caso la fotocamera esegue tutto automaticamente compresa la selezione della scena. Volendo è possibile selezionare manualmente la scena fra quelle disponibili che comprendono anche la funzione panorama, anche 3D. In alternativa si può usare il programma P, eventualmente ipostando la sensibilità Iso se non è su Auto con la ghiera posteriore e la compensazione dell’esposizione con la manopola destra; le priorità ai tempi o diaframmi, regolandoli con la manopola sinistra o l’esposizione manuale nella quale si regolano i tempi con la manopola sinistra, i diaframmi con la destra e gli Iso con la ghiera posteriore, facendo riferimento ad una scala graduata, sul mirino o sullo schermo, che indica l’esposizione corretta e la sovra o sottoesposizione. Rapidissimo ed eccellente, più facile a farlo che a spiegarlo!. La sovra o sottoesposizione in tutte le modalità è indicata da una scala graduata a 1/3 di EV fino a +/- 3 EV. In modalità Iso Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale impostata sull’obiettivo e, coadiuvata dallo stabilizzatore, se presente sull’obiettivo, consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!). La lettura esposimetrica può essere valutativa, con prevalenza al centro o spot.
L’esposizione si è dimostrata sempre corretta sia con molta luce sia di notte anche in presenza di forti contrasti e solo in casi veramente al limite ho dovuto apportare delle correzioni.
Si possono scegliere vari stili per le foto oltre allo standard: vivace, neutro, paesaggi, ritratti, tramonto, chiaro, scuro e molti altri. Si possono regolare, con la ghiera posteriore, il contrasto, la saturazione e la nitidezza. Naturalmente tutte queste regolazioni valgono per le foto salvate in jpeg, quelle raw devono essere regolate durante la fase di conversione sul pc.
E’ possibile poi scegliere numerosi effetti speciali, fotocamera giocallolo, High e Low key, foto d’epoca, pop, monocromatico ed altri.
Esuste anche una funzione DRO per ottimizzare la gamma dinamica, schiarendo le ombre, regolabile su più livelli e una funzione HDR automatica che scatta 3 foto in sequenza (meglio usare un treppiede) fondendole automaticamente in una foto ad alta dinamica (solo jpeg).
Il bilanciamento del bianco può essere automatico che da quasi sempre buoni risultati, oppure su 9 diversi valori prefissati. E’ possibile anche effettuare e memorizzare una taratura personalizzata ed effettuare una regolazione fine.
La sensibilità Iso può essere regolata automaticamente o manualmente, a passi di 1/3 EV, da 100 a 16.000 Iso. La regolazione automatica, come detto, tiene conto della focale dell’obiettivo, anche di quella impostata sullo zoom.
Le foto possono essere salvate in formato 3:2 o 16:9 e in varie dimensioni, L a 24 Mpx, M a 12 Mpx, S a 6 Mpx e possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Standard, in raw (ARW) e in raw più jpeg.
Il flash incorporato può scattare automaticamente o essere aperto manualmente, a secondo delle impostazioni. Dispone di sincronizzazione lenta per riprendere anche lo sfondo e di sincronizzazione sulla seconda tendina per ottenere effetti scia. Può anche comandare altri flash Sony senza fili. La sua potenza è abbastanza buona e adatta ad illuminare anche un ambiente grande. Una possibilità molto comoda è quella di tenerlo orientato verso l’alto manualmente per sfruttare la luce riflessa.
La NEX-7 dispone di ripresa a raffica a basa o alta velocità. In quella a bassa velocità l’esposizione e la messa a fuoco sono regolate scatto per scatto, in quella ad alta, fino a 10 fg/s, sono bloccate al primo scatto.
La ripresa video consente di riprendere video Full HD a 1920×1080 pixel in modalità AVCHD 50i/50p/25p/24p a 50, 25 o 24 fg/s. E’ disponibile anche una ripresa con formato a 1440×1080 pixel o VGA a 640×480 pixel. Durante la ripresa la messa a fuoco è automatica, ma si può scegliere anche la messa a fuoco manuale. La ripresa può essere effettuata con l’esposizione completamente automatica, oppure regolando manualmente la sensibilità, il diaframma ed il tempo di otturazione.
Nella pratica la NEX-7 si è dimostrata una fotocamera molto valida. Ha tutto quello che serve e che avrebbero dovuto avere le NEX fin dall’inizio: dimensioni ridotte, mirino elettronico, flash uniti ad un sensore di formato APS e 24 Mpx che non la fa senntire in inferiorità rispetto alle reflex, semmai il contrario. L’accensione con l’interruttore coassiale al pulsante di scatto è immediata, i comandi sono molto ben disposti e consentono regolazioni rapide e semplici. L’unico problema è l’ingombro del 18-55 mm in dotazione, un po’ grande rispetto al corpo. Comunque anche con questo si riesce ad infilare la NEX-7 nella tasca di una giacca invernale (in estate certamente ciò non sarebbe possibile e si dovrebbe portarla appesa al collo o con una piccola borsa). L’ho portata con me spesso in questo modo, tutte le volte che uscivo senza l’idea precisa di fare foto. In questi casi l’ho preferita alla mia reflex, sicuro che dal punto di vista qualitativo non l’avrei rimpianta. Certo inquadrare col mirino reflex da una sensazione migliore, per quanto buono sia il mirino elettronico della NEX-7, ma una reflex non avrei potuto infilarla in tasca.
Con il nuovo obiettivo Sony E 16-50 le dimensioni sarebbero ancora inferiori rendendo il tutto ancora più interessante.
Per tutte le foto di prova ho usato il formato 3:2 nativo dei sensori APS.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 16000 Iso, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare l’obiettivo, e foto di esempio, come turista, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 100 Iso. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma fornito da Sony, Image Data Converter e con Adobe Lightroom 4.3.
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