Nikon Z7: test

Grazie alla collaborazione del noto negozio romano Ottica Universitaria che mi ha messo a disposizione per qualche giorno la nuova Nikon Z7 ho potuto effettuare questo test di questa nuova ed interessantissima mirrorless che avevo visto In Photokina senza però poter effettuare degli scatti, non avendo una scheda XQD.
Nikon che ha portato al successo e dominato per anni il mondo delle reflex, prima a pellicola e poi digitali, ha presentato a fine agosto le sue prime mirrorless fullframe Z7 e Z6. Che con questo non voglia seguire una moda, ma rinnovare la sua strategia sulle fotocamere di alta gamma e professionali è dimostrato dal fatto che l’attenzione di Nikon alla conferenza pre apertura ed alla Photokina era tutta concentrata sulla Z7, mentre le reflex, anche la ottima D850, erano in secondo piano e non se ne è parlato. Nikon ha anche preannunciato che svilupperà rapidamente il sistema Z per renderlo adeguato alle aspettative dei fotografi
D’altra parte questo è stato un passo obbligato per Nikon, e anche per Canon, visto il successo di Sony nel settore fullframe e mirrorless.
E’ da verificare se questa fotocamera sia già all’altezza di queste concorrenti.

La Z7 ha un sensore di formato fullframe (35,9×23,9 mm) BSI-CMOS retroilluminato analogo a quello della reflex D850, ma integrato con un certo numero di pixel adatti alla messa a fuoco a rilevamento di fase.
Il corpo è abbastanza piccolo anche se non arriva alla miniaturizzazione delle Sony, ma leggero.

E’ consistente, ottimamente costruito e rifinito e da un’impressione di solidità e di fotocamera professionale. E’ ovviamente anche protetto da polvere ed acqua. E’ inoltre ben più piccolo e leggero di quello della D850, ma non è solo questo il suo vantaggio sulla reflex.

In sintesi le caratteristiche principali della Z7 sono:

– sensore fullframe BSI-CMOS da 45,7 Mpx
– elaboratore d’immagine Expeed 6
– innesto obiettivi Nikon Z
– possibilità di montare gli obiettivi Nikon F con l’adattatore FTZ
– autofocus a rilevamento di fase con 493 punti AF e copertura verticale e orizzontale del 90 %
– assistenza alla messa a fuoco manuale anche con evidenziazione dei contorni
– sensibilità ISO da 64 a 25600 ISO con estensioni a 32 e 102400
– mirino elettronico con 3,69 Mpx, copertura 100 € e ingrandimento 0,8x
– schermo da 3,2″ orientabile in alto e in basso e sensibile al tocco con 2.100.000 pixel
– sistema di stabilizzazione integrato sul sensore con stabilizzazione a “5 assi”
– otturatore meccanico a controllo elettronico con tempi da 30 secondi a 1/8000
– possibilità di usare la prima tendina elettronica con tempi limitati a 1/2000
– velocità di raffica fino a 9 fg/s
– ripresa video 4K 3840×2160 pixel 60/50p, 30/25/24p o Full HD 120/100/60/50/30/25/24p e al rallentatore 4 o 5x in formato MOV o MP4 con compressione AVC H.264/MPEG4
– possibilità di stabilizzazione elettronica del video
– ingresso microfono, uscita cuffia e video HDMI con uscita N-log a 10 bit
– connessione wi-fi e Bluetooth
– corpo protetto da polvere ed acqua
– dimensioni 134x101x68 mm
– peso 675 grammi con batteria

La Z7 costa, presso Ottica Universitaria, circa 3.800 € solo corpo, scheda XQD da 64 Gb ed adattatore FTZ e circa 4.400 € con in più lo zoom Z 24-70 mm f/4,0 S.

 

Descrizione e comandi

La Z7 pur essendo una mirrorless ha un aspetto tipicamente Nikon caratterizzato dall’impugnatura sagomata sul lato destro con la tipica striscia rossa. Il corpo, come detto ottimamente costruito in lega di magnesio e ben finito, è rivestito da una morbida gomma zigrinata nelle parti dove non ci sono comandi. Questi seguono lo schema delle più recenti reflex Nikon, ma con alcune varianti.

Inizio la descrizione dalla parte frontale.

Sul frontale a destra dell’obiettivo c’è il pulsante di sblocco. Sulla sinistra due pulsanti Fn personalizzabili che per scelta predefinita servono a regolare, in unione con una delle ghiere di comando, Fn1 il bilanciamento del bianco e Fn2 la modalità di messa a fuoco fra AFS, AFC, AFF e MF. Sull’impugnatura si vede la ghiera di comando anteriore.

 

Sulla calotta superiore ci sono, da sinistra, la manopola delle modalità di funzionamento, Auto (modalità totalmente automatica), P (program), S (priorità dei tempi), A (priorità dei diaframmi), M (manuale) e tre posizioni U1, U2 e U3 per memorizzare le impostazioni utente.

Al centro sopra il mirino la slitta per il flash o un microfono con ai due lati le fessure per i microfoni stereo. Alla sua destra il piccolo pannello LCD con le principali impostazioni della fotocamera, molto comodo e ben visibile. All’estrema destra la ghiera di comando posteriore con vicino i fori per l’altoparlante.

Sull’impugnatura c’è il pulsante di scatto con coassiale l’interruttore di accensione nella posizione più comoda. Attorno tre pulsanti: da sinistra quello rosso per la ripresa video (si deve però commutare l’interruttore posteriore su video), poi quello per l’impostazione manuale della sensibilità ISO e quello per la compensazione dell’esposizione, tutti facilmente raggiungibili con l’indice.

Nella parte posteriore troviamo sulla sinistra in alto il pulsante per la revisione delle foto e quello per la loro cancellazione.
A destra del mirino un pulsante che serve per commutare le informazioni visibili nello schermo e, in parte anche nel mirino; c’è anche la livella a due assi, ma purtroppo questa non è visibile nel mirino. Attorno a questo pulsante una levetta per commutare la fotocamera da foto a video. Più a destra il pulsante AF-ON per mettere a fuoco invece che premere il pulsante di scatto a metà.

Scendendo verso il basso c’è il joystick che serve solo a spostare il punto o le aree di messa a fuoco, ma non a navigare nei menu. Sotto il pulsante “i” (Info) che attiva un menu rapido comodissimo che consente di regolare molto rapidamente tutte le impostazioni della fotocamera. Veramente il migliore che ho provato.
Poi c’è il pad a quattro vie, utile solo per la navigazione nei menu, con al centro il pulsante OK di conferma. Infine in basso quattro pulsanti. A sinistra in alto il pulsante per ingrandire le foto in revisione, in basso quello per rimpiccolirle che, quando compare nello schermo o nel mirino l’icona “?”, può servire per fare comparire un pannello di spiegazioni. A destra in alto il pulsante per il richiamo dei menu e in basso quello per impostare le modalità di scatto singolo, raffica a più velocità, autoscatto e bracketing.

Sul lato destro c’è dietro uno sportello l’alloggiamento la scheda XQD.

Su quello sinistro, dietro delle coperture in gomma le prese HDMI, USB e per telecomando. Dietro una seconda copertura le prese per microfono e cuffia.

Sul fondello c’è l’attacco a vite per il treppiede, coassiale con l’obiettivo, e lo sportello dell’alloggiamento della batteria.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile EN-EL15b
– caricabatteria con cavo
– il tappo di copertura del bocchettone di innesto ottiche
– la cinghia a tracolla AN-DC19
– Il manuale stampato
– un cavo USB
– il copri slitta accessori

Modalità di funzionamento

Schermate

Menu rapidi

Menu

Uso in pratica

La Z7 provata era dotata dello zoom Nikkor Z 24-70 mm f/4,0 S. L’insieme ad una prima impressione era un po’ più grande e pesante di quanto mi aspettassi, ma in realtà non è così, basta fare il confronto con una reflex equivalente per categoria come la D850.

Corpo e obiettivo

Dell’estetica e costruzione del corpo ho già detto. L’obiettivo invece mi ha impressionato meno. Prima di tutto per poter fotografare è necessario portarlo in posizione operativa, con un allungamento di 2 cm alla minima focale di 24 mm. Poi si allunga molto alla focale di 70 mm e lo scorrimento della ghiera zoom non è molto dolce, ma anzi presenta un po’ di resistenza.

Comandi

I comandi sono ottimi e tutto può essere regolato con l’occhio al mirino. Ci sono pulsanti per tutte le funzioni più importanti: sensibilità ISO, compensazione dell’esposizione, bilanciamento del bianco, autofocus, modalità di scatto. Con le due ghiere si possono regolare tempi e diaframmi o attuare il program shift. Il joystick consente di spostare i punti e le aree AF. Le altre impostazioni possono essere regolate tramite il menu rapido anche da mirino.

Quello che ci si chiede è però perché Nikon insiste sulla modalità per cui per regolare le varie funzioni, ISO, WB, ecc, sia necessario tenere premuto il relativo pulsante e contemporaneamente azionare una ghiera. Nelle altre fotocamere una volta premuto il pulsante il pannello del relativo comando rimane visibile fino a che non si preme il pulsante di scatto o quello di conferma senza che sia necessario continuare a premerlo.

Menu

I menu sono nello stile Nikon, molto semplici e chiari e senza troppe nidificazioni.

Mirino

Il mirino è eccellente. E’ grande, forse il più grande che ho visto, luminoso e nitidissimo. Consente di inquadrare curando tutti i particolari. Nella visualizzazione si può richiedere che siano applicate le regolazioni di esposizione, bilanciamento del bianco e profili colore.
Consente inoltre un’ottima visualizzazione della profondità di campo e una facile messa a fuoco manuale. In conclusione è un piacere guardarci dentro.

Schermo

E’ orientabile in alto e in basso e sensibile al tocco. Consente anche di spostare il punto di messa a fuoco, mettere a fuoco e scattare toccandolo. E’ abbastanza luminoso e brillante da essere visibile abbastanza bene anche al sole.

Stabilizzazione

La Z7 è la prima Nikon dotata del sistema di stabilizzazione integrato sul sensore a “5 assi”. della sua efficacia parlerò nella pagina delle prestazioni. Può funzionare con tutti gli obiettivi compresi i Nikon F per reflex. Non ci sono però informazioni relativamente al comportamento dello stabilizzatore in presenza della stabilizzazione sull’obiettivo, presente in molti obiettivi Nikon.

Autofocus

L’autofocus è a rilevamento di fase con pixel appositi sul sensore. Dispone di 493 punti AF che coprono il 90 % dell’inquadratura sia in orizzontale che in verticale. Può funzionare su AFS autofocus singolo, AFC autofocus continuo da quando si preme a metà il pulsante di scatto e AFF autofocus sempre attivo, adatto per le riprese video. La messa a fuoco può essere effettuata con la scelta automatica dei punti AF su tutta l’area dell’inquadratura, oppure su due zone spostabili a piacere, una più ampia ed una piccola ed infine su un singolo punto anche questo rilocabile. Le dimensioni delle zone sono fisse e mentre quella più ampia ha un senso quella più piccola non è molto più ampia del singolo punto e tutto sommato abbastanza inutile.
Si può anche usare la messa a fuoco manuale ed in questo caso è disponibile un’assistenza alla messa a fuoco con delle frecce che indicano in che direzione ruotare la ghiera e un led verde quando la messa a fuoco è corretta sul punto AF selezionato. Per aiutare la messa a fuoco manuale è poi disponibile l’ingrandimento dell’immagine e l’evidenziazione dei contorni.
L’autofocus è reattivo e veloce ed ho ottenuto sempre immagini a fuoco. Anche nella prova di raffica in inseguimento AFC ha sempre messo a fuoco correttamente il soggetto.

Otturatore.

E’ meccanico a controllo elettronico con tempi da 30 secondi a 1/8000 più la posa B. Si può scegliere anche il funzionamento con la prima tendina elettronica per azzerare completamente le vibrazioni allo scatto, ma in questo caso il tempo più veloce è 1/2000. si può anche far funzionare la fotocamera in modo completamente silenzioso.

Esposizione

L’esposizione può essere totalmente automatica in Auto, ma per una fotocamera di questa classe sarà preferibile usare le modalità Program o a priorità dei tempi o dei diaframmi se non il manuale quando necessario.
E’ sempre molto equilibrata anche in condizioni di forte contrasto o controluce come ho potuto verificare con molti dei miei scatti. Nelle scene notturne la tendenza a sovraesporre, usando la misurazione Matrix, rispetto alla luminosità reale della scena è ridotta ed al massimo basta una correzione di 2/3 di stop.

Bilanciamento del bianco

Prevede le classiche posizioni per luce diurna, ombra, nuvoloso, flash e innumerevoli posizioni per vari tipi di luci artificiali. Si può anche effettuare una misura e memorizzarla o tararlo in gradi Kelvin.
Una funzione utile è la possibilità di scegliere se preservare il bianco, oppure l’atmosfera o un giusto compromesso.

Formato foto

Le foto possono essere di formato 3:2 nativo del sensore, oppure 5:4, 16:9 e 1:1. Nel caso del rapporto 3:2 possono avere le dimensioni L a 45,7 Mpx, M 25,6 Mpx, S 11,4 Mpx. Si può anche fotografare in formato DX a 19,5 Mpx o anche a risoluzioni inferiori.
Il formato può essere jpeg con tre livelli di qualità oppure, o anche contemporaneamente, raw a 12o a 14 bit non compresso, con compressione senza perdita o compresso.

Profili colore

Nikon li chiama “picture control”. Se ne possono impostare diversi: Automatico, Standard, Neutro, Vivace, Monocromatico, Ritratto, Paesaggio e Uniforme. Se ne possono poi creare personalizzati e alcuni sono preimpostati sulla fotocamera.

Flash

La Z7 non dispone di un flash integrato. Si possono però utilizzare tutti i flash del sistema Nikon CLS con cui è perfettamente integrata. Il tempo di sincronizzazione flash è di 1/200 di secondo.

Raffica

La Z7 dispone di diverse velocità di raffica: bassa L regolabile da 1 a 5 fg/s, alta H a 5,5 fg/s, con l’esposizione per ciascun fotogramma e autofocus continuo  e alta H+ che arriva a 9 fg/s, 8 in raw, sempre con autofocus continuo, ma con esposizione al primo scatto. Per le prestazioni vedere la relativa pagina.

Video

E’ possibile riprendere video 4K a 3840×2160 pixel utilizzando il pieno formato del sensore quindi senza variazioni dell’angolo di campo. La ripresa è a 30/25/24p e il formato MOV oppure MP4. Ovviamente si possono effettuare tutte le regolazioni ed usare tutte le modalità di funzionamento. La messa a fuoco è continua in AFF.
La Z7 dispone di un’uscita HDMI per inviare il segnale video a 10 bit ad un dispositivo esterno, ma in questo caso non si può contemporaneamente registrare il segnale anche sulla scheda.
Durante la ripresa video si possono scattare foto con dimensioni 4K.

Obiettivi

La Z7 ha un nuovo innesto obiettivi denominato da Nikon appunto Z. Questo innesto ha un elevato diametro (54 mm) necessario, a detta di Nikon, per poter realizzare anche obiettivi di elevatissima luminosità. Il tiraggio, cioè la distanza fra la flangia d’innesto e il piano del sensore è solo di 16 mm.
Per le mirrorless Nikon sono attualmente disponibili 3 obiettivi: il 24-70/4,0 provato, un 35 mm f/1,8 e un 50 mm f/1,8. Nikon ha promesso altri 9 obiettivi entro l’inizio del 2020.
Sulla fotocamera però possono essere montati tutti gli obiettivi Nikon F con motore autofocus incorporato, cioè gli AF-S, AF-I e AF-P, tramite un anello adattatore FTZ che mantiene tutti gli automatismi.

L’anello è un po’ ingombrante ed anche pesante, sia per la sua lunghezza, circa 20 mm, sia perché include alla sua base una filettatura per treppiedi che è più adatta di quella della fotocamera se si montano obiettivi pesanti e distribuisce meglio il peso.

Schede di memoria

Le nuove mirrorless Nikon usano per la memorizzazione le nuove schede XQD che garantiscono un’elevata velocità di scrittura e lettura e assicurano che le fotocamere siano adeguate agli sviluppi futuri della tecnologia di memorizzazione più che con le SD vicine al loro limite massimo di sviluppo. Questo però pone un problema ai fotografi che per usare queste macchine dovranno approvvigionarsi di nuove schede ancora poco reperibili.
Inoltre è previsto l’alloggiamento per una sola scheda. Questo è un punto da migliorare: una fotocamera professionale deve disporre di un doppio alloggiamento per poter effettuare una doppia registrazione e garantire la sicurezza delle foto scattate.

Nell’uso la Z7 mi è piaciuta molto. Sono riuscito subito a prendere confidenza con i comandi e menu che rispetto ad altre Nikon reflex sono migliorati, più intuitivi ed accessibili.
La macchina si impugna bene con un’impugnatura della giusta ampiezza. Molto comoda la sagomatura sul lato destro posteriore, inclusa nello sportellino che protegge la scheda di memoria, su cui si appoggia naturalmente il pollice.
Il mirino consente un’ottima inquadratura e in poco tempo sono riuscito a imparare a regolare la macchina senza spostare l’occhio dal mirino.
Usando intensamente la fotocamera però ho notato la scarsa autonomia della batteria. Nikon la dichiara sufficiente per 330 scatti e non ho potuto verificare questa affermazione. Ho preferito ricaricarla il più spesso possibile. E’ possibile comunque ricaricare la batteria inserita nella fotocamera collegandola ad un cavo USB anche da computer. Consiglio quindi di avere almeno una batteria di scorta.
Lo zoom mi ha invece lasciato un po perplesso. Dovere ogni volta che si prende la fotocamera dalla borsa ruotare lo zoom per portarlo in posizione di funzionamento è fastidioso e fa perdere tempo. La cosa è fatta per ridurne le dimensioni ma va a finire che si lascia sempre in posizione operativa. Anche la scarsa scorrevolezza della ghiera dello zoom mi ha lasciato perplesso e lo stesso il suo grande allungamento.. Non sono all’altezza dei migliori obiettivi Nikon.

Per la qualità vedere l’apposita pagina.

Oltre all’obiettivo in dotazione ho provato la Z7 anche con due obiettivi Nikon F in mio possesso, uno zoom AF-S 70-300/4,5-5,6 stabilizzato e un focale fissa AF-S DX 35 mm f71,8.
Lo zoom ha funzionato molto bene con una messa a fuoco abbastanza rapida anche se la sua velocità è inferiore a quella del 24-70. Ho lasciato attiva la sua stabilizzazione e non ho riscontrato problemi, ma non so in realtà quale delle due stabilizzazioni abbia funzionato o se sono in grado di collaborare. Le foto in ogni caso sono risultate nitide e prive di mosso.
Con il 35 mm DX, adatto al formato APS, la Z7 si è commutata automaticamente per questo formato. Il mirino rimane invariato e l’inquadratura è visualizzata a tutto schermo mentre con una reflex sarebbe tagliata e solo la parte centrale sarebbe utilizzabile. La messa a fuoco ha funzionato perfettamente, a differenza di quello che succede con la mia reflex in cui ho dovuto impostare un’apposita taratura per questo obiettivo. Le foto hanno dimensioni di 5408×3600 pixel.

___________________________________________________________________________

====>  segue Prestazioni e Conclusioni

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9 pensieri riguardo “Nikon Z7: test”

  1. Francesco,
    complimenti per la recensione della Nikon Z7, l’hai analizzata in ogni suo punto e ci hai fatto capire moltissimo.
    Cordiali saluti.
    Livia

    Mi piace

  2. Ciao Francesco,
    spendida ed accurata recensione Z7 analizzata in oni sua parte, ma io sono un pò scettico sulle novità e mi sarei orientato verso la D5 che nonostante i 2 e più anni di anzianità mi sembra che Nikon non potrà fare meglio sul campo delle reflex come per la D850.
    E’ giusto quello che penso?
    Franco

    Mi piace

    1. Franco,
      la Nikon Z7 e la D5 sono due fotocamere che si rivolgono a fotografi diversi per generi fotografici molto diversi e non sono in alternativa fra loro. E’ invece un’alternativa molto seria alla D850 e complessivamente mi sembra che le sia superiore avendo in più la stabilizzazione integrata, un mirino e un autofocus migliori
      La D5 resta al momento la fotocamera più adatta della gamma Nikon per le foto sportive in cui si richiede la massima velocità di raffica. La Z7 non arriva ad eguagliare le sue prestazioni in questo campo. E’ invece superiore per quanto riguarda la risoluzione e la nitidezza delle foto. Il suo autofocus inoltre supera quello della D5 non tanto per velocità, entrambi sono veloci ed adatti a seguire soggetti in movimento, quanto per la copertura completa del fotogramma, mentre la D5 copre solo la parte centrale, come avviene in quasi tutte le reflex fullframe.
      La differenza più grande è poi, rispetto alle reflex, nelle dimensioni del corpo, che possono essere poco rilevanti se si usano super tele da 600 o 800 mm, ma divengono preponderanti usando obiettivi più piccoli come grandangoli, normali e zoom moderati.
      Questa è la situazione al momento, ma da quello che ha detto Nikon alla Photokina e dalle dichiarazioni di suoi rappresentanti da me intervistati, è noto che la casa è ormai impegnata a sviluppare le mirrorless Z per portarle ad essere le fotocamere professionali di punta in ogni settore e contrastare il dominio in questo campo ormai conquistato da Sony. Basta vedere come la Sony A9 sia diventata la migliore fotocamera per le riprese di azione e sportive con i suoi 20 fg/s con autofocus continuo e live view in piena silenziosità, prestazione che non può essere eguagliata dalle reflex Nikon e Canon.
      Non è quindi difficile prevedere che per le reflex ci saranno in futuro pochi sviluppi: resteranno in produzione e vendita, ma è un settore che pian piano andrà ad esaurimento, anche perché molti fotografi apprezzano sempre più i vantaggi delle mirrorless e i giovani sopratutto vedono le reflex come delle fotocamere vecchie ed antiquate.
      Ciao, Francesco

      Piace a 1 persona

    1. Michele,
      no i nuovi obiettivi Nikon Z non possono essere montati sulle reflex a causa del diverso innesto. Non può essere nemmeno realizzato un anello adattatore perchè le reflex hanno un tiraggio (distanza fra la flangia dell’innesto e il piano del sensore) molto più ampio di quello delle mirrorless.
      Ciao, Francesco

      Mi piace

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