Panasonic G90: test

La gamma delle mirrorless Micro 4/3 Panasonic comprende due serie di modelli: quelle più compatte, in alcuni casi non dotate di mirino, e quelle dotate di mirino e che assomigliano, nella forma, alle reflex. La G90 fa parte della serie delle mirrorless dotate di mirino ed è l’evoluzione della precedente G80 dalle ottime caratteristiche, rispetto alla quale vanta numerosi miglioramenti, alcuni derivati dalla G9. E’ dotata di un sensore CMOS Micro 4/3 da 20 Mpx senza filtro antialias, di un mirino di buona qualità, uno schermo orientabile, di possibilità di ripresa video Full HD e 4K a varie velocità e formato AVHC o MP4. La messa a fuoco a rilevamento di contrasto usa la tecnologia DFD per renderla più veloce. Le sue caratteristiche non sono lontane dal modello professionale G9 da cui si differenzia essenzialmente per il corpo, l’autofocus, il mirino e alcune caratteristiche e funzioni.

La G90 ha un corpo di dimensioni e peso medi protetto da polvere ed acqua, con una impugnatura sporgente sulla destra. La costruzione e la finitura sono di buon livello e danno un’impressione di qualità. I comandi sono numerosi e tutti ben disposti.
La G90 è progettata per avere buone prestazioni per la fotografia e per il video in modo da offrire un unico strumento per entrambi i mondi.

Le sue principali caratteristiche sono:

– sensore Micro 4/3 (17,3×13 mm)Live MOS da 20 Mpx senza filtro antialias
– processore d’immagine Venus Engine
– innesto obiettivi Micro 4/3
– mirino elettronico con 2,360 Mpx, copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,74x
– schermo da 3″ orientabile in tutte le direzioni con 1.040.000 pixel e sensibile al tocco
– autofocus a rilevamento di contrasto con 49 punti AF selezionabili automaticamente o manualmente e tecnologia DFD (Deep From Defocus)
– modalità di esposizione completamente automatica, Program, a priorità, manuale e con scene predisposte
– sensibilità automatica o manuale da 200 a 25600 ISO espandibile a 100 ISO
– otturatore meccanico con tempi da 60 secondi ad 1/4000 e elettronico fino a 1/16000
– disponibilità di filtri creativi
– ripresa video 4K a 3840×2160 pixel a 30/25/24 fg/s in formato MP4 o AVCHD con audio stereo o Full HD 120p, 60/50p, 30/25p, 24p
– ingresso per microfono stereo esterno e cuffia
– velocità di raffica fino a 9 fg/s
– flash incorporato
– livella elettronica a due assi
– connettività Wi-Fi e Bluetooth
– dimensioni 130x94x77 mm
– peso 536 grammi

La G90 costa 1.070 € solo corpo, 1.130 € con lo zoom 12-60/3,5-5,6 stabilizzato e 1.200 € con il 14-140/3,5-5,6 stabilizzato.

Descrizione

La G90 ha la forma e l’aspetto simile a una reflex tradizionale. Questo deriva dal fatto che è dotata di mirino e forse anche dalla volontà di dargli un aspetto più professionale e più simile a quelle che erano fino ad oggi considerate le fotocamere migliori. Infatti esistono altre fotocamere mirrorless dotate di mirino, ma con un aspetto più simile alle compatte anche in casa Panasonic.
In ogni caso il suo aspetto è piacevole ed equilibrato. Le dimensioni ed il peso sono medi, ma gli obiettivi piuttosto compatti e leggeri, anche quelli professionali e ad alta luminosità. Il corpo è ben costruito, in magnesio e protetto da polvere ed acqua, rivestito in buona parte da gomma zigrinata antiscivolo. I comandi esterni sono ben distribuiti ed adatti ad effettuare tutte le regolazioni fondamentali.

Riguardo alle sue dimensioni è utile fare qualche confronto con una mirrorless fullframe come la Sony A9 II, ma lo stesso vale per tutta la serie A7.

Le dimensioni del corpo sono praticamente le stesse ed anche il peso è vicino 533 contro 673 grammi.

Le cose cambiano montando obiettivi equivalenti per focale e luminosità. Il 12-35/2,8 di Panasonic pesa solo 305 grammi ed ha dimensioni contenute, mentre il Sony GM 24-70/2,8 è grande e massiccio e pesa 886 grammi. Vero è che gli obiettivi non sono del tutto equivalenti in quanto la profondità di campo del Sony sul sensore fullframe può essere molto inferiore a quella del Panasonic su M43, ma in molte situazioni questo problema non ha rilevanza.

Inizio la descrizione dal frontale:

Sulla destra dell’innesto obiettivi, guardando la fotocamera frontalmente, si vede il pulsante di sblocco e dall’altro lato , in alto, accanto all’impugnatura che contiene la batteria, l’illuminatore a led di ausilio per l’autofocus che funziona anche come segnalatore dell’autoscatto.

Sulla calotta superiore vediamo, da sinistra, una manopola che comanda le modalità di scatto della macchina: scatto singolo, raffica, foto 4K, Post Focus, Time Lapse e autoscatto. Al centro il flash estraibile. Dietro questo la slitta porta accessori per flash esterno. A sinistra del rilievo del mirino il pulsante per l’apertura del flash.

Poi, verso destra, la manopola di impostazione delle modalità di funzionamento: P (program), A (priorità dei diaframmi, S (priorità dei tempi), M (manuale), Video con impostazioni manuali, impostazioni personalizzate C1 e C2, scene, filtri creativi e iA (totalmente automatico). Coassiale a questa c’è l’interruttore di accensione, molto comodo perché a portata di pollice.

Sull’impugnatura, coassiale pulsante di scatto con coassiale la ghiera di regolazione anteriore e poi tre pulsanti: WB bilanciamento del bianco, sensibilità ISO e compensazione dell’esposizione. Tutti agiscono selezionando i valori da impostare con la ghiera anteriore e posteriore. Dietro il pulsante rosso per la ripresa video. All’estrema destra la ghiera di comando posteriore.

Nella parte posteriore, dominata dal grande schermo orientabile i comandi sono concentrati quasi tutti sulla destra e in alto.

In alto a sinistra troviamo un pulsante personalizzabile Fn3 che per impostazione predefinita serve per la commutazione manuale della visione da schermo a mirino, che però può essere anche automatica.

Al centro il mirino protetto da una cornice in gomma morbida con sul lato sinistro la rotella di regolazione delle diottrie e sopra il sensore per la commutazione automatica tra questo e lo schermo.

Subito alla sua destra il pulsante per il blocco dell’esposizione o della messa a fuoco o di entrambe, personalizzabile da menu, circondato da una leva coassiale che commuta la messa a fuoco da AFS (singola) o AFF (video) a AFC (continua) o MF (manuale). Alla destra dello schermo dall’alto il pulsante per la revisione delle foto.

Poi c’è il pad a quattro vie con al centro il pulsante di conferma e per il richiamo dei menu. I pulsanti del pad permettono di spostare il punto o l’area di messa a fuoco sull’inquadratura, ma da menu possono essere assegnati a moltissime funzioni. Il pad stesso ha una forma di ghiera che può essere ruotata per navigare nei menu e nei comandi, ma anche in questo caso può essere assegnata a varie funzioni. Sotto c’è il pulsante Fn2 che richiama il Quick-menu. Infine il pulsante Disp che consente di commutare le informazioni visibili nel menu e nello schermo.

Sul lato destro c’è l’alloggiamento per la scheda SD, in posizione comoda per il cambio di scheda anche con la fotocamera su treppiedi.

Su quello sinistro, coperte da uno sportellino in gomma ci sono tutte le prese di collegamento: microfono, telecomando, HDMI e USB.

Nella parte inferiore troviamo l’innesto per il treppiedi, coassiale con l’obiettivo, e lo sportello che protegge il vano per l’alloggiamento della batteria.

In dotazione, insieme alla macchina sono forniti:
– batteria ricaricabile
– caricabatteria con cavo
– un cavo USB
– il tappo di copertura del bocchettone di innesto ottiche
– la cinghia a tracolla
– un piccolo e sintetico manuale plurilingue. Il manuale completo è disponibile come pdf sul sito Panasonic
– il software per Windows e Mac, PhotoFun un browser fotografico per importare, visualizzare le foto, Sylkypix Developer Studio personalizzato per Panasonic per convertire le foto raw può essere scaricato dal sito Panasonic.

Come accessori sono disponibili:
– vari flash esterni Panasonic dedicati
– impugnatura portabatteria DMW-BGG1
– microfono esterno DMW-MS2
– telecomando per scatto remoto DMW-RSL1
– adattatore per alimentazione da rete
– filtri di protezione per gli obiettivi

Schermate

Modalità di funzionamento

Menu rapido

Menu

Uso in pratica

La G90 provata era dotata di diversi obiettivi. Lo zoom standard con cui è venduta in kit Lumix G Vario 12-60 mm f/35-5,6, il Lumix G Vario 12-35 mm f/2,8 II, il Lumix G Vario 35-100 mm f/2,8 II e il Leica Vario-Elmar 100-400 mm f/4,0-6,3. Una dotazione molto completa che mi ha permesso di affrontare molti generi fotografici.
I due zoom f/2,8 compongono una coppia che equivale, dal punto di vista luminosità e focale, ai 24-70/2,8 e 70-200/2,8 per fullframe, ma hanno dimensioni e peso molto ridotti che consentono di portarli, insieme al corpo in una borsa piccola e di peso ridotto in qualsiasi occasione, a differenza di quello che si dovrebbe portare con una fullframe. In questo modo si può affrontare qualsiasi situazione richieda obiettivi luminosi in un’ampia gamma di focali. Se si vuole viaggiare proprio leggeri allora si può optare per il 12-60 che equivale ad un 24-120 mm di uso abbastanza universale. Il 100-400, equivalente ad un 200-800, l’ho portato solo quando ne prevedevo la necessità, ma è una grande soddisfazione pensare di avere a disposizione un obiettivo equivalente al massimo ad un 800 mm di buona luminosità e dal peso di meno di 1 kg, a confronto a quanto è grande e a quanto peserebbe un 800 mm per fullframe.

Corpo macchina

Il corpo macchina è di dimensioni medie come detto e ben costruito, in lega di magnesio e protetto da polvere ed acqua, cosa non sempre disponibile nelle fotocamere di questa fascia di prezzo.

Comandi

La disposizione dei comandi è simile a quella della G9 e delle S1 e S1R ed è una delle migliori fra tutte le fotocamere provate.
I comandi sono tutti a portata di dita e comodi da memorizzare e da azionare. Le due ghiere di comando, anteriore e posteriore, che a secondo delle modalità di funzionamento comandano tempi, diaframmi o entrambi, sono molto comode e facilmente raggiungibili. La maggior parte delle impostazioni si può fare con pulsanti diretti, oppure dal Quick menu, premendo l’apposito pulsante e poi spostandosi con la ghiera posteriore o con quella anteriore e regolando il valore desiderato, senza dovere entrare nei menu. Particolarmente comodi i tre pulsanti dietro quello di scatto, WB, ISO e compensazione esposizione, facilmente riconoscibili in quanto quello ISO, centrale è concavo con un punto in rilievo. Con un po’ di pratica tutte le regolazioni si possono effettuare velocemente anche con l’occhio al mirino, oltre che con lo schermo.

Menu

I menu sono divisi per argomento: immagine, video, impostazioni di funzionamento, impostazioni fotocamera, menu personale e revisione. Sono chiari e semplici e facilmente navigabili. Si riesce a trovare senza problemi l’impostazione cercata. Anche questi fra i migliori.

Mirino

La G90 è dotata di un mirino di media qualità, inferiore a quello ottimo della G9. Ha 2,36Mpx, con una copertura del 100 % e un ingrandimento reale di 0,74x. La sua nitidezza è buona e non soffre di riflessi quando si inquadrano fonti di luce e di scie quando si muove velocemente l’inquadratura. Vi si possono visualizzare tutte le informazioni visibili sullo schermo. Il passaggio dalla visualizzazione sullo schermo a quella nel mirino può essere manuale, premendo l’apposito pulsante, oppure meglio automatica, tramite un sensore che rileva quando si avvicina l’occhio all’oculare. Nel mirino è possibile visualizzare tutte le regolazioni apportate all’immagine: esposizione, bilanciamento del bianco e profili colore. Su questo e anche sullo schermo è possibile visualizzare una griglia di guida, un riferimento per il centro dell’immagine ed una livella su due assi, molto comoda per evitare immagini storte e linee cadenti.

Schermo

Lo schermo OLED da 3″ e sensibile al tocco, è abbastanza nitido e ben visibile. Soffre però del problema di tutti gli schermi quando ci si trova in esterni: in molti casi, specialmente nelle inquadrature di scene di grande luminosità e ad alto contrasto, come ad esempio in controluce, nello schermo si vede poco.

La possibilità di orientarlo in tutte le direzioni, compreso l’avanti, è però molto utile per riprese da angolazioni difficili e per i “selfie”, oltre che per le riprese video.
Lo schermo sensibile al tocco consente di scegliere molte impostazioni direttamente da questo, in modo facilitato senza riferimenti tecnici ed anche scegliere le scene. Si può anche indicare direttamente il punto di messa a fuoco e poi scattare. Nella revisione delle foto queste si possono scorrere e ingrandire come su uno smartphone o tablet.

Otturatore

La G90 è dotata di un otturatore meccanico con tempi da 60 secondi a 1/4000 che può anche funzionare con la prima tendina elettronica con tempi da 30 secondi a 1/2000. E’ disponibile poi un otturatore elettronico con tempi da 1 secondo a 1/16000. Si può scegliere fra il funzionamento solo meccanico, quello solo elettronico o la scelta automatica fra l’uno e l’altro a secondo del tempo di scatto impostato. L’otturatore meccanico con scatto elettronico sulla prima tendina può essere utile per ridurre a zero le vibrazioni prima dello scatto. Quello elettronico consente di scattare con tempi di scatto velocissimi per usare diaframmi aperti anche in condizioni di forte luce per limitare la profondità di campo e, cosa più importante, consente di scattare in modo completamente silenzioso in situazioni in cui non si deve produrre alcun rumore e disturbo come teatro, conferenze e concerti di musica da camera.
L’inconveniente dell’otturatore elettronico può essere la deformazione di oggetti in movimento veloce nell’inquadratura.

Stabilizzazione

La G90 è dotata di stabilizzatore integrato sul sensore a “5 assi” con tecnologia Dual IS 2. Questo sistema di stabilizzazione garantisce, secondo Panasonic, un vantaggio di 5 stop ed è in grado di collaborare con quello eventualmente presente negli obiettivi. Molti degli obiettivi Panasonic, compresi alcuni di quelli disponibili per la prova sono stabilizzati otticamente. Le prestazioni degli stabilizzatori sono discusse nella pagina delle prestazioni.

Autofocus

La messa a fuoco è a rilevamento di contrasto con 49 zone selezionabili manualmente. La G90, come altri modelli Panasonic, usa la tecnologia, esclusiva Panasonic, DFD (Dept From Defocus) e una frequenza di rilevamento di 240 volte al secondo. Questa tecnologia consente di conoscere immediatamente, in base a due misurazioni successive, la direzione verso cui muovere l’obiettivo e la distanza dalla posizione di fuoco per il soggetto inquadrato in modo da arrivarvi direttamente senza quasi nessun aggiustamento, come per gli autofocus a rilevamento di fase, invece di compiere tante successive misurazioni ed aggiustamenti di fuoco come avviene nei tradizionali sistemi a rilevamento di contrasto come si vede in figura.

La tecnologia DFD si basa sulla conoscenza delle caratteristiche ottiche dell’obiettivo, sulla variazione del suo sfocato o bokeh, contenute in un database all’interno della macchina e funziona con gli obiettivi M43 Panasonic e con la maggior parte di quelli Olympus e di altri marchi. Panasonic inoltre garantisce l’aggiornamento di queste informazioni tramite il firmware degli obiettivi per i nuovi modelli. L’autofocus ha una sensibilità elevata da -4 EV fino a 18.
I 49 punti AF coprono quasi tutta la superficie del sensore. Si può anche scegliere una zona ristretta di messa a fuoco che raggruppa più punti AF personalizzabile e spostabile a piacere sullo schermo col tocco o con il pad. Infine si può scegliere un singolo punto posizionabile a scelta sullo schermo. Se si vuole maggiore precisione è disponibile la modalità “messa a fuoco precisa” che consente, premendo a metà il pulsante di scatto di ingrandire l’area di messa a fuoco per controllarla con maggiore precisione. E’ poi disponibile il rilevamento automatico dei volti. Per i soggetti in movimento è disponibile la funzione di inseguimento (tracking) che mette a fuoco il soggetto e lo segue nei suoi spostamenti
Le modalità di funzionamento sono quelle classiche, AFS (singolo), AFF (flessibile), AFC (continuo) e manuale.
Se si usa la messa a fuoco manuale la G90 offre diversi aiuti: ingrandimento dell’area di messa a fuoco, rilocabile sull’inquadratura, e evidenziazione dei contorni (focus peaking) con scelta del colore e del livello, tutti visibili nel mirino o nello schermo.
Per le prestazioni vedere l’apposita pagina.

Post focus/Focus stacking

Con la funzione Post Focus la fotocamera riprende una serie di immagini, sotto forma di video, variando la messa a fuoco dal soggetto più vicino a quello più lontano. Poi, in sede di revisione, è possibile scegliere, con il pad o con il tocco, il punto di messa a fuoco e la macchina salverà un jpeg da 8 Mpx con la messa a fuoco richiesta.
Il Focus Stacking consente invece di combinare insieme più foto per avere tutto a fuoco quello che si desidera. La scelta del punto di inizio e di fine si fa sempre con il pad o con il tocco dopo avere scelto questa funzione tramite l’apposito pulsante. Questo consente di avere a fuoco tutto un soggetto che si estende in profondità e può essere molto utile in macro.
Questa funzione è adatta per la registrazione di oggetti non in movimento.

Esposizione

L’esposizione può essere totalmente automatica in iAuto, oppure si possono usare il programma P con la possibilità di cambiare la coppia tempo/diaframma (program shift), le priorità ai tempi o diaframmi o l’esposizione manuale. In questo caso su un’apposita scala viene indicata la differenza fra l’esposizione impostata e quella misurata fino a 3 EV. In tutte le modalità è facile e rapido regolare la macchina con le due ghiere disponibili. L’esposizione si è dimostrata sempre corretta anche con molta luce anche in presenza di forti contrasti e solo in casi veramente al limite ho dovuto apportare delle correzioni. Per le foto notturne di paesaggi urbani, usando la misurazione a matrice, è però necessario sottoesporre da 2/3 a 1 stop, cosa facilmente controllabile nel mirino.

Sensibilità ISO

La sensibilità ugualmente si può regolare con facilità, se non si usa in Auto, premendo l’apposito pulsante sul dorso, comodissimo, e poi ruotando una delle tre ghiere. In modalità ISO Auto la macchina regola il tempo minimo di scatto in funzione della lunghezza focale dell’obiettivo o di quella impostata sullo zoom  e consente di evitare foto mosse (per soggetti statici!).

Bilanciamento del bianco

Il bilanciamento del bianco in auto si è dimostrato sempre corretto sia di giorno che di notte, in esterni ed interni e non ho mai dovuto apportarvi correzioni. Sono previste anche le impostazioni predefinite per sole, nuvoloso, ombra, lampade ad incandescenza e flash. E’ poi possibile effettuare e memorizzare una misurazione personalizzata del bilanciamento e regolare anche la temperatura di colore in gradi Kelvin.

Formato foto

Le foto possono essere salvate in formato 4:3, 3:2, 16:9 e 1:1 e in varie dimensioni, Large a 20 Mpx, Middle a 10 Mpx e Small a 5 Mpx e possono essere salvate in Jpeg con qualità Fine o Standard, in raw e in raw più jpeg.

Profili colore

Si può scegliere per le foto il profilo colore preferito, standard, vivida, naturale, bianconero, L bianconero (con neri intensi), L bianconero D, panorama, ritratto ed ognuno può essere personalizzato per adattarlo ai propri gusti ed esigenze. Ci sono anche dei profili per il video Cinelike D, Cinelike V e V-Logt. Ogni profilo può essere personalizzato per nitidezza, saturazione e contrasto.

Scene ed effetti

La G90 dispone di numerose modalità scena e di effetti creativi (Creative Control Mode), che consentono di modificare la foto con effetti speciali o creativi come Expressive, Retro, High e Low Key, Sepia, Toy, HDR, Panorama e Miniature e altri.

Scene

Effetti

Flash

La fotocamera dispone di un flash integrato che può essere estratto con l’apposito pulsante. Il flash può essere impostato su automatico, forzato, riduzione occhi rossi, slow sync, e sincronizzazione sulla seconda tendina. Si può impostare la compensazione dell’esposizione flash indipendentemente da quella per la luce ambiente.
La potenza è ridotta, ma va bene per piccoli ambienti o gruppi e come luce di schiarita di giorno.

Raffica

La G90 dispone di varie velocità di raffica icon l’otturatore meccanico o quello elettronico. Le velocità sono: alta a 9 fg/s con AFS e 6 con AFC, media a 6 fg/s e bassa a 2 fg/s entrambe con AFC e live view. Con la velocità alta, media e bassa la messa a fuoco, se impostata in AFF o AFC, e l’esposizione sono determinate scatto per scatto. In alta velocità non è disponibile l’immagine live view, ma sullo schermo o nel mirino si vedono solo le foto appena scattate. Con le velocità media e bassa invece si può seguire l’immagine in tempo reale. In totale si possono scattare 45 immagini raw o 300 jpeg.
E’ disponibile inoltre la possibilità di registrare foto in formato 4K. In questa modalità la fotocamera registra foto da 8 Mpx a 30 fg/s come se fosse un filmato. Da questo è poi possibile selezionare le singole immagini che si vogliono salvare come foto direttamente in macchina. Si possono impostare e usare tre diverse modalità di scatto: tenere costantemente premuto il pulsante di scatto durante la raffica, avviare la raffica con una prima pressione e terminarla con una seconda, sfruttare la funzione prescatto che salva le immagini riprese da 1 secondo prima della pressione del pulsante di scatto ad un secondo dopo. La messa a fuoco dovrà essere AFF e si potranno usare tutte le modalità di funzionamento e l’impostazione automatica della sensibilità, ma i tempi di scatto saranno da 1/30 a 1/16000 e sarà usato l’otturatore elettronico.

Video

La ripresa video è uno dei punti migliori della G90. La fotocamera è infatti stata progettata per offrire il meglio sia per le foto che per il video.
Può riprendere video QFHD 4K 3840×2160 pixel fino a 30/25/24 fg/s in formato MP4 con un bit rate di 100 Mbps. Inoltre registra Full HD Progressive a 1920×1080 pixel con codec H.264 e formato MP4 e AVCHD . Le velocità di registrazione possono essere 120p per un video rallentato, 60p/50p,30p/25p e 24p. Sono disponibili alcune funzioni professionali come Zebra Pattern. La durata della registrazione può arrivare a 50 minuti in FHD e a 45 in 4K o essere limitata solo dalla capacità della scheda di memoria o dalla durata della batteria.
La ripresa può essere effettuata in modo totalmente automatico oppure si possono usare tutte le modalità di esposizione disponibili, program, a priorità e manuale ed anche molte delle scene disponibili. Si può anche regolare il bilanciamento del bianco. La sensibilità ISO può arrivare fino a 6400. La messa a fuoco può essere automatica con le modalità disponibili AFS/AFF/AFC oppure manuale. In modalità automatica si può richiedere una nuova messa a fuoco premendo parzialmente il pulsante di scatto.
L’audio è registrato in stereo con volume regolabile. C’è una presa per microfono esterno stereo e un’uscita per cuffia.
Durante la ripresa video possono anche essere scattate delle foto. Se si sceglie la priorità al video questo non sarà interrotto e le foto saranno jpeg, formato 16:9 e qualità corrispondente a quella della registrazione video, 4K (8 Mpx) o FhD (2 Mpx). La registrazione video non sarà interrotta; si possono riprendere così fino a 40 foto. Se si sceglie la priorità alle foto queste saranno del formato specificato come scelta fotografica, ma la ripresa video e audio saranno interrotte e lo schermo si scurirà; si possono riprendere con questa modalità al massimo 10 foto.
Tutte le regolazioni per il video, compresa la messa a fuoco, possono essere fatte con lo schermo touch.

Connessione

La G90 è dotata di connessione Wi-Fi e Bluetooth. Tramite l’App Lumix Link, disponibile per Android e iOS, è possibile connettersi alla fotocamera per il trasferimento delle foto o per il suo controllo remoto, compreso lo scatto a distanza. E’ anche possibile connettere la fotocamera ad una smart-tv o a un computer.

Obiettivi

Attualmente Panasonic fornisce un ampio corredo di obiettivi già sufficiente per tutte le esigenze. Sono 41 obiettivi di cui molti stabilizzati, dallo zoom grandangolare 7-14 mm al tele zoom 100-400 stabilizzato, comprendendo uno zoom ad ampia escursione 14-140 stabilizzato, due “pancake” 14 mm f/2,5 e 20 mm f/1,7, due zoom stabilizzati ad alta luminosità 12-35/2,8 e 35-100/2,8, i Leica ad alta luminosità Summilux 12 mm f/1,4, 15 mm f/1,7, 25 mm f/1,4, Nocticron 42,5 mm f/1,2 e Vario-Summilux 10-25/1,7 ed infine il Leica Macro 45/2,8. Fra i tele zoom il 45-150 e il 45-200, leggeri e compatti. Ci sono inoltre gli zoom della serie X, molto compatti e motorizzati, il 14-42 mm particolarmente consigliato per ridurre al minimo ingombro e peso ed il 45-175 mm.
A questi si aggiungono 32 obiettivi Olympus tutti di elevata qualità e alcuni Sigma e Tamron.
Sulle Micro 4/3, come su tutte le mirrorless, poi è possibile montare, con opportuni adattatori, praticamente tutti gli obiettivi disponibili per fotocamere reflex o a telemetro grazie al ridotto tiraggio della montatura, naturalmente con messa a fuoco manuale, ma con automatismo di esposizione a priorità dei diaframmi. Panasonic fornisce gli anelli per obiettivi Leica M ed R, ma ce ne sono molti altri disponibili da altri fornitori, compreso quello per Olympus OM.

Impressioni d’uso

Nell’uso la G90 si è dimostrata un ottimo strumento multimediale.
Come fotocamera è  molto valida, producendo foto nitide e con ottimi colori già con le impostazioni base in tutte le situazioni comprese quelle critiche in poca luce. L’uso è intuitivo e i comandi ben disposti e facili da raggiungere ed azionare anche senza togliere l’occhio dal mirino. Questo è di buona qualità e consente una visione chiara in ogni condizione. La messa a fuoco è sempre stata veloce e precisa, anche in condizioni di poca luce. Ho scattato in diverse situazioni, paesaggi e ambienti urbani in esterni con luce, di notte e in interni ed in tutte le occasioni la G90 ed i suoi obiettivi hanno fornito ottimi risultati. Spesso ho preferito usare questa fotocamera piuttosto che una fulframe, specialmente quando non uscivo con una precisa intenzione fotografica per la sua leggerezza e le piccole dimensioni che non mi facevano pesare il fatto di portarmi dietro una fotocamera ed i risultati sono sempre stati ottimi.
Dal punto di vista video si è mostrata altrettanto valida consentendo riprese a fuoco e di ottima qualità. Durante le riprese è possibile usare il mirino elettronico, ma naturalmente è stato molto più comodo usare lo schermo anche per tenere la macchina in modo più stabile. In ogni caso la qualità dei filmati è elevata e vale la pena di registrare comunque in 4K anche, se si rivedono i video in full HD, se si ha un computer abbastanza potente e con una buona scheda grafica. L’unico inconveniente è la maggiore occupazione di memoria su scheda e su disco.

Per il dettaglio della qualità d’immagine e degli obiettivi fare riferimento alle apposite pagine.

Per tutte le foto di prova ho usato il formato 4:3.
Le foto sono suddivise in foto di test, scattate a tutte le sensibilità, da 100 a 25600 ISO, in luce naturale di giorno e di notte e in interni ed a vari diaframmi per valutare gli obiettivi, e foto di esempio, a varie sensibilità a secondo delle situazioni, anche se di giorno sono stati usati possibilmente i 200 ISO. Tutte le foto sono state salvate sia nel formato jpeg come salvato dalla macchina, sia nel jpeg convertito dal raw con il programma fornito da Panasonic, Silkypix.

====>  Prestazioni & conclusione

9 pensieri riguardo “Panasonic G90: test”

  1. ciao Francesco, da anni seguo il tuo blog. mi affido alla tua grande esperienza per avere un chiarimento. ci sono macchine con iso nativo 200 e volendo 100 come espansione. cosa consigli di usare il 200 nativo o è più nitido il 100 iso espanso ? grazie e complimenti per le tue recensioni.

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    1. Giuseppe,
      in tutte le fotocamere le sensibilità estese, sia verso l’alto che verso il basso, non sono native, ma sono ottenute sottoesponendo o sovraesponendo la foto e poi correggendola in fase di salvataggio. Questo avviene sia per le foto jpeg che per quelle raw. Questo trattamento comporta che nel caso di estensione verso una sensibilità inferiore si perda qualcosa in gamma dinamica, mentre se l’estensione è verso una sensibilità superiore aumenti il rumore. Usando quindi una sensibilità inferiore a quella nativa del sensore non si ottiene un aumento di nitidezza.
      In conclusione è sempre preferibile usare le sensibilità native del sensore.
      Ciao, Francesco

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      1. grazie Francesco. anch’io pensavo che doveva essere meglio la sensibilità nativa. però non capisco l’uso di sensibilità maggiori native. in fin dei conti si dovrebbe avere un vantaggio. o uno stop di diaframma o uno stop di tempo di posa. quindi fare sensibilità nativa che so 1600 iso sarebbe fantastico , ma evidentemente non lo è. quindi penso che 200 iso sensibilità nativa non sia una bella cosa, vero ? sarei felice se tu mi chiarissi fino in fondo. grazie.

        Il giorno lun 19 ott 2020 alle ore 18:01 Francescophoto Blog ha scritto:

        > Francescophoto commented: “Giuseppe, in tutte le fotocamere le sensibilità > estese, sia verso l’alto che verso il basso, non sono native, ma sono > ottenute sottoesponendo o sovraesponendo la foto e poi correggendola in > fase di salvataggio. Questo avviene sia per le foto jpeg che per ” >

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        1. Giuseppe,
          ogni sensore ha una sensibilità nativa o di base che si colloca di solito fra i 100 e i 200 ISO. Ovviamente per fotografare quando c’è poca luce o quando si vogliono usare tempi veloci questa sensibilità può essere insufficiente. In questo caso il segnale in uscita dal sensore viene amplificato, di solito analogicamente prima di essere convertito in digitale. In alcuni casi è effettuata un’amplificazione anche sul segnale digitale. Poi il segnale digitalizzato è salvato come formato raw. Questa amplificazione è quella che determina le sensibilità superiori a quella base secondo la scala ISO. Naturalmente insieme al segnale si amplifica anche il rumore, cioè la parte del segnale che non rappresenta l’immagine, ma disturbi nella captazione della luce da parte dei pixel e il rumore di fondo che ogni circuito elettronico produce. Per questo nelle foto con sensibilità elevata si ha molto più rumore che in quelle a bassa sensibilità.
          Tu ipotizzi un sensore con sensibilità base 1600 ISO, ma evidentemente ciò non è possibile a causa della sensibilità alla luce dei fotodiodi che costituiscono i pixel e infatti nessuno lo ha mai prodotto. Esistono però delle videocamere e anche qualche fotocamera come la Panasonic S1H che hanno un doppio circuito di amplificazione per la sensibilità, uno per quelle basse e uno per quelle più alte. Ciò dovrebbe dare benefici perché il circuito per quelle più alte dovrebbe ottimizzare il rapporto segnale/rumore. Ho avuto in prova la S1H, ma ancora non ho avuto il tempo di analizzare i risultati.
          Ciao, Francesco

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          1. Quindi vuoi dire che tutte le scale 400 – 800 – 1600 iso, in realtà sono fasulle e ottenute artificialmente? Non sapevo di questa cosa qui prima d’ora. Pensavo fossero proprio native nel sensore, che scegli quella che preferisci, come tipo la scelta della velocità dei tempi, o l’apertura o chiusura del diaframma, che quelle sono meccaniche reali, e quindi non artificiali

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            1. Robert,
              no le sensibilità ISO sono reali. Si ottengono amplificando più o meno il segnale in uscita dal sensore. E’ lo stesso concetto con cui si aumenta il volume di una radio o tv, aumentando l’amplificazione del segnale.
              Nelle fotocamere analogiche per cambiare la sensibilità si cambiava la pellicola, qui non si può cambiare il sensore e quindi si amplifica il suo segnale.
              Le sensibilità “fasulle” sono quelle estese ottenute sovraesponendo o sottoesponendo la foto e poi correggendola nella conversione in raw o jpeg.
              Ciao, Francesco

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              1. Ciao Francesco, grazie. capisco quello che dici. ma la mia domanda era molto pratica. la mia macchina ha sensibilità nativa 200 iso ma può estendersi a 100 iso. la mia domanda è questa. per la migliore qualità conviene estendersi a 100 iso o è meglio rimanere a 200 iso nativi ? 100 iso (essendo una estensione) non dà una maggiore nitidezza , vero ? grazie di nuovo e aspetto un tuo gentile chiarimento . cordiali saluti.

                Il giorno sab 24 ott 2020 alle ore 00:20 Francescophoto Blog ha scritto:

                > Francescophoto commented: “Robert, no le sensibilità ISO sono reali. Si > ottengono amplificando più o meno il segnale in uscita dal sensore. E’ lo > stesso concetto con cui si aumenta il volume di una radio o tv, aumentando > l’amplificazione del segnale. Nelle fotocamere analogiche per” >

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                1. Giuseppe,
                  da quello che ti ho spiegato si deduce di no. Usando una sensibilità estesa inferiore a quella minima del sensore non si guadagna assolutamente nulla in risoluzione e nitidezza, ma sicuramente si perde in gamma dinamica e in gamma tonale.
                  Ciao, Francesco

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                  1. Grazie.

                    Il lun 26 ott 2020, 01:11 Francescophoto Blog ha scritto:

                    > Francescophoto commented: “Giuseppe, da quello che ti ho spiegato si > deduce di no. Usando una sensibilità estesa inferiore a quella minima del > sensore non si guadagna assolutamente nulla in risoluzione e nitidezza, ma > sicuramente si perde in gamma dinamica e in gamma tonale. Ciao, ” >

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