Sony RX10 III: test

Sony ha inaugurato con la RX10 un nuovo segmento di mercato delle fotocamere, quello delle bridge che potremmo definire “premium”, cioè bridge con caratteristiche migliori di quelle prodotte fino a poco tempo fa.
Le bridge, a cominciare dalla Panasonic FZ10 di più di 10 anni fa, sono sempre state caratterizzate da una forma simile alle reflex, anche se in alcuni casi con dimensioni più piccole, da un mirino elettronico, regolazioni complete e zoom con ampia escursione focale. Questa è sempre cresciuta passando dai 12x delle prime fino agli oltre 80x dei modelli più recenti. Per potere realizzare degli zoom con escursione così ampia però i produttori hanno dovuto limitare la loro copertura e quindi usare sensori di dimensioni molto ridotte, 1/2,3 (6,17×4,55 mm). Questo ha sempre comportato che le bridge avessero una buona qualità d’immagine alla minima sensibilità, cioè in buone condizioni di luce, ma che questa peggiorasse sensibilmente, per l’aumento eccessivo del rumore, appena si aumentava la sensibilità. Il tutto aggravato dalla scarsa luminosità che questi zoom hanno specialmente alle focali massime ed a una scarsa qualità complessiva che peggiora aumentando la focale.
Sony invece con la prima RX10 ha adottato un sensore da 1″ (13,2×8,8 mm), con una superficie oltre 4 volte più grande di quelli da 1/2,3″ e uno zoom di escursione relativamente ridotta, 8,3x 24-200 mm equivalente, ma con luminosità elevata e costante f/2,8. Queste scelte hanno migliorato notevolmente la qualità d’immagine.
La RX10 III aggiunge a ciò un sensore BSI-CMOS (retroilluminato) “stacked” cioè a strati, che migliora ulteriormente la qualità d’immagine e la velocità di registrazione, consentendo una velocità di raffica di 14 fg/s e la ripresa video 4K e un nuovo obiettivo Zeiss ad ampia escursione, 25x, equivalente ad un 24-600 mm che accontenta così anche chi ha la necessità o la voglia di scattare con lunghe focali.
E’ quindi opportuno verificare in pratica i miglioramenti e i vantaggi che queste tecnologie possono apportare.

La RX10 III è dotata, come detto, di un sensore da 1″ BSI-CMOS Exmor RS di tipo “stacked”. Questo sensore è formato, come si può vedere in figura, di più strati. Il primo, più esterno ed esposto alla luce, contiene solo i pixel(1), il secondo sottostante contiene i circuiti elettronici di elaborazione dei segnali(2), il terzo contiene una memoria DRAM per leggere e memorizzare velocemente il segnale.

Questa progettazione comporta il vantaggio di riservare la massima superficie possibile ai pixel ottimizzando il rapporto segnale/rumore e una lettura ad alta velocità del segnale che consente un’elevata velocità di raffica, la ripresa video 4K, la funzione HFR (Supermoviola) che consente di riprendere video a 250 fg/s, 500 fg/s e  1000 fg/s con qualità  al Full HD per ottenere riprese rallentate fino a 40x, e infine un otturatore elettronico fino ad 1/32000 di secondo che consente di evitare le deformazioni (“rolling shutter”) durante le riprese di soggetti in movimento veloce.

La RX10 III si presenta simile a una reflex fullframe per l’aspetto, per le dimensioni e il peso. Ha ovviamente un mirino elettronico e lo zoom può essere comandato sia con la classica levetta attorno al pulsante di scatto sia con la ghiera attorno all’obiettivo, ma sempre elettricamente. Lo schermo è orientabile in alto e in basso e i comandi e le ghiere sono simili per disposizione ed aspetto a quelli di una reflex, con in più la presenza di un piccolo pannello LCD illuminabile che riporta le principali impostazioni della fotocamera come nelle reflex professionali.

Le principali caratteristiche della RX10 III sono:

– sensore Exmor RS stacked BSI-CMOS di formato 1″ (13,2×8,8 mm) con 20 Mpx
– processore d’immagine Bionz X
– corpo simile ad una reflex con rifinitura zigrinata antiscivolo
– obiettivo zoom Zeiss Vario-Sonnar T* a comando elettrico 25x 8,8-220 mm (equivalente ad un 24-600 mm) f/2,4-4,0
– stabilizzazione ottica con compensazione elettronica per il video
– mirino elettronico con copertura del 100 %, 2,359 Mpx e ingrandimento reale 0,7x
– schermo da 3″ e 1.228.000 pixel orientabile in alto e in basso
– autofocus rilevamento di contrasto con 25 punti AF selezionabili automaticamente o manualmente
– modalità di esposizione completamente automatica, Program, a priorità, manuale e con scene predisposte
– sensibilità automatica o manuale da 64 a 12800 Iso
– otturatore meccanicocon tempi da 30 secondi ad 1/2000 ed elettronico con tempi fino a 1/32000
– disponibilità di scene ed effetti creativi
– flash integrato apribile a richiesta
– ripresa video 4K a 3840×2160 pixel 30/25/24p o Full HD a 1920×1080 pixel a 120/60/24p e 60i in formato XAVC S, AVCHD o MP4 e audio stereo LPCM o Dolby Digital
– ripresa HFR ad alta velocità a 250, 500 o 1000 fg/s
– possibilità di riprendere foto durante la ripresa video
– prese per microfono e cuffia
– velocità di raffica 14 fg/s
– connessione wi-fi e NFC
– usa schede SD/SDHC/SDXC
– batteria agli ioni di litio NP-FW50 per 420 scatti
– dimensioni 133x94x127 mm
– peso 1051 grammi

La Sony RX10 III costa 1.460 € con garanzia italiana.

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Descrizione & uso
Prestazioni
Galleria
Conclusioni
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3 pensieri riguardo “Sony RX10 III: test”

  1. Questa macchina è un gioiellino per un utilizzo variegato e senza pretese di qualità da lode, andrà lievemente migliorata nella prossima versione utilizzando sensore, AF e buffer dell’ultima RX100 V facendo sì che anche in utilizzo su soggetti in rapido movimento e nello sport sia un’ottima soluzione, oltre ad una batteria più capiente. Ovviamente a quel prezzo si può acquistare una reflex che potenzialmente, potendo spendere parecchi soldi in obiettivi di qualità (i vari superzoom per APS-C a mio parere non offrono risultati migliori dello Zeiss di questa RX10, anzi, forse peggiori) può offrire risultati eccezionali in ogni ambito o quasi. Vista la dismissione nikoniana del comparto 1 (a cui manca uno zoom 24-100/120 luminoso f2-2,8 perché poi tra 6,7-13 con 10-100 e 70-300 si avrebbe pressoché l’ideale) una futura RX 10 V magari ad un prezzo più vicino ai 1000€ che ai 1500€ potrebbe essere molto appetibile… Sony sarà lavorando molto bene, se presenteranno una RX100 VI con zoom esteso a 100/120mm e dovessero proporle con la futura RX 10 V in vendita accoppiata a circa 2000€ non credo riuscirei a resistere…

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    1. Anche a me piace questa bridge ma il costo è davvero alto. Certo se si pensa che con una ml o una reflex e uno zoom equivalente ma più buio si hanno piu o meno gli stessi risultati ma con costi e pesi maggiori diventa piu interessante. Però una refkex o una ml apsc o m4,3 consentono di alzare di piu gli iso per sopperire allo zoom piu buio mentre con la rx10 si è piu al limite. Fermo restando che i manuali di fotografia consigliano sempre di scattare a bassi iso

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      1. Ps aggiungo che ovviamente esistono zoom piu luminosi anche per reflex e ml ma sono piu corti e costano da soli quanto la rx10. E non tutti possono permettersi un corredo da migliaia di euro. L’alternativa piu economica sarebbe accontentarsi di uno zoom piu buio e qualche fisso luminoso

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