Hasselblad H4D

Qualche giorno fa presso il noto negozio romano Fotoforniture Sabbatini ho avuto occasione di provare la nuova Hasselblad H4D. Le Hasselblad sono reflex di medio formato per uso professionale, da sempre considerate il riferimento della categoria. In un certo senso le potremmo considerare come le “Ferrari” delle fotocamere ed infatti è proprio una Ferrari Edition quella che ho provato.Da oltre 60 anni la svedese Hasselblad produce reflex medioformato 6×6 a singolo obiettivo. Il primo modello fu la 1600F del 1948.Le Hasselblad si sono affermate presso i fotografi professionisti, e non solo, in tutto il mondo per la loro qualità, dei corpi e degli obiettivi, e per il sistema di obiettivi ed accessori sempre più ampio ed evoluto. Uno dei modelli più famosi è stata la 500C, che è ancora attualmente usata da molti fotografi.
Hasselblad è stata conosciuta dal grande pubblico per la sua partecipazione ai programmi spaziali della NASA, in particolare il progetto Apollo che ha portato l’uomo sulla Luna. Le foto della Luna e degli astronauti su di essa sbarcati sono state fatte con macchine Hasselblad di serie, solo adattate per essere più facilmente usate dagli astronauti con le tute spaziali.
Il culmine delle fotocamere Hasselblad tradizionali (a pellicola)è stata la serie V con obiettivi Zeiss ancora molto diffusa ed usata.
Con l’avvento della fotografia digitale l’Hasselblad ha proposto sia dei dorsi digitali che possono essere usati sulle precedenti reflex analogiche sia dei modelli specificamente progettati per il digitale.
L’ultima serie presentata è la H4D che comprende diversi modelli con differenti sensori e risoluzioni, da 31 a 60 Mpx. Tutte hanno la stessa struttura, completamente modulare, che consente oltre al cambio dell’obiettivo, anche la sostituzione del mirino e la rimozione del dorso digitale contenente il sensore.
La struttura della macchina comprende un corpo centrale con lo specchio, l’otturatore, tutti i meccanismi ed i circuiti elettronici di comando e controllo, lo schermo di messa a fuoco intercambiabile ed un’impugnatura laterale. Nella parte superiore dell’impugnatura sono alloggiati alcuni comandi, il piccolo schermo di controllo delle impostazioni ed il pulsante di scatto. La parte inferiore è costituita dalla stessa batteria che alimenta la macchina, rivestita in gomma e facilmente sostituibile. Nella parte anteriore c’è il grande bocchettone per l’innesto degli obiettivi. Posteriormente invece si innesta il dorso digitale che contiene il sensore protetto dal filtro antialias e posteriormente lo schermo per la revisione delle foto da 3′. Nella parte superiore si inserisce il mirino. Quello standard è a pentaprisma, ma può essere sostituito da un mirino a pozzetto per le riprese dall’alto.
La H4D-31 ha un sensore delle dimensioni di 33×44 mm (una fullframe ha dimensioni di 24x36mm) con 31 Mpx (6496×4872 pixel). La H4D-40, con le stesse dimensioni del sensore ha 40 Mpx (7304×5478), la H4D-50 con un sensore di 37×49 mm ha 50 Mpx (8176×6132) e la H4D-60 con un sensore da 40×54 mm arriva a 60 Mpx (8956×6708).
I prezzi sono ovviamente allineati alla qualità: la H4D-31 “entry level” (si fa per dire!) costa 9.995 €, la H4D-40 circa 14.500 €, la H4D-50 circa 20.000 € e la H4D-60 circa 30.000 €.
Sono quindi macchine alla portata di pochissimi fortunati, a parte i professionisti. Ma come le riviste di auto provano Ferrari, Lamborghini, Porsche ed Aston Martin, anche in un sito di fotografia ogni tanto è bello e divertente leggere di Hasselblad o altre macchine simili.
Alla Photokina dello scorso settembre avevo potuto vedere e provare brevemente la H4D-60, questa volta invece ho fatto un po’ di scatti con la H4D-40 Ferrari Edition. Si tratta di un edizione limitata in 500 esemplari color rosso Ferrari e con il simbolo del Cavallino sul lato sinistro.
La macchina è abbastanza pesante, oltre 2 kg con l’obiettivo 80/2,8 e il mirino a prisma, ma impugnandola non se ne sente il peso. L’ergonomia è eccezionale con l’impugnatura che cade perfettamente in mano per sorreggerla e l’indice che cade perfettamente sul pulsante di scatto. La mano sinistra sotto l’obiettivo aiuta a sorreggerla e la rende perfettamente stabile e bilanciata. E’ tutta un’altra cosa in confronto con le “monumentali” fullframe top di Canon e Nikon (serie 1D e D3) la cui forma non agevola assolutamente l’impugnatura, con il corpo che si prolunga sotto l’obiettivo e la eccessiva larghezza ed altezza. Anche in confronto alla diretta concorrente Leica S2 l’Hasselblad appare oiù facilmente impugnabile e con una migliore ergonomia. Con la Hasselblad peso ed ingombro non si sentono e la maneggevolezza è ottima anche se ovviamente non come quella di una bridge o compatta. Tutti i comandi sono facilmente raggiungibili e di immediata comprensione a differenza della Leica S2 i cui comandi non hanno ne scritte ne simboli esplicativi

Il mirino poi è uno spettacolo: grande e luminoso molto più di una fulframe. Dopo averlo usato non si riesce più a guardare attraverso lo stiminzito mirino di una bridge o quello piccolo di una reflex base. La messa a fuoco è automatica con un sensore a croce posizionato al centro. Per mettere a fuoco un punto diverso dal centro prima si deve inquadrarlo al centro e premere a metà il pulsante di scatto per focheggiare, poi spostare l’inquadratura. Il sistema True Focus, un’esclusiva Hasselblad, provvederà a modificare il fuoco di quello che serve a mantenerlo perfettamente nitido anche se la sua distanza è aumentata in funzione dello spostamento dell’inquadratura.
In alternativa al mirino a pentaprisma può essere montato un mirino a pozzetto che consente la visione diretta sullo schermo, anche se a lati invertiti, per foto dal basso o dall’alto. Per questo tipo di visione non è infatti necessaria la funzione live view ed uno schermo orientabile. Infatti lo schermo di smerigliato è abbastanza grande, come in tutte le medio formato, per consentire una buona visione del soggetto, anche se con i lati invertiti a causa del mancato raddrizzamento dell’immagine operato dal prisma ottico. E’ comunque una notevole semplificazione della macchina e offre il vantaggio della visione ottica diretta non affetta dai ritardi dell’elettronica, dalle frange di colore sui soggetti in movimento e dagli oscuramenti dovuti a saturazione nelle scene a forte contrasto.
Gli schermi di messa a fuoco possono essere intercambiati con otto tipi diversi con e senza reticolo, adatti ai vari formati dei sensori.
La sensibilità Iso è variabile fra 100 e 1600 Iso per le H4D-31 e 40 e fra 50 e 800 Iso per le H4D-50 e 60.
L’esposizione può essere automatica con le tre classiche modalità P (Program) A (Aperture) e S (Shutter) o manuale. Le foto possono essere salvate solo in raw ed occupano circa 47-48 Mb per la H4D-40. Per la conversione in Tiff o Jpeg Hasselblad mette a disposizione gratuitamente il software Phocus, liberamente scaricabile dal suo sito. Questo programma oltre alla conversione serve anche per la gestione delle foto e delle relative librerie. E’ disponibile per Windows e Mac OS X e nella versione per Mac può convertire, oltre le foto fatte con Hasselblad, anche quelle fatte con moltissime altre fotocamere, comprese Canon e Nikon.
La messa a fuoco è rapida e precisa anche se data la scarsissima profondità di campo se si usano gli obiettivi a tutta apertura è necessario essere molto precisi con la scelta del punto di messa a fuoco. Lo scatto si sente ma non troppo considerata la mole dello specchio che deve essere ribaltato e la presenza di due otturatori: centrale sull’obiettivo per l’esposizione e a tendina per proteggere il sensore prima dello scatto.
Sopra il mirino con mia sorpresa mi accorgo che è posizionato un piccolo flash apribile che può servire come luce di schiarita o come pilota per comandare altri flash da studio senza fili. Una ottima trovata ed una finezza che le blasonate fullframe di Canon, Nikon e Sony non hanno e quindi un punto in più a favore dell’Hasselblad.
Ultima considerazione per il dorso contenente il sensore rimovibile. Questo consente, una volta staccato il dorso, una facilissima pulizia del filtro antialias posto davanti al sensore, con un pennellino morbido o con un’apposita bomboletta spay senza nessun rischio di danneggiare i preziosi meccanismi di specchio e otturatore. Altro grandissimo vantaggio dell’architettura modulare Hasselblad.
Inoltre il dorso può essere montato, con un apposito adattatore, su macchine a banco ottico, decentrabili e basculabili, su cui possono essere montati numerosissimi obiettivi per le più diverse applicazioni, come quelle di architettura o ritratto o qualsiasi altra.
Il corredo di obiettivi, marcati Hasselblad e progettati dalla casa, ma costruiti in Giappone da uno dei più importanti produttori di obiettivi professionali anche per telecamere ad alta definizione, è molto ampio e completo. Le ottiche fisse partono da un supergrandangolo 28 mm equivalente ad un 21, 20  o 18 mm a secondo delle dimensioni del sensore. Ci sono poi due grandangoli un 35 mm (27/24/22 mm equivalente), un 50 mm (39/35/32 mm), un normale l’80/2,8 provato (62/56/51 mm), e un luminoso 100/2,2 (78/70/64 mm), un macro 120 (94/84/77 mm), e tre tele 150 (117/105/96 mm), 210 (164/147/135 mm) e 300 (234/210/192 mm). Infine due zoom 35-90 (27-70/24-63/22-58 mm) e 50-110 (39-86/35-77/32-70 mm) ed un moltiplicatore di focale 1,7x. E’ poi possibile utilizzare con un apposito adattatore gli obiettivi Zeiss previsti per il sistema V.

Inserisco una scheda Compact Flash da 4 Gb e provo a fare qualche scatto. Purtroppo date le condizioni di luce non ho potuto scattare con meno di 400 Iso ed è un vero peccato. Ho scattato quindi con sensibilità di 400, 800 e 1600 Iso. Alcune delle foto fatte a 400 Iso sono risultate purtroppo affette da micromosso per il tempo di scatto troppo lungo.
Nel valutare le foto si deve tener conto che osservandole su un monitor al 100 % queste avrebbero le dimensioni, se viste nella loro intera grandezza, di circa 190×145 cm e nella realtà non si guarderebbero da circa 50 cm come quando si guarda un monitor, ma da almeno due metri.
Le foto buone presentano una nitidezza elevatissima, si distinguono agevolmente i capelli delle persone riprese a diversi metri di distanza, cosa difficile con le reflex APS. La profondità di campo è ridotta a causa dei diaframmi aperti usati ed è una caratteristica dei sensori di grandi dimensioni. Più è grande il sensore maggiore è il diametro del diaframma a parità di f/stop e minore è la profondità di campo. Si deve quindi scegliere con cura il soggetto di messa a fuoco puntando verso di esso il punto centrale del mirino e premendo a metà il pulsante di scatto, per poi ricomporre l’inquadratura sicuri che la macchina correggerà la messa a fuoco di quanto necessario.
Il rumore si percepisce a 1600 Iso, ma è in una forma molto simile alla grana delle pellicole, senza macchie di colore e non disturba molto. La nitidezza ne risente pochissimo.

In conclusione le Hasselblad H4D sono delle macchine eccezionali. Il loro ambito di utilizzo è in studio per moda, ritratti e still life, ma anche in esterni per paesaggi, eventi, avvenimenti di cronaca, architettura e cerimonie. Certo non sono nate per la foto sportiva ma penso che sia più facile fotografare in movimento, viaggi, con una H4D piuttosto che con un’ammiraglia di Canon o Nikon. l’unico limite è la lunghezza massima del tele più spinto disponibile, 300 mm, che equivale relativamente al fullframe a circa 200-240 mm.
Le versioni top sono molto costose e riservate chiaramente solo ai professionisti che ne hanno necessità e possono ammortizzarne il costo o ai pochi fortunati che possono permettersele. La versione H4D-31 però ha un costo non molto superiore a quello delle 1Ds e D3x ammiragle di Canon e Nikon e potrebbe essere una valida alternativa, oltre che per molti professionisti che si rivolgono a queste fullframe, anche per qualche fotoamatore che vuole qualcosa di decisamente superiore come qualità e di definitivo o almeno di lunga durata nel tempo. Infatti le Canon 1Ds e Nikon D3x costano rispettivamente 7500 e 7200 € senza obiettivo. Aggiungendone uno di qualità adeguata ci si avvicina abbastanza al prezzo della H3D-31 con l’80 mm.
Io sto già mettendo le monetine nel salvadanaio!

Ringrazio Fotoforniture Sabbatini per avere ottimamente organizzato questa presentazione e avermi dato l’opportunità di provare questa fantastica reflex.

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19 pensieri riguardo “Hasselblad H4D”

  1. caro Francesco, sono un tuo lettore che ti segue da parecchio tempo.
    Grazie ai tuoi consigli e ai tuoi articoli ho imparato tantissimo sulla fotografia….merito tuo!
    Mi hai fatto capire cosa significano apertura, tempi, diaframmi, quando bisogna settare iso molto alti per foto in luce piena e velocità di otturatore basse per foto in notturna ecc ecc.

    In pratica volevo un consiglio prima di considerarmi un vero master assoluto di fotografia: mio nonno è mi ha lasciato in eredità (grande nonno!!!) una buona somma di denaro.
    Fino a oggi stavo pensando di comprare la mia prima macchina fotografica che sarebbe stata una panasonic fz100.
    Niente reflex perché non voglio cambiare spesso obiettivi e cerco qualcosa di più compatto…. Tanto la qualità della foto è la stessa.
    Però ora che leggo di questa hasselblad mi é venuta voglia di qualcosa di più esclusivo.
    Magari la versione rosso ferrari che hai provato tu. Diciamo che per un oggettino abbastanza raro di questo tipo sono anche disposto a spendere la cifra.
    Fra panasonic fz100 e questa hasselblad (il modello da 10 mila euro… Il più economico eh) quale mi consigli?

    Voglio avere una macchina foto per pochi. Si può personalizzare col nome?
    La hasselbad li fa i video come la panasonic?

    Grazie!!! A presto!

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    1. Alessandro,
      non so che esperienza di foto hai, ma passi dal pensare di prendere una bridge ad arrivare a prendere una Hasselblad, mentre dici che non vuoi una reflex perchè la qualità delle foto è la stessa.
      Cosa vuoi che ti dica: se puoi permettertela la Hasselblad è un bell’oggetto e come macchina fotografica è eccezionale. Ovviamente un confronto di qualità non è possibile vista la differenza abissale fra le due macchine.
      La versione Ferrari Edition però non è fatta sulla H4D-31, ma sulla H4D-40 che già di base costa oltre 14.000 €. Qulla Ferrari sicuramente molto di più e probabilmente è già esaurita.
      Se non la trovi vai sulla Panasonic FZ100, magari nella versione Leica marcata V-Lux2. Anche con questa avrai l’escusivo marchietto rosso con scritto “Leica” sulla macchina.
      Ciao, Francesco

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  2. Ciao Francesco, spero che mi perdonerai…. Alessandro Martinelli non esiste!
    Ricordando il tuo riuscitissimo scherzo del 1 aprile e non riuscendo io a trattenermi fino al 1o aprile 2012 ho deciso di fare a te uno scherzetto il 1o maggio (Pesce di maggio!! Hahaha).
    Volevo stupirti inventandomi un ipotetico lettore immaginario: tanto sciocco da autodefinirsi esperto di fotografia (pur non capendoci nulla) quanto bieco moralmente (spende a casaccio i soldi lasciatigli dal povero nonno defunto) solo per il gusto di farsi ammiare dalla gente!
    Leggendo la tua educatissima, nonostante tutto, risposta sono riuscito comunque a scorgere da parte tua una certa perplessità a fronte delle allucinanti considerazioni di Alessandro Martinelli : )
    “Panasonic fz100 e hasselblad fanno foto uguali”:
    non so come hai fatto a trattenerti dal mandare il lettore immaginario a quel paese! Io sarei svenuto davanti al monitor al posto tuo ahahahah

    spero non ti arrabbierai dopo questa confessione, e che ti farai una sana risata:
    lo scopo era questo!

    Ciao amico e buona domenica!

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    1. Alberto,
      certamente non mi arrabbio.
      Avevo forti dubbi che fosse uno scherzo, ma ho voluto stare al gioco.
      Infatti ho consigliato, se la Hasselblad ferrari Edition fosse stata esaurita, di prendere la Leica V-Lux5 (ottima bridge) tanto per pavoneggiarsi dicendo di avere una fotocamera di marca superiore alle altre andava bene pure quella con il suo bollino rosso “Leica” e comunque ne i fotografo che aveva fatto la domanda ne quelli a cui l’avrebbe fatta vedere si sarebbero accorti della differenza.
      Ciao, Francesco

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    1. Massimo, si è vero, purtroppo non l’ho ancora provata, ma cercherò di farlo alla prima occasione. Prima però dovrò cambiare pc!
      Ciao, Francesco

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  3. Signor FRANCESCO,
    sono un fotografo professionista che lavora prevalentemente nell’ambito matrimoniale.
    Avevo pensato di comprare una H4-31 per il mio lavoro pensando di affiancarla alle mie Nikon D3.
    Scattando sia in reportage che foto più posate vorrei utilizzare le due macchine in maniera diversa .
    Il mio unico dubbio è questo ,visto che sulle mie D3 ho possibilità di variazioni iso elevate e in condizioni di luce scarsa questa è una cosa molto utile per me ,vorrei sapere visto che lei ha avuto modo di provarla se secondo lei la h4-31 sia a parità di iso ,tempi e diaframmi di una d3 più luminosa rispetto a quest’ ultima avendo la h4-31 un sensore più grosso e quindi avendo una superficie impressionabile più grande .Le cheto scusa per il disturbo ,ma sono in procinto di comprarla elevo scegliere tra la h4-31 e la d3x .aspetto sue notizie grazie.

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    1. Giuseppe,
      a parità di Iso, tempo e diaframma le due macchine espongono esattamente allo stesso modo e la foto avrà quindi la stessa densità. In sensore più grande in questo caso non ha influeza perchè i dati di esposizione sono gli stessi Un sensore più grande produce intrinsecamente meno rumore di uno più piccolo, ma le macchine medio formato di solito non si spingono molto in alto con la sensibilità, questo per non introdurre il minimo rumore nelle foto che devono essere di massima qualità. Infatti la H4D-31 arriva al massimo a 1600 Iso, ma di solito si usa a sensibilità più basse, se c’è poca luce con l’ausilio di uno o più flash. Se ti serve invece una macchina per foto a luce ambiente la D3x è più indicata in quanto arriva fino a 6400 Iso, con una qualità buona almeno fino a 3200. La D3s è ancora meglio e si può usare senza problemi di rumore fino a 12.800 Iso e con qualche riserva anche a 25.600.
      Ciao, Francesco

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  4. Caro Francesco,
    intanto grazie per le interessantissime prove che metti a nostra disposizione.
    Sono molto tentato dalla Hasselblad H4D-31, da utilizzare per foto di ritratto, fashion e glamour in interni ed in esterni.
    Ma sono rimasto sorpreso nel constatare, esaminandone le caratteristiche tecniche sul sito Hasselblad, che ha un tempo minimo utilizzabile di appena 1/800.
    Ti volevo chiedere: non è che questo ne limita l’utilizzo in esterni in pieno sole, soprattutto quando, per foto di ritratto o di moda, si vuole utilizzare l’obiettivo a tutta apertura per sfruttare il bello sfuocato del medio formato?
    Un saluto cordiale.

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    1. Massimiliano,
      le Hasselblad da sempre sono state dotate di otturatore centrale sugli obiettivi. Questo tipo di otturatore ha il vantaggio di consentire la sincronizzazione flash con tutti i tempi di posa, ma non consente tempi di scatto più rapidi di 1/500 o 1/800 come è arrivata a fare Hasselblad adesso. Fino a pochi anni fa tutte le macchine avevano un tempo massimo di 1/1000, ma questo non ha mai rappresentato un problema.
      Con le medio formato a pellicola si è sempre fotografato con pellicole di bassa sensibilità, 50 Iso o anche meno per ottenere il massimo della qualità. Con il digitale vale la stessa regola. La sensibilità minima delle H4D è 100 Iso. A questa sensibilità corrisponde in esterni al sole un’esposizione di 1/100 o 1/125 f/8 o al massimo f/11 se la giornata è particolarmente luminosa. Volendo fotografare a tutta apertura con l’80/2,8 si dovrà esporre con un tempo di 1/800. Se questo fosse ancora troppo lungo, tale da determinare una sovraesposizione, si potrebbe usare un filtro grigio neutro 2x davanti all’obiettivo, che assorbe l’equivalente di 2 stop di luce. Gli altri obiettivi, tranne il 100/2,2, sono meno luminosi e quindi non presentano problemi.
      Ciao, Francesco

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  5. Scusa Francesco, non voglio risultare noioso, ma ti volevo chiedere una tua impressione di uso.
    Con quel tipo di impugnatura e di ergonomia della macchina, è disagevole inquadrare in verticale?
    Grazie e ciao.
    massimo

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  6. Francesco, scusa se ti rompo, ma apprezzo molto la tua competenza e la trasparenza delle tue risposte.
    Mi sarebbe capitata l’occasione di acquistare un usato ottimo della H3D-39 + lo zoom 50-110 ad un prezzo elevato ma sicuramente più abbordabile rispetto all’acquisto di una H4D nuova.
    Avrei pensato che per un avvicinamento al medio formato digitale potrebbe essere una scelta razionale, pur rendendomi conto che la differenza tecnica ed operativa c’è.
    Mi piacerebbe sapere il tuo pensiero in merito, dal momento che sono alquanto indeciso.
    Grazie e ciao.
    massimo

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    1. Massimo,
      io se potessi mi comprerei la H4D, ma trovo difficile giustificare con la famiglia la vendita dell’automobile!
      A parte le battute, se il prezzo è conveniente e per te non è un problema e se sei consapevole delle sue caratteristiche e di come va usata, direi che la H4D-39 è il massimo che si possa pretendere da una macchina fotografica. Certo non serve per foto sportive, ma per paesaggi, architettura, ritratti, foto in studio, still life, cerimonie, ecc. è quanto di meglio.
      Ciao, Francesco

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  7. Buongiorno Francesco.

    Fotografo da anni come amatore (Canon) e già da tempo su pieno formato (5D MkII). Prevalentemente in studio.
    Volevo provare a passare al medio formato digitale. Data l’inavvicinabilità dei modelli H4D sto cercando un usato H3D-II (39 MP). Cercando però in giro mi è venuto il dubbio relativamente alla compatibilità dei dorsi a sensore: un fotografo mi ha detto che non era certo fosse possibile successivamente applicare al corpo altri dorsi più potenti (qualora li trovassi usati).
    E’ una notizia fondata?

    Grazie e ciao

    Matteo

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    1. Matteo,
      non sono riuscito a trovare nessuna informazione ufficiale per quanto riguarda la possibilità di cambiare i dorsi con il sensore per la H3D-II sul sito Hasselblad ne da altre parti.
      Ricordo però che quando ho provato la H4D-40 mi è stato detto da un rappresentante Hasselblad che non era possibile su questa cambiare il dorso con uno di quelli degli altri modelli.
      Devo pensare quindi che ciò non sia possibile nemmeno per la H3D-II.
      Ciao, Francesco

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    1. Angelo,
      se ti serve una fotocamera di questa qualità e livello vale certamente la pena di acquistarla anche usata. I prezzi possono variare dai 3.000 ai 5.000 circa e dipendono dal fatto che sia venduta con obiettivo o senza e ovviamente dalle condizioni.
      Se non hai grande esperienza nella valutazione di una fotocamera usata ti consiglio di rivolgerti ad un buon negozio che tratti anche usato che può consigliarti per il meglio e fornirti anche una garanzia. Ce ne sono molti e li puoi trovare anche consultando la rivista “Tutti Fotografi”.
      Ciao, Francesco

      Mi piace

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