Canon EOS R8: prestazioni & conclusione

Sensore

La EOS R8 monta un sensore CMOS fullframe con 24 Mpx con filtro antialias.
Per valutarne le caratteristiche e la qualità pubblico oltre alle foto di prova il grafico del rapporto segnale/rumore in funzione della sensibilità e quello della gamma dinamica massima registrabile in funzione sempre della sensibilità.

Rapporto segnale/rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità.
Il rumore viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute direttamente in jpeg usando per tutte le fotocamere Adobe Lightroom. In questo modo si uniforma il trattamento di tutti i raw applicando per tutti la stessa compressione jpeg con fattore 100 %.
Per poter confrontare però foto ottenute da fotocamere con diverso numero di pixel tutte vengono ridimensionate alla grandezza di 10 Mpx, adatta per una stampa A4 (circa 21×30 cm).
La curva di rumore della Sony A7 III è il riferimento. In aggiunta riporto anche il grafico della Nikon Z6 II da 25.
L’andamento della curva di rumore della R8 è molto buono con un rumore uguale a quello del riferimento fino a 6400. Oltre e fino a 25600 ISO il rumore è superiore di 1/2 stop per poi avere un andamento irregolare, ma paragonabile a quello della A7 III tranne che alla sensibilità estesa di 204800, poco significativa.
Una prestazione buona adeguata ad una fotocamera fullframe.
Le foto di prova sono state scattate a tutte le sensibilità disponibili in raw, da 100 a 102400 ISO e sono state convertite con CaptureOne azzerando la riduzione di rumore.
Foto raw senza riduzione di rumore
Il rumore comincia ad essere percepibile solo a 3200 ISO in forma molto fine. A 6400 ISO pur essendo presente è abbastanza ridotto; a 12800 è invece ben visibile, con una componente colore e sarebbe opportuno ridurlo; oltre è eccessivo e la sua riduzione è necessaria.
Foto raw con riduzione dei falsi colori
Riducendo i falsi colori, senza perdita di nitidezza, le foto a 1600 e 3200 ISO sono praticamente pulite con una granulosità residua quasi non percepibile, mentre quella a 6400 ISO presenta solo una “grana” di puntini scuri che da poco fastidio. Da 12800 è invece necessaria anche la riduzione del rumore di luminanza.
Foto raw con riduzione di rumore
Applicando una riduzione di rumore ben calibrata la situazione cambia di poco per le foto a 1600 e 3200 ISO. Quella a 6400 diventa abbastanza pulita con una piccola nessuna perdita di nitidezza, mentre da 12800 la perdita di nitidezza aumenta progressivamente e rende praticamente inaccettabili le foto da 51200 ISO in su.
Foto raw a 10 Mpx senza riduzione di rumore
Normalizzando le foto senza riduzione di rumore a 10 Mpx (adatti per una stampa A4 circa 20×30 cm) si guadagna circa uno stop e  le foto fino a 6400 ISO non presentano praticamente rumore, quelle da 12800 lo hanno ed è necessario ridurlo.
Foto raw a 10 Mpx con riduzione dei falsi colori
Riducendo i falsi colori le foto fino a 6400 ISO sono pulite e quella a 12800 conserva solo una leggera granulosità, ma è accettabile. Solo per le sensibilità più alte è necessario un intervento di riduzione.
Foto raw a 10 Mpx con riduzione di rumore
Le foto fino a 12800 ISO non presentano praticamente rumore mentre quelle da 25600 ISO presentano una perdita di nitidezza sensibile e quella a 1024 è irrecuperabile.
Foto jpeg dalla fotocamera
Le foto presentano una buona nitidezza e nessun rumore fino a 6400 ISO. Oltre 6400 ISO però la riduzione del rumore applicata dalla fotocamera fa perdere nitidezza sempre di più man mano che aumenta la sensibilità.
Una buona prova. In pratica si può scattare senza riduzione di rumore fino a 3200 ISO e con una riduzione dei falsi colori fino a 12800.

Gamma dinamica

La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione misurata dall’esposimetro della fotocamera, alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore, e la gamma dinamica della Sony A7 III come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.
La gamma dinamica va da 12 e 2/3 di EV fino a 400 ISO a 8 e 2/3 EV a 102400. La R8 ha una gamma dinamica leggermente superiore alla A7 III, mediamente di 2/3 di EV, fino a 800 ISO. Oltre questa sensibilità la sua gamma dinamica equivale a quella del riferimento. Una buona prestazione, nello standard per una fullframe.
Per verificare anche in pratica la gamma dinamica e la capacità di recupero di sotto e sovraesposizioni ho scattato delle foto di paesaggio, tutte alla stessa sensibilità di 100 ISO, partendo da un valore corretto di esposizione e poi sottoesponendo fino a 5 stop e sovraesponendo fino a 5. La conversione dei raw è stata effettuata con Lightroom.
In sottoesposizione si può compensare bene con una buona resa della gamma tonale e dei colori fino a -5 stop, il rumore però con questa sottoesposizione diventa alto. Per non subire un rumore eccessivo ci si deve quindi limitare ad un massimo di -3 stop. In sovraesposizione invece si possono recuperare fino a +2 stop poi iniziano alterazioni di colore, la perdita nelle alte luci è irrecuperabile e le foto incominciano a diventare piatte e grigiastre.

Invarianza ISO

Con questo termine si intende la capacità di alcuni sensori di accettare una sotto esposizione in ripresa e una correzione durante la conversione da raw senza che l’immagine mostri un rumore eccessivo. Ciò permette di recuperare il dettaglio nelle ombre e non bruciare le alte luci senza usare l’HDR e di correggere eventuali errori di esposizione.
Per la prova ho esposto una foto in esterni in poca luce per l’esposizione corretta a 12800 ISO e poi ho ridotto la sensibilità, mantenendo costante l’esposizione, fino a -5 stop, cioè 400 ISO, infine ho convertito l’immagine con Lightroom correggendo l’esposizione.
Con una sottoesposizione di -5 stop, 200 ISO, e una correzione in conversione da raw il rumore è eccessivo e molto superiore a quello della foto esposta correttamente a 12800 ISO. A -3 stop, 1600 ISO, il rumore è invece uguale a quello che si ha a 12800 esponendo per la sensibilità nominale. Questo sensore quindi consente una buona invarianza ISO e quindi si può sfruttare questa caratteristica per sottoesporre in condizioni di scarsa illuminazione, scattando con tempi più veloci e, se necessario, salvando le luci.

Obiettivi

Con la R8 ho avuto la possibilità di provare lo zoom  RF 24-50 mm f/4,5-6,3 IS.
Nota importante sulla risoluzione:
il sensore da 24 Mpx della R8 in formato 3:2 produce foto che sul lato orizzontale hanno 6000 pixel. Questo significa che la risoluzione orizzontale massima teoricamente ottenibile è 6000:2= 3000 linee (frequenza di Nyquist). I sensori con filtratura Bayer, come questo, però non riescono mai ad arrivare alla massima risoluzione teorica, anche senza filtro antialias, a causa dell’interpolazione necessaria per ricostituire l’immagine e si fermano mediamente al 70 % di tale valore, circa 2100 linee.
Come spiegato nell’articolo “Risoluzione: obiettivi e sensori” riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore.

Canon RF 24-50 mm f/4,5-6,3 IS

Questo obiettivo economico è uno zoom che va dal grandangolo medio al normale. E’ molto leggero e compatto e per questo si adatta bene alla R8. La costruzione prevede una parte esterna in plastica dura su un telaio metallico. La ghiera dello zoom, verso il corpo macchina, scorre senza un attrito eccessivo, ma lo zoom si allunga durante l’escursione focale. Più avanti, a ridosso della filettatura per i filtri, c’è una ghiera zigrinata per la messa a fuoco che è effettuata per via elettronica. Dato il poco spazio a disposizione non c’è la ghiera aggiuntiva per le funzioni personalizzabili presente in molti obiettivi Canon RF.
E’ costituito da 8 elementi in 8 gruppi con due elementi asferici e il trattamento antiriflessi è il Super Spectra. Il diaframma ha 7 lamelle e si chiude fino a f/22 a 24 mm e f/32 a 50. E’ dotato di stabilizzazione IS per un guadagno di 4,5 stop e di 7 in combinazione con quella sul corpo di alcune mirrorless Canon. Il motore AF è STM (passo-passo). La distanza minima di messa a fuoco è di 30 cm a 24 mm e 35 a 50 mm con un ingrandimento massimo di 0,19x a 50 mm.
Il diametro è di 69,6 mm per 58 mm di lunghezza alla minima focale e un peso di 210 g.
Costa 419 € se non acquistato in kit con la R8.
Risoluzione
Riporto la risoluzione per le focali di 24, 35 e 50 mm.
La risoluzione di questo obiettivo è molto uniforme al variare della focale. Il centro è sempre buono, a tutte le focali, da tutta apertura a f/16 e poi degrada diventando solo discreto a f/32 e 50 mm. I bordi sono inferiori a 24 mm, sfiorando solo il discreto a tutte le aperture, migliorano all’aumentare della focale e a 35 e 50 mm sono buoni e vicini al centro fino almeno a f/11.
Distorsione
La distorsione è il 16,7 % alla focale minima 24 mm, 5,6 % a 35 mm e 2,5 % a 50 mm sempre a barilotto, non totalmente correggibile con CaptureOne o Lightroom, mentre è totalmente corretta nelle foto jpeg direttamente dalla fotocamera o con Canon Digital Photo Professional che anzi non consente di disattivare la correzione della distorsione per questo obiettivo.
Vignettatura
La vignettatura alla focale minima 24 mm è di 2,7 stop a f/4,5, 2,3 a f/5,6 e 1 a f/8,0; a 35 mm 2,3 stop a f/5,6, 1,3 a f/8,0 e 0,7 a f/11; a 50 mm 2 stop a f/6,3, 1 a f/8,0 e 0,7 a f/11. Anche questa è corretta solo parzialmente da CaptureOne o Lightroom e quasi completamente dalla fotocamera o da Canon DPP.
Il problema più grave è però che a 24 mm sembra che l’obiettivo non riesca a coprire completamente il formato con gli angoli completamente neri oltre che una distorsione pesante, quasi da fish-eye. Questo si evidenzia convertendo le foto con CaptureOne o con Lightroom senza nessuna correzione per distorsione e vignettatura.
Usando invece Canon Digital Photo Professional (DPP) la distorsione e la vignettatura sono corrette automaticamente e non è possibile disattivare questa correzione. Ciò fa pensare che Canon non voglia evidenziare i pesanti problemi di questo 24-50.
Complessivamente quindi il giudizio su questo obiettivo è piuttosto negativo: la luminosità è ridotta nonostante l’escursione focale solo 2x, la risoluzione solo buona, ma con i bordi più scarsi alla focale minima, la distorsione e la vignettatura pesanti alla focale minima alla quale, per ottenere buoni risultati si deve usare solo il formato jpeg o, se si usa il raw, convertire le foto obbligatoriamente con DPP. Gli unici pregi sono la leggerezza e le ridotte dimensioni, ma questi non bastano per ritenerlo una scelta valida per una fotocamera del livello della R8.

Stabilizzazione

La R8 non è dotata della stabilizzazione sul sensore per cui ho provato la stabilizzazione ottica integrata nello zoom 24-50.
Ho scattato una serie di foto alla focale di 50 mm con tempi di scatto a partire da 1/60 di secondo, tempo di sicurezza minimo per la focale di 50 mm, e poi raddoppiandolo fino a 1 secondo.
Con la stabilizzazione attiva si riesce ad ottenere foto perfettamente nitide fino a 1/8 più 3 stop, mentre ad 1/4, 4 stop, alcune sono nitide, ma qualcuna soffre di mosso. A 1 secondo comunque si riesce ad ottenere qualche foto ancora accettabile.
Complessivamente il risultato è buono per una stabilizzazione solo ottica, con un guadagno sicuro di 3 stop e in alcuni casi anche di 4, facendo più scatti.

Autofocus

L’autofocus si è dimostrato sempre veloce e sensibile anche in condizioni di luce scarsa. Il rilevamento dei volti e degli occhi funziona abbastanza bene e da sicurezza nello scatto di ritratti, anche se certe volte stenta ad individuare i volti e gli occhi specialmente nel caso di persone non inquadrate frontalmente.
Scattando in raffica ha funzionato abbastanza bene usandolo in AF Servo con area allargata è sempre riuscito ad agganciare il soggetto. La sua sensibilità è elevata ed anche in poca luce ha messo a fuoco rapidamente pure in ambito di paesaggio urbano notturno in cui l’illuminatore ausiliario AF non ha nessuna utilità.
Nelle riprese video ha funzionato abbastanza bene, mostrando solo qualche incertezza quando si usa lo zoom su soggetti in movimento, prontamente recuperata.
E’ quindi un autofocus efficiente e veloce.

Raffica

Le possibilità di scatto in raffica della R8 sono interessanti come esposto nelle impressioni d’uso. Per valutarne le prestazioni ho effettuato le prove usando una scheda SD UHS II da 300 Mbps scattando in priorità dei tempi a 1/1000 con fuoco manuale, sia in jpeg normal che in Craw e raw. Per la raffica è disponibile la visione live view nel mirino o nello schermo.

Jpeg

Otturatore meccanico H a 6 fg/s
Le R8 ha scattato a 6 fg/s senza interruzioni, presumibilmente fino a riempimento della scheda.
Otturatore elettronico H a 40 fg/s
Le R8 ha scattato a 40 fg/s sper 2 secondi, poi ha continuato a scattare raffiche di 2 secondi a 40 fg/s con intervalli di 4,5 secondi fra l’una e l’altra.

Craw

Otturatore elettronico H a 40 fg/s
Le R8 ha scattato a 40 fg/s per 2 secondi, poi ha continuato a scattare una raffica di 1 secondo a 40 fg/s dopo 4,5 secondi e solo dopo 10 secondi una terza raffica di 2 secondi.

Raw

Otturatore elettronico H a 40 fg/s
In questo caso la prima raffica a 40 fg/s è durata poco più di 1 secondo e le successive, sempre a 1 secondo sono intervallate da 5-7 secondi..

Craw + jpeg

Otturatore meccanico H a 6 fg/s
Le R8 ha scattato a 6 fg/s senza interruzioni, presumibilmente fino a riempimento della scheda.
Otturatore elettronico H a 40 fg/s
Le R8 ha scattato a 40 fg/s per 2 secondi, poi ha continuato a scattare una raffica di 1 secondo a 40 fg/s dopo 4,5 secondi e solo dopo 10 secondi una terza raffica di 2 secondi.

Raw + jpeg

Otturatore meccanico H a 6 fg/s
Le R8 ha scattato a 6 fg/s senza interruzioni, presumibilmente fino a riempimento della scheda.
Per le prove pratiche ho scattato nella mia consueta postazione di prova a veicoli ad elevata velocità, sia in avvicinamento che in allontanamento. Ho usato una scheda UHS II da 399 mb/s, focale 50 mm, esposizione manuale a tutta apertura f/6,3 con tempo di 1/1600, ISO auto per la corretta esposizione, autofocus continuo AF Servo, individuazione del soggetto “autoveicolo” o “moto”, in jpeg normal.
In queste condizioni la R8 ha scattato raffiche con velocità costante di 40 fg/s. L’autofocus è riuscito a seguire bene i soggetti aiutato anche dall’ampia profondità di campo garantita da un 50 mm a f/6,3; sarebbe stato preferibile effettuare la prova con un tele, ma non è stato possibile.
In complesso le prestazioni della R8 nelle prove di raffica sono eccellenti con un’elevata velocità e un autofocus efficace che garantisce foto sempre a fuoco.

Video

La ripresa video si attiva non solo posizionando la manopola delle modalità di scatto su Video, ma anche nelle altre modalità, usando l’apposito pulsante rosso abbastanza comodo.
Nelle prove ho riscontrato una buona nitidezza nelle riprese 4K con una corretta esposizione e bilanciamento del bianco, la messa a fuoco ha funzionato bene dimostrando solo raramente qualche incertezza durante l’uso dello zoom, prontamente recuperata. Eventuali passaggi di disturbo davanti alla scena non l’hanno influenzata.

Galleria

Le foto sono state scattate a Roma. Prevalentemente ho usato la impostazione automatica della sensibilità che se la luce è sufficiente si imposta a 100 ISO, mentre per le foto in poca luce è arrivata fino a 51200 ISO complice la scarsa luminosità dell’obiettivo. L’impostazione colore è stata per tutte quella standard. Ho scattato in raw convertendo le foto con CaptureOne senza riduzione di rumore, tranne per quelle ad alta sensibilità, oltre 1600 ISO, per le quali ho eliminato il rumore colore.
Le foto risultano tutte ben esposte sia nelle situazioni normali sia in quelle critiche come il controluce o situazioni di alto contrasto la R8 tende a privilegiare l’esposizione per le luci sacrificando le ombre. Questo può produrre dei jpeg contrastati e con ombre scure e poco leggibili, ma se si lavora in raw consente un buon recupero delle ombre come si può vedere nelle foto N° 19 e 25.
I colori sono piacevoli e brillanti senza esagerazioni. Se si vogliono più vivaci si può aumentare la saturazione in macchina per i jpeg o durante la conversione per i raw. La risoluzione e la nitidezza sono buone. Buone anche quelle notturne. Notare la foto N° 44 scattata a 1 secondo per l’efficacia della stabilizzazione.
Pubblico anche una foto, la N° 5, scattata a 24 mm senza la correzione obiettivo per far vedere che l’obiettivo a questa focale non riesce a coprire il formato e la N° 5-d convertita con Canon DPP.

Conclusioni

Con la R8 Canon si rivolge chiaramente al mercato amatoriale. Questo traspare principalmente dalla costruzione con corpo esterno in policarbonato, dall’organizzazione dei comandi che sembra privilegiare il funzionamento automatico e dai menu semplificati.
Questo però non vuol dire che la EOS R8 non abbia buone prestazioni: la qualità d’immagine è comunque buona ed al livello delle fullframe di pari risoluzione, l’autofocus è efficiente, veloce e preciso, il rapporto segnale/rumore e la gamma dinamica ad un buon livello e la raffica eccellente. Il tutto in un corpo di dimensioni e peso ridotti e ad un costo relativamente basso per una mirrorless fullframe.
Con queste caratteristiche si dimostra adatta a tutti i generi fotografici comprese le foto sportive, di animali e uccelli e tutte le situazioni di ripresa di soggetti in movimento veloce. L’unico limite potrebbe essere in certi casi l’assenza di stabilizzazione integrata sul sensore, m a questo supplisce il fatto che molti obiettivi Canon siano dotati di stabilizzazione integrata, anche se meno efficace di quella sul sensore o della combinazione delle due.
Inoltre la disponibilità di obiettivi Canon RF, ormai ampia, non costituisce più un limite. Si potrebbe rimpiangere solo il fatto che non siano disponibili alternative AF di altri produttori.
Comunque la R8 è una buona macchina e consente di scattare ottime foto.
Riassumendo:

Costruzione e finitura

Discreto: la R8 è ben costruita e finita anche se il corpo in policarbonato le da un aspetto economico.

Ergonomia e comandi

Discreto: i comandi sono pochi e sembrano essere concepiti per incentivare un uso prevalente in automatismo.

Menu

Molto buono: sono semplici ed abbastanza chiari, salvo alcune opzioni difficili da trovare.

Mirino

Discreto: ha una risoluzione ormai da considerare come base. Consente di usare i menu e di controllare le regolazioni di esposizione.

Schermo

Molto buono: la risoluzione è adeguata E’ poco visibile in esterni di giorno. Molto comoda la funzione per selezionare i punti AF al tocco anche con l’occhio al mirino.

Autofocus

Ottimo: è rapido e veloce anche per soggetti in movimento e garantisce un’ampia copertura dell’inquadratura.

Esposizione

Ottimo: è ottima in buona luce anche se in situazioni di forte contrasto privilegia le luci, ottimo se si lavora in raw.

Bilanciamento del bianco

Ottimo: In automatismo si è dimostrato sempre corretto. Dispone di impostazioni predefinite per varie luci e di taratura fine in gradi Kelvin.

Qualità d’immagine

Buono: sia per risoluzione e definizione, sia per il contenimento del rumore alle alte sensibilità, specialmente usando il raw.

Raffica

Eccellente: raggiunge i 40 fg/s mantenendo il live view con l’otturatore elettronico.

Video

Buono: riprende video 4K. Per la ripresa si possono usare tutte le modalità di funzionamento e regolare tutti i parametri di esposizione.

Batteria

Buono: si può arrivare a circa 370 scatti.

Obiettivi

Molto buono: il corredo è vasto con una quarantina di obiettivi. Può inoltre montare con un anello adattatore tutti gli obiettivi con innesto EF. L’obiettivo in prova però è affetto da gravi problemi di distorsione, vignettatura e copertura del formato alla minima focale.
In conclusione la R8 si è dimostrata una buona fotocamera adatta per impieghi amatoriali, anche per principianti, oppure come secondo corpo per chi ha già un corredo mirrorless RF.  Rispetto alla precedente RP rappresenta un progresso soprattutto per la qualità d’immagine, l’autofocus e la raffica. E’ anche una buona opzione per chi ha un corredo Canon reflex e vuole sperimentare una mirrorless usando i suoi obiettivi EF.
Il prezzo del corpo macchina è conveniente, meno quello degli obiettivi.

Pregi

– corpo piccolo e leggero
– ottimo autofocus veloce e con ampia copertura
– buona qualità d’immagine
– buon rapporto segnale/rumore
– elevata velocità di raffica
– obiettivi di elevata qualità (vedi però difetti)
– possibilità di usare tutti gli obiettivi EF
– menu semplici e chiari
– prezzo del corpo contenuto

Difetti

– comandi scarsi e semplificati
– mancanza della stabilizzazione
– corpo non protetto
– obiettivo in prova scarso
– mancanza di un flash integrato

Alternative

Nikon Z5

Mirrorless con sensore di formato fullframe (36×24 mm) CMOS con 24 Mpx, corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, innesto obiettivi Nikon Z con 40 obiettivi Nikon e altri 25 di fornitori terzi, autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 273 punti AF, mirino elettronico con 3,69 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,80x, schermo orientabile in alto e in basso, raffica fino a 4,5 fg/scon AF-C, video 4K a 3840×2160 pixel e Full HD 1920×1080 pixel, Wi-Fi e Bluetooth, doppio alloggiamento per schede SD UHS II. Dimensioni 134x101x70 mm, peso 675 grammi.
Costa 1.398 € solo corpo, 1.708 € con il 24-50/4,0-6,3, 2.118 con il 24-70/4,0 S e 2.289 € con il 24-200/4,0-6,3 VR.

Sony A7 III

Mirrorless con sensore di formato fullframe (36×24 mm) con 24 Mpx, corpo in lega di magnesio protetto da polvere ed acqua, stabilizzazione integrata sul sensore a “5 assi”, innesto obiettivi Sony FE con 50 obiettivi più circa altri 80 di fornitori terzi, autofocus ibrido a rilevamento di fase e di contrasto con 693 punti AF, mirino elettronico con 2,360 Mpx copertura del 100 % e ingrandimento reale 0,78x, schermo orientabile in alto e in basso, raffica a 10 fg/s, video 4K a 3840×2160 pixel e Full HD 1920×1080 pixel, Wi-Fi, NFC e Bluetooth, doppio alloggiamento per schede SD UHS II. Dimensioni 127x96x74 mm, peso 650 grammi.
Costa 1.399 € solo corpo, 1.599 in kit con lo zoom 28-70/3,5-5,6 e 2.499 € con il 24-105 G.

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