Sony RX10 III: prestazioni

Sensore

La RX10 III è dotata di un sensore BSI-CMOS “stacked” di formato 1″ (13,2×8,8 mm) con 20 Mpx. La sua sensibilità varia da 64 a 12800 Iso a passi di 1/3 EV.
Per valutarne le caratteristiche e la qualità pubblico oltre alle foto di prova il grafico del rapporto segnale/rumore in funzione della sensibilità e quello della gamma dinamica massima registrabile in funzione sempre della sensibilità.

Rapporto segnale/rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità Iso. Questo viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute in jpeg con la minima compressione possibile (100 %). In questo modo più è alto il rumore, che si presenta in forma di punti scuri e colorati invece di punti bianchi, meno è possibile comprimere la foto e quindi questa risulta di maggiori dimensioni. Ho effettuato la conversione con Capture One. Per avere una valutazione di come si pone la RX10 III rispetto ad altre fotocamere ho effettuato il confronto con la Panasonic GX8 M43 dotata del nuovo sensore da 20 Mpx, la Fujifilx X-T2, la migliore delle APS e la Canon 6D fullframe. In questo caso ho convertito le foto con Raw File Converter e Canon DPP. Le foto sono state convertite in TIFF e poi trasformate in JPEG con lo stesso programma, Acdsee Pro, per applicare gli stessi algoritmi di compressione jpeg. Inoltre per un confronto omogeneo fra fotocamere con differenta numero di pixel è necessario standardizzare queste dimensioni ad un valore uniforme. Il valore scelto è 10 Mpx che consente di confrontare tutte le macchine disponibili attualmente e consente di effettuare una stampa di formato A4 senza ridimensionamento. Questo ridimensionamento è stato fatto durante la conversione raw/tiff.

La curva del rumore prodotto dalla RX10 III è praticamente identica a quella della RX10 II che ha lo stesso sensore. Rispetto alla Canon EOS 6D riferimento la differenza è mediamente di 1,5 stop, con un massimo di 2. Rispetto alla Fujifilm X-T2 la differenza è anche leggermente superiore fino a 3200 Iso, mentre alle sensibilità estreme diminuisce a circa 1 stop. A confronto con una Micro 4/3 di ultima generazione come la Panasonic GX8 si nota una differenza a favore delle RX10 III di 1/2 stop a partire da 3200 Iso.
In complesso un ottimo risultato per una bridge con sensore da 1″.

Gamma dinamica

La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione misurata dall’esposimetro della fotocamera, alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore, e la gamma dinamica della Canon 6D come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.

La RX10 II ottiene in questo test un buon risultato con una gamma dinamica inferiore a quella della 6D fullframe di 1,3 EV tranne che alla sensibilità di 1600 Iso dove la differnza è 1,66 EV. Rispetto alla Micro 4/3 Panasonic GX8 la differenza è la stessa in quanto questa fotocamera ha una gamma dinamica analoga alla Canon 6D.
Anche in questo caso un buon risultato.

Le foto di test notturne sono scattate a tutte le sensibilità da 64 a 12800 Iso.

Foto raw senza riduzione di rumore

Nelle foto convertite con Capture One senza riduzione il rumore comincia ad essere visibile a 1600 Iso. A 3200 il rumore è visibile e per usare le foto a formato pieno è necessaria una sua riduzione così come a 6400 Iso. Oltre questa sensibilità, a 12800 Iso, il rumore è elevato e conviene usarle solo in caso di estrema necessità.

Foto raw con riduzione di rumore

Ottimizzando la riduzione di rumore con Capture One si possono ottenere buoni risultati a 1600 e 3200 Iso, mentre oltre le foto sono difficilmente recuperabili.

Foto raw senza riduzione di rumore a 10 Mpx

Foto raw con riduzione di rumore a 10 Mpx

Le foto in formato ridotto a 10 Mpx, adatto per stampe A4 (circa 30×20 cm) ovviamente mostrano meno rumore con un guadagno di circa 1 stop e i 3200 Iso diventano usabili anche senza riduzione di rumore.

Foto jpeg

Salvando le foto direttamente in jpeg (come molti utenti faranno) si ottengono buoni risultati fino a 1600 Iso, poi la riduzione di rumore attuata dalla macchina è un po’ troppo forte ed elimina i dettagli più fini cosichè già a 3200 Iso le foto perdono un po di dettaglio e sono meno utilizzabili.

Complessivamente un ottimo risulato per la RX10 III con un contenimento del rumore analogo a quello delle Micro 4/3 e non troppo lontano da quello delle APS.

Obiettivo

L’obiettivo della RX10 III è uno zoom Zeiss Vario-Sonnar T* a comando elettrico 25x 8,8-220 mm (equivalente ad un 24-600 mm) f/2,4-4,0. E’ un’escursione focale elevata, specialmente in considerazione delle dimensioni del sensore e adatta a tutti i generi fotografici. Questa escursione si riflette sulle dimensioni e il peso della fotocamera decisamente superiori a quelle della RZ10 II. Rispetto a questa si perde uno stop di luminosità alle focali equivalenti superiori ai 100 mm che sono tutte f/4,0.
Lo zoom è a comando elettrico per la zoomata, con una comoda levetta attorno al pulsante di scatto oppure con la ghiera attorno all’obiettivo. Per comandare la messa a fuoco in manuale è invece stata introdotta una seconda ghiera in posizione più avanzata sull’obiettivo. La scelta della modailtà di messa a fuoco si effettua dalla fotocamera con l’apposito comando sul frontale. La messa a fuoco arriva, in posizione macro, fino a circa circa 3 cm dalla lente frontale alla focale minima, cosa molto comoda per riprendere oggetti anche piccolissimi, a patto di riuscire ad illuminarli. La messa a fuoco manuale si effettua su una qualsiasi parte dell’inquadratura ingrandita nello schermo o nel mirino ed è assitita dalla funzione di evidenziazione dei contorni (Focus Peaking) per la quale si può anche scegliere il colore e l’intensità.

Caratteristiche ottiche

L’obiettivo ha un diaframma con una chiusura massima f/16 indipendentemente dalla focale.

Nel diagramma riporto la distanza minima di messa a fuoco dal piano del sensore.

La distanza minima di messa a fuoco è di 3 cm alla focale equivalente di 24 mm, poi aumenta gradualmente e arriva a 150 cm alla focale massima.

Alla focale minoma di 24 mm equivalente si riesce a mettere a fuoco soggetti quasi a contatto della lente frontale.

Apertura equivalente

Nel diagramma è riportata l’apertura di diaframma equivalente dell’obiettivo della RX10 III,  al variare della focale, a confronto con quelle della  RX10 II, della Panasonic FZ1000, delle mirrorless M43, delle reflex APS e fullframe con obiettivi di amoia escursione focale.

L’apertura equivalente da indicazioni sulla qualità d’immagine ottenibile dalla fotocamera al variare della focale, specialmente per il rapporto segnale/rumore, e alla profondità di campo ottenibile. Più l’apertura è bassa più la qualità è migliore e la profondità di campo ridotta.

Il diaframma equivalente della RX10 III è superiore, tranne che alla focale minima, a quello della RX10 II ed ha un andamento analogo a quello della Panasonic FZ1000 e a quello di una Micro 4/3 con zoom 14-150 (28-300 eq.) fino alla sua massima focale per poi proseguire in modo costante fino a 600 mm equivalenti. Rispetto ad un’APS con zoom 18-200 mm (27-300 mm eq.) la differenza è di uno stop e ripetto ad una fullframe con 28-300 mm di due stop.
L’obiettivo della RX10 III quindi è svantaggiato rispetto alla RX10 II, ma consente di avere un’apertura, e quindi una qualità equivalente, a quello di una Micro 4/3 equipaggiata con uno zoom ad ampia escursione. Ovviamente però le fotocamere ad obiettivo intercambiabile possono essere equipaggiate con obiettivi di maggiore luminosità sia zoom che a focale fissa.

Risoluzione

Come spiegato nell’articolo “Risoluzione: obiettivi e sensori” riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore per le focali equivalenti di 24, 50 e 100 mm.

24 mm equivalenti:

la risoluzione è molto buona al centro da tutta apertura f/2,4 fino a f/8,0, è buona a f/11 e solo discreta a f/16. I bordi sono buoni a tutta apertura, poi migliorano diventando molto buoni da f/2,8 a f/4,0 per successivamente peggiorare gradualmente, buoni a f/5,6 e f/8,0, discreti a f/11 e scarsi a f/16.

50 mm equivalenti:

la risoluzione ha un andamento analogo alla precedente. Molto buona al centro a f/3,2 si mantiene costante fino a f/5,6 con un calo a f/11, solo buono,e diventano appena sufficienti a f/16. I bordi sono buoni a f/3,2, molto buoni da F74,0 fino a f/5,6 uguali al centro e poi seguono lo stesso andamento, discrati a f/11 e scarsi a f/16.

100 mm equivalenti

la risoluzione al centro è molto buona da f/4,0 a f/5,6 con un calo leggero a f/8,0, discreta a f/11 e sufficiente a f/16. I bordi sono identici al centro a dimostrazione della buona uniformità di comportamento di questo obiettivo alle focali intermedie.

Alle focali superiori, alle quali non sono in grado di effettuare misure nel mio studio, si rileva delle foto scattate che la risoluzione si mantiene sui valori elevati fino alla massima focale equivalente di 600 mm.

In complesso un’ottima prestazione, anche se sconsiglio di usare questo obiettivo a f/16.

Distorsione

Osservando le foto jpeg o quelle convertite con Capture One non si vede nessuna distorsione. In realtà l’obiettivo ha una forte distorsione a tutte le focali ed a tutti i diaframmi, ma questa viene corretta automaticamente dalla macchina in fase di salvataggio jpeg o dal software di conversione se questo lo prevede ed ha diponibili le informazioni necessarie. Per evidenziare la distorsione ho usato il convertitore raw RawTherapee, che non prevede alcun tipo di correzione automatica. La distorsione è forte, a barilotto alla minima focale 8,8 mm (24 eq.) circa 21,5 % all’apertura di f/2,4 e 13,5 % a f/16. Diventa a cuscinetto già a 18 mm (50 eq.) 2 % a tutti i diaframmi, a 100 mm 6 % a tutti i diaframmi e rimane così fino alla massima focale.
Evidentemente questa distorsione fa parte del progetto per realizzare uno zoom luminoso e ad alta escursione focale minimizzandone le dimensioni ed i costi. Molti obiettivi di ultima generazione, compresi il nuovo Nikon 24-70/2,8 VR e il Fujinon 35/2,0 seguono questa filosofia di progetto con distorsioni alte. Comunque la distorsione non ha nessuna influenza sulla qualità dell’immagine e ce ne si può accorgere solo usando le foto raw ed un convertitore che non ne prevede la correzione. Oltre a Capture One anche Ligtroom, Camera Raw, DNG Converter la correggono automaticamente.

Vignettatura

E’ pari a 1 stop a 24 mm e f/2,4 e diminuisce ovviamente chiudendo il diaframma e alle focali maggiori.

Stabilizzazione

L’obiettivo della RX10 III è stabilizzato otticamente. La stabilizzazione è disattivabile da menu.

Scattando alla massima focale, 600 mm equivalente, per la quale il tempo di sicurezza per evitare il mosso è di 1/640, ho ottenuto foto nitide fino ad 1/40 con un guadagno di 4 stop. Un buon risultato, anche se inferiore ad altri ottenuti, confermato poi nella pratica anche alle focali inferiori. A 24 mm equivqlenti sono riuscito a scattare foto nitide con il tempo di 1 secondo con un guadagno di 4,5 stop.

Le foto di prova confermano i risultati ottenuti.

Raffica

La RX10 II dispone di due velocità di raffica. A quella più bassa, 6 fg/s, la messa a fuoco e l’esposizione sono determinate scatto per scatto. A quella più alta, 14 fg/s, invece messa a fuoco ed esposizione sono stabilite al primo scatto e non c’è live view.
Le misure sono state eseguite con scatto a priorità dei tempi, 1/1000 di secondo e messa a fuoco manuale usando una scheda classe 10 USH-I U3 da 95 Mbit/s.

Foto jpeg

Alla velocità più alta la RX10 III ha scattato a circa 14 fg/s per 3,5 secondi (circa 50 immagini) per poi scendere a circa 4 fg/s.

A quella media ha raggiunto i 6 fg/s per 16 secondi (96 immagini) per poi scendere a circa 4 fg/s.

Foto raw

Alla velocità alta ha raggiunto i 9 fg/s per circa 3 secondi per poi scendere a d1,5 foto al secondo.

Alla velocità media scatta circa 6 fg/s per 4,5 secondi per poi calare a 1,5 fg/s.

In prova, scattando con autofocus continuo a inseguimento agganciato al soggetto, priorità dei tempi con 1/1000 di secondo, salvataggio in jpeg standard su scheda classe 10 USH-I U3, ho ottenuto alla velocità più bassa circa 5,3 fg/s con foto quasi sempre ben a fuoco, salvo qualche rara eccezione per la prima, per una durata di 15-16 secondi, quindi per circa 80 foto, poi la raffica prosegue indefinitamente a cira 4 fg/s. Alla velocità più alta di 14 fg/s,nelle stesse condizioni, ho ottenuto una velocità di circa 14 fg/s.
Un’ottima prestazione per una bridge che eguaglia quella di molte reflex.

Video

Le funzioni di ripresa video sono state descritte nella pagina dedicata alla descrizione e uso della fotocamera.
Nelle prove pratiche la RX10 III ha dimostrato ottime capacità con una messa a fuoco rapida e precisa che difficilmente perde il fuoco per i soggetti in movimento, ma nel caso lo recupera rapidamente. La qualità delle riprese è sempre stata ottima sia in esterni che in interni con poca luce, come esposizione, bilanciamento del bianco e definizione. La durata di una ripresa può essere al massimo di 29 minuti e 59 secondi. Per le riprese di lunga durata è opportuno però usare il formato AVCHD o XAVC S perchè con quello MP4 si raggiunge il limite dei 4 Gb massimi per la dimensione del file prima dei 20 minuti ed a quel punto la registrazione si interrompe.
Le riprese 4K sono salvate in MP4 e presentano un’ottima qualità e definizione. da queste è possibile estrasrre, con opportuni editor video, fotogrammi da 8 Mpx.
La funzione moviola con la possibilità di rallentare il video fino a 40x è efficacissima per l’analisi di movimenti rapidi, ad esempio in ambito sportivo, anche se la durata di una ripresa è di pochi secondi a causa delle rilevanti dimensioni dei file prodotti.

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Descrizione & uso
Galleria
Conclusioni
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