Sony RX10 II: prestazioni

Sensore

La RX10 II è dotata di un sensore BSI-CMOS “stacked” di formato 1″ (13,2×8,8 mm) con 20 Mpx. La sua sensibilità varia da 64 a 12800 Iso a passi di 1/3 EV.
Per valutarne le caratteristiche e la qualità pubblico oltre alle foto di prova il grafico del rapporto segnale/rumore in funzione della sensibilità e quello della gamma dinamica massima registrabile in funzione sempre della sensibilità.

Rapporto segnale/rumore

In questo grafico è riportato l’andamento del rumore prodotto dal sensore in funzione della sensibilità Iso. Questo viene rilevato fotografando una superficie completamente bianca e convertendo le foto raw così ottenute in jpeg con la minima compressione possibile (100 %). In questo modo più è alto il rumore, che si presenta in forma di punti scuri e colorati invece di punti bianchi, meno è possibile comprimere la foto e quindi questa risulta di maggiori dimensioni. Ho effettuato la conversione con Capture One e con Lightroom. Per avere una valutazione di come si pone la RX10 II rispetto ad altre fotocamere ho effettuato il confronto con la Panasonic FZ1000, concorrente diretta, la Nikon D7000 APS e la Canon 6D fullframe. Anche in questo caso ho convertito le foto con Lightroom, Nikon Capture NX2, Silkypix e Canon DPP. Le foto sono state convertite in TIFF e poi trasformate in JPEG con lo stesso programma, Acdsee Pro, per applicare gli stessi algoritmi di compressione jpeg. Inoltre per un confronto omogeneo fra fotocamere con differenta numero di pixel è necessario standardizzare queste dimensioni ad un valore uniforme. Il valore scelto è 10 Mpx che consente di confrontare tutte le macchine disponibili attualmente e consente di effettuare una stampa di formato A4 senza ridimensionamento. Questo ridimensionamento è stato fatto durante la conversione raw/tiff.

Sony_RX10MPP_rumore

Come si può notare dal grafico innanzitutto c’è una differenza tra le foto convertite da raw con Capture One, il software fornito da  Sony, e quelle convertite con Lightroom che contengono un po’ più di rumore alle alte sensibilità sopra i 400 Iso. Considerando la curva ottenuta con Capture One per la RX10 II e quella con Capture NX2 per la Nikon D7000 si rileva fino a 800 Iso una sostanziale parità mentre oltre la differenza è mediamente di 2/3 di stop, mentre con quella della 6D con DPP si rileva una differenza media di 1 stop fino a 800 Iso e di 1,5 stop oltre nel contenuto di rumore rispetto alla reflex. Rispetto alla Panasonic FZ1000 con Ligtroom noon c’è differenza fino a 1600 Iso, oltre la differnza è minima e si può valutare in 1/3 di stop.
In complesso un ottimo risultato per una bridge con sensore da 1″.

Gamma dinamica

La gamma dinamica misura la massima differenza di luminosità, fra ombre e luci, registrabile dal sensore prima di arrivare alla saturazione. Nel grafico sono riportate la massima differenza di luminosità in sottoesposizione e sovraesposizione, rispetto all’esposizione misurata dall’esposimetro della fotocamera, alle quali è ancora possibile distinguere dei dettagli nelle ombre e nelle luci, la loro somma che corrisponde alla gamma dinamica complessiva registrata dal sensore, e la gamma dinamica della Canon 6D come riferimento. La gamma dinamica è espressa in valori EV con un intervallo minimo di 1/3 EV.

Sony_RX10MPP_gamma_dinamica

La RX10 II ottiene in questo test un ottimo risultato con una gamma dinamica inferire a quella della 6D fullframe di 1/3-2/3 EV tranne che alla sensibilita minima e a 100 Iso dove la differnza è 1 EV.
Anche in questo caso un ottimo risultato.

Le foto di test notturne sono scattate a tutte le sensibilità da 64 a 12800 Iso.

Foto senza riduzione di rumore

Nelle foto convertite con Capture One senza riduzione il rumore comincia ad essere visibile a 1600 Iso. A 3200 il rumore è visibile e per usare le foto a formato pieno è necessaria una sua riduzione così come a 6400 Iso. Oltre questa sensibilità, a 12800 Iso, il rumore è elevato e conviene usarle solo in caso di estrema necessità. Usando Lightroom i risultati sono leggermente peggiori perciò pubblico solo le foto con Lightroom. Con Rawtherapee (gratuito) si possono ottenere risultati vicini a quelli di Lightroom, ma si deve lavorare un po’ sul profilo da usare.

Foto con riduzione di rumore ottimizzata con Capture One

Ottimizzando la riduzione di rumore con Capture One si possono ottenere buoni risultati a 1600 e 3200 Iso, mentre oltre le foto sono difficilmente recuperabili.

Foto con riduzione di rumore ottimizzata con Dfine 2

Usando il plug-in Dfine 2, che fa parte della suite di Nik Software scaricabile gratuitamente da Google https://www.google.com/nikcollection/ e usabile con qualsiasi editor d’immagini, si ottengono ottimi risultati a 1600 Iso, buoni a 3200 e discreti a 6400. I 12800 Iso sono invece irrecuperabili se non si accetta il rumore.

Foto jpeg direttamente dalla macchina

Salvando le foto direttamente in jpeg (come molti utenti faranno) si ottengono buoni risultati fino a 1600 Iso, poi la riduzione di rumore attuata dalla macchina è un po’ troppo forte ed elimina i dettagli più fini cosichè già a 3200 Iso le foto perdono un po di dettaglio e sono meno utilizzabili.

Foto a 10 Mpx senza riduzione di rumore

Le foto in formato ridotto a 10 Mpx, adatto per stampe A4 (circa 30×20 cm) ovviamente mostrano meno rumore con un guadagno di circa 1 stop e i 3200 Iso diventano usabili anche senza riduzione di rumore.
Complessivamente un ottimo risulato per la RX10 II con un contenimento del rumore analogo a quello delle Micro 4/3 fino a 3200 Iso e non lontano da quello delle APS.

Obiettivo

L’obiettivo della RX10 II è uno zoom Zeiss Vario-Sonnar T* a comando elettrico 8,3x 8,8-73,3 mm (equivalente ad un 24-200 mm) f/2,8. E’ un’escursione focale adeguata all’uso di qualsiasi fotografo e per quasi tutti i generi fotografici. Solo in alcuni casi può essere necessaria un’escursione maggiore ed allora ci si deve rivolgere alla RX10 III appena presentata, perdendo però uno stop di luminosità alle focali sopra i 100 mm equivalenti.
Lo zoom è a comando elettrico per la zoomata, con una comoda levetta attorno al pulsante di scatto oppure con la ghiera attorno all’obiettivo che però viene commutata automaticamente per comandare la messa a fuoco in manuale. La scelta della modailtà di messa a fuoco si effettua dalla fotocamera con l’apposito comando sul frontale. La messa a fuoco arriva, in posizione macro, fino a circa circa 3 cm dalla lente frontale alla focale minima, cosa molto comoda per riprendere oggetti anche piccolissimi, a patto di riuscire ad illuminarli. La messa a fuoco manuale si effettua su una qualsiasi parte dell’inquadratura ingrandita nello schermo o nel mirino ed è assiatita dalla funzione di evidenziazione dei contorni (Focus Peaking) per la quale si può anche scegliere il colore e l’intensità.

Caratteristiche ottiche

L’obiettivo ha un diaframma con una chiusura massima f/16 indipendentemente dalla focale.
Nel diagramma riporto la distanza minima di messa a fuoco dal piano del sensore.

Sony_RX10MII_obiettivo

La distanza minima di messa a fuoco è di 10 cm fino alla focale equivalente di 35 mm, poi aumenta gradualmente e dalla focale di 50 mm fino a 70 è di 20 cm, diventa 30 cm alla focale di 100 mm e arriva a 40 cm da 135 alla focale massima.

Apertura equivalente

Nel diagramma è riportata l’apertura di diaframma equivalente dell’obiettivo della RX10 II, fissa al variare della focale, a confronto con quelle delle Olympus Stylus 1, Panasonic FZ1000 e FZ300, delle mirrorless M43, delle reflex APS e fullframe con obiettivi di escursione focale equivalente o quasi.

Sony_RX10MII_diaframma_equivalente

L’apertura equivalente da indicazioni sulla qualità d’immagine ottenibile dalla fotocamera al variare della focale, specialmente per il rapporto segnale/rumore, e alla profondità di campo ottenibile. Più l’apertura è bassa più la qualità è migliore e la profondità di campo ridotta.
Il diaframma equivalente della RX10 II è sempre inferiore, tranne che alla focale minima, a quello della Panasonic FZ1000 che ha un obiettivo ad apertura variabile; a 200 mm la differnza è di 1 stop. E’ anche moto inferiore a quello delle Stylus 1 e FZ300 che, pur avendo un obiettivo ad apertura costante f/2,8, hanno sensori più piccoli.
Rispetto alle Micro 4/3 con zoom 14-150 f/4,0-5,6 (equivalente ad un 28-300 mm) il diaframma equivalente della RX10 II è sempre inferiore e questo vuol dire che con la Sony si possono ottenere foto con un miglior rapporto segnale/rumore e una profondità di campo più ridotta che con una Micro 4/3 con questo zoom a parità di esposizione. Per ottenere risultati migliori con queste macchine è necessario usare obiettivi più luminosi, disponibili però con minore escursione focale o a focale fissa.
Considerando le APS con zoom 18-200 f/3,5-5,6 (equivalente ad un 27-300 mm) si vede che queste sono in vantaggio, grazie al sensore più grande, fino alla focale equivalente di 100 mm, mentre oltre la RX10 II è preferibile. Solo le fullframe, con zoom 28-300 mm f/3,5-5,6 sono sempre in vantaggio rispetto alla Sony, anche se alla focale di 200 mm solo di 1 stop.
In conclusione l’obiettivo della RX10 II consente, grazie alla sua luminosità costante ed al sensore di medie dimensioni su cui è montato, di poter scattare con sensibilità più basse e diarammi più aperti delle concorrenti, delle Micro 4/3 e anche delle APS alle focali tele, con una migliore qualità d’immagine.

Risoluzione

Come spiegato nell’articolo “Risoluzione: obiettivi e sensori” riporto le misure della risoluzione orizzontale relative all’accoppiata obiettivo sensore per le focali equivalenti di 25, 50 e 100 mm.

24 mm equivalenti

Sony_RX10MII_risoluzione-24

la risoluzione ottima al centro a f/2,8 si mantiene costante fino a f/8,0 con un calo a f/11 per diventare appena sufficiente a f/16. I bordi sono inferiori, ma comunque buoni, con una risoluzione costante da tutta a pertura a f/5,6 con un leggero calo a f/8,0 che prosegue fino a diventare scarsi a f/16.

50 mm equivalenti

Sony_RX10MII_risoluzione-50

la risoluzione ottima al centro a f/2,8 si mantiene costante fino a f/8,0 con un calo sensibile a f/11, solo buono,e diventano appena sufficienti a f/16. I bordi sono quasi allo stesso livello, molto buoni fino a f/4,0, migliorano a f/5,6 ottimi e uguali al centro e poi seguono lo stesso andamento.

100 mm equivalenti

Sony_RX10MII_risoluzione-112

la risoluzione al centro a f/2,8 è buona, ma inferiore a quella alle focali più corte. Migliora ed è ottima a f/4,0 per poi tornare molto buona fino a f/8,0 con il calo visto anche in precedenza a f/11 e f/16 a cui è appena sufficiente. I bordi sono inferiori, ma buoni atutta apertura, per diventare molto buoni fra f/5,6 e f/8,0 e poi calare come il centro.

Alle focali superiori, alle quali non sono in grado di effettuare misure nel mio studio, si rileva delle foto scattate che la risoluzione si mantiene sui valori elevati fino alla massima focale equivalente di 200 mm.
In complesso un’ottima prestazione, anche se sconsiglio di usare questo obiettivo a f/16.

Distorsione

Osservando le foto jpeg o quelle convertite con Capture One non si vede nessuna distorsione. In realtà l’obiettivo ha una forte distorsione a tutte le focali ed a tutti i diaframmi, ma questa viene corretta automaticamente dalla macchina in fase di salvataggio jpeg o dal software di conversione se questo lo prevede ed ha diponibili le informazioni necessarie. Per evidenziare la distorsione ho usato il convertitore raw di Sony, Image data converter, che non prevede alcun tipo di correzione. La distorsione è abbastanza forte, a barilotto alla minima focale 8,8 mm (24 eq.), costante a tutti i diaframmi, ma diventa a cuscinetto già a 18 mm (50 eq.) e rimane così fino alla massima focale.


Evidentemente questa distorsione fa parte del progetto per realizzare uno zoom luminoso e ad alta escursione focale minimizzandone le dimensioni ed i costi. Comunque non ha nessuna influenza sulla qualità dell’immagine e ce ne si può accorgere solo usando le foto raw ed un convertitore che non ne prevede la correzione. Oltre a Captur One anche Ligtroom, Camera Raw, DNG Converter e Raw Therapee la correggono automaticamente.

Vignettatura

E’ abbastanza ridotta, pari a 1/3 di stop a 24 mm e f/2,8 e diminuisce chiudendo il diaframma e alle focali maggiori.

Stabilizzazione

L’obiettivo della RX10 II è stabilizzato otticamente. La stabilizzazione è disattivabile da menu.
Scattando alla massima focale, 200 mm equivalente, per la quale il tempo di sicurezza per evitare il mosso è di 1/200, ho ottenuto foto nitide fino ad 1/6 con un guadagno di 5 stop.

Raffica

La RX10 II dispone di due velocità di raffica. A quella più bassa, 6 fg/s, la messa a fuoco e l’esposizione sono determinate scatto per scatto. A quella più alta, 14 fg/s, invece messa a fuoco ed esposizione sono stabilite al primo scatto.
In prova, scattando con autofocus continuo a inseguimento agganciato al soggetto, priorità dei tempi con 1/1000 di secondo, salvataggio in jpeg standard su scheda classe 10 USH-I U3, ho ottenuto alla velocità più bassa circa 5,3 fg/s con foto quasi sempre ben a fuoco, salvo qualche rara eccezione per la prima, per una durata di 15-16 secondi, quindi per circa 80 foto, poi la raffica prosegue indefinitamente a cira 3 fg/s. Alla velocità più alta di 14 fg/s,nelle stesse condizioni, ho ottenuto una velocità di circa 14,2 fg/s.
Un’ottima prestazione per una bridge che eguaglia quella di molte reflex.

Video

Le funzioni di ripresa video sono state descritte nella pagina dedicata alla descrizione e uso della fotocamera.
Nelle prove pratiche la RX10 II ha dimostrato ottime capacità con una messa a fuoco rapida e precisa che difficilmente perde il fuoco per i soggetti in movimento, ma nel caso lo recupera rapidamente. La qualità delle riprese è sempre stata ottima sia in esterni che in interni con poca luce, come esposizione, bilanciamento del bianco e definizione. la durata di una ripresa può essere al massimo di 29 minuti e 59 secondi. Per le riprese di lunga durata è opportuno però usare il formato AVCHD o XAVC S perchè con quello MP4 si raggiunge il limite dei 4 Gb massimi per la dimensione del file prima dei 20 minuti ed a quel punto la registrazione si interrompe.
Le riprese 4K sono salvate in MP4 e presentano un’ottima qualità e definizione. da queste è possibile estrasrre, con opportuni editor video, fotogrammi da 8 Mpx come quella proposta

La funzione moviola con la possibilità di rallentare il video fino a 40x è efficacissima per l’analisi di movimenti rapidi, ad esempio in ambito sportivo, anche se la durata di una ripresa è di pochi secondi a causa delle rilevanti dimensioni dei file prodotti.

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Descrizione & uso
Galleria
Conclusioni
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